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lavoro pubblicato sabato 10 luglio 2004
ultima lettura domenica 8 aprile 2018

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LA VITTIMA SCONOSCIUTA

di J G Page. Letto 1180 volte. Dallo scaffale Gialli

E chi dovrei uccidere per voi, Mr. Seyan? E in base a quali principi morali?- -Dovete uccidere mia moglie. -Dovrei uccidere vostra moglie? Davvero non crederete che io mi immischi in una questione tanto ordinaria. E quali

                                                          La vittima sconosciuta  -Una  persona chiede di voi, signore. L’ho fatto entrare nello studio, - disse Wilson il maggiordomo. –Non gli avete chiesto di cosa si tratta?-  Wilson era qualcosa di più di un semplice maggiordomo, conosceva gli affari di George Page e ne godeva la più completa fiducia.  -Sembra una persona molto riservata, impenetrabile direi.- -Rimandatelo indietro, sto per uscire, come sapete Lady Gloria mi attende. Stasera è fuori questione. Ditegli di tornare domani.- La relazione tra la bellissima Lady Gloria Seifert e George Page é ben nota nei salotti di Londra e nei club più esclusivi -Questo è il suo biglietto da visita, sir.-  Il maggiordomo porge a un biglietto da visita su un vassoio d’argento, regalo della moglie del ministro degli esteri per una circostanza particolare alcuni anni prima. George Page nota che sul biglietto sono state aggiunte alcune righe a penna senza firma, ‘Vi prego di assistere illimitatamente questo mio amico a cui siamo debitori di preziosi servizi, la sua riconoscenza ci è in dispensabile.’ La persona che ha aggiunto di suo pugno quelle righe ha una calligrafia che George Page riconosce subito, si tratta di qualcuno che ricopre una carica importante in un ufficio di vitale importanza, una persona che si è servita più volte di lui. Legge il nome sul biglietto.   - Mustafà Seyan. Uuhm!  Questo tipo ha un nome turco. – -Si, ha l’aria di uno straniero, anche se il suo inglese è corretto. Dietro la sua riservatezza mi è parso di vedere una grande eccitazione.- -Al diavolo, devo uscire e sono in ritardo, ho un appuntamento con Lady Gloria Seifert, lo sai bene..  Ho promesso a Gloria che sarei assolutamente andato da lei stasera, ha cambiato tutto l’arredamento della casa e ci teneva a farmi una sorpresa e a sentire la mia opinione sul suo gusto nella scelta. Bene fai entrare questo tipo alla  svelta, vedrò di sbrigarmela. Alcuni istanti più tardi si apre la porta del salotto e il maggiordomo sollecita l’ingresso dell’ospite. -Buona sera-, dice George dopo che il maggiordomo  ha richiuso la porta. –Lei parla la mia lingua a quanto pare.- -Sono nato a Istambul, ma ho studiato a Oxford e mi occupo di Import-Export col vostro paese soprattutto.- -Cosa posso fare per voi dunque? Vi prego di venire subito al punto, sono atteso e sono in ritardo. Sediamoci prego.- -Dovete uccidere una persona per me stasera.  Il nostro comune amico mi dice che siete completamente affidabile e riservato. Naturalmente pagherò qualsiasi somma, qualsiasi.- George Page è profondamente sorpreso e irritato. Si alza, respira profondamente e solleva le spalle. -Mi spiace davvero, Mr. Seyan, ma non mi occupo di affari privati se non nei tribunali. Ora vi prego di scusarmi ma sono atteso, buonasera.- L’ospite inatteso non si muove,  prende un sacchetto di velluto nero da un a tasca e ne mostra il contenuto sotto una lampada, una fortuna in diamanti purissimi. -Questi sono vostri. La questione non richiederà più di un’ora e non vi sono rischi. Mi si dice che siate molto sensibile ai principi morali del diritto naturale e alle ingiustizie.  E che siete insuperabile nello studio dei casi di omicidio.