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lavoro pubblicato sabato 10 settembre 2016
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Prototype: Human trials (5)

di SpencerJHarvey. Letto 272 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Fino a che punto siamo disposti a sacrificare qualcun altro, per salvaguardare il bene dell'umanità e il futuro dell'economia che ne verrà? Tra cyborg, ibridi e droni, il futuro non è poi così tanto certo. Una pedina nelle mani del Centro Protezione, r..

CAPITOLO 5
KRYSTAL

-Vi ho specificato più volte, se non sbaglio, che non voglio essere disturbata quando ho ospiti in cabina-

-Miss Rose, mi dispiace averla disturbata, ma Jacob Hollers richiede urgentemente la sua presenza in sala monitoraggio- rispose George dall'altro capo del telefono.

-Cosa diamine vuole quello smidollato?- sussurrò Krystal a denti stretti.

Cercò di trattenere la rabbia che lentamente le nasceva dentro, una volta arrivata, l'avrebbe scaricata tutta addosso a quell'idiota di Hollers.

Di pazzi, Krystal, ne aveva incontrato tanti, ma quell'uomo li superava tutti di gran lunga.

-Miss Rose mi dispiace, ma non possiedo le informazioni necessarie per fornirle una risposta. Per colmare il mio errore, però, posso assicurarle che Il coordinatore, dell'ufficio sicurezza, pareva euforico quando è passato in segreteria, credo sia qualcosa di bello Miss Rose-

-Informalo del mio arrivo-

-Come lei desidera- riattaccò.

Krystal si sentì un po' in colpa, Forse aveva esagerato a prendersela con il vecchio George, in fondo faceva solo il suo lavoro. Decise che si sarebbe sdebitata dopo, perché le scuse, al centro protezione, non valevano nulla. Più insignificanti di una goccia lasciata in balia del mare, che la porta lontano, rendendola semplice, monotona, uguale alla altre, un punto indistinto.

Però anche una misera goccia, se lasciata cadere, può far straripare un intero oceano. Krystal aveva imparato a distruggere i problemi prima che questi potessero distruggere lei, Preferiva slegare ogni filo piuttosto che bruciare l'intero nodo, anche se a volte, un semplice fiammifero avrebbe potuto spazzare via tutti i suoi problemi. Krystal sentiva ancora vivo il sapore secco del Martini, ne assaporò l'essenza rimasta sulla punta delle labbra. Alisea aveva insistito fino all'ultimo per non essere accompagnata al suo dormitorio e alla fine, la direttrice, gliela aveva data vinta. Sembravano due bambine piccole, infantili, ingenue, che litigavano per chi dovesse giocare prima con la bambola nuova. Krystal aveva sempre preferito le pistole. La direttrice era affascinata da quella ragazza, come se fosse più avanti, quasi di un altro livello rispetto a tutti gli altri e la classifica lo dimostrava. La cadetta era curiosa, forse un po' troppo, Krystal l'aveva capito e l'ammirava per questo, ma esserlo al centro protezione garantiva un pass sicuro per ciò che c'era fuori. Gli occhi smeraldo di Alisea, non l'avevano abbandonata per un solo istante durante tutta la cena. Non avevano la stessa tonalità dei suoi, ma erano di un verde acceso, accentuato dal contorno nero corvino. C'era qualcosa di strano nei suoi occhi. Krystal sapeva di doverla tenere d'occhio.Un piccolo e innocuo spiffero è capace di alimentare una tempesta, può divampare un incendio, far smuovere le foglie ormai cadute, morte.

Alisea non doveva essere eliminata, ma manipolata.

Krystal si sistemò i capelli velocemente e poi uscì dalla sua cabina.

Prese l'ascensore e rifiutò la compagnia delle guardie, a volte erano davvero assillanti. L'ufficio sicurezza era l'ultimo reparto del settore Z. Al contrario di tutti gli altri, l'ultimo settore era formato solo da una grande sala, che a sua vola si suddivideva. Krystal si avvicinò all'entrata mentre, le guardie, già si scostavano per lasciare libero il passaggio. Il ticchettio che risuonava ad ogni suo passo le dava quasi un senso di potere, i tacchi stridevano sul pavimento bianco e questo, stremato, si lasciava sfuggire un grido disperato.

-Miss Rose-

-Direttrice- si approcciarono a lei le guardie.

Congedò entrambi con un cenno della mano ed entrò.

L'ufficio sicurezza era diviso in diversi reparti.

Le prime due porte portavano negli uffici di Lucas Hollars e

Amanda Rock, la sotto coordinatrice. Spostandosi un po' più a destra vi era la sala monitoraggio che, anch'essa, finiva per dividersi in due grandi sezioni: la sezione Alfa, dove i cadetti venivano sedati e monitorati per verificare qualche discrepanza nell'andatura delle onde celebrali, e la sezione Gamma, dove era presente l'effettiva sala controllo.

