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lavoro pubblicato martedì 20 settembre 2016
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Guerre invisibili!

di Bianco4. Letto 524 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Guerre invisibili!Premessa:questo racconto è collegato ad altri due della serie Rieka: la prima aliena. se certi passaggi non vi sono chiari po...

Guerre invisibili!

Premessa:
questo racconto è collegato ad altri due della serie Rieka: la prima aliena. se certi passaggi non vi sono chiari potete dare un'occhiata agli altri racconti.
Divertitevi!!



Prologo
Svegliandosi, per Roby si avvera nuovamente la sua visione. Il sole è già alto in cielo e illumina la stanza costringendolo a strizzare gli occhi. Poi si stiracchia un po' e si tira su da sotto le lenzuola, sedendosi nel letto e appoggiandosi allo schienale. Poi guarda al suo fianco: lì, proprio al suo fianco, c'è appisolato e ancora coperto dal manto bianco del lenzuolo quel sogno che per lui si è avverato. Anche se è passato già un mese, è ancora incredulo del fatto che Rieka, sua moglie, è niente popò di meno che una affascinante principessa aliena del pianeta Arcadia di razza Tallin, per la quale prova un amore sconfinato. Sì, per lui un vero e proprio sogno realizzato che gli da una trepidazione enorme anche solo al pensare a quella dolce creatura che ora sarà al suo fianco per sempre. Come dice spesso lui: gli è entrata nel DNA. E così la guarda con gli occhi sognanti, mentre ancora dorme completamente coperta dal lenzuolo, felice come non mai di averla, adesso, come sposa.
Lei, poco dopo, svegliata dai movimenti del marito, cerca di emergere da quel lenzuolo spingendo fuori la testa. Dato che stava dormendo supina, Roby sorride notando che, mentre lei spinge fuori la testolina, il lenzuolo delinea il capo e i due cornini tipici della razza tallin, e che tanto gli piacciono. Appena tirata fuori la testa, Rieka guarda il marito con gli occhi ancora intorpiditi dal sonno che la sta fissando sorridente.
"Ti sei svegliato felice o mi stai ridendo alle spalle? Che hai visto di così divertente?" Chiede lei.
"Da che ti ho sposato, - risponde lui - anche il lenzuolo ha messo su le corna!"
"Spiritoso subito di prima mattina?" replica lei, un po' infastidita da quella presa il giro. I tallin non sopportano infatti di buon grado le battute ironiche sulle loro corna.
"Un po' si e un po' no. Sono felice perché tu mi hai reso felice, ma ... - continua Roby un po' rattristato - oggi finisce il nostro viaggio di nozze. Come mi secca!"
"Anche a me. - sovviene lei accoccolandosi al fianco del marito - Su questo pianeta si sta veramente bene: sole, caldo, acqua, si mangia benissimo e la gente è fra le più cordiali in assoluto in questo quadrante. Mi mancherà questo posto!"
"Si, Porteg è proprio un gran bel pianeta. Non è detto, comunque, che non ci possiamo tornare! - replica lui abbracciandosi alla moglie e coccolandole dolcemente la testa e giocherellando con le sue orecchie appuntite - Anzi, se sei d'accordo tutti gli anni possiamo venire a festeggiare su questo pianeta i nostri anniversari."
"Idea da tenere in seria considerazione, tesy - dice Rieka cominciando ad alzarsi dal letto - Comunque, pigrone, che ne dici di alzarti da lì e cominciare a fare le valigie?" poi, notando che lui la sta fissando in modo imbarazzante per il fatto che lei, come sua abitudine, dorme completamente nuda nel letto, prende un guanciale e gli piazza una cuscinata in pieno viso.
Roby non reagisce nonostante, visto che è stato preso alla sprovvista, ha dato una sonora testata con la nuca nel muro. Senza scomporsi più di tanto ma semplicemente grattandosi la testa per il dolore, la continua a guardare e le dice: "È inutile: più ti guardo, più il tuo corpo mi piace! È una forza della natura. Sei unica e ti amo!"
Lei, anche con una piccola punta di orgoglio, gli dice: "È meglio per te, altrimenti se cominci a guardare le altre, io ti fulmino!"
"Il problema è che non è un'iperbole! Piazzi certe scariche di plasma che ucciderebbero un toro!" replica lui sorridendo. E così si becca un'altra cuscinata che comunque neppure sente, ancora distratto dal fatto che l'unica cosa che ancora copre quella donna sono i lunghissimi capelli viola ancora arruffati dalla dormita notturna.
Finite queste piccole vicissitudini familiari e rifatte tutte le valigie, i due vanno allo spazioporto per prendere la navetta che li porterà in orbita dove si trova la Revan. (La Revan è l'astronave di Rieka. È un regalo del padre per i suoi vent'anni: piccola ma velocissima. Questi velivoli possono coprire diversi anni luce in pochi minuti grazie a sofisticatissime tecnologie e ai motori a campo di energia che le spingono a velocità impressionanti chiamate in codice Rav.) Il computer già attivato via radio sta facendo i preparativi per il rientro sulla Terra.
Infatti la novella coppia ha stabilito, anche in base agli incarichi che sono stati recentemente affidati a Rieka, di stabilirsi sul pianeta natale di Roby, la terra appunto. L'incarico affidato alla principessa dei Tallin è da oggi quello di rappresentante ufficiale della ‘coalizione dei pianeti uniti', di cui fa parte per l'appunto Arcadia, sulla terra. Come tale dovrà essere ambasciatrice e mediatrice fra il comitato dei saggi, l'organo che gestisce e coordina la coalizione, e l'Onu, l'organo ufficiale che rappresenterà i terrestri che solo da poco sono venuti in contatto con una razza aliena. Inoltre Roby vuole concludere gli studi in quanto gli manca davvero poco alla laurea e mettere su l'attività che tanto sperava: un centro di programmazione in cui creare videogame.
Ma prima di prendere la rotta per la Terra, Rieka vuole fare un saluto ai genitori che non rivedrà più così spesso dal vivo, ma solo via Delan. Per chi non avesse letto le precedenti storie, il Delan è un potente computer palmare capace di analizzazioni di vario genere e comunicazioni a notevoli distanze. Inoltre, con un efficace ponte radio per le trasmissioni via iperspazio può mettere in comunicazione anche due persone, come in questo caso, su due lontani pianeti.
Imbarcati sull'astronave, i due partono per Arcadia. Da lì, dopo un breve saluto ai genitori di Rieka e consolata la madre che non la smetteva di piangere, gli sposini partono con destinazione terra. Nel viaggio ragionano su un fatto che Ceso, il padre di Rieka e re di Arcadia, gli ha comunicato: le autorità terrestri hanno espresso il desiderio che, per integrarsi meglio con i terrestri e conoscerli ancora di più, Rieka frequenti le ultime lezioni nell'università terrestre dove va Roby. Dato che Roby sta frequentano l'università e il livello culturale dell'aliena è certamente più elevato, potrà essere inserita direttamente nella sua classe che non sarà certamente in difficoltà.
"Frequentare una università terrestre... Sai, sono un po' emozionata." dice fissando il marito tutta eccitata. Poi, dopo avere pensato un attimo, continua: "Comunque penso sarà interessante, soprattutto stare in classe con te, tesy."
"Sono contento per te. Io non molto ..."
"Come mai? Non sei contento di avermi all'università con te?"
Roby scatta subito: "No, no... Assolutamente... Anzi, sono molto felice della cosa. Ma ... mi impensieriscono quei soggetti con gli ormoni a mille che la frequentano. Sai, penso a quello che potrebbe ... anzi, che sicuramente succederà quando tu entrerai in quell'università!"
Rieka capisce il problema: "Pensi che sia tu che io possiamo avere delle noie da parte loro?"
Roby la guarda serio e le dice: "Sicuramente più di uno ti farà la corte! Poi sai com'è: sei l'unica aliena sulla terra, carina da matti ... Così ho pensato che se ti fissano per un attimo negli occhi, o più del dovuto, sarò io quello che di noie gliene farò a loro, e davvero tante!"
Rieka si appoggia allo schienale della poltrona, prende la mano del marito che è al suo fianco, le due postazioni di pilotaggio sono infatti affiancate e lontane solo un mezzo metro fra loro, e lo rassicura.
"Vedrai che ci rispetteranno! Sono sempre una principessa che ora è pure sposata: mi porteranno rispetto!"
"Spero di si, ma ci credo poco! - sospira lui cercando di rilassarsi un attimo e appoggiandosi anche lui allo schienale della poltrona. Poi, girando solo la testa verso la moglie le dice ancora - Sai, ti amo proprio perché penso che insieme noi siamo una vera forza della galassia! Non dobbiamo permettere a nessuno di dividerci."
Ritorno sulla terra
L'arrivo nell'orbita terrestre avviene perfettamente e i due comunicano a Rossana, la mamma di Roby, che da lì a poco saranno da lei. Rossana non sta più nella pelle: non vede l'ora di riabbracciare il figlio e la particolare nuora di cui va orgogliosa. È l'unica, d'altronde, che si può vantare di avere una nuora aliena, per di più una principessa, bella, e con la quale va pure d'accordo.
È Rieka che guida l'astronave e la mette in orbita, anche se voleva farlo Roby a cui piace da matti pilotare, ma dato che piace anche alla moglie, gli tocca spesso cederle il posto. Lasciata la Revan in orbita, i due scendono fin sulla casa del marito con una piccola navetta, guidata ovviamente da Rieka e poi da lì scendono con una Jecod rossa fiammante. La Jecod è una moto a due posti senza ruote. È infatti un veicolo a levitazione, e con tre motori a campo che sfruttano l'idrogeno presente nell'acqua per funzionare. Uno davanti attaccato al manubrio e due ai fianchi dietro. Con questa arrivano fino davanti alla porta del piccolo condominio. Salgono le scale, e ancora prima di arrivare al pianerottolo sentono Rossana che urla per la tromba delle scale.
"Roby! Rieka! Finalmente siete tornati!" e gli corre incontro sulle scale.
I tre si abbracciano forte mentre altri condomini, anche se abituati ormai alla confusione visto quello che ha significato l'avere lì la suocera della principessa aliena, vengono fuori a vedere che succede. Infatti è da solo pochi giorni che l'assembramento di giornalisti di ogni dove creatosi per intervistare la donna, si è sciolto.
I tre così entrano in casa e Rossana fissa la nuora nel tipico abbigliamento arcadiano, un top aderente che lascia scoperta la vita, short e stivali aderenti fino quasi al ginocchio. Il tutto in tinta arancio sfumata a nero. L'arancio chiaro a partire dal centro del capo d'abbigliamento e il nero ai lati, sui fianchi.
"Figliola ma come hai fatto?" chiede stupita la suocera alla ragazza.
Rieka è perplessa non capendo a cosa si riferisce Rossana e, guardandosi titubante e terrorizzata al pensiero di avere qualcosa di indecoroso in vista, chiede: "Scusa ... che ho fatto cosa?..."
"Ma a rimanere così magrina! - e gli da due pacchette sulla pancia scoperta - Io dopo il viaggio di nozze avevo messo su quasi tre chili. Tu hai davvero ancora un corpo perfetto! Come ti invidio!"
"Rossana, - replica la nuora, con un bel sorriso - grazie per il complimento. Sai, mi tengo molto controllata. Comunque, guarda che anche tu ti difendi davvero bene!"
"Non dire stupidaggini. - dice sconsolata Rossana - Ho rotolini dappertutto, poi ... alla mia età ..."
E, infilato questo discorso, le due donne intanto si incamminano verso la cucina e continuano le chiacchiere spaziando davvero in ogni campo, anche quelli in cui solo le chiacchiere femminili possono arrivare: un campo più infinito dell'universo stesso. Poi, dovendo raccontare del viaggio di nozze fatto su altri pianeti di cose da dire ce ne sono davvero un'infinità. Roby, poveraccio, per l'ennesima volta rimane lì, allibito e da solo, chiedendosi se lui conta ancora qualche cosa per la madre oppure no vedendola così invaghita per la moglie. Allora prova a farsi sentire e dal salotto strilla: "Comunque anch'io sto bene mamma! Tutto è andato bene anche per me!"
Dalla cucina arriva la voce della madre che gli risponde: "Sono contenta figliolo! Sono contentissima!" e poi Roby sente che le due riprendono a chiacchierare, come niente fosse. Roby si arrende e si siede sul divano accendendo la TV per sentire le ultime notizie della terra. Intanto ragiona fra se che qualche cosa non va: se suocera e nuora litigano la cosa è male, ma non è un così gran bene neppure se le due vanno perfettamente d'accordo. Insomma: non ci si prende mai.
Dopo poco Rossana e Rieka, ancora chiacchierando e ridendo, arrivano in salotto e apparecchiano. Poi c'è un attimo in cui si fermano un istante, guardano Roby, si riguardano loro due e ridono. Roby pensa che oltre al danno ora subisce anche la beffa.
"Che avete da ridere? Che ho, qualche cosa in faccia?" chiede.
La mamma gli si avvicina intanto che Rieka vola sopra di lui atterrandogli sulle ginocchia con già le braccia aperte per abbracciarlo e baciarlo sulla guancia. La madre ancora ridendo spiega.
"Niente, figliolo. Rieka mi ha raccontato di quella volta su quel pianeta ... come si chiama ..."
"Portege." suggerisce Rieka ridacchiando anche lei.
"Ha, si, si, e di come tu nella piscina dell'albergo, volendo fare il bullo, hai rimediato una spanciata tremenda in acqua..." e ride.
Rieka, abbracciando il marito: "È stato così carino. Era geloso di uno che mi guardava in continuazione e che, per pavoneggiarsi mi faceva l'occhiolino, prendeva posizione sul trampolino e poi faceva dei gran tuffi. Era, devo dire onestamente, molto bravo e anche carino! Pensavo che il mio tesy lo avrebbe ammazzato! Era davvero furioso!"
"Lui avrà voluto rifarsi..." aggiunge Rossana.
"Invece il poverino sale, si pavoneggia un po' anche lui, prende posizione, salta e... PAF! - continua Rieka, mentre scoppiano a ridere le due - Ha sbagliato il tuffo completamente! Ha fatto un tale tonfo che il bagnino si è addirittura tuffato in acqua pensando che si fosse ammazzato. Poi, visto che stava comunque abbastanza bene lo ha pure sgridato."
"Quanta gente c'era?" chiede la madre.
"147 persone esatte. - interrompe un seccato e imbarazzato Roby. - E ridevano quasi tutti. Ho spostato tanta acqua che per un attimo c'è stato un buco in mezzo alla piscina!"
"Non ti arrabbiare tesy! - lo coccola Rieka con alcune carezze - Queste cose che fai per me sono quelle che mi fanno innamorare ancora di più di te."
"Salva in calcio d'angolo. Comunque hai detto che era carino ..." dice lui baciandola sulla guancia.
Le chiacchiere continuano davanti alla cena, in cui si parla anche dell'inizio dell'università e del fatto che anche Rieka vi dovrà partecipare, anche se per poco. Si parla anche dell'appartamento dove andranno ad abitare i novelli sposini. Regalato dal comune in riconoscenza di tutto quello che hanno fatto gli alieni per l'umanità, l'appartamento si trova in un piccolo condomino dall'altra parte della strada, proprio lì di fronte. Rossana ha già fatto completare i pochi lavori che erano necessari per rimetterlo a nuovo, sempre pagati dal comune, ma vuole al più presto il parere di Rieka, capendo bene che quella casa non ha neppure l'apparenza delle case che ci sono su Arcadia, quindi vuole che il più possibile sia di suo gusto.
Nei giorni successivi, i tre ora hanno davvero parecchio da fare: la casa è anche da arredare, quindi tutti girano un po' ovunque per trovare i mobili nuovi, gli accessori e quant'altro serve per arredare al meglio l'appartamento. Non sono rare le volte in cui Roby e Rieka si scontrano su stile e accostamenti di colori, ma poi un accordo lo trovano sempre.
Rossana spesso ‘aiuta' nella scelta ... dando sempre ragione alla nuora. Roby, sconsolato, per amore della moglie subisce pacatamente il tutto anche perché lei sa sempre come prenderlo e ‘convincerlo'. La tecnica è ormai collaudata: voce calda, occhioni languidi, coccole a volontà ...
Comunque sia, tutto questo da fare e cooperare per la propria famiglia fa avvicinare sempre più Roby e Rieka che così non si separano mai un attimo. Interessante che anche il rapporto nuora - suocera cresce: Rieka vede in Rossana un po' la sua mamma sulla terra, compensando così alla mancanza della sua. Infatti Rossana è molto premurosa e le sta dando un importante aiuto nell'ambientarsi su un pianeta così diverso e, per lei, molto strano. Rossana, d'altro canto, è stupita vedendo che Rieka, anche se a volte è abbastanza testarda, non le manca di rispetto facendo pesare chi è, la sua cultura e da dove viene anzi, la ascolta spesso. Così la suocera dal canto suo, vede in quella giovane la figlia che voleva ma che non ha mai avuto.
Le giornate per la famigliola, avendo mille cose da fare, passano davvero in fretta. Rieka, anche se con qualche difficoltà e un po' di nostalgia del suo pianeta natale, comincia ad abituarsi ai ritmi della vita terrestre e alla tecnologia decisamente molto più antiquata. Ma questo non è il problema più grosso.
Il problema maggiore che ha dovuto affrontare la principessa dei tallin è stata la cucina! Ma non come si può pensare normalmente. Di solito in una giovane coppia di ventenni, la ragazza di cucina ne sa ben poco. C'è da aggiungere che soprattutto in questo secolo, siamo nel 2150, la vita è sempre più frenetica e più che mai veloce e la cucina è un'arte che ormai, purtroppo, è stata demolita e sostituita dai cibi precotti e preconfezionati di ogni tipo e gusto. Questo ha tolto alle case di tutti il gusto di trovarsi insieme e creare ottime pietanze con prodotti genuini e non lavorati con mille sostanze che non si sa poi che effetto avranno sul corpo.
Nel caso di Rieka il problema è assai più diverso e molto più, per la sua cultura, grave! Lei in effetti sa cucinare diverse ricette e, vista la provenienza del marito, ha cercato anche di documentarsi sui piatti terrestri proprio per preparare gustosi manicaretti. Ma i metodi di preparazione delle pietanze sul suo mondo sono estremamente diverse e semplificate grazie alle cucine tipo "MGJ". Per essere chiari, tu fai la spesa per preparare un certo tipo di pietanza, metti i vari ingredienti in un particolare frigo completamente suddiviso per cassetti e dove indichi al computer con comandi vocali, cosa hai messo in ogni cassetto. Uguale fai poi anche per la dispensa. Poi dici al computer a che ora vuoi mangiare e lui, all'ora prestabilita, prende gli ingredienti dai vari posti, rispettando le dosi che hai programmato e lui prepara il tutto, grazie all'ausilio di diverse braccia meccaniche. All'ora prestabilita il tutto è cotto!
Ora basta prendere il mangiare dai particolari forni e riscaldatori elettronici, che sostituiscono completamente i nostri fornelli, e portare in tavola. Di fatto quindi le cuoche arcadiane conoscono molto bene soltanto le dosi degli ingredienti e i tempi di cottura, basta!
Questo però, penserete giustamente, non è cucinare ma è esattamente come il preparare i cibi precotti che si producono sulla terra. È vero, ma una piccola differenza c'è comunque. Per preparare le molte diverse pietanze dato che i robot le cucinano solamente bisogna comunque conoscerne gli ingredienti migliori, comprarli freschi, cosa a cui gli alieni tengono particolarmente, e in alcuni casi, eseguire comunque una certa lavorazione manuale di alcuni di essi dato che meccanicamente non si possono fare.
Ad aggiungersi a questo c'è che un'altra cosa moto importante: nella loro cultura, quella della donna e della moglie in particolare, è una figura che riveste il ruolo di ‘regina della casa' nel vero senso della parola. La moglie è colei che deve accudire al benessere della famiglia soprattutto dal puto di vista dell'ordine, della pulizia e, ovviamente, culinario. Quindi, oltre al sapere usare al meglio le apparecchiature elettroniche che preparano le pietanze, conoscere i cibi migliori con le loro capacità nutrizionali e capire quelli che sono i migliori per sostentare il marito e i figli, quella che è davvero una brava moglie deve sapere comunque mantenere famiglia in qualsiasi situazione. Ecco perché le donne arcadiane sanno comunque i rudimenti del cucinare ‘con le proprie mani'. Ma con il termine ‘con le proprie mani' non si intende cucinare con i mezzi nostri e con le nostre cucine. Le cucine, come descritto prima su arcadia, sono davvero completamente diverse. Gli strumenti usati sulla terra letteralmente non esistono!
Per Rieka quindi il locale cucina con fornelli, pentole e padelle alla maniera dei terrestri, diciamo così, è completamente sconosciuta e assai complicata! Rossana, ricevute tali confidenze dalla ragazza, da brava suocera e con non poca pazienza cerca di insegnare almeno i concetti basilari di quel difficilissimo mestiere che è la cuoca e la casalinga in generale sul nostro pianeta. I disastri, lo stress e alcune tensioni, non possono mancare. Questo porta così anche ai primi problemi fra i due coniugi.
Lasciate che vi continuo per un po' a raccontare. Un giorno Rieka si ritrova davvero con il morale a terra, per non dire che si sentiva disperata perché lei, importante principessa della coalizione dei pianeti, rappresentante dei tallin sulla terra e, se vogliamo dirle tutte, temeraria guerriera della galassia di Klass (in un gioco olografico molto in voga su arcadia) non è praticamente riuscita a fare un uovo fritto per il marito che era uscito per delle commissioni facendo un vero disastro e rovinando una padella nuova che Rossana le aveva regalato.
Tutto comincia quando lei decide di fare una sorpresa al suo maritino. Infatti, visto che aveva ben capito che come casalinga terrestre non era gran che e questo aveva lasciato un po' male Roby, anche se cercava sempre di non farglielo capire né pesare, voleva fargli vedere il suo impegno e i suoi progressi. Così visto che alcune cosine le aveva imparate, lei tutta baldanzosa voleva fargli vedere tutta la sua buona volontà e il suo amore preparando il suo primo pasto tutta da sola, per quanto estremamente semplice: uova fritte con una insalata mista. L'insalata va alla grande riuscendo a preparare anche una deliziosa salsina per condirla, ma poi la donna passa alla cottura dell'uovo che voleva fare strapazzato con l'aggiunta di altri ingredienti.
Purtroppo l'unica cosa riuscita bene al termine della cottura era il puzzo di bruciato che si era diffuso per tutta la casa. Rieka era davvero affranta: si sentiva una incapace buona a nulla, neppure di dare da mangiare al suo uomo e aveva impuzzito pure la casa nuova. Al tutto si aggiunge che, come spiegato prima, per le donne tallin il saper curare bene per il proprio uomo e accudire alla propria casa sotto i vari e complessi aspetti della vita di coppia, è fondamentale per essere considerata ed apprezzata come brava moglie. Ecco perché questo fallimento le pesava come un macigno.
Roby rientrando poco dopo sente subito quell'odore acre e sgradevole e nota le finestre aperte. Che qualche esperimento di cucina sia andato male lo capisce subito. Ma di certo non si aspetta la tragedia che trova sul divanetto del salotto: neanche lo scoppio di una guerra interplanetaria avrebbe creato tanta disperazione. Rieka è seduta singhiozzante con gli occhi rossi, le guance rigate dalle lacrime, le labbra serrate, i pugni chiusi e gli occhi fissi che guardano verso il basso: un evidente stato di depressione.
"Che è successo piccola?..." chiede preoccupato Roby, che viene però subito interrotto.
Quelle parole sono il ‘la' che fanno scoppiare tutta la frustrazione della ragazza che, coperto il viso con le mani, inizia a piangere e a urlare disperata: "Non sono capace a fare niente! In tutto questo tempo non ho neppure imparato a cuocere un uovo!"
Roby comprende e le va subito vicino mettendosi in ginocchio davanti a lei, poi le prende le mani per scoprirle il viso, ora ancora più rigato di lacrime.
"Ma che dici Kay? Calmati un attimo e dimmi che ti è successo?"
Ma lei continua sempre più disperata: "Lo so come andrà a finire: tu ti troverai una che sa cucinare bene e ti innamorerai e mi lascerai per lei ... e lo capisco, hai ragione, io ti farò morire di fame, se non ti avvelenerò prima!"
"Adesso calmati piccola. - dice mentre gli prende la testa fra le braccia e la appoggia al petto - Su, adesso calmati e spiegami tutto dall'inizio"
Rieka si ricompone un attimo adesso che si è sfogata, e spiega fra un singhiozzo e l'altro.
"Vedi, in questo tempo tua mamma ha cercato di insegnarmi come si cucina qui sulla terra, ma io non ho fatto che disastri. Io, io, ho visto che tu ci sei rimasto male sapendo che non ho la ben che minima idea di come si usano le vostre pentole. Io volevo imparare per farmi apprezzare da te come un brava moglie che sa accudire al marito. Io ti amo e non voglio perderti. Così per farti vedere quanto io ci tengo a farti felice e quanto ti amo, volevo farti una sorpresa preparandoti il mio primo pasto fatto tutto da sola. - ma poi non ce la fa a trattenersi e scoppia di nuovo a piangere a dirotto - Invece ho fatto un disastro, e ho pure rovinato la padella di tua madre ... Ora penserai che come moglie non valgo niente e ti innamorerai di un'altra che non sia un disastro come me!" e giù a piangere lacrimando come una fontana.
"Non ti deve neppure sfiorare un tale pensiero! Vedi, io sono già profondamente intenerito da queste tue parole e da questi gesti che testimoniano l'amore provi per me. Me lo avevi già dimostrato in molti modi, ma questa cosa mi ha colpito profondamente nell'intimo. Ho capito ancora di più quanto tu mi voglia bene e ti stia impegnando per piacermi ancora di più nonostante ti trovi in un pianeta così diverso e retrogrado rispetto al tuo. Non puoi immaginare come mi sento legato a te! - poi la riprende fra le braccia e gli accarezza la testolina, intanto che lei continua a singhiozzare! Poi gli sfiora le corna e le dice dolcemente - Se io ti dovessi lasciare per una padella rovinata sarei l'uomo più ignobile della galassia e meriterei che mi scomponessero atomo per atomo su un disgregatore. Dovessi anche morire di fame, io ti amerò sempre più di ogni altra cosa!"
Poi, Roby, preso il viso della moglie fra le mani, lo alza e la fissa dritta nei suoi occhioni azzurri arrossati dal pianto. Con i pollici le asciuga le lacrime che la continuano a bagnare le guance e le dice: "Sai che oggi io ho avuto la più bella sorpresa della mia vita? Tu oggi hai fatto per me una cosa che mi ha fatto l'uomo più felice al mondo. Nessun regalo poteva essere più bello di questo."
"Ma che dici! - dice lei singhiozzando ancora - Ho fatto solo disastri ..."
"Forse per te sono disastri. - dice lui alzandola in piedi e abbracciandola - Ma oggi tu mi hai regalato il tuo amore. Questo regalo è molto più importante di qualsiasi altra cosa. Quando tu mi dimostri questo e sei così tenera e affettuosa nei miei riguardi, io non potrò che amarti più della mia stessa vita. - poi, dopo una piccola pausa mentre continua a guardarla continua - Inoltre, aggiungo sinceramente, che anche se tu con la tua cucina mi avvelenasti io penso che ti amerei per sempre lo stesso. Io senza te non posso più vivere, io ti amerò per sempre a prescindere. Quindi non mi dire mai più che io ti lascerei per un'altra."
Roby non le permette di dire altro, perché la bacia abbracciandola forte a se. Poi, anche se è ormai mezzogiorno, tenendola stretta, coccolandola, accarezzandole i lunghi capelli viola e le cornina, la trascina lentamente verso la camera da letto.
Lei, in un attimo di pausa, con voce vellutata gli dice: "Ma che vuoi fare a quest'ora?"
Lui, fra un bacio sul collo e l'altro, le risponde: "Devo consolare una Tallin che ha il morale un po' basso, ed io ho un metodo infallibile."
Lei finalmente sorride un attimo: "Penso di conoscere i tuoi metodi. E mi sa che più del morale della Tallin, tu ti preoccupi del suo corpo, non trovi?" Domanda che rimarrà senza risposta, in quanto i due sono arrivati nella stanza e Roby non ha certo voglia di parlare molto.
I due la sera sono da Rossana a mangiare, e lei, che comincia a conoscere quella ragazza e anche visto che è una mamma con una certa esperienza, vede negli occhi di Rieka che un qualche cosa non va. Vorrebbe non mettere il naso nei loro affari ma, dopo un po' di autocontrollo, non resiste e fa la fatidica domanda.
"Scusa Rieka se mi intrometto ... ma ... c'è qualche cosa che ti preoccupa? Un poco di nostalgia di casa tua?"
Lei con un sorriso di circostanza: "No, no. Anzi, grazie a te io qui mi sento come a casa mia. Poi i miei li sento praticamente tutti i giorni."
Rossana capisce il punto: "Problemi di ambientazione alla vita da ‘moglie di un terrestre'?"
Rieka cerca di rispondere ma china la testa e comincia a singhiozzare essendogli tornato in mente il fiasco fatto in cucina nella mattinata. Roby la abbraccia, guarda la madre e da lui la spiegazione.
"Si, in effetti la vita qui da noi è estremamente diversa che da loro. E molte cose che per una ragazza di qua sono normali, per lei ovviamente sono completamente nuove. Il fatto che in casa ha qualche difficoltà a prendere il ritmo la avvilisce. Ma tutti i suoi sforzi io li apprezzo moltissimo. Vorrei che capisse che non deve avere fretta e che anche se certe cose a lei sono difficili, io sono sempre pronto ad aiutarla. Ha tutto il tempo che vuole per imparare."
Rossana capisce bene questi problemi, visto che la sta aiutando proprio in merito. Allunga una mano sopra il tavolo, prende quella della nuora, poi le dice: "Non fare lo sbaglio che ho fatto anch'io: non avere fretta di imparare solo per ritrovarti angosciata e depressa come oggi. Io sono sempre qui per darti una mano ad ambientarti alla vita sul nostro pianeta. Anzi, se vengo a sapere che non lo hai fatto , tu sarai anche una principessa arcadiana e sposata, ma io giuro che ti sculaccio come una bambina! E dopo non ti rivolgerò più la parola!"
"Grazie Rossana, - dice Rieka commossa - lei mi tratta fin troppo bene. Io non dovrei farla impazzire tanto. Da noi una donna sposata deve anche sapersi arrangiare. Per me è un po' umiliante agli occhi del mio uomo."
"Sulla terra le cose non stanno così. - interviene Roby - Non devi sentirti umiliata. Anzi, è un segno di pregio ai miei occhi questo tuo impegno. Poi pensaci: quante volte tu hai portato pazienza per i miei modi di fare che sono molto diversi da quelli arcadiani? Ti ricordi a quel ricevimento? Mi hai anche dato la scossa per fermare un gesto che, se continuavo, ti avrebbe coperta di ridicolo. Sai che ci sono stato male tre giorni? Ma poi ho capito che frustrarmi non serviva a nulla, sforzarmi si. Oggi, conscio che ne dovrai sopportare altre di mie incapacità a soddisfare le attese di una splendida donna arcadiana, cerco di non farmi mai abbattere perché ti amo e non ti voglio perdere per niente al mondo."
"Non so come ringraziarti Rossana per la comprensione e l'incoraggiamento che mi dai!"
Passano altri giorni fra alti e bassi, perché comunque l'ambientazione non è così facile anche con tutta la buona volontà. Ma ora è arrivato il momento di affrontare un nuovo problema: i primi giorni di università. Roby ha rimasto poche lezioni ed esami da svolgere e vuole concluderli al più presto per avere la sua laurea così da potere cominciare a lavorare insieme ai suoi amici al suo progetto. Rieka, di natura molto curiosa per quel che riguarda le nuove esperienze, affronta la cosa con un certo interesse: vive la cosa come quando con i suoi andava alla scoperta di nuovi pianeti. Solo che questa volta dovrà addirittura convivere con la nuova popolazione. Quello veramente teso è Roby, che immagina le situazioni più incredibili al suo arrivo all' università con la moglie aliena. E non ha tutti i torti ...
Arriva il giorno fatidico. Roby e Rieka si svegliano verso le sette per prepararsi. Lui, come al solito, si avvicina alla moglie e se la abbraccia e sbaciucchia. Anche lei, come al solito, visto che il marito non si controlla troppo, cerca di tenere sotto controllo le sue mani che vanno dappertutto.
"Capisco che siamo sposati da poco, - gli dice lei - ma non ci riesci proprio solo ad abbracciarmi?"
Roby capisce che forse esagera e si scusa: "Io vorrei, ma sai, il tuo corpo trasmette troppa energia, e non solo elettrica ... e dopo non mi controllo più. E poi che pretendi dormendo nuda? Comunque ... scusa. Hai ragione. Mi impegnerò ..."
"Dai! - replica lei bruscamente appoggiando subito dopo i piedi sul fianco del marito e, con una brusca spinta, lo butta giù dal letto - Alzati che dobbiamo andare all'università!"
"Ma che ... - dice il poveretto da terra - Guarda che te la farò pagare!"
"Ah si? E come?" Replica lei con un tono che di più sensuali non si può scoprendo il petto nudo.
"Eeee ... Io ... Senti! Rivestiti che è meglio per te!" è tutto quello che riesce a dire.
Roby si alza e va a prepararsi ma prima di sparire nel bagno, manda un bacio alla moglie. I due di lì a poco scendono e si incamminano verso l'università, mano nella mano, parlando e cercando di prevedere quello che succederà all'università. In realtà è impossibile anche solo immaginare lontanamente quello che hanno preparato gli studenti in preda all'entusiasmo di avere, anche se per pochi mesi, l'aliena a lezione con loro.
Appena è visibile la scuola, Roby e Rieka capiscono che avranno una giornata decisamente difficile. Roby infatti pensava che un po' la febbre da alieni fosse passata. Invece all'università la stragrande maggioranza i maschi è tutta schierata: chi all'entrata, chi alle finestre e alcuni anche lungo la strada. Tutti armati di un qualcosa che faccia foto o filmati per accogliere e immortalare l'aliena. A Roby la cosa comincia a infastidirlo: troppa gente di sesso maschile interessata a sua moglie!
'Ma che ci posso fare? Ti sei innamorato di una aliena e pure bella? Questo è il prezzo da pagare!' Pensa fra se e se cercando di farsene una ragione.
Ormai all'università i laureandi hanno visto i due in arrivo a piedi lungo la strada, e alcuni sfruttando i teleobiettivi delle cineprese cercano di rimirarsi Rieka da testa a piedi. Alcuni addirittura si litigano quei dispositivi pur di darle un'occhiata da vicino. I commenti, anche volgari che poco si addicono alla narrazione letteraria, non si contano.
"È davvero uno schianto!" dice uno.
"Ha davvero le corna!" replica un altro.
"Avete visto le orecchie? Sono a punta!" continuano ad osservare.
"Ma tu a una così gli guardi le orecchie? Ma come sei messo?"
Rieka è inutile dirlo ormai, anche se non si veste in modo appariscente o sensuale, come ogni bella ragazza attira ovviamente l'attenzione lo stesso. Inoltre essendo una giornata calda, la principessa aliena indossa solo una camicetta e una gonna che copre fino a poco sopra il ginocchio.
Il preside e il vicepreside cercano di tenere sotto controllo la situazione per non sfigurare davanti all'autorità rappresentata dalla ragazza, ma non è facile e fanno quello che possono mentre attendono i due all'ingresso per dargli il loro personale benvenuto.
Per Roby l'arrivare all'ingresso dell'università da la stessa sensazione di passare davanti ad un picchetto d'onore e si sente in un imbarazzo notevole. Però quello che lo manda in bestia è che tutti gli occhi, ovviamente maschili, sono appiccicati addosso a Rieka. Ma dopo pochi passi, ecco il preside che, allungando la mano, accoglie Rieka con un sorriso talmente ampio sulla sua bocca che mette in mostra tutta la bianca dentatura in modo esagerato.
"Siamo onorati di averla come studentessa nella nostra facoltà, principessa! - esclama visibilmente emozionato - Spero che, anche se la nostra cultura non è evoluta come la vostra, le poche lezioni che ascolterà qui possano esserle utili e aiutarla a capire meglio noi terrestri, i nostri usi e costumi!"
Rieka stringe la mano all'uomo e, ricambiando il sorriso e il saluto, anche se in modo più naturale, risponde: "Ne sono certa. Non vedo l'ora di cominciare per conoscervi meglio. Comunque non vorrei avere trattamenti particolari. Io qui sono una studentessa come tutte le altre."
"Certo, certo! - esclama il preside - Noi siamo fieri di dire che da noi non si sono mai fatte distinzioni e favoritismi di nessun genere. Quindi anche da lei ci aspettiamo serietà e impegno, come da tutti gli altri. Quindi le auguro un buon lavoro e, come per tutti, se c'è un qualche problema, il mio ufficio è sempre aperto."
"La ringrazio sentitamente. Davvero non vedo l'ora di vedere le vostre tecniche di apprendimento scolastico."
"E un benvenuto, anche se io e lei già ci conosciamo già bene, anche a lei signor Roby. Non ci deluda soprattutto adesso in questa sua nuova veste."
"Si certo - replica lui con toni più tesi - Come sempre farò del mio meglio."
Lasciato il preside i due si incamminano verso l'ingresso.
"Mi chiedo - dice il giovane alla moglie - perché ovunque si va tutti fanno le feste a te e io neppure vengo considerato: eppure se tu sei qui è anche, anzi solo merito mio!"
"Non fare l'orgoglioso adesso! Dai andiamo dentro!"
In effetti l'orgoglio di Roby comincia a farsi sentire in modo preponderante. Comincia a sentirsi surclassato completamente dalla figura della principessa di un altro mondo che è accanto a lui. Così, oltre che geloso di Rieka sta diventandone invidioso. Teme di diventare l'ombra di Rieka. Anche se un po' se l'aspettava, così è davvero troppo!
All'ingresso un bidello da personalmente ai due l'assegnazione della loro aula. Così, Roby e Rieka si incamminano per i corridoi cercandola. Anche questo si rivela non facile, visto che i professori non riescono a tenere sotto controllo tutti quelli che vogliono vedere e salutare la particolare ospite. Altri, intanto che lei passa, fanno gli scongiuri sperando che Rieka sia stata assegnata alla loro classe. Altri hanno anche accettato scommesse riguardo a quale aula è stata scelta.
Rieka vedendo quelle scene è allegra, sorridente e si sta godendo la nuova esperienza. Roby invece è visibilmente seccato in quanto nessuno, vuoi per invidia o altro, praticamente lo sta anche solo calcolando: si sente l'uomo invisibile accanto all'adorabile aliena!
Non appena Rieka che si accorge per prima di essere arrivata alla loro classe esclama: "Eccoci arrivati, ‘quinta L': è la nostra!" e accenna ad entrare, nella classe scoppia il pandemonio: tutti i ragazzi che erano già lì fanno festa e si abbracciano, saltano, lanciano in aria fogli e altro materiale e la salutano dandole il benvenuto. Sembrava che tutti avessero vinto alla lotteria qualche milione di euro. Le ragazze, invece, festeggiano molto meno: hanno capito che per loro quell'aliena sarà una rivale quasi imbattibile sotto il profilo interesse dei ragazzi. Loro, almeno per i primi tempi, non sarebbero neppure state prese in considerazione dalla popolazione maschile di quell'università. Si, prima che quei ragazzi le comincino a notare ne passerà del tempo!
"Ragazzi! Calma!" è l'urlo che gela tutti gli animi festosi presenti in classe.
"Ma che succede!" esclamano un po' tutti.
"Un po' di rispetto per me che sarei il professore e per la particolare ospite! Che idea si faranno di noi gli alieni se ci vedono comportarci cosi? Ora tutti a sedere e alla svelta che dobbiamo iniziare le lezioni! Facciamo l'appello ..."
Torna la pace nella grande aula che accoglie comodamente i circa trenta laureandi. I banchi, abbinanti a due a due, sono disposti su tre file. Roby e Rieka sono stati ovviamente messi in un banco insieme ma, cosa che ha seccato parecchio al giovane, in seconda fila: lui di solito preferisce rimanere verso il fondo dove si ricevono meno le attenzioni dell'insegnante!
"Ora visto il particolare onore che abbiamo inviterei la signora Rieka a venire qui alla cattedra. - esordisce il docente - Dunque ragazzi, capisco che avere il privilegio di avere nella nostra classe la qui presente principessa di Arcadia è un grande privilegio e un'opportunità unica. Ma questo è un liceo importante e serio, e - urlando - tale deve restare. Quindi non saranno tollerate altre situazioni come quella di oggi o vi garantisco che per voi arrivare alla fine dell'anno sarà estremamente difficile. Conseguire la laurea praticamente impossibile! Chiaro! Inoltre, se so che la nostra particolare ospite riceve inopportuni ... ‘interessamenti', e il preside è d'accordo con me, il colpevole sarà espulso senza troppi complimenti o possibilità di replica. Per finire, sempre come da istruzioni ricevute, la signorina Rieka non avrà trattamenti particolari anzi da lei ci aspettiamo particolare impegno e serietà. Chissà se potrete imparare qualcosa sulla condotta almeno da lei. Spero inoltre che, - dice rivolgendosi a Rieka - anche se la sua cultura per certi aspetti è più avanzata della nostra, sicuramente ci sono molte cose sul nostro pianeta e sulla nostra di cultura che può imparare di interessante. Ora, in questa scuola è abitudine che i nuovi studenti si presentino ai loro compagni, quindi, se Rieka sei d'accordo, ti puoi presentare ai tuoi nuovi compagni di classe e rispondere ad alcune loro domande."
"Si, certo professore, - risponde Rieka tutta emozionata, e poi si presenta - Allora ... il mio nome, che è unico in quanto sul nostro pianeta non usiamo i cognomi, è Rieka figlia di Ceso di Arcadia principessa dei popolo Tallin, la razza a cui appartengo. Sono figlia di Ceso e Urami, reali del pianeta Arcadia pianeta che a sua volta è a capo di una organizzazione detta: Coalizione dei Pianeti Uniti. Sono come ben sapete da poco sposata con Roby, che quindi a tutti gli effetti diventa, secondo le nostre leggi, principe di Arcadia. La razza a cui appartengo è molto simile alla vostra, come avrete notato. Le differenze sono minime e si riducono in pochi semplici particolari: le corna, che nei maschi sono un po' più accentuate, le orecchie a punta e i canini superiori più accentuati. Disponiamo di quelli che voi amate definire ‘poteri' come, solo nel caso delle donne, il riuscire a volare e scaricare plasma di energia. Gli uomini invece dispongono di una notevole forza fisica, ma solo per breve tempo. Del resto, come vi ho detto, le differenze sono davvero minime e le nostre razze sono assolutamente compatibili ed è per questo che io e Roby ci siamo potuti sposare. Visto che comunque abbiamo un metabolismo un po' diverso, ci sono alcune cose del vostro pianeta che per voi sono commestibili ma noi non le possiamo mangiare in quanto ci risultano tossiche. È tutto ... se volete altre spiegazioni posso darvele."
Diversi alzano la mano ma, vedendo l'impeto, il professore si preoccupa e interviene.
"In particolare: chi fa delle domande, mi raccomando, che siano appropriate, sensate e non sconce o dovrete da subito recuperare un bel 4 sulla pagella, chiaro?"
Alcune mani così si abbassano ma altri insistono per fare domande che spaziano su tutti gli argomenti: tecnologici, sulla società, razze, e poteri della ragazza. Così, dopo una decina di minuti di conversazione, il professore interrompe la cosa e fa sedere Rieka al suo banco a fianco del marito. La lezione inizia e le ore passano tranquillamente fino a mezzogiorno. Roby ogni tanto fissa la moglie, notando quanto gli piace lì seduta al banco attenta alla lezione: classico stile giovane liceale.
Suona la sirena, che ha sostituito la famosa campanella, e tutti corrono fuori per andare a casa. Ma non tutti. Molti di altre classi si raggruppano attorno a Roby e Rieka per fare domande su domande per soddisfare la curiosità che la fa davvero da padrona.
Un ragazzo, ad un certo punto, si distingue fra tutti particolarmente. Arriva dai due con fare estremamente calmo insieme a tre amici, è ben vestito e accenna un sofisticato sorriso. Roby appena lo vede nota subito l'abbigliamento completamente griffato, il fisico palestrato e i modi di fare tipici di chi guarda gli altri dall'alto in basso: lui lo classifica subito come il classico riccone snob.
Si sbagliava di poco. Andrea, questo è il nome del giovane, è in effetti di buona famiglia anzi, molto buona. I genitori hanno case sparse in tutta Italia e, giusto per non farsi mancare un tetto sulla testa, anche in tutto il mondo. Lui è un ragazzo venuto su nella bambagia, viziato e avendo tutto quello che vuole. Come si suole dire: era nato con la camicia. Anche se quel liceo era già di un certo prestigio, non era andato in altri di maggiore livello per una questione di comodità, essendo quello più vicino a casa. Ricco e pigro! Il meglio, no?
Il fatto è che dal momento che ha visto Rieka in tv lui si è perdutamente invaghito di lei ed ora è deciso di conquistarla a tutti i costi. Vuole aggiungere al suo personale carnè di donne anche quello che vede come la preda più ambita: una donna aliena! C'è da aggiungere che, visto il suo orgoglio personale, non accetta che un ‘poveraccio' gli abbia soffiato di sotto il naso quella ragazza. Che lei sia sposata o no a lui interessa poco. Andrea è il classico tipo che dei ‘no' o ‘non si può', non li accetta.
"Signorina, buongiorno, - dice il ragazzo presentandosi con fare sofisticato - oggi comprendo che l'avere scelto questo liceo è stata la mia più fortunata decisione. Mi presento: sono Andrea Rossini e vorrei aggiungermi agli altri nel darle il benvenuto sulla terra e nella nostra scuola."
"Ti ringrazio ma ... niente signorina, dai. Mi metti in imbarazzo!" Dice Rieka lusingata da quel bel modo di fare un po' sofisticato e gentile.
Roby, che sente subito una forte puzza di bruciato, insomma quello ci sta provando, si frappone tra i due e taglia corto riprendendo la strada di casa.
"Ok, ok. È stato un piacere anche per me! Ciao!" replica con tono freddo.
Rieka non capisce lo scatto del marito e perplessa chiede: "Perché lo hai scaricato così bruscamente? Era così gentile!"
Roby sorride e scossa la testa: "Ma proprio non te ne sei accorta? Quello ci stava provando?"
Rieka rimane stupita della cosa: "Ma come? Io ormai sono sposata, perché mai quello mi dovrebbe fare la corte?"
Roby comprende l'ingenuità dell'aliena: sul suo pianeta il rispetto per certe cose è molto sentito, così spiega la ben diversa mentalità terrestre.
"Vedi, a lui, per quel che ho capito, che tu sia sposata o meno non gli interessa più di tanto. Sono quelli che da noi chiamano playboy: gente che cerca di andare con tutte le belle donne che vedono indipendentemente dal fatto che siano single o sposate. Sono ricchi e pensano di potere avere o comprare tutto."
"Allora cerca di stare attento che un playboy non mi conquisti, tesy. - replica Rieka facendo la sciocchina - Altrimenti mi toccherà lasciarti."
"Tu non mi hai mai visto quanto divento cattivo in situazioni del genere. È per questo che ti permetti di scherzare su una cosa come questa, con me." Replica subito lui in tono serio
"Sei geloso! - esclama lei puntandogli il dito ridendo e saltellando - Ti si legge in faccia! Sei geloso!" poi continua a prenderlo in giro.
Poi notando però la faccia del marito che comincia a diventare tesa smette e si stringe a lui.
"Io per queste cornine posso tranquillamente uccidere chiunque, anche se solo uno esagera a guardarti." dice Roby che comincia ad andare su di giri.
L'idillio viene interrotto dal cellulare di Roby che suona: è Rossana che li vuole tutti e due a pranzo per sapere per filo e per segno le impressioni della nuora sul primo giorno di scuola. Così di li a poco si ritrovano tutti e tre a tavola con la suocera che chiede ogni minimo particolare alla nuora sulla sua nuova esperienza. Neanche a dirlo le due donne intavolano una conversazione che pare non debba mai più finire. Rieka così si rivela una discreta chiacchierona in perfetta sintonia con il carattere di Rossana!
Passano così i primi giorni di università insieme dove, a quelli precedenti, si accumulano i primi problemi legati alla provenienza di Rieka. Infatti, come previsto, le ragazze cominciano a non sopportare più il fatto che i ragazzi non hanno occhi che per la tallin: a loro non rimangono che le briciole. Rieka è quindi considerata da quasi tutte le coetanee come il nemico da sconfiggere.
Sono tante le occasioni che provocano questi sentimenti. Ad esempio: il primo giorno di educazione fisica è successo di tutto. In quel liceo è prassi che molta ginnastica venga svolta in piscina. Così la mattina con un pullman vecchio e sgangherato, la scolaresca viene portata al palazzetto dello sport, questo per lo meno moderno e ben attrezzato. Poi ragazzi e ragazze vanno nei rispettivi spogliatoi per cambiarsi.
Roby nota subito che qualcosa non va: tutti hanno una strana frenesia nel cambiarsi che rasenta quasi la follia! Alcuni addirittura corrono verso gli spogliatoi solo per scivolare e cadere rovinosamente. Tutti indossano il costume da bagno a tempo di record: sembrava che stessero perdendo il treno. Ma il motivo di tanta apprensione i giovani ce l'avevano: tutti volevano essere in prima fila per vedere Rieka uscire in costume da bagno. Anche l'inserviente che ritira gli abiti di chi si è cambiato non capisce il motivo di tanta frenesia e, vedendo la calca al suo bancone dove in molti lo incitano con veemenza a sbrigarsi, si lamenta vivacemente di tanta maleducazione.
"Insomma un po' di calma! Non vi hanno insegnato il rispetto? Pensate che la piscina scappi?" sgrida stizzito l'uomo
"Lei non capisce! Nella nostra classe c'è Rieka, l'aliena che ci ha salvato! Oggi la possiamo vedere in costume da bagno e da vicino! La prego, si sbrighi!"
Sembra che al peggio non ci sia fine se non fosse che l'inserviente risponde.
"Chi dite? L'aliena con i capelli viola? Quella sventola che si è sposata quel tipo ... Sbrigatevi che voglio vederla da vicino anch'io!".
Roby che da lontano segue quella patetica scena bolle di rabbia! Ormai si rende conto che comincia a fare davvero fatica a controllarsi.
"Così non posso durare - pensa fra sé e sé - Appena finita la scuola oggi bisogna che parlo con Rieka, se no esplodo!"
In piscina ormai tutti i maschi attendono l'uscita di Rieka dagli spogliatoi. Le altre ragazze, per quanto alcune carine non poco, vengono tra si è no appena calcolate. Altri frequentatori della piscina, vedendo quello schieramento di ragazzi con gli occhi fissi sull'uscita degli spogliatoi femminili, si chiedono cosa stia succedendo e pure questi si fermano a guardare. Roby, cambiatosi in tutta calma, arriva in piscina nel momento esatto in cui dall'altro ingresso arriva Rieka e tutti i ragazzi esclamano insieme: "Oooohh!!" qualcuno fa anche un paio di fischi.
Rieka rimane impietrita e imbarazzata dalla situazione: non gli era mai successo di avere attirato tanta attenzione maschile su di sé. Comunque, rossa come un peperone entra nell'area della piscina con molti che senza ritengo continuano a fissata. Come il tutto non bastasse, alcuni si ritengono comunque sono un po' delusi, visto che Rieka si è messa un costume intero. Incredibile!

Piccoli problemi di coppia
Il professore di ginnastica cerca di darsi un certo contegno, anche se lo sguardo lo tradisce non poco.
"Bene, bene! - esordisce il professore - Vedo una gran buona volontà, oggi! Quanta energia e quanta voglia di fare ginnastica ed esercizi vedo in tutti voi! Mai vi siete preparati in così poco tempo. Vorrà dire che oggi gli esercizi saranno un po' più ‘concreti' del normale! Sapete quanto è faticoso nuotare a delfino?"
"Ma ... professore ... " Cerca di replicare uno studente.
"Un altro ma e invece di cominciare con due vasche ne farete tre! Oppure volete una bella insufficienza?" è la risposta imperiosa del professore.
"Dittatore!" si ode in sottofondo mentre i ragazzi si preparano per l'estenuante nuotata.
Rieka, dal canto suo e amante dell'acqua come tutti i Tallin, si solleva in volo, fa una piroetta a mezz'aria e si tuffa al centro della piscina, lasciando molti atterriti in quanto è ovviamente la prima volta che vedono una persona levitare in quel modo. Tra l'altro Rieka, da che è sulla terra, non vola così spesso come a casa sua, proprio per non attirare ulteriormente l'attenzione su di lei. Quando riemerge cerca con lo sguardo il marito e, scortolo, gli fa un gran saluto, ma nota subito che qualcosa non va: lui infatti la saluta ma freddamente con un vistoso broncio stampato sulla faccia. Vorrebbe andare da lui ma il professore interviene sgridandola.
"Rieka! Prima vi avevo detto chiaramente che dovete indossare la cuffia! Dov'è la tua?"
"Professore, - spiega lei imbarazzata - io ho provato a mettermela ma non ci sono riuscita... Sa... Le corna... Allora come faccio di solito ho solo legato i capelli, non va bene?"
Il professore è lui adesso ad essere imbarazzato, così taglia corto.
"Va bene, per questa volta va bene così. Vedi se hai modo di procurartene una idonea alle tue caratteristiche!" Poi da inizio agli esercizi anche per le ragazze.
Tra fatiche e bracciate, terminata la lezione acquatica, ma prima di tornare agli spogliatoi Rieka cerca di parlare a Roby, ma lui rimanda la conversazione a dopo la scuola. Poi tutti vanno a cambiarsi. Negli spogliatoi a Rieka si presenta una situazione per lei molto imbarazzante: fare la doccia insieme alle altre ragazze. Che c'è di strano? Su Arcadia, anche se fra persone dello stesso sesso, non ci si spoglia mai completamente. Da loro le piscine hanno docce chiuse e separate conservando una certa privacy. È davvero strano in una cultura dove le ragazze girano in geral per la strada! Ma la nudità completa è sempre considerata una cosa molto intima. Così si presenta alle docce tutta rossa e avvolta nell'asciugamano. Molte notano la cosa ma la ignorano e non si preoccupano di lei, visto che è la loro antagonista. Anzi, vedono in quella situazione un'occasione per operare una piccola vendetta.
Per fortuna non tutte le giovani, anche se davvero poche, vedono in Rieka questa terribile nemica ma, anzi, notano i suoi problemi e desiderano aiutarla ad ambientarsi sulla terra. Stanno facendo anche amicizia con lei. Queste, notando il goffo tentativo di Rieka di coprirsi con l'asciugamano e cercare di fare la doccia, capiscono che qualcosa non va.
"Qualcosa non va, Rieka?" le chiedono.
"No ... niente di particolare." risponde una sempre più imbarazzata Rieka.
"Sicura? A noi sembrava che non ti sentissi a tuo agio. Puoi parlarcene se te la senti. Non ti vergognare. Forse qui qualcosa ti mette in imbarazzo?"
"Beh ... vedete ... da noi non è assolutamente abitudine spogliarsi in pubblico. Mai mi sono trovata in una situazione come questa. Non so come fare ..."
"Ha! Capiamo! Giustamente tu hai le tue abitudini. Facciamo così. Se non ti da fastidio noi rimaniamo qui davanti così un po' ti copriamo e tu non ti senti troppo a disagio! Va bene?"
"Sì - dice una imbarazzata aliena - Non so come ringraziarvi!"
Le due ragazze fingendo una normale chiacchierata le stanno vicino aiutandola a rimanere più al ‘coperto' dagli sguardi delle altre compagne di scuola.
In quella situazione l'argomento viene naturale: linea, fisico e di cosa fanno su Arcadia per mantenere il corpo così tonico. A Rieka piace parlare di queste cose e si distrae parlando dei vari esercizi ginnici e diete che si fanno riuscendo così a rilassarsi. Poi le amiche la riaccompagnano agli spogliatoi.
Dopo poco la scolaresca si rimette in viaggio verso l'università con i ragazzi che commentano l'esperienza appena avuta e le ragazze che, nonostante le divergenze con Rieka, ora non fanno che chiederle e informarsi sul come fare per avere come lei una linea davvero invidiabile. Per tutto il tragitto non la smettono di scambiarsi idee e consigli sul come migliorare il corpo. C'è uno però che di tutta quella convivialità non ne gode affatto, ed è sempre lui: Roby. Il fatto che Rieka in quei momenti lo stia un po' trascurando e gli altri continuano a non considerarlo per nulla, lo continua ad innervosire ulteriormente. Ma al peggio non c'è mai fine.
Infatti il riccone Andrea si è ben lucidato gli occhi sul fisico dell'aliena. Avrà perso almeno due diottrie a forza di fissarla, e se prima ne era invaghito ora è ‘innamorato' perso di quella donna. Ormai in cuor suo ha preso una decisione! Vuole provare a conquistarla: l'immagine di quella donna in costume gli è rimasta impressa nella mente. Desidera andarci lui in giro con quella ‘schiantona' di un altro pianeta ed essere invidiato dal mondo intero. Si, alla fine tutto questo non si basa sul nobile sentimento dell'amore ma su un mero e gelido pensiero egoistico: pavoneggiarsi davanti a tutti.
