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lavoro pubblicato lunedì 3 ottobre 2016
ultima lettura sabato 24 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Luna

di Eoc. Letto 467 volte. Dallo scaffale Pensieri

Luna era una ragazza alta, magra e con i capelli lunghi. Aveva le mani fredde e le unghie corte, solitamente l’indice della mano sinistra era ro...

Luna era una ragazza alta, magra e con i capelli lunghi. Aveva le mani fredde e le unghie corte, solitamente l’indice della mano sinistra era rovinato perché era solita portarlo alla bocca in situazioni di agitazione, ma non lo notava nessuno. Luna inoltre aveva un neo vicino all’orecchio sinistro, ma era nascosto da una ciocca di capelli più scuri che la caratterizzavano. Il suo nome era dato appunto dal colore dei suoi capelli, erano bianchi lucenti eccezion fatta per la ciocca castana vicino all’orecchio.

Luna non parlava molto, ma ascoltava. Nel tempo libero si recava alla stazione del suo paese, prendeva il primo treno che la potesse portare in città e rimaneva seduta sulla sua panchina ad osservare il via vai della gente. Portava con sé un violino perché tutti pensavano che in città lei seguisse lezioni di musica, ma in realtà le sue orecchie si cullavano solamente nella voce della gente.
Luna credeva fortemente che tutti avessero un potere, ed il suo era quello di essere invisibile nonostante fosse una ragazza con i capelli bianchi seduta su una panchina di una stazione con la custodia di un violino.

La stazione di Bologna era affollatissima, ed ogni giorno offriva uno spettacolo nuovo su cui sorridere o riflettere. Il binario 3, quello che ospitava per brevi pause i treni che portavano nei piccoli centri limitrofi, era il suo preferito. Solitamente c’erano molti ragazzi che venivano a Bologna per proseguire gli studi o per un nuovo lavoro che poteva far crescere speranze e ambizioni. Ognuno aveva una sua valigia di pensieri e desideri più o meno pesanti. Chi non aveva nessuna valigia con sé non aveva neanche un motivo per salire su un treno. Quando pensava ciò, si stringeva al suo violino.

Luna iniziò ad andare su quel binario dopo la seconda lezione di musica, la sua mamma l’aveva iscritta in modo che potesse socializzare e sfogare il suo estro che rimaneva nel suo caratteristico silenzio. Sperava che la musica potesse essere un buon modo di comunicare. La prima lezione di musica andò bene, c’erano diverse ragazze della sua età con unghie smaltate e capelli corti e due ragazzi con la camicia abbottonata fino all’ultimo bottone e una cartella rossa. Si parlava, si scherzava, si suonava, e ci si sentiva soli.
Luna decise di voler stare sola più che sentirsi sola e così iniziò ad andare alla stazione.

Inizialmente aveva timore che qualcuno la potesse disturbare, soprattutto nei mesi invernali dove il freddo portava in stazione tutti coloro che non avevano una coperta e una valigia, ma poi si ricordò del suo potere e si tranquillizzò.

Luna al binario 6 un giorno incontrò un uomo di cinquant’anni con il potere della forza, riuscì a fermare il treno con la mano per far salire una signorina con le ciglia lunghe che era inciampata in una disperata corsa contro il tempo. Cadendo parte di pensieri le erano caduti dalla valigia, così però era diventata più leggera e riuscì a prendere il treno. L’uomo con il potere della forza aveva una valigia molto pesante con sé ma decise di prendere anche la valigia della giovane donna e accompagnarla al vagone giusto.

Al binario 10 invece vide una signora anziana con il potere delle profezie, probabilmente aveva gli occhiali che le permettevano di vedere nel futuro. Era così allegra e rideva molto osservando le persone. Tanti avevano paura di lei e la evitavano ma ciò nonostante la signora non si sentiva a disagio. Li inseguiva urlando loro cose apparentemente sconnesse. Una ragazza giovane si spaventò a tal punto che quando la toccò tirò un urlo e le diede uno spintone dicendo che il suo cattivo odore le sarebbe rimasto sulla giacca nuova, allora la vecchia signora le disse che sarebbe stata infelice per tutta la vita. Lei andò verso le forze dell’ordine ma tanto la vecchia signora era già andata via. La vecchia signora dormiva al terzo bagno sulla sinistra vicino al binario, secondo Luna c’erano degli strani meccanismi per creare pozioni per influenzare il futuro. Un giorno Luna si avvicinò perché voleva la sua profezia ma tanto non la vide.

Al binario 4 Luna vide il potere dell’amore. Si trattava di due giovani adulti con gli occhi grandi che parlavano e le bocche serrate. Si guardavano in un modo che solamente loro potevano utilizzare. Parlavano una lingua segretissima e non avevano valige ma zaini enormi non molto pieni, ma molto spaziosi per sogni da condividere. Luna li guardò a lungo, con ammirazione, pensò per molto tempo che il loro potere fosse il migliore, perfino migliore del suo. La giovane adulta si mise a piangere e si rifugiò sul petto del giovane adulto, ed improvvisamente diventarono bambini. Lo si vedeva perché era la paura irrazionale del buio che la affligeva, il buio di non sapere probabilmente. Il potere della luce sarebbe stato utile ma ognuno ha un solo potere.