- L’espressione del volto di George Page si fa intenta e interrogativa, l’ospite ha saputo quali corde toccare. La sua ostinazione per combattere quelle che egli ritiene ingiustizie è un argomento  di discussione che si accende sempre quando egli entra nelle aule dei tribunali dove tutti lo temono come avversario quasi invincibile. Quelli che lo conoscevano a fondo erano consapevoli del fatto che avrebbe potuto avere successo in qualsiasi altro campo avesse tentato. Nella aule dei tribunali arrischiava conclusioni che nessun altro penalista si sarebbe azzardato tentare di dimostrare. Egli era ormai famoso per i casi di omicidio nei quali riusciva a far assolvere gli imputati che l’accusa riteneva di avere ormai messo per sempre dietro le sbarre. La sua logica tagliava come un coltello ben affiliato, i suoi assistenti nelle aule dei tribunali impallidivano quando egli affrontava il giudice con una richiesta di assoluzione  che pareva quanto meno improbabile. Ma chiedere la clemenza del giudice e le attenuanti gli sarebbe parsa una offesa alle sue capacità e , infine, una cosa che lo avrebbe annoiato. Ottenere l’assoluzione del suo cliente era una droga e quasi sempre riusciva nell’intento. La sua specialità consisteva nel fornire una ricostruzione attendibile del delitto, ma del tutto diversa da quella fornita dall’accusa, riusciva così a insinuare il dubbio nella giuria. I suoi avversari dovevano riconoscergli una incredibile abilità nello studio dei dettagli. ‘Sembra quasi che il delitto lo abbia commesso tu, George, in vece del tuo cliente.’ Gli aveva detto una volta un rappresentante dell’accusa al termine di una di queste stupefacenti ricostruzioni del delitto in aula. ‘Ti assicuro che siamo entrambi innocenti ’,  era stata la candida risposta di George Page. Ma egli aveva un segreto. La sua conoscenza dell’animo umano si era spinta oltre il limite consueto. Più volte, parlando con un suo cliente, accusato di omicidio e che si riconosceva colpevole solo a lui, aveva scoperto che l’assassino era di elevata statura morale e intravisto un lui un irrinunciabile dovere nell’assassinare la vittima e forse anche un freddo piacere. Non ha diritto di uccidere i colpevoli un uomo che si vede tradito dalla moglie e dal  suo socio fidato, lasciato all’improvviso senza denaro, amicizia, affetti? Non ha diritto di uccidere i colpevoli un uomo la cui vita viene rovinata dalle calunnie? George Page era perfettamente consapevole che in molti casi un uomo non riesce ad avere giustizia. Quest’uomo deve rinunciare a rispondere alle offese anche quando queste sono gravi e i colpevoli certi senza dubbio?  Quando un suo cliente veniva condannato per aver commesso un omicidio in circostanze che lo giustificavano, egli provava il dolore che si prova nel perdere un amico. A poco a poco, caso dopo caso, egli aveva accettato i principio che in determinate circostanze un delitto è un diritto dell’offeso e forse anche un dovere morale, ma non sapeva che un giorno ne avrebbe tratto le conseguenze. Era accaduto sul campo di golf, un suo avversario aveva ascoltato con grande interesse le sue teorie sull’omicidio giustificato dalle circostanze e poi aveva avuto parole di apprezzamento per il suo polso fermo. Erano diventati amici., Col tempo aveva intuito che il suo amico ricopriva un qualche incarico molto delicato nei servizi della corona. Finchè un giorno non si era sentito dire qualcosa di veramente inatteso. -Mi chiedo se avresti interesse a mettere in pratica le tue teorie, George. - Gli aveva detto. -Che cosa intendi -,  aveva risposto stupefatto.  