Triste ripetere che di questi tempi se una persona è sposata o meno non fa molta differenza e, soprattutto, persone come queste che pensano a livello di prima io poi, e solo forse, anche agli altri, trovano sempre una buona scusa per mettere a tacere la poca coscienza che hanno rimasto. Ora il pensare di poter andare in giro esibendo Rieka al suo fianco manco fosse un trofeo, lo attira da matti e lo fa essere determinato, nel suo criminoso agire, più che mai. La decisione così è presto presa: lei sarà la sua donna, costi quello che costi.
Ma come fare per conquistarla? Un mezzo lo escogita al momento.
"Sentite ragazzi! Che ne pensate questo fine settimana di venire tutti alla mia casa al mare? Le previsioni dicono che sarà una bella giornata. Forse ci scappa anche un bel bagno! Che ne dite?"
"Che idea! Certo che veniamo!" esclama proprio l'aliena.
"Allora ci siamo anche noi!" Segue il coro di tutti gli altri.
"Bene, bene amici! - dice Andrea cercando di nascondere l'euforia che prova vedendo come il suo piano sta così ben riuscendo - Allora sabato mattina ci troviamo tutti a casa mia. L'indirizzo lo sapete. Facciamo colazione e via in spiaggia!"
"Verrò anch'io, se proprio devo. - poi a bassa voce un po' si sfoga - Quella che dovrebbe essere la mia adorata mogliettina, neppure mi ha interpellato. Anzi, mi ha ignorato completamente. Questo proprio non mi va giù! Poi questo invito ... sento una puzza di bruciato che ... questo cretino sta a vedere che ha delle idee un po' strane in merito a Rieka. Non mi convince proprio!"
Prima di arrivare a sabato, Roby vuole parlare con Rieka sperando che capisca come si sente.
"Senti, ti posso parlare apertamente?" chiede lui un giorno mentre studiano alcune materie in casa.
"Si, tesy. Che hai fatto? Qualcosa ti preoccupa?"
"Senti ... senza troppo girarci attorno, quello che ti voglio dire è che vorrei che tu tenesti più conto del fatto che ci sono anch'io. Ad esempi quando hai deciso di accettare l'invito di quel bell'imbusto non mi hai neppure calcolato. Mentre io non avrei accettato tanto facilmente visto che quello con te ci sta provando. Non mi fido di lui. Poi tutte quelle attenzioni su di te ... "
"Sai ... un po' ti capisco e ... - riflette la giovane - Penso che tu abbia in parte ragione. Non dovevo accettare così d'impulso. Scusami. Starò più attenta. Per il resto, sinceramente mi sa che è una cosa che dovremo accettare soprattutto finché io sarò un po' ... come dire, la novità del momento. Poi penso che tutto si calmerà."
"Lo spero! Ma già mi immagino quello che succederà sabato in spiaggia!"
"Cercherò di stare attenta! Ma adesso non pensarci troppo e studiamo. Io voglio bene solo a te. Ricordalo sempre!" conclude Rieka baciandolo teneramente.
"Ho già capito che comunque dovrò imparare a conviverci con questa situazione e dimostrarmi più maturo in tal senso. Non mi resta che accettare il discorso, ma non è certo facile: io pesterei tranquillamente a sangue chiunque anche solo facesse un pensiero non del tutto casto sulla mia donna!"
"Gelosone che non sei altro!"
A Rieka quella gelosia piace e allora, tanto per cominciare, gli si stringe addosso e gli fa le coccole: a lui avere quella donna stretta a se già basta per fargli dimenticare momentaneamente ogni problema.
Così arriva il giorno fatidico: tutti a casa di Andrea al mare! Ad allietare quel giorno, c'è il fatto che la temperatura è mite e il sole splende indisturbato nel cielo, come predetto dal servizio meteorologico. Rieka, insieme ad altre ragazze, quelle con cui sta facendo una bella amicizia, si sono accordate per rinnovare insieme i loro nuovi costumi: tutti bikini!
La combriccola si ritrova tutta insieme alla villa di Andrea e dopo una abbondante colazione, via! Tutti insieme in spiaggia! Ma è a questo punto che il problema del nostro eroe, Roby, affiora di nuovo e prepotente. Le ragazze arrivate sotto l'ombrellone si spogliano, avendo già indossato il costume a casa. Vista la giornata, in spiaggia c'è molta gente, compresi molti ragazzi, che nonostante abbiamo con se le fidanzate se non addirittura le mogli, hanno notato quelle donne e ovviamente il fatto che la ormai famosa aliena è tra queste. Risultato? Alcune persone cominciano a ronzare attorno all'ombrellone come tanti mosconi per vedere la ragazza spaziale. Non appena poi queste iniziano a cambiarsi, nel raggio di una cinquantina di metri tutt'intorno il mondo sembra fermarsi: tutti hanno gli occhi fissi su quelle donne e cercano, senza neppure tanto nascondere la loro curiosità, di avvicinarsi il più possibile. Non appena poi sono in costume, e in particolare Rieka e altre due ragazze che sfoggiano una linea invidiabile ed un bikini ‘ultima moda', arrivano anche alcuni commenti che attirano sugli uomini che li fanno, sberle sonore da parte delle morose.
Roby, che nel frattempo era indaffarato a sistemare asciugamano e robe varie sulla spiaggia, si sente chiamare da dietro le spalle dalla moglie: "Tesy? Che ne dici, mi dona?"
Lui si gira, e lì davanti a un paio di metri c'è Rieka che, esibendosi in alcune pose da modella con il suo costume nuovo, gli fa strabuzzare gli occhi. Altri lì attorno vedono quella scena e cominciano a dire che vogliono andare tutti sul pianeta dell'aliena. Anche Andrea vede quella scena, ma questo è male, molto male, in quanto adesso è più convinto che mai di avere avuto una buona idea organizzando quella giornata al mare ma anche che deve a tutti i costi conquistare la donna.
Si passa il tempo in chiacchiere e giochi vari da spiaggia, finché non si ode un grido!
"Forza! Tutti in acqua intanto che è caldo!" urla un ragazzo della compagnia.
Rieka che, come già spiegato, ama l'acqua in un modo particolare, prende per un braccio Roby e comincia a tirare rimanendo sollevata dalla sabbia scaldata dal sole.
"Dai tesy andiamo anche noi! Voglio fare il bagno!"
"Va bene, va bene. - dice lui cercando di appoggiare quello che ha in mano - Sei peggio di una bambina viziata!" e, saltellando sulla sabbia surriscaldata dal sole di mezzogiorno, la segue in acqua.
Ne seguono giochi e divertimento fra l'allegra compagnia. Roby, che continua a diventare sempre più insofferente alle attenzioni che tutti hanno per Rieka, ad un tratto si ferma un attimo attirato da uno che si mette a sbraitare rumorosamente per il fatto che la sua nuova macchina fotografica digitale gli è scivolata di mano finendo in acqua. Così a quel punto nota una cosa che non gli piace affatto, ovviamente: diverse decine di persone, anche se cercano di fare finta di nulla, si sono piazzate intorno a loro per guardare e in molti casi fotografare l'aliena con ogni mezzo a disposizione. Non mancano neppure i bambini. Non essendo controllati più di tanto dai genitori, tantomeno in alcuni casi educati al rispetto degli adulti, si avvicinano timidamente a Rieka e chiedono chi è, perché ha le corna, le orecchie a punta eccetera. Rieka parla allegramente con i pargoli, ma per Roby il secchio comincia ad essere davvero pieno: la maturità promessa alla moglie per ora è andata sott'acqua e non si sa se riaffiorerà presto.
Di lì a poco Andrea vede una situazione che risulta ideale per agire e applicare i suoi loschi piani. Infatti Roby, infastidito da tutto quel che capita e sentendo che i nervi stanno per cedere se rimane ancora cinque minuti in quella situazione, si allontana dalla moglie e si siede sulla spiaggia insieme ad alcuni altri rimasti lì, chiacchierando di nuove auto con loro.
Il momento è ideale! Andrea si avvicina a Rieka e gli propone una visita alla sua villa che è, guarda caso, lì vicino: "Così ti levi per un po' da tutta questa gente che ti sta addosso, che ne dici?" chiede tutto premuroso.
Rieka ci pensa un attimo e risponde: "Certo! Perché no! Lo dico a Roby e vengo ..."
"No, no... Lo sa già ... gliel'ho detto io prima. Ma lui non vuole venire. Dai, vieni tu che ti offro una tipica bibita terrestre. Vedrai, che ti piacerà molto!" Dice Andrea che, ovviamente, vuole la ragazza a casa sua da sola.
Rieka anche se un po' perplessa, accetta e lo segue. Prende un pareo per coprirsi i fianchi e cerca di scambiare almeno uno sguardo con Roby, ma non vede più il marito lì dove stanno bivaccando. Lui infatti si è nel frattempo un po' allontanato passeggiando insieme ad altri ragazzi ed è distratto chiacchierando con loro e non si accorge di dove sta andando la moglie. Lei lo riesce a trovare con lo sguardo e cerca subito di salutarlo ma Roby continua a passeggiare distratto e non si accorge di nulla né sente la voce di Rieka. Andrea preme sulla ragazza affinché si sbrighi e così lei lascia perdere e segue il compagno di università.
Mentre l'accompagna a casa sua, Andrea nota come tutti lo fissano grazie al fatto che Rieka lo segue al suo fianco: questo gli fa crescere ancora di più il suo già smisurato egocentrismo. Così comincia a pavoneggiarsi esageratamente parlando di chi è lui e di come e quanto sia ricco, della sua famiglia ricchissima, di tutti i beni che hanno per il mondo, dimenticando però che Rieka è una principessa e che possiede mille volte quello che ha lui. Poi comincia a raccontare un po' della sua vita e di quella casa che ha visto fra le sue mura svolgersi importanti avvenimenti politici.
Dopo un breve tragitto a piedi, i due sono al cancello della casa: in effetti quella era davvero una villa enorme e stupenda, una specie di castello incantato. La casa che già si vede di fra le sbarre dell'altrettanto enorme cancello in ferro battuto è contornata da grandi portici, finestre in legno con vetri all'inglese con un grande parco a circondarla meraviglioso e curatissimo. Un largo viale d'ingresso, anch'esso imponente e costeggiato sui due lati da grandiosi alberi, accompagnano chi entra dal fiabesco cancello fino al portone d'ingresso. I fiori sono ovunque: a quella casa non gli mancava davvero nulla. Rieka rimane colpita da quella dimora: somigliava molto alle case del suo pianeta, con molte piante e fiori e quant'altro.
"Davvero bella. - dice lei - Ti piace la natura, vero?"
"Assolutamente. - risponde Andrea, contentissimo di avere fatto colpo sulla ragazza, poi si continua a pavoneggiare - E questo è niente. Dentro ho anche diversi animali che ti voglio fare vedere, penso che forse non li avrai neppure mai visti."
A Rieka piacciono da matti gli animali e alla notizia si entusiasma.
"Si dai, li voglio vedere! Ma li posso accarezzare?"
"Tu qui dentro sei non la principessa, come sul tuo pianeta, - dice lui mentre le fa strada entrando nella villa - ma sei la regina. Chiedi qualsiasi cosa e i miei uomini te la faranno. Sono a tua completa disposizione."
In effetti Rieka a quel punto nota che attorno a loro a non molta distanza, ci sono alcuni uomini che tengono d'occhio la zona. Rieka è colpita dal fatto che questi hanno un abbigliamento molto simile a quello dei gorilla e uomini dei servizi segreti incontrati nelle precedenti avventure.
"Scusa, non per sapere i tuoi interessi, ma perché ci sono questi tipi qui attorno e vestiti così? Sicurezza?" chiede curiosa.
"Esatto! - risponde con l'orgoglio che gli sprizza ormai anche dai pori - Come ti dicevo, noi siamo moto benestanti, e tutto questo che vedi attira molti malviventi. Così quegli uomini sono necessari per la mia incolumità e per quella dei miei ospiti. Tu qui dentro sei più al sicuro che dentro un bunker!"
"Lascia perdere i bunker! - dice lei ricordandosi di quello che ha passato dentro uno di quei bugigattoli corazzati, ma poi continua con la voce bassa, lei che di case superprotette non le ha mai viste - Che vivere strano avete su questo pianeta! Da noi questo non è neppure concepibile. Vivete praticamente blindati dentro le vostre stesse case! Comunque, nonostante questo immagino che qui tu ci viva molto bene, vero?"
"Si, è vero, qui io ci vivo benissimo, se non fosse per una cosa che manca a questa casa e che la rende molto vuota. Anzi, direi che questa cosa è un aspetto di fondamentale importanza." dice lui con aria misteriosa.
La curiosità dell'aliena è particolarmente stimolata: "A si? E cosa mancherebbe di così importante?"
Andrea si gira verso di lei e, abbassando lo sguardo, dice in modo triste: "Fa niente se te ne parlo dopo?"
Rieka vedendolo così accetta ma poi rimane ancora più perplessa quando subito dopo lui le chiede: "Ti spiace se ti lascio sola un attimo? Devo sbrigare una faccenduola ... Visita il parco e va dove ti pare. Davide, uno dei miei uomini di maggiore fiducia è a tua disposizione per ogni cosa. Fra dieci minuti ci ritroviamo in veranda. D'accordo?"
"Va bene. - dice Rieka, accennando un sorriso e pensando che quel ragazzo, anche se un po' strano, abbia dei sentimenti profondi - Allora fra dieci minuti ci ritroviamo in veranda. Voglio proprio vederla."
Andrea si allontana ed entra nella villa mentre Rieka seguendo un percorso indicato da Davide, un uomo sui quaranta alto ma con modi molto garbati e gentili, si fa una cultura di piante e alcuni animali terrestri che le gironzolano attorno.
Passati così i dieci minuti, e dieci minuti passano svelti mentre si contemplano le meraviglie del creato, Davide, sempre con fare cortese, fa notare alla ragazza che è già ora di andare in veranda. Così Rieka segue la guardia del corpo ed entrata nella villa, percorre dietro all'uomo alcuni corridoi, attraversa anche alcune stanze, tutte che trasudano notevole lusso, poi davanti ad una porta bianca e decorata in oro, l'uomo si ferma. Presa la maniglia, prima di aprire si gira indietro facendo cenno a Rieka di entrare e le dice: "Signorina, lei è arrivata. Questo è l'ingresso della veranda. Il signor Andrea la attende."
Rieka rimane a bocca aperta: la veranda è bellissima! Lei è abituata a case e palazzi, ma il buon gusto di quella stanza l'ha colpita. Quella veranda, con il pavimento tutto in legno scuro, è a semicerchio, dove nel centro si trova un bel salotto in vimini scuro: due divani due poltrone e un tavolo tondo in centro al tutto. La veranda è contornata da un colonnato con tanto di archi a sorreggere un tetto in travi di legno. Fra le colonne delle belle tende bianche divise a metà e legate in basso con dei nastri, anch'essi bianchi, alle colonne stesse. Tutto attorno, poco fuori la veranda, ci sono una moltitudine di fiori variopinti e piante particolari di varie specie. All'interno ci sono anche alcuni vasi che pendono dal soffitto con piante rampicanti che, allungandosi, penzolano da essi per dare un tono di verde anche all'interno della stanza.
Andrea è già lì seduto nel salotto e nota come l'aliena ammira l'ambiente.
"Qualcosa non va? Non è di tuo gusto?" le chiede.
"No, no ... - risponde lei imbarazzata, pensando di avere fatto una brutta figura - Anzi, sembra quasi che tu conosca i miei gusti: tutto è come sul mio pianeta. Per questo sono rimasta colpita."
Ad Andrea quelle parole suonano a festa.
"Che gioia mi dai Rieka. Vedi, se posso farti felice io raggiungo lo scopo della mia vita. Comunque non vorrai stare lì in piedi, vieni a sederti qua che fra pochissimo arrivano alcuni cocktail da bere. Ne ho fatti preparare diversi, così se uno non ti piace puoi berne un altro."
A quelle parole Rieka rimane un po' stranita, non capendo cosa intendesse dire. Quel ragazzo è sempre un po' sopra le righe, ma che ora il farla felice sia lo scopo della sua vita sembra proprio esagerato. Quello mica è suo marito! Qualcosa le comincia a non andare a genio e pensa fra se che in effetti l'essere andata in quella casa da sola con un uomo non è stata la migliore delle idee.
"Però Roby era d'accordo- pensa fra sé - Non è che si è fidato ed io lo deludo? - continua a ragionare - No! Non credo. Se lui sa e ha acconsentito, dei pericoli non dovrebbero essercene! Poi, so difendermi bene anche da sola! Quindi ... tranquilla"
Così si avvicina ad Andrea che le indica una delle due poltrone dove accomodarsi che guarda caso è quella vicino a lui, cercando di non fare movimenti o assumere posizioni provocanti, in quanto è ancora in bikini. Se quel giovane ha dei secondi fini, lei ora vuole cercare di non dare alcuna idea che lui possa avere la possibilità di conquistarla: lei è una giovane donna sposata e intenzionata più che mai ad essere fedele al marito!
Appena Rieka si è seduta, lui, sempre con i suoi modi molto garbati e gentili, chiede: "Allora dicevi che questa veranda ti piace particolarmente. Come mai?"
"Be, vedi, fin da piccola mi è sempre piaciuta molto la natura, e mio padre ha fatto modificare il palazzo dove viviamo in modo che avesse una veranda più o meno come questa, con molto verde attorno. Quindi casa tua mi ricorda molto la mia infanzia e casa mia." Dice lei con un po' di nostalgia.
"Ma non mi dire. Sai che anch'io in questa veranda rivedo la mia infanzia i ricordi. È davvero un posto particolare per me ..."
Andrea, abile nell'attaccare bottone e nel fare sbottonare gli altri, riesce da queste poche parole a instaurare poi una conversazione che va per le lunghe.
Il tempo passa rapidamente e ovviamente, alla spiaggia, Roby nota l'assenza della moglie e comincia a cercarla. Non capendo dove sia chiede un po' a tutti. Una ragazza della compagnia lo informa che già da una mezzora Rieka si era allontanata con Andrea. Roby, che già si sente sotto pressione, alla notizia comincia ad avere i nervi che cedono.
"E dov'è andata con quel bell'imbusto?" chiede arrabbiato alla ragazza.
Lei, notando che Roby sta per esplodere non vorrebbe dirglielo, ma poi visto che la situazione sta precipitando, confessa.
"Sono andati a ... casa sua. Non so altro. Sono andati di la a piedi."
"Credimi, questo già basta!" esclama lui ora imbufalito.
Solo ora ricordando che ha il Delan cerca il segnale di Rieka, e appena l'ha agganciata si incammina a grandi passi nella direzione della casa di Andrea dove ora sa trovarsi la moglie borbottando: "Ci si mette pure lei a farmi arrabbiare! Va a casa di un uomo, mezza nuda e senza di me. O non capisce niente, o è la donna più tonta che conosco. Ma appena sono lì mi sente! Io con le corna non ci sto! ... Ma che dico!"
Roby non si rende neppure conto del paradosso che ha appena detto.
Alcuni che lo sentono infatti sogghignano pensando: "Tu ti sarai sposato l'aliena, ma ora la paghi! Evidentemente un po' di giustizia c'è in questo mondo!" e lo osservano mentre a grandi passi si allontana.
Alcuni nel vederlo si accordano fra loro e lo seguono a distanza per vedere lo sviluppo della situazione.
Non devono aspettare molto. Infatti appena Roby arriva alla casa di Andrea e suona al citofono.
"Chi è?" risponde il portiere.
"Roby, il marito di Rieka che è venuta qui con Andrea! Fatemi entrare, grazie!"
"Non aspettiamo nessun Roby! Non so chi lei sia e se non si allontana chiamo i carabinieri!" dice in tono perentorio.
Roby è allibito e furibondo, e comincia ad urlare.
"Cosa vuole dire che non sa chi sono! Anch'io non so chi sia lei e non mi interessa affatto! Ma in questa casa c'è mia moglie e voglio che la facciate venire fuori subito! Chiaro? Altrimenti io tiro giù tutto...!"
In quel momento un rumore di motori elettrici distrae Roby. Guarda al suo fianco e vede il grande cancello aprirsi lentamente. Roby pensando che lo stiano facendo entrare fa per infilarsi dentro alla proprietà, solo per essere brutalmente stoppato da tre energumeni. Uno di loro è il Davide di prima che, senza troppe gentilezze lo ributta indietro come fosse un fuscello. Roby, vista la sua condizione emotiva, reagisce immediatamente e comincia a fare capire ai tre gorilla che neppure lui è un pivello per quel che riguarda il menare le mani. Così di lì a pochi istanti uno di loro è steso con un forte dolore alle parti basse, e un altro ha dei gravi problemi a respirare, visto che un violento calcione lo ha colpito ai reni. L'ultimo rimasto si mette in posizione d'attacco e comincia a combattere con il giovane a suon di colpi di varie arti marziali, sperando che gli altri due compari lo aiutino a fermarlo. Solo che questo pensiero lo porta a distrarsi appena un attimo che, per quanto piccolo fosse, già basta a Roby per sferrare il colpo fatale: fa prima un movimento che porta il gorilla a spostare la guardia, e poi Roby parte con un pugno dritto in pieno volto che lo fa stramazzare a terra quasi privo di sensi.
Gli altri due cominciano a riprendersi, ma Roby uscito praticamente incolume dalla battaglia parte di corsa ed entra nel parco della casa. Non la conosce, ma con un colpo d'occhio vede alcune possibili entrate e va verso di esse.
Ora sorge però il problema più grosso: la sorveglianza vedendo dalle varie telecamere quello che è successo all'ingresso, fa scattare l'allarme e le altre guardie cominciano a dare la caccia al povero Roby. Lui vede che degli altri gorilla spuntano qua e là nel giardino e capisce che non può più fermarsi. Ora sanno che sa picchiare duro e non saranno più molto teneri con lui. Ormai in preda alla disperazione gioca un'ultima carta: ordina al delan il trasferimento dall'astronave di un'arma per lo stordimento che, dopo un attimo, gli torna immediatamente utile. Un omone tutto vestito di nero gli si para davanti e lui, che sta correndo, gli si schianta contro senza neppure spostarlo un millimetro: quello era un vero armadio umano di più di un quintale di muscoli.
"Toh! Guarda, guarda chi abbiamo qui! Il pupo fuggitivo ..." gli dice beffardo.
"Toh! Guarda, guarda cos'ho qui!" risponde Roby ancora più beffardo, e tira fuori l'arma puntandogliela contro.
"Ma che ..." sono le ultime parole che riesce a dire il tipo, prima di stramazzare al suolo narcotizzato da un raggio verde brillante.
Roby si guarda rapidamente attorno e nota che per sua fortuna il tipo aveva lasciato dietro di se la porta della villa aperta e si infila di corsa dentro casa. Idea pessima! Roby capisce subito che quel punto non era il posto migliore per entrare: la porta dava su un corridoio con altre guardie che pareva fossero lì ad aspettarlo. Roby ne stordisce un paio con la pistola mentre scappa di nuovo fuori continuando a correre affannosamente attorno alla casa in cerca di un altro ingresso.
Fermiamoci un attimo e torniamo un poco indietro nel tempo. Precisamente al momento dell'accensione dell'allarme fatto scattare da Roby. Nella veranda Andrea riceve la visita del maggiordomo che si accosta al ragazzo e gli sussurra in un orecchio le informazioni.
"Signorino, la informo che quella persona che diceva è appena entrato con la forza nella villa."
"Capisco. - gli sussurra ora lui - Fermatelo, e buttatelo fuori. Ma mi raccomando: niente armi e non fategli del male ... più di tanto almeno. E spegnete subito questo suono odioso!"
"Che succede? - chiede Rieka sentendo il suono dell'allarme che altro non è che un cicalino che emette alcuni fischi ad intermittenza - Se c'è un problema io vado. Non ci sono problemi, ho approfittato fin troppo della tua ospitalità?"
"No, ti prego Rieka, rimani ancora un poco. - dice Andrea con tono triste e guardandola fisso negli occhi - Se te ne vai, questa casa tornerà a essere triste e vuota come sempre, e vorrei che questo accadesse il più tardi possibile ..."
Rieka è a dir poco imbarazzata e comincia ad avere la certezza che l'accettare quell'invito sia stata una vera stupidaggine. I terrestri sono più imprevedibili di quello che pensava! Ma l'imbarazzo più grande arriva adesso. Infatti Andrea svela il vero scopo di tutta quella gentilezza.
"Vedi, io so di fare una stupidaggine ma devo dirtelo, è più forte di me! - poi si china in avanti e, guardano Rieka in viso, le dice - Io ti amo, e voglio che tu venga a vivere qui da me così mi potrai conoscere e decidere cosa vorrai fare. Questo è quello che è sempre mancato in questa casa: il sorriso e la presenza di una donna meravigliosa come te. Lascia tuo marito che ben poco ha da darti e vieni qui con me! Lui è un poveraccio, mentre io posso darti davvero tutto quello che vuoi! Io posso darti una vita da sogno e non pentole e panni da lavare."
Rieka è stupita, imbarazzata, incredula e stordita. Quasi il bicchiere che ha in mano gli cade a terra. Non sa che dire vedendo che quel ragazzo ha quasi le lacrime agli occhi.
"Ma, che dici! Tu in realtà non mi conosci neanche e poi io sono sposata! Non voglio lasciare mio marito! Lui mi ama veramente! Non puoi dirmi questo! Io tutto quello che voglio già cel'ho. Lo capisci immagino."
"So che sono crudele a fare questo. Che sono cose che non si dovrebbero fare, ma il mio cuore non lo posso fermare e non gli posso impedire di provare quello che sente adesso. - poi tenta il tutto per tutto e gli si getta ai piedi della ragazza - Ma io non posso più angosciarmi vedendoti con quel Roby che non può avere cura di te come posso farlo io. Io muoio vedendoti con lui. Io ti tratterò come spetta ad una donna del tuo rango!"
"Ma che roba! - esclama alzando gli occhi al cielo - Sul mio pianeta gli uomini avevano problemi a dichiararsi con me. Invece sulla terra sembra che facciate a gara a fare dichiarazioni d'amore anche con chi un marito già cel'ha!"
Comunque Rieka non vuole distruggere in modo brutale quei sentimenti all'apparenza così forti e genuini, quindi cerca di essere il più possibile gentile ma ferma nelle sue posizioni.
"Posso capire. - continua cercando di essere garbata il più possibile - E mi dispiace sapendo che soffri tanto. Ma io la mia decisione l'ho già presa. Roby ha davvero molta cura di me: noi ci amiamo come non mai. Per ora posso solo dirti che possiamo essere buoni amici ma non di più. Quello che mi hai detto mi lusinga molto ma non posso accettare nulla di quello che mi offri. Per me il solo pensiero di una cosa del genere è scandaloso!"
"Il matrimonio è comunque avvenuto sul tuo pianeta, non qui. Quindi sulla terra non sei in realtà sposata. Quindi puoi ancora decidere con chi stare. Pensa a quello che ti ho detto e credimi se ti dico che ti amo più di tutto quello che possiedo."
È proprio in quel momento che, dopo essere fuggito dal corridoio e ripreso a correre attorno alla casa in cerca di Rieka o di un'altra entrata, Roby si ritrova a passare proprio davanti alla enorme vetrata della veranda. Pensando alla possibilità di potere entrare da lì, guarda dentro appoggiandosi con le mani alla grande finestra e guarda dentro la casa. Quello che vede lo sconvolge in modo devastante.
"Impossibile! Tragedia! - pensa - Devo avere visto male! Lì dentro c'è Rieka seduta con ai piedi Andrea in ginocchio appoggiato alle sue ginocchia e lei che gli accarezza la testa!"
Roby rimane bloccato incredulo a quella vista: Rieka che accarezza la testa un altro uomo! Quei pochi istanti in cui rimane lì fermo, bastano alle guardie per raggiungere la loro preda e acciuffarla. Nel farlo però provocano non poco rumore, sbattendo contro i vetri con una certa forza Roby che ovviamente reagisce. Il rumore cattura immediatamente l'attenzione dei due che sono dentro. Rieka riconosce subito il suo Roby e vede che è circondato, trattenuto e maltrattato con una certa violenza dai diversi uomini della sicurezza.
"Ma che succede? - chiede l'aliena incredula a quello che vede - Ordina subito ai tuoi uomini di lasciare in pace mio marito!"
"Non ce n'è bisogno. - dice Andrea alzandosi e prendendo il viso di Rieka fra le mani e obbligandola a guardarlo - I miei uomini sanno bene quello che fanno. Non gli faranno nulla di male."
Rieka comunque vede che lì fuori suo marito sta avendo la peggio, e quelle guardie non hanno nessuna intenzione di fermarsi.
"Ti ho detto di ordinare ai tuoi uomini di lasciare subito mio marito!" Ordina di nuovo ad Andrea, scattando in piedi e liberandosi delle mani del ragazzo.
"È stato lui ad entrare con la forza. - replica con sufficienza - Quindi si merita di essere trattato come chiunque violi un altrui domicilio."
"Ma cosa sei, impazzito? Lui è un tuo compagno di università, un tuo amico, mica un ladro! Aspetta un attimo! - riflette l'ingenua aliena - Ora capisco! Era solo una trappola! Roby non sapeva nulla e tu mi hai portata qui con l'inganno! Pensavi di farmi la corte tenendo lontano mio marito con le buone o le cattive! Ma che uomo sei!"
"Aspetta un attimo posso spiegare!" cerca di ribattere Andrea.
Rieka invece si allontana un po' da lui e con tono imperativo ordina di nuovo ad Andrea: "Lasciaci andare subito! Chiaro! Io amo Roby e tu a questo punto mi fai schifo! Ho capito tutto ormai! Cosa vuoi spiegare! Che ti credi che solo perché vengo da un altro pianeta non capisca niente? Ora penso solo alla figura da scema che ho fatto! E adesso lui mi ha visto con te. Chissà che avrà pensato!"
"Aspetta, Rieka! Non trarre conclusioni affrettate! Rimani un attimo ancora! Per favore! Posso chiarire tutto!"
"Basta! Ho detto basta! Fammi uscire con le buone o esco con le cattive! Non peggiorare la situazione e dimostrati un uomo non un pagliaccio come hai fatto foino ad adesso! Fammi uscire!" urla ancora più forte Rieka.
Rieka fa per andare verso la vetrata, ma Andrea visto come la situazione precipita rapidamente e non sembra essere più recuperabile, in un ultimo disperato tentativo di fermarla la trattiene per un braccio. Lei reagisce cercando di liberarsi e, giratasi, gli tira due pugni di piatto in pieno petto non volendo stordirlo con una scarica di plasma. Lui a questo punto reagisce compiendo un errore madornale. Per bloccarla la gira, poi tenta di abbracciarla all'altezza delle spalle appoggiando la schiena della ragazza a se, per tenerla ferma stringendola. Rieka non è tipa da farsi bloccare e si dimena quasi liberandosi.
Andrea a questo punto, in un ultimo disperato tentativo di tenerla lì avendo le sue mani alzate sopra la testa di Rieka, istintivamente la prende per le corna. In quella stanza si ode così un grido disumano.
"Che fai! Bastardo! Come ti permetti!"
"No aspetta... - dice lui, lasciandola andare capendo di avere davvero esagerato, anche se non capisce completamente che cosa ha fatto di così grave, - io non volevo... Non voglio che tu te ne vada... chiedo perdono ... non sapevo ..."
Tutto inutile: il danno era stato fatto e l'umiliazione andava pagata. Così Rieka gli dice con un tono decisamente poco rassicurante: "Davvero ci tieni tanto a me e ti piaccio tanto? Allora dimmi se ti piace questo!"
Poi gli prende di scatto una mano e stringendogliela con tutta la forza forte gli da una scarica di plasma energetico di notevole intensità, tanto che nella stanza si vede un forte bagliore azzurro e delle scariche elettriche diramarsi per tutto il corpo dell'uomo. Andrea cade a terra praticamente privo di sensi.
"Ti piaccio ancora?" chiede beffarda la ragazza.
L'attenzione delle guardie del corpo che fuori della veranda ormai hanno immobilizzato il povero Roby impedendogli qualsiasi movimento, viene attirata da quel bagliore e dalle grida che provengono da dentro, tanto che si fermano dal trattenere il ragazzo e vanno a vedere cos'è successo al padrone di casa. Aprono la porta a finestra della veranda solo per essere investiti da un'altra potente scarica di plasma di Rieka che, in volo, esce come un missile. Lei si reca immediatamente dal suo amato maritino che è seduto a terra sul selciato con qualche ammaccatura su varie parti del corpo. Arrivata da lui con un notevole impeto, viene fermata da un arcigno sguardo di lui imbestialito.
"Tesy ..." dice lei timidamente, ma non finisce la frase perché lui comincia ad inveire.
"Che ci facevi con quel maiale? - dice con una voce piena di odio e rabbia - Che ci faceva la sua testa quasi appoggiata sulle tue gambe? Che ci faceva mia moglie con quel perfetto sconosciuto? Da quando in qua tu accarezzi la testa di uno così? Mi tradisci per così poco? Poi sono io quello che deve maturare?"
"Sai? Questo che mi dici mi fa sentire risentita! Mi ferisce. Perché mi tratti così? È vero che la situazione era decisamente ambigua e quello che hai visto non poteva che farti perdere le staffe. Ma come fa mio marito ad avere così poca fiducia in me? Sei sempre stato così tenero e dolce, anche in momenti difficili ed ora sei aspro. Sembra addirittura che tu mi odi. E io che credevo che mi amassi davvero!" gli urla contro.
"Anch'io credevo tante cose! Ma poi eccomi qui per terra!"
Quando una persona cede alla tensione accumulata e si lascia andare dando sfogo a rabbia e angoscia, le parole che ne escono, e anche i giudizi che si danno, sono alterati, buoni solo per creare ulteriori danni che altrimenti con un poco di pazienza e autocontrollo si sarebbero tranquillamente potuti evitare. Questo è quello che succede ora ai nostri due inesperti giovani che si ritrovano a scontrarsi risentiti anche se fra loro, nel profondo, si vogliono un bene infinito.
Ma ormai la frittata è stata fatta! Rieka non replica oltre. Si solleva in volo e si allontana lasciando lì il marito che la fissa digrignando alcune parole che fortunatamente lei ormai non sente più in quanto avrebbero ulteriormente demolito quella, fino ad allora, solida relazione. Dopo pochi attimi le guardie della villa tornano dal loro ‘intruso' per riacciuffarlo e sbatterlo fuori. Roby questa volta non reagisce e si lascia prelevare senza opporre resistenza. Gli uomini così lo trascinano in malo modo verso il grande cancello d'uscita. Ma arrivati lì, quando stanno per letteralmente lanciarlo fuori dall'ingresso, un grosso monovolume bianco arriva di gran volata e si blocca davanti alla porta. Le guardie si bloccano impaurite pensando ad una ritorsione degli alieni che forse stavano spiando il tutto, ma in realtà dall'automezzo scendono quattro individui dalla corporatura notevole con occhiali scuri e capelli rasati molto corti.
Si avvicinano e, stranamente per quella situazione, con tono molto gentile e pacato chiedono: "Scusate. Stiamo cercando il signor Roby e la signora Rieka. Le informazioni che ci hanno dato i loro amici dicevano che erano ospiti qui."
Una delle guardie replica: "E ... chi sareste, per cortesia?"
"Ho, mi scusi, non ci siamo presentati. - poi i quattro tirano velocemente fuori una tessera con in evidenza la scritta Repubblica Italiana e sotto Agente Speciale e a seguire tutti i loro dati e la foto - Siamo agenti speciali mandati per invitare il Signor Roby e la signora Rieka a venire con noi per una questione della massima importanza che riguarda la sicurezza nazionale. Di più non posso dire ... top secret!"
I quattro si ricompongono un attimo e con un sorriso di circostanza cercano di camuffare il fatto che la persona che quelli stavano cercando, ancora pochi attimi e sarebbe letteralmente volata fuori da quel cancello.
"Il signor Roby è proprio qui! - dicono con un sorriso di circostanza - Eccolo, prego, venga pure avanti i signori cercano lei." Dicono lasciando strada al giovane.
"Grazie di niente ... scimmioni!" borbotta Roby simulando un sorriso.
Rieka intanto stizzita e lacrimante, dopo un breve volo si era messa a sedere sopra un parapetto della villa osservando da lontano quello che sarebbe successo al marito. Vedendo la scena ora si chiede cosa sta succedendo e chi sia quella strana gente. È in quel momento che riceve una comunicazione sul delan.
"Un messaggio dai miei? - pensa Rieka intanto che va a leggere il messaggio - Vediamo che c'è scritto. ‘I terrestri ci hanno contattato per una questione urgente di carattere internazionale. Dovete indagare te e Roby. Fatemi sapere in merito.' Che strano messaggio! Sta a vedere che quelli la sono qui per questa ‘questione'"
La principessa si asciuga le lacrime e si alza in volo per avvicinarsi al marito. Raggiunto l'ingresso, dove Roby è vicino a quegli uomini confuso non capendo quello che sta succedendo, scende per informarlo e capire anche lei meglio quello che succede. Pochi sulla terra sono abituati a vedere una persona che ti piove dal cielo, e il suo atterraggio provoca un attimo di panico a tutti tanto che alcuni tirano fuori addirittura le armi.
"Rieka ma che fai? Avvisa prima di atterrare! Vuoi farci prendere un infarto o farci ammazzare?" è la risposta brusca di Roby ancora impaurito e nervoso per le varie vicende.
I quattro agenti alla visione di Rieka in bikini con solo un pareo a coprire un po' di più i fianchi, rimangono un attimo interdetti e fortuna che portavano i classici occhiali scuri, altrimenti gli sarebbero palesemente notati gli sguardi ebeti che poco si confanno a uomini che rappresentano lo stato. Un attimo per reinnestare il cervello, ricordarsi il motivo per cui erano lì e uno di loro spiega la situazione.
"Bene. Allora, se lei è la signora Rieka, lei immagino sia il signor Roby, giusto?"
"Giusto. Ma non capisco cosa possa essere successo per giustificare la vostra presenza qui." Dice un Roby brusco e acido, che si ricompone e guarda arcigno i suoi aguzzini che ancora gli stanno alle spalle.
"Il motivo è della massima importanza per la sicurezza internazionale. Quindi il motivo è più che valido Signor ..."
"Basta con questo signor e signora! - interrompe Roby - Io sono Roby e lei è mia moglie Rieka. Basta formalità, scusate ma è una brutta giornata per me. Cosa dobbiamo fare?"
"Cortesemente seguirci sulla macchina dove riceverete delucidazioni in merito." Risponde l'uomo indicando l'auto.
Roby parte verso la vettura e gli altri lo seguono un po' allibiti da quella reazione. Una volta chiusi gli sportelli, regna un'atmosfera soft a causa dei vetri particolarmente oscurati, a parte ovviamente quello anteriore. La macchina, un grande monovolume appunto, ha tre file di sedili in velluto nero con cuciture bianche, molto comodi e avvolgenti: due posti in fondo al veicolo, tre al centro e due davanti compreso quello di guida. Roby e Rieka sono stati fatti sedere negli ultimi due seggiolini, mentre di fronte si sono seduti dopo avere girato le loro poltroncine verso il retro, per guardarli in faccia, due dei quattro agenti. Uno tira fuori un computer portatile da sotto il sedile, lo apre e dopo poche digitazioni mostra lo schermo a Rieka in particolare. In quello schermo c'è la faccia di un uomo collegato in videoconferenza decisamente serio, che si presenta.
"Buon giorno principessa Rieka. Mi presento: Mi chiamo Tommaso Dell'Aquila. Sono il coordinatore dei piani di emergenza per la sicurezza internazionale in Italia. Visto il mio ruolo, sono perfettamente a conoscenza dei precisi accordi fra i nostri due popoli che non prevedono assolutamente quello che le sto per chiedere, ma una situazione davvero particolare e molto probabilmente pericolosa si sta manifestando al momento e non sappiamo davvero a chi rivolgerci. Noi le chiederemmo, se gentilmente lei potesse per lo meno prendere in considerazione la cosa per poi decidere se aiutarci oppure no. D'altronde, ormai la terra è un po' la sua seconda casa e ... forse ... siamo in guai seri. Molto seri."
"Sinceramente non sapendo ancora nulla - risponde Rieka - non so al momento che fare. Ma d'altronde prendere in considerazione il problema non costa nulla. A me va bene. - poi guarda Roby - A te va bene?"
Roby che ancora si deve riprendere dalle ultime vicissitudini e finire di calmarsi si limita ad annuire con un cenno della testa.
"Va bene! - continua così l'aliena. - Accettiamo! Ma non posso garantire nulla. Però voglio sapere di che si tratta."
"D'accordo. - interviene l'uomo che li ha scortati all'automezzo allungando a Rieka un bigliettino - Allora, appuntamento a domani pomeriggio a questo indirizzo dove il capo della sicurezza vi spiegherà tutto. Qui non è il posto più sicuro."
"Va bene, a domani allora." Dice Roby, interrogandosi fra se e se di cosa stia succedendo per giustificare tutti quei misteri e quegli atteggiamenti.
La portiera della macchina si apre, Roby e Rieka scendono e immediatamente l'auto parte a tutta velocità. Rieka, poco dietro al marito, vede ancora ben stampata in viso la rabbia dovuta alle precedenti vicende. Ragiona fra se che probabilmente forse sia quella rabbia che anche l'orgoglio ferito del marito gli impediranno di parlare per primo per risolvere la faccenda. Così lei, dato che non vuole che quella situazione continui con il rischio che il loro amore vada perso o anche solo rovinato, prova a fare timidamente il primo passo mentre si incamminano verso gli altri compagni.
"Roby?" chiama lei con voce particolarmente pacata.
"Che c'è?" Risponde lui freddamente senza neppure girarsi.
"Posso capire il fatto che tu sia arrabbiato con me. Quello che hai visto ti deve avere deluso profondamente..."
"Deluso? - interrompe bruscamente Roby, fermandosi e girandosi verso Rieka - Ma sai cosa significa, almeno per un terrestre, vedere la propria donna, anzi moglie da pochi mesi, che tiene appoggiata la testa di un altro uomo sulle sue gambe, soprattutto mentre lei è in bikini e soprattutto se è una sventola come te e lui è un don Giovanni da strapazzo? Dico: ti rendi conto? Poi gli accarezzi anche la testa? Cosa dovrei pensare io?"
Rieka capisce che quella rabbia è poi, in fin dei conti, dovuta all'amore che Roby ha per lei anche se la sua gelosia ed anche la poca fiducia sono un po' esagerate. Così guarda la cosa proprio dal lato positivo e si sente lusingata dall'affetto di suo marito. Allora la tallin usa tutto il suo tatto e anche la sua persuasione femminile nel fare capire l'inutilità di tutta quella rabbia. Abbassa un po' il capo, alza lo sguardo tipo bambina pentita, poi si avvicina e guardandolo con i suoi occhioni azzurri gli risponde usando tutta la pacatezza e dolcezza si possano trasmettere.
"Scusa tesy. Non volevo davvero farti passare un momento così brutto! Non avrei mai pensato di darti una così brutta impressione ed una così grande delusione. Mi dispiace, non sono una brava mogliettina, vero? Ne combino sempre una dopo l'altra da che sono sulla terra. Ora anche con questo soggetto qui ne ho fatta un'altra delle mie. Se non ti fidi di me ... ti posso anche capire."
"Ma che donna sei! - esclama - Tu saresti in grado di sciogliere un intero iceberg in pochi istanti con le tue parole. Adesso sono io che mi sento profondamente in colpa per averti trattato così malamente. Tu che sei la mia mogliettina adorata. Mi sento quasi un verme per quelle sfuriate! Ora che i nervi si allentano e il cervello funziona un po' di più, capisco di avere esagerato e soprattutto mi rendo conto che non ti ho neppure chiesto cosa in realtà stava succedendo lì dentro. Davvero, pensandoci, non ho al momento alcun motivo per dubitare della tua lealtà: ho reagito da vero stupido. Tu non ti sei mai comportata in modo da fare anche solo pensare che avessi avuto la lontana idea o voglia di tradirmi! - fa una pausa, si ferma, la abbraccia e poi, ora con toni decisamente più calmi, continua - No piccola mia, la colpa non è tua. Sono io che in questi giorni sono con i nervi a fior di pelle e scatto con niente. So bene quanto posso fidarmi di te. Solo che quando vedo gli altri ragazzi che continuamente ti ronzano attorno, anche se immaginavo che sarebbe stato così, io però ... io sono ... io divento ... insomma, particolarmente nervoso e il mio cervello non funziona più un granché. Sei tu che devi perdonarmi. Hai ragione: devo ancora maturare."
"Vedi perché ti amo Tesy. Proprio per questo tuo lato del carattere e che per me è sinonimo di vero uomo: anche se ogni tanto parti per la tangente, poi sai fermarti, riflettere e umilmente dire quando sbagli. Ti amo. Non permetterò mai a nessuno di allungare le mani su di me. Anche se, forse ingenuamente non conoscendovi ancora molto, non mi accorgo che qualcuno sta facendo il furbo. D'ora in poi se uno allunga le mani, farà la fine del nostro compagno oggi: incenerito! - poi però preoccupata chiede - Ma come mai sei così nervoso? È da un po' che in effetti l'ho notato. Qualcosa ti preoccupa?"
Roby libera Rieka dal suo abbraccio e la prende per mano, riprendendo il cammino verso i compagni che sono ancora alla spiaggia.
"Vedi, - riprende il discorso Roby - io fin dall'inizio immaginavo che sposandomi con te, mi sarei complicato la vita. Nel senso che sei l'unica aliena sul nostro pianeta e che quindi anche il solo girare per la strada con te non sarebbe stato facile: tutti che ti fissano e indicano. La gente che gironzola sempre sotto casa per vedere se ti riesce ad incontrare e magari scattarti una foto. Pensavo che avrei retto anche a quello che sarebbe successo all'università con altri giovani, ma invece ho notato che i nervi mi stanno cedendo. Fortuna che la scuola durerà ancora poco."
"Pensi di non riuscire a reggere la pressione fino alla fine?" chiede preoccupata Rieka.
Roby riflette per un attimo con una espressione seria, poi alza le spalle, e guardando la moglie si intenerisce: "Sinceramente, prima pensavo di no. Però ora che ti sento così vicina, mi sento che affronterei il mondo intero. Quello che hai detto e fatto ora mi ha ridato forza e fiducia. Ti amo piccola Kay! Quello che è successo oggi l'ho già dimenticato. Devo fidarmi molto di più di te e ... non perdere la testa per nulla."
"Vogliamo prenderci una vacanza su Arcadia per staccare un po'? Facciamo un saluto ai miei che è da un po' che non vedo e ci rilassiamo alle terme di Adoria. Ti va?"
"Ci avevo pensato. Le difficoltà se si possono affrontare un poco per volta è sempre meglio. Vediamo. La voglia cel'ho! Adesso comunque che ne abbiamo parlato, sinceramente, mi sento meglio e il problema non mi sembra neppure così grande. Sai, ti devo ringraziare per la pazienza che hai con me e per il fatto che mi ascolti e capisci."
Rieka non dice nulla. Semplicemente, colpita nel suo cuore per quelle attenzioni, si stringe al braccio del marito appoggiando la testolina alla spalla. Ed è così che i due arrivano al gruppo degli altri, che ormai li avevano dati per dispersi. Dopo alcune limitate spiegazioni di Roby sul dove erano stati e del perché non c'è Andrea con loro, la giornata prosegue in modo decisamente più tranquillo e rilassante.
La sera però una volta tornati a casa c'è da comunicare all'assemblea della Coalizione dei Pianeti la richiesta dei terrestri.
"Attiva la comunicazione così informiamo i miei di quello che ci hanno detto quei tipi strani." Dice Roby sedendosi in poltrona.
"In effetti poi non ci hanno detto molto. Gli diciamo quel poco che sappiamo e poi prendiamo appuntamento per aggiornarli a quello che ci diranno domani. Al massimo gli possiamo dire che per i terrestri questa è una questione della massima importanza!" risponde Rieka cominciando a lavorare su un computer che è sulla loro credenza del salotto.
"Ci si riesce?" chiede Roby.
"Si! Che ti credi! È pura tecnologia arcadiana, mica bazzecole! Ecco qua! Siamo in collegamento con i miei ... Ciao papà tutto bene."
"Sì tutto bene piccola. Come vanno le cose sulla terra." Risponde Ceso.
"Diciamo ... Tutto bene, mi sto adattando. Ti chiamavo per informarti su quello che ci hanno detto i terrestri su quella misteriosa cosa della massima importanza per cui vi avevano contattato. In effetti poi non ci hanno detto nulla. Hanno rimandato tutto a domani in un posto ben preciso dove saremo informati di questa particolare situazione. Sono stati molto misteriosi ed ermetici. L'unica cosa che ti posso dire è che sembrano davvero molto preoccupati di quello che sta succedendo."
"Sono stati così misteriosi da non dire nulla? Non vi hanno accennato a nessun tipo di problema?" replica perplesso Ceso.
"No! Sono stati estremamente ermetici. Quindi l'unica cosa che ti posso dire è che domani andremo al colloquio con questa persona e poi ti sapremo dire nei particolari di cosa si tratta.
"Se le cose stanno così non penso ci sia altro modo in cui muoversi." Replica Roby.
"Sì penso anch'io che non ci sia altra cosa da fare. Nel frattempo prendete in considerazione l'eventualità di dover intervenire in affari terrestri: ragionate se è il caso di accettare o meno." Continua Rieka.
"D'accordo piccola, allora ci sentiamo. A domani."
"Ok! Ci sentiamo domani. Ciao papi."
"Ciao piccola, e sta attenta, mi raccomando!"
"Certo, non ti preoccupare! E poi sono in buone mani."
"Mi chiedo davvero cosa sta succedendo di così grave da fare una così ufficiale richiesta!" si chiede Roby a comunicazione chiusa.
"Non so davvero. Ma non mi voglio arrovellare inutilmente il cervello. Sapremo tutto domani. Adesso io vorrei andarmene a letto tranquilla."
"Anch'io."
A causa dell'adrenalina ancora in circolo, però, il sonno non si vuole fare trovare più di tanto e la maggior parte della notte la si passa a parlare e fare ipotesi sul misterioso problema, ma anche a ragionare sui problemi che come coppia stanno affrontando.
La mattina del giorno dopo, all'università, Roby di tanto in tanto guarda Rieka con occhi ancora più innamorati che mai: l'essere riusciti insieme a confidarsi e a sostenersi a vicenda, capendo il problema e risolvendolo fa sentire i due giovani legati in modo sempre più inseparabile. Rieka, che non si è impuntata sul comportamento del marito ma lo ha capito, lo ha fatto ancora di più legare all'aliena, che ormai tanto aliena per lui non è più: è sua moglie, la donna con la quale vuole dividere tutta la sua vita. Fatto curioso è che Andrea è assente: che si vergogni troppo per le vicende del giorno prima? O forse è all'ospedale a curarsi le ustioni? A Roby il discorso non interessa e scaccia il pensiero meditando su altro, ma dimenticandosi che è comunque a lezione e che il professore si è accorto che lui ha la testa da un'altra parte. Così, mentre continua la lezione, il professore passeggia per l'aula e gli arriva alle spalle. A voce alta e con tono fortemente ironico dice al distratto Roby.
"Posso capire che ti sei sposato da poco e che tua moglie certamente ti piace. Ma non potresti rimirarti Rieka a casa tua in tutto comodo ed ora invece fare attenzione a quello che dico?"
Tutti scoppiano a ridere sguaiatamente e Rieka si gira verso il marito diventando paonazza. Roby si vorrebbe seppellire dalla vergogna. Così si gira verso il professore, si scusa, poi china subito la testa sul banco a mo' di bambino beccato con le mani nella marmellata e segue la lezione nascondendosi dentro il suo libro aperto sul banco.
Il pomeriggio arriva presto, e si avvicina il momento fatidico dell'appuntamento con il capo della sicurezza internazionale. Seguendo le istruzioni Roby e Rieka arrivano in jecod in un vicolo della periferia davanti ad una porticina di ferro, fatiscente e completamente ricoperta di ruggine da dove, appena fermano la moto, salta fuori un uomo di mezz'età in uniforme militare.
"Buongiorno signori!" dice l'uomo portandosi la mano alla fronte nel classico saluto militare.
"Buongiorno a lei!" replica Rieka che per prima è scesa dalla moto e si è levata il casco.
"Prego principessa, mi segua, vi porterò dal responsabile della sicurezza internazionale di questo emisfero. Vi sta aspettando con molta ansia." replica il militare facendo cenno ai due di entrare alla svelta.
Appena varcata la soglia, davanti a Rieka e a Roby, che la segue subito dietro, si presenta un corridoio malamente illuminato da alcuni neon che termina con un'altra porta. L'umidità è la caratteristica principale di quell'ambiente e l'odore di muffa conferma la cosa. Il militare, appena i due sono dentro, chiude l'ingresso. La botta e il rimbombo della porta metallica viene amplificato dal corridoio completamente vuoto, facendo paura ai due. Notando il loro sobbalzo, il militare si scusa mentre dimostrando di avere non poca premura, fa loro strada.
Arrivati così all'altra porta l'uomo in divisa, che ancora non si è presentato bussa alla porta, poi senza aspettare risposta, la apre.
"Signor generale, il signor Roby e la rappresentante degli arcadiani, la principessa Rieka di Arcadia sono arrivati."
Roby e Rieka avanzano timidamente ma il generale sentendo del loro arrivo scatta in piedi e gli va incontro.
"Benissimo! Prego entrate! Scusate il luogo lugubre e poco adatto, ma pensiamo che dobbiamo essere più che mai attenti a tutto. Soprattutto vogliamo essere nel massimo segreto." Dice vistosamente eccitato l'uomo.
Strane sparizioni
"Innanzitutto mi permetta di darle il mio personale benvenuta sulla terra, principessa Rieka, quale onore! Ora prego, accomodatevi. - continua sempre eccitatissimo il generale - Mi scuso ancora se il luogo non è dei più accoglienti e ... penso che avrà notato che l'ultima imbiancatura risale a qualche annetto fa, ma riteniamo che la situazione lo richieda. Vogliamo muoverci con molta prudenza e qui pochi possono sapere del nostro incontro."
Tutti si siedono e Roby, incuriosito più che mai, comincia ad informarsi.
"Dunque, si tratta davvero di qualcosa di grosso! Ma di preciso cosa?"
"Si tratta di un fenomeno che riteniamo abbia a che fare con altri alieni..." ma il responsabile viene interrotto subito.
"Pensate forse che centriamo noi in questo problema?" dice in tono brusco Rieka.
"No, no... Per carità, assolutamente... Siamo certi della vostra estraneità alla vicenda. Anzi, proprio per questo abbiamo chiesto se fosse possibile una vostra supervisione. Noi per ora abbiamo solo delle teorie, vorremmo una vostra conferma o smentita." continua l'uomo.
Rieka si tranquillizza: "Va bene: ho avuto il consenso ad esaminare il caso dal consiglio della coalizione dei pianeti sul da farsi, poi decideremo in base alle vostre richieste. Quindi per ora ho bisogno di sapere che sta succedendo con precisione."
"È imbarazzante dirlo ma ... il problema consiste nel fatto che già da alcuni mesi ci sta sparando un mucchio di materiale bellico. Ma non parlo di munizioni o armi leggere, di quelle ne sono sempre sparite e non ci si può fare molto. Parlo invece di testate nucleari, missili atomici e, ultimamente, addirittura un paio sottomarini e navi nucleari."
"E come mai pensate agli extraterrestri? Non potrebbe trattarsi di operazioni di guerriglia o attacchi di altre nazioni?" chiede Rieka.
"No! Ormai ne siamo certi. Abbiamo, da che è cominciato il fenomeno, posto su tutto ciò che è nucleare delle trappole che ci riconducessero a chi progettava quelli che per noi erano veri e propri furti o atti di guerriglia. Pensavamo ad attentatori, nazioni belligeranti, a ... beh abbiamo pensato a tutti e a tutto. Pensate che siamo arrivati al punto che anche il personale era dotato di particolari trasmettitori e altro per darci degli indizi, ma niente di fatto. Una nave è sparita con tutto il carico, il personale di bordo e senza lasciare traccia. Le trappole non hanno lanciato nessun segnale: tutto è sparito nel nulla senza lasciare traccia. Nessuno sarebbe riuscito a fare una cosa del genere senza una tecnologia decisamente superiore alla nostra."
"Ma dove sono capitati questi fatti, nel triangolo delle Bermuda?" chiede stupito Roby.
"Magari! Ma niente che ci leghi con quello strano posto. - risponde sconsolato il responsabile - Quello che è la vera stranezza è che tutto quello che vi ho detto si è verificato in diverse parti del mondo e sia in mare che sulla terra ferma. E niente, almeno all'apparenza, lega i diversi posti dove si sono verificati gli eventi. Tutte le indagini hanno portato ad un bel nulla di fatto. Non ci resta che confidare in voi. Quello che temiamo è un attacco nucleare da parte di chi ci sta rubando tutta questa roba. Magari la stanno riconvertendo in qualche cos'altro, per poi attaccarci mentre noi siamo disarmati. Comunque, ribadisco che sulla terra tecnologie che permettano cose come queste non esistono. Sono di certo alieni!"
Rieka riflette un attimo e quindi risponde: "Ho capito. Noi ci muoveremo così: prima di parlare di alieni voglio indagare un attimo. Faremo presto. Quindi io e mio marito andremo sulla mia astronave, che è in orbita, ed esamineremo un paio di siti dove sono avvenute le sparizioni. Se con i sensori non troviamo nulla, chiamerò mio padre e farò venire in qua una squadra per fare ricerche più approfondite. Anche se non capisco il motivo di una tale azione, in effetti può esserci lo zampino di qualche altra razza più evoluta tecnologicamente, e in tal caso dobbiamo intervenire. Non possiamo permettere che chi ha tecnologie avanzate vada in giro a spadroneggiare per la galassia. Se si trattasse di una cosa del genere la coalizione non può tirarsi indietro. Per quel che riguarda il tenervi informati saremo sempre noi a contattarvi, onde evitare intercettazioni di qualsiasi tipo. Mi raccomando: non fate nulla se non solo quello che vi diremo noi. Se si tratta di una razza aliena in vena di conquiste, possono essere più pericolosi di quello che pensate."
