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lavoro pubblicato mercoledì 12 ottobre 2016
ultima lettura martedì 20 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Storia fantastica 4

di Legend. Letto 450 volte. Dallo scaffale Amore

Storia fantastica 4Mentre Sara scendeva le scale dovette forzare la mente per abbandonare il sogno. Fred era nella sala, intento a sistemare la legna accanto al camino e sentendola scendere si voltò togliendosi la pipa dalle labbra– Buongi...

Storia fantastica 4



Mentre Sara scendeva le scale dovette forzare la mente per abbandonare il sogno.

Fred era nella sala, intento a sistemare la legna accanto al camino e sentendola scendere si voltò togliendosi la pipa dalle labbra
– Buongiorno! Non hai appetito stamani?
Lei annuì sorridendo – Ciao! – Mormorò aggrappandosi al suo collo per deporre un bacio sulla sua fronte – Prenderò un po’ di latte
– Sarà freddo ormai
– Non fa nulla. Ho tardato a prendere sonno
In cucina si versò il latte in un bicchiere e tornò in sala sedendo sul pavimento accanto la cesta del suo gatto
– Non hai più la tua tazza? – Domandò Fred
– Non mi sento di mangiare – Rispose lei con un sorriso sulle labbra
– Allora? Non hai nulla da dirmi?
– C’eri anche tu, no?
– No, purtroppo mi sono addormentato come un’imbecille
– Non hai alcuna responsabilità in questo, è stato il modulo che ti ha imposto il sonno. Cosa vuoi sapere?
– Avrei bisogno di un milione di risposte, ma forse è meglio se inizi dal modulo. Cosa accidenti è?
– Mi domandavo se me lo avessi mai chiesto
– Beh, ora l’ho fatto
– Allora dovrai credermi sulla parola, non è facile parlarne e tantomeno comprendere
– Tu provaci, da parte mia hai tutta l’attenzione
– Nei tuoi ricordi esiste questo termine?
– Si, ma è un termine al quale non abbiamo saputo dare un senso preciso, se non quello riportato dai dizionari
– In pratica è il termine che il mio popolo assegnò ad una precisa unità anatomica che risiede in un’area dell’organo di pensiero
– Riguarda soltanto gli esseri umani?
– No, è un attributo che appartiene a qualsiasi forma d’intelligenza. In questo universo esistono razze che non hanno nulla dell’aspetto umano, ma non per questo sono meno intelligenti
– Vai avanti
– Nell’uomo è collocato nel fondo della scissura traversa del cervello. Precisamente nella regione diencefalica a ridosso del terzo ventricolo, ed è talmente minuscolo da essere sfuggito agli scienziati della Terra per moltissimi anni. In realtà è una piccola glandola che chiamate “Glandola pineale”, ma sebbene si comporti come tale non è una vera glandola
– Quello sarebbe il modulo?
– Sei sorpreso? Ma racchiude in se una quantità di leggi incredibili. Nella sua struttura molecolare la natura ha provveduto a registrare la totale conoscenza delle leggi universali
– Un archivio
– In un certo senso può essere considerato un banco di memorie a cui si può attingere quando se ne senta la necessità
– Come?
– Qui cominciano le difficoltà. Non è possibile avere un contatto cosciente con il modulo se non attraverso la sua energia
– E cosa accade?
– Lo hai visto con i tuoi occhi
– I tuoi poteri nascono da quell’organo?
– I miei poteri sono il risultato dell’elaborazione di quelle leggi
– E' un fattore ereditario?
– Assolutamente no, almeno per gli uomini di questo pianeta
– Mentre sul tuo pianeta lo è
– Si, in un certo senso, poiché ci creò soltanto guai. E quando l’impero crollò la nostra gente fu ridotta a brandelli nel tentativo di carpirne i segreti
– Tutti hanno le tue stesse capacità?
– No, possono disporre di una frazione infinitesimale della mia potenzialità
– Quindi tu e lui siete simili… ma come accidenti si chiama… gli avrete dato un nome!
– Ameth!

Al pronunciamento di quel nome la stanza sembrò farsi silenziosa.

