ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 12 ottobre 2016
ultima lettura martedì 20 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Storia fantastica 5

di Legend. Letto 383 volte. Dallo scaffale Amore

Storia fantastica 5A quella domanda, fatta con noncuranza proprio mentre lei stava portando alle labbra il bicchiere del latte, Sara ebbe un sussulto improvviso che le fece andare di traverso il latte e rovesciare il bicchiere sui pantaloni.– Por...

Storia fantastica 5



A quella domanda, fatta con noncuranza proprio mentre lei stava portando alle labbra il bicchiere del latte, Sara ebbe un sussulto improvviso che le fece andare di traverso il latte e rovesciare il bicchiere sui pantaloni.
– Porca vacca! – Esclamò con voce imbarazzata saltando in piedi e avviandosi di sopra tossendo
– Togli i jeans ma non tentare di pulirli con l’acqua. – Disse lui ad alta voce – Vanno lavati con sapone, altrimenti resterà la macchia.

Quando ridiscese e Fred si voltò a guardarla, per poco non gli cadde la pipa dalle labbra notando che aveva indossato l’unico capo del suo guardaroba che non fossero jeans.
– Mio dio! – Mormorò
– Gli altri jeans sono ancora nel granaio ad asciugare. – Borbottò lei impacciata – Perché mi guardi a quel modo? È la gonna che ho trovato nell'armadio che fu di mia madre
– Somigli a tua madre… Ma cosa dico? Tu sei infinitamente più bella!

Senza ribattere Sara sedette sulla poltrona tentando inutilmente di dare un verso alla gonna, finendo poi, dopo alcuni nervosi tentativi, per esplodere in una delle sua colorite espressioni.
– Al diavolo! Più la guardo e meno mi piace. Ma come cavolo faceva ad indossare quest’affare
– Invece stai benissimo. Sai che è la prima volta che ti vedo vestita come una vera donna? Forse le gambe sono un po’ magroline, ma nel complesso la gonna migliora il tuo aspetto
– Magre un corno! – Esclamò lei – Con quest’accidente di gonna ho freddo. Mi sembra d’essere nuda
– Beh, tanto oggi non dobbiamo uscire
– Per carità! Pensa se mi vedesse il mio gatto, sai quante risate si farebbe
– Lascia in pace la gonna e rispondi alla domanda che ti ho fatto prima
– Ma dai che cavolo dici, smettila! – Borbottò lei piegandosi ad attizzare il fuoco per mascherare il rossore del suo volto

Con una mossa che accentuò ancor più il suo imbarazzo, Fred si alzò e si accostò a lei per scaricare sulla brace la cenere della pipa.
– Ehi pulcino! Cos’è che non va?
– Nulla! Smettila di dire fesserie, mi dai sui nervi – Scattò lei senza alzare il capo e continuando a trafficare con le molle
– Cosa stavamo dicendo? – Mormorò lui tornando a sedere in poltrona
– Si parlava di Ameth
– E del suo tradimento
– Fummo noi a tradirlo. – Disse lei tornando a sedersi sulla poltrona per riprendere la sua guerra personale con la gonna – Non avremmo dovuto permettere che si creasse una specie di indipendenza tendente a voler diventare come noi
– Ho l’impressione di averla già sentita questa storia
– Certo che l’hai sentita. Non vedi anche tu il ripetersi della storia dei vostri Adamo ed Eva? Anche il tuo Dio scelse di renderli mortali quando tentarono di somigliargli

Soffio, che nel frattempo era entrato in casa, dopo aver fatto un largo giro in cucina si diresse verso la sua cuccia, ma quando gli fu davanti restò a guardarla scuotendo la testa.
– Beh! Cos’hai da guardare? – Esclamò lei – Non hai mai visto una donna?
A quella battuta il gatto si accucciò, ma senza staccarle lo sguardo di dosso e lei, dopo aver tentato inutilmente di sistemare la gonna, si alzò andando a sedersi sul pavimento accanto alla cesta.
– Ehi! Non mi riconosci? – Mormorò a voce bassissima – Sono io, Sara!

Ovviamente il gatto non rispose, ma dopo averla osservata ancora per qualche attimo, sistemò meglio il suo corpo e nascose la testa sotto una zampa.