"Non sa principessa quanto sia entusiasta di sentirle dire queste parole! - esclama il responsabile mentre si alza in piedi - La mia angoscia si è decisamente alleggerita: sapere di poter contare di nuovo sull'aiuto di un popolo così tecnologicamente avanzato e soprattutto pacifico, mi fa sentire molto più tranquillo! - preso dall'entusiasmo non la smette più di stringere la mano della principessa e di ripetere continuamente - Grazie, grazie! Non sappiamo davvero come ringraziarvi!"
"Un modo c'è - interrompe Roby - Dateci le coordinate delle locazioni dove sono avvenute le ultime sparizioni, se no dove andiamo a cercare?."
"Certo, certo... Ecco... Sono in questo dossier. Anzi, qui ci sono tutte e anche tutto quello che abbiamo potuto raccogliere con le nostre indagini. Ho pensato di raccogliere il tutto pensando vi sarà utile." Dice allungando ai due una cartelletta di plastica chiusa da un elastico che a fatica trattiene tutti i fogli in essa contenuti.
Rieka prende il dossier, una chiavetta di memoria, e dice all'uomo: "Appena sappiamo qualcosa vi faremo sapere."
Roby e Rieka escono da quell'improvvisato ufficio, accompagnati dallo stesso militare che li aveva fatti entrare fino alla strada. Dopo avere indossato i caschi, ripartono con la Jecod. Roby non ha stranamente ancora detto nulla e quindi Rieka chiede: "Ehi tesy, non mi hai detto cosa ne pensi. Secondo te cosa ci può essere sotto una cosa del genere?"
"Scusa, hai ragione, ma stavo pensando a quanto mi piaci quando ti vedo così decisa e affronti sicura una situazione particolare! Trovo la cosa... Non so come dire..."
Roby non finisce la frase perché Rieka gli da una sonora pacca sul casco.
"Ho capito, sai! Sei il solito maiale! Ma voi terrestri non pensate ad altro?"
"Sinceramente faccio molta fatica a togliermi dalla mente certi ... particolari..."
Roby la frase non riesce a finirla nuovamente in quanto Rieka questa volta riempie di pugni il casco del marito mentre gli rivolge epiteti di vario genere.
"Allora invece di pensare sempre a queste cose, perché non mi dici cosa pensi di questo problema?" insiste Rieka.
"Penso che sei la più bella donna dell'universo conosciuto, che ti amo oltre ogni dire e che è una fortuna avere il casco mentre giro con te in moto! Ma a parte queste cose, direi che qualcuno è stranamente interessato alle armi nucleari dei terrestri."
Lei stringendosi forte a lui smette di malmenarlo e cambia completamente atteggiamento.
"Sei carino... Anch'io ti amo! Però ti sei accorto che parli come un extraterrestre? Hai citato quelli del tuo pianeta in terza persona! Comunque, la penso allo stesso modo: se qualcuno sta facendo sparire navi, missili e sottomarini militari e, in particolare quelli nucleari, evidentemente vuole indebolire le vostre difese."
"Più ci ragiono, più lo penso seriamente! Ti vengono in mente delle altre razze di qualche altro quadrante, che possano essere interessate al nostro pianeta?" chiede Roby sempre più preoccupato.
"Non ne ho la ben che minima idea - risponde Rieka mentre si toglie il casco, visto che sono arrivati in uno spiazzo sito lungo la strada di periferia che stanno percorrendo e dove Roby si è fermato - Poi per quale motivo attaccarvi in questo modo? Il motivo non è certo la vostra tecnologia o ‘l'ambiente paradisiaco' che avete qui! Poi le armi nucleari per chi già viaggia nello spazio sono a dir poco obsolete, completamente inutili. Rubarle a che pro?"
"Voglio andare sulla Revan subito e cominciare le ricerche: questa situazione mi ha messo un'ansia tremenda." dice un Roby che ora diventa irrequieto e, pigiato alcuni pulsanti sul cruscotto della Jecod, si mette in comunicazione con l'astronave della moglie in orbita attorno alla Terra.
Poi, presa la mano della moglie le dice: "Pronta piccola Kay? Andiamo su?"
Rieka è presa un attimo alla sprovvista. Pensava di iniziare presto i lavori ma non così presto! Lei preferiva decisamente essere più riflessiva sul da farsi. Comunque la ragazza, anche se non del tutto d'accordo, vuole accontentare il marito. Desidera mantenere l'atmosfera calma per il fatto che già Roby con lei ha avuto qualche problema e vuole evitarne altri per la pace nella famiglia.
"Va bene caro. Trasferiamo su tutto?" chiede lei, accarezzandolo e guardandolo fisso con i suoi occhioni azzurri.
"Si, trasferiamo su tutto. - dice lui con voce tremolante, visto che, davanti a quel modo di fare così dolce della moglie tallin i suoi sentimenti sono scossi e vengono fuori - Però, vedi, se tu fai così, una volta su, i controlli io li faccio... ma su di te..."
"Come dite voi qui sulla terra a uno che, come te, pensa solo a certe cose? Paguri?" replica Rieka parlando e muovendosi in modo ora provocante.
Roby scoppia in una forte risata, che lascia la moglie perplessa non capendo il perché. Pensa così di essersi comportata o in modo ridicolo o di avere detto davvero una stupidaggine. Roby da parte sua nota la faccia stranita della moglie e spiega: "Il paguro è un mollusco acquatico, che niente ha a che vedere con quello che pensi. Tu ti riferisci al maiale, che menzioni spesso parlando di me, o più volgarmente porco, non paguro, ecco perché rido. Sei così carina!"
Rieka si stringe al marito, lo guarda e strofina la testolina al suo petto, in particolare i suoi cornini, che come ben sapete sa del particolare effetto fanno al suo amato maritino! Sembra tornare davvero il sereno fra i due: anche se costa sforzi in una coppia ristabilire la pace, ma riuscirci equivale a ristabilire il paradiso sulla terra.
Roby, visto che hanno molto altro da fare, la accarezza e replica: "Dai! Non provocare ulteriormente che abbiamo un pianeta da salvare! Studiamo un metodo per scoprire che succede qua, andiamo su!"
"Va bene tesy, computer? Trasferimento in sala ricerche e la jecod nell'hangar, - dice Rieka con voce melodica e guardando Roby sottocchio dopo avergli girato le spalle - Mandiamo un paio di sonde speculari ad ampio raggio e vediamo se trovano delle anomalie sul posto. In quattro o cinque ore al massimo dovremmo avere dei risultati. Poi studieremo cosa fare."
In un attimo sono a bordo e già in sala ricerche come richiesto. Rieka a quel punto guarda le apparecchiature e poi fa un sospiro.
"Qualcosa non va?" chiede lui vedendola anche per un attimo rattristata.
Rieka si gira e si appoggia al quadro, fissa il marito, poi abbassa gli occhi: "Vedi, era da un po' che non venivamo qui, ed ora, rivedendo il mio mondo, devo dire che sento quanto mi manca."
Roby riflette per un attimo capendo quanto possa essere difficile per quella giovane donna rimanere con lui su un pianeta non solo molto retrogrado, ma anche ridotto male in quanto a principi e morale.
"Si, posso capire. So bene che non ti è facile rimanere qui: non vedere le tue amiche, i tuoi genitori e il tuo mondo per tanto tempo. Ma sappi che io apprezzo infinitamente gli sforzi che ho notato fai per me e la nostra famiglia. Sei una donna d'oro, davvero. Facciamo così: spariamo le sonde e poi a Rav massima andiamo a trovare i tuoi genitori. Che ne pensi? Possiamo stare la anche per il fine settimana, io avviso mamma."
Rieka, presa dalla nostalgia, quasi si commuove: "Certo che mi piacerebbe da matti. Ma ci salterà un giorno di scuola!"
"E secondo te è questa la mia principale preoccupazione? A me interessa che tu stia bene, poi al resto ci si può sempre pensare. - dice Roby prendendole il viso fra le mani - Tu ne sai cento volte di più di loro, un giorno di scuola in meno non ti cambia nulla. E ormai la stessa cosa vale anche per me."
Rieka a quelle parole si rasserena e, dopo aver dato un bacio al marito, si prepara a spedire le sonde.
"Grazie! - dice intanto a Roby - Non vedo l'ora di partire. Sarà anche utile perché così porteremo i dati ai miei di persona. Gli faremo un bella sorpresa! Mia mamma sarà felicissima."
"Vero! - Risponde lui, affiancandosi a lei e guardando cosa fa al quadro comandi - E a me toccherà mangiare come minimo quattro portate abbondanti di tebanta."
"Se fosse per lei saresti almeno venti chili in più. - dice Rieka ridendo intanto che continua a spingere vari bottoni sul quadro. Poi aggiunge - Computer? Quante sonde ho a bordo?"
"Due, e la programmazione è a buon punto." è la risposta.
"Attiva il programma base a largo spettro. Sistema radiante con controllo dei paradossi." ordina al computer Rieka.
"Sai che non ci ho capito nulla in quello che hai detto?" dice Roby.
Rieka senza alzare gli occhi dal quadro comandi, gli risponde un secco: "Se non stesti lì a fissarmi e guardasti a quello che faccio forse impareresti molto di più."
"Di che ti lamenti, so bene come questo ti piace, e voi tallin ci tenete: se non lo facessi mi fulmineresti! - gli replica Roby - Quello che mi rode è come anche il militare prima non ha staccato gli occhi dalla tua testolina e ... anche dal resto ... neanche per un attimo: capisco che sei qualcosa di particolare ma suvvia, un po' di contegno!"
"Tesy, non voglio che ricominci però la storia dei giorni scorsi! Fa il geloso che piace pure a me, ma non voglio che fai il matto." Dice lei con tono severo fissandolo dritto negli occhi.
Roby rimane bloccato da quelle parole, che lo fanno sentire come un bambino bacchettato dalla mamma. Sta quasi per dire qualcosa che la moglie, avendo terminato con la collaborazione del computer la programmazione delle sonde, esclama: "Forza! Spariamo queste sonde e vediamo cosa riusciamo a scoprire. Computer? Esegui!"
"Eseguo! Sonde pronte e lanciate." Risponde prontamente il computer.
Roby intanto fissa Rieka e poi si avvicina a lei che ancora guarda alcuni monitor sul quadro comandi. Rieka gira il capo e subito non capisce cosa voglia fare il marito e si blocca un attimo. Lui la prende ai fianchi, la gira verso di sé, la abbraccia e guardandola negli occhi le dice con voce calda: "Sai che quando dai gli ordini così al computer, sei provocante da far impazzire? Senti, quelle sonde sono state inviate, giusto?"
"Giusto. - replica lei appoggiando le sue braccia alle spalle del marito - Ma non ti fare strane idee adesso."
Inutile dire che le strane idee lui le aveva, eccome e anche già da un po', e così comincia a sbaciucchiarsi la moglie aliena che alle prime tende a resistere ma poi cede al corteggiamento serrato del marito. Così i due trascorrono il tempo che ci vuole per avere dei primi risultati nel migliore dei modi!
Le sonde ci mettono più tempo del previsto a dare dei risultati, così, mentre Rieka ne approfitta per farsi una doccia, Roby dal canto suo ne approfitta per sistemare alcune cose nella stanza. Passando davanti alla porta del bagno, lasciata socchiusa, si ferma a rimirare la moglie che canticchia sotto la doccia che ha un vetro trasparente lasciando vedere chiaramente chi è al suo interno.
Così mentre la guarda muoversi sotto l'acqua esclama: "Mamma mia quanto sei bella!"
Lei che non si era accorta della presenza del marito ed essendo sovrappensiero, si prende un notevole spavento e dapprima urla poi gli grida: "Ehi! Che ci fai lì? Mi hai spaventato! Ma che fai ora, il guardone? Non ti è bastato prima?"
"E come no? - risponde lui con fare malizioso - Solo che una cosa è il sesso e un'altra è l'arte!"
Rieka non afferra al volo la battuta: "Ma di che arte vai parlando?"
"Di quella che ho qui davanti! - continua lui con un sorrisetto sempre più malizioso - Tu non sei una donna, ma una vera opera d'arte vivente."
Lei fra il compiaciuto e un po' di pudore risponde: "Penso che il tuo più che un senso dell'arte sia l'istinto primordiale tipico di voi terrestri. Pagu... no ... ehm ha si: Porco!"
"Pensi? - dice Roby, che così comincia ad avanzare verso la doccia - Vuoi allora che ti faccia vedere un po' di originale istinto primordiale terrestre all'opera?"
Lei, sentendosi un po' imbarazzata in quella situazione, gira le spalle al marito che la fissa davvero in modo imbarazzante e gli ordina: "Senti, smetti di guardarmi in quel modo, va piuttosto a vedere se cominciano ad arrivare dei dati dalle sonde! Fila!"
"Va bene, va bene. - dice Roby sconsolato e girandosi indietro - Andrò a vedere se cominciano ad arrivare dei dati dalle sonde. Magari quelle non mi tratteranno così male!"
"Ma smetti di fare la vittima. Tu sei l'unico, e lo sarai ancora per un pezzo, ad essere sposato con quello che era, per un soggetto come te, un sogno irrealizzabile! - poi Rieka da dentro la doccia pulisce un po' il vetro dall'acqua, guarda meglio l'ingresso del bagno e poi urla - E smetti subito di sbirciare da dietro l'angolo!"
Roby sobbalza e se ne va ridacchiando con in mente la bella linea del corpo di quella donna che tanto ama. Nel percorrere il corridoio dell'astronave il ragazzo si rende poi conto di come, alla base di tutto, non è tanto l'esteriorità che lo spinge a comportarsi così, ma sono i sentimenti che lo legano alla ragazza che gli fanno apprezzare così tanto anche il resto, rendendo il tutto unico e piacevole.
"Di belle donne ce ne sono tante - pensa fra sé - Quello che rende tutto speciale è ciò che abbiamo nel cuore! Questo fa la differenza!" ragiona.
Questo pensiero lo motiva ancora di più a riflettere sul come sia importante tenere sempre vivi quei legami sentimentali che ora lo hanno portato fino lì.
Roby arriva alla sala di controllo, e va subito ai comandi del computer.
"Ehi! Ci sono novità?" chiede al computer
"Al momento è tutto normale. Non è stata riscontrata nessuna anomalia." È la gelida risposta che riceve.
"Va bene. Allora continua a cercare. Aspetteremo ancora."
Roby così si siede su una poltroncina con le rotelle e si mette a meditare sulla vicenda, spingendosi in qua e in la per tutta la sala. Proprio non riesce a capire che succede e vedere che tutta quella tecnologia non sta tirando fuori il cosiddetto ragno dal buco, gli fa crescere l'ansia.
Però ad un certo punto il computer si fa sentire.
"Analisi finite, le sonde stanno tornando alla nave."
"Allora che mi dici? Niente di nuovo?" chiede subito Roby, ansioso di sapere il risultato.
"Ti dico che non c'è niente da segnalare. - spiega il computer - Temperature adeguate all'ambiente, i gas che compongono l'atmosfera sono perfettamente regolari, le radiazioni sono nella norma e non ci sono residui di nessuna radiazione aliena al pianeta terra. Anche il resto dei 143 parametri di analisi sono a posto: insomma tutto regolare. Come intendete procedere?"
L'ansia a questo punto cresce ancora di più.
"Visto che stiamo andando verso Arcadia, chiederemo un po' di aiuto alla coalizione. Impossibile non si trovi nulla. Se lì qualcuno ha fatto qualcosa, quel qualcosa deve avere lasciato anche solo una minima traccia. Anche se siamo stati ‘noi' a fare sparire quella roba, qualcosa ci dovrà pure essere!"
"Condivido l'idea." dice una voce che proviene alle spalle di Roby, che si spaventa. È Rieka che finita la doccia e indossati abiti arcadiani, lo ha raggiunto in sala controllo.
"Sei sempre uno schianto piccola Kay!" esclama Roby vedendola con quel classico completo che altro non è che un tipico geral anche se più ‘coprente'.
Il top copre anche parte della pancia e il pantaloncino è un po' più lungo. Infatti, dove stanno andando si è nella stagione invernale, sempre che una temperatura media di 24 gradi possa definirsi ‘invernale'.
"La vuoi smettere di guardarmi solo perché sono vestita così? O mi viene da pensare che su Arcadia tu poi mi guardi tutte le altre ragazze che indossano il 'Geral'!" replica la moglie che intanto si avvicina al quadro comandi e comincia a pigiare alcuni tasti per, anche lei, vedere i risultati dell'esplorazione.
"Io ti guardo così non solo perché sei bella, ma soprattutto perché ti amo!" risponde lui.
"Anch'io tesy - risponde lei baciandolo - Però adesso lasciami impostare la rotta di casa e collegarmi con i miei. Poi mando i risultati delle sonde e chiedo anche a loro che ne pensano e cosa possiamo fare. Nel frattempo partiamo per Arcadia, non vedo l'ora di riabbracciare la mamma: mi manca un po'."
Detto fatto: la Revan parte gran velocità: a Rav15, verso Arcadia.
"Dai che fra poco la potrai riabbracciare! Solo che questa situazione mi angoscia un attimo: tutta questa potenzialità e non riusciamo a capire cosa succede. Terrestri o alieni?" esclama sconsolato Roby, che viene interrotto dall'apparire sullo schermo principale davanti a lui del faccione dello suocero, il re Ceso in persona.
"Se c'è una cosa che ho imparato nella vita, - esordisce il sovrano - è quella che per quanta tecnologia puoi avere, non è quella che conta per risolvere i problemi, ma il mettere insieme delle menti che ragionano e che insieme trovano soluzioni. Ecco lo scopo della coalizione, ed ecco perché abbiamo sempre vinto i nostri nemici!"
"Ciao papà! - esclama Rieka tutta felice di rivedere il genitore - Stiamo arrivando a tutta velocità, non vedo l'ora di vederti."
"Anch'io figliola, mi stai mancando molto. - dice un po' commosso il re - La mamma non c'è, è fuori con delle amiche ma appena torna la informo subito del tuo arrivo. Intanto dimmi, come ti tratta il terrestre? Stai bene, o gli devo annullare qualche atomo al tuo arrivo?"
"Grazie per la fiducia, Sire!" dice seccato Roby, stando sempre seduto sulla poltroncina, che accetta poco volentieri quelle battutine su di lui fatte dal re.
"È un angelo, papà! Non ti preoccupare. Ci vogliamo un gran bene e stiamo imparando anche ad affrontare i nostri primi problemi insieme, anche se le nostre diverse culture spesso ci fanno vedere le cose in modo diverso. Però ci ritroviamo sempre." e messo il braccio attorno al collo di Roby, se lo abbraccia forte.
"Ma gli devi dire proprio tutto? Magari anche di quello che prima ..."
"Tesy! - lo interrompe bruscamente lei, per poi riprendere- Ma si, dai! È il mio papà e noi ci siamo sempre detti tutto!" replica lei continuando a stringerlo a sé.
"Bene ragazzi. Sapevo che quel terrestre aveva dei numeri! Per sposarsi con mia figlia d'altronde bisogna averne e tanti! Sono molto contento e fiero di voi, vi aspetto fra un'oretta. - continua Ceso - Attracco al molo 79 di Espedia, aggiorno il computer così farà tutto lui."
"Ok, suocero. - lo saluta scherzosamente Roby, che ne approfitta per rilanciare la frecciatina di prima - Ci vediamo lì. Ciao, ciao!"
Così è. Da lì ad un'ora la piccola astronave arriva come un fulmine, anzi, molto più velocemente di un fulmine, su Arcadia. Roby e Rieka si siedono in cabina di pilotaggio e si assicurano ai seggiolini con le cinture, preparandosi per l'attracco che sarà sicuramente tranquillo, visto che farà comunque quasi tutto il computer. La discesa è veloce e sul monitor principale appare l'addetto alle operazioni di attracco.
"Ben tornata principessa. Vi abbiamo agganciato con i nostri computer. A breve inizieremo la procedura di attracco."
"Grazie, ‘pilota'. - risponde lei all'uomo - Il computer è agganciato. Motori a campo al minimo. Ci lasciamo guidare."
"Perfetto. Tutto regolare. Confermo aggancio computer e continuiamo le procedure di attracco. - Dice il responsabile. - Ora facciamo tutto noi. La informo principessa che i suoi genitori sono sulla piattaforma che la attendono con una vettura."
"Grazie! Procediamo ... " ma le parole finiscono lì in quanto decine di spie nella cabina di pilotaggio della nave si accendono, ed un suono di sirena coglie di sorpresa i due giovani che cominciano a guardarsi attorno per capire che succede.
"Computer, situazione!" grida Roby.
"Contatto con la base perso. Difetto nel sistema automatico di discesa e stabilizzazione della nave. Impossibile il pilotaggio automatico. Unico sistema di atterraggio e l'attracco è il manuale. Situazione attuale: la nave precipita a 539 chilometri orari in aumento, inclinazione 15 gradi, stabile."
Roby afferra immediatamente la cloche e grida al computer: "Attiva la guida manuale! Subito o ci schiantiamo! Massima potenza ai reattori atmosferici e ai freni inerziali! Attivali subito!"
La cloche di queste navi è semplice da usare. È infatti una specie di volante che può girare a destra e sinistra di novanta gradi per fare virare la nave. Questa ha solo i due semicerchi ai lati i quali possono essere girati in avanti per scendere di quota o all'indietro per salire. Ma poi un'altra cosa è guidarla l'astronave!
"Attivo!" conferma il computer mentre Roby comincia a cercare di stabilizzare la nave.
"Velocità in forte aumento. Alcuni comandi per la navigazione in atmosfera non rispondono!" informa Rieka.
"Provo a scendere a spirale e offrire la pancia all'aria per frenare visto che anche i freni inerziali non rispondono per niente bene!" urla Roby.
"Massima potenza ai motori atmosferici!" urla Rieka al computer.
"Fatto. I motori non rispondono correttamente!" informa il computer.
"Ma che succede! Tutto sembra funzionare male! - dice Rieka indaffarata a lavorare sui comandi della nave - I segnali di prossimità al suolo cominciano a crescere di intensità! Dobbiamo rallentare e subito ormai siamo arrivati a terra!"
Roby tiene girata la cloche con tutte le forze a sinistra e cerca di fare puntare il muso della nave verso l'alto. L'operazione un po' riesce e l'astronave lentamente comincia a smettere di puntare il suolo e ad alzare il muso: i motori cominciano a vincere la velocità e la gravità. Però la situazione non sembra potere essere risolta e Rieka, impotente al momento, lascia fare al marito rimanendo aggrappata ai braccioli della poltrona e facendo solo alcune piccole correzioni alla potenza dei motori che non ne vogliono sapere di funzionare a pieno regime.
Il suolo si avvicina ancora molto rapidamente e tutta l'astronave comincia a vibrare in modo impressionante per le forze che deve vincere. Rieka e Roby guardano quasi impotenti quello che succede: il suolo che si avvicina inesorabilmente, sempre più, sempre più.
I metri che separano la nave dal suolo continuano a calare rapidamente in quei secondi che sembrano giorni. Il computer continua ad aggiornare la situazione a ciclo continuo, per tenere il pilota a conoscenza di ogni cosa che succede. Poi, Roby ha un'idea per cercare di smorzare la velocità prima di schiantarsi. La particolare conformazione aerodinamica permette a quelle astronavi di virare agilmente anche in atmosfera, non solo nello spazio, e così, per allungare il tragitto e riuscire a rallentare di più, Roby vira bruscamente a destra e sinistra non solo una volta ma più volte offrendo ancora di più la ‘pancia' della nave all'aria aumentandone la resistenza. Un po' come fa lo sciatore in un perfetto slalom.
La cosa sembra riuscire quasi subito, e la nave inizia a virare, a girare e, cosa più importante, anche un po' a rallentare. Però continua la discesa a velocità ancora troppo elevata per scongiurare lo schianto. Rieka ragiona il più velocemente possibile: non conoscendo ancora a fondo quel mezzo che ha da neanche un anno, non sa ancora di preciso quali sono i suoi segreti. Ma qualche cosa gli viene in mente e vuole provare.
"Convoglio il 50% dell'energia agli scudi ventrali e il resto ai motori atmosferici. Così visto che andremo a sbattere per terra non subiremo grossi danni o meglio, non esploderemo!" Dice cominciando la procedura.
"Penso che riusciremo comunque a rallentare di molto - replica Roby - Sicura che non vuoi lasciarmi tutta la forza ai motori?"
"Sicura, non riusciremo mai a frenare completamente, anche i motori non lavorano bene: qui non funziona più niente! - spiega Rieka - Quindi dobbiamo comunque cercare di proteggere la nave per non sbriciolarci al suolo! Protetta la nave protetti saremo anche noi! ... Fatto! Scudi attivi!"
La spirale della navicella continua mentre anche dalla base di terra cercano di capire che succede collegandosi al computer della Revan e cercando di parlare ai due occupanti che però, ovviamente, non rispondono visto che tutte la comunicazioni sono interrotte.
In quei pochi secondi intanto la velocità diminuisce un po' come previsto, ma non a sufficienza da vincere la forza di gravità e così la terra si continua ad avvicinare paurosamente e l'impatto diventa inevitabile. Il computer intanto comincia a scandire la distanza dal suolo e la velocità. Tre, due, un chilometro, 500 metri e poi l'annuncio previsto "Prepararsi all'impatto!"
"Scudi ventrali al massimo!" urla Rieka al computer.
Ad un certo punto, quando tutto sembra perduto, stringendo i denti e pensando che ormai la loro fine sia arrivata, Rieka esclama un lungo: "Teeesooorrruuuccciiiiooooooo!"
Lungo esattamente per quanto è lunga la virata che in extremis sta cercando di fare Roby onde evitare l'impatto con la prua della nave.
Roby, che è completamente concentrato a studiare la zona dove stanno precipitando e a governare quella nave in completa avaria, comunque le risponde a denti stretti.
"Però non pensavo che mi volessi un bene così lungo!"
"Fai dello spirito che stiamo per ammazzarci? Questo modo di fare non lo apprezzo affatto in questo momento, visto che sembra che niente serva per salvarci da questa situazione!"
Rieka poi si aggrappata alla postazione con tutte le forze. Ormai nulla sembra più potersi fare!
Anche se grazie alle manovre la nave ha rallentato e Roby riesce a darle una discreta velocità in avanti, gli scudi vengono messi a dura prova al momento del comunque violento impatto. Nella cabina di pilotaggio si ode un forte scricchiolio metallico ed alcuni oggetti non saldamente assicurati al loro posto, volano urtando e rimbalzando violentemente per tutto l'abitacolo. Scintille di apparecchiature che vanno in corto circuito sprizzano un po' ovunque. Anche i due occupanti vengono sbalzati violentemente in avanti, ma per fortuna sono saldamente legati alla postazione con le cinture di sicurezza che impediscono ai due l'urto violento contro le strutture circostanti.
L'astronave grazie agli scudi sopporta quell'urto, ma ora comincia lo sfregamento al suolo che sembra interminabile. Mentre la nave e di conseguenza tutto l'abitacolo vibra violentemente a causa dell'attrito dello scafo con il terreno, Roby e Rieka si fissano e non si dicono nulla ma le loro espressioni comunicano l'uno all'altro un pensiero unanime: "Speriamo che tutto regga finché non si ferma!"
Fortunatamente la velocità diminuisce rapidamente e con essa proprio il rischio che la nave vada in pezzi ed esploda. Dato che sono precipitati in una campagna, i due vedono dai finestrini cumuli di terra che vengono sollevati insieme a piante di ogni genere e buttati dappertutto. Poi, dopo quasi mezzo minuto di sfregamento, finalmente la Revan si ferma: ha percorso un chilometro abbondante strisciando sul ventre e arando le campagne dei dintorni della capitale, Cleo, per poi fermarsi avvolta dalla grande nuvola di polvere da lei stessa sollevata.
Appena la nave è ferma, atterrano le navicelle di soccorso che la circondano e contattano Rieka e Roby per sapere come stanno.
"Come sta principessa? Ci sono feriti? Tutto bene? Per fortuna che i vostri delan vanno ancora!" chiedono i soccorritori.
"Tutto ok!" Risponde lei con una voce tremolante che fa capire a tutti come lì dentro non se la sono passata certo bene.
"Siamo contenti di sentirglielo dire principessa. - risponde la voce alla radio - Faremo subito un controllo alla nave per capire cosa è successo. Vi tele trasferiamo da noi e poi i suoi genitori la porteranno a palazzo."
"Va bene, ma un attimo ... vi confermiamo il trasferimento ..." interviene Roby, che si è accorto di come la moglie, nel trambusto dell'atterraggio, ha i capelli completamente scompigliati e, sapendo quanto ci tiene ad essere sempre ben presentabile, ha voluto prendere tempo.
"Rieka? - quindi le dice - Che ne pensi se ti dai un'occhiata allo specchio?"
"Che vuoi dire? Che, non ti piaccio?" replica lei bruscamente, non afferrando cosa il marito le voglia dire.
"No, no anzi, così hai un non so che di, direi, selvaggio! Ma la tua nuova pettinatura non credo che sia per il pubblico in generale!" dice sorridendo Roby dondolandosi sulla sedia.
Rieka lo guarda per un attimo con aria interrogativa, ma poi capisce e giratasi verso la prima cosa che riflettesse la sua immagine, ci si specchia subito. Ne segue un grido che metterebbe paura anche al più coraggioso dei super eroi.
"Ma sono impresentabile! Ho i capelli così arruffati che non mi si vedono più neppure le corna! Adesso come faccio? Non posso mica uscire così!"
"Datti una spazzolata che tornano esattamente come prima! Non ti fare prendere dal panico, è quello che li ha scompigliati. Se siamo riusciti ad atterrare, possiamo sistemare anche i tuoi capelli, no?" ironizza lui.
"Fa pure lo spiritoso tu. Non sai che vuole dire uscire da qui messa così!" urla lei, percorrendo il corridoio e andando verso la sua camera.
"Che qualcuno ci potrebbe rimanere secco dalla paura!" sogghigna lui, alzandosi e dandosi una sistemata per prepararsi allo sbarco, ma non considerando le capacità uditive di Rieka con le sue orecchie.
"Continua pure a prendermi in giro, che poi ti rispedisco sul tuo pianeta a suon di scossoni ad alto voltaggio!" urla lei sporgendo la testa dalla sua stanza.
Roby a quel punto lascia stare: non c'è niente di peggio, d'altronde, che ironizzare sull'aspetto di una giovane Tallin che sa per di più di essere decisamente attraente. Così comincia a passeggiare su e giù davanti alla porta della stanza, in attesa della fine della spazzolata che, ovviamente, è più o meno lunga quanto i capelli di lei: e i soccorritori aspettano chiedendosi dopo un atterraggio di fortuna perché i due non vogliano scendere subito dalla nave in avaria!
Sistemato il ‘grave problema', i due escono e solo dopo vengono tele trasferiti su una navicella atmosferica, navette per il trasporto persone studiate per viaggiare solo sul pianeta, e portati allo spazioporto dai parenti. Appena scesi, Rieka salta in braccio alla mamma che non vede da tempo. Roby intanto saluta lo suocero che subito chiede informazioni dal diretto interessato di quello che è successo.
"Non capisco. - dice poi abbastanza stupito il re - Quell'astronave l'ha costruita uno dei più esperti del pianeta. Non capisco proprio come possa essere successo un guasto così grave dopo neppure un anno dal varo! Sono anni che non capita una cosa del genere: adesso controlliamo immediatamente per capire dove c'è stata l'avaria! Il guasto è troppo esteso per essere un'avaria dovuta ad un pezzo difettoso."
Roby è più stupito di lui: "Il guasto è certo anomalo. Tutto era regolare fino al passaggio sotto l'alta atmosfera, poi il sistema di volo in aria si è spento completamente facendoci precipitare. Anche le comunicazioni ed altri sistemi non funzionavano più."
"Bene. - dice Ceso che ha appena ricevuto sul suo delan una comunicazione - La nave la stanno già interrogando per capire che è successo - poi appoggiando una mano sulla spalla del genero e incamminandosi insieme a lui verso l'autovettura aggiunge - Penso che fra pochi minuti sapremo che è successo. Magari è una stupidaggine ... Spero!"
Roby, Ceso, Urami e Rieka partono e vanno a palazzo, poi si recano nell'appartamento reale e si accomodano nel salotto dove i giovani coniugi vengono travolti da una pioggia di domande da parte degli suoceri e soprattutto da parte di Urami. Così i due si ritrovano a dover raccontare tutte le ultime vicende terrestri. Rieka spiega con dovizia di particolari un po' tutto quello che fa sulla terra: casa, scuola, viaggi, posti visitati e di tutto di più, ironizzando non poco sulle ‘stranezze' dei ‘matti terrestri'.
Dopo poco però le chiacchiere vengono interrotte da una chiamata dell'addetto al controllo della Revan che ha i risultati delle diagnostiche.
"Abbiamo controllato ogni cosa e abbiamo trovato il problema e ... abbiamo atteso un po' a comunicarglielo perché volevo essere certo di quello che le dico, sire!" dice con un certo imbarazzo l'uomo che appare sullo schermo a parete del salotto dei reali.
Il suo volto ha un'espressione tutt'altro che rassicurante e questo fa calare il gelo nella stanza dei reali.
"Dica pure. - risponde Ceso, un poco interdetto da quel tono - Sono certo che avrete fatto un lavoro professionale. Che c'è di strano?"
"Ecco ... sire ... - riprende il tipo, sempre con un certo imbarazzo - Il fatto è che, il sistema computerizzato di volo in atmosfera ... ecco ..."
"Insomma dica! - sbotta il re innervosito - Che ha fatto il computer?"
"Semplicemente non c'è più! Sparito dalla sede come se qualcuno lo avesse tele trasferito via dal suo posto. - spiega il tecnico - Non sappiamo come possa essere successo: i sensori non hanno registrato nessuna attività di trasferimento su nessuna gamma, ma ci sono riusciti: l'hanno rubato in volo ed ovviamente la nave è andata subito giù! Gli altri comandi ad esso collegati sono poi andati in avaria di conseguenza."
"Ma che mi racconti! - esclama il re - Vuoi dire che qualcuno ha eluso tutti i nostri più evoluti sistemi di sicurezza montati sulle nostre astronavi e ci ha rubato dei pezzi in volo?"
"Questo è quello che in effetti è successo - spiega il tecnico - Questo è quello che secondo noi sono i fatti: una nave occultata ha seguito o intercettato la rotta della Revan. Poi, una volta arrivata qui, ha atteso il momento giusto per eliminare il dispositivo, cercando di fare precipitare l'astronave."
Rieka salta in piedi imbufalita: "Sono i responsabili delle spartizioni sulla terra. Questi farabutti ci sono stati dietro le spalle fino qua solo per ammazzarci! Oltre all'uranio terrestre ci rubano anche i nostri pezzi!"
"Non so di che parla, principessa, ma i fatti sono quelli che ho esposto. - dice il tecnico stringendosi fra le spalle - Ma quello che più è grave è che ora abbiamo un nuovo nemico e a quanto pare molto pericoloso: è tecnologicamente molto avanzato, forse più di noi, e riesce ad eludere tutte le nostre sicurezze."
"È vero! - continua Rieka - Questo è un pericolo davvero notevole."
"Ottimo lavoro ragazzi. Ora dobbiamo studiare come difenderci da questi nemici! Chiudo!" dice il re che poi rimane in silenzio per un attimo e, guardando la figlia, ora comprende ancora di più quanto è stato vicino a perderla per sempre.
"Cielo... I miei figlioli! Che pericolo avete passato!" esclama Urami che ormai ha adottato anche Roby come figlio.
"Papà, se le cose stanno così, - riprende Rieka - dobbiamo subito preparare la flotta di ricerca e partire per la terra. Lì possiamo trovare gli indizi per capire con chi abbiamo a che fare. Non dimenticare una buona flotta di scorta, pronta con i migliori armamenti."
"Agli ordini principessa! - esclama Ceso alla figlia intraprendente - C'è altro che dobbiamo fare?"
Roby se la ride sapendo come in molte situazioni Rieka sia più che intraprendente. Ma, come è educazione sul suo pianeta, lei rientra subito nei ranghi, e si scusa con il padre che va ad interpellare il computer, per poi alla fine fare quello che la figlia aveva appena detto. Vengono mobilitate le due flotte: una di ricerca e l'altra di scorta, per cercare spiegazioni e scongiurare un pericolo ormai concreto anche se completamente sconosciuto. Partenza: al più presto e in allarme massimo. Il pericolo quando non lo puoi vedere né quantificare, è sempre un pericolo che mette paura, e molta.
Urami è in pensiero per quella spedizione e non vorrebbe che Roby e Rieka vi partecipassero, ma sa anche molto bene come non sia giusto che lei preservi la vita dei suoi parenti e figli mettendo a rischio quella degli altri. Così bacia la figlia e le fa tutte le raccomandazioni di rito per una madre, raccomandandosi anche per coloro che faranno parte della spedizione.
"Non ti preoccupare cara, - interviene Ceso parlando alla moglie - tutti saranno messi al corrente dei pericoli e staranno in allarme per cercare di tornare sani e salvi."
"Non rischieremo più del dovuto. Io amo Rieka più di ogni altra cosa al mondo, e non voglio perderla, come non voglio che altri perdano inutilmente i loro cari." la rincuora Roby.
I quattro poi si riuniscono a cena e finiscono di chiacchierare mettendo finalmente del tutto al corrente Ceso di quello che succede sulla terra e mettendo a punto il da farsi per l'indomani. Infatti la mattina presto il convoglio partirà a tutta velocità verso la terra, per cercare di capire rapidamente con chi o con che cosa hanno a che fare. Così tutti vanno a letto presto, anche perché sia Roby che Rieka dopo le varie vicissitudini sono stanchi morti. Roby è talmente stanco che arriva a mettersi sotto le coperte appoggiarsi alla moglie, come fa di solito, e poi rimane lì stecchito. Rieka lo guarda e lo accarezza teneramente, sapendo che, se sono ancora lì, è anche perché lui ce l'ha messa tuta per salvare lei da una morte ormai certa. L'amore aiuta e motiva molto in questi momenti.
Ricerca dell'ignoto
Mattina presto. Il sole ha da poco fatto capolino dall'orizzonte delineato dai palazzi della città. La sveglia fa sentire la sua melodia a tutti per ricordare che si è già fatta ora di alzarsi. Appuntamento a colazione per tutta la famiglia reale, e poi all'hangar orbitale attorno ad Arcadia.
Tutti arrivano lì e Roby si sofferma davanti ad un oblò e guarda fuori dove si vede solo lo spazio e le sue miriadi di stelle.
"Chissà cosa o chi c'è la fuori. - dice Roby a Rieka che è al suo fianco nel suo classico geral - Tutto quello spazio buio ora mi inquieta. Anzi, mi fa paura non sapendo se lì c'è qualche cosa di invisibile pronto ad attaccarci di nuovo a sorpresa!"
"Tranquillo! - gli risponde Rieka stringendosi a lui - Questa volta siamo più che pronti ad affrontare la situazione. L'allerta è massima. Non ci possono mettere in buca più di una volta!"
"Speriamo! Ma intanto non sappiamo ancora nulla." dice lui comunque timoroso.
Fervono i preparativi per la partenza. Nella stazione dove sono attraccate molte delle navi che compongono il convoglio che farà presto rotta verso la terra ci sono persone di diverse razze, ed anche forme, che vanno avanti e indietro portando oggetti di ogni sorta: apparecchiature e valigie di un po' tutte le fattezze, colori e dimensioni. Roby si incanta un attimo a guardare tutto quel traffico quando sente una voce femminile che lo chiama dalla fine del corridoio: è la moglie che era nel frattempo andata avanti senza accorgersi che Roby si era fermato.
"Forza tesy! - urla Rieka - Dobbiamo imbarcarci! Hanno appena agganciato la Revan alla Genima, noi saliremo lì. Dai vieni!"
Tutti nel corridoio si fermano e guardano Roby allibito ed in un evidente stato di puro imbarazzo, essendo stato chiamato ‘tesy' lì davanti a tutti. Comunque si fa coraggio e va verso Rieka, mentre tutti riprendono le attività, anche se ridacchiando della situazione. Roby, che pensa fra se ‘io comunque me la sono sposata voi no', ormai raggiunta la moglie si china e da dietro di scatto se la prende in braccio. Lei si spaventa non aspettandoselo e gli caccia un urlo proprio in un orecchio.
"Ma ti sei impazzito?" gli dice.
"No. Solo che era da un po' che non lo facevo." replica lui.
Roby va anche bene a portare in braccio Rieka, dato che lei si alleggerisce volando e stando appena appoggiata alle braccia del marito. Solo che, arrivati davanti all'ascensore che li porterà all'hangar, quando si apre, ecco una nuova situazione imbarazzante per il ragazzo. Nell'ascensore ci sono proprio gli suoceri che li guardano e si mettono a ridere.
"Tranquilli ragazzi. Non vi vergognate. - esordisce Urami - Siamo felici che vi vogliate bene. Continuate a volervene e questa sarà la nostra gioia."
"Si ... certo ... comunque ... " balbetta un imbarazzatissimo Roby intanto che riappoggia a terra Rieka,
"Forza ora però! - incita ora Ceso - Abbiamo una missione più che urgente da iniziare. Fra poco si parte e dobbiamo mettere a punto gli ultimi particolari. Io comanderò la flotta, mentre voi viaggerete su una nave da ricerca, la Genima, da noi scortata. Poi dobbiamo chiarire ancora rotta e schieramento."
Durante il breve tragitto dell'ascensore Ceso continua a spiegare nei particolari la missione: tipologia delle navi, velocità e chi farà cosa. Urami invece tornerà a casa per altre faccende.
Di lì a poco i quattro sono nell'hangar davanti alla porta che farà salire Roby e Rieka sulla Genima. Ceso e Urami salutano il genero e la figlia con ulteriori raccomandazioni per la loro incolumità e poi si dirigono verso l'attracco della nave dove salirà Ceso.
Roby e Rieka si fanno trasferire sulla loro nave. Una cosa che si percepisce al loro arrivo è che quell'astronave è enorme! Tutto, corridoi stanze eccetera, è palesemente più grande che nelle altre astronavi su cui Roby ha viaggiato. Infatti la Genima è stata costruita per la ricerca e soprattutto per il carico. Nell'hangar principale ci sta addirittura comodamente la ‘piccola' Revan.
Roby e Rieka si dirigono subito verso il ponte di comando dove sono attesi. L'ascensore, che ha la consueta caratteristica di potersi muovere non solo in verticale ma anche in orizzontale, li porta fino al ponte di comando in pochi attimi, vista la notevole velocità che raggiunge. Da lì alla plancia sono pochi passi che i due percorrono mano nella mano. Il corridoio è affollato da diversi membri dell'equipaggio che, nel vedere la principessa, si spostano e la salutano. Alcuni membri maschi, vista anche la cultura della loro razza, si odono anche fare alcuni commenti sull'aspetto della ragazza dopo il suo passaggio, cosa che continua ad urtare il carattere geloso di Roby e che poi deve sempre ripetersi a denti stretti: ‘ti ci devi abituare ...'
Orami sono davanti alla porta della plancia, Rieka si ferma un attimo, si mette davanti al marito e comincia a controllare con rapidi gesti che abbia gli abiti e i capelli in ordine.
"Sai, oggi rappresentiamo la coalizione e siamo insieme a papà al comando della spedizione. Dobbiamo essere all'altezza!"
"Ai suoi ordini ... altezza!" scherza Roby, sistemando il ciuffo di capelli di lei.
"Scherza pure sempre. - replica lei rimettendosi al fianco del marito - Ricorda che tutti quelli dell'equipaggio ed anche quelli che sono sulle altre navi contano su di noi: oggi siamo responsabili di diverse centinaia di persone e le nostre decisioni possono significare quanti di loro rivedranno casa oppure no. Quindi dobbiamo a tutti i costi fare riuscire questa missione. E quindi voglio da te il massimo o divorzio!"
"Cavolo! Non potevi farmi sentire tutto il peso dell'enorme responsabilità che abbiamo in così poche parole! Adesso mi sento davvero il peso di centinaia di persone che contano su di noi e su chi rappresentano! A poco più di vent'anni non è un peso piccolo! - dice con una voce insicura evidenziando il suo particolare stato d'animo - Ma a me quello che mi ha veramente impaurito è la minaccia di divorzio!"
"La battutina proprio non te la fai mai mancare, vero?"
Roby allora senza replicare alla moglie, la guarda con sguardo ora più sicuro e con fare deciso ricomincia ad avanzare verso la porta della plancia che è a due passi davanti a loro. Con un sottile sibilo le due ante della porta scorrono rapidamente una a destra e l'altra a sinistra sparendo completante dentro la parete. La plancia è ora lì davanti a loro.
La porta è abbastanza larga da permettere ai due di entrare affiancati. La plancia è davvero grande e piena di persone indaffarate a controllare, programmare, fare piccole modifiche nei sistemi operativi e molto altro ancora. Davanti a loro c'è il consueto maxischermo, e di certo si può chiamare così essendo, almeno in questa astronave, grande quanto lo schermo di un nostro cinema: occupa in larghezza quasi tutta la parete piatta davanti a loro larga almeno una ventina di metri e alta almeno tre. Al momento è visualizzato lo spazio esterno. Curioso l'effetto che questo da: dato che lo schermo parte dal pavimento sembra che ci sia un enorme buco nella parete che da sullo spazio vuoto. Il resto della plancia è invece circolare.
Tutte le pareti sono completamente occupate dagli schermi e dai pannelli che fungono da terminali per i sensori, i sistemi di navigazione, i motori Rav e tutto quello che serve per sapere in tempo reale ogni cosa che succede su quella nave e non solo: tutto è sempre sotto controllo.
Gli addetti alle postazioni, seduti davanti a quegli schermi, danno tutti stranamente le spalle al centro dove, come già notato in altre astronavi, ci sono tre postazioni simili ad abitacoli di aereo poste una a fianco dell'altra davanti allo schermo. In questi abitacoli ci sono i comandi principali: il timone, il computer tattico e gli armamenti con sistema di puntamento. Il capitano e il suo vice sono seduti nelle due poltroncine che rimangono dietro a tutte queste, per permettere di controllare la situazione e dare ordini diretti a chi sta davanti. Sono poltrone ampie e con davanti una plancia dove vengono continuamente visualizzate le principali informazioni sull'astronave e la navigazione. Quella sarà la postazione di Rieka e di Lede, una capitana del pianeta Plaster con una notevole esperienza nel settore tattico.
Nonostante il da fare che hanno tutti gli attendenti che sono li, appena Roby e Rieka si presentano all'ingresso ed entrano in plancia, si fermano e li salutano, in particolare Rieka che riceve gli onori che spettano ad una principessa, anche se, come già fatto notare in precedenza, non sono onorificenze particolari in armonia con lo spirito di uguaglianza che regna fra il popolo dei Tallin.
Roby saluta con un po' di timore misto a imbarazzo, mentre Rieka, più abituata ovviamente, fa un passo avanti trascinando il marito tirandolo per la mano e risponde al saluto.
"Sono lieta di essere fra i responsabili di questa missione che presenta dei pericoli ancora completamente ignoti a tutti noi. - poi con gli occhi va in cerca del capitano e, trovatala, saluta anche lei - Leda sono contenta di conoscerti! Fino ad oggi ho solo sentito parlare di te. Sembra che quindi siamo in buone mani!"
"Spero di si principessa. - risponde lei, che si trova proprio vicino alla postazione del capitano. - Certo la situazione è anomala e a quanto pare, visto quello che vi è successo, è anche decisamente pericolosa! Ma la coalizione se l'è cavata sempre bene, quindi sono positiva. Sono anche contenta di conoscere tuo marito. Si è parlato molto anche di lui, è un eroe ma anche un terrestre."
"Già, - dice Rieka sorridendo - questo conferma che non si può davvero mai fare di tutta un erba un fascio, come dicono per l'appunto sulla terra."
"Comunque Roby, se vuoi un consiglio, - continua Lede sorridendo e affiancandosi all'uomo - sta attento: Con Rieka hai fatto un colpaccio. Sei arrivato qua da non so dove e da subito sei diventato un l'eroe conosciuto praticamente in tutto il quadrante. Come questo non bastasse, ti sei sposato con una delle più graziose donne umanoidi della galassia conosciuta ed anche quella più ambita nella coalizione. Di certo molti su alcuni pianeti dove c'è l'usanza, ti vaporizzerebbero per tutto questo, anzi, basterebbe forse solo l'ultima cosa. Sta attento quindi alle spalle!"
"Sta a vedere che questi che ci hanno sabotato sono di questo pianeta!" replica lui stando alla battuta.
"Non credo proprio! Questi accopperebbero solo te, non lei. E comunque non sto scherzando ... attento!" conclude Lede riprendendo il suo lavoro.
"Ma che storia è? Adesso sono pure a rischio della vita?" dice guardando Rieka intimorito per quelle affermazioni.
"Beh in effetti ... un pochino ... " dice sorridendo.
Roby ora un po' di paura se la prende sul serio.
"Comincio a credere fermamente che tu mi crei non pochi problemi! Spero te ne renda conto!" dice Roby a Rieka stringendole la mano.
Lei lo guarda ammiccando in modo provocante e risponde un vellutato: "Non è per questo che ti piaccio così tanto? Poi mi sembra che ti ripago bene, o no?"
Lui diventa paonazzo e tutti li attorno, notando il teatrino dei due, sogghignano continuando il loro frenetico lavoro.
I preparativi ormai sono finiti e ci si prepara alla partenza. Tutti prendono la loro posizione nelle postazioni della plancia e anche Lede con Rieka si siedono alle loro rispettive postazioni. Sul maxischermo appare il comandante in seconda della missione, che comincia a dare gli ordini riguardanti la disposizione delle astronavi, le varie misure di sicurezza da adottare e quant'altro. Nelle sue parole traspare non poca tensione, visto che si deve fare un viaggio probabilmente inseguiti da un nemico invisibile e di una già provata pericolosità.
"A tutte le navi faccio una particolare raccomandazione! - continua il comandante in seconda - Vista l'esperienza passata dalla principessa, date particolare importanza al controllo dei sistemi: controlli continui per sapere se qualcuno manomette o fa sparire qualche nostra apparecchiatura! Bisogna inoltre essere pronti a difendersi e a recuperare il danno in modo immediato! Comunque, - assicura il comandante, - viaggeremo con i sistemi principali protetti da un campo a radiazioni dirette, niente dovrebbe penetrare un campo di energia come quello, ma non si sa mai, state attenti!"
"Tutto pronto! - esclama Lede confermando la disponibilità alla partenza - Sganciamo gli ormeggi e mettiamoci in formazione."
Questo è quello che succede. Nello spazio circostante la base spaziale decine di astronavi di varie dimensioni si posizionano pronte per partire a Rav9 verso la terra con la speranza di trovare indizi utili a sconfiggere il misterioso nemico che sta minacciando anche la potente "Coalizione dei pianeti uniti". Passano solo pochi minuti e si completa lo schieramento simultaneo di tutte le astronavi in una grande formazione ovale: al centro le navi di ricerca e tutto attorno quelle da combattimento per proteggerle.
"Tutti i sistemi funzionano regolarmente! - dice un ufficiale sulla plancia della Genima - Anche le altre astronavi comunicano che tutto funziona regolarmente."
"I sensori non riscontrano nessuna anomalia. Non sembra che ci siano navi occultate di nessun genere. Continuiamo comunque a tenere monitorata tutta l'area." Dice l'ufficiale addetto, appunto, ai controlli.
Rieka guarda Lede ed esclama: "Speriamo che questi misteriosi alieni ci lascino il tempo per capire chi sono, altrimenti questa sarà la ricerca più breve mai compiuta."
"Scudi primari in stand-by, secondari pronti. Armi pronte. Rotta inserita e sincronizzazione della partenza attuata. Noi siamo pronti."
Nel visore appare il comandante della squadriglia delle astronavi da combattimento.
"Alzare gli scudi! Potenza massima, allarme di secondo grado, sensori al massimo!"
Sullo schermo principale appare ora il generale Waez che comanderà tutto lo stormo.
"Schieramento completo, dieci secondi al via. Sistemi sincronizzati. Conto alla rovescia ... Tre, due, uno, Rav9 via!"
Lo stormo scompare alla vista di chi, dalla base, guardava lo spettacolo di vedere lo schieramento di una flotta di navi stellari. Fra questi c'è Urami che prova una certa ansia nel vedere allontanarsi tutta la famiglia per una meta lontana e piena di pericoli. Intanto, invece, proprio sulle astronavi fervono i lavori per tenere sotto controllo tutto lo spazio esterno in cerca di un probabile nemico del tutto invisibile e pericoloso.
Tutti i sistemi funzionano a pieno regime ed al massimo delle possibilità. Il risultato è che anche se si procede a quella esorbitante velocità, alla flotta non sfugge neppure il passaggio di un granello di polvere stellare. Ma tutto risulta negativo: del nemico nessuna traccia. Se da una parte la cosa tranquillizza, dall'altra però lascia un tremendo interrogativo: non si rileva nulla perché il nemico non c'è, o perché c'è ma non lo si riesce ad individuare?
Comunque sia le armi sono cariche, pronte e tutti sono pronti ad affrontare un probabile attacco.
Rieka si alza dalla postazione, tanto le fasi cruciali sono finite e vola direttamente dal marito, seduto nella postazione del secondo addetto alle comunicazioni, mettendosi a sedere sulle sue ginocchia.
"Tranquillo tesy?" gli chiede.
Il lì vicino addetto principale delle comunicazioni, gettando una occhiata alle gambe di lei, sussurra ma non troppo un: "Io adesso lo sarei!"
Roby si gira di scatto verso quello strano tipo, ma la testa gli viene bloccata dalla mano della moglie.
"Che ne dici se ci facciamo un giretto per l'astronave? In una così grande tu non ci sei mai stato."
"Buona idea! Un po' di tempo ce lo abbiamo."
Il relativamente breve viaggio verso la terra riesce con successo, senza interferenze da parte di nessuno e la non lontana Terra, per queste velocissime astronavi, è a portata di sensori. Il faccione del generale Waez appare nuovamente sul maxischermo che da subito indicazioni sulla disposizione della flotta nell'orbita terrestre.
"Schema sferico attorno al pianeta! - ordina perentorio - Ogni angolo deve essere raggiungibile dai sensori. Poi prepariamo la base lunare! Lì potremo lavorare con comodo."
"Sulla luna? Non ci vorrà troppo tempo a prepararla?" chiede Lede
"No. È una piccola base e ci saranno solo un paio di navi per la ricerca e le analisi. Quello che monteremo sarà un campo base prefabbricato. - Il generale poi si collega anche con il centro spaziale della Nato dove si è creato il corpo speciale per i contatti con gli alieni - Centro spaziale terrestre?"
"Siamo in linea, parlate pure." Risponde quello che sembra essere un generale.
"Siamo arrivati e siamo ormai pronti per le operazioni. Vi mandiamo come documento criptato, onde non essere intercettati, le varie operazioni che saranno svolte. Vi avvertiamo che sulla zona definita H1 dove sono spariti ben cinque missili con testate nucleari e tutti in una volta, arriveranno delle navicelle per i sondaggi e quindi non allarmatevi. Poi vi aggiorneremo man mano che procederemo con le operazioni."
"D'accoro! - risponde il militare terrestre - Noi siamo a disposizione per qualsiasi cosa. Ma prima dobbiamo aggiornarvi sul problema delle sparizioni."
"Ci sono novità" chiede con aria decisamente preoccupata il generale arcadiano.
"Direi ... ‘purtroppo' si! Vi informiamo che, da che la vostra rappresentante ha lasciato la terra per organizzare questa missione, molto altro materiale nucleare sta sparendo e sempre più di frequente. Fra questi sono compresi addirittura un paio di sottomarini nucleari con tanto di equipaggio del quale non sappiamo che fine abbia fatto e, trecento persone sparite, capirà, creano non poca ansia. Rimane sempre e comunque per noi un solo indizio sul quale si può lavorare: chi fa sparire questi armamenti è solo ed esclusivamente interessato a tutto ciò che ha a che fare con il nucleare. Le domande che sorgono a tutti noi sono: perché fare sparire tutte le armi e i dispositivi di quel genere? Che in nostro misterioso nemico le tema? O che sia un qualcosa che li preoccupi particolarmente? Spero che voi ci sappiate dare una risposta al più presto e che ci sappiate dire qualcosa sui nostri uomini spariti!"
"Ovviamente! Anche se per ora a queste domande non c'è risposta, spero che a breve sapremo dirvi qualcosa. Ci mettiamo subito all'opera per capire che sta succedendo. Riceverete appena possibile nostri aggiornamenti. A presto generale!"
"A presto! Chiudo!"
Le operazioni iniziano immediatamente! L'area interessata viene da subito controllata millimetro per millimetro compresa l'atmosfera, atomo per atomo. Non solo. Visto che il nemico ha dimostrato di essere interessato a quello che fanno gli arcadiani, l'intero sistema solare è controllato da alcune altre navi sperando di notare un qualche cosa volto al sabotare la loro missione.