– Cos’è per te il modulo? – Domandò Fred per rompere il silenzio che si era fatto
– È la mia mente, – Rispose lei parlando a voce bassissima – la mia voce, il mio corpo, è il mio sesto senso, il mio terzo occhio, i miei sentimenti
– E tu cosa credi di essere per lui?
– Vorrei non essere semplicemente il veicolo di cui si serve
– È davvero tanto grande quella potenza?
– Non puoi neppure immaginare quanto immensa sia la potenza che scaturisce da quelle leggi. A volte ne ho paura io stessa
– Come si manifesta, voglio dire, cosa si prova?
– Non esistono termini in grado di esprimere quelle sensazioni, ma se dovessi fare un paragone direi che somiglia al sentimento che provo per te
– Perché non ci provi?
– Sei un figlio d’un cane lo sai, vero? – Mormorò lei abbassando gli occhi
– Si lo so, ma tu continua
– Va bene, l'hai voluto tu… Quando dico di volerti bene o di essere felice, esprimo soltanto un’emozione e non ciò che accade ai meccanismi del mio corpo. La felicità o l’amore sono soltanto alchimia prodotta dalla nostra energia vitale. Immagina di dover descrivere qualcosa senza limiti, quali parole sceglieresti?
– Anche il cielo non ha limiti, eppure è facile descriverlo
– Ciò di cui parlo è qualcosa di cui non conosco i limiti Fred… parlo del mio sentimento per te.

Scosso come se fosse stato percorso da un flusso elettrico Fred annuì lentamente, poi tornando a guardarla chiese
– Sei d’accordo se cambiamo argomento? Ora desidererei sapere cos’è accaduto questa notte?
– Non lo immagini?
– Ho paura di si, ma vorrei conoscere i particolari
– Preferirei che continuassi a non sapere, ma non sarebbe giusto. Ora mi collegherò con le tue cellule cerebrali
Sorridendo Fred si dispose al contatto, ma via via che avanzava nella conoscenza il sorriso sembrò morirgli sulle labbra.
– Hai paura? – Domandò Sara
– Cos’è Ameth?
– Una volta non era soltanto un essere composto da un amalgama di elementi biologici e tecnologici, ma la nostra arma migliore
– Un essere cibernetico?
– No, lui fu concepito come concetto. Conosci nulla degli studi di Heisenberg?
– Qualcosa
– Lui ha introdotto l’umanità in un campo che vi porterà lontano, ma fino ad allora il concetto rimarrà quello di riconoscere un limite alla conoscenza di un fenomeno
– Tu non sei un concetto, vero?
– No… se ti riferisci al fatto di essermi espressa affermando di essere simile ad Ameth
Fred annuì prima di chiederle – Allora cosa sei?
– Non vorrei scuoterti più di così, ma per un attimo prova a pensare a me come…
– …il bene e il male? – La interruppe lui
– Pressappoco… ma ora ciò che importa è aver scoperto che in lui c’è qualcosa che sta mutando
– In bene o in male?
– Ne l’uno ne l’altro, sta soltanto tentando di somigliarmi
– Allora è in bene
Lei sorrise e scuotendo il capo mormorò
– Sei incorreggibile! Questo suo mutamento riguarda soltanto il suo aspetto?
– No, non si tratta soltanto di esteriorità, lui sta mutando la sua struttura molecolare in qualcosa che non sono riuscita a comprendere
– Da cosa lo hai dedotto
– Non è stato difficile… Ognuno di noi, assegnato a compiti temporali, conosce alla perfezione il suo quadro sinottico, ed è giusto che sia così, altrimenti non sarebbe in grado di prevedere le sue mosse
– E ora invece non è più possibile?

