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lavoro pubblicato venerdì 9 settembre 2016
ultima lettura mercoledì 16 agosto 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Anime Perse - Caduta 8

di FedericoGiacon. Letto 126 volte. Dallo scaffale Fantascienza

-Cazzo!- la gamba pulsava terribilmente.Un mese di immobilità le aveva fatto perdere una gran parte della massa muscolare, tanto che anche solo sedersi costava a Green un'enorme fatica. Ma lei era stanca di stare ferma.-Signorina, è tropp...

-Cazzo!- la gamba pulsava terribilmente.
Un mese di immobilità le aveva fatto perdere una gran parte della massa muscolare, tanto che anche solo sedersi costava a Green un'enorme fatica. Ma lei era stanca di stare ferma.
-Signorina, è troppo presto, non è ancora abbastanza in forze per...- tentò di dire il dottor String.
-Zitto! Ho la nausea di questo dannato letto, di questa stanza e di voi fottutissimi dottori!- lo fulminò Green.
-Lasci almeno che la aiuti.- si offrì Label.
-Non osare toccarmi o ti stacco la mano!- minacciò Green.
Voleva uscire. Si aggrappò con tutte e due le mani al triangolo appeso sopra al suo letto e, imprecando a denti stretti, si sollevò.
Di fianco a lei avevano posizionato una sedia a rotelle, fece scivolare pian piano il sedere fino al bordo, per poi passare sulla seduta.
Ora veniva la parte difficile. Green si spostò indietro in modo da riuscire a posizionare i piedi sugli appoggi; con la gamba sinistra non ci furono problemi, ma appena cercò di piegare il ginocchio destro la coscia le si infiammò, come se l'anima la stesse ancora squagliando.
Imprecò e urlò, i due medici cercarono di aiutarla ma furono sempre scacciati a manate. Alla fine, sudata e tremante, Green si trovò sulla sedia in posizione corretta; troppo debole anche solo per muoversi mentre la gamba rincominciava a sanguinare. Poi tutto diventò buio.

Blue, Rasp e Straw erano stati convocati da Black nella tenda riunioni due settimane dopo la rivolta. Il cecchino era seduto in un angolo da solo; gli altri due studiavano la mappa, ignorando il compagno tanto odiato.
Black entrò nella tenda.
-Hanno esteso l'area di regime a dieci chilometri oltre la contea, per sicurezza, nel caso vi siano attacchi esterni.- iniziò Black -Il controllo è stabile; ora quel che succede qui non è più affare nostro, ci pensano gli Ex Stati Uniti. Mi hanno appena dato gli ordini di trasferimento.-.
-Non ci mandano a casa, vero?- chiese Blue ironica.
-No, ci spostano di duecentocinquanta chilometri a sud, nell'Ex contea di Nueces.-
Rasp guardò attentamente la mappa -Direi che il posto migliore per il nuovo campo allora sia qui. A nord di Corpus Christi, appena fuori Portland. Saremo a dieci minuti da due dei maggiori centri abitati ma avremo la baia di Nueces a coprirci le spalle.-.
Black guardò il punto indicato da Rasp -Ci penserò. Voi andate a chiamare le vostre squadre e iniziate a smontare questo posto. Domani sera voglio che il nuovo campo sia in piedi.-
-Sissignore.- rispose la squadra Berry.
Venti ore dopo Black stava studiando delle carte a cinquanta chilometri da Portland.

Scendere dal letto per salire in carrozzella era ancora un agonia, ma dopo il terzo tentativo era riuscita a stare seduta senza svenire.
Era passata dal Colonnello per ricevere nuovi incarichi e aveva visto il suo fascicolo; Green era diventata "inutilizzabile". Non poteva neppure insegnare all'Accademia per carenze teoriche e impossibilità di dimostrazioni pratiche. Era diventata un'inserviente, serviva i pasti alla mensa, e non era neppure in grado di spazzarla poi. Finché non fosse guarita il Colonnello le aveva impedito anche le possibilità di una mansione riproduttiva.
Green, da membro di un corpo d'élite, era diventata l'essere più inutile della Base. La sua unica consolazione era di riuscire ancora a premere un grilletto.
Passava così le sue giornate: al poligono di tiro sopra al canyon, dove aveva fatto sostituire il bersaglio luminoso con un manichino di Manzoni, oramai irriconoscibile per tutti i proiettili che lo avevano colpito.
"Non generalizzare. Non fare lo stesso errore di chi ti ha spedito qui". Le ultime parole che le aveva detto Baked continuavano a rimbombarle nella testa; ma com'era piacevole premere quel grilletto.
-Fanculo!- urlò, e tre colpi andarono a piantarsi nel manichino a due chilometri di distanza.
Era sempre stata brava a sparare, ma Baked lo era di più; e lei non poteva più provare ad essere un cecchino.
"Spero che non sia un addio, questo"
Le lacrime iniziarono a scendere dai suoi occhi -Vi prego, tornate da me.- implorò disperata ad un Dio che la odiava.
"Non generalizzare."