Roby e Rieka visto che molti lavori si svolgeranno sulla terra e c'è bisogno di un supporto tecnico, tornano a casa. Durante la permanenza li potranno anche continuare, per la gioia dei ragazzi dell'università che rivedranno la principessa aliena, le lezioni. Così è.
Il giorno dopo in classe, visto che i due si sono spariti per diverso tempo e collegando la loro ‘sparizione' con quello che è successo con Andrea, molte compagne curiose vogliono sapere. Attorno a Rieka così si forma un capannello di ragazze che chiedono curiose della faccenda. Anche i ragazzi ne approfittano per stare vicino all'aliena con la scusa di sapere, e così, per l'ennesima volta, Roby rimane da solo al banco ad osservare la moglie insidiata da ogni parte. Vorrebbe intervenire, ma lei gli fa cenno di stare li per evitare altro stress al suo ‘tesy'.
"Così in soli due giorni sei andata fino sul tuo pianeta?", "Cos'hai fatto la?", "Cosa siete andati a fare?" sono solo alcune delle tante domande che piovono da ogni dove, e molte altre tendono ad impicciarsi di fatti che a quei giovani davvero non dovrebbero interessare. Per fortuna arriva l'inizio delle lezioni a salvare la povera ragazza dal pressing.
Alla pausa di metà mattina, arriva una trasmissione sul delan di Rieka da parte della madre. La notizia è particolare: un famoso artista della fotografia del suo pianeta appassionato nell'immortalare figure umanoidi, in quanto per lui il corpo umano è la migliore raffigurazione dell'arte, ma mai completamente nude in quanto la cosa è considerata volgare su Arcadia, vuole fare una serie di foto usando come soggetto Rieka e vuole farle sulla terra perché questo nuovo pianeta lo ispira. L'artista, dopo averla vista al matrimonio, si è interessato alla sua figura e vuole usarla come modella nella sua prossima serie di foto artistiche.
A Roby ovviamente la cosa non sfagiola troppo. Sembra proprio che lo facciano apposta. Non c'è un momento in cui lascino in pace la moglie! Ma, parlandone con Rieka li in classe senza riflettere sul fatto che gli altri ascoltano attentamente, il disastro è presto fatto. Tutto parte nel momento quando lui chiede preoccupato: "Ma che foto ti farà?"
"Non ti preoccupare tesoro. - risponde lei candidamente - Saranno foto artistiche e sono del tutto esclusi scatti di nudo integrale. Saranno foto che non avranno niente a che fare con quello che si vede qui da voi sulla terra."
Un ragazzo vicino di banco, quasi casca dalla sedia del banco al solo pensiero di potere vedere foto di Rieka con pochi veli addosso, ma rapidamente si ricompone. Roby poco, ma Rieka se la ride parecchio e, parlandone più in disparte Roby da poi il consenso alla cosa.
Rieka chiama Urami via sub spazio e insieme al marito i due si informano ulteriormente visto il particolare momento che si sta passando.
"Ma se poi si scopre qualche cosa in America dove stanno facendo le indagini sulle sparizioni e noi siamo a fare altro?" si informa Roby chiedendo alla suocera.
"Non ti preoccupare figliolo. - ormai Urami chiama così il genero - Tutto è organizzato al meglio. Se c'è un'emergenza le astronavi che sono li attorno alla terra vi trasferiranno all'istante!"
Rieka osserva il marito: quelle parole la preoccupano. Lei sa bene che è molto probabile che per emergenza si intenda un probabile attacco di una flotta astrale nemica e l'inizio di una guerra.
I due tornati a sedersi notano che tutti, e in particolare i ragazzi, li stanno guardando in un modo strano.
"Ma che avete fatto?" chiede Roby ai compagni di classe, perplesso e anche un po' intimorito.
"Ma ... per caso ... - inizia uno con uno sguardo che fa capire chiaramente che quei giovani hanno dei pensieri poco ortodossi - abbiamo capito bene? Rieka farà un servizio fotografico? E ... come lo faranno? Dove? E ..."
"E basta! Ma voi terrestri non sapete pensare ad altro?" scatta Rieka arrabbiata, alzandosi e spingendo la sedia indietro con una certa violenza, tale che con lo schienale va a schiacciare le dita del compagno di scuola dietro di lei che, aggrappato al bordo del banco, stava ascoltando la conversazione. Il poveretto urla dal male e si getta d'istinto indietro solo per poi, a causa dell'eccessiva spinta, cadere con tutta la sedia all'indietro e finire lungo e steso a terra con le gambe all'aria.
Mentre tutti ridono a quella scena, il ragazzo che prima stava chiedendo del servizio, sentendosi scoperto, ribadisce quasi balbettando: "No, no! Noi siamo appassionati all'arte, e pensiamo che un bel corpo femminile e soprattutto alieno, sia una gran bella opera d'arte, soprattutto il tuo!"
I ragazzi ridono al goffo tentativo di coprire i veri motivi della richiesta che altro non fa che farli capire ancora meglio. A questo punto, vista quella situazione grottesca, la componente femminile della classe comincia a condannare quell'atteggiamento a male parole. La situazione fa capire ai giovani che ormai non è più aria e che in effetti stanno esagerando, così si calmano e si allontanano dai due.
Comunque un altro alunno si allunga da dietro i due.
"Scusa Roby. - chiede timidamente il ragazzo - Posso parlarti seriamente?"
"Che c'è Matteo. Non mi dire che anche tu ... Ti reputo un ragazzo abbastanza calmo e in gamba non mi deludere!"
"No, no, Roby! Tranquillo! Solo che forse tu non sai che io sono un appassionato di fotografia. Ho visitato molte mostre a alcune mie foto le ho anche esposte con discrete critiche. Ora, sentendo che un famoso fotografo di Arcadia verrà sulla terra la cosa mi interessa molto. Sai non vorrei essere frainteso. - dice ancora più timidamente Matteo - Ma sarebbe possibile incontrare questo signore e vedere come lavora? Non disturbo, lo giuro. Poi se ci sono delle cose che non è il caso che veda, io vado via! Promesso! Ma mi piacerebbe imparare nuove cose riguardo alla fotografia e di certo voi siete molto più avanzati di noi, allora se si può ..."
"Certo Matteo. - dice Rieka anticipando per l'ennesima volta l'intervento di Roby, e che comunque ancora una volta non è molto d'accordo con la proposta - Tanto noi Tallin ci teniamo molto alla dignità e di sconcio o di nudo non ci sarà nulla. Quindi se vieni per quello saresti profondamente deluso. I tuoi compagni si aspettano il set di uno dei vostri calendari, ma non ci sarà niente di simile. Anzi, tutt'altro! Se ti interessa vedere come lavora invece il nostro artista, puoi venire tranquillamente. Solo una raccomandazione: mentre lui lavora sul set non lo si deve disturbare per nessun motivo o si innervosisce, parte per la tangente e non lo ferma più nessuno. Diventa una belva!"
"Certo, certo! - Esclama tutto felice - Non disturberò affatto, tranquilli. Ma mi entusiasma vedere un grande fotografo all'opera!"
"Va bene, ‘giovane artista'. - replica Roby all'amico - Appuntamento per oggi pomeriggio alle tre."
Il momento per cominciare ad impostare il set fotografico arriva presto. Roby e Rieka si incontrano con Matteo. O meglio, almeno questi erano gli accordi. In realtà insieme a lui ci sono altri quattro ragazzi che compongono la loro classe. Infatti il povero Matteo, visto che aveva avuto il particolare ‘privilegio' di potere andare sul set, era stato pesantemente minacciato, e non per scherzo, dagli altri che volevano andare con lui per essere lì presenti.
Roby, vedendo che ad aspettarli c'erano tutti quei ragazzi invece di uno, si blocca e fissa il povero Matteo quasi incenerendolo. Lui cerca di spiegare borbottando qualche cosa, ma il più spavaldo degli ‘imbustati' all'appuntamento, che gli sta alle spalle, lo prevarica e con fare ironico dice: "Non vi da problemi se veniamo anche noi a vedere il set fotografico, vero?"
"Che volete. Se va bene a Rieka va bene anche a me." dice ormai sconsolato Roby che, vista la promessa fatta alla moglie, cerca di rimanere calmo ripetendosi che il fatto che moti ragazzi approfitteranno per rimirarsi la moglie sarà, come già ribadito, una storia perpetua che dovrà imparare a sopportare.
Il ripeterselo gli sta diventando una nenia continua, ma un po' funziona.
"Io non ho problemi. Prepariamoci a salire sulla Genis, questo artista non ama aspettare. Appena mia mamma gli ha detto che ero d'accordo è partito a tutta velocità da Saturnalia ed è già arrivato qui." Dice Rieka.
"Come saliamo? Ma il set non era sulla terra?" si interrogano i ragazzi presi alla sprovvista.
"Doveva, ma visto un piccolo problema il set è in sala ologrammi su una nostra astronave. Comunque è uguale: la sala ologrammi può riprodurre qualsiasi ambiente. Abbiamo già molte foto della terra e li sarà riprodotta in tridimensione e potremo fare le foto moto più tranquillamente."
"E come saliamo?" chiede un altro preoccupato.
"Tele trasferimento! - spiega Roby, raggruppando i compagni - Saremo spostati sulla nave in un attimo."
"Cosa diavolo è? Questo trasferimento?" chiede preoccupato uno.
"Guarda! Trasferimento, via!", in un attimo il gruppo si ritrova nella sala del trasferitore.
Gli amici presi alla sprovvista sono tutti ammutoliti e impauriti dall'esperienza appena passata.
"Forza ragazzi! - incita allora Rieka - Andiamo alla sala ventitré dove è stato allestito il set fotografico."
I ragazzi lungo il tragitto non fanno altro che ammirare l'astronave e anche i componenti dell'equipaggio in quanto non tutti sono umanoidi: i visi strani e particolari non si contano!
Poco tempo e il gruppetto si ritrova davanti all'ingresso della sala ventitré dove li attende il fotografo. La porta si alza automaticamente e dall'altra parte c'è proprio lui: l'artista in persona! È un uomo di una certa età e sempre di razza tallin.
Questi appena vede Rieka sulla soglia, fa un enorme sorriso e si avvicina con le braccia tese verso di lei.
"Quale piacere principessa!"
"Piacere mio, Onac. - risponde lei - Quando mia madre mi ha detto del tuo invito, non ho potuto dire di no! Sei sempre stato il mio artista preferito!"
"L'onore è mio! - replica lui accompagnando la ragazza al centro della sala - Vede, io ultimamente ho avuto una serie di ispirazioni per delle ‘pose in ambiente' vedendo i nuovi parchi di No Bin, le modelle della sfilata di Merinato e le splendide vedute della terra. Però, quando ho visto il suo sguardo ripreso dalle telecamere al vostro matrimonio, uno sguardo dolce, profondo, comunque intenso, insomma, sono come rimasto folgorato e così mi sono detto: devo proporre assolutamente alla principessa alcuni scatti! Quegli occhi possono dare ai miei quadri un tocco unico e particolare!" e così l'artista accompagna Rieka e comincia a spiegare cosa intende fare ignorando del tutto i ragazzi che rimangono allibiti guardandosi l'un l'altro imbarazzati.
"Gli artisti! - interviene uno di loro - Sono tutti tipi strani!"
"Puoi girare l'universo che certe cose proprio non cambiano!" Risponde un altro.
Gli amici non si sbagliano di molto. Ascoltando che tipo di scenari intende ricreare Onac le sue foto, alcune richieste sono molto strane e spaziano in ogni dove della fantasia aliena e terrestre. Rieka è stranita da questo, ma gli artisti vanno assecondati, tante volte da quello che sembra strano a noi questi riescono a trarre capolavori.
Matteo è rapito da quello studio: per le particolari luci e apparecchiature che fanno apparire le sue, super pagate, dei ruderi preistorici. Ci sono faretti fluttuanti a calibrazione completamente automatica, pannelli riflettenti che si dispongono ad ordine vocale e quant'altro.
Roby attira con un piccolo rumore l'attenzione di Rieka e le fa un cenno per ricordarle, appunto, di presentare Matteo a Onac. Rieka capisce al volo il gesto e chiama il ragazzo.
"Scusa Onac, ti voglio presentare un altro appassionato di fotografia, Matteo, un terrestre che ha chiesto di poterti conoscere. Ha anche visto alcuni tuoi scatti e ne è rimasto molto colpito."
Timidamente il ragazzo si presenta, ma viene immediatamente travolto dalla particolare esuberanza di Onac.
"Ma è una cosa meravigliosa! Si, direi proprio: che meraviglia! Un artista apprendista! Bravo ragazzo! Bravo! L'arte è una cosa meravigliosa che fa esprimere il nostro intimo affinché altri ne possano rimanere meravigliati!" gli dice euforico stringendogli la mano con tutt'e due le sue.
"Non vorrei disturbare però ..." dice Matteo che non finisce la frase.
"Non lo dire manco per scherzo! Tu stammi vicino e ripeti gli scatti anche con le tue apparecchiature, così vediamo che effetto fa. - dice con un po' di orgoglio Onac - Poi ti insegnerò qualche trucco. E ricorda quello che ti dico: l'arte è una cosa stupenda che deve essere coltivata per divenire veramente uomini. Non abbandonarla mai! Perseguila e lei non ti deluderà!"
"Peccato che sulla terra non sempre le cose stiano così ... " replica sottovoce Matteo catturato dal carattere di quel personaggio, e lo segue estasiato.
Onac accompagna Rieka allo spogliatoio dove gli vengono fatti vedere gli abiti e i costumi che dovrà indossare per inscenare i personaggi dei vari set fotografici. Con l'aiuto di pannelli olografici e altro stando in quella sala si può simulare praticamente ogni tipo di ambiente. Ma, mentre tutti sono li attenti a quello che succede, Roby viene richiamato dal Delan dove una voce maschile gli da una importante notizia.
"Roby, presto, in sala comando, abbiamo trovato qualcosa!"
"Rieka! Ci sono novità! - dice Roby da dietro il paravento del camerino alla moglie che si sta già cambiando - Vado a sentire da solo?"
"Si, vai da solo che io ormai mi sono cambiata. Poi fammi sapere."
"Lascio qui i ragazzi e poi ti informo, ciao."
"Va bene! Noi rimaniamo qui!" dicono contenti i ragazzi di vedere tutte quelle cose.
Roby va di corsa in plancia a vedere cosa sta succedendo. Roby arriva alla sala comando, la plancia, dove i lavori fervono freneticamente. Subito viene informato della scoperta.
"Sul fondale americano, non molto lontano dal punto delle maggiori sparizioni, c'è un'anomalia!"
"Finalmente qualcosa!" esclama Roby felice.
"Per l'anomalia intendete una cosa estranea alla terra, giusto?"
"Esatto! - dice un addetto ai dati raccolti che spiega ulteriormente - Dove si sono registrate delle sparizioni non si è trovato nulla alle prime. Ma poi allargando il raggio nel punto più colpito, abbiamo trovato questo ..." e il responsabile fa vedere a Roby un monitor dov'è evidenziata una zona sul fondo marino perfettamente circolare.
La spiegazione continua: "Vedi, in questa zona tutte le normali radiazioni di fondo e quelle inquinanti, di cui il vostro pianeta è pieno, scompaiono: è un'area pulita, perfettamente pulita! Acqua limpida, valori di sali e metalli nella norma, un'acqua così non esiste da nessun'altra parte sul vostro pianeta. Li sotto c'è qualcosa che non va. Qualcosa simula il vostro mare ma lo fa male nel senso che lo fa troppo bene."
Roby è perplesso. "Non capisco! Le sparizioni dovevano essere dovute, almeno pensavo, ad una astronave in orbita. Invece i dati raccolti indicano che l'anomalia viene dal fondale marino. Che la causa di tutte le sparizioni fosse sulla terra interrata li sotto, è strano!"
"Strano si! Ma comunque l'attacco che avete ricevuto, - continua il responsabile - poteva venire solo da un'astronave occultata che vi ha seguito, non certo da lì. Però, comunque, lì sotto qualcosa di strano c'è di sicuro! È il nostro punto di partenza. Speriamo di trovare la chiave che ci collega anche alle astronavi occultate. Dobbiamo cominciare ad indagare subito da quel punto. Sono certo che qualcosa salterà fuori."
"E io che pensavo che il problema con gli occultamenti fosse finito con l'ultimo attacco! Invece, eccoci qua di nuovo!" dice Roby continuando a controllare i dati.
"Vedi ragazzo, l'occultamento è la base per potere sperare di poter anche solo iniziare un attacco nello spazio! - spiega il tecnico - Avere l'occultamento migliore è la gara di ogni costruttore di astronavi da guerra in tutto l'universo! Quindi, aspettati di averci a che fare molto spesso."
Roby, stringendosi fra le spalle: "Allora l'unica cosa da fare ora è andare a vedere che c'è la sotto! Ma si andrà alla ceca: le sonde non riescono più di tanto a penetrare il terreno."
"È una conferma! Evidentemente è una modalità del loro occultamento che dobbiamo scoprire. - ribatte spiritosamente il tipo - Quindi, vedi, la storia diventa quasi noiosa, scoprire come funziona un sistema di occultamento alieno. Dunque, ci siamo già portati avanti con i lavori e abbiamo preparato una sonda marina da mandare vicino all'anomalia e sondare il terreno. Speriamo con un buon campo di smorzamento di riuscire ad eludere gli allarmi di prossimità di un eventuale marchingegno li nascosto."
"Speriamo! Ma vista la tecnologia che hanno, la vedo difficile. Ci scopriranno sicuramente." Dice Roby.
"Se devo dire la mia, - dice una voce proveniente dall'ingresso della sala comando - spero proprio che succeda!"
Roby si gira impaurito da quella voce e si ritrova dietro le spalle Ceso che, avvisato della scoperta, è venuto anche lui su quella nave a controllare di persona i dati, visto che è la meglio dotata di sistemi di ricerca.
Tutti li dentro lo informano di quello che si è scoperto. Poi si avvicina a Roby e con il suo solito sorriso, gli da una pacca sulla spalla.
"Caro genero! Che mi racconti? Allora, mica hai un'altra soluzione ultrarapida contro un campo di occultamento?"
"Mica sempre si ha una fortuna così sfacciata come l'altra volta! - dice modestamente Roby - Poi questa volta il caso è tutto diverso, non abbiamo niente su cui lavorare, per ora. Ma perché dici che preferiresti che loro reagissero alle nostre ricerche?"
"Proprio per il fatto che non abbiamo nulla! - spiega Ceso - Se reagissero, piazzati come siamo ora avremo sicuramente delle tracce, raccoglieremo un mucchi di dati su cui lavorare o avremmo davanti il nemico da eliminare. Capiremmo cos'anno: onde energetiche, campi di forza, qualcosa. Pericoloso, è vero, ma in effetti è il sistema più facile per accorciare i tempi. Inoltre, reagendo, scoprirebbero le loro carte a nostro vantaggio."
Il responsabile dei dati interviene: "Perché allora non mandiamo una ‘sonda scoperta'? Una sonda senza alcuna protezione attiva come scudi o altro, direi che è l'esca migliore!"
"Si, buona idea!" dice Ceso, dopo avere consultato anche Roby e alcuni altri addetti.
A Roby la paura di ritrovarsi di nuovo in mezzo alle ‘guerre stellari' cresce sempre di più, soprattutto quando viene dato l'allarme primario e vengono attivate tutte le armi e i sistemi di sicurezza. In quel trambusto e viavai Roby sente improvvisamente la mancanza della sua adorata mogliettina e corre al set fotografico per rivederla. Intanto dopo pochi minuti viene lanciata la sonda. Sonda che dopo altri cinque minuti circa arriva a destinazione: in fondo al mare.
Roby ritornato sul set fotografico, appena dentro la sala ologrammi, viene fermato da un aiutante dell'artista: non vuole che nessuno disturbi i lavori. Roby viene accompagnato in un angolo insieme agli altri amici che ammirano affascinati le ambientazioni e i bei costumi indossati da Rieka. Scruta meglio i loro visi e di li capisce che sicuramente alcuni abiti lasciavano molto spazio alla fantasia, malata, di quei giovani.
Uno di loro si avvicina all'orecchio di Roby e gli dice: "Questo è un vero genio! Lascia che qui si può davvero fare di tutto, ma ha preparato per tua moglie dei costumi incredibili e delle pettinature da impazzire! Guarda anche questo che mette adesso!"
Rieka ancora non si vede, coperta da alcune preparatrici che lavorano sull'abito e sull'acconciatura alacremente, ma sembra che la foto avrà come titolo: "La fata del lago di Sum", un lago incantato di una fiaba arcadiana. E infatti, appena le truccatrici si allontanano dalla ragazza, il loro lavoro è evidente: l'abito è una lunga veste bianca senza maniche, che arriva fino alle caviglie con un non esagerato decolté, ornato di una collana di zaffiri verdi. Una grossa cintura adorna di pietre azzurre e con una grossa pietra verde semisferica come fibbia, fascia la vita. Un bracciale metallico alto una decina di centimetri e riccamente decorato con incisioni, gli fa da decorazione all'avambraccio destro. Un velo trasparente le copre le spalle nude legato al collo e ai polsi con spille adorne di pietre sferiche. In una mano le viene data una pietra, sempre a sfera, verde, della grandezza di una palla da biliardo. I lunghissimi capelli viola sono intrecciati con strisce di un velo biancastro, trasparente e luccicante. Inoltre sono leggermente inumiditi: così questi schiacciandosi leggermente fanno davvero un particolare effetto, facendo risaltare l'espressione del viso e le corna. La posa è quella della fata che cammina immersa fino quasi al ginocchio nelle basse acque del lago, in tarda serata, con fare malinconico, mentre accarezza l'acqua con una mano e con l'altra tiene la sfera di pietra, soggetto della fiaba.
Alle spalle una grande mezza luna completa lo scenario. Ovviamente l'acqua e il resto della scena viene montato e visualizzato sul posto dal computer olografico: sembra di essere proprio in mezzo al lago incantato. Però quello che il fotografo cura con fare perfezionistico sono il trucco, non pesante, anzi tutt'altro, e molto l'espressione del viso e spiega con fare eccitato e con frenetici gesti come vuole esattamente ogni particolare di quell'espressione che deve trasmettere un'emozione unica a chi vedrà la fotografia. Rieka fatica a impersonare alla perfezione la scena, dato che non si riesce facilmente ad accontentare quell'artista così meticoloso, e sta cominciando a stancarsi. Ma per l'arte cerca di dare il suo massimo.
Tutto ormai è pronto per quegli scatti, quando il Delan di Roby lo richiama. Esce da li per non disturbare e risponde.
"Vieni subito in sala tattica. - dice la voce emozionata - Finalmente abbiamo qualcosa di veramente grosso."
Roby corre eccitato e, mentre percorre quei lunghi corridoi, ragiona incredulo sul fatto paradossale che c'è li sull'astronave: gli arcadiani in un momento così critico, si ritagliano il tempo per pensare all'arte! Davvero strano! Preso al volo un ascensore arriva in sala tattica, entra, e nota subito che li aleggia una certa euforia.
"Allora quali sono delle novità?" chiede subito.
"Te le dico subito ragazzo! - dice contento Ceso già li presente - La sonda è stata centrata da un raggio laser potenziato! Distrutta completamente! Magnifico!"
Roby rimane per un attimo in silenzio perplesso, poi dice: "E ... c'è da essere contenti per questo? Tu sei contento che ci abbiano distrutto una sonda?"
"Certo! - esclama Ceso - Questa è la mossa che ci aspettavamo! Come ti ho detto prima questo ha messo allo scoperto con chi abbiamo a che fare! Si! Ci ha detto davvero molto, proprio come ti avevo detto! I sensori hanno registrato un particolare campo di forza che protegge la zona. Questo si è disattivato per un attimo, per lo sparo, e di nuovo il campo è tornato in opera occultando qualcosa. Ma in quell'attimo abbiamo registrato tutto quello che volevamo sapere. Che ti dicevo? Fantastico!"
"E cosa si è scoperto?" chiede Roby incuriosito sempre di più!
"Qualcosa di davvero interessante! - dice con fare misterioso un tecnico che si è avvicinato ai due tenendo in mano un palmare. - Guardate anche voi." e lo porge al sovrano.
Ceso lo prende e si avvicina a Roby per farglielo vedere. La situazione li visualizzata sullo schermo era davvero preoccupante.
"Vediamo, vediamo! - dice studiando i dati il re - Allora ... In quell'area anomala, sotto il fondo marino c'è una grossa costruzione in ... però! In teramite, un metallo particolarmente resistente all'ossidazione dell'acqua salata, come il nostro acciaio inox, ma molto più resistente però non presente sulla terra. Questo conferma che di certo si tratta di qualcosa di alieno. Datazione non rilevata. Quindi se messo li tempo fa o da poco è da scoprire. Fatto sta che sicuramente appartiene al misterioso aggressore e sicuramente è un marchingegno usato nel sistema per fare sparire tutta quella roba. Almeno così viene da pensare. Bisogna muoversi e trovare altre prove!"
Ma il tecnico interviene e continua la spiegazione, visto che su quel palmare continuano ad arrivare dati in continuazione, quello che si riesce a scoprire.
"Interessante, ma tu guarda! A quanto pare, una data approssimativa si riesce ad avere. Questa è una base che è stata messa li da almeno 5 anni e a giudicare dall'energia rilevata al suo interno, perfettamente attiva e funzionante. A questo punto direi che è proprio questa la causa o, comunque, la causa primaria delle sparizioni delle armi nucleari terrestri. I tempi corrispondono perfettamente!"
"Voglio che facciate subito le necessarie indagini! - interviene bruscamente Ceso - Voglio capire subito chi ha cercato di farmi fuori sia la figlia che il genero. Con cosa si supera quello scudo?"
"Non è un problema! Un colpo ben assestato con i cari vecchi cannoni laser dalla nostra nave a tre quarti di forza e il gioco è fatto!"
"Come? Così facile?" dice una voce femminile da dietro i tre, che li spaventa tutti a morte.
Roby conosce bene quella voce: è quella di Rieka che, come al solito, arrivando in volo non si fa sentire e terrorizza tutti. Lui, innervosito, si gira di scatto e ...
"Ma ti sembra il modo? - dice un irritato alla moglie - Non si arriva alle spalle della gente così ... così ... " ma poi si blocca.
"Così ... come?" Chiede con tono ironico e allo stesso tempo mieloso e sensuale Rieka, con anche una poco velata tendenza al fare da ‘ingenua ragazzina'.
Sa bene infatti cos'ha notato il marito: il suo abbigliamento! Rieka infatti si è recata li durante una pausa che si è preso il fotografo per curare alcuni particolari nella scenografia olografica. Vuole ovviamente aggiornarsi sulle ricerche e farsi vedere da Roby con addosso ancora gli abiti di scena. Sarebbe più corretto dire i pochi abiti. Quello che indossa è la famosa e particolare uniforme delle guerriere del pianeta Ram.
I Remoti, questi gli abitanti di Ram pianeta che oggi fa parte della coalizione, erano una popolazione in cui nell'antichità le donne, dopo decenni di schiavitù, si coalizzarono e ingaggiarono una feroce guerra agli uomini con lo scopo principale di demolire quella loro decennale dittatura. Fatto curioso è che le donne guerriere cercarono comunque di evitare al massimo lo spargimento di sangue. Il motivo era che comunque quelli erano i loro mariti e i padri dei loro figli.
Il loro scopo principale era non tanto di eliminare il nemico ma di togliergli il predominio e umiliarlo come lui le aveva umiliate per tanto tempo. Per avere una chance in più pensarono ad un particolare stratagemma: sapendo che quegli uomini avevano come caratteristica peculiare, cioè una forte attrazione fisica verso le donne e alla vista di un corpo femminile andavano in visibilio facilmente, pensarono di distrarre il nemico nella battaglia vestendosi con abiti provocanti e succinti e cercando poi scontri corpo a corpo. Così mentre loro nel muoversi portavano gli uomini a distrarsi, le donne soldato con uno scaricatore di energia appositamente studiato gli facevano perdere conoscenza per poi farli prigionieri.
La tattica, vuoi per la loro abilità vuoi per quegli abiti, funzionò e così quella rivolta al femminile ebbe un duplice successo: la libertà delle donne dalla schiavitù e poche vittime nella battaglia.
Questa storia è divenuta famosa nella coalizione e non solo, ma soprattutto quelle particolari ‘uniformi' sono diventate particolarmente famose, ovviamente particolarmente apprezzate soprattutto fra il popolo maschile. Rieka, come detto prima, ora ne ha una addosso e, anche se con una qualche modifica per non essere troppo osé visto che è una donna sposata, l'effetto è sempre quello per cui quelle uniformi erano state studiate: tutti infatti li in sala tattica sudano e non per il caldo. Non pochi addetti cercano sotterfugi di ogni tipo per rimanere con lo sguardo fisso sulla principessa senza però farsi notare dal padre e dal marito. Non gli si può dare torto, in quanto il costume consiste di un reggiseno, con le spalline legate al collo. Una grossa cintura con una altrettanto grossa fibbia che sostiene due teli di una stoffa spessa e bianca, lunghi fino sotto il ginocchio e larghi quanto basta per coprire i fianchi davanti e dietro, lasciando ovviamente i lati delle gambe, quando si cammina in particolare, completamente scoperti. Accessori: due guantini azzurri, bracciali in oro e un lungo nastro giallo intrecciato con i lunghi capelli viola, con nodi e fiocchi.
Roby al vederla così è rimasto sconvolto. Fissa quella cintura e gli viene un atroce dubbio. Dubbio che cresce notando poi gli sguardi di tutti li dentro. Così, con la faccia da inebetito, si avvicina ad una delle appuntite orecchie della moglie e le chiede: "Spero che almeno tu li sotto abbia gli ... insomma ... gli ... slip."
Rieka fa ancora di più l'ammiccante e con una voce vellutata, delicata come una piuma che vola sospinta da una timida brezza mattutina gli risponde, sempre in un orecchio: "Assolutamente ... no. Altrimenti si vedrebbero e rovinerebbero tutta la scena!"
Roby è sconvolto e gli viene da pensare che tutti lì dentro sanno di questa particolarità di quell'abbigliamento e non replica.
Rieka lo nota e così gli fa una carezza e poi continua dicendo: "Senti io torno a fare le foto tenetemi aggiornata, ok?" e se ne va facendo l'occhiolino al marito. Dentro di se se la ride avendo avuto successo nel suo scopo: turbare Roby e vederlo completamente nel pallone.
"Va bene a dopo. E non muoverti troppo altrimenti ..." È tutto quello che riesce a dire Roby, con voce bassa e tremolante.
Il tecnico che stava parlando con loro, gli si avvicina e, rimanendogli alle spalle, gli dice: "Ti è andata bene che te la sei sposata in questo secolo."
Roby non capisce: "In che senso, scusa."
"Nel senso che, - spiega il tecnico - vedi ... come dirlo ... alcuni secoli fa avere come moglie una donna come quella significava essere in pericolo di vita in continuazione. Avresti dovuto girare sempre con la pistola in pugno e poi non era detto che non ti avrebbero accoppato lo stesso. Anzi, volendo, anche oggi ... insomma ... Io mi guarderei le spalle."
"La cosa comincia a preoccuparmi! - esclama Roby ancora un po' confuso - Non sei il primo a dirlo. Sta a vedere che adesso mi accoppano pure. Ma voi non siete una razza pacifica che ha abbandonato la guerra da decenni?"
"Noi si! - replica il tecnico - Ma non ci sono solo i tallin nello spazio ... ricordalo! Mai sentito della razza umanoide dei Gram?"
"Sentite ragazzi! - interviene bruscamente Ceso innervosito, interrompendo i due - Invece di continuare a fare di questi discorsi stupidi su mia figlia, che ne dite di mandare una squadra giù per fare i rilevamenti del caso? Poi con lei ci parlo io."
"Certo sire! - esclama il tecnico imbarazzatissimo - Organizziamo una squadra scelta di incursionisti per entrare nella struttura!"
"Ci saranno alieni o sarà solo una base automatica e autosufficiente?" chiede Roby.
"Non sembra abitata o sorvegliata. - dice il tecnico - Ma visto il sistema di occultamento che hanno non possiamo trascurare nulla."
"Vero! Mandiamo giù gli uomini migliori, pronti per ogni evenienza. Massima allerta!" consiglia Roby.
"Si, - interviene Ceso - in avanguardia i droidi e poi gli uomini con corazza pesante e scudo planare portatile."
Parte così l'ordine e si prepara una navetta per l'incursione alla misteriosa base segreta. I droidi, dei piccoli cingolati con sensori ed un cannoncino al plasma, molto simile ad un piccolo carro armato, vengono equipaggiati con scudi di energia e faranno da cavie in caso di assalto a protezione degli uomini.
Uomini e materiali vari per affrontare ogni emergenza e studiare la struttura aliena, vengono caricati sulla navetta che parte dopo i controlli di routine. Intanto sulla nave madre si preparano i cannoni per il colpo che dovrebbe distruggere o per lo meno temporaneamente mettere fuori uso il campo di occultamento. Il colpo partirà appena la navetta sarà il più vicino possibile alla base nemica, così da entrare immediatamente dietro allo scudo e sfruttare l'elemento sorpresa.
Pochi minuti e la navetta è parte a gran velocità. Sulla Genis la tensione cresce. In sala comando tutti sono concentrati. I vari addetti comunicano in continuazione i dati e la posizione della navetta.
"Ha toccato l'acqua! Comincia l'immersione" dice uno.
"Tre minuti all'arrivo al punto di appoggio." comunica un'altro.
"Equipaggio della navetta: attenzione ad un probabile attacco, tutta l'energia agli scudi. Occultamento e navigazione silenziosa attivi."
"Ok, effettuato. Tutto regolare! Per adesso niente da segnalare. Attendiamo ordini o aggiornamenti." è la risposta del capitano della navetta.
"Bene! Continuate la discesa!"
Passa poco tempo e arriva una nuova comunicazione.
"La navetta è arrivata a destinazione. - dice il comandante della spedizione - Siamo in fondo al mare e a pochi metri dal campo di forza che occulta la base. Posizione zero, raggiunta."
"Bene. - replica Ceso - Cannoni attivati, pronti a fare fuoco! Caricamento, puntamento?"
"Puntamento zero punto zero due!" esclama il responsabile alle armi, indicando la percentuale di errore.
"Perfetto. Navetta, scudi al massimo! Tre secondi al fuoco! - esclama Ceso - tre, due, uno... Fuoco!"
Un potente raggio arancio parte dalla nave, attraversa l'atmosfera e, dopo aver raggiunto l'obbiettivo, provoca in fondo al mare una grossa esplosione.
"Lo scudo ha ceduto?" chiede subito Roby impaziente di conoscere il risultato dell'attacco.
"Si! - è la risposta dell'addetto alle sonde - Ci sono state diverse esplosioni, probabilmente gli emettitori del campo sono saltati per il sovraccarico."
"Navetta avanti tutta, ora sta a voi! Buon lavoro e sempre attenti!" è l'ordine del re.
"Certo sire! - è la risposta del capitano - Proviamo ad entrare. Sembra che poco lontano ci sia una specie di portello. Vediamo se si può forzare. I droidi adesso ci saranno parecchio di aiuto."
"Bene, procedete. Attenti a qualsiasi forma di energia. - continua il re - Possono esserci armi di difesa automatiche che si stanno caricando. Speriamo che tutto continui così: senza troppi intoppi, che ne pensi Roby?"

Contatto con un popolo ... grigio!
Quella domanda rimane senza risposta. Il re si gira e vede che il genero non c'è più. La cosa lo innervosisce parecchio.
"Qualcuno ha visto dove se n'è andato quel dannato terrestre?"
Gli addetti sul ponte si guardano perplessi.
"A dire il vero - risponde uno di loro - Noi non lo abbiamo neppure visto uscire."
"Ma che sa fare anche il passo del bengol? Che a dire il vero lui forse non sa neppure che animale sia? - replica furioso il re - Ma vuoi che in un momento come questo se ne dovesse andare? Mi manca di rispetto anche mio genero? Sarà innamorato perso di Rieka, ma da mia figlia ci poteva andare anche fra dieci minuti, mica gli scappa!"
Un po' tutti sorridono, ma saggiamente tacciono onde evitare ulteriori problemi.
Il tutto viene interrotto da una comunicazione dalla sala ologrammi dove si stanno scattando le foto.
"Non mi chiedete di evitare certe vibrazioni solo perché le foto vi vengono mosse! - risponde praticamente in automatico il sovrano alla chiamata senza aspettare che dall'altra parte dicano qualcosa - Siamo in azione, non ci posso fare niente!"
"Niente foto mosse, sire. La notizia è molto più grave! - replica alla battuta un impaurito soldato - Avevamo appena terminato gli scatti e rimandato i terrestri a casa, quando sua figlia, che si stava cambiando, è sparita nel nulla. L'hanno sicuramente trasferita! Chiedendo informazioni al computer, dai dati raccolti, molto pochi a dire il vero, l'ipotesi migliore è che probabilmente l'hanno rapita e che ora sia nella base sulla terra o in una nave occultata in orbita. Il fatto è che questo implica che molto vicino a noi ci siano delle astronavi occultate magistralmente!"
Il gelo piomba in sala comando.
"Ma dove si è cacciato Roby? - urla Ceso preso dalla rabbia, ma soprattutto dalla paura per la figlia che è probabilmente in pericolo - Computer cercami quell`imbecille di un terrestre!"
Ceso quando perde la calma non scherza e diventa parecchio brusco. Ma la risposta del computer è agghiacciante.
"Roby non si trova più sull'astronave. Roby è stato tele trasferito dalla sala comando cinque punto zero nove minuti fa."
"Capitano Volid! - urla Ceso al capitano a capo della spedizione sulla terra - Fermatevi subito! Ripeto: fermatevi immediatamente!"
"Ci sono problemi?" chiede il capitano, apparendo sul maxischermo.
"Purtroppo si. - dice Ceso con rabbia - Sia Rieka che Roby sono spariti. Pensiamo che possano trovarsi o in una nave occultata qui nei paraggi o anche dentro la base sulla terra. Sono riusciti a rapirli senza neppure che noi ce ne accorgessimo o che i sensori segnalassero un trasferimento! I nostri scudi sono stati completamente inefficaci!"
"Se riescono a fare una cosa così la situazione è grave. - continua pensieroso Volid - Ora operare è molto più difficile. Non sappiamo se continuando nell'incursione questi possano fare del male alla principessa."
"Può essere più utile continuare comunque ma con calma e cautela. - dice Ceso - Proviamo a vedere se ci contattano. Mi raccomando: cautela!"
"Mi permette una cosa sire?" interviene il tecnico delle comunicazioni.
Ceso si gira e dice con un forte sospiro: "Si dimmi."
Il tecnico spiega: "Mi sembra strano che con la tecnologia che hanno capace di penetrare i nostri scudi con estrema facilità e tele trasferire cose e persone, poi ci lascino comunicare liberamente. Le comunicazioni sono sempre le prime ad essere interrotte in un imminente attacco. Questi hanno un piano, strano, ma ben preciso, e sicuramente ci stanno ascoltando."
"Lei è molto perspicace! Vorrei averli io dei tecnici così preparati." esclama una voce mai sentita e metallica proveniente dall'impianto acustico.
Ceso salta in piedi e delle guardie irrompono dentro la sala comando con le armi spianate. L'allarme di primo livello scatta, i sensori interni e i sistemi di sicurezza su tutta la nave vengono attivati. Le luci in tutta l'astronave vengono alzate al massimo per eliminare zone buie o stanze buie dove potersi nascondere.
"Complimenti ... re ... Ceso, giusto? Complimenti davvero! Una piccola flotta, molto bella ed avanzata tecnologicamente. - continua la voce con un tono sarcastico - Comunque, può dire ai suoi uomini di abbassare le armi, non servono."
"Dov'è mia figlia? - urla il sovrano - E poi, voi chi siete e che volete da noi?"
"Mi lasci il tempo di presentarci, re Ceso della coalizione di pianeti uniti. - risponde sempre sarcastica la voce - Non vogliamo essere certamente dei maleducati."
In quel momento appare sul maxischermo il padrone della voce. Un umanoide, almeno in viso che è l'unica cosa che si vede, con la pelle grigia e traslucida, tipo alluminio.
"Allora, presentiamoci. Io sono Erm, capo legione dell'esercito del popolo dei Clari, del sistema Ol. Lei è Re Ceso, un ... tallin, giusto?"
"Esatto! - conferma il re sedendosi nuovamente sulla sedia di comando - Sono il re del mio pianeta, Arcadia, che fa parte della coalizione dei pianeti uniti, ma questo mi sembra che già lo sappia. Ora mi consenta un'altra domanda: cosa volete da noi?"
Erm sorride come divertito, lasciando tutti stupiti in quanto non capiscono che ci sia poi di divertente, ma il clariano chiarisce subito.
"Io e lei sicuramente andremo d'accordo, sa? Stavo proprio per farle la stessa domanda, che ci fate qui attorno a questo pianeta obsoleto, retrogrado pieno di esseri che non vedono l'ora di autodistruggersi? E, soprattutto, perché ci avete attaccato?"
"Chiariamoci subito! - replica Ceso sempre nervosamente - Siete voi che ci avete attaccato per primi, quasi uccidendo mia figlia e suo marito! Per non parlare dei cittadini innocenti che ci avrebbero rimesso la vita se l'astronave fosse precipitata sulla capitale!"
"So dell'accaduto, sire! Ma quell'operazione è stata a causa del vostro intromettervi nei nostri affari. Voi avete deliberatamente interferito con questioni che non vi riguardano, non potete poi lamentarvi delle conseguenze di azioni così sconsiderate! Non è affare vostro indagare su di noi, come noi non abbiamo mai indagato su di voi. Come le ho detto si tratta, dal nostro punto di vista di un vero e proprio attacco al nostro popolo!"
Ceso, come tutti in sala comando, comincia a non sopportare più quel tipo che paventa una gran calma solo per proporre sfrontatamente sorrisi melliflui e un tono che trasuda ovunque arroganza e spavalderia.
Il sovrano comunque cerca di fare buon viso a cattivo gioco, frenato dal pensiero che quel modo di fare serva solo a farlo agire preso dalla rabbia e dalla preoccupazione per la vita della figlia, che sicuramente è in mano di quello spaccone.
"Se vi riferite alle nostre indagini sulle sparizioni delle armi nucleari sul pianeta terra, vi informo che quello è invece un affare nostro e legale, in quanto, anche se da poco, i terrestri sono nostri amici. Fra noi e loro c'è un accordo."
"Interessante! Davvero interessante! - replica stupito l'alieno a quell'affermazione - Voi siete alleati con questa razza retrograda e suicida? Vi facevamo più evoluti e intelligenti!"
"L'evoluzione tecnologica non vuole dire discriminazione riguardo ad altre razze! O voi lo siete? Anzi, - continua Ceso cercando il contrattacco - voi cosa volete da questa razza, così come dice lei, retrograda e suicida? E, inoltre, cosa avete fatto a mia figlia? Vi informo che lei è la principessa della coalizione dei pianeti, quindi un affronto a lei è un affronto al nostro mondo e al nostro sistema, che ovviamente non rimarrà impunito."
"Penso, sire, che, visto come stanno le cose, la domanda è lecita. - risponde Erm, sempre mantenendo una calma ed un sorriso indisponente - Allora, sire, per non fare angosciare ancora di più il cuore del paparino, la informo che sua figlia sta benissimo, anche se, ovviamente, reclusa. Inoltre, quello che noi vogliamo fare alla terra, sire, è semplice. Noi Clari, visto come gli umani di questo pianeta stanno dilapidando risorse enormi presenti in un così interessante e bellissimo pianeta, noi li attaccheremo cercando di fare meno danni possibile: l'attacco dovrà essere breve e di minimo impatto. Poi annetteremo la terra al nostro impero e poi la governeremo noi. I terrestri diverranno nostri sudditi. Non si preoccupi, sire, non faremo terra bruciata come sicuramente sta già pensando, aiuteremo e insegneremo a questo popolo a vivere meglio. Gli ridaremo la dignità che sta perdendo!"
"Conquistare, insomma! Voi volete la terra." replica Ceso
"Se proprio la vuole mettere così, sire. In realtà noi faremo del bene a questo popolo!" spiega Erm ora con fare ancora più spavaldo cadenzando ogni parola dandole un peso enorme.
"Possiamo discuterne, se le cose stanno così. Ma, capirà, che finché non rilasciate mia figlia difficilmente posso pensare alla vostra buona fede."
"Noi non abbiamo mai dovuto negoziare niente, sire. Voi andate via e poi vostra figlia sarà rilasciata, sire. Voi non ci interessate, né tantomeno vogliamo scatenare una guerra fra sistemi evoluti. Fate come vi diciamo e tutto andrà al meglio!" dice lapidario Erm.
"Che garanzia ho che manterrete la parola? - dice Ceso alzandosi dalla poltrona a causa della rabbia che ormai non controlla più - Chi mi dice che non state mentendo?"
"Diciamo che lei, sire, ha solo la mia parola. - ribatte il tipo mantenendo sempre la sua proverbiale calma e sorridendo ancora più del solito - Ma vi garantisco che per noi Clari vuol dire tanto: la parola, si usa dire, è un contratto! Sire!" continua con un tono è canzonatorio più che mai.
"E se ... noi non volessimo lasciarvi conquistare la terra? - continua Ceso - Allora ci attacchereste?"
"Visto che la terra non è vostra, sire, - spiega ma questa volta con tono minaccioso Erm - faremo a chi è il più forte. Ma! - e di nuovo sorride e ricomincia a parlare in tono flemmatico - Non ve lo consiglio! Anzi ve lo sconsiglio caldamente!" poi ridacchia sotto i baffi facendo un gesto con le mani come a dire: fate un po' voi!
"Ci vogliamo pensare sopra. - cerca ora di prendere tempo Ceso per studiare una tattica - Chiedo tempo per consigliarmi con gli altri membri del consiglio della coalizione e con i terrestri. Non posso prendere una decisione come questa da solo."
"Concesso, sire! - dice in tono di sufficienza Erm - Solo ... non fare scherzi. Pensa alla vita di tua figlia e di tuo genero! Per contattarci mandate un segnale con l'apparecchio che vi mando, basta premere il tasto verde che lampeggia in cima. Però vi avviso: attenti a non abusare della nostra pazienza. Se fra un'ora non avrete deciso, spiacente, sire, ma il telecontrollo esploderà e voi con loro."
Il viso di Erm sparisce dallo schermo e contemporaneamente Ceso salta via dalla poltrona del vicecomandante sfogando tutta la rabbia che quel tipo gli ha fatto crescere continuamente in corpo.
"Se mi diceva ancora una sola volta ‘sire' - urla inferocito - io gli sparavo subito! Quell'arrogante gonfio dell'aria di Sen e sbruffone impenitente! Sire qui, sire là! Mi ha preso per i fondelli tutto il tempo! Io lo voglio strozzare se mi capita fra le mani! ... Gli voglio verniciare di blu quella brutta faccia cromata!"
Ma lo sfogo viene presto interrotto. Improvvisamente, al centro della sala comando, compare una sfera di luce bianca che dopo pochi attimi scompare lasciando al suo posto un cilindro di metallo grigio. È, guardandolo bene, proprio solo un cilindro di metallo e basta. L'unica cosa che fa pensare ad un congegno elettronico è che sopra, al centro, c'è un pulsante verde lampeggiante.
"Presto, - dice Ceso balzando al quadro tattico - sondate questo affare, la base sulla terra e ogni atomo che si trova qui attorno. Scandagliate tutto e trovatemi Roby e Rieka. Controllate anche la situazione della squadra, contattateli subito! Trovate anche dove sono occultate quelle astronavi! Da qualche parte sarà pure partita quella trasmissione!"
Comunque i componenti dell'equipaggio, senza proferire parola visto l'umore del sovrano, gli indicano il particolare oggetto che ora si trova in sala comando. Il re si blocca e, con una espressione interrogativa, guarda un suo subalterno. Questi si avvicina e gli sussurra in un orecchio.
"Quell'affare potrebbe essere qui anche per spiarci. Tutto quello che lei ha detto sicuramente ora lo sanno anche loro! Potrebbero quindi, se capiscono che stiamo tramando qualcosa, attaccarci senza che noi abbiamo la ben che minima possibilità di difenderci. Facciamo la massima attenzione! Ora siamo davvero vulnerabili."
Ceso capisce che quel consiglio è più che vero e rimane in silenzio mentre fissa quel cilindro, sentendosi bloccato e con nessuna via di scampo.
"Usciamo di qui. - dice Ceso tirandosi dietro l'ufficiale tattico e un altro paio di uomini. Poi, usciti dalla sala comando, continua il discorso - Se quell'affare è stato messo qui per spiarci, allora è vero che anche le trasmissioni radio sono controllate da sempre. Quindi, a questo punto, siamo isolati dal comando della coalizione e dal resto della flotta. Ci dobbiamo arrangiare con quello che abbiamo. Tutto quello che diremo sarà intercettato!"
L'ufficiale tattico fa una smorfia al sentire quell'affermazione in quanto come riferisce lui: "Il problema è che abbiamo davvero poco, molto poco su cui lavorare."
"Voglio sapere cos'è il poco." risponde seccamente il re.
"Tutto quello su cui si stava ragionando con il personale tattico. - continua l'ufficiale che fa parte di questo personale - Si ragionava sul perché questi alieni non facciano nessuna mossa concreta! Potrebbero attaccarci e noi neppure li vedremmo! Sarebbe una vittoria sicura!"
"Che cosa vuol dire? Che ci avrebbero già potuto attaccare?" chiede Ceso.
"Di certo questa sarebbe una mossa. I nostri scudi sono impotenti davanti ai loro sistemi. - spiega l'ufficiale tattico - La loro tecnologia sembra superiore alla nostra, almeno in certi aspetti, e quindi la logica dice che dovremmo essere facilmente attaccabili. Invece niente, si limitano a minacce, spedirci marchingegni, rapire Rieka e Roby e vedere se ce ne andiamo per i fatti nostri. È come minimo strano! Non hanno neppure reagito al nostro attacco alla base terrestre! Non ha alcun senso! A meno che non abbiano delle lacune e quindi ci temono per certi aspetti."
Ceso espone quello che è il pensiero più ovvio: "E se le loro armi fossero molto meno tecnologiche di quello che pensiamo? Occultamento perfetto, trasferimento unico nel suo genere ma armi scarse! Forse in battaglia ci rimetterebbero! Forse abbiamo un grosso vantaggio, ma dobbiamo esserne certi!"
"Probabile! Strano, ma probabile. Comunque un attacco, ad esempio distruggendo la base terrestre, è pericoloso lo stesso. Anche perché noi non siamo ancora in grado di vederli in nessun modo." Replica l'uomo sconsolato.
"Mi sa che l'unico mezzo che abbiamo per affrontare questo nemico è sperare nella nostra squadra sulla terra. Noi dobbiamo per ora stare fermi. D'altronde hanno rapito Rieka e Roby per tenerci sotto scacco: ogni nostra mossa potrebbe costare molto cara. Continuiamo gli studi e intanto comunichiamo che non interferiremo più, basta che non facciano del male a nessuno dei nostri. Comunque rimarremo in orbita: di andarcene non se ne parla. Ma pronti a sfruttare ogni minima novità salti fuori." conclude sconfortato Ceso.
Rientrato in plancia il re si avvicina al cilindro e pigia contrariato il pulsante verde. Appena toccato, il marchingegno sparisce in una bolla di luce e riappare Erm con il suo solito sorriso stampato sul viso.
"Complimenti sire! - dice il clariano allargando ancora di più quella beffarda risata - Decisione rapida, ma soprattutto saggia! Non me lo aspettavo. Comincio a capire come avete fatto a creare la vostra coalizione e ad avere i successi che vantate. Bene, ora chiedo venia ma devo assentarmi, fra breve avrete mie istruzioni. A presto ... sire."
Spento il grande monitor Ceso sfoga tutta la sua ansia e rabbia.
"Io lo voglio fare a pezzetti! - urla furioso e senza controllo - Ancora con questo ‘sire' di qua e ‘sire' di là! Come non bastasse anche tutte quelle risatine! Io, io se mi capita a tiro lo vaporizzo all'istante! Non lo sopporto più!"
"La capiamo ehm ... re Ceso - dice il responsabile tattico al sovrano - Ma dobbiamo rimanere tutti calmi. Cercare di irritarci potrebbe essere una loro tattica per farci agire avventatamente."
"È vero! Devo calmarmi e non farmi abbindolare da quella faccia d'alluminio! - dice ora il re un po' più calmo - Ma rimane l'interrogativo più importante: cos'è successo a Roby e a Rieka? Dove li avranno mai portati? Che gli staranno mai facendo?"
A dire il vero questo ce lo chiediamo anche noi: dove sono Roby e Rieka? Torniamo indietro un po' e di preciso al momento in cui Roby dalla sala comando viene prelevato suo malgrado. Dopo pochi attimi Roby si ritrova in una piccola cella cubica di un tre metri circa per lato. C'è una piccola porticina davanti a se, di un metro e mezzo al massimo di apertura, con un palo di una decina di centimetri di raggio, cromato, che parte dal soffitto fino a piantarsi a terra e che la attraversa al centro. A guardarci bene, quel palo non impedisce l'uscita a chi è recluso nella cella: di certo c'è qualcos'altro che impedisce l'evasione. Roby si avvicina alla porta con molta cautela e allunga una mano. Quando ormai si trova con la mano a pochi centimetri dal palo, una voce elettronica lo ferma.
"Attenzione!... Attenzione! Non avvicinarsi alla porta elettronica! Pericolo di morte, lo scudo è attivo!"
Roby se lo immaginava ed è furibondo essendo stato fatto prigioniero così facilmente, capendo anche bene che chi lo ha imprigionato ora lo sfrutterà come ostaggio. Comincia così a camminare nervosamente dentro la cella seguendone il perimetro e piazzando, per scaricare i nervi, alcuni calci e pugni alla parete metallica dell'angusta cella. È in quel momento che Roby ode quello che non avrebbe mai voluto sentire.
"Ehi balordi! Cosa volete da me! Chi vi ha dato il permesso di trasferirmi qui? Fatevi vedere vigliacchi se ne avete il coraggio!"
La voce e i tono sono inconfondibili: è la voce di Rieka. Roby ha un tonfo al cuore e subito la chiama.
"Rieka! Rieka! Sei tu? Ti hanno rapito insieme a me?" chiede disperato.
"Tesy! Sei pure tu qui? Allora ci hanno catturato insieme questi maledetti, ma la pagheranno! La pagherete! Mi sentite?" urla la ragazza ma senza avere risposte.
Roby teme per l'incolumità della moglie e studia un piano: per attirare l'attenzione su di sé, si mette a urlare e chiamare come un matto anche lui. Spera così che l'attenzione si concentri su di lui invece che su Rieka, se i loro aguzzini avessero cattive intenzioni.
E in effetti quel baccano un risultato l'ottiene. Si ode il classico suono di una porta automatica che si apre. Dei passi fanno subito capire che quelli in arrivo sono più di una persona. Rieka in quel momento però fa quello che manda in fumo il piano del marito: si mette a parlare rimproverando il ragazzo e pure con una certa veemenza!
"Che hai combinato? Adesso vedrai quello che ci fanno! Dovevamo prima studiare un piano! Non pensi mai a niente! Prima ci si mette d'accordo e poi si agisce!" dice l'affrettata principessa al coniuge che in effetti quel particolare lo aveva trascurato.
L'affermazione comunque trova immediatamente risposta ma non da parte del marito, ma dei tipi appena entrati.
"Non si preoccupi, cara la mia principessa dei tallin. - dice la voce, in quanto gli individui ancora non si vedono - Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare del male a nessuno! Soprattutto ora che suo padre ha accettato la resa."
Rieka, d'impeto non riuscendo a trattenere la rabbia in quanto non crede che suo padre abbia mollato con tanta facilità, in un primo momento rimane in silenzio sconcertata per l'affermazione, poi ribatte subito urlando alla sua maniera.
"Senti, chiunque tu sia! Io non credo proprio che i miei si siano arresi così presto. Noi non molliamo mai! Il mio popolo ha combattuto e molto per ottenere quello che ha oggi. Va a raccontare le tue storielle da un'altra parte!"
Roby è disperato vedendo il suo piano andato ormai completamente in fumo anzi, Rieka sta attirando tutta l'attenzione solo su di sé. Nervoso, ripete a bassa voce e a denti stretti: "Taci! Taci!... - poi con un tono più alto - eeee taciiii!"
Purtroppo Rieka non ha nessuna intenzione di tacere, visto il carattere impetuoso, anzi, continua a rimbeccare i Clariani in ogni modo. Allora Roby prova un ultimo disperato tentativo di portare a se gli alieni.
"Esatto! - urla - Noi non molliamo mai! Altri popoli con occultamenti anche più sofisticati dei vostri non sono riusciti a batterci. Quindi quelli che devono mollare siete voi, non noi. Andatevene e non vi succederà nulla!"
Finalmente gli alieni si fanno vedere e, per primo, si fermano da Roby che tira un sospiro di sollievo anche se ora teme alla vista di quei tipi. Sono in effetti degli umanoidi, ma dalla pelle grigia, quasi lucida, sembrano proprio fatti di alluminio e tutti della stessa altezza, con gli occhi arrossati che danno a quei soggetti un'aria ben poco rassicurante. Anche il loro abbigliamento ispira poco: indossano una uniforme abbastanza attillata, di quella che sembra essere pelle nera con una grande V grigio scuro sul petto da dove pendono diverse decorazioni in metallo, somiglianti a svariati stemmi, probabilmente decorazioni al valore militare.
"Arrogante il ragazzino! Non mi sembrate però così pericolosi al momento. - esordisce quello che sembra essere il comandante, mentre gli altri si fanno una bella risata.