E così si era trovato a uccidere i nemici del suo paese, spie che facevano il doppio gioco, finanzieri che agivano in modo disonesto per paesi stranieri, trafficanti d’armi, perfino banchieri corrotti. Tutte persone che aveva modo di conoscere nel suo ambiente, di studiarne le abitudini e i vizi senza sospetto. Naturalmente aveva dovuto imparare una quantità di nozioni sia teoriche che pratiche. Aveva imparato a preparare i piani di un delitto e a eseguirlo senza errori. Anno dopo anno le sue esperienze di assassino si erano sommate a quelle nei tribunali, ed era diventato sempre più difficile far condannare un suo cliente.  George Page è già un uomo ricco ma non riesce a staccare lo sguardo dal sacchetto, il suo contenuto è più che sufficiente a una vita in cui potrebbe permettersi tutto; Gloria ama viaggiare, passerebbero la vita muovendo da una parte all’altra, potrebbe comprarsi dieci, venti case nei posti più belli d’Europa. Ma per ottenere tutto questo non può commettere un delitto senza motivo. E chi dovrei uccidere per voi, Mr. Seyan? E in base a quali principi morali?- -Dovete uccidere mia moglie. -Dovrei uccidere vostra moglie?  Davvero non crederete che io mi immischi in una questione tanto ordinaria. E quali sarebbero i principi morale che giustificano il delitto? Vostra moglie è per caso una pessima cuoca? Ebbene, Mr. Seyan vi darò una possibilità, ma se non sarete convincente, se quello che mi chiedete é contrario ai miei principi sarò costretto a deludervi. Parlate alla svelta dunque.     -L’ho vista la prima volta a Istambul. Era bellissima, era seduta a un tavolo da gioco tutte le sere e perdeva sempre. Cercava di nascondere la sua irritazione, ma si capiva benissimo che non le faceva piacere separarsi dal suo denaro. Sono un giocatore esperto, mi resi subito conto della sua inesperienza, al gioco d’azzardo, mi chiedo ora se non fingesse.  Ebbi l’intuizione che il tavolo da gioco potesse essere il campo di battaglia dove conquistarla, ma non potevo certo offrirgliene in modo aperto, si sarebbe  considerata insultata. Mi sono sempre chiesto da dove avesse preso il denaro che continuava a perdere.  - -E così? –Interrompe un sempre più impaziente George Page. - -Uno dei suo avversari al tavolo da gioco era un mio amico e gli feci cenno che avrei voluto prendere il suo posto, infatti di lì a poco lui si alzò e io mi sedetti di fronte a quella che pareva una sprovveduta e ingenua giocatrice. Cominciai a fare in modo che la fortuna girasse dalla sua parte.  Mi sorrideva compiaciuta forse pensava davvero di essere diventata brava e fortunata, forse mi ringraziava per averle risparmiato altre perdite umilianti, forse recitava una commedia ben preparata. Oggi mi chiedo se il nostro incontro sia stato davvero casuale. Presto seppi che era rimasta senza un soldo e aveva conti arretrati da pagare, fui ben lieto di aiutarla.- George Page ascoltava con impazienza la storia del ricco ingenuo e della bella avventuriera.   Il turco riprese come assorto nei suoi ricordi. -Non amava parlarmi di lei , del suo passato, mi disse solo che era nata e vissuta a lungo in questo paese.  Poco a poco entrò nella mia vita, la presentai alla mia famiglia che ne fu affascinata nonostante fosse una straniera non musulmana. La presenza di una donna di splendida bellezza e raffinata come una regina accresceva il prestigio della mia famiglia. Siamo la famiglia, forse dovrei dire la tribù, più ricca della Turchia, forse non solo della Turchia. Una ricchezza che ho difficoltà a valutare, accresciuta nei secoli da mercanti che hanno condotto una vita spesso rischiosa  e spesso frugale, viaggiando nelle carovane e sulle navi, prima dei treni e gli aerei. La presenza di questa regina candida, coi i capelli biondi, sembrava darci qualcosa che ci mancava, che gli altri pretendevano da noi. Il nostro matrimonio sembrò un evento naturale. -Venite al punto, Mr. Seyan, ve ne prego.