Lei annuì sorridendogli
– Egli sarebbe dovuto rimanere nella logica dei suoi schemi e invece non è più l’essere con cui mi scontrai su Eras. Qualcosa di lui sta degradandosi, è più vecchio, più maturo. Ora usa schemi comportamentali che non erano nelle sue celle e se non mi sono sbagliata, ora conosce l’esistenza del modulo e sa come cercarlo
– Possiede il modulo?
– No, ma in teoria potrebbe averlo
– Quindi potrebbe servirsene?
– È assai improbabile, il modulo non è soltanto una parte dell’organo pensante, in esso vi è l’essenza della vita, la possibilità di creare… E creare non è un atto formale, è cedere la propria energia, è la scintilla che innesca il processo di modifica nella struttura dell’infinito… Ed egli non può cedere la sua energia perché non ne possiede una sua
– Allora che genere di vita conduce? Cosa lo sostiene? In lui deve pur esserci un qualche tipo di energia
– La sua vita è concettuale, non ha nulla che possa innescarla, può soltanto alimentarsi con ogni tipo di energia, inclusa quella prodotta da collassi stellari, ma deve farlo ininterrottamente se non vuol cessare di esistere
– Poco fa hai detto che ti è sembrato più vecchio, cosa volevi intendere in realtà?
– Quello che hai compreso, egli non si alimenta più
– Cosa te lo fa credere?
– Quando è entrato in me non si è limitato al controllo della mia natura, ha cercato qualcosa di eterogeneo
– Avrei fatto la stessa cosa anch’io
– Certo, ma in te esiste la scintilla della vita che lui non ha. La sua mente dovrebbe funzionare secondo la logica preregistrata nei suoi schemi e i dati in suo possesso non avrebbero dovuto consentirgli quell’insieme di stati illogici… No, lui ha voluto che sapessi
– Ma se non ha agito secondo i suoi schemi, cosa può averlo guidato?
– Non lo so Fred e se penso che si è fatto sorprendere con le sonde in fase di assorbimento... Non doveva essere così
– Perché?
– I suoi poteri sono praticamente illimitati, ma non poteva contare che su stimoli imposti. Non gli è stato concesso pensare
– A sentire te invece ora sarebbe in grado di farlo
– Deve essergli accaduto qualcosa di eccezionale se è stato capace di modificare questa condizione
– Potrebbe cessare di esistere?
– In teoria senza alimentazione dovrebbe essere così… ma ora lui possiede qualcosa che lo alimenta autonomamente… un’entità simile ad una coscienza umana… Dio mio sono pazza! Non gli è stata data un anima. Sarebbe stato illogico concepire un simile mostro e dotarlo di sentimenti, non ti pare?

– Le tue sono soltanto congetture? – Commentò lui dopo un attimo di silenzio
– Cosa vuoi che ti dica… Ora non sono più sicura di nulla
– Ammettiamo che per qualche strana ragione sia riuscito a dotarsi di una coscienza così come la conosciamo noi, non credi che lo porrebbe in conflitto con i fondamenti della sua struttura mentale o di quello che accidenti ha nella zucca… e avviarlo irrimediabilmente verso la fine?
– Potrebbe aver superato quel conflitto avvalendosi di un aiuto esterno
– Credi che qualcuno possa averlo aiutato?
– Perché no? Io sono riuscita a superarlo grazie a te. Ricordi i miei primi tempi nella tua casa? Quando tu eri nei campi e io combattevo la mia battaglia per non impazzire? – Sussurrò lei guardando lontano – Beh, in realtà non sono mai stata sola, tu eri sempre nella mia mente e nel mio cuore, ed io mi sono aggrappata a te per non perdermi