Fatto curioso, anche se i nostri due eroi non possono farne il confronto, è che il suo modo di parlare è identico a quello di Erm, il comandante che ha contattato Ceso. Parla anche lui con tono particolarmente calmo ma con una cadenza che denota sfrontatezza e arroganza.
"Vedi, ragazzino, noi non mentiamo mai. Anzi, visto che quelli che hanno più motivo di mentire siete voi, pensavamo di trattenervi qui finché non saremo sicuri di potere portare a termine il nostro lavoro. Sarete nostri graditi ... ospiti e ... finché ci va!"
"Ospiti? - ribadisce Rieka dalla sua cella - Come possiamo essere ospiti se siamo rinchiusi!"
"Sua moglie ha un carattere che noi Clariani invidiamo: forte, deciso, molto interessante!" dice l'alieno sbirciando verso la cella di Rieka.
"Queste sono faccende che non la riguardano! - arringa Roby al tipo - Comunque mia moglie ha perfettamente ragione. Voi per ora vi siete comportati da aggressori ed invasori del mio pianeta. Non posso accettare la vostra ospitalità da dentro una cella! Liberateci subito ed abbandonate la terra, o in un modo o nell'altro ve ne faremo pentire!"
"Sentite uomini? - dice l'alieno girandosi verso gli altri due che lo scortano, col fare ironico di chi si sente decisamente in una posizione di superiorità - Il ragazzino adesso ci minaccia pure. Ma noi non siamo mica i cattivi! Vi sembro un cattivo? - poi mentre gli altri si mettono di nuovo a ridere, si gira di scatto e questa volta con tono decisamente aggressivo dice a Roby - I cattivi siete voi che ci avete attaccato e che avete ancora sulla nostra base che è su quello sgangherato pianeta che chiami terra, una squadra d'attacco che sta frugando ovunque in cerca di non so cosa! Ora, che lo vogliate o no, sarete e rimarrete nostri ospiti!"
Roby resta un attimo bloccato sorpreso da quella reazione brusca che non si aspettava ma poi si riprende e, dato che la conversazione ha capito che più di tanto non può continuare, conclude dicendo: "Comunque, poi non vi lamentate che non ve l'ho detto! Finirete tutti male!"
L'alieno non replica ma si gira verso la cella dov'è rinchiusa Rieka, e mentre si incammina in quella direzione, dice a Roby: "Voglio proprio fare la conoscenza della tua mogliettina! Dicono di lei che sia bellissima. Ci tengo a trattare nel giusto modo una bella donna, e che è addirittura una principessa. - poi arrivato davanti alla cella si rimira la ragazza partendo dai piedi fino alla punta delle corna ed esclama - Davvero molto, molto carina! Sa, cara la mia principessa, anche se mi avevano decantato il suo fascino, ora che la vedo in carne e ossa devo dire che la sua bellezza è molto superiore a quello che mi era stato riferito! Non so quali siano le vostre usanze in merito alla coppia, ma da noi vige il metodo: il maschio che vede una femmina che gli piace gli propone se vuole divenire sua. Lei dal canto suo è libera di scegliere, se vuole rimanere con il compagno che ha al momento, se ce l'ha, o piantarlo li e mettersi con il nuovo. Io, davanti a lei, non posso non chiederle se desidera essere le mia compagna per i prossimi periodi di base. Mi creda, lei in un attimo diverrebbe da nostra ospite non del tutto desiderata, a una donna riconosciuta come la compagna di uno degli uomini più importanti di quello che è il più importante impero della galassia di Zefir."
"Ma sei pazzo? Ma ... che avete voi nel cervello? Limatura di ferro per quello che siete tutti grigi? - ribatte d'istinto Rieka non poco confusa a quella richiesta. - Prima mi fate prigioniera, e poi mi proponete un matrimonio o quello che è?"
Ma Roby, che sente tutto, trasale e non ci vede più dalla rabbia: quello sfacciato addirittura lo affronta cercando di soffiargli la moglie da sotto il naso. Zitto non riesce certo a stare, e anticipa una ulteriore risposta di Rieka rimbeccando sarcasticamente quello squallido tentativo di abbordare sua moglie.
"Mi fai ridere ‘uomo più importante dell'impero'. - dice - Se sai che è una principessa, se gli offri di calare di grado come metodo di approccio non è destinato a fare una gran riuscita. Suo padre è un re, tu uno squallido subalterno. Sei patetico amico se cerchi di fare colpo con quello che sei e hai! Lei cresce da te dieci volte, sei proprio misero e patetico!"
Il tipo non digerisce affatto di essere deriso e insultato, soprattutto davanti a quella che ormai ritiene la sua preda in amore, e nel suo viso la furia che lo pervade la si vede tutta, soprattutto nella smorfia che fa per controllare le sue azioni. Così mentre si avvicina di nuovo alla cella di Roby, alza il dito e, agitando il braccio in su e in giù indicando la cella, borbotta continuamente: "Questo ragazzo non ha capito niente! No, non ha proprio capito niente!"
Arrivato all'ingresso, lo fissa. Ha gli occhi iniettati d'ira e furore per gli sberleffi ricevuti. Roby vedendolo non si intimorisce più di tanto e continua a sbeffeggiarlo rincarando la dose.
"Tu al massimo gli puoi fare da lucida scarpe ma non di più, uomo molto importante!"
Il clariano non ci vede più dalla rabbia e ormai fuori di sé da una forte manata su un pannello di comando, che si trova al lato sinistro dell'ingresso della cella. Li si trova un pulsante che attiva un sistema fonico studiato per calmare i rinchiusi più ‘nervosi'. Consiste in un campionatore di onde sonore che va a provocare fortissimi dolori ai timpani e fitte alla testa tremende. Roby colpito da quelle onde si accascia al suolo tenendosi la testa e urlando dal male. Rieka lo sente e lo chiama con tutto il fiato che ha, minacciando il capo degli alieni, il quale, sentendola, si ferma con la tortura.
"Vedi ragazzo la differenza? - dice sempre con tono arrogante l'aguzzino - La vostra posizione non è affatto quella che tu tanto vai decantando. Voi, se io voglio, non siete che carne per i Pote. È un animaletto molto vorace e carnivoro del nostro pianeta. Quindi, quello che io offro a tua moglie è molto di più di quello che voi possiate immaginare al momento, in quanto, al momento, voi non siete più niente e nessuno."
Poi, tornato da Rieka, riprende il discorso: "Io, ora vorrei sentire la tua risposta, non quella del tuo sciocco compagno, che spero abbia capito chi comanda qui."
Rieka interviene subito preoccupata del marito, sapendo che se attende anche solo pochi attimi Roby, nonostante il 'trattamento', è capace di replicare nuovamente: "Io non conosco le vostre usanze, ma da noi è molto difficile che una donna sposata accetti le proposte sconce del proprio aguzzino. Soprattutto quando è innamorata del suo uomo. Quindi - gli urla in faccia - la mia risposta è: va a quel paese e restaci! Mi fai più che schifo rozzo umanoide grigio e ottuso!"
Dalla cella di Roby si ode l'eco di un applauso, seguito da una risata: "Sai come la definiamo noi una cosa come questa? - chiede ironico Roby seduto a terra - Una gran brutta figura! Se vuoi, puoi comunque sempre lucidargli le scarpe! - e se la ride - Lasciaci andare che è molto meglio per te, credimi. Se continui così sarai lo zimbello del tuo pianeta!"
"Si, in effetti ora vi libero, ma solo per farvi venire con me al ponte di comando, dove discuteremo alcune cose. - risponde rigidamente il capo, pigiando alcuni bottoni su un bracciale che ha al polso - Guardie! Bloccateli e portateli con me."
I pali che sono all'entrata delle celle si alzano e una voce femminile avvisa: "Campo di forza di protezione disattivato! Campo di forza di protezione disattivato!"
Fuga!
I due soldati si accostano uno a Roby e l'altro a Rieka con delle manette rigide. Si tratta di due barre di metallo bianche con due incavi per i polsi e con un dispositivo elettronico sopra uno d'essi che comanda il bloccaggio della serratura, unendo i due pezzi insieme. Questi vengono posti uno sopra e l'altro sotto i polsi del prigioniero bloccandoli l'uno parallelo all'altro. Probabilmente quei soldati si aspettavano di avere a che fare con dei pivellini e incautamente non adottano alcuna cautela, infatti le loro armi sono nel fodero. Rieka non aspettava altro! Appena libera di muoversi scatta e punta il dito alla fronte del malcapitato davanti a lei lanciandogli contro una scarica di plasma energetico potentissima che fa stramazzare al suolo la guardia circondato dalle scariche elettriche. In un attimo si solleva dal suolo e, sfiorando il soffitto, piomba nel corridoio dove le altre due guardie rimangono un attimo immobili non capendo quello che succede. La guardia che doveva ammanettare Roby fa l'errore di girarsi per vedere che succede, e Roby parte con tutta la forza e la rabbia che sente in quel momento con un colpo di arti marziali ben assestato in pieno viso. Roby rimane immediatamente deluso: anche se la guardia accusa il colpo sembra che quello che si è fatto più male sia lui. Gli sembrava di avere colpito un muro! La guardia reagisce subito, fissa il suo prigioniero e va a rispondere al colpo subito: secondo errore. Rieka dal soffitto non aspettava altro, ha puntato con le braccia sia il carceriere che il capo dei due, che stranamente rimane come pietrificato e che in quegli attimi concitati non ha nessuna reazione.
Rieka dal canto suo, invece, non sta tanto ad aspettare: fissa i due, li punta con le braccia stese e gli indici dritti, stringe i denti evidenziando i suoi canini pronunciati e li colpisce con altrettante scariche ad alta concentrazione di energia pura. Dopo un grido di dolore i due malcapitati stramazzano al suolo privi di sensi.
Roby salta subito fuori dalla cella e, prima prova un forte senso di sconforto non vedendo la moglie, essa è infatti ancora sospesa e quasi appoggiata al soffitto. Ma poi prova una paura da infarto quando lei da lassù gli piomba addosso abbracciandolo e urlando: "Ho avuto tanta paura tesoro! Ti stavano torturando, povero caro!"
Lui ha quell'attimo in cui per l'ennesima volta la strangolerebbe per le paure che passa tutte le volte che fa così, ma poi gli passa subito, contento di vedere Rieka sana e salva e di essere stato liberato dalla sua adorata mogliettina.
"Come stai, piccola, ti hanno fatto niente?" chiede preoccupato.
"No, non mi hanno fato niente - risponde lei, stringendosi ancora più forte al marito - Ora dobbiamo comunque bloccare questi tre tipi. Fra poco si riprenderanno. Quel paio di manette non basta certo." Dice raccogliendole dalle mani dei carcerieri.
"Tu conosci questa razza?" chiede Roby cominciando a cercare una porta o uno sportello da aprire sperando di trovarci qualche cosa con cui bloccare i tipi.
"No! Non ho mai visto umanoidi così! Sono strani. Ne ho viste di pelli con strani colori ma così mai! - risponde Rieka che invece va a frugare nella cintura dei carcerieri tramortiti, trovando quello che sperava: gli ‘anelli di costrizione' o come le chiamiamo noi, delle altre manette - Che ne dici se proviamo con queste?" e fa vedere un altro paio di manette al marito dondolandole sul dito.
Roby sbuffa sentendosi nuovamente superato dalla sagacia della moglie, ma poi riflette: "E se loro sanno come aprirle o hanno la chiave?"
"Non conosco questi aggeggi e non mi sembra che abbiano un inserto per una chiave!" dice lei guardando la manette.
"Possono essere comandate a distanza o addirittura a comando vocale. - ragiona Roby osservandole a sua volta - Ho un'idea! Adesso gliele mettiamo poi, hai mai saldato del ferro elettricamente con la tua energia?"
Rieka si sente quasi offesa sentendo che deve usare i suoi poteri per dei lavori di carpenteria. Roby però notando il malumore ben visibile sul viso della moglie continua: "Dai, non offenderti, è un caso di emergenza! I tuoi poteri ci possono salvare e non solo noi! Basta che concentri una scarica in un piccolo punto e il ferro si salda, così questi non ci daranno più fastidio. Ci salverà la vita! Come sempre sei indispensabile!"
Anche se non proprio con la gioia nel cuore, ma comunque confortata, Rieka esegue e blocca le manette: visto che c'è di mezzo la vita.
"Bravissima! - esclama Roby andando verso quella che sembra essere l'unica uscita - Ora non resta che fare il punto della situazione e sapere dove siamo, quanti altri ci sono in questa che sembra un'astronave e, soprattutto, come fare per fuggire? Bisogna indagare. Ma con cautela! Ora sanno cosa possiamo fare e non scherzeranno più di tanto! Intanto armiamoci!"
Roby e Rieka prendono le armi delle guardie e, studiato come possono funzionare, provano ad uscire. Prima però visto che i tre stanno riprendendo i sensi, li trascinano e li rinchiudono in una cella: meglio stare dalla parte del sicuro!
Ora, più tranquilli, i due si avvicinano all'uscita e premono il pulsante che fa aprire la porta, rimanendo ai lati armi pronte e in pugno. Poi, ad un cenno di Roby, scattano e, in perfetto stile poliziesco con le armi puntate si piazzano sulla porta. Sorpresa! Davanti a loro non c'è altro che un breve corridoio con un'altra porta, chiusa. Roby si incammina cautamente cercando di fare meno rumore possibile mentre Rieka, pensando di sfruttare un eventuale elemento sorpresa, si alza in volo e arrivata all'altra porta si attacca letteralmente al soffitto e punta la pistola al secondo ingresso. Arriva Roby che, invece, si posiziona al lato, poi fa un cenno alla moglie e preme il pulsante che fa aprire la porta. Rieka punta l'arma pronta a colpire chi ci fosse dall'latra parte ma ... di nuovo li dietro non c'è nessuno, solo quella che sembra una stanza vuota.
La ragazza fa cenno al marito della scoperta. Roby comunque non si fida e punta l'arma verso quella stanza poi, fattosi coraggio, avanza con Rieka che, tenendosi i capelli impedendo così che pendano per il fatto che è girata sottosopra, sbircia dall'alto per coprire le spalle al marito.
Le sorprese non smettono di arrivare. La stanza appena aperta che non è neppure molto grande, sei sette metri di diametro, ed è anche perfettamente vuota! Ci sono solo alcuni monitor che visualizzano caratteri e simboli incomprensibili che scorrono in continuazione, e un tavolo di controllo al centro. Non ci sono altre porte!
Rieka atterra alle spalle di Roby e, anche lei perplessa, si guarda attorno.
"Non capisco! Un'astronave, per piccola che sia, non può avere così pochi comandi e una sola sala. Non c'è neppure uno schermo per la visione esterna. Ma dove siamo?"
"L'unica alternativa, - dice Roby - è che questi farabutti non ci hanno trasferito su una loro astronave, ma in una base carceraria chissà dove. Forse siamo addirittura sulla terra."
"E potete scordarvi che noi vi diciamo dove siete!" dice uno dei carcerieri urlando dalla prigione, da dove grazie al rimbombo ha sentito tutto.
"Scusa piccola. - dice Roby, spostando Rieka da una parte per tornare a grandi passi verso la prigione - Ora a questi gli faccio passare la voglia di scherzare."
"Aspetta! - lo blocca subito Rieka - A meno che tu non ti metta a torturarli non penso proprio che ci daranno delle informazioni. Vediamo piuttosto cosa possiamo tirare fuori dal loro computer."
"Si, - ragiona Roby - in effetti è sicuramente meglio, anche se una torturata non mi sarebbe dispiaciuto dargliela! Non mi dispiacerebbe ripagarli di quello che ho passato prima."
I due, che sono stati privati del prezioso computer portatile Delan, cominciano comunque a darsi da fare per capire dove sono e quindi cosa fare.
Ma ci sono altri che stanno freneticamente lavorando per capire come bloccare il nemico che si sta rivelando sempre più pericoloso e ostico: la squadra dentro la base sulla terra ed ovviamente anche Ceso, insieme agli equipaggi della sua flotta. Questi ultimi, tra l'altro, cominciano ad essere a corto di idee, avendo analizzato e sperimentato un po' di tutto senza trovare nulla di utile.
L'ufficiale tattico, un po' sconsolato, dice a Ceso che gli sta alle spalle: "L'unico indizio è questo: il loro interessamento al nucleare terrestre, ma non riusciamo a capirne il motivo. A saperlo, avremmo in mano qualcosa. Lo vogliono usare per sé? Forse come fonte di energia? O perché la cosa comporta per loro un pericolo? Saperlo! Di certo non è per un loro senso ecologico, o almeno io non lo credo proprio!"
"Già, saperlo! - dice altrettanto sconsolato Ceso - Speriamo nella nostra squadra sulla terra e che Rieka non sia in pericolo. Non possiamo neppure attaccare! Che rabbia una situazione così! Perfetto stallo!"
Il re è così angosciato per la figlia che non osa neppure pensare che le possano avere fatto del male. Viste anche le mosse dei clariani, preferisce credere positivamente che è da qualche parte mentre insieme a Roby cerca di fuggire.
Nel frattempo che sulle astronavi si consuma una guerra di nervi, il genero del re, aiutato dalla molto più esperta moglie, cerca di capirci qualcosa sul dove sono. Ed anche a lui la pazienza comincia a traballare seriamente, essendo di carattere un po', come si suole dire, 'fumantino'. Rieka nota la tensione del marito e cerca di tenerlo calmo, anche se pure lei comincia ad innervosirsi parecchio.
"Vedrai che qualcosa riusciremo a trovarlo." gli dice lavorando alacremente sui pulsanti del computer alieno.
"Si, ma senza l'aiuto da parte di un nostro computer che traduca qualcosa, andremo poco lontano. Dobbiamo trovare i delan da polso che ci hanno tolto. Quelli devono essere qui da qualche parte. D'altronde: se questa è una base, ed è tutta qui, qui c'è anche la nostra roba!" dice Roby, cominciando a guardare in giro per vedere se c'è un qualche particolare che possa fornire degli indizi utili.
Anche Rieka comincia a guardare in giro, cercando un cassetto, uno sportello o roba del genere.
"Non dovrebbe essere difficile visto il poco spazio che c'è qui." dice mentre comincia a tastare e a tamburellare i banchi di comando, per sentire se ci sono dei punti vuoti ad indicare che c'è un vano nascosto. Tutto vano! Non c'è una maniglia un cassetto: niente!
"Eppure qui in giro ci devono essere le nostre cose! O ce le hanno tolte prima di portarci qui?" chiede Roby sempre più innervosito.
"Impossibile, siamo sempre stati coscienti e siamo stati portati qui direttamente con una specie di tele trasferimento: è il trasferitore che ha prelevato le apparecchiature e dov'è il trasferitore ci sono anche gli oggetti. Ci hanno messo in due punti diversi ma gli oggetti devono per forza essere qui." Spiega Rieka.
"Rieka! - esclama Roby - Vieni qui a vedere cosa mi è saltato fuori!"
Rieka si accosta al marito che pigiando a caso alcuni pulsanti, ha fatto comparire la pianta di quello strano posto su un monitor.
"Bel colpo tesoro! - esclama Rieka abbracciandoselo - Ora non dovrebbe essere difficile capire dove si trovano le nostre cose! Spero."
Comincia così a pigiare sul monitor sensibile al tocco delle dita, in quello che rappresenta il punto dove si trovano e dopo, alcuni tentativi, riesce a ingrandire alcuni particolari. In alcuni punti, vengono evidenziati come dei vani nelle pareti con alcuni colori, ma ovviamente non si capisce cosa possano essere in quanto le scritte sono evidentemente incomprensibili.
"Proviamo a premere in quei punti e vediamo che succede" dice Roby sperando di cominciare a sbloccare la situazione.
"Sicuro di volerlo fare? - lo avvisa Rieka - Potrebbe essere di tutto, anche una trappola."
"Proviamo lo stesso, non possiamo restare qui a non fare nulla. Non sembra esserci neppure una radio. Dobbiamo provare! - dice Roby sempre più ansioso di trovare un qualche cosa per uscire da li - Stiamo pronti a tutto. Mettiamoci in un punto diverso da quello dove dovremmo essere, così se ci sono trappole sbaglieranno il bersaglio."
"Buona idea!" replica Rieka, spostandosi di lato. Roby le tiene la mano, pronto a spostarla in caso di pericolo. Poi Rieka preme uno di quei punti. Un rumore di uno scatto proveniente proprio dal punto selezionato, fa sobbalzare i due. Roby si getta a terra e Rieka vola al soffitto: classica reazione di un'arcadiana che può farlo.
Paura completamente inutile! Il rumore era dovuto alla semplice apertura di un piccolo portello nella parete. Roby e Rieka, che lentamente atterra, vanno a vedere di che si tratta. Appena li davanti, i due si mettono a ridere: quel vano che si è aperto altro non è che uno scomparto utilizzato per gli indumenti personali.
"Paura vero? - dice Roby per allentare la tensione che ormai si può tagliare con il coltello - Forza, proviamo con un'altro settore. Qualcosa intanto lo abbiamo scoperto. Anzi, apriamo tutto quello che si apre!"
Così i due riprovano... Una, due, tre volte, trovando di tutto un po', come altra biancheria, ma anche cose utili, comprese delle armi che in una situazione come quella servono sempre. Ma ecco un segnale che da una speranza di avere trovato qualcosa di molto più importante. Uno di quegli scomparti non si apre e sembra che venga richiesta una password. Compare infatti una casella con un cursore.
"Qui c'è qualcosa di grosso! - dice Roby - Come possiamo trovare la parola chiave?"
"Chiediamola ai due ceffi! - risponde Rieka, che di pazienza non ne ha rimasta più - Possiamo farli parlare in un modo o nell'altro."
"Ehi, piccola - dice Roby girandosi verso di lei e sorridendo - Ma tu non eri contraria alla tortura?"
"Non ho detto che li voglio torturare, ho detto che li voglio ... convincere! - risponde lei - Convincere non è male, no?"
"Va bene! - replica lui prendendo le armi - Andiamo a... Convincerli. - poi sottovoce riflette fra se - Questa quando è arrabbiata comincia a farmi paura davvero! Tira fuori quei suoi canini e sembra un vampiro assetato di sangue!"
"Ti sento! - risponde lei - Oltre ai denti ricordati anche le mie orecchie!"
"Imparerò pure prima o poi a stare zitto ogni tanto!" pensa il giovane seguendo la moglie.
I due tornano dai carcerieri che, intanto visto anche il silenzio del posto, hanno continuato a sentire tutto. Così appena Roby e Rieka si affacciano alla loro cella prontamente uno di loro dice: "Vi serve per caso la password per il computer?"
"Esatto! - replica subito Rieka - E, visto come siete svegli, immagino capirete che vi conviene darcela!"
"Se no che ci fate? - ironizza sempre quello - Non mi sembra che siate dei tipi così violenti. Anzi, siete due ragazzini mollicci, un nostro lattante saprebbe fare di meglio!"
"Primo: i due ragazzini mollicci vi hanno messo li dentro! Ed è meglio che non si sappia in giro. Poi, secondo: tu non conosci i tallin! - interviene Roby - Se sapesti quello che fanno questi tipini quando gli fanno perdere la pazienza..."
"Che paura! - continua ironico il tipo - Paura vera! Tremiamo tutti! Guarda ... Brrr! Tremo davvero!" dice scuotendo tutto, la guardia.
Rieka comincia a digrignare i denti dalla rabbia, rimettendo così in evidenza, appunto, i suoi canini pronunciati. Roby coglie lo spunto, si fa un passo indietro e continua: "Ridi, ridi pure. Peccato che sarà l'ultima tua risata! Vedi, quella piccola scossa che vi siete beccati prima è uno scherzo rispetto a quello che vi farà fra poco questa ragazzina!"
Con un po' meno fierezza l'alieno persevera: "Non ci casco ragazzini! Noi non vi diremo mai nulla! Non temiamo la morte!"
"Decisione poco saggia, verme grigiastro!" ringhia Rieka al tipo, cominciando a produrre delle scariche elettriche sulla mano sinistra.
Roby rincara la dose facendo una faccia particolarmente preoccupata e indietreggiando ulteriormente. Poi aggiunge: "Ora, se non lo avete mai provato, saprete cosa vuole dire essere cotti vivi. È la morte che più preferiscono dare alle loro vittime i tallin. Ma anche la peggiore che si possa immaginare."
"Cotti? - chiede l'altro alieno - Che vuoi dire con cotti? Non ci caschiamo. È il trucco più vecchio della galassia!"
"Semplice, - continua Rieka - ora che ho perso la pazienza, io ti sparo una scarica di energia altamente compressa che lentamente cuocerà la tua grigia carnina. Così mi toglierò lo sfizio di vedere di che colore diventate voi da bruciati! Anzi, mi sa che comincerò proprio da te!"
"Ehi ragazzina, non facciamo scherzi! - ribatte evidenziando ora una certa paura mascherata da fierezza ostentata - Io non credo che tu dica sul serio! Non hai il fegato!"
Rieka gli risponde subito, ma senza parlare, in quanto con certe persone le parole servono esattamente come innaffiare una pianta che si trova sotto la pioggia. Gli risponde infatti con una poderosa bordata energetica che lascia il tipo... scosso!
Nella piccola cella si diffonde un odore simile a quello delle piume di pollo bruciate, mentre il tipo, dopo un urlo che davvero nulla aveva di umano, si accascia al suolo privo di sensi. Rieka poi fissa minacciosamente il capo dei tre, alza la mano aprendola con la palma verso l'alto e poi fa un giochetto: sopra la palma produce una pallina luminosa di energia e lentamente la fa aumentare di volume. L'alieno sa bene a chi sarà diretta quella sfera e, visto anche quello che è appena successo, comincia a credere fermamente che questa volta le conseguenze saranno più serie.
Notando il panico del comandante l'altro soldato lo critica aspramente, facendolo passare per un codardo.
"Lei deve essere il nostro esempio di coraggio e fermezza davanti al nemico, e invece trema davanti ad una ragazzina! Che vergogna! Si, lei è una vergogna per tutto il popolo dei Clari!" dice il subalterno con tono di disprezzo verso il suo superiore.
Rieka ne approfitta e non lascia replicare l'uomo appena insultato: "Forse voi due non avete capito bene: questa sfera di energia non è solo per uno, io adesso vi arrostisco tutti e due! Tanto, se non parlate, neppure ci servite. E questa volta non perderete solo i sensi, ma molto di più!"
Ora anche il tanto sfrontato subalterno tace preso dal panico e su tutt'e due i volti grigi degli alieni cominciano ad apparire la tensione e la paura.
Roby ne approfitta e rincara la dose: "Da noi usa che chi sta per essere giustiziato possa esprimere un ultimo desiderio. Voi volete esprimere qualcosa? Magari una password?"
Il capo si fa coraggio cercando di rimediare alla figuraccia che sta facendo e ostentando un po' più sicurezza, insomma cerca di fare il duro.
"Continuate pure con questa farsa! Io e i miei uomini non vi diremo mai niente che possa compromettere la riuscita della nostra operazione. Potete finire quello che avete cominciato. Fate quello che vi pare! Non vi temiamo!"
Roby, guardando Rieka e strizzandogli l'occhio, gli dice: "Visto che lui è il capo, che dia l'esempio! Fallo fuori subito!"
Rieka capisce al volo e, ingrandita ancora un po' la sfera di energia, la scaglia con forza contro l'uomo che colpito in pieno vene pervaso e avviluppato completamente da scariche energetiche notevoli. Il poveraccio urla per il dolore mentre le numerosissime scariche elettriche lo scuotono violentemente. Dopo alcuni istanti, l'uomo smette di lamentarsi e si accascia al suolo.
"Ora tesoro tocca all'ultimo e coraggioso uomo grigio. - dice sarcastica Rieka - Lui lo accoppiamo con un colpo secco o lo facciamo soffrire un pochino di più?"
"A tua discrezione cara. - dice Roby con tono menefreghista e mettendosi a braccia conserte - Fa come ti piace di più! L'unica cosa è: facciamo presto che questi alieni puzzano da cotti come non mai."
Rieka rifà la sfera di energia sul palmo della mano e, guardando il soldato, dice: "Facciamo così, tesoro, io non te lo dico, così creiamo un po' di suspense... soffrirai o no?"
"Ehi, sentite. - dice a questo punto il superstite - Io non ci sto più! Una morte onorevole potrebbe anche starmi bene, ma ammazzato come un animale e da una donna, io non ci sto proprio. Tanto non sarete certo voi a cambiare le sorti della nostra conquista."
"Senti filosofo da poco - interviene Roby - Vuoi dire che ci dirai la password?"
"Si esatto! Ve la dirò." replica lui
"E tu ti permettevi di rimbeccare il tuo superiore. Ma se sei più pauroso di una gallina del nostro pianeta! Ti devi vergognare oltre ogni dire! Ora dai, fifone, scrivi la password qui. - dice Rieka gettandogli un palmare preso dalla sala comando - E attento a non sbagliarti, oppure ...!" continua la principessa facendo notare la sfera energetica ancora sulla sua mano.
Il tipo prende titubante il computer e pigia sullo schermo fino a visualizzare alcuni simboli.
Il palmare viene ridato a Rieka. Insieme a Roby, va subito a provare se il codice è giusto ma, ovviamente, prima di provare i due prendono le dovute precauzioni. Roby va a piazzarsi fuori della sala comando e tiene d'occhio la porta per vedere che non si chiuda in caso di allarme, anzi, vista una seggiola, la piazza sulla soglia per bloccarne l'eventuale chiusura.
Rieka a questo punto inserisce il codice con non poca tensione. Anzi, proprio per precauzione, la ragazza tiene una pistola in una mano e pronta all'uso, con l'altra digita il codice.
"Clak!" Si ode proprio in corrispondenza del vano selezionato e lo sportello si discosta leggermente dalla sua sede.
"E vai!" esclama subito Roby dirigendosi lì.
"Bingo! - continua poi - Proprio quello che cercavamo: le nostre armi, il delan ... c'è tutto! Ora possiamo cominciare a capirci qualcosa! Carissimi Clari ora siamo di nuovo in gioco!"
Rieka, dato un bacio sulla guancia al marito, indossa il tutto e comincia ad interrogare il delan per capire la situazione in cui si trovano. Il computer da polso, grazie ai suoi potenti sensori, riesce a fare il punto della situazione in pochi minuti dando una sorpresa alla giovane tallin.
"Mi sono collegato con la sonda aa-settecentocinquantaquattro - dice la voce metallica del dispositivo - Facendo la triangolazione con le altre qui attorno ho calcolato la nostra precisa posizione: siamo sulla luna, nella faccia nascosta, e a 15 metri di profondità."
"Sulla luna?" esclama Roby incredulo.
"In effetti però, - ragiona Rieka - la cosa non è poi così strana. Spostarci dalla nostra astronave in orbita attorno alla terra a qui non è una cosa impossibile. Poi questo posto tutto sembra fuorché un'astronave: è un'altra piccola base nascosta. Forse è simile, se non uguale, a quella che abbiamo trovato sul tuo pianeta. Dobbiamo saperne di più sul perché di queste basi nascoste qua e là."
"Penso sia ovvio: per avere dei punti di appoggio per attaccarci! - dice Roby, ma poi ragiona un po' e aggiunge - Non ha mica senso: basta una media astronave per conquistarci, a che serve tutto questo lavoro?"
"Il segreto sta nei vostri dispositivi atomici. - dice Rieka - Dobbiamo saperne di più sul che cosa servono queste basi. Proviamo a sondare questa base lunare per vedere a che serve. Il delan non dovrebbe avere problemi in merito."
Risposta che non tarda ad arrivare.
"Questa base - spiega il Delan - non serve come carcere. Non ha particolari dispositivi di protezione, a parte l'occultamento, per non essere rilevata dai sensori a medio raggio standard. Le celle, stando al loro computer, sono state create solo pochi giorni fa mentre la base ha già 3 anni di operatività. Quello che sembra lo scopo principale di questa costruzione è quello di emettere un'energia che pare sia la base del loro occultamento. Probabilmente il loro occultamento si basa su una triangolazione di onde distorsive che deflettono la luce in certi punti precisi. Lo stesso dicasi delle onde o delle particelle emesse dalle sonde. Le mie analisi, comunque, sono incomplete a causa del mio limitato potere di indagine e non posso darvi altri dati né certezze."
"Dove viene diretta l'energia?" chiede Rieka.
"Sembra vada dritta alla base scoperta sulla terra. - è l'immediata risposta del computer - Le due basi sono collegate fra loro e non solo, anche con altre tre."
"Si sono creati un campo di smorzamento per lavorare tranquilli. Tutto attentamente occultato. Hanno cominciato una guerra con il nostro pianeta senza che nessuno se ne accorga o la veda, a parte le evidenti sparizioni. Però, ingegnosi: hanno inventato la guerra invisibile. La terra è in guerra da tre anni e nessuno ha visto niente. Anzi, non vede più molte cose: navi, sottomarini e tutto ciò che è atomico! - dice Roby sarcastico - Ma non si capisce il perché di tutto questo. Il quadro della situazione non mi torna! Perché non un attacco diretto?"
"Se i Clari si nascondono dai terrestri - dice Rieka - I terrestri hanno qualcosa che i Clari temono parecchio!... Penso. "
Roby esclama: "Le armi nucleari!"
"No! - dice il computer - Hanno fatto sparire anche delle navi e sottomarini, che non sono armi. Quello che temono è altro."
"Senti saputello, - dice Rieka appoggiando il Delan al quadro comandi - visto che sai tutto, agganciati a questa macchinetta e vedi di scoprire qualcosa."
"Tu valle a capire le ragazze Arcadiane!" si sente dire dal computer.
Roby, senza purtroppo aver collegato la bocca al cervello, dice d'istinto: "E tu non te la sei sposata una Tallin!"
Rieka si gira e lei, invece, quello che non collega al cervello è l'istinto, e spara una scarica energetica al marito che, al volo, capisce che era di nuovo meglio tacere. Fortunatamente il lavorare del Delan porta in poco tempo l'attenzione dei due sul computer che cerca di leggere nelle memorie principali del sistema operativo della base, sperando che ci sia un qualche protocollo con i piani degli invasori.
La voce elettronica del Delan ad un ceto punto dice uno stupito: "Interessante!"
Rieka, che al solito non ha tanta voglia di restare sulle spine, minaccia il povero Delan, che altro non fa che il suo mestiere.
"Senti spiritoso, se non vuoi che ti attacco all'alta tensione mi dici cosa c'è di così interessante?"
Il delan risponde: "Sembra che ci sia un protocollo segreto per tenere tutte le basi informate continuamente sugli sviluppi tattici per una conquista della terra. Nel protocollo, tra l'altro, noi veniamo descritti come dei disturbatori ed una minaccia del loro impero e non disdegnerebbero un attacco nei nostri confronti in modo diretto. Un domani, quando l'impero Clariano sarà interessato al nostro quadrante ..."
Rieka è impaziente: "Allora! Vuoi dire qualcosa di importante!"
"Ci stavo arrivando principessa. - dice il computer con la sua consueta calma - Il far sparire con questo sistema le armi atomiche, nonché navi o altro che funzioni con alimentazione nucleare, serve per una semplice precauzione tattica e per evitare la contaminazione del pianeta. I clariani temono che al momento del loro attacco, i terrestri pur di sconfiggere l'invasore, sparino tutte le loro armi nucleari contro le astronavi. Anche se possono tranquillamente neutralizzarli, in caso di errore o sbaglio, loro o degli stessi terrestri e alcuni missili esplodessero, provocherebbero una contaminazione radioattiva del pianeta, difficilissima da eliminare completamente, almeno per questa razza. Inoltre si rischia l'estinzione di molte migliaia di razze animali e vegetali, e li non ci può più fare niente nessuno. Non solo, per questi popoli le radiazioni sono particolarmente pericolose. Ma la chicca è questa: il motivo principale per cui temono i sistemi radioattivi terrestri è che questi possono neutralizzare il loro occultamento. Le esplosioni atomiche inibiscono il loro campo discorsivo di base."
Roby non trattiene la gioia di avere informazioni così preziose che potrebbero risolvere il conflitto a loro vantaggio. Dopo un: "E vai!" gridato a squarciagola, il giovane abbraccia la moglie alla vita, la solleva appoggiandola a sé. Però poi ne approfitta anche un po' abbassando una mano che passa dal giro vita a una zona più ... bassa: ecco come Roby si guadagna in poco tempo un secondo scossone e un aggettivo che gli sta divenendo consueto: "Maiale!"
Tornato a controllare gli ormoni, Roby ragiona sul tutto e un dubbio gli viene.
"Tutto mi sembra troppo facile. - dice - Possibile che in così poco tempo siamo riusciti a liberarci, prendere possesso di una loro base, fare anche dei prigionieri e venire in possesso di tutte le informazioni che ci servivano per avere un potenziale vantaggio sul nemico? Qualcosa per me non va. Non credo che mettano in modo così sconsiderato tre pivelli a gestire una postazione che sembra così importante!"
"Comunque, - dice Rieka allacciando di nuovo al braccio il Delan - non possiamo trascurare queste informazioni. Possono comunque avere un fondo di verità."
"Adesso vediamo se riusciamo a fare la cosa più importante. - dice Roby - Cerchiamo di comunicare con la nave madre."
Rieka armeggia con il Delan e poi prova a chiamare.
"Rieka chiama nave madre. Rieka chiama nave madre, mi sentite?"
Nulla! Il display del Delan indica che non c'è contattato radio, così Rieka armeggia ancora e poi riprova.
"Rieka chiama nave madre, rispondete. Rieka chiama nave madre."
Il display del Delan questa volta indica che un debole segnale c'è, così Rieka insiste ancora di più.
Quel debole segnale in effetti arriva alla nave madre e quella comunicazione provoca una reazione non piccola sulla Genis.
"Sire! Urgente! C'è una comunicazione da parte di Rieka. È riuscita a mettersi in contatto con noi!" si ode dagli altoparlanti dell'astronave.
Ceso, che trovandosi in perfetto stallo sta ragionando in sala tattica anche i minimi particolari che si possono usare contro i Clari, anche solo per poterli vedere, udendo l'annuncio parte come un razzo verso il ponte di comando non pensando che anche da li poteva comunicare liberamente. Arrivato di gran carriera in plancia, non appena si apre la porta automatica grida: "Rieka! Rieka! Come stai? Dove sei? Cosa ti hanno fatto?"
"Calma papi. - si ode in mezzo a mille disturbi, fischi e ronzii sulle frequenze radio - Stiamo bene, non ci hanno fatto niente. Ripeto, stiamo bene. Due Clariani però non possono dire la stessa cosa."
"Dove sei? Dammi le coordinate che ti trasferiamo qui subito!" interrompe l'ansioso padre.
"No! Aspetta! - replica la figlia - Come ci hanno rapito una volta, possono farlo ancora. È meglio non sappiano che noi qui ci siamo liberati, aspettiamo e vediamo che fare. Comunque noi siamo su una base sotto al suolo lunare. È molto simile a quella che c'è sulla terra. Abbiamo anche alcune informazioni molto importanti che ti trasmetto subito. È possibile comunque che alcune non siano del tutto attendibili, ma meglio che niente."
"Anche noi non siamo lontani dalla luna, ma di basi non ne vediamo" dice stupito Ceso
Roby interviene: "C'è un complesso sistema di occultamento che copre praticamente tutta l'orbita terrestre e chissà fin dove arriva. Questo permette ai Clariani di operare indisturbati senza che nessuno li noti. Abbiamo un fondato sospetto che qui ci sia un'intera flotta occultata visto il lavoro che hanno fatto."
"Esattamente, cari i nostri nemici! - è quello che dice una gelida voce che si intromette nella conversazione - Possiamo operare senza che nessuno possa ostacolarci. Neppure la vostra tanto esaltata coalizione."
"Ci stavate spiando quindi! Vi siete di nuovo inseriti nel nostro sistema!" urla una Rieka infuriata.
"Pensavate davvero che foste tanto bravi da riuscire a liberarvi dalle nostre prigioni senza che noi lo volessimo?" replica la voce.
Sia sulla Genis che alla base sulla luna la tensione e la rabbia crescono: niente irrita di più che il senso d'impotenza che si prova davanti ad un nemico che, invece, fa con te tutto quello che gli pare. Ulteriori pensieri vengono dal fatto che non si sa neppure più nulla della squadra mandata sulla base nascosta sulla terra: comunicazioni interrotte definitivamente! Ma i Clari non tardano a fare la loro mossa. Con un comando a distanza, sbloccano le chiusure delle celle della base lunare e sbloccano anche le manette che hanno ancora ai polsi, per liberare i carcerieri ormai ripresisi dallo scossone di Rieka. Il rumore che i tre fanno per spezzare la saldatura effettuata dall'aliena e liberarsi, allarma immediatamente Roby che, presa la sua pistola la regola in stordimento e si piazza vicino all'ingresso della sala. Appena vede spuntare uno dei tre, attende un attimo, poi punta e spara. Il secondo che lo segue si blocca un attimo preso alla sprovvista, attimo fatale! Roby punta preme il grilletto e lo centra inesorabilmente. Il terzo, più indietro, fa in tempo a fermarsi e a buttarsi a terra, ma capisce subito che non può nulla contro le armi quando lui di armi non ne ha. Capisce anche che quei due ragazzi sicuramente non hanno ucciso i due suoi compagni, come d'altronde non hanno mai cercato di fare male a loro tre, almeno non più di tanto, ma comunque non ha nessuna possibilità di sopraffarli. Così, prima di essere di nuovo messo KO chiama i due.
"Mi arrendo! Non sparate! Sapete bene che sono disarmato!"
"Allora vieni fuori. - gli urla Roby, mentre Rieka per precauzione si alza in volo ponendosi sopra la porta - Vieni avanti e vieni qui da me!"
Il Clariano si fa vedere tenendo le mani alzate, e, scavalcati i corpi degli altri due, va da Roby.
"Non ti farò niente, puoi stare tranquillo! Starò calmo!" dice il clariano.
"Ne sono convinto! Ma non voglio correre rischi, quindi non ti avvicinare troppo o ti addormento anche te!" minaccia il ragazzo.
Non appena il soldato entra, Rieka lentamente scende dietro di lui ma a distanza di sicurezza. Anche l'alieno nota l'assenza della donna.
"Dov'è finita la principessa?" chiede
Roby non risponde, ma gli fa solo un gesto con la testa indicandogli di guardarsi dietro le spalle. Giratosi sorride e, meravigliato, dice ai due: "Io non vi capisco! Siete molto bravi e preparati per la guerra. Pensate anche ai minimi particolari, ma non siete in grado di uccidere i vostri nemici. Siete proprio strani! Noi al vostro posto avremmo già fatto una strage!"
Rieka da brava diplomatica replica: "È vero che abbiamo una buona preparazione tattica, ma la nostra gente non ha la cultura dell'ammazzare gli altri, neppure i nemici se possiamo evitarlo. Noi riteniamo ogni vita della massima importanza, soprattutto quella degli esseri coscienti di esistere. Quindi non vi uccideremo, a meno che voi non mettiate a repentaglio la nostra vita. Quindi sta calmo e tutto andrà al meglio!"
"Anzi, - continua Roby - tu ci puoi essere molto utile per risolvere i nostri problemi!"
"Tutto inutile ragazzo. - lo smonta subito il Clari - Tu non sai come funziona la cosa. Vedi, tu, anzi, tutti voi, siete totalmente sotto controllo. La cosa funziona così: anche se io ti dicessi cosa puoi fare per fuggire da qui, ti trasporterebbero via prima che tu possa fare qualsiasi tentativo in merito. Quindi, quello che in realtà si dovrebbe arrendere sei tu, non io."
"E se ti uso da ostaggio, vi do una scadenza e poi ti ammazzo?" chiede Roby, minaccioso.
"Non arriveresti a premere il grilletto che saresti chissà dove." è la risposta dell'uomo.
"Se è vero quello che dici, perché non fanno niente per risolvere la situazione attuale?" chiede Rieka.
"Perché io sono, insieme ai miei commilitoni, pedine sacrificabili. Inoltre, lasciandovi fare, i gruppi tattici possono studiare meglio le vostre metodiche di guerra, tattiche e personalità, in vista di una futura conquista delle vostre aree o quadranti." È la gelida risposta.
"Non fa una piega, per certi versi. E ora quindi che volete fare?" chiede Roby
"Nulla! - è la risposta del clariano che sorride beffardo ai due giovani - Assolutamente nulla. Il discorso è semplice: voi non vi mettete in mezzo e noi non vi facciamo nulla. Questa è tutta la storia."
"Quindi secondo questo qui - ragiona Roby con Rieka - noi adesso saremmo ad un punto morto comunque vadano le cose, giusto?"
"A sentire lui sembra di si." Risponde lei alzando le mani al cielo.
"Proviamo così. - dice Roby puntando la sua pistola contro la testa del clariano.- Io ora ti faccio fuori. Vediamo che potete fare"
Qualcosa in effetti succede: Rieka sparisce in un istante proprio com'era successo tempo prima sull'astronave. Roby vista la cosa, e anche che l'alieno si è messo pure a ridere urla.
"Ora lo faccio fuori per davvero!"
L'effetto di quel gesto non tarda ad arrivare e anche Roby viene trasferito via da quell'angusta base. Ora si ritrova al centro di una sala circolare, molto larga e alta, illuminatissima e piena di schermi piccoli e grandi per tutto il perimetro con una ventina di persone, tutti Clariani, che operano freneticamente ai comandi. Fatto curioso nessuno si distrae neppure per un attimo dal suo lavoro. Roby resta impalato fissando l'unico alieno che lo sta prendendo in considerazione e che si trova proprio ha davanti a sé. Il tipo è seduto su una grande poltrona dalle fattezze lussuose. Sicuramente il clariano lì seduto è uno che ricoprire un rango elevato in quanto, oltre alla poltrona di lusso, ha anche un l'elevato numero di quelle che sembrano medaglie e stemmi attaccati alla V della divisa.
"Allora non ci capiamo! - esordisce l'alieno giocherellando con le dita delle mani che tiene di fronte a sé appoggiate palmo a palmo - Eppure pensavo di essere stato chiaro con i tuoi. Avevo detto: state fermi e non vi succederà nulla! Ma tu, niente! Vero? I tuoi amici Tallin sulla terra sono stati molto più docili: si sono arresi quasi subito. Ma tu e la tua amichetta siete molto più testardi. Questo è male. Molto male."
"Dov'è mia moglie! Ditemi subito dov'è mia moglie!" lo interrompe bruscamente Roby avanzando un passo.
Il Clari ride e gli dice: "Girati!"
Roby si gira e si prende quasi un colpo vedendo Rieka proprio li di fianco a lui ma un paio di passi più indietro che lo fissa sconsolata sapendo che il marito avrebbe fatto una stupidaggine vedendola sparire.
"Visto che non sapete proprio stare fermi - continua il Clariano - e voi mi sembrate una coppia molto unita, penso che sfrutterò questo vostro punto debole! - poi si gira sulla sinistra e comanda a un addetto - Spostate la donna nel settore D. D. R.!"
Rieka sparisce di nuovo lasciando Roby da solo che alza lo sguardo al cielo a dire: "Ancora!" Ma poi si rende conto che lui è ancora armato: strano che nessuno gliel'abbia tolta, la pistola. Ma lui non si sofferma troppo sul ragionamento e alza di getto l'arma contro l'alieno e lo minaccia.
"Ripeto quello che ho detto sulla luna: o mia moglie o sparo!"
"Sempre focoso l'amico, - dice il Clari, che ormai è chiaro essere il comandante in quel posto, con la solita calma e con il solito sorriso che sembra essere tipico di quel popolo - ma... vedi, adesso le cose sono diverse: tua moglie è sotto la nostra vigilanza, sta bene e non gli stiamo facendo nulla di male, però fa una stupidaggine e lei è ... morta!" dice con fare sempre più sarcastico.
Roby, e ormai non solo lui, trova quell'atteggiamento sempre più insopportabile e indisponente, ma abbassa l'arma capendo che in fin dei conti poco può fare in quella situazione senza rischiare la vita della moglie e sua.
"Quindi che devo fare adesso?" chiede.
"Quello che vi ho sempre detto. - ribatte con l'immancabile sorriso beffardo il comandante - State fermi e non cercate di fermarci, tutto qui. Quante volte ve lo devo ripetere? Oltre alla tecnologia avete sviluppato la testardaggine? Ora segui il soldato Volin e resta dove ti metterà senza fare troppo baccano. Dagli anche l'arma, credimi, qui non ti serve."
Roby si incammina verso un uomo che si alza e restando davanti alla porta di uscita, lo fissa facendogli cenno di seguirlo. Mentre si avvicina, Roby butta l'occhio su uno schermo attratto dal fatto che li è visualizzato il contorno di un'immagine umana completamente colorata di bianco ma con alcune piccole zone circolari colorate in verde chiaro. Nota un altro particolare che lo colpisce quasi facendolo sobbalzare: quella figura umana ritrae qualcuno che ha due piccole corna sulla testa. Roby ha il cuore che gli va a mille battiti. Quasi sicuramente quella figura ritrae Rieka. Cerca così di trovare un metodo per prendere tempo e guardare meglio quel monitor: chissà se non si riesce a cogliere qualche particolare utile. Infatti, pensa fra se, se qualcuno si prende la briga di visualizzare quell'immagine, un motivo ci dovrà pure essere. Di certo si tratta di una forma di controllo sulla persona!
Così rallenta un poco, slacciandosi il fodero della pistola, lentamente, ma non perdendo mai d'occhio, anche se di nascosto, quel monitor. All'apparenza purtroppo non c'è niente di interessante. Una figura umana, bianca, su sfondo nero, con dei punti verde chiaro evidenziati sulla vita e nel petto, ma aspetta! C'è anche una sfumatura rossa nel collo! Purtroppo le poche scritte presenti sono indecifrabili e quei colori non hanno alcun significato. Però ragionandosi su, chissà!
Il tempo stringe e Roby, quello che poteva fare per vedere senza dare nell'occhio l'ha fatto, così, raggiunto il soldato, gli da la pistola e lo segue per i corridoi fino ad una porta che, aperta dall'uomo, lo introduce in quello che è a tutti gli effetti un appartamentino. Salotto, bagno, camera da letto, arredamento, soprammobili, quadri olografici, insomma: c'è tutto.
"Per ora rimarrai confinato qui, per qualsiasi problema chiedi al computer." Dice freddamente il soldato, poi la porta si chiude.
Roby subito si guarda in giro per vedere da dove possono spiarlo, in quanto non ha nessuna intenzione di darla vinta agli uomini grigi. Così, usando il Delan manualmente lo programma per fare un sondaggio della stanza tenendo i sensori al minimo, nel tentativo di non allarmare nessuno. I dati del computer sono sconcertanti: confermano che anche ogni respiro di Roby è monitorato e che anche la scansione appena fatta è sicuramente stata registrata da decine di sensori sparsi per tutto il locale.
Sembra però che ai Clari quella scansione non abbia dato fastidio: nessuno viene alla porta a reclamare o a prendere il Delan e questo vuole anche dire che i clariani riescono a capire se quello che uno fa o ha può essere più o meno pericoloso per loro. Una cosa è certa comunque: visto come si stanno comportando si sentono particolarmente sicuri dei loro mezzi e solo in caso di evidente pericolo uno viene bloccato.
Roby vista questa situazione continua a sentire in modo sempre più crescente l'angoscia dell'impotenza. Questa è accresciuta dal fatto di sapere di potere gestire una potenza come quella della flotta della coalizione dei pianeti, estremamente notevole, ma per ora completamente inutilizzabile. Ora la domanda è: cosa fare e come farlo senza essere beccati?
A Roby non gli si toglie dalla mente quella figura sul video, che sicuramente era quella di Rieka: troppo somigliante!
Ragiona, ripensa e ragiona di nuovo e poi ecco che come un lampo arriva l'idea! Ha paura, ma vale la pena tentare. Va in camera da letto e si infila sotto le coperte, li non possono di certo vederlo ... forse ... Poi li sotto interroga il delan da polso per vedere se può informarlo riguardo a quel monitor ma senza risultati: troppi pochi dati da valutare per capire cosa fosse quella schermata.
Poi pensa fra se: "E se quelle cose riguardassero anche me? Che non ci tengano controllati grazie a qualche cosa nel nostro corpo? Sicuramente i colori indicano un qualcosa che è su di noi." quello che lo ha colpito in particolare è l'area rossa all'altezza del collo, evidenziata nello schermo della sala comando.
"Che ci può essere nel collo di Rieka?" si chiede.
Poi fa una prova. Si fa analizzare il suo di collo per vedere se c'è una qualche anomalia.
Sul delan appare la scritta: "Metallo sconosciuto a 6 cm dalla spalla, sul lato destro"
A Roby gli si strozza in gola un grido di gioia. Non è ancora molto ma ha trovato comunque qualcosa.
"E vai! Ma vieni! - dice euforico - Non è molto ma ho trovato qualcosa! Probabilmente questi pezzetti di metallo li usano per localizzarci! Sicuramente sono congegni che ci hanno messo addosso in un qualche modo e questi affari di ferro poi li usano per agganciarci e trasferirci."
Grazie al computer riesce a individuare esattamente dove rimane il particolare oggetto. Con le mani si tocca e preme la pelle nel punto preciso: al tatto sente come una piccola puntina, ma davvero molto piccola. Si gratta e quel piccolo oggetto si stacca. Nelle lenzuola cade un pezzetto metallico non più grande di una capocchia di spillo.
"Che ora sia libero?" si chiede.
Adesso l'angoscia si trasforma in forza per trovare una strategia per liberarsi dal controllo clariano e per provare se effettivamente quella capocchia di spillo è davvero la fonte dei suoi guai. Recupera l'oggettino e va in bagno gettandolo nello scarico.
"Ora vediamo che succede!" dice estraendo una piccola pistola che è incorporata nel tacco di una scarpa proprio per queste emergenze e si nasconde dietro un mobile di fronte alla porta. Dato che è sicuro che i clariani vedendo il piccolo tracciatore viaggiare per le tubature dello scarico presto questi si faranno vivi. Roby è pronto ad affrontare una notevole offensiva da parte delle guardie.
In effetti tutto si svolge come lui si aspettava. Non passa molto tempo che sente dei rumori e la porta che si apre. Appena Roby vede qualcosa, o meglio, qualcuno, apre il fuoco centrando in pieno due di quattro Clariani che avevano cercato di entrare di getto.
Comincia un intenso conflitto a fuoco dove Roby si rende conto che da solo e con una piccola arma contro tutti non può proprio funzionare. Per prendere un po' di tempo l'unica soluzione è mettere in sovraccarico la pistola laser e trasformarla in una boma. Eseguita l'operazione in pochi attimi, Roby lancia l'arma verso l'ingresso e si acquatta dietro un grosso mobile che fa da separé. Come la pistola laser tocca terra esplode demolendo la porta e facendo fuori i due soldati appostati nel corridoio.
Nella stanza c'è un denso fumo e si è fatto anche uno strano silenzio. Questo è dovuto al fatto che quell'esplosione ha provocato anche un campo magnetico che ha mandato fuori uso tutte le apparecchiature elettroniche: i computer tacciono e clariani sono tutti fuori combattimento.
Roby si rende subito conto di quella situazione e del vantaggio, anche se durerà poco, che ne consegue. Immediatamente prova a pigiare alcuni tasti in un quadro comandi, ma ovviamente tutto tace essendo completamente spento.
"Se qui non va niente - dice ragionando sottovoce - sicuramente non possono rilevarmi al momento: devo agire! Devo fare qualcosa! Subito!"
E qualcosa lo fa. Usando il Delan, che essendo protetto magneticamente funziona ancora benissimo, chiama la nave madre, ma non risponde. Allora chiama Rieka, ma anche lei non risponde.
"Ovviamente le avranno tolto tutto! " ma quel pensiero viene subito interrotto da un segnale sul computer: una risposta dalla nave madre in formato testo.
"Hanno ricevuto qualcosa anche se non del tutto chiaro. - si dice Roby leggendo il messaggio. - Ci sono dei problemi, infatti in caso di difficoltà nel comunicare il Delan scrive i messaggi che riceve. Quindi le cose da fare sono due: devo riuscire a capire come funziona il sistema di occultamento e come liberarsi dei segnalatori. Solo dopo potremo attaccare."
Roby cerca di comunicare con la nave madre quello che sa, il che fortunatamente riesce, poi si organizza per fuggire da quella nave e potere tornare sulla Genis per organizzare il contrattacco, tanto ora non lo possono più trasferire, pensa. Prende alcune pistole dai Clariani li a terra e prova a cercare l'hangar. Alcuni rumori nel corridoio indicano che delle altre guardie, anche se con molta prudenza, si stanno avvicinando.
Il piano di Roby è 'prelevare' una navetta. Programma così il Delan affinché agganci il segnale del radiofaro che pilota le navette in ingresso: dove c'è quello c'è anche l'hangar. Con la cautela di un consumato guerrigliero, il ragazzo si addentra nei corridoi lasciati deserti di quella che in effetti è una grande astronave. Dovrebbe ad un certo punto prendere però un ascensore: una cosa da evitare assolutamente. Questo può essere fermato e si rischia così di fare li dentro la fine del topo.
Le scale non ci sono di certo, ma alcuni tubi di collegamento per la manutenzione sicuramente si. Di nuovo il piccolo Delan torna fondamentale per salvarsi la vita, anche perché i passi dei Clariani si avvicinano rapidamente: quei corridoi da li a poco tempo non saranno di certo più così deserti. Il piccolo computer indica la presenza di un portello alla sua destra con un grosso maniglione per sbloccarlo; Roby lo gira e un suono tipico dell'aria compressa che si sfoga anticipa la sua apertura. Aperto il portello a Roby si presenta un condotto perfettamente verticale verso il basso, direzione che deve prendere utilizzando con una scaletta. Roby si sporge per vedere: roba da vertigini! Il fondo, sebbene il condotto sia illuminato, neppure si vede!