- -Per qualche tempo tutto andò per il meglio, mia moglie aveva una forte passione per i girelli, ma data la mia ricchezza non avevo difficoltà a procurargliene, ne ebbe dalla collezione provata della mia famiglia e dai migliori gioiellieri di Europa, feci tagliare molte pietre apposta per lei ad Amsterdam. Mai poi avvenne l’imprevisto, il destino è sempre dietro l’angolo. Come sapete stiamo attraversando un periodo di turbolenze nel Medio Oriente, la mia famiglia ne è preoccupata, con grande discrezione e grazie alle nostre amicizie abbiamo provveduto a trasformare in sterline e altre valute pregiate molte delle nostre proprietà. Tutto il denaro ricavato è depositato in alcune banche di Londra esclusivamente a mio nome, la mia famiglia e io siamo la stessa cosa, ma quel denaro non è solo mio, appartiene anche a qualche dozzina dei miei. Subito dopo queste operazioni finanziarie mia moglie cominciò a sentire una grande nostalgia per Londra, sapete come vanno queste cose, il desiderio di rivedere gli amici, di ritrovare i luoghi e le abitudini. In breve, per rivederla sorridere le presi una casa a Londra, ed ella in effetti si mostrò molto grata. Lasciai dunque che si trasferisse, io venivo a farle visita quasi ogni mese per alcuni giorni, questo mi consentiva anche si curare gli  affari di famiglia, di più non avrei potuto fare. Lei portò con se tutti i suoi gioielli e un domestico, un certo Alì. Naturalmente speravo che dopo un certo periodo questa sua nostalgia le passasse e tornasse a Istambul nella nostra casa. -Ancora una volta vi prego di venire al punto,- lo interruppe ancora George page che continuava a guardare insoddisfatto l’orologio.- -Bene, un giorno ricevo una busta piena di documenti dal più noto e costoso studio legale di Londra. Mia moglie chiedeva il divorzio al tribunale. Lamentava di sentirsi sola e trascurata, di essere sgradita alla mia famiglia. Mi accusava di averla scacciata e mandata a Londra in esilio. Affermava di essere in gravi difficoltà economiche dopo avermi affidato la sua dote. E infine aveva fatto congelare nelle banche di Londra tutto il denaro della mia famiglia e ne pretendeva la metà. Non so come vi sia riuscita, ma ella conosce ogni dettaglio dei miei movimenti finanziari a Londra, probabilmente sono stato ingenuo e imprudente, mai avrei pensato a un suo tradimento. E’ tutto.- George Page è abituato a riflettere velocemente. -Supponiamo che accetti il vostro incarico, qual’è il piano? -  -Oggi pomeriggio ho invitato mia moglie al circolo del cricket con la promessa di discutere a suo favore le richieste di denaro che ha avanzato. Naturalmente le ho offerto da bere al bar del circolo e ho fatto in modo che bevesse un sonnifero insapore dalla potente azione progressiva, quindi l’ho riportata a casa non appena ha cominciato a sentire l’effetto della droga. L’ho lasciata adagiata sulla sua poltrona, il bel volto avvolto dal burka, con le spalle al corridoio che vi condurrà a lei senza possibilità di errore. – -E i domestici?- -Sono fuori fino a domattina.- -Il suo servitore autista Alì non è tanto fedele come lei crede, ci informa di tutto a vantaggio della sua famiglia rimasta in Turchia.- -Capisco.- Il turco riprende con voce sommessa.  -Lei aspetta una visita per stanotte, così ha mandato liberi la sua cameriera e questo Alì. Mi tradisce oltre a voler derubare la mia famiglia. Una cosa insopportabile.- George Page rimane assorto, il turco capisce di aver colpito il bersaglio. Ha rappresentato sua moglie come un demonio avido e immorale. George Page paragona la moglie del disgraziato turco alla sua adorabile e ingenua Gloria e si ritiene un uomo tra i più fortunati. Ora però deve capire a fondo cosa gli ha in mente di fare il turco. -Credo vi rendiate conto, Mr. Seyan, che sarete il primo a essere sospettato dell’omicidio di vostro moglie. Come pensate di cavarvela?