– Intendi dire che potrebbe aver trovato una ragione per la quale sacrificarsi?
– Ho paura di essere stata io quella ragione
– È possibile… Ma cosa può volere da te?
– Questo non lo so, ma deve essere qualcosa per cui neppure la morte è un sacrificio
– Quante volte ti sei scontrata con lui?
– Moltissime, ma questa è stata la seconda volta che ci siamo trovati faccia a faccia. Ci conosciamo talmente bene da sapere sempre quando l’altro si sta avvicinando
– Eppure questa volta ti ha sorpreso impreparata, come può essere accaduto?
– Perché è cambiato? Oh Fred, cosa vuol dire tutto ciò?
– Cosa posso dirti, forse si è innamorato di te!
– Lui non conosce quel sentimento. L’unica cosa che lo accomuna ad un essere umano è soltanto un bel nome e niente altro
– Un nome ben strano
– Un nome che ha la sua radice nella nostra vecchia lingua, ma che ha un significato terribile
– Verità? – Chiese lui sottovoce
– Come puoi conoscere la traduzione di quel nome?
– Sulla Terra esiste un’antica lingua ormai caduta in disuso e Ameth è la traduzione della parola verità
– Che senso ha tutto ciò? Possono due mondi così lontani avere in comune la stessa lingua?
– Potrebbero avere avuto la stessa matrice in tempi diversi, ma per conoscere la verità si dovrebbe riuscire a viaggiare nel tempo. Tu sei in grado di farlo?
– Si, cioè no! Non è consigliabile e poi si dovrebbe tornare indietro miliardi di anni
– Sarebbe interessante. Se non altro ci si potrebbe avvicinare all’inizio
– E scoprire che non esiste?
– Deve pur esserci stato un inizio, no?
– Non come intendete voi
– Conosci la verità?
– Quello che gli uomini conoscono come universo, è soltanto un fascio energetico dotato di quattro dimensioni che occupa una minuscola parte dell’infinito
– Puoi definire infinito?
– Potrei chiamarlo vita o caos, ma non sarebbe il termine esatto. L’infinito è al tempo stesso fine ed inizio. In lui si agitano un numero inimmaginabile di universi più o meno simili a quello che stiamo vivendo e di cui noi viviamo soltanto il tempo
– Intendi dire che tutto ciò che ci circonda è tempo?
– Il resto sono soltanto immagini. Ogni universo è un fascio energetico che si espande per miliardi di anni luce fino a raggiungere o ad essere raggiunto dai confini di un altro universo, mi segui?
– Con qualche difficoltà. E cosa accade quando due universi s’incontrano?
– Non è molto simpatico, poiché nell’istante in cui avviene il contatto uno dei due deve necessariamente mutare condizione. La fase successiva sarà un unico fascio energetico che riprenderà ad espandersi seguendo la curva del tempo
– E la vita si estinguerà?
– No, ma prevarrà la più forte
– E tutto ciò proseguirà senza mutare mai?
– Mai! L’unica condizione che non potrà mai variare, ma che annota ogni azione, è quella equazione astratta che voi chiamate tempo. È lui il vero dominatore
– Che aspetto ha?
– Vorrei saperlo, ma per quanto ne so non ha un vero aspetto
– È la verità? – Chiese lui interrompendola
Sara si strinse nelle spalle sussurrando – Ab ovo!
– Citazione latine? Non ricordo di averti insegnato questa lingua
– Nel mio bagaglio vi è la conoscenza di popoli e lingue ormai scomparse
– Vogliamo tornare al nostro amico Ameth?
– Perché lo hai definito amico?
– Avrei fatto meglio a dire nemico?
– No, non hai sbagliato a definirlo tale, poiché fu davvero un buon amico per il mio popolo. Per noi compì cose di cui mi vergogno perfino a parlarne e come premio per la sua fedeltà gli fu imposto quel nome.
– Quale ragione vi spinse a concepirlo?
– Non lo so, non so dirti perché sentimmo la necessità di concepire quell’essere blasfemo e concedergli la conoscenza della morte.
– Su quali basi improntaste il vostro rapporto?
– Non è mai esistito alcun rapporto, ma ci terrorizzò a tal punto che decidemmo di renderlo mortale per avere su di lui un controllo più efficace, ma come sai preferì fuggire portando con se il segreto della sua immortalità e della sua bestialità
– Quindi non avevate alcun controllo su di lui?
– Nei suoi schemi fu immesso un codice di comportamento che gli avrebbe impedito qualsiasi autonomia, ma qualcuno o forse qualcosa lo aiutò
– Come fu possibile?
– Non ci crederai ma quell’essere era divenuto un mito. Molti di noi ne avevano fatto un esempio da seguire. Anche in seno al Consiglio doveva avere dei seguaci fedeli
– Era così potente?
– Lo era talmente che le nostre migliori menti non stavano più al suo passo. Per nostra fortuna non riuscì ad annullare le chiavi di distruzione
– Cosa sono?
– Dovrei averne anch’io in qualche parte di me. Tecnicamente sono soltanto dei segnali inconsci preregistrati che scattano all’avverarsi delle condizioni previste dallo status legato ad esse
– Perché non le ha rimosse se era tanto potente?
– Quelle chiavi sono l’essenza stessa della sua esistenza, senza di loro non avrebbe alcun sostentamento
– Non foste davvero gentili con lui. Cosa prevedevano quelle chiavi?
– Si raccontano molte storie a proposito di quelle chiavi, ma la più spiritosa è certamente quella legata ad una donna
– Una donna?
– Si racconta che il giorno in cui egli si innamorerà di quella donna muterà condizione divenendo mortale
– Stai scherzando?
– È una storia Fred, nessuno di noi sa nulla di innamoramenti
– E tu cosa ne sai? – Domandò lui soffiando in alto una nube di fumo azzurro.
Continua…


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