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lavoro pubblicato sabato 10 settembre 2016
ultima lettura venerdì 16 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Helene e Stephane (ovvero, il portone)

di Andrert. Letto 405 volte. Dallo scaffale Amore

Eccolo là, di nuovo. Quel portone.Quel portone che si chiude lentamente. Ha uno di quei meccanismi che fa sì che se anche uno volesse sbatterlo forte, quello comincia a rallentare e poi pian piano si chiude. Una chiusura inesorabile. Ma c...

Eccolo là, di nuovo. Quel portone.
Quel portone che si chiude lentamente. Ha uno di quei meccanismi che fa sì che se anche uno volesse sbatterlo forte, quello comincia a rallentare e poi pian piano si chiude. Una chiusura inesorabile. Ma che arriva, certa.
Stava di fronte quel portone, Stephane, per l'ennesima volta. Essere lì voleva dire che la serata si stava per chiudere. E quella notizia per Stephane stava arrivando come la chiusura di quel portone: lentamente ma inesorabilmente.
Per l'ennesima volta aveva riaccompagnato Helene a casa sua.
Helene, la sua amata Helene. Quante volte aveva sognato di dirle che lui ardeva per lei; quante volte aveva sognato di dirle i viaggi che le notti, nei suoi sogni, lui faceva con lei. Erano viaggi infiniti e bellissimi. Dove volavano via dal mondo.
Sognava di dirglielo. E sognava sempre di baciarla; di poggiare le sue labbra su quelle di lei e assaporarne la carne.
Ma Stephane non aveva osato mai sinora. Si era limitato a uscire con lei: ad essere il suo amico con cui poteva confidarsi.
Era un codardo, Stephane. Si era comportato come un codardo che si accontentava.
Erano entrambi davanti quel portone.
Helene stava per entrare in quel portone che l'avrebbe condotta nell'ampio ed elegante androne di quel condominio. Era stanca ma si era divertita.
-Allora ci vediamo nei prossimi giorni, Helene.
-Certo, Stephane. Buonanotte.
Si salutarono e lei si diresse verso il vicino portone. Arrivata lì, aprì la sua borsa alla ricerca delle chiavi. Stephane osservava, impotente.
"Fai qualcosa, maledizione! Falla almeno stavolta!" impose la sua mente.
"Non mettermi fretta! Ogni cosa al suo tempo" si rispose.
"Ogni cosa a suo tempo? Ma che stai dicendo! Vai lì e baciala! Fallo".
"No".
"Fallo".
"No".
"Fallo!".
"No".
"D'accordo! Continua pure la tua vita da ameba codarda!".
Helene aveva aperto il portone e si stava avviando al suo interno e, come sua abitudine, stava lasciando che il portone si chiudesse da sé, conscia di quel meccanismo che avrebbe permesso a quel portone di ferro di chiudersi lentamente.
E così Stephane osservava quel portone chiudersi lentamente.
"Agisci, accidenti a te!" disse di nuovo la sua mente.
Lentamente il portone si chiudeva mentre Stephane lo osservava.
"Almeno stavolta agisci, idiota!".
"Sta zitto".
"Sei solo un cretino.
Ormai il portone aveva fatto metà del suo percorso ed Helene stava salendo le scale che finivano lì dove c'era l'ascensore.
"Se la bacio rovino tutto! Il mondo è perfetto così com'è"
"Il mondo era perfetto, volevi dire! Questa situazione ci sta stretta a tutti. Ed Helene ha capito qualcosa".
"Ti sbagli"
Lentamente il portone si chiudeva.
"Agisci!".
"Zitto".
"Agisci. Ormai è andata"
Il portone si era chiuso quasi del tutto
E poi accadde quello che Stephane non si sarebbe mai aspettato. Accadde tutto in pochissimi secondi.
Improvvisamente, fu lui e non fu lui.
Mosso da un improvviso coraggio, scattò e bloccò il portone impedendone la sua ormai certa chiusura
"Helene!" chiamò Stephane.
"Helene si girò. Stephane camminò spedito fino a giungere innanzi a lei e con una pacata e quasi irrazionale decisione la bació
E finalmente Stephane baciò le sue labbra, e ne assaporò la carne.
Di labbra Stephane ne aveva baciate molte. Ma quelle di Helene ebbero un gusto nuovo.
Erano labbra che aveva agognato a lungo e che finalmente furono sue. Quando si lotta a lungo per qualcosa e poi la si ottiene, questa ha un sapore enorme.
Ce l'aveva fatta. Aveva agito. Finalmente agito. Addio codardia! Addio romanticismo con l'amore degli altri.
Le labbra di Helene furono per un lungo secondo sue. Erano dolci e carnose.
Stephane gustò quel sapore. Avrebbe digiunato per il resto della sua vita pur di mantenere nelle sue labbra quel sapore intenso e soddisfacente.
Staccò le sue labbra da quelle di Helene e riaprì gli occhi.
Silenzio.
-Perché hai smesso?- domandò ironica Helene sussurando con gli occhi chiusi.
Celando lo stupore con un sorriso, Stephane avvicinò il suo volto a quello di lei.
E così cominciarono a baciarsi.



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