- -Sparirò dalla .scena mentre viene commesso il delitto. State a sentire il resto del mio piano.  Ora scenderemo in strada, il mio autista ci aspetta con la mia macchina. Ci seguirete con la vostra auto, il mio autista è molto esperto, conosce ogni strada e se la caverà  in questa notte di nebbia fitta. L’oscurità favorisce gli amanti e la vendetta. Ci fermeremo a metà strada per consentirmi di scendere al mio Club, che lascerò subito per imbarcarmi su un battello che mi attende al largo. Voi proseguirete, il mio autista vi farà strada fino alla casa di mia moglie e vi aprirà un cancello di servizio dal quale potrete salire pochi gradini ed entrare da una porta di servizio che abbiamo lasciato aperta. Un breve corridoio vi condurrà dalla cucina alla porta della camera di mio moglie, che troverete addormentata come vi spiegato. -Ma avete preparato un delitto senza sapere se l’assassino era disponibile. Potevate no trovarmi in casa.  Il suo ospite annuisce. -Forse ho tentato a caso. La casualità è un ingrediente essenziale del delitto perfetto.  Oppure questo pomeriggio il mio autista è entrato nel vostro garage con la scusa di una informazione e ha verificato che la vostra auto era al suo posto. La nebbia che si infittiva rendeva improbabile che sareste uscito. -Avete avuto fortuna e coraggio, come vedete stavo per uscire..- -Compiere un delitto con successo richiede anche fortuna e nella vita la paura è cattiva consigliera.-  -In effetti devo riconoscere che non mi sembra un piano mal congegnato, concludete vi prego.-   -Le arriverete alle spalle, sarete silenzioso per precauzione ma non temete che vi possa sentire, il sonnifero che le abbiamo sciolto nel bicchiere sarà nel pieno effetto. Il suo voltò dovrebbe essere coperto dal burka e vi consiglio di non provare a guardarla in volto, piuttosto rimanete alle sue spalle. Il suo volto è divino, sareste ammaliato da questa sconosciuta addormentata e non riuscireste a portare a termine il vostro lavoro,  i demoni sono angeli, sapete.  E poi un delitto perfetto richiede che l’assassino non conosca la sua vittima. – Una espressione di disgusto marca il volto di George Page nel sentirsi definire un assassino che potrebbe non riuscire a portare a termine il suo lavoro. Ma il suo interlocutore lo ignora e continua. – Il volto di quella donna non lascia trasparire nulla della volgarità del suo animo, purtroppo.- La bella addormentata, pensa George Page. Solo che invece del bacio del principe le sarebbe toccato un laccio rosso attorno al collo. Il turco sembra non tenere conto della muta interruzione. -Il mio autista rimarrà in strada ad attendervi, poi vi farà strada fino all’indirizzo che gli darete, egli conosce perfettamente ogni angolo della città vi assicuro. Quando sarete arrivato a destinazione egli si allontanerà con la mia  auto , non credo avrete mai modo di rivederlo. Ora c’è solo un ultimo problema. Il vostro maggiordomo tacerà sulla mia visita? Mi si dice che è un uomo completamente fidato. – In effetti la devozione, le tacite complicità, e uno stipendio eccezionalmente elevato, hanno fatto di Wilson una persona di fiducia illimitata.  George Page lo chiama. -Desiderate, signore?- -Per favore Wilson, avvertite  il garage dabbasso di preparare la mia auto. Ah, Wilson, stasera non ho ricevuto visite.- -Bene signore, buona serata.-   Viaggio nella nebbia  Un autista silenzioso e abile si muove sicuro nella nebbia più fitta che si sia mai vista, George Page conosce le strade della sua città ma gli è impossibile distinguere dove si dirige l’autista, tiene gli occhi fissi sui fanalini rossi della macchina che lo precede e ha quasi la certezza che gli facciano compiere qualche giro per disorientarlo. Tanto meglio, se non sa dove lo portano, dice a se stesso. L’auto in testa rallenta e si ferma per consentire al passeggero di scendere ed entrare nella porta illuminata di un Club. Le due auto riprendono i viaggio e si fermano di nuovo dopo pochi minuti. George Page vede scendere l’autista e scende a sua volta, in una tasca del soprabito stringe un sacchetto di velluto nero, nell’altra un laccio rosso.   