-Ti stavo aspettando- la voce roca di Lucas rimbombò per tutta la sala.

Krystal gli andò incontro. Sul suo viso si intravedeva un lieve sorriso, simile più ad una smorfia

stirata, carica di dolore e tensione. La direttrice sperò che, Lucas, fosse troppo assorto nei suoi pensieri per accorgersi di quel mancato tentativo di compiacerlo, ma anche le sedie avrebbero potuto notare quel orribile sorriso malconcio che, quasi, sembrava penderle dalla bocca.

-Spero tu abbia delle buone motivazioni per avermi trascinata qui nel bel mezzo di una riunione estremamente importante-

Lucas aveva il colletto della camicia sbottonato, Krystal si domandò se fosse ubriaco o semplicemente troppo stanco per abbottonarsi il completo in maniera adeguata.

L'uomo aveva addosso una colonia penetrante, lo stesso odore che accompagnava il suo ufficio ogni volta che andava a trovarlo. Krystal aveva rifiutato parecchie volte le avance del coordinatore, ma questo non faceva che aumentare il desiderio di lui.

La situazione infastidiva la direttrice più di quanto volesse ammettere.

-Ne abbiamo trovato un altro, questa volta è una ragazza. Non capisco come abbiamo fatto a non notarlo prima- disse il coordinatore massaggiandosi le tempie.

-Seguimi, è in sala monitoraggio-

Krystal tirò un sospiro di sollievo. Nonostante la situazione fosse grave, non c'era motivo di preoccuparsi, aveva tutto sotto controllo. Sapeva cosa doveva fare, era già successo altre volte. La direttrice fu colta da uno strano senso di angoscia, le stritolava le viscere fino a farle contorcere dal dolore. Si stavano verificando troppi casi, troppi cadetti ricordavano e questo non fruttava né i guadagni sperati né i propositi che avrebbe dovuto raggiungere. L'ufficio sicurezza era vuoto a quell'ora. Tutti i responsabili e gli addetti probabilmente si riposavano o già dormivano nei loro letti, mentre Krystal ancora era in piedi.

Non dormiva bene ultimamente.

La quantità settimanale dei cadetti, inviati al centro protezione, aveva subito un radicale taglio che, la direttrice, non poteva colmare. Doveva aggiustarsi come poteva e trovare una soluzione che andasse bene a tutti i membri del consiglio. La minaccia che incombeva là fuori, si concretizzava sempre di più davanti ai suoi occhi e non poteva fare niente per impedirlo. Era stata parecchie volte fuori il centro, nel mondo reale. Tutti i loro avamposti e trincee stavano crollando, quindi, come autorità massima, doveva tenere dei discorsi per incitare la popolazione ad essere forte e invitare le famiglie ad arruolare i propri figli. Probabilmente era quella la cosa che più detestava del suo lavoro. Vedeva i volti strazianti delle madri mentre salutavano i figli che, di lì a poco, avrebbero dimenticato ogni cosa. A volte incontrava famiglie felici, così avide da vendere il proprio figlio all'esercito per un po' di ricchezza e notorietà.

Krystal non avrebbe mai voluto crescere un figlio in quel modo e spesso ringraziava se stessa per non averne avuto uno. Sua madre la chiamava -Donna sprecata- perché si era dedicata al lavoro, alla sua professione, mentre avrebbe dovuto già portare in grembo il suo nipotino. A Krystal non importava un granché, decideva lei per se stessa e per il suo corpo e, se diventare mamma significava sancire la fine della sua carriera, allora non lo sarebbe mai diventata.

Era fin troppo giovane per rinunciare alle sue ambizioni.

-Krystal- la salutò Amanda Rock.

La direttrice fu sorpresa di trovare anche la giovane donna, Lucas non l'aveva avvertita. Krystal fulminò con gli occhi il coordinatore, mentre si limitò a sorridere alla sua collega.

-Ti stavamo aspettando- esordì Amanda.

-Avete avuto modo di tenervi occupati vedo- ribatté Krystal.

Il rossore sul viso della sotto coordinatrice fu una vittoria per lei. Lucas evitò il suo sguardo, cercando di nascondere il suo evidente imbarazzo. Amanda si sistemò la gonna mentre, Hollers, parve accorgersi del colletto sbottonato.

-Allora dov' è la cadetta?- chiese Krystal.

Velava andarsene il più presto possibile, prima di esplodere in una scenata che avrebbe fatto perdere il posto ad entrambi. Non poteva permetterlo.

-Sul lettino- rispose Amanda con un filo voce.

Dopo si sistemò gli occhiali, prendendo posto dietro il bancone monitoraggio, in attesa che Lucas parlasse. Diversi schermi giacevano sul muro a cui Krystal dava le spalle. La sotto coordinatrice li squadrava come se cercasse di criptarne i codici e le immagini che vi apparivano sopra. Davanti alla direttrice, si estendeva un grosso specchio semi riflettente, dove si intravedeva la cadetta coricata adeguatamente sul lettino. Era priva di conoscenza, come se dormisse.