– Ecco, hai visto se avevo ragione? – Esclamò lei rivolgendosi a Fred – Guardalo, sta ridendo di me
– Ma dai! Ora non mi dirai che i gatti conoscono l’umorismo?
– Lo conoscono, lo conoscono. Sai come ti chiama?
– Me? Lui ha dato un nome a me?
– A tutti noi ha dato un nome. Tu sei... forse è meglio che non te lo dica
– Ora cosa credi che farà?
– Non vorrà più guardarmi, ecco cosa farà!
– Non intendevo il tuo gatto, mi riferivo ad Ameth
– Cosa farà lui non è importante, quello che conta è cosa farò io
– Cosa?
– Dovrò cercarlo
– Non ne vedo la ragione
– Lui è sulla Terra per me. – Disse tornando a sedersi sulla poltrona – Sa bene che in questo universo non c’è posto per entrambi e a costo di distruggere questo pianeta tenterà di farmi uscire allo scoperto
– Come può aver saputo della tua presenza?
– Quando lo scacciai da Eras egli precipitò sulla Terra causando un bel disastro
– Quando successe?
– Era da poco iniziato questo secolo… ma non stare li a far calcoli, la Terra dista milioni di anni luce dalla nostra galassia e tenendo conto della curvatura del tempo il fatto avvenne in epoche remotissime
– Non facevo calcoli, cercavo di ricordare cosa può essere accaduto di molto grave all’inizio del secolo
– Te lo dirò io, era il 1908
– Tunguska?
– Si… ma per fortuna quella parte del pianeta era disabitata
– Cosa fu? Una esplosione nucleare?
– Qualcosa di molto simile. Quando Ameth penetrò nella vostra atmosfera l’accumulo di energia che aveva assorbito si era quasi esaurita, altrimenti la Terra sarebbe stata annientata all’istante
– Dunque avevamo ragione, fu energia atomica
– Ne parli come se si trattasse di una cosa malvagia. Ricordati che si tratta della mia energia!
– Intendi dire che la tua energia è atomica?
– Non esattamente come la conoscete voi, ma è pur sempre energia modulata ad altissima frequenza
– Che accidenti è?
– Un po’ di rispetto Fred! Non credo ti farebbe piacere se parlassi così della tua energia vitale
– Puoi essere più precisa?
– Dovrà trascorrere ancora del tempo prima che riusciate a riprodurla in laboratorio
– Cosa la rende diversa dall’energia nucleare che conosciamo?
– Tutto e nulla! Tra loro vi è molta similitudine. Sono atomi in cui le particelle caricate positivamente girano attorno a nuclei di segno opposto
– Antimateria!
– Non ti allarmare Fred! Ti assicuro che non hai nulla da temere
– Non volevo dare quest’impressione, non ho paura, mi ha soltanto sorpreso
– Perché?
– Ho sempre intuito che in te vivesse qualcosa di diverso, ma non che il tuo essere...
– Fosse composto di quella energia? – Terminò lei
– Spero che tu sia in grado di controllarla… Perché tu la controlli, non è così?
Sara rise
– Sta tranquillo. Non è difficile controllarla, è un po’ come regolare la temperatura del forno quando preparo il pane. Insomma, è pressappoco la stessa cosa
– Se lo dici tu
– Sai che da quando sono sulla Terra ho scoperto di riuscire perfino a tramutarla senza problemi?
– Ho paura di averti sottovalutato. Ti giuro che ero del tutto all’oscuro di questa tua caratteristica
– Non raccontare balle
– Perché dici queste cose?
– Perché appartengono a te e non ho alcun diritto di entrare nella tua intimità
– Cosa avrei fatto senza di te. – Mormorò lei stringendosi nelle spalle
– In cosa puoi tramutarla? – Chiese lui fingendo di non averla udita
– In molte cose, tra cui in energia positiva
– Cosa vuol dire esattamente energia positiva?
– Che può migliorare le condizioni subatomiche di questa parte di Universo
– Vuoi forse dire che può influenzare il tempo?
– Anche, ma a volte muta perfino le strutture atomiche
– Ora sei tu a raccontare balle. Com’è possibile?
– Questo non devi chiederlo a me, è il modulo che sa come fare
– Immagino che se raccontassi in giro d’aver vissuto al fianco di un buco nero probabilmente mi prenderebbero per pazzo. Credi che la Terra possa correre qualche rischio?
– Non scherzare Fred! Sai bene che finché ci sarai tu non potrà accaderle nulla. Comunque è soltanto una questione di tempo, tra trenta o forse quaranta miliardi di anni questo universo entrerà in contatto con un’altra dimensione composta di questa energia e allora...
– Continua. Cosa vuol dire quel... e allora?
– Allora sarà l’inizio o la fine, anche se in fondo è la stessa cosa
– Ci saranno degli indizi?
– Ce ne sono già. In alcune parti di questo universo si sono aperte delle fonti. Ve n’è una anche in questa galassia
– Cos’è una fonte?
– È un termine improprio, poiché attraverso quel contatto vi è soltanto assorbimento, ma quando sarete in grado di osservarla vi apparirà come una fonte
– Se non altro ci toglierà dai piedi Ameth
– Non ci conterei troppo, egli è in grado di manipolare ogni tipo di energia e sebbene non gli sia possibile tramutarla, può sopravvivere a qualsiasi contatto energetico
– Davvero consolante! Ciò vuol dire che continuerà a fare del male?
– Vedremo
– Ha un senso quel vedremo?