Al binario 7 c’era un bambino con il potere della luce. Lui riuscì a ritrovare la collana di una vedova. La signora in un momento di agitazione perse la collana con la foto del giovane marito defunto vicino al binario, non appena se ne accorse iniziò ad urlare convinta che fosse stata derubata. Tutti corsero verso di lei cercando immediatamente un colpevole della situazione. Nel momento in cui bisogna cercare un colpevole tutti sfogano i loro pregiudizi e cattivi pensieri senza un minimo di lucidità. Il bambino, ancora scevro di questi mali del mondo adulto usò semplicemente il suo potere di vedere ciò che gli altri non vedono. Trovò la catenina in un angolo in un cumulo di sporcizia e polvere. La prese e la strofinò sulla sua maglietta grigia e sporca di sugo ed alzò la sua mano all’altezza della borsa della vedova con le guance rigate dalle lacrime. Quando la signora lo vide strappò di mano la collana al bambino e gridò al miracolo. Il bambino andò via, ma rimase ancora senza pregiudizi e con il potere della luce. Luna invece si arricchì di un pregiudizio.

Luna tornava a casa dal binario 3 con l’ultimo treno solitamente. Sceglieva una carrozza in fondo ed il posto vicino al finistrino. Accanto a lei metteva il violino ed il suo carico di pensieri ed emozioni, di modo che nessuno potesse sederle accanto.

Il viaggio di ritorno verso il suo paese era di circa 45 minuti. Il treno passava per la campagna fredda, a quell’ora non si potevano vedere molti animali ma Luna sapeva che quei prati fino a qualche ora prima erano stati frequentati da mucche e cavalli.

Il suo treno faceva molte fermate per i paesi vicini, ed ogni fermata le ricordava un binario. Persone che salgono e che scendono con ingombranti bagagli. Solitamente c’era sempre qualcuno che dormiva e che si svegliava di soprassalto guardando fuori dal finestrino per orientarsi. C’era anche il signore con il giornale, e Luna si chiedeva come mai leggeva le notizie a fine giornata.
A volte c’erano dei giovani amanti o degli amici che avevano fatto qualche marachella. Le mani fredde di Luna a volte toccavano il finestrino, quasi per afferrare l’essenza della campagna che correva via dietro di loro.

Era Dicembre, faceva freddo ed era già buio. Il violino era molto più pesante del solito ed i capelli bianchi di Luna ancora più splendenti. Non era successo quasi nulla alla stazione ed un profondo senso di vuoto ed inadeguatezza pesava nel suo bagaglio. Poggiò a terra il violino, si portò l’indice alla bocca e iniziò a guardare fuori. Il buio non permetteva di vedere nulla. Desiderava immensamente sparire nel buio della campagna senza che nessuno potesse vederla andare via.
Morse più forte l’indice ed uscì un rivolo di sangue che su quella pelle bianca risaltava. Il sapore ferroso fu un tornare alla realtà, e solo così si accorse che accanto a lei si era seduto qualcuno.

Si girò di scatto e vide accanto a lei un ragazzo con gli occhi stanchi, il volto crucciato e le mani sulle tempie. Nascondeva il viso, forse stava male. Luna per un momento si dimenticò come si facevano uscire le parole dalla bocca. Il ragazzo notò il dito di Luna e le chiese se volesse un fazzoletto. Luna scosse la testa e guardò dritta di fronte a lei cercando di evitare gli occhi stance del suo nuovo compagno di viaggio.

Il ragazzo la guardò e sorrise, mise le braccia lungo le gambe e disse a Luna di avere dei bei capelli e anche Luna si mise a ridere. C’era una strana sintonia fra la ragazza invisile ed il ragazzo del treno. Scambiarono qualche parola, Luna gli chiese se stesse male e dove stesse andando. Luna cercò il suo bagaglio ma capì che era uno di quelli che portava dentro. I 45 minuti del viaggio si prolungarono e scesero ad una stazione diversa.

Luna dimenticò il violino sul treno, e scelse di tenere per mano il suo compagno di viaggio. Comprarono una valigia e la riempirono insieme. Luna non tornò alla stazione di Bologna ma iniziò un nuovo viaggio.

Il ragazzo aveva il potere della Luna.



Commenti

pubblicato il lunedì 3 ottobre 2016
michelino, ha scritto: Niente male questa Luna stralunata.
pubblicato il lunedì 3 ottobre 2016
Eoc, ha scritto: Grazie mille Michelino, apprezzo molto.
pubblicato il lunedì 3 ottobre 2016
lastregadelvento, ha scritto: E' bello trovare qualcuno con cui fare un pezzo di viaggio

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