Due giorni dopo che il campo era stato montato Black convocò la squadra Berry nella sua tenda.
-Qual è il nostro dovere, ragazzi?- esordì il comandante una volta che tutti furono seduti attorno al tavolo olografico.
-Eseguire gli ordini.- rispose Straw senza esitazione.
-Combattere le anime per preservare la vita umana.- disse Blue.
-Esatto Blue! Tu vedi di ricordartelo bamboccio.- lo ammonì Black -Questa missione non piace affatto neanche a me; ma almeno ho avuto un lavoro importante da fare in questo mese di tempo. Ho analizzato il comportamento delle anime a Detroit. Non voglio che si verifichi di nuovo un episodio del genere, eravamo praticamente inermi! Le vecchie strategie non funzionano con un nemico del genere: non possiamo affrontarla uno alla volta, con l'obbiettivo di paralizzarla per poi dissiparla. Dobbiamo lavorare contemporaneamente.-.
-Ma è praticamente un suicidio Black!- scoppiò Rasp -Lo sai anche tu che, con questa tecnica, le prime squadre sono state polverizzate in un' esplosione o catturate dalle braccia dell'anima tutti assieme! È per questo che si attacca uno alla volta, così gli altri ti possono coprire le spalle!-.
-Secondo te non lo so? Ma quell'anima non è stata minimamente intralciata da un intervento singolo. Con un nemico del genere la paralisi e la dissipazione sono fasi che non abbiamo la possibilità di attuare, non senza prima indebolirlo. L'arma migliore per indebolire un anima qual è?- chiese il comandante.
-Paletti resistivi.- rispose Blue.
-No, paletti resistivi che disperdono carbonio nel corpo dell'anima. Nel video dell'azione di Detroit abbiamo notato che, una volta che l'anima aveva estratto i cunei, erano rimaste delle venature nere lungo il suo corpo. Quello era carbonio che il paletto aveva accidentalmente rilasciato; incrementa la dissipazione di energia dell'anima che non ha la possibilità di estrarlo. Per questo il dottor Rower verrà qui a darci delle nuove attrezzature.-
-Arriva Doc? Quando?- chiese Rasp entusiasta.
-In un quarto d'ora massimo, secondo i rapporti. Non scaldarti. Non si fermerà più del tempo necessario per consegnarci le casse e mostrarci i nuovi armamenti.- rispose Black.
In dieci minuti sentirono un elicottero che sorvolava il campo e, poco dopo, il Dottor Rower entrò nella tenda, seguito da otto uomini che trasportavano quattro casse.
-Hei Doc! Come stai vecchio mio?- gli si fece incontro Rasp.
-Non si azzardi ad avvicinarsi! Sento già la puzza della sua incompetenza da qui, signor Rasp. Spero solo che si ritiri prima di distruggere questi prodigi che mi obbligano a consegnarle!- lo fermò il nuovo arrivato.
-Buongiorno professore. Com'è andato il viaggio?- lo salutò Black stringendogli al mano.
-Non oso pensare come quel dannato pilota abbia ottenuto la licenza; è stato uno scossone continuo tra un vuoto d'aria e l'altro.- si lamentò il dottore con aria nauseata.
-Bene Doc, che ci ha portato?- chiese Blue curiosa.
-Ho personalmente modificato le vostre armi in modo da ottenere da ognuna una forte dispersione di carbonio in seguito agli attacchi. Si avvicini signorina, partiamo da lei.- rispose aprendo una cassa e tirando fuori una nuova Pressa, divisa in due pezzi a metà della pertica e che, nella metà superiore, avevano una scanalatura, occupata da una punta che sporgeva dalla giunzione tra il manico e le tenaglie.
-Come può notare questa nuova lancia è divisibile, nella verga, quindi, potrà inserire paletti resistivi di nuova generazione e utilizzare le due parti come due armi distinte- iniziò Rower prendendo in mano l'arma -Avrà la possibilità di sparare i proiettili alla fine del manico da ambo i lati, sia dal fondo che dalla parte interna delle lame, le quali dovranno essere ovviamente aperte. Le sconsiglio, comunque, di utilizzare le munizioni ad un elevata distanza, hanno una potenza efficace solo sotto i venti metri.-.
-Ok, come controllo lo sparo?- chiese Blue.
-Tramite impulsi nervosi, esattamente come controlla le tenaglie; e, per la ricarica di carbonio, tutti i paletti sono apribili sul fondo; contengono un massimo di cinquanta grammi di carbon coke in polvere ciascuno. Rammenti che ha solo otto colpi; non li sprechi.-
-Bene, grazie Doc- disse Blue prendendo la pressa.
-Signor Black, ora tocca a lei.- chiamò Rower aprendo la seconda cassa -Le sue nuove fruste possono apparire uguali alle precedenti; ma aprendo questo scomparto nei guanti avrà la possibilità di inserire il carbone, il quale si distribuirà uniformemente su tutta la superficie delle corde, amalgamandosi all'anima ad ogni tocco.- e così dicendo le consegnò al comandante.
-Signor Straw; lei ha dei proiettili di dimensioni dimezzate rispetto a quelli dei suoi compagni, ma siamo riusciti ad aumentare la potenza e la portata del fucile del trentatré per cento. Caricatori da dieci, utilizzerà un classico tracciante da inserire in questo bossolo, il quale lo adatterà alla canna.- disse il professore consegnando a Straw un fucile lungo un metro e settanta, con una canna con un diametro interno di tre centimetri.
-E come farei a trasportare un aggeggio del genere?- chiese strafottente Straw.
-È ripiegabile, stupida scimmia troppo cresciuta!- urlò Rower strappandoglielo di mano.
Borbottando fece scattare un paio di leve, la canna, il calcio e l'impugnatura del fucile rientrarono, trasformandolo in un prisma rettangolare alto dieci centimetri, largo cinque e lungo un metro.
Lo risbatté violentemente in mano a Straw.
-E ora levati dai piedi stupido mammifero non identificato!- lo cacciò il professore -Rasp! Ora che ho trovato qualcuno peggio di lei posso sopportare la sua presenza. Venga qui e facciamo in fretta!- il dottore aprì l'ultima cassa ed estrasse due nuovi Respingitori, i quali, sul retro del pugno, avevano tre scomparti rialzati con all'interno dei paletti.
-Non sono diversi da quelli che già aveva, utilizzano la stessa tecnologia della Pressa di Blue quindi, con la sua capacità cerebrale, in un paio di mesi dovrebbe impararli ad usare; sempre se non li sfascia prima, stupido primate!-
-Hei Doc, vacci piano; a me piace la nuova roba che ci hai portato!- scherzò Rasp.
-Che le piaccia o meno veda di farsi ammazzare prima di distruggere questi prodigi della tecnica!- disse mollando rudemente i Respingitori in mano a Rasp -Ora me ne vado; mi state passando l'ignoranza, stupidi babbuini!- e uscì borbottando contro Straw e "l'aggeggio".
-Le casse!- urlò stridulamente il professore da fuori della tenda; gli assistenti scattarono, raccogliendo le loro cose e sbrigandosi verso Rower.
-Beh, non vorrei essere in loro durante il viaggio di ritorno... o durante il lavoro alla Base... o alla mattina quando sanno di dover andare a lavoro... o...- iniziò Rasp ma Black lo interruppe bruscamente dicendo -Basta con le ciance! In queste chiavette ho messo i nuovi schemi di combattimento. Per domani voglio che li sappiate alla perfezione. Sono stato chiaro?-.
-Sissignore.- risposero i Berry prendendo le chiavette.
-Lo sai che ritengo che attaccarla contemporaneamente sia una follia, vero?- chiese Blue ricevendo la sua.
-Ne ho preso atto.- rispose Black.
-Bene, volevo esserne certa.- dopo di che Blue si voltò e uscì con gli altri dalla tenda.

