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lavoro pubblicato domenica 11 settembre 2016
ultima lettura sabato 9 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'orgasmo

di SignorettoAlberto. Letto 724 volte. Dallo scaffale Eros

L’orgasmo Presto! Presto, apri la porta! Parole graffianti sulla soglia di casa. È notte, difettiamo di tempo per parlare della vita e della morte. Solo noi due, qui in un pezzo di mondo in un pezzo di storia. Rintocco delle 2, poco tempo...

L’orgasmo

Presto! Presto, apri la porta! Parole graffianti sulla soglia di casa. È notte, difettiamo di tempo per parlare della vita e della morte. Solo noi due, qui in un pezzo di mondo in un pezzo di storia. Rintocco delle 2, poco tempo, tanto vino. Una musica soffusa si spande dalla casse, presto! Presto! Presto, dannazione, non c’è tempo da perdere. Strappiamoci i vestiti, il letto è vicino, anzi stendiamoci sul pavimento, qua, davanti alla porta. Privo d’inibizione voglio unirmi a te, due corpi intrecciati, endorfina pura. Giaccio dentro di te, desideri di esplosioni nelle tue interiorità esplodere. Dentro di te, riempirti di me, impregnare le tue mucose di sperma, caldo e vischioso. Voglio gustare il nettare dalle tue labbra, miele prelibato, abbeverarmi dalle tue calde mammelle di donna fonti dell’eterna giovinezza. Esplorarti tutta, un piccolo universo in via Charles Baudelaire 17, 3 arrondissement, Parigi. L’idea pura di piacere dell’ iperuranio,. Bevi a sorsi la vita, e riempiti la bocca del mio dono per te. La faccia ti si impiastriccia, i peli aggrovigliati come rovi. Con animo, con energia, perchè dilungarci così a lungo per fare l’amore, in un mondo che cade a pezzi. Tutto il mondo alla ricerca di quella fottuta sensazione universale, noi siamo così diversi, siamo figli dello spazio o siamo uomini nati dalla terra che si crogiolano nudi nei propri liquidi corporei? Godiamoci quindi, godiamo insieme, godi con me, god. Oh mio dio, vengo!

Orgasmo, acme del piacere e linea impalpabile tra amore passionale ed amor gentile, tra Petrarca e Baudelaire, tra l’istante e l’infinito.

Ora, tutto è calmo, la notte è fresca e si diffonde un cicalio per l’aria. Sali piano, o musa, avvicinati, respirami sul collo con l’alito rosato, vago retrogusto di Asia, baciami il collo e fatti baciare i capelli neri , da pantera, e gli occhi azzurro cielo. Il fruscio delle lenzuola si fa fatuo, sì ode leggero. Stanchi morti, qui accoccolati nel nostro talamo sopra il peso del mondo, scoperchiamo il soffitto e la coltre di smog che avvelena i cieli e guardiamo la luna e le stelle. O meglio voliamo sopra i cieli sparati in aria come comete, planiamo attraverso gli spazi interstellari, e depositiamoci leggeri come pulviscolo su di un prato, sul tetto del mondo o sulla collina di casa, è indifferente. Stendiamoci qui, ora stanotte a toccar le costellazioni con la punta del naso. Siamo piccoli piccoli e il mondo continua a ruotare indifferente delle nostre vite, parliamo della vita, dell’amore e della morte, nudi, abbracciati ed esausti, un attimo che sembra durare per sempre, nei secoli dei secoli, amen.

Ma dimmi, c’è forse qualcosa destinato a durar per sempre? È il ciclo della vita e della morte. Si ricomincia nuovamente la ricerca dell’ennesima travolgente passione, un istinto innato di superamento di sé. Sarà questa volta meglio di quella precedente? Riusciremo a superare il limite del piacere appena raggiunto? La curiosità e il desiderio ci spinge a riiniziare. Movimento, incessante, incessante, in-ces-san-te, i-n-c-e-s-s-a-n-t-e, come le maree, il giorno e la notte. Però a noi piace, infinite volte piace.



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