Sara rise scuotendo il capo
– Quando cadde sulla Terra dovette credere che lo avessi seguito, poiché da quel momento ha tentato di tutto pur di farmi uscire allo scoperto. Sai quante guerre ha causato in questi quarant’anni sperando che intervenissi?
– Perché avrebbe dovuto credere che tu lo avessi seguito?
– È nella logica che lo domina
– Perché non l’hai eliminato?
– Potrei darti centinaia di risposte, ma non sarei sincera. La verità è che pur essendo nemici non ci odiamo. Almeno per quanto mi riguarda
– Valutando quanto ti ha fatto non dovrebbe pensarla alla stessa maniera, non credi?
Sara scosse il capo
– Sbagli, egli non voleva uccidermi
– Ma l’ha fatto
– Si, l’ha fatto, ma sono certa che ne aveva programmato la conclusione
– Se non voleva ucciderti, cosa cercava il modulo?
– No, lui vuole qualcosa della Sara di oggi
– Allora è probabile che possa ritentare
– Per un po’ se ne resterà lontano a leccarsi le ferite, ma un giorno tornerà. Con lui ho soltanto vinto un’altra battaglia, ma lo scontro finale non è lontano. Sa bene che deve assolutamente battermi se...– Sara s’interruppe di parlare come se stesse seguendo un pensiero

– Se? – Chiese Fred
– Nulla, deve soltanto battermi
– Stavi pensando a qualcosa in particolare?
– Lascia perdere, non correre con la fantasia
– Potrebbe batterti?
– Dovrò scoprirlo
– Posso aiutarti
Sara scosse il capo
– Nessuno è in grado di farlo, debbo affrontarlo da sola
– E tu credi che te lo lascerò fare?
– Oh Fred! Tu non vuoi proprio capire
– Cosa c’è da capire?
– Quello che avverrà tra me e Ameth non sarà uno scontro comprensibile nella logica. Non può essere paragonato neppure ad una collisione tra due mondi. Sarà la sfida tra due entità simili al tuo Dio
– Ad ogni modo non te lo permetterò
– Fred! Mio dio, ma chi credi di essere? Veramente sei convinto di poter fare delle scelte in nome dell’umanità?
– E tu puoi?
– Io debbo!
– Tu non devi nulla a nessuno di noi. Questo non è il tuo mondo
– Non ferirmi ti prego, so bene che non lo è, ma sapessi quanto lo amo, ed è per questo non permetterò che finisca in una nuvola di atomi impazziti. Debbo farlo Fred! Debbo farlo per la tua gente o per la mia, per il tuo Dio, per mia madre, per la sua musica, per tutte le cose belle che ho nel cuore, per tutti coloro che ancora debbono nascere, ma soprattutto debbo farlo per te. Puoi chiedermi la vita, ed io sarei pronta a donartela senza rimpianti, ma non potrò mai tradirti. A cosa sarebbero serviti i tuoi insegnamenti. Ti prego, lascia che realizzi il mio sogno, lascia che possa dimostrare a me stessa di meritare il tuo sentimento!

– Tu non devi nulla alla Terra, il tuo compito è un altro
– Il mio compito è combattere il male, ed ora egli è qui
– Allora dovremo trovare un’altra soluzione
– Non ne esistono. Ho soltanto bisogno di trovare il coraggio di tornare ad essere la Sara che ero prima di scendere sulla Terra. Non posso sperare di batterlo con quello che ora ho nel cuore
– Cos’hai nel cuore?


Continua…



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: