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lavoro pubblicato martedì 6 settembre 2016
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sole Morente

di Alligator7. Letto 360 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il Sole si sta per spegnere. Razlan ne ammira l'ultima luce, sapendo che questa è la fine di tutto...

Era una sera di mezza estate, la brezza soffiava dolcemente dal mare e il lamento serale dei gabbiani faceva da sottofondo a quello che molti avrebbero definito un tramonto perfetto. Razlan sedeva su uno scoglio lambito dalle onde che si rompevano in prossimità della riva, osservando il magnifico spettacolo del sole morente.

Questa volta morente per davvero.

Tutto era iniziato alcuni anni prima, quando una compagnia petrolifera aveva finanziato un progetto privato di esplorazione spaziale. Nome in codice New Sun, con l'obiettivo di mettere in orbita eliostazionaria un satellite termoresistente dotato di migliaia di pannelli fotovoltaici. L'idea era produrre energia pulita in quantità mai immaginate prima e mandarla alla Terra sottoforma di onde radio, successivamente riutilizzate per produrre corrente elettrica pulita per il fabbisogno mondiale.

Una bella idea in fondo, era piaciuta a tutti.

Tuttavia qualcosa era andato storto, il satellite aveva subito un'avaria e, ormai senza più controllo, era precipitato sul Sole. Teoricamente non sarebbe dovuto succedere niente.

Teoricamente.

Gli scienziati pensavano di aver ormai carpito ogni segreto della stella a noi più cara, tuttavia i fatti dimostrarono che purtroppo non era così. Quando il satellite cadde sul Sole inizialmente si osservò una grande esplosione. La scatola nera della macchina, battezzata dai progettisti l'anima, tuttavia, era di un materiale innovativo studiato appositamente per quella missione e, contro ogni possibile pronostico dei suoi stessi inventori, essa resistette alle temperature estreme degli strati interni della Stella. Gli scienziati del controllo missione seguirono il percorso dell'anima all'interno del Sole. In profondità. Sempre più in profondità. Sempre più vicino al nucleo.

Fu quando l'anima arrivo nel centro del Sole che avvenne qualcosa di inaspettato. In quel momento ogni scienziato capì quanto poco in realtà conoscessimo della natura e dei suoi segreti. Nell'istante in cui l'anima arrivò nel nucleo se ne perse improvvisamente traccia dai monitor. Disintegrata? Sparita? Il mondo non ebbe nemmeno il tempo di porsi queste domande.

Il violento calo di luminosità e di temperatura fu avvertito da ogni essere umano sul pianeta. Fu tuttavia sui monitor di controllo della NASA che l'evento assunse nitidamente i contorni del disastro. Essi registrarono un calo di luminosità e temperatura superficiale solare del 15% in pochi minuti. Si arrivò al 38% nel giro di un'ora e da quel momento in poi si registrò un calo di alcuni punti percentuali al giorno.

Ogni giorno.

Inesorabilmente il Sole si stava lentamente spegnendo. Come una lampadina a cui si fosse rotto il filamento interno. Una stella a cui era stato forse distrutto il cuore pulsante di energia?

Nessuno era in grado di dare una spiegazione a questo evento. Nessuno sapeva come fermarlo. "Nessuno sa nulla di veramente utile" ammise il capo del dipartimento di ricerca della NASA. Il sole si sarebbe spento nel giro di pochi mesi, per sempre. La Terra non sarebbe sopravvissuta a questa catastrofe. Non c'era stato tempo per prepararsi. L'umanità attese l'annientamento come un bambino che ha appena rotto un vaso prezioso giocando e aspetta lo schiaffo dalla madre.

Scoppiò il caos. Omicidi, stupri, rivolte, saccheggi erano diventati la quotidianità.

Fine della speranza. Fine dei sogni. Fine della civiltà.

In buona parte l'umanità aveva già distrutto sé stessa nei mesi precedenti. Tuttavia qualcuno era rimasto in vita abbastanza a lungo da arrivare al 13 luglio, il "Last Sunset Day", il giorno dell'ultimo tramonto del Sole. Nel corso della notte si sarebbe spento definitivamente e avrebbe abbandonato una Terra, già quasi interamente ricoperta dal ghiaccio, alla sua triste e silenziosa fine.

Razlan cercò di ricordarsi la sensazione del Sole caldo sulla pelle e scoprì di non riuscirci. Il ricordo del Sole era morto ancora prima della Stella stessa. Nell'istante in cui l'ultimo debolissimo raggio illuminava il paesaggio Razlan estrasse la spada forgiata in quella che un tempo era stata la fucina del padre. Senza esitare vi ci si buttò sopra.

Il suo ultimo respiro fu esalato guardando quel supremo, debole, raggio di Sole che si rispecchiava sul gelido mare di una Terra che sarebbe presto stata senza più vita.



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