Di scelte ce ne sono poche comunque, e quindi Roby si infila nel condotto, richiude il portello e comincia a scendere un gradino dopo l'altro. Presa confidenza con la scaletta si sforza di fare prima che si può a scendere: appena i Clariani capiranno che lui è li dentro, possono chiuderlo li e ... fine della fuga. Così, notando che tutti i gradini sono collegati da due tubi ai loro lati, invece di fare gli scalini usa i piedi per frenare la discesa forzandoli contro quei corrimano attaccati alla scala stessa, e poi prova a lasciarsi andare, tenendosi con le mani che ha protetto con le maniche della maglia. All'inizio tutto bene, ma poi la stanchezza di braccia e gambe che devono stare sotto sforzo costantemente, si fa sentire e la velocità aumenta di conseguenza. Roby prova a frenare ma non ci riesce, addirittura la gomma delle scarpe comincia a fischiare e a surriscaldarsi, fumando non poco. Ormai il fondo è vicino e Roby aspetta solo l'impatto, che avviene abbastanza bruscamente. Dolorante si rialza provando a muovere tutti gli arti ma a parte un dolore al ginocchio tutto sembra a posto. Alle sue spalle nota l'uscita, infatti c'è un maniglione simile a quello dell'entrata. Roby gira anche questo e la porta si apre. La prima cosa che però sente è il rumore dei passi di corsa di alcuni Clariani che lo stanno braccando e la voce di uno che, urlando, dà un ordine perentorio.
"Sbrigatevi! che sta già uscendo!"
"Sono già qui! Computer dove sono adesso?" chiede al fidato Delan.
"Ad una ventina di metri da noi. Meglio uscire di corsa nel corridoio che avrai di fronte."
Questo da il via a Roby che esce di corsa dal condotto e corre il più velocemente possibile verso l'hangar. Corsa che comunque risulta molto breve per il fatto che i nemici lo stanno accerchiando: i clariani si aspettavano che cercasse di arrivare proprio lì per fuggire e stanno occupando tutti i corridoi.
"Roby? Ho una brutta notizia." Dice il delan.
"Non è proprio il momento miglior per dirmi questo!" replica Roby bloccandosi.
"Capisco, ma ti devo informare che ora tutte le vie d'uscita sono bloccate!"
"Bene! Ora sono in trappola! ... Devo riflettere per decidere che fare. Qui per un po' andrà bene." Dice mentre si acquatta dietro ad uno degli archi di sostegno del corridoio, archi che si susseguono ad intervalli regolari e che offrono più di mezzo metro di parete metallica per proteggersi, e poi si prepara per l'inevitabile conflitto a fuoco. Anche i Clariani, individuato il fuggiasco, si riparano dietro agli archi e puntano le armi pronti al conflitto. Per risolvere rapidamente la questione, un alieno prende una bomba a mano che ha l'aspetto di una sfera di gomma grigia per tirarla a Roby. Tale forma è data dal fatto che questa bomba a mano viene lanciata a mo di palla da biliardo. È proprio pensata per questi casi dove devi tirarla dietro un muro, un angolo o altro. Il lanciatore si prepara per lanciare e studia la traiettoria ideale, visto che in quel punto il corridoio fa una leggera curva.
Roby intanto cerca disperatamente un modo per vedere che stanno facendo gli alieni in quei pochi ma eterni secondi, e nota così un quadro comandi nero lucido a destra nella parete opposta a lui e che riflette delle immagini. Sforzando gli occhi, riesce a mettere a fuoco e vede qualcuno che con un perfetto stile da giocare di bowling lancia qualcosa. Ovviamente quello che gli stanno lanciando non è per il suo bene e il gesto che gli viene spontaneo fare, anzi se vogliamo è meglio dire che si tratta di un perfetto gesto alla disperata, è quello di un balzare dal punto dove si trova all'altro lato del corridoio, per vedere cosa è in arrivo.
"Una bomba!" pensa subito e giustamente vedendo quella sfera che arriva!
Così, ecco il secondo gesto alla disperata: da perfetto goleador si blocca, guarda il corridoio vuoto perché tutti si sono messi al riparo e, presa rapidamente la mira, da un calcio non particolarmente forte, d'altronde sempre una bomba è, alla sfera rispedendola al mittente.
I Clariani non vedono assolutamente nulla, essendosi accovacciati dietro le paratie e gli archi del corridoio per proteggersi in attesa dello scoppio. Il terrore li pervade quando alcuni vedono tornare indietro la loro bomba, ed urlano dalla paura.
Tempo per pensare non ce n'è: lo scoppio avviene subito. Non è proprio una vera esplosione, ma una specie di schiocco molto forte contemporaneo ad un grande bagliore: era una bomba stordente. Tutti i clariani riparati in fondo al corridoio perdono conoscenza e stramazzano al suolo. Roby pensa ora di poter prendere un po' di respiro. Non è così: a quel punto i soldati che si trovano dall'altro lato del corridoio pensano che sia Roby quello stordito e vengono avanti tranquillamente. Roby li sente e, sentendoli abbastanza vicini a lui, si prepara per sfruttare l'elemento sorpresa: sbuca all'improvviso stando basso, praticamente a terra e per lui quei soldati diventano un vero tiro al bersaglio. Ne colpisce cinque rapidamente mentre due superstiti si danno alla fuga per nascondersi.
Ora il momento di scappare è il suo, anche perché prestissimo i superstiti appena arriveranno i rinforzi, torneranno all'attacco. La via verso l'hangar inoltre sembra momentaneamente spianata non essendoci altri dall'altra parte grazie alla bomba stordente. L'hangar non è neppure lontano e l'impresa sembra ormai riuscita.
Una breve ma frenetica corsa e l'agognata porta è li davanti a lui. Roby sgancia dal delan un apparecchietto quadrato, di due centimetri di lato circa e lo appoggia alla serratura elettronica posta alla sinistra della porta. Quel marchingegno sblocca in pochi attimi la sicurezza dell'ingresso e il rumore dei motori che aprono il pesante portone a tenuta stagna si odono dopo solo alcuni istanti.
L'hangar ora è lì, davanti a lui. Roby riparte di corsa verso una navetta, prima che ricomincino a sparare ma, inaspettatamente, quello che questa volta lo ferma non sono i laser di una pistola, né delle bombe che rimbalzano al suolo, è una voce a lui molto familiare.
"Tesoro! Fermati! Sono qui!"
Sentire quella voce lo aveva sempre riempito di gioia, quella voce faceva provare in lui sempre forti e piacevoli emozioni. Questa volta, invece, nel sentire quella voce prova un grande sconforto: quella che era l'ultima cosa che i clariani sperava facessero, era stata, invece, la prima. Rieka, che lui pensava di andare a liberare appena protetto da una navicella, era molto meno lontana di quanto pensasse. Lui, che credeva servisse il sistema di ricerca della navetta per trovarla, invece era lì, sempre su quella maledetta astronave, ed ora la usavano da ostaggio. Ma non c'è tempo. Immediatamente dopo c'è un'altra voce che si fa sentire, quella tipica e rauca dei Clariani.
"Sei una peste, ragazzo mio! Chissà quanto avrai fatto impazzire tua mamma da piccolo! Povera donna! - dice non perdendo una caratteristica tipica di quel popolo: il sorriso strafottente - Ormai penso che mi hai ammazzato più uomini tu da solo, che in quelli dell'ultima guerra."
"E questo è niente! - risponde Roby girandosi verso sinistra da dove proviene la voce. Li scorge su un ballatoio sospeso a tre, quattro metri d'altezza Rieka. È con le mani davanti a sé bloccate da un bracciale rigido molto simile alle manette che gli volevano mettere in prigione sulla luna e gli tengono una pistola puntata alla testa. Vedendola Roby continua minacciando - Toccala bastardo e tu vedrai la fine che ti faccio fare a te e alla tua nave."
"Cielo come sei minaccioso! - lo schernisce il clariano, che si rivela essere niente di meno che il comandante, il quale ha seguito, grazie ai computer, tutta la vicenda - Ma a dire il vero mi sembra proprio che tu non sia in grado di minacciare nessuno, a meno che tu non voglia vedere come queste nostre piccole pistole valorizzano una persona. Tu stordisci spesso il nemico, noi no! Getta subito le tue armi e gli altri aggeggi che hai addosso! Sono primitivi ma vedo che sono più pericolosi di quello che sembrava, ammetto di averli sottovalutati."
Roby a questo punto sente di nuovo quell'angoscia derivante dal sentirsi impotente davanti agli eventi. Questo gli provoca una rabbia enorme che ormai non riesce più a controllare. Ma vedendo la sua amata in pericolo, cerca di usare la testa e non i nervi. Anzi, lei può essere addirittura di aiuto. Anzi, lui ha bisogno della sua collaborazione. Così pensa a come farle capire cosa vuole fare. Un'idea gli viene e prova.
"Sai perché sono così minaccioso? - chiede con voce ferma e sicura, tanto che il comandante clariano rimane allibito - Perché una delle cose che rimarranno sempre molto più veloci dei riflessi umani è la velocità della LUCE!"
Purtroppo questa affermazione non provoca l'effetto sperato: Rieka non capisce l'aggancio. Roby rimane per un attimo lì come un'oca, poi replica con un tono questa volta di sopportazione, fissandola con gli occhi sgranati: "Voglio dire che una SCOSSA è molto più veloce di qualsiasi riflesso."
Quell'affermazione mette in allarme anche il comandante che, però, non arriva a fare nulla: Rieka questa volta capisce l'aggancio e molla uno scossone al comandante di quelli che fanno proprio male. Ovviamente colpito da quella ondata di energia il Clariano molla la presa su Rieka. Roby immediatamente prende la pistola e punta l'alieno ancora in piedi e appoggiato alla parete dietro di lui, Rieka si abbassa e Roby fa fuoco colpendo il suo bersaglio in pieno. Il raggio stordente fa stramazzare al suolo il comandante definitivamente.
Appena notato il successo dell'azione, Roby grida a Rieka: "Svelta vieni subito qui!"
Lui sa bene che ha solo pochi attimi prima che la rilevino e la trasferiscano chissà dove. Così, mentre parla, parte come un fulmine verso la moglie appena scesa in volo dal corridoio la quale vedendo il marito arrivarle incontro così di scatto e urlando, si blocca e rimane impietrita. Roby, ricordando quella figura vista sullo schermo uscendo dal ponte di comando, sa dove andare a cercare il piccolo tracciatore: collo, lato destro. Raggiunta Rieka, impaurita, con una mano le sposta i capelli e con l'altra, aiutato dal tatto e dal fatto che il rilevatore luccica, trova il piccolo marchingegno, lo stacca e lo tira via.
"Libera!" grida felice Roby.
"Aia! Ma che fai!" è la risposta di lei che non capisce cosa le stia facendo il marito, ma lo capisce al volo quando un grosso recipiente dietro di lei svanisce a causa di un tele trasferimento.
"Mi hai tolto un localizzatore? Ma come hai fatto?" chiede Rieka massaggiandosi il collo irritato dal graffio del marito.
"Grazie ad una loro distrazione. Ma ti spiego poi, ora dobbiamo prendere in prestito una navetta. Ora togliamo le manette e via!" dice lui.
Prima spara un colpo preciso sulle manette e poi prendendola per mano la tira verso la navicella più vicina.
Lei però, più esperta, lo ferma e lo trascina verso un'altra più piccola.
"Segui me! - gli dice con aria da saputella - Quella è una navetta per il trasporto di piccole merci, o almeno sembra, queste più piccole sono sicuramente dei caccia, e quindi vanno meglio, sempre che tu voglia avere un po' di difesa."
"Sempre spiritosa! Ma mi fido. - risponde lui seguendola - Sei tu quella abituata a viaggiare per le galassie!"
Le navette sono ovviamente chiuse, quindi il prenderla non è un problema da poco, soprattutto quando si sentono le porte aprirsi e una voce minacciosa che, rimbombando nell'ampio hangar, intima.
"Rimanete dove siete e non vi accadrà nulla! Non prendete nessuna delle nostre navette e vi risparmieremo la vita! Vi garantiamo la vostra incolumità, ma solo se venite fuori e vi arrendete."
"Rieka, - dice Roby che, anche se in un punto dove per il momento non possono vederli, si sente un po' poco protetto - cerca di capire al più presto come aprire la navetta, a giudicare dai passi presto qui avremo compagnia."
"Ma non impari nulla?" risponde lei.
Rieka con un gesto fulmineo prende la pistola dalla cintura del marito, poi con un colpo preciso spara all'interruttore di una paratia di emergenza che si chiude opponendosi fra loro e i clariani.
"Tesy, sai mi chiedo come hai fatto ad arrivare fino a me se non conosci queste regole elementari per proteggersi?" gli dice ironicamente lei, lanciando l'arma al marito e cominciando a pigiare freneticamente alcuni tasti sul suo Delan da polso.
Roby prende al volo l'arma con un attimo di terrore pensando gli cada o che parta un colpo per sbaglio ma poi la ridà a Rieka.
"Scusa sai se non sono tanto bravo! - le dice permaloso - Ma tu è meglio che questa te la tieni, non si sa mai."
Lei, ripresa la pistola, se la aggancia alla cintura dei suoi pantaloncini mentre Roby controlla un'altra pistola, una di quelle prese ai Clariani eliminati prima, e la mette nella sua di cintura al posto dell'arma che ha dato a Rieka.
"Sei un tesoro, dai! - dice lei appoggiandosi col fianco a lui e sfregandosi - È la seconda volta che mi salvi la pelle in extremis, grazie." E gli da un bacio sulla guancia.
A Roby non ci vuole molto per consolarsi, e quello dell'essere coccolato dalla moglie che gli fa gli occhi languidi è di sicuro uno dei metodi più efficaci che la giovane tallin può usare, e lei lo sa molto bene. Ma il tutto è interrotto da forti rumori che provengono dalla paratia dell'hangar che Rieka ha fatto chiudere. È il rumore classico delle lamiere che si piegano: i Clariani stanno forzando la porta e fra poco saranno li dentro.
"Sbrigati! Non ce la fa il Delan a codificare il codice della navetta?" chiede impaziente Roby, che comincia a prepararsi per affrontare gli alieni, proteggere Rieka ed anche se stesso dalla ormai sicura sparatoria.
"È più difficile di quello che pensavo. - risponde Rieka, che ormai suda dalla tensione che anche lei prova - Il Delan ce la sta mettendo tutta ma il codice è quasi indecifrabile. La loro tecnologia è molto complessa!"
"Hanno aperto la porta!" esclama Roby.
Infatti questa con un sonoro boato cede alla forza della pressa applicatagli. I Clariani non attendono un secondo e come si forma il varco nella porta entrano con le armi spianate. Visti i due accovacciati sopra la navetta vicino al portello di ingresso, la accerchiano subito. Roby sente che la sua breve avventura con gli alieni e con Rieka è ormai giunta al termine. Così alza le mani e lascia cadere la pistola. L'unica cosa che si preoccupa a quel punto di dire è: "Se mi volete uccidere, fate pure, ma se siete persone corrette dovete soddisfare il mio ultimo desiderio."
"Ma che ultimo desiderio! - esclama Rieka nervosamente - Ma che arrendersi! E dai, sveglia! Ma allora ho ragione: non hai ancora imparato niente! - e preso dalla sua cintura un aggeggio piatto e tondo del diametro di sette, otto centimetri, lo sbatte sul fianco del marito, poi continua - Mai sentito parlare di scudi di emergenza?" e lo attiva.
Una luminescenza azzurra lo avvolge ad indicare che lo scudo è attivo e anche Rieka fa la stessa cosa.
"Ora per cinque minuti o hanno un cannone a protoni o non ci possono fare nulla! Prendi quella maledetta pistola e spara! Spara a più non posso!" urla lei continuando il suo frenetico lavoro.
I soldati intanto visto il gesto della donna e lo scudo, alzano le armi e cercano di fare desistere i due dal loro piano.
"Facciamo fuoco! Abbassate gli scudi e alzate le mani! Altrimenti facciamo fuoco!"
Roby, scosso dagli strilli della moglie, di getto raccoglie con uno scatto fulmineo l'arma fermatasi sopra l'ala della navetta dove sono anche loro, si abbassa per dare più copertura a Rieka, almeno da un lato, ed anche a se stesso, poi subito punta e spara. Colti di sorpresa, i soldati davanti a lui si tuffano chi qua e chi la in cerca di riparo, mente quelli dietro a Roby aprono il fuoco. Gli scudi d'emergenza tengono perfettamente e Roby, un colpo qua e uno la, cerca di fermare quei soldati che hanno trovato diversi ripari di fortuna e sparano all'impazzata. Anche l'ala della navetta si rivela una discreta protezione per i due: loro sono in alto e il nemico in basso e quindi può essere meglio individuato e colpito.
"Sbrigati, sbrigati! - incita Roby - Lo scudo è già al 65% e cala alla svelta!"
"Lo vedo. - replica stizzita Rieka - Guarda che non sto giocando!"
"Siamo al 45% - continua Roby mentre cerca di frenare il più possibile il fuoco nemico - 30%, ormai siamo morti! Rieka ricordati che la prossima volta ci portiamo dietro un Delan più veloce!"
"Aspetta che forse ... " dice lei senza finire la frase.
In quei tragici attimi si ode un rumore, come un clic, che rincuora i due: l'abitacolo della navetta si apre. Rieka che è li vicino si butta subito dentro, seguita dal marito che chiude immediatamente la copertura. Come protezione, l'abitacolo ne offre molta di più degli scudi, tra l'altro ormai del tutto esauriti: le armi dei clariani neppure lo scalfiscono!
I seggiolini della navetta sono uno davanti all'altro. Roby che è finito davanti si prepara a pilotare mentre Rieka, dietro, si occupa delle apparecchiature e di fare partire il velivolo. Infatti subito si sgancia il Delan dal polso e lo appoggia alla plancia della navetta. Poi lo programma in modo da rendere comprensibili i comandi. La navetta viene attivata e Rieka la fa alzare di pochi centimetri da terra.
"Attivo le armi! Vedi di fare stare buoni quei bambocci di lamiera la fuori!" dice ringhiosa Rieka.
"Con piacere! Vediamo se adesso questi qua ragionano un po' di più!"
Roby presa in mano la cloche comincia ad aprire il fuoco sui clariani. I poveri soldati impotenti davanti alla potenza di fuoco di un caccia cercano di fuggire da tutte le parti per non fare la fine del topo: contro quei colpi non ci sono protezioni che tengano. Un soldato astutamente capisce che l'unico modo per salvare loro e la loro astronave, è quello di dare una via di fuga ai due ormai ex prigionieri. Parte di corsa verso un quadro comandi e fa scattare l'apertura dell'hangar. L'aria non esce dall'hangar in quanto un campo energetico fa da blocco di sicurezza.
È Roby che vede per primo la porta verso lo spazio aperto che si apre, e subito indica a Rieka che la via d'uscita è percorribile. Ovviamente Roby non tarda a prendere quella strada. Che spettacolo si presenta ai due adesso! Una decina di gigantesche astronavi si trovano schierate in quadrato stando non molto lontane fra loro. Sono tutte ferme, immobili nello spazio con la terra non troppo lontana da loro. Anche quella da dove stanno uscendo i nostri due fuggitivi non è altro che l'hangar di una di queste enormi astronavi che compongono lo schieramento.
Quelle navi così enormi sono di una forma inconsueta rispetto a quelle viste normalmente: sono simili a delle grandi U, dove l'interno del bacino che si forma funge da porto spaziale per tutti i caccia e altre navi che vanno e vengono in continuazione.
"Siamo più che fritti! - esclama Roby vedendo quella situazione - Adesso ci vaporizzano in un attimo!"
"Non lo faranno! - replica Rieka pensando al da farsi e registrando quella scena - Se avessero voluto farlo sarebbero andati molto più sul pesante con noi."
"Dici che non ci vogliono provocare? - ragiona Roby - Probabilmente ci conoscono e non vogliono lo scontro contro la Coalizione. Ci temono!"
"Spiegherebbe il perché della tattica degli ostaggi più di quella delle armi. Ma forse stanno fermi per non farsi localizzare. - continua Rieka - Comunque l'unica buona notizia certa è che il loro trasferitore non è in grado di rilevarci senza quei localizzatori."
"Strano, - dice Roby - il loro tele trasferimento è efficacissimo ma si basa sulla localizzazione della persona con mezzi secondari! I nostri non ne hanno bisogno!"
"Meglio per noi. Senza più quegli aggeggi addosso non ci dovrebbero trovare più. Comunque guarda qua, siamo nel più grande campo di occultamento che abbia mai visto - dice Rieka guardandosi attorno per vedere se ci sono particolari movimenti nelle vicinanze della loro navetta - Pensandoci bene è probabile che questo immenso campo di occultamento blocca il posizionatore del trasferitore e per questo hanno bisogno dei localizzatori. Ora però dobbiamo studiare come scappare da qui."
Ma quella che sembrava una fuga ormai fatta, viene rovinata da una trasmissione che appare anche in formato video su uno schermo della plancia.
"Salve ragazzi! - dice quello che, guardandoci bene, risulta essere di nuovo il comandante della nave appena lasciata - Dove pensate di andare con la nostra navetta? Una gitarella fuoriporta?"
"E a te che t'interessa?" È la brusca risposta di Rieka che quel tipo lì proprio comincia a darle su i nervi.
"Vede, giovane principessa, - risponde il comandante facendo vedere il contenitore trasferito nell'hangar - si da il caso che, anche se voi avete scoperto i nostri localizzatori, i vostri compagni sulla terra ancora no. Quindi abbiamo pensato che vedendo dove sono e quello che gli può succedere se non vi arrendete subito, forse sarete più d'accordo a collaborare. Poi caro ragazzo, io ti devo uno stordimento!"
Appare così sugli schermi della navetta una stanza con le pareti di metallo tutte arrugginite. I componenti della squadra sono tutti seduti a terra, sconsolati. Attorno a loro ci sono dei rottami, che poi guardandoli meglio risultano essere i resti dei droidi che avevano con loro: li hanno completamente distrutti.
Poi il comandante continua: "Se non volete che questi poveretti finiscano asfissiati in un tugurio senza nessuna dignità di combattenti, è meglio che vi calmiate e torniate indietro."
Rieka gli risponde di getto: "Vogliamo un po' di tempo per pensarci, dieci minuti bastano."
"Volete anche un infuso di foglie di Lemma intanto? - risponde ridendo sfacciatamente il comandante - Avete tre minuti! E solo perché, cara la mia principessa, lei mi piace! Poi i vostri amici moriranno e sarà solo colpa vostra!"
La conversazione si chiude. Roby, lasciandosi cadere le braccia dai comandi, dice deluso: "Tanta fatica per nulla! Alla fine siamo sempre sotto scacco! Non ci liberiamo mai! Ma che possiamo fare?"
"Vuoi rinunciare?" chiede Rieka con tono teso, come di rimprovero.
Roby è combattuto, ormai è libero ma il sapere che quei cinque moriranno, non gli sta proprio bene. Comunque la decisione viene rinviata dal fatto che quella navicella improvvisamente si spegne! Rieka dalla sua postazione posteriore comincia a pigiare di tutto, ma non succede nulla. Ora è lei che con una rabbia che non può trattenere urla: "Che stupidi! Lo dovevo sapere! Siamo due stupidi!"
"Sapere cosa?" chiede un po' intimorito da quella reazione Roby.
"Che quella trasmissione serviva per agganciarci. Ci hanno triangolato ed hanno disattivato il reattore principale con i codici di emergenza! Ora non possiamo più fare nulla. Ci riporteranno dentro. L'energia è a zero. Sono davvero una cretina! Dovevo chiudere subito!"
Previsione azzeccata! La navetta comincia a tornare indietro da sola, a peso morto: un raggio traente la sta guidando verso la nave da dove erano appena fuggiti. Roby e Rieka, sconsolati, si lasciano trasportare impotenti: anche a pensarle tutte sembra proprio che non ci sia modo di scampare da quella situazione. Energia zero, reazioni zero. I due si arrovellano nervosi e arrabbiati mentre tornano nell'hangar, ma niente da fare. Devono aspettare un'altra occasione. Una navicella spenta e completamente priva di energia non serve a nulla: è solo un inerme pezzo di metallo che vaga nello spazio.
"Con più ci diamo da fare e con più che ci ritroviamo al punto di partenza. Che rabbia! Mi sento in un labirinto dove però l'uscita non c'è!" esclama Roby.
"Non sei di grande incoraggiamento, maritino mio. - dice a denti stretti Rieka - Siamo senza energia, non si può fare nulla! - poi riflette - Ecco il motivo che spiega sistemi di sicurezza così fragili e inefficaci. Ecco perché ci è stato così facile scappare: tanto ti ripigliano come vogliono! Hanno una tecnica infallibile!"
La cosa fa perdere del tutto le staffe alla ragazza che non si accorge che sta urlando presa da quello sconforto: non sopporta proprio l'essere ormai di nuovo in trappola nell'hangar. Così la giovane sfoga tutta la sua angustia dando due poderosi pugni sulla consolle di comando, poi non contenta di avere rotto alcuni comandi urla: "Ora te la do io l'energia!"
A quel punto appoggia le palme delle mani sulla consolle e gli scarica una potente dose di energia come solo una tallin sa fare bene.
Diverse scintille e sfrigolii provengono dai diversi pannelli che ci sono nel piccolo abitacolo in quanto quella scarica ha fatto non pochi danni alla componente elettrica della navetta. Ma Roby, che si è protetto la testa dalle scintille con le braccia, nota che ora nella sua postazione c'è una lucetta rossa che lampeggia. Senza dire nulla a Rieka, tocca quella luce d'istinto, senza sapere che in realtà si tratta di un pulsante. Appena lo tocca la luce si spegne in modo definitivo e poco dopo una voce metallica, tipica dei computer, si fa sentire.
"Sistemi primari in avaria. Sistemi disattivati, procedo con l'attivazione dei sistemi secondari."
Di nuovo la navicella diventa attiva e gran parte dei pannelli di controllo si accendono. Rieka fa un grido di gioia e Roby, davanti, si prende l'ennesimo spavento essendo concentrato su quello che sta succedendo.
"Visto che gli ho dato energia! Delan! - grida subito Rieka - Ridammi subito i comandi."
"Comandi primari di volo riattivati e utilizzabili." È la precisa risposta.
Lei fa le dovute manovre e fa partire i motori, poi si sporge in avanti e dice a Roby: "Tesoro tieniti forte: ora si parte!" poi alza la mano sinistra, punta l'indice prima verso l'alto, poi immediatamente lo punta in basso e con forza va a pigiare un tasto sul pannello di controllo principale. I motori aumentano la potenza in un attimo e poi la navetta parte a notevole velocità. Vincere il raggio traente è facile visto che era al minimo della forza non dovendo contrastare nessuna resistenza del velivolo.
"Rieka aspetta! - grida subito Roby - Dimentichi quello che faranno agli altri se noi scappiamo? Adesso loro li faranno fuori sicuramente!"
"Non credo. - dice Rieka - Quella minaccia era solo una scusa per rintracciare la navetta. È evidente che volevano solo tenerci collegati per scaricare i dati di disinstallazione dei sistemi. Loro non vogliono darci lo spunto o la scusa per attaccarli in forze. Questi incrociatori stellari sono pochi per affrontare la nostra flotta, anche se sono occultati. Comunque adesso non ci possono più rintracciare: la radio l'ho bruciata!"
"Spero tu abbia ragione. Ma ora dove andiamo? - chiede Roby - Non è pericoloso tornare alla nave madre?"
"No, perché? Anzi, penso che ora possiamo avere un grosso vantaggio!" dice lei impostando la rotta e indicandola a Roby.
Lui, visto il punto, accelera spremendo al massimo i piccoli motori del caccia per evitare altre intercettazioni.
Intanto sulla nave di comando dei Clari sta scoppiando un vero e proprio putiferio. Il comandante sta urlando addosso al capo della guardia ogni tipo di insulto e lo degrada sul posto per essersi fatto scappare non solo i prigionieri ma anche una navetta: ha decisamente perso il suo sfrontato sorrisetto beffardo.
"Possiamo sempre abbatterli!" è l'ultima affermazione del capo della guardia.
"Ma allora tu il cervello lo hai perso del tutto! - urla il comandante saltando in piedi e avvicinandosi minaccioso - Non sai più che se spariamo o provochiamo una esplosione possiamo essere subito localizzati? Siamo invisibili, non smaterializzati! E poi li sai gli ordini: non dobbiamo e non possiamo provocare conflitti!"
"Lo so bene comandante. - ribatte timidamente il capo - Ma ora loro con quella navetta possono lo stesso localizzarci. Praticamente è come se il nostro sistema di occultamento non ci fosse più."
"Non è corretto! - interviene il capo tecnico dell'astronave - Per fortuna c'è ancora una carta da giocare."
Che avrà voluto dire quel Clari? Sicuramente lo sapremo presto. Intanto la coppietta viaggia a tutta velocità verso la nave madre, che non è molto lontana.
Mentre Roby è impegnato alla guida della navicella, grazie sempre all'aiuto del Delan perché la radio è fusa Rieka riesce a mettersi in contattato con i suoi. La gioia è immensa nella Genis quando nel maxi schermo appare Rieka.
"Sono Rieka, mi sentite?"
"Sì! Ti sentiamo! Come stai!" esclama concitato il padre.
"Bene! Siamo riusciti a scappare, almeno per ora! Aprite l'hangar che arriviamo di corsa!"
"Si, certo figliola! - è l'ulteriore esclamazione di Ceso - Non vediamo l'ora di riabbracciarti. Ma su cosa viaggiate? Non ti intercettiamo proprio! Non ti vediamo neppure!"
"Lo so papà, siamo ancora sotto il campo di occultamento dei Clariani, ma penso che fra poco ne saremo fuori. Stiamo cercando di sfuggire al loro raggio traente viaggiando al massimo!" dice Rieka che però in effetti non sa se quella navetta allontanandosi dagli incrociatori, poi in realtà tornerà visibile per davvero.
I seguenti secondi che passano sono pieni di tensione per tutti, i nervi sono tesi al massimo non sapendo anche come reagiranno i clariani alla loro fuga. Ma una buona notizia arriva subito: il radarista della Genis esclama euforico: "Li vediamo! Li vediamo! Sono apparsi ora sullo scanner a lunga gittata. Una navetta è divenuta visibile, la mando sullo schermo!"
E così è: la navetta con sopra Roby e Rieka è finalmente fuori dal campo di occultamento del nemico. Tutti sono felici e Rieka comunica subito con il padre.
"Forza! Prepara l'hangar con i migliori tecnici e vediamo di che tecnologia si tratta ..." ma non finisce la frase a causa di un forte fischio intermittente che proviene dalla strumentazione.
"Ho mamma! - È l'esclamazione di Roby - Penso si tratti di un allarme di missile in avvicinamento!"
In effetti la figura di un missile sotto una spia rossa intermittente non lascia spazio a molti dubbi.
"Questo vuol dire solo una cosa: il tempo che abbiamo è pochissimo, anzi non ce n'è proprio! Papà, ascoltami subito! Triangolateci e trasferimento per due! Trasferiteci subito, ci hanno sparato un missile! Saremo colpiti fra venti secondi!"
Ceso trasale e si gira verso l'addetto che ha cominciato a sudare freddo.
"Fa presto! Fa presto!" urla Ceso.
"Dai! Dai! Dai!" è tutto quello che il povero addetto dice mentre freneticamente pigia a due mani i tasti per calibrare il trasferimento.
"Sbrigati! Sono vicino!" continua il preoccupato padre.
L'addetto non parla più mentre fa tutto il possibile per salvare la sua principessa. Non è facile anche per il fatto che la navetta è in rapido movimento e non può certo rallentare: più va forte, più tempo c'è prima dell'impatto. Ma comunque il tempo è pochissimo, anzi un niente: il missile ha agganciato i motori della navicella e non la vuole mollare per nessun motivo, anche se Roby azzarda qualche manovra per prendere tempo.
Il tempo però è finito! Il piccolo missile viaggia a una velocità più che doppia, ed è molto più agile. Raggiunta la nave, tutti si aspettano l'esplosione, invece ... sparisce! Ceso e gli altri sulla Genis non sanno cosa sia successo e temono il peggio: la navetta e il suo contenuto a quanto pare, sono stati annullati.
"Dimmi che li hai agganciati, Orif! Dimmi che sei arrivato ad agganciarli!" dice con voce tremula Ceso.
Orif, il radarista, è immobile, con i denti stretti e le gocce di sudore che gli rigano i lati del viso. Ha ancora il dito che pigia con forza il tasto del trasferitore e fissa senza neanche battere gli occhi una spia al momento spenta. L'impressionante silenzio che in quei pochi istanti pervade il ponte di comando, urla tutta l'ansia di quelle persone che aspettano una risposta positiva da quel computer.
"Bip" si ode, e la spia si accende di una forte luce verde. Oris, ancora impietrito, dice fra i denti che sembrano ormai incollati fra loro: "Agganciati! ... Si, confermo: agganciati e trasferiti!"
Ora quell'immane silenzio viene cancellato da un fragore impressionante: tutti in un solo colpo saltano in piedi urlando con tutto il fiato che avevano.
Roby e Rieka si ritrovano così in sala trasportatore ancora in posizione seduta e pronti all'esplosione: occhi strizzati, testa bassa e con Roby che stringe Rieka in quello che per loro doveva essere l'ultimo abbraccio, quasi in un ultimo tentativo di proteggerla. Per loro fortuna non è successo niente essendo stati prelevati un attimo prima di essere colpiti dal missile.
I due vengono accolti dalla voce dell'addetto al trasferitore, che li chiama: "Principessa Rieka? Roby? Potete lasciarvi, siete in salvo."
I due aprono gli occhi e si rendono conto che sono su una delle loro navi e, dopo qualche attimo, capiscono anche su quale in quando piomba lì dentro Ceso con le lacrime agli occhi che abbraccia forte la figlia, quasi soffocandola. Poi, dopo essersi assicurato che ambedue stessero bene e calmatosi un attimo, li invita sul ponte di comando dove mettere a punto delle strategie per riuscire ad attaccare il nemico.
Ceso prende la via del ponte, ma appena Rieka fa per seguirlo, una mano la blocca e la gira: è Roby che anche lui ora rilassato e più tranquillo, si vuole stringere a colei che ama e che stava per perdere, e la bacia appassionatamente. È in quel momento che si rende conto di quanto gli erano mancati quei momenti d'intimità e così il bacio va un po' per le lunghe.
"Su, dai, capisco, ma il tempo è tiranno." Dice Ceso che li aspetta alla porta un po' imbarazzato.
I due con altrettanto imbarazzo si ricompongono e tenendosi per mano finalmente si incamminano verso il ponte di comando. Nel tragitto si comincia a ragionare sul cosa fare ora che si sanno molte più cose.
"Cosa siete riusciti a capire dei clariani mentre vi tenevano prigionieri?" chiede Ceso.
"Cose poco simpatiche, ma anche una cosa molto interessante." Risponde Rieka.
"Cosa?"
"Dunque. Prima di tutto la nostra squadra sulla terra è prigioniera."
"Questo proprio non ci voleva. Ecco perché le comunicazioni sono interrotte da tempo!"
"Inoltre hanno un occultamento perfetto. Pensa che qui attorno ci sono una decina di grandi astronavi e noi non ci rendiamo conto assolutamente della loro presenza! Ma non hanno intenzione di attaccarci in nessun modo, il che è strano vista la loro momentanea superiorità ..."
"In effetti è molto strano ... come un po' tutta questa storia ..."
"Esatto. Ma c'è una cosa molto utile per noi: sappiamo come funziona in parte il loro trasferitore!"
"Questa sì che è una notizia! Spara!"
"Il loro trasferitore funziona con dei piccolissimi tracciatori che si attaccano addosso alle persone. Non so come ma riescono a farli volare e questi ti si appiccicano sul corpo dando loro la possibilità di triangolarti in un attimo!"
"Bene, bene. - continua ora Ceso sfregandosi le mani - Non è molto ma questo la dice lunga sui loro sistemi e i loro limiti. Adesso al lavoro! Come sempre la meta è riuscire a salvare tutti, ma ovviamente non è facile. Peccato che l'unico mezzo che si aveva per studiare la tecnologia nemica era quella navetta appena silurata dai clariani. Troveremo altro ..."
"Comunque la nostra conclusione è che sicuramente quel campo è un potente limitatore nell'uso delle loro armi e dei sensori. - spiega Rieka - Le loro azioni erano particolarmente impacciate e lente. E comunque ci temono e non vogliono darci motivo per intervenire. In ogni caso si sentono particolarmente sicuri dei loro metodi, tanto che non si sono curati più di tanto di noi. Non ci hanno neppure mai tolto i delan!"
"Interessante e strano. Ma non ci porta a nulla. Anche se non ci sfidano direttamente, ci tengono sotto scacco e comunque non hanno nessuna intenzione di andarsene. - dice un Ceso sempre più pensieroso - Quello a cui dobbiamo stare attenti sono quelle loro sonde che ..."
La frase rimane in sospeso in quanto i tre sono arrivati a destinazione e la porta del ponte di comando si apre. Guarda un po' cosa c'è li in mezzo proprio davanti alla poltrona del comandante? Un'altra sonda clariana. Lo sconforto colpisce i tre: non ci si riesce proprio a proteggere da questi aggeggi alieni, i loro sistemi sembra proprio non diano via di scampo! Ceso guarda gli addetti per capire, ed uno di loro informa.
"Abbiamo provato di tutto, ma non si riesce proprio a bloccare queste intrusioni nemiche. Tutte le ricerche e tentativi di bloccarle il loro trasferimento non hanno portato a nulla di buono. Davvero non sappiamo più cosa tentare! In più sire c'è quello.." dice il responsabile della sicurezza indicando lo schermo principale.
"Ancora lui!" esclama Ceso furibondo vedendo di nuovo il capitano della nave nemica che, vedendolo a sua volta lo saluta ... nel suo tipico modo di fare: ironicamente!
"Salve, sire! Come va? Vedo che sua figlia è già li con lei. - dice. Anche se questa volta l'ironia suona più tesa e fredda, meno spavalda - Siete bravi! Sì, molto bravi, devo ammetterlo. Ecco perché vi ho mandato un'altra sonda, diversa però dall'altra. Questa non esploderà ne vi farà niente di male. Lo scopo di quella sonda è moto diverso. Mi spiego: sonde simili a quella che lei vede ora sono su tutte le vostre navi e dislocate in diversi punti strategici. Queste hanno dato a noi la possibilità di localizzarvi tutti. Ci tengo a ribadire che noi non vogliamo assolutamente entrare in guerra con voi ma, visto che siete un popolo così testardo e che non sa arrendersi tanto facilmente, vi informo che ora qualsiasi cosa farete noi trasferiremo i vostri soldati da noi e saranno subito imprigionati come nemici del popolo dei Clari. Spero che abbiate finalmente capito. Anzi, vi informo che tutti i componenti delle vostre navi hanno un tracciatore, tanto ormai abbiamo capito che sapete come funziona il nostro sistema di tele scostamento, così noi lo chiamiamo, e può quindi essere trasferito a nostro piacimento ma non è tutto. Ora i tracciatori sono programmati in modo che chiunque cerchi di toglierlo, questi verrà subito trasferito in una nostra cella. Quindi, ora state buoni e lasciateci lavorare in pace. Fate i bravi bambini e non succederà nulla a nessuno. Un ultimo particolare: le comunicazioni in questa area saranno tutte bloccate. - poi si rivolge a Rieka - Vede, cara principessa, tutti i suoi sforzi come quelli di suo marito non sono serviti a nulla, né serviranno i prossimi che cercherete di fare. Vi conviene lasciare perdere: con noi non avete nessuna speranza. Ci sentiamo, a presto ... sire!"
La comunicazione si ferma li. Ceso nel sentire ancora quel ‘sire' bolle come una pentola a pressione: gli potrebbe uscire anche il fumo dalle orecchie! Ma rimane allibito vedendo uno scatto fulmineo di Roby che prende Rieka per un braccio e la tira fuori dalla sala comando indicando a lui di non seguirli. Lei sul momento, presa di sorpresa, si lamenta dello strattone ma poi Roby le fa segno di tacere.
Appena arrivati al di la della porta che si chiude repentinamente Roby spiega subito cosa vuole fare.
"Senti adesso l'unica cosa che possiamo fare è cercare di evitare di essere beccati da quei tracciatori." dice Roby, mentre comincia a controllare se la moglie ha uno di quei minuscoli affari attaccati addosso.
"Sì, ma anche se noi non abbiamo tracciatori addosso che possiamo fare? - chiede Rieka - È probabile, visto il metodo che usano, che quei gingilli vengano sparati da quelle sonde e girino per la nave: sono nell'aria e tutti adesso sono tracciati nessuno ci può aiutare. È questa la loro forza."
"Ehi! - replica Roby prendendo il viso della moglie fra le mani e fissandola - Che fai? Ti arredi tu adesso? Hai sempre lottato fino alla fine, non fermarti proprio ora! Siamo riusciti comunque a scappare, ci siamo liberati dei tracciatori, direi che è un ottimo risultato vista la loro apparente superiorità."
"È vero. Tutte queste stranezze indicano che loro hanno dei problemi, noi non li capiamo al momento, ma li hanno. - riflette Rieka - Bisogna che noi andiamo via di qui e cerchiamo di risolvere il mistero principale: dobbiamo capire cosa temono in modo particolare!"
"Abbiamo già dei validi indizi, ‘belle cornina'. - fa il tenero Roby prendendo per mano la moglie - Sappiamo che il loro campo di occultamento li limita pesantemente nell'uso delle armi e del tele trasferimento. In penso temano la Coalizione, ad indicare che poi non sono una superpotenza, in oltre temono o comunque non gli stanno molto simpatiche le radiazioni sprigionate dai reattori nucleari terrestri. Penso che su questo ultimo aspetto noi dobbiamo lavorare."
"Dobbiamo tornare sulla terra! - esclama Rieka - Se non siamo tracciati possiamo andarcene senza che se ne accorga nessuno e li lavorare in pace. Ma da dove ti è venuto quel ‘belle cornina?'"
"Mi piacciono ... e così ... Ma comunque quello che dici è vero, però dobbiamo assicurarcene!" dice Roby.
Rieka è lusingata da quel complimento, le donne Tallin ormai l'avrete capito, sono estremamente fiere delle loro corna, e sentendo l'appoggio e lo zelo del marito, si sente spinta da nuova energia. Così pensa e trova come potere ulteriormente controllare se sono "puliti".
"Ho un'idea! Seguimi, presto!"
La ragazza porta il marito nella loro stanza, prende dei vestiti dall'armadio mettendoli subito in un sacchetto di plastica e poi manda un messaggio codificato dal computer al padre via interfono, con i piani che intendono attuare. Rieka poi trova il posto migliore dove fare il controllo.
"Andiamo in infermeria! - dice ora trascinando lei Roby per una mano - Nella camera di decontaminazione non ci possono essere tracciatori: è completamente stagna e a prova di virus! Li dentro non c'è niente di sicuro!"
"Sei un genio piccola Kay! - replica lui - Andiamo li, ci cambiamo e ci trasferiamo direttamente sulla terra! Tutto perfetto!"
Una volta arrivati in infermeria tenendosi il più possibile coperti dagli abiti che indossano per evitare che i minuscoli tracciatori si attacchino alla pelle, informano il dottore della cosa, poi si fanno mettere nella camera di decontaminazione.
"Spogliamoci e facciamo controllare al computer che non abbiamo niente addosso, poi rivestiamoci con altri abiti passati al de-contaminatore. Solo così saremo sicuri al cento per cento di non avere niente addosso!" dice subito lei cominciando a togliersi gli abiti.
Roby è particolarmente d'accordo e fissa la moglie che si spoglia con occhi sgranati. È da un po', per il suo punto di vista almeno, che non ha avuto modo di stare in intimità con Rieka, e ora se ne rende conto visto l'effetto che ha su di lui quella scena particolarmente provocante!
"Roby! - urla infastidita lei notando quegli occhi fissi su di lei - Guarda che non siamo qui a fare certe cose! Quelle un'altra volta! E poi mi metti in imbarazzo con quella espressione da pervertito! Girati dall'altra parte e pensa a quello che dobbiamo fare! Noto che la tua mente non è più molto concentrata sui piani!"
"Io so cosa devo fare!" dice lui di getto.
Valli te a fermare gli ormoni! Roby della guerra non se ne ricorda neppure più! Come al solito quando vede il corpo seminudo di Rieka, le sinapsi si scollegano tutte. Così si avvicina all'imbarazzata moglie, che però fa un grosso errore: tenta di fermarlo con un vellutato: "Ma che ti metti a fare? Ma ti sembra il momento?"
Ad un terrestre, o almeno per Roby, quello più che un freno è un invito a continuare. A demolire il quadretto familiare però ci pensa il dottore che dall'interfono chiede: "Allora ragazzi siete pronti?" infatti, per ovvie ragioni di privacy, quella sala è completamente priva di telecamere.
Roby sta per esprimersi lasciando uscire tutto il suo disappunto per quell'intervento, a suo dire, così poco opportuno, ma si compone un po' e risponde al dottore.
"Si, pronti per le scansioni!"
Rieka per prima viene controllata, in un'apposita posta lì dentro la camera di decontaminazione, da un raggio di riscontro per determinare se ha addosso niente di 'strano'. Roby da fuori si gode lo spettacolo della sua mogliettina aliena senza veli, e rimugina quale vendetta sarebbe la migliore per far pagare al dottore l'avere rovinato quel momento. Poi tocca a lui superare l'esame. Per fortuna nessuno dei due risulta avere addosso dei tracciatori. Così si rivestono con gli abiti nuovi, a loro volta controllati separatamente, e si preparano per tornare sulla terra.
"Ragazzi siamo qui!" dice Ceso arrivando in infermeria.
"Siamo pronti. - replica Roby da dentro la sala di decontaminazione - Dovrete trasferirci da qui dentro per evitare di essere attaccati da quei tracciatori."
"Va bene! Non ci sono problemi!" replica il re.
"La cosa migliore è andare a casa nostra. Da lì ci terremo in contattato con il centro di crisi Nato per spiegare la situazione e l'evolversi degli eventi. Il problema è che per impedire agli invasori di individuarci, una volta sulla terra non ci dovranno essere più comunicazioni con le navi in orbita. I clariani potrebbero intercettare le trasmissioni e scoprire il piano."
"Tutto chiaro ma non vi trasferiremo direttamente a casa vostra. Ma li vicino insieme ad alcune valige vuote per precauzione: se i clariani controllassero il punto di arrivo del trasferimento useremo la scusa dei bagagli."
"Perfetto! Allora via! In un qualche modo vi informeremo." Conclude Rieka.
Il tele trasferimento parte e i clariani vedono subito le tracce del dispositivo ma non vedono cosa sia stato trasferito. Roby e Rieka non sono infatti rilevabili e pensano ad un tentativo di depistaggio. Comunque per sicurezza contattano subito Ceso e chiedono spiegazioni.
"Non siete proprio capaci di stare fermi, vero? Che avete spostato sul pianeta?"
"Abbiamo trasferito alcuni oggetti. Era solo una prova per vedere fino a che punto siamo sotto controllo." Dice il re.
"Adesso facciamo un sondaggio a largo spettro e vediamo se quello che dice è comunque vero. - Minaccia il comandante - Se lei ci ha mentito, sire, la pagherà cara!"
"Controlli pure - replica Ceso - Mi farà poi sapere." E chiude la trasmissione in quanto se il tipo gli dice di nuovo "sire" lui gli spara contro con tutto quello che ha a disposizione!
Ceso comunque è tranquillo per quel che riguarda il genero e la figlia. Infatti, per non fare trovare il punto di sbarco, si usa un complesso sistema detto ‘di riflesso' in cui, per farla breve, chi viene trasferito è mandato in un punto diverso dalla destinazione definitiva. Da li, con un apparecchio spedito attimi prima che poi viene immediatamente recuperato, il raggio trasferitore è deviato in formato di minore potenza in un secondo luogo. Questo secondo tragitto non viene rilevato se non con una speciale ricerca che pochi conoscono essendo su una frequenza diversa. Inoltre tale traccia si disperde molto rapidamente. Poi sul posto ci sono sempre le valige vuote.
Così infatti è. Come dal piano degli arcadiani, i clariani dopo varie ricerche non trovano nulla a parte le valige e lasciano perdere, mantenendo però l'allerta al massimo per quella strana mossa.
Di nuovo a casa
Appena apparsi a casa, Roby si getta sulla poltrona e guarda Rieka nel suo classico geral, che si sofferma li in piedi in mezzo al salotto in un tiepido silenzio casalingo, con quell'espressione pensierosa e lo sguardo perso nel vuoto: è bellissima! Sente subito il suo cuore battere per lei d'amore e di passione. Così, visto anche che la situazione intima di prima non è andata a buon fine, tanto vale riprovarci, anche per il fatto che ora sono nell'intimo privè della loro piccola dimora dove nessuno li può più disturbare.
Rieka, vedendo Roby avvicinarsi con uno sguardo che si capisce bene dove vuole arrivare, gli dice: "Ancora! Ma che hai? Siamo sposati ormai da un po', e fai ancora così?"
"Credimi. - gli risponde lui avvicinandosi con fare ludico - Mi sa tanto che lo continuerò a fare ancora per molto, molto tempo: io ti amo più della mia vita! Poi ricorda: - gli dice lui abbracciandola forte a sé - nulla, né guerre, problemi, parenti o altro dovranno toglierci il tempo per stare insieme e amarci."
Rieka vede negli occhi di quell'uomo un amore che davvero trascende qualsiasi barriera, e davvero capisce che lui affronterebbe il mondo intero per lei. Quindi non gli oppone resistenza, lo bacia e poi, ancora per una volta, quel sentimento, l'amore, che è più potente di ogni altra forza che governi l'universo, unisce queste due vite, perché mai l'odio o qualsiasi altro male potrà vincere questa passione sincera e profonda.
Ma comunque oltre agli affetti c'è pur sempre una minaccia che incombe sull'umanità. Così, diciamo ... a tempo debito, Rieka decide di mettersi in comunicazione con il centro di comando nato in veste di ambasciatrice del pianeta Arcadia sulla terra quale è. Accende il computer e si video collega.
"Ambasciatori, sono Rieka, mi sono messa in comunicazione per sapere se qui sulla terra ci sono stati sviluppi sul fronte delle sparizioni."
"Sono Otto Schneider, ambasciatore tedesco. - rispondono dall'altra parte - Purtroppo le notizie non sono rosee: le sparizioni non solo continuano ma, anzi, sembrano essere aumentate dall'inizio del vostro intervento. Gli alieni vista la situazione, evidentemente stanno accelerando il loro progetto di conquista. Ovviamente questo sulla terra preoccupa parecchio e anche se abbiamo fiducia in voi, le forze militari delle tre superpotenze che attualmente hanno il predominio, Cina come potenza economica e poi America ed Europa unita, hanno armato i missili nucleari pronti per fronteggiare al meglio la situazione."
"Probabilmente vista la situazione momentaneamente di stallo i clariani agiscono con maggiore tranquillità. - continua la principessa pensierosa - Visto che al momento neppure li possiamo vedere vogliono accorciare i tempi prima che possano perdere questa loro posizione favorevole. Non vi preoccupate e non fate mosse azzardate senza informarci. Noi vi aggiorneremo appena possibile. Chiudo."
"Dobbiamo al più presto trovare una base da dove cominciare ad organizzarci e dove non possano trovarci facilmente." Dice Roby sedendosi sulla poltrona.
"Già! Casa nostra verrà presto scoperta dai clariani e verranno qui a cercarci. Dobbiamo andare via. Ci vuole un posto grande, non sospetto e che ci permetta di mettere in moto alcune cosucce che ho in mente."
"Un'idea cel'avrei, ma non mi piace per niente!" esclama Roby a testa bassa.
"Invece io dico che è davvero un'ottima idea! La casa di Andrea andrà benissimo!"
"E ... come facevi a sapere che stavo parlando di quel posto maledetto!"
"Sensibilità femminile! - replica lei accarezzandogli il capo - Quella villa è perfetta: Ampia, fuori mano, fuori da ogni ragionevole dubbio alieno ... sì decisamente perfetta! Pensa tesoro, c'è abbastanza posto per montare diverse apparecchiature molto utili come ad esempio una ‘base ran' per monitorare il campo nemico. Il grande tetto ci permetterà di installare un'antenna per raccogliere dati e altro con pochissime possibilità di essere scoperti. Per non parlare di vitto e alloggio garantiti! Quel ragazzo ci deve un favore non trovi?"
"In effetti ... ma non mi piace lo stesso! - replica tristemente Roby - Ma di scelte d'altronde ne abbiamo poche e tempo anche meno. Ma ti promette che se Andrea ci riprova con te io lo faccio nero, come minimo!"
"Sei carino come sempre! Comunque concentriamoci. Allora: dobbiamo installare una sonda a distanza per esaminare il sistema di occultamento e il tele trasferimento clariano - dice Rieka - Ma il tutto è sulla mia navetta che è rimasta attraccata alla nave madre."
"Abbiamo sempre i sistemi di protezione che abbiamo nascosto a scuola per le emergenze. E se non è un'emergenza questa ... - risponde Roby - Sono sempre sistemi di sondaggio a distanza e con qualche modifica forse si può fare qualcosa."
"Andranno benissimo! Dobbiamo organizzarci per andarli a recuperare senza dare nell'occhio. - ragiona Rieka - Abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti. Ormai è tardi ed è meglio lasciare passare altro tempo perché i clariani abbassino un po' di più le difese. Domani andremo alla scuola e chiederemo ai compagni più fidati se se la sentono di rischiare dandoci una mano."
Il problema che Rieka si pone è esattamente l'opposto di quello reale. Infatti, quando il giorno dopo all'università i due parlano della cosa ai loro amici più fidati, il problema che sorge non è chi se la sente di lavorare con l'aliena, ma evitare che tutti vogliano partecipare! L'entusiasmo per prendere parte alla missione infatti è difficile da trattenere. Comunque, dopo che grazie ad alcune proposte di ragazzi fidati si è preparato il gruppo, tutti sono pronti per entrare in azione. Roby si sforza comunque di far capire loro i pericoli esistenti. Anche la loro vita può essere in pericolo: si tratta di una guerra! Ma quei giovani entusiasti di poter far vedere le loro 'capacità' a Rieka, non lo ascoltano neppure. Anzi, si danno subito da fare!
Subito decidono, dato che alcuni di loro sono a conoscenza di quello che è successo fra Andrea e Rieka e temendo che lui ora si rifiuti di collaborare, di usare come metodo sicuramente convincente per fare la base a casa sua, questo: lo accerchiano e, una volta messo con le spalle al muro, lo 'convincono' prima spiegandogli il piano e il problema, poi concludendo con un: "Se rifiuti mandandoci a monte il piano e ci salta lo stare con Rieka per questa operazione, noi ti pestiamo a dovere nei bagni dell'università. Scegli tu."
Quando si dice la diplomazia!
Andrea sa che probabilmente non si tratta di una esagerazione. Comunque anche se lo fosse non vuole scoprirlo per esperienza personale, così accetta la richiesta e si organizza in merito.
Finite le lezioni, un gruppetto di ragazzi si ritrova nel corridoio d'ingresso dell'università per discutere di quella che potrebbe essere l'ultima occasione per salvare la terra senza pesanti perdite di vite umane e non.
"Come prima cosa - spiega uno dovutamente istruito prima da Roby - bisogna montare le apparecchiature. Rieka andrà a prendere il materiale dal magazzino della scuola insieme ad altri quattro poi, con la macchina di uno di voi, andrete alla villa di Andrea. Intanto io Roby ed altri tre andremo subito alla villa di Andrea per preparare un posto consono per montare il tutto."
Roby intanto che si prepara a partire, non è del tutto tranquillo di lasciare Rieka da sola con dei ragazzi in uno scantinato, ma tanto sa bene quanto Rieka sappia difendersi bene. Il piano a questo punto parte!
Quello che Roby immaginava in effetti succede quando, dopo un frenetico lavoro di recupero delle apparecchiature e caricato il tutto nel baule della macchina, un monovolume, viene il momento di decidere dove fare salire l'aliena: tutti, cinque in tutto, la vorrebbero vicino, soprattutto i passeggeri dietro. Ma lei, capendo al volo il motivo della disputa, la macchina inoltre dietro è un po' stretta, ricorda ai giovani che oltre all'essere sposata, che per alcuni è la meno, può scaricare energia a piacimento su chi vuole.
Tutti a questo punto si trovano d'accordo sul lasciare a Rieka il posto del passeggero per la gioia del guidatore che, non poche volte, si fa scappare l'occhio sulle gambe lasciate in vista dalla minigonna. A testimoniare la cosa, sono le evidenti distrazioni durante la guida. Per fortuna, comunque, arrivano indenni alla casa di Andrea.
Nella villa del ricco rampollo di li a poco, fremono i preparativi per assemblare uno scanner abbastanza preciso per determinare che sistemi usino i clariani e cercare così di individuare al meglio la tattica da usare contro gli invasori. I ragazzi sono stupiti nel vedere tutte quelle tecnologie così avanzate, e la curiosità è un ulteriore elemento che li sprona nel lavoro. Rieka, cosa che gli riesce particolarmente bene, gestisce tutti e da le istruzioni per il montaggio così tutti possono dare una mano e il lavoro procede rapidamente.