Il camion si fermò a lato della strada.
Rasp scese assieme ad altri quindici uomini ai suoi ordini. Avevano ricevuto delle segnalazioni di un infrazione del coprifuoco in quella zona. Straw si trovava a due chilometri di distanza con la sua squadra. Dovevano perlustrare la zona e tornare a casa.
"Una missione facile facile; e almeno questa volta non dovrò sparare." pensò Rasp sorridendo.
In silenzio si divisero a coppie e iniziarono a sparpagliarsi per le varie stradine, muovendosi a ventaglio per raggiungere l'altra squadra ed impedire agli efrattori la fuga.
-Squadra uno partita.- disse Rasp all'auricolare.
-Squadra due in movimento.- rispose Straw.
Rasp si incamminò in un vicolo.
Controllavano ogni angolo, ma non c'era anima viva. La strada che avevano imboccato li portò in una piazzetta di una chiesa; se la lasciarono sulla destra ed imboccarono un'altra via, sempre muovendosi verso Straw.
-Trovato niente?- chiese Rasp.
-Nisba.- -Tutto vuoto.- -Città fantasma capo.- -Questo posto è un mortor... aspetta, movimento!- -Falso allarme. Dan si è fatto spaventare da un gatto.- risposero varie voci nell'auricolare.
-Straw hai trovato niente?- chiese ancora non sentendo una risposta dal compagno -Straw, ci sei?-. Il silenzio radio continuava.
Un grido stroncato sul nascere ruppe il silenzio della notte. Proveniva da un vicolo alla destra di Rasp. Lui e il suo compagno si lanciarono in quella direzione.
Dopo un paio di svolte trovarono Straw.
L'auricolare gli penzolava dalla spalla. Era seduto sui calcagni, mentre oscillava minaccioso un coltello davanti al viso di una ragazza seduta contro un muro.
-Schhhh, schhhh; non vorrai costringermi a farti del male vero?- sussurrava Straw con un sorriso maligno stampato sul volto.
Rasp avvampò d'ira. Fece due passi, con la mano destra strappò il coltello dalle mani di Straw, piantandoglielo nel piede mentre con la mano sinistra gli afferrava la faccia, sollevandolo da terra per poi sbatterlo violentemente contro il muro opposto del vicolo.
Straw era sospeso a dieci centimetri da terra, il coltello ancora nel piede sinistro mentre Rasp lo teneva sollevato stringendogli il volto in una morsa d'acciaio.
-Non sono questi gli ordini!- ringhiò Rasp fuori di se -Non ci hanno addestrati per questo! Se ti becco un'altra volta io ti ammazzo, hai capito stupido sadico figlio di puttana?!- strinse ancora più forte la faccia del ragazzo, il quale iniziò a cercare di liberarsi dalla stretta con più foga.
Rasp lo lanciò nella polvere -Sei sollevato dal comando. Ora va al camion e vedi di non fare alcuna deviazione o ti lascio qui, nudo e legato ad un palo in attesa degli animisti!-.
-Tu non puoi farlo!- ringhiò Straw da terra.
Rasp fece due passi, colpì col tacco del piede lo sterno del ragazzo più forte che poté, immobilizzandolo a terra mentre gli sfilava la cintura con le armi e il fucile.
-Sono io che comando questa missione, sul campo posso fare tutto ciò che ritengo necessario!- rispose Rasp, poi si rivolse all'uomo alle sue spalle -Andrew, scorta Straw al camion, se cerca di fare qualsiasi cosa che non sia camminare o stare seduto nel cassone tu sparagli. Tutto chiaro?-.
-Sissignore- rispose Andrew.
Rasp gli consegnò le armi di Straw e i due iniziarono ad incamminarsi.
-Tutto ok?- chiese Rasp alla ragazza mentre la aiutava ad alzarsi. Lei annuì debolmente.
-Torna a casa, non ti fermerà più nessuno ok?-
La ragazza sussurrò un grazie, poi scappò via per un vicolo.
-Ryan.- chiamò Rasp nell'auricolare -Prendi tu il comando della squadra due ok? E qualcuno mi spiega perché cazzo Straw non aveva un compagno?-.
-Capito signore.- rispose Ryan -E il comandante Straw ha rifiutato un compagno. Non ha voluto sentire ragioni.-.
-Capito, terminate il giro e tornate ai camion, se vedete passare una ragazza con la gonna a fiori lasciatela stare.-
-Sissignore.- risposero i vari gruppi.
Rasp iniziò a tornare verso il camion, ma ripassando davanti alla chiesa sentì un tonfo provenire dall'interno.
Imprecò a denti stretti -Ho sentito un rumore nella chiesa ad est, vado a controllare.-.
Rasp si avvicinò alla porta maledicendo ancora di più Straw per averlo costretto a concludere il giro da solo. Si posizionò con le spalle contro il muro di fianco alla porta. Fece tre respiri profondi e sentì il cuore rallentare.
Indossò la maschera antigas, spalancò la porta e lanciò un lacrimogeno dentro la chiesa. Dopo tre secondi dallo scoppio entrò anche lui, con il fucile in mano.
Quando la cortina lacrimogena si diradò Rasp restò paralizzato.
-A tutte le squadre, venite subito alla chiesa. Portate i camion. Correte!-



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