Aveva diversi aghi sotto pelle, che si collegavano a strane macchine che Krystal conosceva a memoria.

La più grande monitorava le onde celebrali, l'altra il battito cardiaco.

-Le avete già posizionato le lenti?- domandò la direttrice.

-Abbiamo già effettuato la verifica- rispose frettoloso Lucas.

Il coordinatore la fece accomodare al bancone.

Krystal cercò di capire il significato di tutti quei numeri proiettati sugli schermi, ma più si sforzava, più non ci riusciva.

-Conosci la procedura, quindi sarò breve, Krystal. Abbiamo messo la cadetta sotto sorveglianza non appena abbiamo notato i primi segnali, l'esame di oggi ha confermato i nostri timori. Dopo averla sedata le abbiamo inserito le lenti, cosicché il sogno possa essere rilevato dall'apparecchiatura MRI e inviato al computer, che tradurrà i segnali in immagini. Il sogno viene proiettato su questi schermi- Lucas parve prendere fiato.

-Soffrendo di un'amnesia retrograda, la cadetta, come tutti, non può ricordare gli eventi passati accaduti prima dell'iniezione del nostro siero. Tuttavia, Krystal, esistono persone cerebralmente più sviluppate, leggermente avanti a noi, solo di un gradino più alto. Questo fa sì che nonostante il siero, questi conservino qualche ricordo precedente alla vita nel centro protezione. Detto questo abbiamo analizzato il sogno della cadetta, confrontando poi i volti che apparivano, così come i luoghi principali. Il database ha rilevato il viso di sua madre e di suo padre-

Ci fu silenzio, non durò molto, ma fu abbastanza per distruggere la determinazione di Krystal.

La situazione le stava sfuggendo di mano, ma aveva la soluzione, come sempre d'altronde.

-Cosa hai intenzione di fare?- continuò Amanda mordicchiandosi l'interno della guancia.

-Ciò che ho sempre fatto in questi casi. Arruolamento istantaneo, non mi interessa l'età, portatela nelle celle al primo piano. Nessuno deve sapere, lei non deve sapere. Fate sparire anche gli altri cadetti già in lista, pronti per le prossime spedizioni, giusto per smorzare la tensione e le voci di corridoio. Se qualcuno fa domande riguardo l'assenza dei cadetti, dite che sono in quarantena per un brutto virus. Questo è quanto- disse alzandosi.

Stava per uscire dalla porta, quando Lucas la bloccò per il braccio.

-Krystal non credi sia più saggio che la tenga io? Insomma, potrei studiarne il cervello, ehm..per eliminare la minaccia definitivamente-

Krystal fu disgustata dalle sue parole, non avrebbe mai dato una ragazzina in pasto ad un degenerato simile. Chissà quali orrori aveva in mente Hollars e, la direttrice, non aveva alcuna intenzione di scoprirlo. Aveva chiuso gli occhi già troppe volte davanti ai suoi orrori. Non avrebbe mai rinunciato ad una vita per le fantasie erotiche di quell'uomo. La cadetta avrebbe potuto fare la differenza in guerra e non avrebbe sprecato questa opportunità gettandola nelle mani di Lucas. Anche Amanda parve scossa da quell'inusuale richiesta.

Krystal si avvicinò all'uomo, guardando in quegli occhi color ciano.

Alzò leggermente la testa, sperando di farlo indietreggiare un pochino. Lucas non si spostò di un centimetro, così si ritrovarono faccia a faccia. La direttrice percepì il respiro di Hollars sul suo viso, caldo, quasi afoso, parve toglierle l'aria.

-Se ti azzardi a dirmi, ancora una volta, cosa sia meglio fare,

giuro che il prossimo a portare il culo al fronte sarai tu- disse a denti stretti la direttrice.

Poi andò via, senza ascoltare più una parola. Uscì dall'ufficio sicurezza ancora più stanca di quando era arrivata. Percepì le gambe cedere sotto il peso di tutta quella frustrazione e rabbia che si portava dentro.

Quasi come fosse un peso costante nella sua vita, un macigno che avrebbe finito per schiacciarla. Quando sentì altri passi unirsi ai suoi, si voltò di scatto, ma non c'era nessuno.

"Idiota" pensò tra se e se. Arrivata davanti all'ascensore, selezionò l'ottavo piano, in attesa che le porte si aprissero.

Aspettò pochi minuti prima di salire. Quando si voltò, ancora una volta, per ammirare le porte chiudersi davanti a se, vide una guardia che le puntava una pistola contro.

Lo sparo fu l'ultima cosa che sentì, poi si fece tutto buio e cadde il silenzio.



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