Poco tempo dopo una serie di bip - bip, indicano che le apparecchiature hanno cominciato a funzionare. Rieka comincia subito a fare le necessarie regolazioni per poter sondare al meglio l'area dove i Clariani sono occultati. Con alcuni sensori di taratura e programmazioni varie lo scanner è pronto e inizia il suo importante lavoro.
"Ormai non ci tocca che aspettare. - dice la principessa soddisfatta e fiduciosa - Ci vorrà un po' ma sicuramente troveremo qualcosa di importante."
"Cosa dobbiamo trovare?" chiede un ragazzo.
"Questo è il bello - risponde preoccupata Rieka - Non lo so! Radiazioni di fondo. Campi distorsivi. Qualsiasi cosa nel punto da dove siamo scappati il e Roby."
"Sentite, amici. - interviene uno dei giovani - Tutto questo lavoro e tensione ha provocato in me un certo dispendio di energie. Non so voi, ma io comincio a sentire un certo languorino allo stomaco!"
"In effetti! Se proprio dobbiamo aspettare, facciamolo davanti ad una pizza!" Dice uno della compagnia, che guardando la sua paffuta fisionomia si capisce il perché di tale affermazione.
"Andiamo tutti in pizzeria!" è l'idea che di conseguenza viene subito accolta.
Andrea mette a disposizione, per chi ne avesse bisogno, alcune delle stanze degli i ospiti per permettere agli amici di darsi una sistemata prima di uscire. Ovviamente a Rieka offre la migliore con tanto di bagno privato. A Roby, guarda caso, una più piccola e scomoda! Quella è una prova di come la rivalità fra lui e Andrea non finirà sicuramente fra poco tempo.
Rieka si ritira e comincia a prepararsi per il ristorante. Quello che indossa, però, non lo trova molto adatto per un'uscita: è ancora vestita per la scuola. Così pensa di accettare l'offerta di Andrea di provare gli abiti che avrebbe trovato nell'armadio.
"Tutti pronti?" chiede Andrea in piedi nella grande entrata della casa.
"Ci siamo quasi tutti. Manca Rieka. - risponde uno dei giovani - Interessante, però! Le donne non si smentiscono mai: terrestri o aliene loro a prepararsi ci mettono una vita!"
Ma finalmente esce lasciando tutti col fiato sospeso: ha una elegante camicetta e una gonna appena sopra il ginocchio che, a differenza di quella di prima più tubolare, è a pieghe e quindi si muove molto: a una con quelle gambe ai ragazzi fa un effetto ... particolare ma anche il resto non scherza.
"Allora andiamo?" rompe l'atmosfera uno stizzito Roby sempre infastidito da quelle situazioni.
La combriccola va in una vicina pizzeria dove, ormai come succede ovunque, capita il finimondo quando l'aliena entra nel locale. In tutto comunque c'è un effetto positivo: Roby è da un pezzo che non paga una pizza o una cena visto che i ristoratori li considerano 'graditi ospiti'. Basta una foto da appendere al muro come pubblicità.
Comunque mentre a tavola si chiacchiera di quello che sta succedendo e di come eventualmente agire se si riesce a scoprire qualcosa, il ‘se' viene subito tolto dal fatto che il delan avvisa che qualcosa è stato trovato. Rapidamente tutti finiscono di mangiare e si precipitano alle auto, senza troppo curarsi di come si sale. Rieka rimane al centro del sedile posteriore, con il marito al lato destro, mentre uno della compagnia sale a sinistra trovandosi così a stretto contatto con lei. Vistosamente in imbarazzo per l'inevitabile contatto con l'aliena il ragazzo cerca di stare il più possibile schiacciato verso la portiera, ma lei lo rassicura con un sorriso e dicendogli: "Non ti preoccupare."
Le preoccupazioni invece il giovane le deve avere in quanto appena arrivati gli altri, invidiosi non poco, lo accusano di averlo fatto apposta a salire li e gli promettono vendette e ritorsioni di ogni tipo. Comunque Rieka va in testa a tutti potendo volare, piomba in casa dall'apparecchiatura per decifrare il risultato.
"Trovato! Trovato! - esclama l'aliena saltellando allegramente - Il campo reagisce alle radiazioni dell'uranio terrestre! Era proprio l'unica cosa che mancava! Se gli spariamo le vostre testate nucleari il loro occultamento collasserà e saranno visibili e attaccabili! Ecco il motivo per cui lo fanno sparire con tanta fretta!"
"Grandissimo! Telefoniamo subito alla 'sede di crisi' e informiamoli! - dice Roby correndo al telefono - Prima facciamo e prima possiamo intervenire con la nostra flotta di navi."
Detto e fatto. I comandanti militari non aspettavano altro: una buona notizia che includa il mostrare i muscoli del popolo terrestre. Partono subito i preparativi per lanciare le testate nel punto indicato da Rieka. I lanci saranno preceduti da notizie sui telegiornali di invii in orbita di nuovi satelliti per telecomunicazioni, così si eviteranno panico fra la gente e curiosità indesiderata da parte dei giornali stessi vedendo tutti quei lanci di missili. Quella minaccia deve per ora rimanere segreta al mondo onde evitare il panico fra la gente. I missili che saranno lanciati saranno 15, ma il problema che rimane è: come avvisare la Genis per informarla della scoperta e prepararla al probabile attacco della flotta clariana come ritorsione?
Roby elabora un piano.
"Se noi portiamo il trasmettitore ad alcuni chilometri da qui, poi mandiamo con un buon margine di ritardo un messaggio registrato, con un codice criptato a base G.A.M., i nostri capiranno che siamo noi a trasmettere e intanto potremo allontanarci abbastanza da non essere intercettati dalle sonde Clariane."
"Stai diventando bravino! - dice Rieka baciandolo sulla guancia - Faremo proprio così. Tanto dopo poco capiranno comunque che stimo tentando un contro attacco."
Non c'è tempo da perdere e si comincia ad operare per attuare il piano. Ma i nostri amici non sono gli unici ad essere attivi. Infatti i Clariani stanno lavorando per monitorare tutto quello che succede sulla terra a livello militare e, soprattutto, atomico. Così la mobilitazione dei missili fa scattare l'allarme degli invasori. Facendo alcune indagini i clariani risalgono facilmente a quella telefonata un po' affrettata di Rieka, che è stata registrata dai loro computer che tengono sotto controllo ogni comunicazione sia rivolta a qualcosa che abbia a che fare con l'esercito o la difesa.
Il comandante dei Clari ascoltata la registrazione non perde ovviamente tempo e fa localizzare il punto della chiamata. Esaminando meglio la zona con i loro sensori, i clariani notano la presenza di un debole e particolare segnale di una non ben, da loro, conosciuta apparecchiatura. Questo vuole solo dire una cosa: che li c'è un qualche tallin sfuggito alla loro rete di controllo e che li sta sondando.
Stallo
"Bella villa terrestre hanno scelto i nostri amici per nascondersi!" esclama il vicecomandante vedendo i risultati della ricerca.
"Mandate subito una mini sonda in quella casa! Il re ha fatto il furbo ed è riuscito a trasferire giù qualcuno! Ecco quello che ha combinato prima! ... valige ... il furbone!"
"Ci manca solo che quello lì, abbia addirittura organizzando una intera squadra per il contrattacco. Ma non c'è da preoccuparsi, per ora non possono farci niente! Adottiamo la stessa procedura?" replica il vicecomandante.
"Direi di sì. Procedi pure."
Così, sulla terra, in quella villa dove un gruppetto di ragazzi terrestri e un'arcadiana lavorano alacremente, sul soffitto e senza che alcuno si accorga di nulla appare una piccola sonda cilindrica di colore grigio. Il comandante clariano riceve così le prime immagini di quella casa.
"Rieka! Qualcosa me lo diceva che quella ragazzina avrebbe di nuovo cercato di rovinare i nostri piani! - dice il comandante dei Clariani stizzito nell'avere sempre quella giovane fra i piedi - Tracciatemi quei ragazzini e portatemeli qui. Voglio quella tallin qui e subito!"
Sono passati pochi attimi da che Rieka ha impostato il messaggio criptato per la nave madre in un trasmettitore che sarà portato lontano da li, quando alzando gli occhi per ragionare vede qualcosa che lei non avrebbe mai voluto vedere: quel cilindro di metallo lucido attaccato al soffitto che riconosce subito essere la sonda clariana.
"Scappate subito tutti fuori! Subito!" urla Roby non appena Rieka, urlando dallo spavento, porta la sua attenzione su quell'oggetto intruso.
Il ragazzo poi prende alla disperata per un braccio la moglie che, capendo anche lei che il tempo rimasto è ridottissimo, fa partire immediatamente il segnale per la Genis. È lei che poi però subito dopo alzandosi in volo, alla fine tira il marito verso l'esterno. Ma quella fuga è inutile! Uno alla volta cominciano a sparire tutti trasferiti chissà dove.
Roby sente un profondo tonfo al cuore quando Rieka che ancora lo tiene per mano, sparisce senza che lui possa impedirlo. Dove sarà ora? Passano pochi istanti quando anche lui si accorge di essere trasferito per riapparire in una cella fortemente illuminata insieme ad altri suoi due amici.
Questa cella è molto diversa da quella sulla base lunare: è quadrata, non molto grande, e tutta in tinta bianca e con una porta che la chiude. Non ci sono aperture di nessun tipo: finestre grate o altro, sembra perfettamente sigillata. Roby va subito verso la porta d'ingresso e prova ad aprirla: ovviamente quell'ingresso è bloccato e la porta non risponde al comando di apertura interno che Roby preme ripetutamente e con tutta la rabbia di chi è stato di nuovo imprigionato.
"Dov'è Rieka?" urla immediatamente Roby sbattendo i pugni con altrettanta rabbia su quella porta. Ma non c'è alcuna risposta.
"Pretendo una risposta! Se non volete che vi distruggiamo tutta la flotta!" urla ancora più forte.
Ma poi qualcosa di strano ferma l'impeto del ragazzo: uno scossone abbastanza violento dell'astronave con le luci che per un attimo si spengono e si riaccendono.
"Ma che è stato?" chiedono gli amici.
"È un effetto simile a quello che succede quando si subisce un attacco e si viene centrati in pieno!" Spiega Roby.
Per un attimo c'è silenzio, interrotto improvvisamente dal rumore della porta automatica che finalmente si apre ed un clariano entra con il viso stranamente sorridente, anche se ormai il fatto che i clariani sorridano in certe situazioni non è poi così strano.
"Chi si rivede! Il ragazzino! - dice il tipo una volta entrato nella cella e vede fra i giovani Roby - Allora, sembra proprio che tu non la voglia smettere di interferire con la nostra missione. Ma ora l'avete fatta grossa, tu e la tua mogliettina!"
"Tu l'hai fatta grossa - replica immediatamente Roby - Conosciamo il vostro segreto e fra breve sarete carne da cannoni."
"Voi terrestri siete troppo stupidi! - insulta l'uomo - E i tuoi amici arcadiani troppo fiduciosi sulla loro potente armata iper tecnologica. Ma non lo hai notato? Quelli che sono nei guai siete voi! Vuoi un aggiornamento sulla situazione?"
Roby rimane perplesso e si mette a sedere su una sporgenza del muro che funge da panca, insieme agli altri ragazzi li con lui. Poi con un gesto della mano invita il clariano a ragguagliarlo.
"Allora: la vostra trasmissione criptata, sia al comando terrestre che alla vostra nave, è arrivata con successo, infatti i terrestri ci hanno appena sparato i vostri patetici missili nucleari."
"Ed ora. - interrompe Roby - Siete visibili, vero?"
"Si, siamo perfettamente visibili. - continua il tipo - Quelle patetiche bombe, come sapevamo già, hanno destabilizzato il campo di occultamento e quindi ora ci potete vedere. Almeno finché non ristabiliremo il campo. Quindi, immagino, che quello era lo scopo per cui sono stati lanciati e che quel messaggio criptato avrà dato delle istruzioni in merito. Bravi! Si, bravi, avete capito qualcosa. Poco ma già qualcosa. Sai, a dire il vero non pensavo. Altre popolazioni non sono mai riusciti a capirci niente. Anche se, mi spiace dirlo di nuovo, avete faticato per nulla!"
"Tu non pensare, fra un po' poi ti faremo smettere di pensare per sempre, pelle grigia! Intanto già ridete molto meno!" attacca Roby saltando in piedi.
"Calmo,... calmo. - riprende il clariano con la flemma che ormai li contraddistingue - Non riderò molto ma ora vi teniamo del tutto sotto scacco. Visto che tu e i tuoi amici diventavate troppo nervosi ed agitati, abbiamo pensato di impedirvi di attaccarci o anche solo di provarci a fare altre mattate. Cosi abbiamo prelevato gran parte dei vostri equipaggi. E pensa te che sorpresa vedere che, prelevando a caso la gente, abbiamo chiuso nelle nostre celle nientemeno che il re arcadiano in persona! Che colpo! - e sghignazza allegramente il clariano - E tutto grazie a te! Se stato stupido e fesso! Ora ve lo dico chiaro e tondo per l'ultima volta: lasciateci stare o farete una brutta fine tutti! Siete, da adesso in poi, tutti nelle nostre mani!"
Roby si sente un po' in colpa, ma si rende anche conto che quella può essere anche una tattica per indebolire il nemico psicologicamente e non si fa abbattere: "Mi dica dov'è Rieka! Non mi ha risposto."
"Insieme al suo paparino. - è la risposta secca del soldato - Ma se vuoi proprio rivederla, ti accontento subito!"
Il soldato preme alcuni tasti che ha in un bracciale, e lui e Roby si ritrovano il una stanza dove ci sono anche Rieka e suo padre. I due novelli sposi istintivamente si corrono incontro e si abbracciano. Ceso li osserva con il viso particolarmente teso: sa che tutta la coalizione è in pericolo insieme alla vita sua, della figlia, del genero, di qualche centinaio dei suoi uomini e di tutti gli abitanti della terra.
"Sei contento ragazzo? - interviene perentorio il soldato - Ora torniamo di la e discutiamo di tutto quello che ci hai combinato per liberare la tua donna!"
Roby si allontana da Rieka un passo, tenendole la mano, fissandola dritto negli occhi e le dice poco prima di sparire: "Ricorda che io ti amo, quindi non posso perderti! Non permettere a nessuno di farti del male, fra poco torno a prenderti e ti porto via da qui!"
Lei gli arriva appena ad accennare un "Anch'io..." che Roby viene nuovamente trasferito nella cella di prima. La rabbia del ragazzo è enorme sentendosi sempre più impotente, sballottato come un pacco postale e vedendo che adesso anche la potente coalizione dei pianeti è definitivamente sotto scacco, apparentemente poi per colpa sua fallendo nella missione sulla terra.
Nella cella dove viene riportato, il clariano che lo accompagnava però non c'è: stanno davvero facendo tutto quello che gli pare. Preso così dallo sconforto, sposta uno dei suoi amici che si trovano in cella con lui e scaglia un pugno contro il muro, facendosi non poco male visto che questo è di metallo.
"Guarda, - è l'immancabile intervento della guardia clariana fuori dalla cella - che se vuoi tornare a liberare tua moglie le mani ti servono tutt'e due!"
Oltre al danno anche le beffe!
"Aspetta che mi libero e vedi." mugugna Roby rabbioso, tenendosi la mano dolorante.
Nel frattempo dove sono rinchiusi Ceso e Rieka, arriva la visita del comandante dei clariani curioso di vedere di persona il re dei Tallin e, perché no, prendersi ancora gioco di lui. Appena entrato, orgoglioso com'è l'uomo, saluta i due prigionieri con alcuni tipici gesti del suo popolo: fermarsi sull'ingresso, mettersi praticamente sull'attenti, alzare il braccio sinistro, poco sopra la testa e lasciare che il polso faccia come cadere la mano aperta con il palmo verso il basso sopra il capo, come fosse un ombrellino improvvisato, poi dire: "Benvenuti eccelsi e graditissimi ospiti! La vostra presenza ci lusinga e onora!"
L'apoteosi della sfrontatezza, sfacciataggine e spudoratezza! Ceso bolle più di una pentola a pressione mentre a Rieka per la tensione nervosa ha alcune scariche di energia che gli scorrono lungo un braccio.
La cosa non viene notata dal clariano che finiti i salamelecchi, dice subito dopo ma con tono di riverenza sfrontata e inutilmente pesante: "Vede sovrano dei Tallin, perdoni la mia ignoranza sui vostri costumi, io proprio non capisco questa vostra ostinazione nel volere boicottare la nostra operazione. Come vede, invece noi vi trattiamo con tutti gli onori che spettano a persone come voi."
"Non vi vogliamo permettere di distruggere la terra e i terrestri. Mi sembra semplice, no?" risponde Ceso.
"Si, lo so, ma penso sia chiaro che noi non siamo degli sterminatori di altre razze, altrimenti vi avremmo già annientato. Avremmo attaccato in forze la terra e, forse, anche voi visto che la nostra tecnologia ce lo permette. Ma non lo abbiamo fatto. Ho come l'impressione, sire, che lei ci giudichi per quello che non siamo. Vi ripeto che voi non avete nulla da temere. D'altronde il fatto che stiamo privando i terrestri delle loro più distruttive armi, è proprio per impedire loro di creare danni irrimediabili al loro pianeta. Vedrà che subiranno meno perdite di quello che lei pensa." spiega il comandante ostentando un'apparente ragionevolezza.
"Ma allora, mi spieghi quello che per noi non è affatto chiaro: se siete così buoni, perché conquistare la terra? A cosa vi serve? Poi, per lei la schiavitù è forse un danno da poco? Le vite che andranno perse, non valgono nulla?" chiede Ceso sempre meno propenso al ragionamento con quell'individuo subdolo.
Il comandante resta un attimo in silenzio, guarda in alto tenendosi il mento con una mano, ragiona strabuzzando quegli occhi rossi e poi risponde con un tono che, anche se pacato, fa trasparire una certa tensione in crescita.
"Mi spiace, ma capirà che non posso dirvi proprio tutto. Alcune cose sono segreti nazionali. Poi, sa, sotto la nostra giurisdizione i terrestri in realtà vivranno meglio, non da schiavi. Anzi, direi molto meglio. Inoltre, grazie al progresso che porteremo, poi di questi uomini ne moriranno si, ma molti meno di quelli che muoiono adesso per le loro barbarie! Faremo davvero del bene a questa strana razza! Non capisco perche non ci crediate!"
"Semplice! - interviene con un forte tono prima ironico ma poi chiaramente bellicoso Rieka che non riesce più a trattenere la rabbia - Non credo che lei ci dica veramente tutto! E anche se sono giovane, non sono così una sprovveduta come credete! Abbiamo capito che avete dei secondi fini poco chiari! Voi avete intenzioni molto più maligne di quello che volete ostentare, ma noi lo scopriremo presto e vi faremo pagare quello che dei falsi impostori e ipocriti come voi meritano!"
"Sa, sire. - replica il comandante, guardando la ragazza e avvicinandosi a lei fissandola dritta negli occhi da non più di una quarantina di centimetri - Lei io la invidio: ha una figlia molto bella e con un carattere ben marcato, spavaldo, aggressivo. Che fierezza! - esclama ora con una voce tronfia e altisonante - Si, lei ha una figlia ammirabile! Complimenti! Sul mio pianeta si sparerebbero tutti i giorni per donne così. Per questo, sire, sono molto dispiaciuto nel fare quello che farò adesso: cioè dividervi. Ma, sa com'è, noi dobbiamo procedere con il nostro piano. E voi ci combinate troppi guai davvero."
"Immagino che chiedere quale sia, è inutile." dice Ceso.
"Continuare il piano di conquista. Ma quante volte ve lo devo dire?" è la risposta secca del comandante.
"Non ci riuscirete! Non ve lo permetteremo mai!" replica il re.
"Penso che lei si sbagli di grosso, sire! - esclama il comandante, mentre ricomincia a pigiare alcuni tasti sul telecomando che ha al polso - Esattamente come vi siete già sbagliati concentrandovi sul nostro occultamento mentre il nostro sistema di attacco era un altro. Ora penso che ormai avrete capito che la nostra forza non era quella ma ormai è tardi, non crede? L'occultamento è relativo, non ci piace più di tanto nasconderci. Poi ci pensi: come farete ad attaccarci con le navi prive del novantanove per cento dell'equipaggio che ora si trova, tra l'altro, alloggiato proprio nelle navi da attaccare? Rifletta, sire, rifletta!"
Ceso accusa il colpo e se prima bolliva di rabbia ora in quella situazione e dopo aver ricevuto un'altra sfilza di ‘sire', ora vorrebbe usarlo da pungi ball e picchiare finché ha forza.
Rieka si ripromette di incenerirlo con una delle sue più poderose scariche energetiche alla prima occasione favorevole. Ma il tempo della conversazione è finito: il comandante la trasferisce in un'altra stanza. Ora la principessa è lì, da sola. Sentendosi in balia dei suoi aguzzini e impotente davanti alla loro tattica, da sfogo alla rabbia lanciando a gran voce epiteti ingiuriosi sui clariani e lanciando su diversi oggetti scariche potentissime di energia che vanno a disintegrare tutto quello che centrano. Ma subito dopo si deve fermare in quanto sente un qualcosa che la punge proprio fra i seni. Pensando che ci siano telecamere, si reca nel piccolo bagno di quello che sembra un monolocale più che una cella. Li controlla cosa può essere a darle fastidio proprio lì.
Con sua sorpresa scopre che a pungere è un affarino minuscolo, semi carbonizzato. Guardando bene quell'oggetto non più grande di una capocchia di spillo la ragazza riconosce subito di cosa si tratta.
"È un tracciatore clariano, quelli lanciati dalle loro sonde per mantenere il controllo sulla gente! Si è bruciato! - esclama fra sé - Aspetta un attimo! Il tracciatore è rimasto incenerito dall'energia che scorre sul mio corpo, ma non da una scarica! - pensa Rieka - Questa è una bella scoperta! Si tratta dell'energia prodotta quando sono in un particolare stato di tensione nervosa, non da quella che produco da lanciare! Evidentemente il mio corpo quando sono sotto tensione produce molta energia che si accumula sulla pelle e di conseguenza tutto il corpo viene come avvolto da un forte flusso di plasma - continua a pensare - Così i tracciatori che sono appiccicati su di me probabilmente accumulano tale energia, si surriscaldano o sovraccaricano e si bruciano. Quindi penso di avere trovato il modo per non essere trasferita in continuazione da questi molluschi umanoidi: mantenere una tensione energetica superficiale sul corpo."
Rieka fa alcuni tentativi per esercitarsi a farlo ma si rende conto subito di una cosa.
"È una faticaccia! Lo posso fare ma non per un lunghissimo periodo. Richiede davvero un notevole sforzo! Ma ci devo provare!"
Pertanto, per abbassare la forza che ci vuole per l'operazione, pensa di spogliarsi degli abiti che ha, davvero tutti, tra l'altro alcuni indumenti sono isolanti, e tiene solo slip, camicetta e la gonna. Ha un po' freddo visto la temperatura che mantengono su quella nave, ma per salvarsi spesso bisogna soffrire!
"Ora proviamo se funziona. Primo devo farmi aprire la porta!" dice fra se.
Rieka comincia a chiamare a gran voce qualcuno per vedere se quel qualcuno entra da lei nella cella.
Il piano funziona. Dopo pochi attimi la porta si apre e un giovane soldato con la pistola puntata chiede qual è il problema.
Solo ora Rieka nella foga di scappare si rende conto di non avere pensato al fatto che le guardie di solito sono armate. Una scarica di energia sul clariano potrebbe fare partire un colpo dalla pistola e quindi, ora, che fare?
La ragazza fa quello che gli riesce meglio: agisce d'istinto. Cerca di distrarre il poveretto avendo notato, appunto, la sua giovane età.
"Senti, ragazzo, da quant'è che non vedi cose come queste?" e apre di scatto la camicetta mostrando il prosperoso seno.
Che crudeltà! Quel giovane si trova li a fare il soldato da parecchio tempo, e a fare quel lavoro certe cose non si vedono spesso. Tra l'altro quello che gioca a favore degli intenti della ragazza, c'è anche il fatto che a quell'età i clariani sentono molto la mancanza di una compagna, come dimostrato anche dal goffo tentativo di approccio del capo delle guardie sulla base lunare. Preso più che mai alla sprovvista, il giovane soldato spalanca gli occhi davanti a quella visione, cedendo ai ‘desideri della carne' e perdendo così per un attimo la concentrazione sul suo lavoro.
Lo sguardo diventa fisso verso un preciso punto, indovinate quale, la bocca che leggermente si apre, la pistola che si abbassa un po', il viso che repentinamente cambia tonalità di grigio: tutti segni di un evidente stato confusionale del clariano. Quella distrazione è quel quanto che basta a Rieka per dare al giovane inebetito una prolungata e poderosa scarica energetica che gli fa perdere i sensi.
"Sei un pervertito come tutti gli uomini! - urla poi lei riabbottonandosi al camicia - Non c'è una razza nella galassia che nei maschi non ci sia questa caratteristica! Vedete un paio di seni e siete subito storditi. Ormai è fin troppo facile trovare il vostro punto debole! Comunque, - continua poi ironicamente - ora avrai capito che non va bene guardare così le donne, soprattutto se sono già di altri!"
Frasi comunque dette al vento, la giovane guardia non la può sentire in quanto giace stesa supina al suolo, priva di sensi, ma con uno strano accenno di felicità stampato sul volto.
Rieka ora agisce velocemente: prende l'arma della guardia, si concentra e si sforza per mantenere sul suo corpo un certa tensione energetica che funge da scudo per i tracciatori e, non avendo molto addosso lo sforzo è abbastanza sopportabile. Aiutata dal Delan, Rieka vuole andare verso la sala macchine per fare più danno possibile agli alimentatori dei motori dell'astronave: sono il punto più delicato da colpire.
Ovviamente in plancia si accorgono che la ragazza non è più sotto controllo, e parte l'allarme. Mentre alcuni soldati si recano alla cella, altri la cercano usando le telecamere che però, non essendo molte, non aiutano gran che.
"Dove starà andando? - si chiede il comandante - E come ha fatto a liberarsi dei tracciatori? Non riescono più ad attaccarsi addosso a lei, ma come fa?"
Il sistema della tallin infatti funzione alla grande, anche se costa un po' di dolori qua e la quando questi si bruciano sulla pelle. Infatti, quando uno di quei minuscoli tracciatori che volano nell'aria vanno per attaccarglisi addosso, immediatamente si surriscaldano scottandole la pelle.
Rieka non ci da peso e cercando in ogni modo di non farsi inquadrare dalle telecamere, che individua con il fidato ed indispensabile Delan occultato in un bracciale, si avvicina rapidamente alla sala macchine tramite le scalette di servizio, poco comode, ma dirette al punto che vuole raggiungere, e soprattutto poco controllate.
Arriva così ad un corridoio che porta dritto alla sala macchine. Altro problema: questo corridoio è fortemente sorvegliato, non tanto dalle persone ma dalle telecamere. Quando sarà arrivata alla porta sarà certamente individuata. Ma non c'è altra maniera, se vuole entrare lì dentro. Occorre quindi fare un'azione rapida. Così si alza in volo e parte sparata verso la porta atterrando lì davanti.
Le telecamere la individuano subito ma, essendo arrivata a fortissima velocità, la porta arriva ad aprirsi prima che i sistemi di sorveglianza blocchino il congegno di apertura automatico, e lei si infila dentro pistola alla mano.
Per prima cosa Rieka getta subito un'occhiata generale per trovare il nucleo energetico centrale del motore che, con suo stupore, trova subito essendo come conformazione molto simile ai motori RAV che fabbricano sul suo pianeta: una alta colonna di tre metri di diametro alta circa cinque, in vetro di belkan, una specie di vetro traslucido verde, resistente come il ferro alle sollecitazioni e, soprattutto, resistente alle alte temperature. In effetti quelli che spingono la nave clariana sono, anche se con alcune differenze, dei motori RAV ma con sistemi di gestione dell'energia molto diversa.
L'importante comunque per la principessa è avere trovato quel nucleo! Rieka si alza in volo e, appoggiandosi su un ponticello, che fa da collegamento fra due sezioni del motore, posto a circa cinque metri dal suolo e praticamente appoggiato al soffitto, urla: "Fermi tutti o sparo al nucleo di potenza!"
Un clariano in camice rosso sbuca da dietro delle paratie urlando disperato.
"Ferma! Pazza che non sei altra! - poi, dato che non ha ancora visto dove si trova la ragazza che li minaccia, si blocca un attimo guardandosi attorno. Poi dopo aver individuato la donna le grida - Qui non si può sparare con nessuna arma! I raggi possono interferire con il campo energetico del nucleo di potenza creando uno squilibrio! Qui salteremo tutti in aria! Anzi farai saltare tutta la flotta, sia nostra che vostra! Anche la terra subirebbe dei danni notevoli, non sai quello che dici! Quindi ora tranquillizzati e parliamo. Come vedi - dice l'uomo aprendosi il camice - proprio per sicurezza qui nessuno ha delle armi, stai tranquilla, ti ripeto che nessuno è armato!"
"Molto bene! Allora adesso se non volete che causi una strage, mi dovete fare parlare con il capitano. Se vi rifiutate qui faccio saltare tutto! Noi, voi e la terra! Non scherzo, tanto non ho niente da perdere a questo punto!" minaccia Rieka.
"Certo, certo. - balbetta l'addetto che attiva subito la comunicazione e chiama il superiore - Capitano? La Tallin è piombata qui in sala motori è armata e..."
Il capitano non lo lascia finire e trasale urlando come un pazzo all'interfono con il malcapitato.
"Sei un emerito cretino! - lo insulta - Ma pensi veramente che quella ragazzina spari al nucleo lì dentro facendo saltare tutta la nave con i suoi sopra? Ma ti faccio degradare e mandare al pulire le latrine di tutte le navi, fesso! Tiratela giù e portatemela qua subito, cretini!"
Il capitano non è stupido, e ha capito l'indole pacifica degli arcadiani. Così non perde l'occasione di usare questa loro caratteristica a suo vantaggio: in guerra, per loro, tutto è lecito pur di vincere.
Ovviamente quel comandante ha ragione: Rieka in effetti non ha nessuna intenzione di sparare al nucleo sapendo bene le drastiche conseguenze che ciò porterebbe. In realtà la ragazza sperava che i clariani abboccassero così da riuscire a ribaltare la situazione per ora a vantaggio del nemico. Sperava anche di riuscire a prendere del tempo lì in sala macchine per trovare qualcosa di utile. Solo che ormai il tempo per fare qualcosa è finito! Il comandante ha mangiato subito la foglia e, dato quell'ordine perentorio, gli uomini della sala macchine, ora divenuti parecchi apparendo come i fantasmi da dietro i molti macchinari, si cominciano ad avvicinare con aria decisamente minacciosa alla principessa.
"Delan? - chiede ansiosamente Rieka al suo computer - Dimmi che hai tradotto le scritte o le comunicazioni! Fammi vedere che gli sforzi per programmati sono stati utili! Se non ti sbrighi questa volta mi fanno fuori e sono anche poco vestita. Che figura ci faccio?"
"Non ho del tutto completato il lavoro, ma sembra che in quel pannello in fondo sulla sinistra ,ci sia un comando per i ‘tracciatori volanti', o qualcosa del genere."
"Delan magnifico! Lo sapevo che non mi avresti tradito!"
I Clariani intanto già stanno salendo le scale che portano nella zona dove Rieka è atterrata. Salgono a grandi passi le scalette e ormai le sono addosso! Ora che capiscono che la ragazza non sparerà agiscono sempre più spavaldamente.
Una rapida occhiata alla situazione e Rieka spicca il volo verso il pannello indicato dal Delan. La cosa migliore sarebbe distruggerlo con un colpo di pistola ma, come già accennato, non si può. Ma un'altra arma altrettanto distruttiva la ragazza ce l'ha. Appena atterrata Rieka appoggia le mani a palme aperte sul piano del pannello e scarica tutta la sua energia in forma di alto voltaggio sull'apparecchiatura.
I Clariani vedendo le scariche elettriche che avviluppano il pannello, immediatamente intuiscono il tentativo della ragazza e si scagliano prontamente su di lei solo per rimanere paralizzati dalla potente scarica energetica. È il caso di dire che così Rieka ottiene due risultati: mettere fuori uso quel pannello e liberarsi della maggioranza dei Clariani.
Inaspettatamente, però, un altro pannello li vicino comincia ad emettere strani e poco rassicuranti rumori. Rieka non ha il tempo di reagire: quel pannello insieme ad altre apparecchiature ad esso collegate vanno in sovraccarico ed esplodono. Lo spostamento d'aria è notevole e lei viene sbalzata violentemente indietro contro la parete e sbattendo la testa con altrettanta forza. Quell'urto le fa perdere i sensi e Rieka stramazza al suolo inconscia.
Contemporaneamente, a causa dell'esplosione, nella nave si è attivato un allarme decisamente fastidioso: un sibilo terribilmente acuto.
Roby, come d'altronde tutti gli altri prigionieri rinchiusi nelle celle, si preoccupano chiedendosi che succede. Con loro grande meraviglia, si sentono addosso come alcune piccole punture senza che niente e nessuno li tocchi. Controllando il punto della fitta si accorgono che i piccolissimi tracciatori si sono tutti bruciati provocando una piccola ustione sulla cute. Passano pochi attimi e gli scudi che li tengono prigionieri si spengono.
"Se non erro siamo liberi!" dice Ceso con una spiccata flemma inglese, rendendosi conto di quello che succede.
Tutti gli arcadiani, ora liberi, si gettano a capofitto sulle guardie neutralizzandole in un attimo a causa della preponderante supremazia numerica. Subito recuperano anche i loro computer e le armi che sono su uno scaffale e dentro alcuni armadietti, non più in sicurezza perché anche questi ormai sono privi dello scudo che li proteggevano. Poi si piazzano dietro la porta della prigione pronti per prendere possesso della nave.
Dall'altra parte della porta, ovviamente, anche i Clariani si stanno schierando, pronti all'offensiva. Ma al ponte di comando il clima è paradossalmente tutto diverso. Il comandante, sbuffando come volesse dire: ‘ma quanto mi stanno stressando questi tallin', con una certa calma si mette in comunicazione con una delle altre navi.
"Sono Volid. Ho un problema con il comando dei tracciatori, mandatemi una delle vostre sonde ed eseguite la procedura ss1." E chiude incrociando, in attesa dell'esecuzione del comando, gambe e braccia.
"Cavolo quanto sono ostinati i tallin. Se sapevo così mi facevo trasferire in marina!" esclama stressato il clariano.
Sulla nave, in diversi punti, appaiono di nuovo le fatidiche sonde cilindriche, che cominciano a spargere i loro invisibili contenuti: milioni di piccolissimi tracciatori che volano velocissimi ovunque. Anche, e soprattutto, nelle carceri! Ed ecco che la storia si ripete. Ceso, Roby e gli altri vedendo di nuovo una di quelle sonde, si guardano delusi e abbassano le armi, tanto sanno già quello che succederà: pochi attimi e si ritrovano tutti in cella ma su un'altra nave. Solo Roby e Ceso vengono trasferiti al ponte di comando, proprio di fronte a Volid. Vedendolo i due sbuffano e alzano gli occhi al soffitto della plancia sentendosi di nuovo impotenti davanti a quel sistema così efficace.
"Sire! Ma allora! Non ci capiamo, vero? No, mi sembra proprio che non ci capiamo." è il benvenuto del capitano.
"Siamo cocciuti! E molto!" è la risposta secca di Ceso.
"Schermo! - esclama Volid - Giratevi e guardate un po' la. La vede?"
I due si girano e sullo schermo appare Rieka, stesa a terra priva di sensi, con in viso ancora una espressione come di sofferenza. I pochi abiti che aveva addosso sono bruciacchiati e laceri, riuscendo comunque a coprire il minimo indispensabile. È in questo momento che Roby e Ceso capiscono chi è stato a sabotare i sistemi. Ma cadono subito nello sconforto peggiore: Rieka è morta per cercare di salvarli?
"Rieka! Che ti hanno fatto? - urla preso dalla disperazione Roby, che parte per mettere le mani addosso a Volid - Me l'avete ammazzata! Bastardi!"
Le guardie lo bloccano con metodi poco ortodossi, e Roby si ritrova per terra con un gran mal di testa dovuto ad un forte colpo inferto da una delle guardie che gli sono di fianco.
Ceso fissa il capitano digrignando i denti e non dicendo nulla, in attesa di altre delucidazioni.
"Allora sire! - dice il capitano sempre con il suo tono ironico e beffardo, rivolgendosi al re - Sua figlia, per lei sire, o per lei Roby sua moglie, non mi sembra che stia molto bene. Non è morta non si preoccupi caro Roby, anche se ormai in effetti si eliminava da sola. Vedete, la vostra principessa ha provato a disinserire il nostro sistema di gestione dell'energia sulla nave, e devo dire che in parte c'è riuscita. Ha distrutto proprio il computer centrale del sistema. Devo ammettere che avete dei metodi molto efficaci: bravi! Ma, come vedete, non è servito a molto. A questo punto, - continua il capitano sempre più beffardo - adesso il discorso è questo, non mi piace, però lo devo fare: se volete che noi soccorriamo e curiamo le ferite della vostra cara principessa, prometteteci che non vi intrometterete più nei nostri affari, che andrete via in pace come vi ho detto dall'inizio, e che convincerete anche lei a non interferire più nelle nostre questioni. Voi non ci interessate, ripeto alla nausea che non abbiamo intenzione di ingaggiare una guerra con voi. Dovete solo andarvene in pace. Penso inoltre che dovreste anche cominciare a capire che, come è evidente, è probabile che una guerra contro di noi, voi la perdereste sicuramente. Ovviamente, se non accetterete, lei non riceverà cure, - dice minaccioso indicando lo schermo - poi noi attaccheremo le vostre navi ormai sguarnite ed impotenti. Dopo vi porteremo tutti sul nostro pianeta come prigionieri. E, credetemi, allo stato attuale delle cose non è una bella cosa!"
"E lascereste morire Rieka in quel modo?" dice Roby
"Morire non so, ma finché non avremo motivo per curarla ... Sapete, ha preso proprio una gran brutta botta quando il pannello di trasferimento dell'energia gli è esploso di fianco. - continua il capitano ironizzando all'estremo - Quindi meno è il tempo che vi prendete per decidere, meno la ragazza soffrirà o rischierà di morire! Sire, ora sta a lei fare la sua mossa."
Sembra proprio che non ci sia modo per scappare da quel sistema: si è sempre e costantemente sotto scacco ed impotenti davanti al nemico. Ceso e Roby si guardano sconsolati con il senso di angoscia che sta davvero toccando il culmine, accompagnato dall'ansia per la salute della povera Rieka.
Nessuno si può muovere: centinaia di arcadiani, re compreso, sono in balia dei clariani come ostaggi. Le navi della coalizione sono impotenti. Rieka è in fin di vita: la scelta è obbligata.
"Va bene! Ci arrendiamo." Dice un mortificato Ceso.
"Noi ora vi rinchiuderemo in cella. - dice Volid - Poi, curata la principessa, e prometto che la cureremo con le nostre più avanzate tecniche a prova del fatto che non siamo dei ‘cattivi', sarete tutti rimandati nelle vostre navi. Voi ve ne andrete, e qui finiranno i nostri rapporti. Se vi ritroveremo nel quadrante, riempiremo la nave C8MM di tutti i vostri equipaggi e li porteremo sul nostro pianeta per sempre. E vi garantisco che non scherzo: non li rivedrete mai più. È chiaro? Non vi provate a chiamare rinforzi, tanto avrete notato in quanto poco tempo possiamo neutralizzarvi. Teniamo tutto e tutti sotto controllo: anche i vostri respiri possiamo registrare! Quindi niente scherzi, sire, il tempo di giocare è finito come la nostra pazienza!"
I due non rispondono a tutta quell'arroganza, sono tesi, nervosi e molto preoccupati per Rieka e la situazione. Vista la faccia dei due, che hanno gli occhi fissi sullo schermo che ancora visualizza Rieka, il capitano sorride sentendo più che mai di avere in pugno anche la coalizione. Poi rompe gli indugi.
"Prenderò il vostro silenzio come un si. - poi chiama un soldato e gli ordina - Portali alle celle 116 e 119. - poi si rivolge a Ceso - Signori, spero di ridarvi al più presto la vostra principessa sana e salva. Ma poi sparite per sempre o la prossima volta non sarò così gentile. Sire, i miei gentili saluti e a non rivederci mai più!"
Ceso e Roby seguono i soldati continuando il loro silenzio. Non riescono a capacitarsi del fatto che hanno sbagliato tutto e, quindi, anche su Arcadia stanno lavorando su qualcosa che non serve a nulla: una soluzione per sconfiggere quel sistema di occultamento. Addirittura Rieka pur riuscendo a fare molto, ha rischiato la vita poi per niente. Per ora le idee stanno a zero. Ceso e Roby sperano solo di riavere al più presto Rieka sana e salva per tornare all'astronave e vedere se almeno i computer hanno trovato almeno una traccia alternativa da seguire.
Rinchiusi di nuovo in cella, i minuti allungano la loro durata nella spasmodica attesa di avere notizie sulla salute di Rieka. Roby è talmente teso e ansioso che quasi si mette a piangere. Fortunatamente il capitano dei Clariani ha mantenuto la promessa. Cura Rieka con una particolare attenzione, anche se poi non si era fatta un gran che: trauma cranico con conseguente perdita di conoscenza.
Una volta curata la testa della giovane, il capitano accompagna la ragazza da suo padre. Addosso ha ancora solo il camice azzurro che i clariani usano nelle infermerie, d'altronde i suoi abiti erano ormai da buttare.
Il comandante si affaccia alla cella del padre e, spento il campo di forza che la sigilla, spinge dentro la giovane e poi intima al re: "Io, sire, la promessa l'ho mantenuta. Sua figlia l'abbiamo curata ed è sana e salva. Ora voi mantenete la vostra! Vi farò avere anche dei vestiti per lei visto che non ha niente addosso. - fa per andarsene, ma poi torna un po' sui suoi passi e aggiunge - Comunque, di nuovo complimenti re dei tallin, ha una figlia intelligente e piena di inventiva!"
Ceso non sopporta più tutti quei ‘sire' del capitano e stringe forte i pugni per trattenere la rabbia che vuole esplodere. Ma vedendo la figlia sana e salva, si concentra su questo e si rilassa un attimo. Rieka è ancora un po' scossa, ed essendo rimasta fuori dai giochi per un po' non capisce a cosa si riferisce il Clariano.
Vedendo il padre che la guarda commosso e con le lacrime agli occhi per la gioia, gli si getta fra le braccia e i due si abbracciano forte.
"Come stai piccola mia?" è l'ovvia domanda di Ceso alla figlia.
"Bene papi. - lo rassicura lei - Nell'esplosione ho solo preso una grande botta contro il muro. Per fortuna non ho niente di rotto, il muro in quel punto era rivestito di fonoassorbente che ha attutito la botta, ma sono un po' rintronata, quello si. Nell'urto ho sbattuto un corno ed è quello che mi ha fatto svenire. Per fortuna che non si è rotto, se no sai il male! Comunque devo dire che i clariani mi hanno curata e visitata non grande meticolosità, gentilezza e attenzione: mi hanno stupito! Che paradosso: si comportavano in un modo quasi carino! ... Ma Roby dov'è?"
Già, Roby. Anche lui viene presto informato delle condizioni di salute di Rieka dal capitano che, uscito dalla cella di Ceso, passa da quella di Roby situata poco più avanti lungo il corridoio delle carceri. Finalmente il giovane e apprensivo marito si può rilassare. Ma ora si deve preparare ad essere trasferito sulla sua astronave.
I pochi preparativi li sbriga in tutta fretta: per lui tornare sulla nave significa tornare ad avere un'occasione per combattere il nemico. Per l'ostinato terrestre l'arrendersi non è contemplato nei suoi progetti e non intende farlo ora. La terra, il suo pianeta, è in pericolo e non solo! Poi non disdegna l'idea di fare pagare a quel popolo egocentrico e fanfarone, quello che si merita: un abbassamento della ‘cresta' facendoli umiliare nel peggior modo possibile.
Quello che però non capisce ora è perché, dato che sono già passati diversi minuti, nessuno si fa vivo. Anzi, visto che i minuti continuano a passare, sorge il dubbio che i Clariani abbiano mentito spudoratamente.
Ceso pensa la stessa cosa, e comincia a chiedere di una guardia per parlare con il capitano. Ma la cosa serve a poco, in quanto alcuni soldati armati arrivano con l'ordine di prelevare i tre e portarli in plancia. Ceso, Rieka, di nuovo vestita e Roby, dopo poco sono di nuovo di fronte al comandante.
"Bene, caro il mio sovrano della coalizione. - ironizza ancora Volid - Ora vi rimandiamo tutti a casa. Ma, dato che voi non siete persone che si arrendono facilmente, abbiamo pensato che ... anzi ... è meglio dire che ci vediamo ‘costretti' a trattenere tutti gli equipaggi esclusi quelli per le operazioni di routine. Questo come ..., diciamo ..., garanzia del fatto che non tornerete in forze per attaccarci. Fra questi, e mi dispiace ma sono ordini superiori, pensiamo di trattenere per un altro po' la vostra splendida figliola, sarà un ulteriore incentivo a lasciarci in pace. Quando fra alcuni mesi avremo posto la nostra base sulla terra, allora tutti torneranno a casa sani e salvi."
"Voi non potete fare questo! - urla Roby, avvicinandosi al capitano solo per ritrovarsi una pistola puntata al petto - Tenete me non lei!"
"Che spirito nobile il maritino! - dice il capitano voltando le spalle ai tre. Ma poi comanda - Se la contaminazione è finita, rimandateli indietro!"
"NO!" è l'ultima parola, anzi, l'ultimo urlo di Roby, disperato, prima di sparire insieme a Ceso.
Roby e Ceso appaiono sulla Genis, in plancia. L'astronave è completamente deserta: sembra di essere su un vascello fantasma. Ceso subito attiva le comunicazioni interne per parlare con tutti quelli che sono sulla nave.
"Ceso ad equipaggio! Ceso ad equipaggio! Quanti siete sulla nave? Rispondetemi!"
"Qui sala macchine. Sono Itew, qui siamo solo due e fatichiamo a gestire tutti i sistemi!"
"Qui controllo supporti vitali. Anche qui siamo solo due e penso che sulla nave non ci sia davvero nessun'altro."
"Meno del minimo indispensabile per anche solo tenere acceso questo affare!" esclama il re.
Roby impreca e maledice contro i clariani disperato, pensando a Rieka ancora prigioniera e pensando al male che le possono fare mentre loro devono fare tutto con solo quattro uomini.
"Ma tu pensa! - continua senza darsi pace il giovane - Sono giorni che ci diamo da fare, che lottiamo contro questa gente e adesso qual è il risultato? Siamo esattamente al punto di partenza! Come non avessimo fatto nulla! Sulla terra si chiederanno cosa stiamo facendo e che devono fare adesso che hanno sparato i missili. Noi abbiamo le astronavi vuote e loro continuano la loro conquista come niente fosse! Ma il fatto è che in effetti noi non abbiamo ancora fatto niente di concreto! Anzi, un risultato lo abbiamo ottenuto: Rieka adesso è loro prigioniera e le nostre navi sono vuote! Bel risultato!"
"Calmo ragazzo, non è questo il modo giusto per affrontare una situazione così! Ricorda poi che Rieka è anche mia figlia, non sei l'unico in angoscia. Vedi, so per certo che possiamo sistemare tutto: noi tallin non perdiamo mai la speranza! Credimi: questo da una grande forza! - dice Ceso cercando di calmare il focoso genero - Rieka poi sa difendersi, ma ricorda anche che lei sicuramente conta sul nostro lavoro per andarla a salvare. Quindi diamoci da fare! Tutto e tutti hanno un punto debole: dobbiamo solo insistere per trovarlo! Poi anch'io mi devo rifare di un qualche ‘sire' di troppo!"
"Sire?" chiede Roby non capendo.
"Lascia stare, è una lunga storia fra me e Volid." Dice sorridendo lo suocero.
"Beh, voglio fare come dici. Diamoci una mossa allora! - dice Roby andando con rinnovato vigore ad un pannello tattico provvisto di un grande visore - Quello che sappiamo è solo il fatto che l'unica cosa che può fare qualcosa a questa gente sono le radiazioni nucleari delle nostre bombe atomiche. Queste però interferiscono solo sul loro occultamento. Il problema che abbiamo noi, invece, è il loro tele trasferimento: è di una efficacia impressionante! Può spostare centinaia di cose insieme e attraversare scudi e protezioni di ogni genere grazie ai tracciatori. Che ci possiamo fare contro una tale arma?"
"Allora, i tracciatori non si possono neutralizzare in massa e questo è in effetti il problema più grosso! Dunque, vediamo un po'. - dice Ceso esaminando un palmare rettangolare largo una ventina di centimetri e alto una quindicina. Sfregando con il dito lo schermo per sfogliare i dati, continua dicendo - Stando alle informazioni raccolte, in effetti i clariani sembrano avere un sistema perfetto di ‘attacco inattivo'."
"Chiamiamolo così!" dice Roby fissandolo.
Ceso pensa un po', guarda verso il soffitto e risponde: "Tutto vero, ma di solito se un ‘qualcosa' interferisce su un'altra ‘cosa' sotto un aspetto, questo vuole dire che ha comunque generato una reazione su un altro ‘qualcosa'. Queste reazioni possono essere reazioni utili ai nostri scopi. L'unica ‘cosa' ora è il capire ‘cosa' e, anche meglio, il ‘come' le radiazioni danno fastidio al loro campo energetico di occultamento influendo su quella ‘cosa': potremmo scoprire il ‘qualcosa' che viene guastato dalle radiazioni e a ‘cosa' dobbiamo mirare. Possono essere informazioni molto interessanti, magari che hanno a che fare con il loro sistema di generazione di occultamento. L'attacco dei terrestri, è vero, non ha fatto molto, ma quel poco è la pista da seguire ... anche perché è proprio l'unica!"
"Cosa, come , il cosa! È un macello! Boh! Io non ho capito molto ma partiamo dal fatto che le esplosioni atomiche neutralizzano il sistema di occultamento! - continua Roby - Allora: le esplosioni nucleari ‘qualcosa' fanno, come facciamo a capire ‘cosa'?"
"Facciamo lavorare i computer su questo e ragioniamoci anche noi!" dice Ceso che ha il cervello che gli va a mille, quasi gli fuma pensando a qualche soluzione.
Poi si mette in contatto con i pochi che sono nelle altre astronavi e chiede se i sensori che lavorano da ore ininterrottamente possono dare qualche indizio.
"Niente sire. - replica un incaricato - Comunque stiamo lavorando, e premetto che siamo solo cinque, quindi capirà che ci vorrà tempo, su tutti i campi. L'unica cosa importante è che abbiamo capito come fanno a passare i nostri scudi con le loro sonde."
"E tu questo lo chiami niente? Dimmelo subito!" urla Ceso saltando dalla sedia.
"Usano un radiazione sconosciuta che le scherma. Quando il loro trasportatore le spedisce contro le nostre navi, prima invia un impulso di questa energia che le maschera, l'impulso manda fuori fase la zona colpita dello schermo, e si crea una debolezza nello scudo. Questo permette il passaggio del raggio trasferitore che non viene più riflesso. Il tutto avviene in un paio di millisecondi e quindi non viene rilevato. Il problema è che, per ora, non c'è niente che possa rilevare o bloccare questa radiazione. Stiamo provando a fare qualcosa ma non c'è nessuno dei tecnici e io non ci capisco niente! Ho studiato da pilota non da ufficiale scientifico!"
"Ascolta! Neppure le radiazioni degli armamenti nucleari terrestri le bloccano?" chiede Roby.
"Assolutamente no. Quelle radiazioni hanno semplicemente destabilizzato il loro occultamento, che di fatto non è un gran che. La destabilizzazione si basa sull'assorbimento dell'energia atomica di base. Anche un bambino annienterebbe quell'occultamento! È tutto un bluff! I clariani non basano il loro attacco su questo, ma sulle loro sonde. Aggiungo che loro usano questa strana energia anche per gli scudi. Risultato: non possiamo penetrare la loro protezione per recuperare i nostri che hanno in ostaggio. Aggiungo che sicuramente quello che ci stiamo dicendo lo stanno ascoltando e si faranno anche qualche bella risata. Per ora siamo bloccati."
"Ok. Avvisatemi se ci sono delle novità! Anzi no, altrimenti il nemico lo saprebbe prima di noi!" dice Ceso chiudendo la conversazione.
Sulla nave dei clariani intanto, il comandante si sta facendo in effetti una grassa risata davanti ad un buon bicchiere di xanio, una specie di vino del suo pianeta, nel vedere il suo nemico in tale situazione. Ha infatti ascoltato tutto, come previsto dall'incaricato sulla nave arcadiana: le comunicazioni sono completamente controllate. Così il clariano se la spassa sapendo che per ora non ha nulla da temere dal suo acerrimo nemico e ordina un perentorio: "Continuiamo con la nostra missione!"
Sulla Genis, intanto, ci sono due che continuano ad arrovellarsi senza posa.
"Pensiamo a tutto! - dice Roby prendendo un palmare con l'intenzione di controllare ogni rilevazione - Su quale base si possono spostare le cose nello spazio."
"No! Così non va. - dice Ceso - Vedi, i sistemi, teoricamente, sono decine e non è detto che noi li conosciamo tutti. Ci vorrebbero mesi per sperimentare la cosa. Io invece non riesco a togliermi dalla testa i loro motori!"
"Cosa centrano? Stanno tutti fermi!" chiede Roby
"Sono sempre loro che producono energia, e i loro, come i nostri, producono un campo energetico stabile, non dannoso, smorzato dai campi di contenimento a scudo bipolare, ma comunque fortemente pericoloso. Il loro campo poi è così pericoloso che ho notato che non lasciano neppure le armi a disposizione di chi lavora in sala macchine." Risponde Ceso
"E' vero! Rieka la dentro era la sola armata! Gli altri non avevano nulla in mano. Poi, se ricordi, prima di essere spediti qui hanno parlato di contaminazione nell'energia: che fossero contaminati i motori tanto da non poterci neppure trasferire? Mi viene da pensare che qualcosa li bloccava. Abbiamo dovuto aspettare un pezzo in cella!" Dice Roby che comincia ad eccitarsi.
"Non credo. Quella contaminazione forse riguarda solo il tele trasferimento, forse le radiazioni residue destabilizzano il sistema e diventa difficile il trasporto. Può servire a rallentarlo ma non certo a fermarlo. Non penso la cosa centri con i motori." Dice Ceso continuando a pensare e a scorrere informazioni sul suo palmare.
"E' probabile. - dice Roby - Però, non avendo nulla, possiamo vedere se questo è un indizio per qualcosa di più importante. Ripartiamo da zero. Tutti i capitani hanno solo una paura!"
"Che il nemico gli centri i motori o glieli blocchi, di rimanere con poca energia, oppure senza scudi. - replica Ceso - Altro che solo una paura: le paure sono molte."
"Vero! - continua Roby - Ma ipotizziamo che la contaminazione fosse nei flussi di energia, questo influirebbe nel tele trasferimento, perché anche il tele trasferimento richiede energia e tanta, giusto?"
"Giusto. - dice Ceso con un grande sorriso - Quindi è probabile, anche se non certo, che le radiazioni provocate dalle esplosioni dei missili nucleari terrestri gli contaminano l'energia prodotta o la reazione di base della produzione dell'energia dei loro motori: non si tratterebbe di semplice destabilizzazione, ma di crisi dei motori!" Questo pensiero eccita anche Ceso.
"Probabile! - esclama Roby - Pensavo ad un'altra cosa, ma probabilmente la tua teoria è meglio della mia. Come fare però a saperlo?"
"È un bel dilemma: come fare a sapere le cose se il nemico non lo puoi analizzare? Studiamo un metodo!"
Intanto sulla nave dei clariani Rieka è stata portata in cella. È più piccola delle altre ‘visitate': non è difatti un appartamentino, ma una specie di monolocale con l'uscita chiusa solo da uno scudo di energia che le permette di vedere fuori. Ha potuto anche constatare che il modo garbato dei conquistatori sta lasciando il posto a metodi più bruschi e violenti. Ma mentre è li, il Delan che ha al polso, nessuno si è accorto di questo apparecchio celato nel bracciale che porta sempre, segnala l'arrivo di un messaggio dal suo pianeta, Arcadia.
Rieka trema vedendolo: ora che i clariani cominciano a stare più attenti a quello che hanno i loro nemici teme che proprio quella comunicazione faccia trovare quell'importantissimo strumento che ha con sé. Sicuramente, infatti, la comunicazione è stata tracciata. Presta così la massima attenzione al corridoio, temendo che piombi lì un soldato e gli porti via il computer, ormai unico mezzo a disposizione per avere almeno una speranza di contatto con i suoi e qualche informazione utile.
Si carica di energia e stringe le mani l'una dentro l'altra, pronta a scaricare una delle sue più classiche bordate di energia al primo che entra.
Aspetta e aspetta, ma non succede nulla. Rieka rimane stupita: strano, anzi, impossibile che i Clariani le lascino uno strumento in grado di comunicare con l'esterno e dotato di sensori. Continua a ripetersi che, sì all'inizio non ci facevano caso a queste cose. Ora però viste le capacità di sapersi liberare e creare guai, se i clariani sanno che ha a disposizione quello strumento verranno a toglierglielo sicuramente.
La ragazza non capisce: quel popolo è strano ma non così stupido! C'è però un'altra possibilità: per un qualche motivo quella trasmissione non è stata captata, almeno così potrebbe essere.
"Intanto vediamo di che si tratta" si dice.
Quello che vede la fa sorridere, visto il momento che sta attraversando. Si tratta di una trasmissione a onde statiche via sub spazio. Quelle statiche non sono onde utili nelle trasmissioni audio, ma molto utili nelle trasmissioni di dati in quanto, a dispetto del nome che gli è stato dato a causa del sistema che le crea, viaggiano velocissime nel sub spazio. Le si usano soprattutto per mandare messaggi di testo, come in questo caso. È un sistema avanzato che potremmo paragonare agli S.M.S. spediti con i nostri cellulari.
"Vediamo che dice ... Da Rianne. Rieka, ti aspetto insieme alla compagnia su Arcadia al più presto. Hanno finalmente finito la costruzione della nuova discoteca: 'L'impero sonoro'. Quando apriranno sembra che tu sia invitata come madrina d'onore. Forse canterai un brano con i Denobula!! Spazialeeee!!!"
Rieka, appassionata di musica com'è, vorrebbe saltare di gioia prendere su e andare subito sul suo pianeta, ma ovviamente non può. Comunque adesso ha un motivo in più per liberarsi dai clariani, banale, ma c'è.
Medita e rimugina passeggiando nervosamente su e giù per la cella e poi decide di fare un esperimento. Provare a scaricare i dati raccolti in sala macchine, e spedirli alla nave madre via sub spazio con il sistema delle onde statiche. Se quelle trasmissioni i clariani non le intercettano, può essere un grande vantaggio: probabilmente si è trovato un modo per comunicare senza essere spiati dal nemico. Bastano pochi attimi e Rieka effettua la trasmissione.
Sulla nave madre, dove fervono ricerche di ogni tipo, si ode il computer dire: "È arrivato un messaggio di testo. Volete visualizzarlo?"
Sia Roby che Ceso sentendo il computer sono straniti visto che nessuno trasmette messaggi in quel modo a parte i ragazzini. Si guardano un attimo l'un l'altro e rispondono contemporaneamente: "Si!..."
Su un piccolo schermo della plancia appare un lungo testo che comincia con le parole: "Sono Rieka, sto bene. Ho scoperto che probabilmente i Clariani non intercettano questo tipo di trasmissioni. Provo ad inviarvi alcuni dati che sono riuscita a raccogliere nella sala macchine dei clariani."
"Scoperta non da poco a questo punto!" esclama esultante Ceso.
"Due buone notizie, non è male direi!" replica un Roby anche lui festante nel sapere che Rieka sta bene e che ora c'è forse una pista concreta per neutralizzare il nemico.
I due ovviamente si buttano a capofitto sui dati appena inviati analizzandoli con una particolare attenzione. Spunta un particolare davvero interessante tanto che Ceso appena lo nota, benché sia un re, cerchi sempre di avere un certo contegno e abbia passato i cinquanta, anche se per i Tallin cinquant'anni sono in paragone molto meno di quelli dei terrestri, si mette a saltellare per la stanza dalla gioia sotto gli occhi esterrefatti del genero. Ripresosi un attimo e ridatosi contegno, da una sonora pacca sulle spalle a Roby ancora più esterrefatto di prima.
"E vai! E vai!" gli esclama con un enorme sorriso.
Roby lo guarda sempre più sbalordito non avendolo mai visto fare così.
"Ma che hai trovato?" gli chiede quasi timoroso di ricevere un'altra sonora pacca sulla spalla che la sente ancora dolorante.
"Guarda qui! - esclama eccitato il sovrano - Le radiazioni emesse dal vostro uranio contrastano la reazione di base dei loro motori. Proprio come avevo pensato! Questo è davvero un colpaccio!"
"Quindi possiamo bloccare i motori e lasciarli senza energia! Il che bloccherà il trasferitore e bloccherà i loro odiosi tracciatori!" esulta ora anche Roby.
"Si, caro genero! - continua Ceso entusiasta - E visto che, come ti dicevo prima, questi sistemi hanno bisogno di molta energia, poco che riusciamo a sabotarli e tutto si bloccherà ... Glieli do io i ‘sire' a quel capitano strafottente! - dice il re non vedendo l'ora di ripagare le ingiurie subite fino ad allora - Però, il problema è come scaricare abbonati radiazioni dentro i loro motori senza che se ne accorgano e nel contempo salvare i nostri in tempo: potrebbero fare rapidamente una strage! Abbiamo la soluzione ma ora applicarla sarà dura! Ci vuole un piano studiato al millesimo di secondo!"
"Si può fare! - dice il computer della nave che seguiva come sempre i discorsi - Le onde statiche si possono usare come vettori per alcuni tipi di radiazioni. Una certa gamma di onde statiche erano usate come base per i primitivi ‘trasportatori a distanza'. Alle particelle si possono legare molte cose affinché siano trasportate tra cui proprio le radiazioni nucleari."
"Cosa sono questi trasportatori?" chiede Roby.
"Antenati dei nostri tele trasferitori." risponde Ceso.
"E poi dicono che i computer non servono a niente! - dice Roby - Ma con gli ostaggi?"
"Senza potenza le navi sono immobilizzate completamente per alcuni minuti." Continua il computer.
"Giusto! Le altre nostre navi ci devono aiutare! Si può fare una cosa anche se il rischio è enorme. - spiega Ceso - Se riusciamo nel nostro intento, nel momento in cui le loro navi perderanno potenza dobbiamo agganciare tutti i nostri uomini e portarli via nel minore tempo possibile: in quel momento potrebbero anche ucciderli. Ma tutte le porte saranno bloccate e non potranno raggiungerli facilmente. Appena prelevati attaccheremo in grande stile! Gli vogliamo fare vedere cosa significa rapire mia figlia!"
"Scusa, suocero! Ma tu non eri quello che non condivide la politica della vendetta?" chiede ironico più che mai Roby.
"Certamente! Ma non sono perfetto e quello me l'ha fatta venire su tutta! E quindi ..."
Il re comincia subito a digitare su una tastiera del quadro delle comunicazioni il testo del messaggio e lo spedisce con lo stesso sistema delle onde statiche alle altre navi e anche ad Arcadia, per informarli della situazione e del probabile attacco, così anche sul pianeta possono cominciare a prepararsi per un probabile attacco.
I terrestri sono intanto all'oscuro di tutto e sono più che mai sulle spine non sapendo più nulla di cosa è successo dopo quell'attacco sferrato ormai ore prima. Così, pensando al peggio, tutte le basi vengono informate di tenere pronte tutte le armi nucleari che possono andare oltre l'atmosfera.
Tutto procede mentre i Clariani non si accorgono effettivamente di nulla: il sistema funziona egregiamente! E quell'apparente calma sta irritando il comandante Volid. Lui, cominciando a conoscere bene il nemico, sa che quei Tallin mai si arrenderanno a loro quindi, che staranno facendo? Così contatta Ceso per sondare il terreno.
"Salve sire. - dice con il suo consueto tono velatamente ironico - Vedo con piacere che avete capito la lezione. Siete molto calmi ultimamente."
"Non capisco cosa vuole dire, comandante." È la risposta di Ceso.
"Che, almeno apparentemente, non state tentando un altro folle attacco." Dice Volid cercando di capirci qualcosa.
"Per adesso in effetti no, ma stia attento che, se troviamo una falla nel vostro sistema, anche piccola, lei capirà presto con chi ha a che fare! E le consiglio vivamente di trattare bene mia figlia." Minaccia il re.
"Sa ... sire, - dice il comandante con un sincero tono di apprezzamento - io più la conosco più la ammiro! Lei sta lottando contro un nemico molto più forte, molti suoi uomini sono a rischio della vita, pure sua figlia, ma comunque non si arrende e vuole salvarli tutti vincendo pure la guerra. Glielo leggo negli occhi suoi e del suo genero al suo fianco. Davvero uno spirito nobile, davvero lodevole, almeno per come vediamo noi le cose. Mi creda la ammiro seriamente. Siete una razza molto fiera!"
Poi, senza tanti convenevoli, chiude la comunicazione.
"E' troppo calmo, sa qualcosa o ha scoperto qualcosa! Ma cosa. Cosa!" rimugina Volid.
"Mandiamo una sonda?" chiede il vicecomandante.
"C'è già, ma non ha recepito niente di importante. Che faranno lì quei due adesso? Questa situazione è ancora più snervante di prima. Il fatto che le astronavi arcadiane non si siano allontanate un metro davanti alla nostra minaccia, non mi convince. Sono li ferme e non fanno nulla: un sondaggio, una trasmissione, i sensori sono al minimo. Anche i livelli di energia sono stati portati al minimo, ad indicare che non ci sono più particolari attività. Cosa diavolo stanno facendo gli arcadiani? Sanno qualcosa o no? Se si, cosa sanno? Mi faranno impazzire questi qua!"
"Di certo non preparano un attacco, comunque! Tutto è fermo su quelle navi. In un certo senso possiamo stare tranquilli: niente attività, niente attacchi a sorpresa."
Il capitano non vuole sentire ragione: è troppo sotto pressione!
"Non sappiamo cosa sta facendo il nemico! - esordisce con il suo equipaggio saltando in piedi dalla sua poltrona - Non dobbiamo assolutamente sottovalutarlo! Quindi tenete sotto controllo tutto quello che fanno, occhio anche ai minimi particolari! Sensori sempre attivi e al massimo della sensibilità! Non voglio che passi neppure un granello di polvere senza che io lo sappia."
Così, mentre i Clari continuano a studiare come sottrarre tutto ciò che c'è di nucleare sulla terra e controllano accuratamente i loro nemici, i computer delle astronavi arcadiane lavorano sulla scoperta fatta, che può permettere finalmente di usare qualcosa che il nemico non riesce a percepire. E così si fa un'altra interessante scoperta. Il computer avvisa Ceso.
"C'è la conferma al novantatre percento che le onde statiche possano essere usate per trasmettere anche le radiazioni dell'uranio terrestre. Probabilmente se i clariani non possono percepire le onde statiche, non percepiranno anche le radiazioni che trasportano."
Roby di getto e con notevole veemenza, propone: "Facciamo così: ‘preleviamo' le radiazioni dall'uranio che c'è sulla terra, poi le scarichiamo nei motori delle loro navi usando come vettore le onde statiche! Glielo facciamo mangiare l'uranio!"
"Calma ragazzo! - dice il ‘saggio' re - Prima analizziamo tutte le opzioni. Se ci sbagliamo mi sa che questa volta non avremo una seconda possibilità. Ricorda che a Rieka possono fargli del male."
Ora oltre ai cervelli elettronici anche quelli terrestri, rappresentati da Roby e talliniani vari, lavorano particolarmente. E Ceso aveva ragione ad aspettare ancora un po'. Arriva infatti un aggiornamento da Arcadia dove hanno scoperto che anche alcune operazioni del più recente tele trasferitore, possono essere camuffate con quello stesso sistema. Roby e Ceso sono entusiasti, ma dall'avere fatta questa scoperta al riuscire a programmare un attacco, ne passa molto. Così, usando quei messaggi di testo, ci si organizza.
Prima di tutto cercare di salvare Rieka e tutto l'equipaggio. Poi pianificare un attacco in grande stile.
Grazie alla collaborazione di tutti, ai pochi membri degli equipaggi sulle navi e al centro tattico su Arcadia, ma anche a quelle scoperte appena fatte, non passa molto che la soluzione si trova, anche se molto pericolosa. Il fatto è che comunque al momento è anche l'unica, quindi bisogna tentare! Unici a non sapere ancora nulla sono i terrestri che non supportando quel sistema di comunicazione non possono essere avvisati in nessun modo. Solo per non tenerli troppo in pena ricevono un breve messaggio in cui vengono invitati a non fare più assolutamente nulla, e ad aspettare nuove comunicazioni. Questo anche se i clariani lo intercettano non li dovrebbe mettere in allarme più di tanto.
Passa ancora poco tempo e Ceso manda con l'ultimo messaggio, il via all'operazione. Per chi è sulle astronavi quella situazione è davvero particolare: di solito, quando si organizza un attacco, le astronavi sono piene di soldati, robot, droidi di ogni tipo e molti che lavorano alacremente e corrono avanti e indietro per i corridoi che si affollano come fossero i vicoli di un centro cittadino nei giorni di mercato. Ora, invece, anche il ponte di comando, di solito pervaso di voci che aggiornano dati e situazioni, è silenzioso: gli unici suoni che si sentono sono quelli delle apparecchiature elettroniche che scandiscono con sfrigolii e vari "bip" il loro alacre funzionamento.
All'attacco!
Prima fase dell'operazione: togliere energia alle astronavi Clariane. Scopo: recuperare Rieka e tutti gli equipaggi nel più breve tempo possibile, visto che i loro scudi e l'occultamento con il calare dell'energia andranno persi. Il tempo per fare questo però è appunto ridottissimo. Infatti si dovranno individuare e prelevare tutti prima di un eventuale ripristino dell'energia. I computer per l'individuazione delle persone è velocissimo, ma comunque si tratta di centinaia di componenti degli equipaggi e non si sa dove sono dislocati nelle navi clariane. Comunque la prima fase dell'operazione ha inizio. Ceso spiega a Roby cosa si sta facendo e quindi come può essere d'aiuto.
"Allora, adesso tutte le navi stanno assorbendo le radiazioni del vostro uranio prelevandolo da tutti i missili e depositi che avete. Tutta questa radioattività la stiamo trasportando con le onde statiche qui e accumulata in diversi campi di forza creati sulla nostra nave. I campi creati sono esattamente quante sono le navi nemiche."
"Poi glielo spariamo ne motori!" dice Roby che non vede proprio l'ora di agire.
"Calma! Impara una grande lezione, ragazzo mio. Gli arcadiani sono quello che sono perché hanno imparato che la guerra e la vendetta sono cose che peggiorano le persone, anche se all'apparenza appagano! - perle di saggezza Talliniane - Appena saremo al massimo trasferiremo usando come camuffamento le onde statiche, quelle radiazioni nei convogliatori di flusso dei loro motori, i quali le porteranno dritte, dritte al nucleo di reazione che si contaminerà. Poi a questo punto speriamo che i nostri calcoli siano giusti! Se così è, i loro reattori si spegneranno di botto causando lo spegnimento totale di tutto, comprese le sicurezze e i loro tracciatori. Un così improvviso malfunzionamento bloccherà anche le energie di riserva permettendoci di agire. Ma attento! Questo lo dico per te, non coltivare l'odio e non voglio che agisci spinto da questo sentimento negativo. Il nostro fine è salvare chi ci è caro e bloccare il nemico! Non fare una indiscriminata strage! E non voglio che mia figlia si ritrovi un violento al fianco!"
"Condivido pienamente il pensiero. Non è facile, ma... - dice Roby, che fa fatica a trattenersi - Comunque, dopo avere tolto loro energia, sicuro che non la riattiveranno immediatamente con quella di scorta? Dopo come facciamo?"
"Le energie di scorta o, peggio per loro basate su batterie, dipende da cos'hanno sulle loro navi, anche funzionassero, difficilmente saranno tali da effettuare dei trasporti, tenere attivi tutti i ponti di navi così grandi o altro. Saranno attivi solo il supporto vitale e i computer principali. Forse qualche arma ma non di più. Comunque non sufficienti da mantenere alzati gli scudi o impedirci di riprenderci i nostri equipaggi. - dice il re dondolandosi sulla sedia - Inoltre, i sistemi e i motori bloccati così di colpo richiedono tempo per ripartire, in genere anche cinque o sei minuti. Spero proprio si resettino tutte le procedure! Sai che lavoro gli tocca fare! - dice sorridendo - Quindi, se saremo veloci, recuperati i nostri uomini faremo fuoco a volontà mentre tutto è ancora spento o giù di li. Potremo neutralizzarli con pochi colpi precisi e mirati, facendo così anche il minore numero di vittime possibile. - poi Ceso fa una piccola pausa, con il viso un po' preoccupato - Sempre che i nostri conti siano giusti, altrimenti questo sarà il più breve attacco della nostra storia, e sarà anche un massacro! Quelli potrebbero reagire ammazzando tutti quanti ... noi compresi!"
"Funzionerà! - lo incoraggia Roby - Ne sono certo! La c'è tua figlia che ti aspetta, non dimenticarlo! Anzi ..."
Roby si alza e corre via. Ceso non capisce, ma non gli chiede nulla. Comunque Roby torna poco dopo con alcuni indumenti in mano che prontamente mostra a Ceso.
"Che ne dici? - gli chiede sorridendo - Li mandiamo a Rieka?"
Roby ha preso dalla sua stanza un tipico geral, stivali e alcuni accessori di protezione, come spalline, scudo di energia portatile e bracciali in denso plastico, da spedire alla moglie. Ceso sorride, ma capisce che in fondo l'idea è buona spedendo che con quella roba Rieka potrà essere meglio protetta in caso ci sia uno scontro a fuoco. Sa anche che quelle cose serviranno anche a fare capire alla figlia che loro hanno trovato una soluzione e che adesso riescono a sfuggire al controllo clariano. Così Ceso accetta di spedire il tutto nel punto di provenienza della trasmissione fatta da Rieka con il sistema di tele trasferimento basato sulle onde statiche.
"Ho paura però. - continua Roby - E se nel tele trasferimento i clari individuano le onde di spostamento e si allertano?"
"Probabile, - ragiona Ceso - ma se riusciremo a spedire quella roba a mia figlia, vorrà dire che quelle onde possono attraversare i loro scudi in incognito. Lo faremo per sicurezza alcuni istanti prima dell'attacco."
Infatti quando mancano solo pochi minuti alla seconda fase dell'operazione, Ceso e Roby vanno in sala tele trasferimento. Roby mette gli indumenti nel tele trasferitore e poi, individuato il punto da dove Rieka ha trasmesso, gli spediscono il tutto. Rieka, che si trova sdraiata sul letto della sua cella ragionando sul cosa può inventarsi questa volta per fuggire, sente uno sfrigolio proveniente da sotto di lei. Incuriosita, guarda sotto il letto e vede i suoi abiti. Capendo al volo quello che succede, salta a sedere ed esclama uno strozzato, ovviamente non vuole farsi sentire, "Ma vieni!" Poi prende la coperta, vi avvolge il tutto, pensando alle telecamere e, andata in bagno, abbandona gli abiti clariani e indossa quelli appena ricevuti. Poi, usando sempre il lenzuolo, si copre per non fare vedere gli indumenti appena indossati ed esce rimettendosi nel letto in attesa di nuovi segnali.
Mentre questo avviene, sull'astronave madre si continua ad attuare il piano.
"Fase due! Via!" è il semplice messaggio che Ceso manda alle altre navi ad indicare che è giunto il momento di spedire le radiazioni nucleari nei rispettivi punti assegnati. Ogni nave crea alcuni campi di forza nel proiettore di onde che si trova a prua. Qui il campo di forza viene poi annullato onde rilasciare le radiazioni nucleari e simultaneamente il proiettore spara un fascio di onde che imprigiona le radiazioni e le spedisce a destinazione. Ora, tutti fissano gli occhi sul computer e ai monitor in attesa dell'effetto delle radiazioni. Tutti i pochi presenti sulle astronavi arcadiane hanno le dita pronte a pigiare i tasti per attivare tutto e cominciare l'operazione tre.
Cosa succederà adesso? Passano uno, due, cinque, dieci secondi, secondi eterni, interminabili!
"Dai! Qualcosa deve cominciare a succedere!" dice l'impaziente terrestre allo suocero.
"Calma vedrai che anche se poco una piccola ... " Cerca di rispondere Ceso quando viene interrotto.
"Gli scudi delle astronavi clariane perdono rapidamente energia!" Dice il computer di bordo.
Ceso attiva le comunicazioni ‘normali', tanto adesso i clariani capiranno comunque di essere sotto attacco, e ordina perentoriamente: "Trasferiteli tutti! Via! Via! Tiriamoli fuori tutti da la dentro!"
Non c'è tempo per esultare, nessuno sa per quanto tempo quegli scudi rimarranno abbassati e se i clariani cominceranno a eliminare i prigionieri. Inoltre solo adesso in questi pochi attimi, si potranno trasferire le persone. Così anche Roby si butta a capofitto sul pannello dei sensori e comincia il lavoro il più rapidamente possibile. Ceso intanto tiene monitorate le astronavi nemiche, che rapidamente si stanno letteralmente spegnendo, per allertare in caso di qualsiasi possibile pericolo. Il computer riesce a individuare i prigionieri ad agganciarli e rapidamente a trasferirli. Poi comincia a dare i risultati.
"Dieci trasferiti ... venti trasferiti ... cinquanta trasferiti ... " e continua rapidamente il conteggio.
Il tutto facilitato dal fatto che i prigionieri sono tutti insieme quindi trovato il gruppo trovati tutti.
Sull'astronave dei clariani intanto scoppia il putiferio.
"Tutti i sistemi perdono energia!" è la frase che più si ode sulle plance di comando.
"Cosa è successo!" chiede il comandante.
"Massima contaminazione del reattore! I motori sono completamente fermi, abbiamo completamente perso energia! Confermo, motori fermi e spenti! La reazione delle energie di base si è fermata improvvisamente!"
Il comandante va su tutte le furie capendo quello che sta succedendo.
"Hanno contaminato il nucleo con delle radiazioni! Come hanno fatto!" Urla.
Ma proprio in quel momento anche la plancia di comando si spegne completamente e rimangono accese solo le luci di emergenza e alcuni visori principali alimentati dalle batterie. Ora li regna la penombra e il silenzio assoluto dovuto al terrore della consapevolezza che se ora il nemico sparasse, loro oltre al non potere neppure rispondere al fuoco riceverebbero dei colpi diretti il che vuol dire astronave distrutta! Quell'improvviso silenzio viene interrotto da un grido rabbioso del comandante.
"Siamo sotto attacco! Svegliatevi! Attivate l'energia di riserva! Sbrigatevi incapaci!... Lo sapevo! Me lo sentivo!" continua a ripetere il clariano furibondo.
"Energia inserita! Fra un minuto e 16 i sistemi primari ripartiranno." gli viene risposto dopo pochi secondi.
"Scudi! Armi! Sonde! Pronti con..." continua il comandante ma viene interrotto.
"Comandante mi scusi, ma come dicevo con l'energia di riserva, abbiamo energia solo per il mantenimento ambientale e i sistemi primari, armi e altro richiedono troppa forza! Dobbiamo prima decontaminare il reattore. Al massimo possiamo, usando un po' di energia per aprire i portelli, sparare un qualche missile. Ma solo fra tre minuti i puntamenti funzioneranno di nuovo, prima spareremmo alla cieca! Non beccheremmo neppure una corazzata galattica messi così!"
"Fra tre minuti potremmo essere tutti morti! Andate subito dai prigionieri e cominciate a farli fuori! Se non abbiamo gli scudi avranno già cominciato a trasferirli e dopo spareranno a volontà. Se li vogliono noi glieli diamo, ma morti! Anzi, cominciate dalla principessa! - poi mettendosi a sedere sulla sua poltrona ringhia fra i denti - Hanno cercato la guerra e guerra sia! Non sanno con chi hanno a che fare!"
L'ordine del comandante viene subito spedito in un modo insolito: un soldato deve andare a piedi alle celle perché le comunicazioni non funzionano perché non collegate alle batterie per avere energia. L'incaricato corre a perdifiato per i corridoi malamente illuminati delle luci di emergenza e porta il suo perentorio messaggio alla guardia di Rieka. Il soldato, appena ricevuto l'ordine, non tentenna un attimo e sbloccando la porta manualmente, entra nella cella di Rieka. Li rimane immediatamente stupito nel vederla. Infatti la principessa è vestita dei suoi abiti tradizionali, che prima non aveva.
"Ciao!" dice lei.
Poi, senza dargli il tempo di fare nulla, alza il braccio, gli punta il dito a pochi centimetri dalla fronte e lo fulmina all'istante con una delle sue scariche energetiche: il soldato cade a terra privo di sensi.
È in quel momento che anche Rieka viene trasferita sulla nave madre, proprio in plancia, dove l'attendono il padre e il marito. Ma l'accoglienza non è certo delle migliori. I due uomini infatti sono impegnatissimi a recuperare in tempo il resto degli equipaggi e, visto che il sistema di recupero lavora in automatico, non sanno chi viene trasferito e dove, quindi non si rendono conto che lei è arrivata li.
Rieka capisce al volo quello che sta succedendo in quegli istanti concitati in cui tutti ora si trovano, e allora si avvicina al marito e chiede: "Posso essere utile?"
"Rieka!" è l'esclamazione che fanno all'unisono Ceso e Roby.
Ma a parte l'avere girato per un attimo la testa non staccano per altro tempo gli occhi dagli schermi, in quanto ci sono molte altre vite da salvare in tempo. Roby comunque allunga una mano alla ricerca di quella della moglie e la stringe forte.
"Sì, cara. Aiutaci a recuperare tutti prima che i clariani li ammazzino!"
Anche il tempo stringe, e sempre più! Infatti i Clariani stanno cercando di entrare nelle carceri dove ci sono gli arcadiani, ma le porte sono bloccate come forma di sicurezza antievasione dopo il collasso energetico. Ovviamente c'è lo sblocco manuale, ma la procedura è lunga e complessa studiata apposta per evitare intrusioni dall'esterno. Tutto questo si rivela provvidenziale, in quanto è un ulteriore tempo che, chi è già sulle navi, può usare per continuare freneticamente il tele trasferimento.
Gli arcadiani ancora prigionieri stanno comunque pronti ad ogni evenienza, ma sono fiduciosi vedendo il loro numero li dentro quella enorme cella calare rapidamente.
Il conteggio del computer su quanti venivano prelevati, ora si è trasformato in un conto alla rovescia di quanti ne sono rimasti.
"Ne rimangono cinquanta. Quaranta ... venti ... dieci ... trasferimento dei prigionieri terminato! Equipaggi al completo e al loro posto!" è il lieto messaggio che il prodigo computer da a tutti.
Ma di messaggio ne arriva anche un altro!
"Attenzione! Livelli di energia nelle astronavi dei Clariani in rapido aumento" avvisa perentoria l'intelligenza artificiale.
"Fuoco a volontà! Subito! Colpite prima le armi e i motori, poi i centri di mantenimento vitale! Dobbiamo costringerli alla resa incondizionata ed immediata!" esclama Ceso dando inizio alla terza fase: l'attacco e proprio pochi secondi prima del tempo massimo.
Tutte le astronavi arcadiane cominciano, mirando ai punti vitali di quelle nemiche, a sparare con tutto quello che hanno, probabilmente sparando verso il nemico anche parte della rabbia accumulata in quella guerra di nervi appena passata.
Le navi dei clariani vengono scosse dai potenti colpi delle armi delle navi arcadiane. Scintille, scoppi e fumo cominciano a pervadere i corridoi e i ponti dei velivoli clariani che subiscono inermi colpo su colpo. Con quel po' di energia che si è riusciti a recuperare dopo un alacre lavoro dei tecnici, i computer finalmente ripartono, ma solo per dare messaggi drammatici.
"Colpi di laser potenziato diretti sulla nostra flotta! Sono stati colpiti i motori di tutte le nostre navi. Colpiti anche i centri di scambio energetico, il supporto vitale è seriamente danneggiato. Non abbiamo né scudi né armi attive. Altri colpi in arrivo!"
"Lanciate i missili! - urla il capitano dei Clariani - Lanciate i missili! Venderemo cara la pelle, noi clariani non ci arrenderemo così facilmente!"
"I portelli sono ancora bloccati, non possiamo lanciare. - è mesto messaggio di risposta - Tutti i centri di smistamento dell'energia stavano partendo ma sono appena stati distrutti, abbiamo solo l'energia di base che è appena sufficiente anche per il mantenimento. Inoltre ormai è tutto fuori uso. Capitano, siamo completamente inermi: gli arcadiani hanno sparato con una precisione millimetrica su ogni nostro punto vitale. Ci devono avere studiato più di quanto potessimo capire."
"Ecco perché distruggere il nostro occultamento! Maledetti! ... Si possono fare decollare i caccia? - tenta un ultima possibilità il capitano, ma poi si risponde da solo - Si, e che fanno i caccia contro una flotta di incrociatori stellari a pieno regime? Sarebbe un suicidio e basta."
Il capitano dei Clariani si butta allora sulla poltrona di comando, sconsolato: questa volta a provare un forte senso d'impotenza è lui.
"Siamo stati sconfitti in quattro minuti! Ma ci pensate? Quattro, piccoli, cortissimi minuti! - dice rabbioso - Battuti da una ragazzina dai capelli viola! Ma come si fanno ad avere i capelli viola? Sposata per di più con uno che vive all'età della pietra! Ci hanno fatto fuori in quattro balordi minuti! Abbiamo sottovalutato i nostri nemici come dei pivellini alle prime armi. Che pivelli! Sì, proprio così, pivelli!"
Tutt'altro clima ovviamente si vive sulle navi degli arcadiani, dove i messaggi che arrivano dal computer sono ben diversi.
"Il nemico è stato colpito direttamente: tutti gli obbiettivi centrati. I Clariani hanno pochi minuti e poi le loro astronavi saranno completamente prive di energia e supporto vitale. Ormai possono solo arrendersi."
Roby ora fa quello che fino a quel momento non ha potuto fare visti i momenti concitati dovuti alla battaglia appena finita. Prende la moglie e se la abbraccia più forte che può. Poi, nuovamente infischiandosene della presenza del re, padre della moglie e anche di ogni protocollo talliniano, se la bacia appassionatamente in mezzo alla plancia.
Ceso è imbarazzatissimo notando tra l'altro che tutti lo guardano e sogghignano.
"Allora Roby, che ne dici se la smettiamo di dare spettacolo? - esclama seccato lo suocero - Dobbiamo contattare il capitano dei clariani. Non mi sembra sia il caso di fare vedere voi due così, no? - poi continua sottovoce - Fra un po' quello si metterà anche toccarle le corna in pubblico! Che pazienza mi tocca avere con questo terrestre!"
Il genero obbedisce, ma prima di lasciare Rieka, Roby la fissa e le dice: "Quanto mi sei mancata, piccola!"
Il tutto però viene interrotto dall'addetto alle comunicazioni.
"C'è una richiesta di comunicazione. La richiesta proviene dalla nave madre clariana. Rispondiamo?" chiede l'addetto alle comunicazioni.
"Non mi dire! E, chi è?" chiede il re, anche se ben immagina chi sia.
"Il comandante dei clariani: Volin" Risponde l'addetto.
"Vediamo se è un po' più ragionevole adesso. - ironizza Ceso - Voglio vederlo e vedere se mi chiama ancora ‘sire'!" esclama risoluto.
Sul grande schermo appare il comandante clariano, con una espressione decisamente meno strafottente e arrogante delle altre volte in cui i due uomini si erano affrontati. Alle spalle del clariano si vedono gli effetti di quel tremendo attacco: sfiammate, fumi che si innalzano dalle apparecchiature, pezzi di lamiere e cavi che penzolano dal soffitto e anche i visi di chi opera sul ponte di comando che dal solito grigio lucido si è passati ad un grigio ... ‘fumo'.
"Complimenti ... sire! - è l'inizio del mesto discorso del clariano - Le devo proprio fare i miei complimenti. Non so come avete fatto, ma ci avete battuto con i nostri stessi mezzi: siete riusciti ad agire in completo incognito giocando il nostro, fino ad oggi, infallibile sistema."
"Esatto, caro il mio comandante - dice Ceso dondolandosi a destra e sinistra sulla poltrona del capitano - Voi avete agito nascondendovi, e ... diciamo che l'idea è venuta anche a noi."
"In effetti è vero. - interviene Rieka lasciando un po' tutti perplessi - Mi spiace intervenire così, ma i vostri modi non meritavano altro! Non si va in giro a conquistare pianeti solo per il gusto di farlo! La vita va rispettata, evoluta o meno che sia. Voi dite di rispettare gli altri, ma cosa sia il rispetto mi sa che non lo sapete di certo!"
Roby vedendo la moglie così agguerrita nel dire quelle parole, appena termina se la abbraccia arrivandole alle spalle e la stringe forte a se.
"Le torno a ripetere re Ceso, che lei ha una figlia che tutti i maschi del nostro pianeta vorrebbero sposare. - continua il comandante - Gran bel carattere anche se, purtroppo, è già sposata. Ma questo potrebbe non essere un problema così grosso come sembra ..."
"Sì, lei ha ragione. Ma con questa storia lei sta pure diventando monotono. Mia figlia è sposata e a lei di certo non la darei in sposa. Non penso che però lei ci abbia chiamato per parlare di Rieka e fare ancora lo spiritoso." interrompe Ceso.
"No, è ovvio, anche se la cosa mi affascina. Vede, noi clariani amiamo ripetere molte volte quello che ci piace o ci colpisce, anche se per voi è ... monotono. - continua il comandante dei clariani - Ma veniamo ai fatti. È la prima volta che mi tocca trattare una sconfitta, cosa che faccio solo per rispetto verso la vita dei miei uomini che fra poco cominceranno a rimanere senz'aria. Noi clariani non ci arrendiamo così facilmente. Comunque ricordate che abbiamo altre flotte, e forse non finirà qui. Torneremo in forze!"
"Forse non ha capito bene come funziona! - minaccia Rieka fra le braccia di Roby - Ora i nostri computer hanno trasferito tutte le informazioni che erano immagazzinate nei vostri. Conosciamo quindi a menadito tutti i vostri sistemi e di questo noi faremo tesoro. Soprattutto sappiamo da dove venite e come funziona il vostro trasferitore. Così sarà la nostra flotta ad andare sul vostro pianeta e a radere al suolo tutto. Chiaro, caro il mio comandante?"
"Lo immaginavo. - replica Volin - Quindi ci arrendiamo senza condizioni. Spero che tutto questo rispetto per la vita che decantate ora lo mettiate in pratica!"
"Vede, caro il mio comandante. - dice alzandosi in piedi e passeggiando avanti e indietro davanti alla poltrona di comando - Noi a differenza di voi, non siamo dei violenti. Per l'esattezza, lo eravamo, anzi, eravamo dei conquistatori, proprio come voi. Però, il rischio di estinzione e un lungo periodo di indicibili sofferenze, ci hanno portato a capire che il tutto non ne valeva affetto la pena. Anzi: erano tutto tempo ed energie buttate al vento. La vita vissuta così non valeva niente e perdeva di significato. I miei avi cambiarono quindi completamente strada scoprendo la gioia di vivere in un modo opposto: nella pace e armonia con tutte le razze che popolano le galassie, scoprendo la gioia del bello, dell'arte e della cooperazione. Il progresso dovuto a questo ha superato ogni più rosea aspettativa. Mi creda, lei non sa cosa si perde a vivere così come vivete voi."
"Quello che dice è probabilmente vero, - poi fa una pausa, abbassa lo sguardo e continua - ma il nostro problema è che il nostro pianeta, bello, lo rimarrà ancora per poco." è la strana risposta del comandante.
"Come mai? Cosa ci vuole dire?" chiede Rieka.
"Proprio per colpa di una guerra e di una particolare arma detta ‘qwerà' che una delle due fazioni pensava fosse risolutiva. Beh, in effetti non si sbagliavano, la guerra è finita, ma quell'arma ha rilasciato un residuo nell'atmosfera che, una volta depositato sul terreno, ha ossidato un minerale presente sul nostro pianeta e indispensabile alla vita vegetale. - spiega il comandante molto mestamente - Così oggi la vita su Clario, il nostro pianeta, sta rapidamente finendo per la mancanza del fissaggio dell'ossigeno al terreno. Le piantagioni muoiono a un ritmo impressionante e di conseguenza stiamo rapidamente rimanendo senza viveri. Non solo stanno morendo tutte le piante. Morendo gli alberi e sparendo le foreste anche gli animali stanno morendo e l'ossigeno finirà a breve nel nostro mondo: il pianeta morirà in poco tempo per mancanza di cibo ed aria. Una soluzione comunque c'è: l'unico modo per sopravvivere è importare enormi quantità di un minerale che noi chiamiamo Berutonio e, dopo averlo polverizzato, spargerlo sul terreno."
"E perché non avete chiesto aiuto invece di attaccare un pianeta inerme? - chiede Ceso - Non conosciamo il minerale, ma anche se fosse un minerale che non si trova facilmente, sicuramente popoli più pacifici ve lo avrebbero dato volentieri. Molti popoli sono molto più altruisti di quanto voi pensiate."
"Lei pensa molto male di noi. - replica ora seccato il comandante - Vede, quello che non troverete mai sui nostri computer è che il vero problema riscontrato sta nel fatto che questo minerale non lo abbiamo trovato da nessuna parte se non sulla terra. Quella base sottomarina da voi attaccata è quella che ci ha aiutato ad individuare il giacimento. A differenza di quello che pensate, noi non siamo un popolo che va in conquista di altri pianeti. Di guerre ce ne facciamo già abbastanza da soli. Il nostro piano era di prenderci il Berutonio tranquillamente, di nascosto. Farlo non sarebbe stato un problema se non fosse sorto un altro problema: su questo pianeta il minerale è vicino al nucleo ed è allo stato liquido. La temperatura è proibitiva per qualsiasi nostro mezzo di estrazione in tempi brevi. Avessimo tempo potevamo adottare anche altri metodi. Ma visto che il problema sul nostro pianeta peggiora rapidamente, non abbiamo altra scelta!"
"E, se lecito, quale scelta avete fatto?" chiede Ceso chinandosi in avanti e con un tono della voce molto stridulo.
"L'unico sistema che abbiamo trovato per fare presto è quello di raffreddare il nucleo con una ‘detonazione reagente': in solo due giorni il nucleo andrebbe a solo duecento gradi e noi potremmo agire tranquillamente. Penso però che immaginiate cosa significa raffreddare il nucleo terrestre. Comunque la scelta era: o noi o loro. Quindi per evitare una guerra dove i terrestri avrebbero usato le loro armi nucleari, visto i nostri problemi con l'uranio e che anche il Berutonio è sensibile alle sue radiazioni, abbiamo cercato prima di togliere di mezzo le armi terrestri il più possibile, per poi conquistare questo pianeta primitivo e sicuramente più violento di noi. Comunque molti terrestri li avremmo salvati e portati da noi per aiutarci."
Rieka sentendo il folle piano non resiste, il suo carattere sensibile non può accettare una tale cosa ed esplode, cominciando ad urlare al capitano, mettendo così in evidenza i pronunciati canini che le conferiscono un'espressione ancora più aggressiva.
"Ma che gente siete! Prima vi massacrate, poi distruggete il vostro pianeta, ed adesso massacrate un'altro pianeta per salvarvi la pellaccia! Meritate di crepare tutti!"
Il padre cerca di mitigare i toni dell'aggressiva figlia. Nota che addirittura Roby non ha il coraggio di affrontare la moglie infuriata.
"Mia figlia ha perfettamente ragione, anche se vorrei usasse toni più ... conversativi. Non capiamo il perché di un tale comportamento. Visto il fatto che se proprio il Berutonio si trova con così tanta difficoltà, potevate impegnarvi per trovare un altro pianeta dove vivere o trovarlo. Siete arrivati fino qua, e non c'è un altro pianeta che permetta la vita della vostra razza?"
"Ci abbiamo pensato, che vi credete. - dice l'orgoglioso comandante - Solo che miliardi di noi si sono rifiutati di abbandonare il pianeta e, in oltre, altri pianeti con le caratteristiche del nostro non ne abbiamo trovati."
"Ma fino a dove vi siete spinti con le esplorazioni? Non capisco: di pianeti abitabili ce ne sono centinaia. Gli arcadiani ancora adesso vanno in giro ad esplorare e trovano altri pianeti consoni alla vita di tante specie diverse. Mi chiedo come sia possibile che in decine di quadranti con milioni di sistemi solari non avete trovato niente. Non ci posso credere." Dice Roby particolarmente perplesso.
"... beh ... vedete ... in effetti ... " tentenna e balbetta il comandante.
"Cosa significa: beh, in effetti?" chiede ancora Roby.
"Abbiamo esplorato bene praticamente una decina di Parsec circa, sapete, non abbiamo un gran che di astronavi da esplorazione. Il Berutonio sulla terra lo abbiamo trovato solo per il fatto che un mercante di minerali nelle sue ricerche lo aveva trovato anni fa sondando il pianeta." dice ora con tono timido il comandante, temendo una ripercussione che non tarda ad arrivare. Infatti Rieka, già furiosa da prima, prima comincia ad avere scariche di energia che gli scorrono per il corpo, poi esplode.
"Se fosse per me la lascerei li a crepare! In dieci parsec non ci trovi neppure una stella, anche se fosse una gigante bianca! Ma dico io ..."
Ceso tocca un braccio alla figlia, prendendosi pure un discreto scossone, e gli fa cenno di calmarsi. Lei sbotta, ma per rispetto verso il padre ed anche al re, gira le spalle al monitor e vola dal marito abbracciandolo e dicendo a lui quello che pensa di quella gente. Poi si girano verso il monitor e ascoltano come continua la conversazione rimanendo vicini.
"Mettiamola così. - continua il re - Lasciamo stare cosa avete o non avete fatto. Ora pensiamo a come aiutarvi subito: le vostre navi non reggeranno ancora a lungo visto i punti che vi abbiamo colpito. Poi penseremo anche al problema del vostro pianeta. Contatterò il comando della coalizione, e vedrà quello che si può fare con la collaborazione!"
Roby, intanto, stemprata la tensione, riavendo Rieka fra le braccia ed essendo tutto ormai definitivamente finito, la stringe forte e le dice commosso: "Quanta paura ho avuto quando ti hanno tenuto sulla nave. Ho perfino pensato che ti avrei perso. Penso di non avere mai passato una paura così. Cosa farei se ti perdessi? La vuoi smettere di farmi passare tutte queste paure?" e gli occhi gli diventano lucidi.
"Sono qui adesso, tesy. - ora è Rieka che si commuove - Il peggio è passato. Tranquillo, non fare così che mi metto a piangere anch'io, poi." e i due rimangono li abbracciati insieme.
Ceso li lascia fare e si preoccupa di quello che sta succedendo sulla nave del comandante clariano che, a quanto pare, sta in effetti per cedere definitivamente.
"Ancora cinque minuti e l'astronave clariana principale collasserà!" avvisa l'addetto ai sensori principali.
Il re va sulla sua poltrona e pigia un pulsante visualizzato sullo schermino che è alla destra su un bracciolo.
"Presto! Tele trasferimento? Sono Ceso!"
"Qui sala tele trasferimento, siamo pronti!" rispondono
"Eseguite subito! Trasferire i superstiti sulla Genis . Una volta qui, soccorrete subito i feriti mentre gli altri metteteli in sicurezza nelle celle e, dato che le celle non bastano, in alloggi protetti da un campo di energia. Il comandante invece scortatelo il sala tattica, dove ... dobbiamo fare due chiacchiere io e lui soli!"
Passa poco che Ceso si ritrova a tu per tu con il clariano e riprende la conversazione insieme anche gli altri comandanti delle astronavi arcadiane. Si vuole meglio sapere il perché della vicenda, ma ora anche come salvare letteralmente miliardi di vite.
"Conosciamo per vostra fortuna più di un terzo della galassia e questo per aiutarvi viene molto utile." Dice Valio Del uno dei comandanti.
Questi, consulta freneticamente il computer e in pochi attimi si scopre subito che un pianeta adatto alla vita dei clariani c'è, anche se non proprio perfetto, ma la vita per loro è possibile.
"Qui su Delia4 potrete trovare una nuova casa molto simile alla vostra! - esclama - Solo piccoli problemi di gravità, meno accentuata di 0.4, e atmosfera un po' più rarefatta, ma l'adattamento non sarà un problema e fra un paio di generazioni non si risentirà più di nulla. Rimane solo un problema: la distanza che è notevole. Il pianeta dista addirittura di circa centocinquanta anni luce. Considerate le vostre tecnologie, vedo che le navi passeggeri non superano Rav11. La distanza la possono coprire bene ma così un viaggio che sarebbe durato una settimana a Rav16, durerà invece tre anni e mezzo. Noi dal canto nostro non abbiamo così tante navi da fare il trasloco."
"Vero! - continua il re - Ma se ci pensiamo, comunque potrete salvare tutta la vostra gente. Poi questo vi darà tempo per riflettere su come amministrare la vostra nuova società."
Gli accordi continuano anche con il consiglio della coalizione per organizzare gli aiuti che nonostante tutto si vogliono dare ad un popolo in pericolo di estinzione.
Ci vorranno davvero molte navi e preparativi notevoli per trasferire tutta quella gente in tempo. Si dovrà ricostruire tutto sul nuovo pianeta. Si tratta di un lavoro davvero immenso. Così, contattato anche l'alto comando dei Clariani, gli si spiega la situazione. Assurdamente, l'alto comando alle prime non accetta la soluzione, ma addirittura minaccia un attacco! Però dopo che Ceso, con la sua tipica flemma, espone quello a cui vanno incontro anche solo se si provano a pensare di fare una cosa del genere, l'alto comando comprende che è meglio essere più umili, e viene a miti consigli.
Così di li a poco partirà una flotta di navi arcadiane verso il pianeta morente per organizzare il trasferimento e le politiche da adottare, e anche per convincere tutti ad andarsene quando sarà il momento. I membri della coalizione dei pianeti sperano che quella situazione e il loro aiuto spinga quei popoli che si sono tanto osteggiati, ad imparare a collaborare per la ricostruzione e, vedendo i risultati di tale collaborazione, imparare a vivere nella più completa pace ed armonia.
Mentre il tutto avviene, Ceso lascia il compito delle trattative agli altri capitani, e lui si occupa di organizzare il rientro: tutti ora con grande gioia si preparano a tornare a casa. Raggiunge così il genero e la figlia per farle una domanda che lui e Roby hanno in testa da un po'.
"Rieka, - chiede curioso il padre - ma come hai fatto a scoprire che le onde di base non venivano intercettate dai loro sensori?"
"La cosa è stata puramente casuale - dice lei allegramente coccolando il marito - Io e Aky ci sentiamo spesso, e molte volte per non stare sempre attaccate al delan, e fare prima, ci mandiamo dei messaggi. I clariani anche se alla fine si sono preoccupati di togliermi il delan principale, forse per un non grande eccesso di sicurezza nei loro sistemi di controllo, non si sono accorti del delan da passeggio che ho nel bracciale. Un messaggio di Aky mi è arrivato mentre ero prigioniera. Stranamente nessuno è venuto nella mia cella, così ho pensato che probabilmente nessuno si è accorto della trasmissione né del mio computer. Da li ho provato a mandarvi i dati e poi ... eccoci qua!"
"Grazie allora ad Aky: con il suo messaggino provvidenziale ci ha salvato tutti!" esclama il re.
"Le faremo sapere quanto ci è stata utile in questa guerra! - continua Roby stringendo forte a se l'aliena e baciandola su una guancia - Anche se l'aiuto è involontario, merita un encomio. - poi, lui, curioso, chiede - Ma di che si trattava? Dico, il messaggio!"
"Grandi notizie tesy! - risponde Rieka, prendendo le mani del marito e saltellando di gioia - Inaugurano la nuova discoteca di Cleo: ‘L'impero sonoro'. Sembra che io avrò una parte importante nella cerimonia. Ci andiamo vero? Ci andiamo?" dice con voce vellutata e saltellando come una bambina.
Ceso a quel punto da una pacca sulla spalla al genero, sorride, e va via lasciando soli i due piccioncini.
Per Roby il solo fatto che, da brava mogliettina, invece di imporre quello che più gli piace chieda addirittura il permesso di andare dopo avere ricevuto un invito ufficiale, spinge Roby a non pensare neppure lontanamente di rifiutare quella richiesta. Poi, sinceramente, come dire di no a quella ragazza mentre ti fissa con due occhioni azzurri da cerbiatta che stenderebbero chiunque?
La decisione è presa senza dire niente, basta un sorriso di lui e lei tocca quasi il soffitto volando dalla gioia! Comunque ora la stanchezza dovuta a tutte quelle vicissitudini comincia a farsi sentire.
"Che ne dici se adesso ce ne andiamo a casa, piccola? Io comincio a non poterne più!" chiede Roby.
"Condivido! Andiamo a casa a riposarci, dobbiamo recuperare per essere in forma all'inaugurazione! ... A tutto Rock! La chiamate così voi la musica un po' più ... come posso dire ... Beh! Comunque ci sarà da divertirsi!" dice lei appoggiandosi alla spalla del marito ma rimanendo comunque sollevata da terra.
"Avvisiamo mia mamma che arriviamo. Giusto il tempo di rimettere in orbita la tua nave e salutare tuo padre che penso dovrà tornare anche lui a casa, poi ci trasferiamo da lei." Organizza Roby.
I due fanno il tutto e, mentre la flotta arcadiana torna al suo pianeta, Roby e Rieka tornano sulla terra. Trasferiti a casa di Rossana, visto che è mattina e da giorni i due sono spariti senza dire niente a nessuno, Rossana ha preparato la colazione così che mentre i due mangiano un po' lei vuole sapere tutto sulle ultime avventure passate dal figlio e dalla nuora. Li avvisa anche che dall'università, vista la loro assenza ingiustificata, hanno telefonato per sapere dove fossero. Così, finite chiacchiere e colazione, Roby e Rieka in sella alla Jecod vanno anche all'università per giustificare le loro assenze, ma anche per informare il rettore della loro decisione di lasciare gli studi che, anche per Roby, sono ormai diventati inutili vista la cultura e quello che impara grazie agli alieni.
Manca però qualcuno! Già: dove sono finiti i compagni di scuola di Roby dopo il rapimento dalla casa di Andrea? Individuati fra i prigionieri degli equipaggi arcadiani liberati, anche loro sono stati recuperati e portati prima su una astronave arcadiana poi sono stati tele trasferiti da dove erano stati prelevati, a casa di Andrea. Solo che, anche se sono stati ‘caldamente invitati' a non dire nulla di quelle vicissitudini, una volta a scuola e sotto la pressante richiesta dei compagni di dire dove sono stati, raccontano praticamente tutto della guerra contro i clariani delle astronavi e, purtroppo, anche delle foto che Rieka ha fatto.
I poveretti ora salvi dalle grinfie dei clariani, adesso quasi rischiano la pelle per non avere detto della cosa agli amici. Per poco riescono a cavarsela con la promessa di fare tutto il possibile per dare a tutti almeno una foto di lei.
È di li a poco che Roby e Rieka arrivano alla scuola dove nasce però un altro serio problema: Roby, non pensa all'effetto che può fare l'aliena ancora in abiti arcadiani, cioè con il classico geral. Il trambusto è subito infernale in quanto uno studente passando vicino all'ingresso, vede i due arrivare in moto e, partito a razzo, pubblicizza la cosa ovunque. Molti, o con una scusa o arbitrariamente, escono dall'aula per vedere passare Rieka. Molti cercano di fermarli per rimirarla con la scusa del 'ma dove siete stati', e così il caos è presto fatto: sembra che sia entrata una superstar del rock, lì dentro. A nulla contano i richiami dei professori. Rieka, ingenuamente, si presta alla cosa prendendolo come un bel gesto di affetto, e il povero Roby ci rimette essendo completamente ignorato da tutti: siamo tornati alle solite! Tutto proprio come prima, non è cambiato nulla e ... forse mai cambierà!
Alcuni di quelli un po' più fuori di testa degli altri hanno pure costituito un fan club di ‘Rieka la prima aliena sulla terra'. Infatti sono proprio questi che, mentre Rieka è distratta a rispondere ai saluti e alle domande dei compagni, prendono Roby e lo appoggiano non proprio delicatamente al muro, però non per salutarlo ma per minacciarlo!
"Dove siete stati tutto questo tempo? - chiedono prepotentemente - Ci hanno solo detto di non preoccuparci, ma noi quando Rieka sparisce dalla circolazione senza troppe spiegazioni ci preoccupiamo e basta. Poi sappiamo anche delle foto! Perché non ci hai detto niente? Puoi avere salva la pelle solo se ce ne procuri alcune per il nostro fan club. E fa presto, chiaro?"
"Ma non è successo niente. - spiega Roby, un po' intimorito dai toni. Ma dato che non vuole attaccare briga cede - Siamo di nuovo qui, dov'è il problema? Ma insomma è mia moglie, come vi ...."
"Senti, tu hai già avuto abbastanza fortuna nella vita, ora mi sembra che non chiediamo troppo. Solo un paio di quelle foto. - insiste minaccioso il tipo - Se le hanno fatte le pubblicheranno solo sul suo pianeta. Comunque le vedranno in molti, due in più non cambia nulla, giusto? Non saranno già ... particolari, no?"
"Beh, a dire il vero, dato che le vedranno sui pianeti di tutta la coalizione, qualcuna posso darla anche a voi. - Ribatte "Insomma! - replica Roby che è però stufo di quel modo di fare e si ribella, si libera e minaccia - Se i toni e il rispetto per lei non migliorano io non vi farò neppure mai più avvicinare a lei chiaro?"
I ragazzi cominciano a capire che forse stanno esagerando un po' troppo spinti dalla poca esperienza di vita dovuta ai loro vent'anni e uno un po' più saggio cerca di scusarsi.
"La cosa che ci è seccata, è che tu non ci hai detto niente che Rieka posa per delle foto. Noi le volevamo solo vedere, niente di particolare! Sai una aliena ... è solo curiosità ..."
"Si, e chissà perché siete curiosi!"
Roby è sempre più seccato da quella sfrontatezza e vuole vedere se si rendono conto di quello che dicono. Così cerca di ragionare con i compagni.
"Tu daresti le foto di tua moglie ad uno sconosciuto?"
"Tutte le persone di successo hanno una moglie che posa addirittura nuda per calendari e altro. - continua il ragazzo - Nella tua situazione tu non sei da meno. Poi se come hai detto sono pubblicate sul suo pianeta, puoi darle anche a noi, giusto?"
"In un certo senso il discorso non fa una piega. Rieka sarà guardata in quelle foto da centinaia di miglia di persone. Uno più o meno non fa molta differenza. Mi Rode sapere i motivi non proprio ‘artistici' che avete voi!."
L'attimo di titubanza porta un terzo ragazzo a capire che Roby sta cedendo e con tutt'altro tono interviene.
"Cerca di capire una cosa: tu già hai potuto sposartela. Noi possiamo solo invidiarti. A dire il vero alcuni vorrebbero farti la pelle visto questo, ma lasciamo perdere. Noi una come quella non ce la sogniamo neppure. Comunque, visto che tu l'hai tolta dalla circolazione a tempo di record e quindi a noi non rimane nulla, visto quanto seriamente questi alieni prendono il matrimonio, in più tu sparisci e non ci fai vedere Rieka per giorni, rovinandoci così le giornate scolastiche, qualcosa ce la devi! Non ci dici neppure delle foto. Quindi, cortesemente, e non lo ripeteremo mai più per non essere scortesi: vorremmo sapere quando Rieka c'è o non c'è. Se è ammalata, o sta bene, insomma tutto. Vogliamo poterla venire a trovare se si ammala, eccetera. Insomma devi capire la nostra situazione: tu te la spupazzi tutto il giorno, noi possiamo solo al massimo stringergli la mano. Quindi se ci limiti queste uniche possibilità, a noi di questi alieni e soprattutto di una così non ci rimane niente! Chiaro?"
"Ma tu che voti hai in italiano? Ma ti senti come parli? Ma che pensieri hai in testa? Ormai non si riesce a capire quello che dici! Sentite, mettiamola così: fate i bravi e comportatevi in modo civile e qualche cosa si può fare. Ok?" dice Roby cercando con lo sguardo Rieka circondata da parecchi giovani che si accalcano.
Rieka in quel momento si accorge che il marito è stato preso in disparte e vede il suo viso teso e gli chiede: "Tutto bene tesoro?"
"Si piccola, - risponde - tutto bene! Ci siamo solo detti alcune cose ..."
"Scusate ragazzi ma dobbiamo proprio andare dal rettore, ci sta aspettando già da un po', e non è educato farlo aspettare." dice Rieka stringendo le ultime mani e avviandosi per il corridoio. Anche Roby si avvia dietro di lei e, alle spalle, si sente raccomandare.
"Ricordati quello che ti abbiamo chiesto!"
Lui si gira e con le mani fa cenno di stare calmi e roteando l'indice fa capire che per quella richiesta poi si vedrà, ma devono stare più calmi! Roby capisce bene che si è ritornati alla vita normale di tutti i giorni, con i suoi non pochi problemi legati, per assurdo, ad una donna che ama in un modo sconfinato, il cui solo pensiero lo emoziona nell'intimo, tanto che ogni tanto si commuove profondamente. Anche adesso, in questo breve momento di calma, mentre gli passeggia al fianco, osservando i lunghi capelli viola che ondeggiano, le cornina che spuntano appena sopra la testa, lo sguardo sereno che traspare dall'azzurro dei suoi occhi, il suo cuore pulsa amore, emozioni e forti sentimenti, si sente al settimo cielo, vorrebbe essere un'aquila per alzarsi in volo e dall'alto gridare alla sua donna e al mondo intero "Io amo Rieka".
Non potendo farlo, allora si ferma un attimo, la prende per la mano e l'avvicina a sé.
Lei si ferma e si gira sorridente: "Che c'è tesy?"
"Ti ho mai detto in questi ultimi giorni quanto ti amo?" dice lui fissandola.
Rieka facendo gli occhi dolci e sorridendogli risponde: "A dire il vero, ultimamente no."
"Allora, piccola Kay, sappi che io ti amo, e ti amerò sempre più della mia vita, perché tu sei la mia vita."
Poi le si avvicina e i due si baciano, abbracciandosi uniti da un amore che non verrà mai meno, no, non potrà venire meno mai. Visto i sentimenti che questa giovane coppia prova l'uno per l'altra, il preside può aspettare ancora un po'!


Fine



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