Tutto a posto Un laccio rosso è stato lasciato accanto a una poltrona. Una donna avida e infedele ha ricevuto la sua punizione. Un sacchetto di diamanti è passato di mano. Tutto a posto. George Page è un uomo molto soddisfatto alla guida della sua auto che dirige verso l’abitazione di Gloria Seifert seguendo le luci posteriori dell’auto che lo guida sicura nella nebbia sempre più fitta.  Egli immagina Gloria leggermente impaziente per il suo ritardo, lo sgriderà perché  la cena era ormai pronta ed è stata tenuta in apprensione per via della notte orribile. Ma egli le sorriderà, amabile e beffardo, le dirà dei loro progetti per il futuro. Immagina la sua sorpresa e di come gli occhi adirati di lei si riempiranno di miele. L’auto che precede si ferma, egli capisce di essere arrivato e scende mentre l’altra auto riparte e si allontana. Egli cerca di orientarsi, vede un portone illuminato che gli sembra quello della casa di Gloria, vi si dirige. I fari di un’auto ferma illuminano il portone della casa di Lady Seifert. Molto strano, pensa George Page, chi può essere in visita da Gloria a quest’ora della notte? Un agente è sui gradini, George Page lo riconosce, è l’agente Brown di Scotland Yard. Davvero insolito. Egli cerca di nascondere strani presentimenti con il suo senso dell’umorismo.   -Buona sera, Brown, cosa succede. Un ladro forse? E’ una notte ideale per i ladri di case, credo che siano tutti fuori al lavoro, mi spiace per voi.- Anche Brown lo riconosce. –Buona sera, signore. Si tratta di un assassino a quanto sembra, non un ladro. E’ successo qualcosa di orribile nella casa. Lady Seifert  è stata trovata strangolata. Un omicidio a quanto pare. Due nostri detective sono di sopra. – La luce dei fari dell’auto riflessa dalle minuscole goccioline di nebbia deforma i volti sei due interlocutori, impossibile decifrare le espressioni. -La vittima è stata strangolata con un laccio rosso di seta, qualcosa che ricorda un rito orientale, Mr. Page. - E’ la voce di uno dei due detective che fa trasalire George Page. -Voi la conoscevate, non è vero? La vostra fama nel fare lo studio della scena di un delitto ci è ben nota, ci aiuterete a trovare l’assassino spero. -Si conoscevo Lady Seifert,ero un suo intimo amico potrei dire. Avrei dovuto vedermi con lei stasera. Potete contare su tutto il mio aiuto. -   Il mattino dopo -Qualcuno chiede di voi al telefono, signore. Qualcuno che conoscete, credo, il vostro amico con cui giocate sempre al golf a giudicare dalla voce, egli ha l’abitudine di non dire il suo nome . La colazione è pronta.  – -Grazie, Wilson. George Page passa dalla stanza di letto allo studio per rispondere al telefono, Mai sonno fu più agitato del suo durante la breve notte. Prende in mano la cornetta. -Salve.- -Salve George. Avrai sentito del delitto credo. - -.Sono arrivato sulla scena del delitto pochi minuti dopo.- -Uno vero gioco del destino, se tu fossi arrivato pochi minuti prima avresti incontrato l’assassino.- -E’ stato un succedersi di strani eventi ieri notte. Tutto è cominciato quando si è presentato da me quel turco con una tua presentazione. Come si chiama, Seyan? Ricordo bene? - -Ricordi bene, ma dimentica di aver mai sentito questo nome, Gloria Seifert era sua moglie.- George Page è diventato una pietra. Fortunatamente nessuno può vedere la trasformazione avvenuta in lui, nel sentire la conferma al sospetto che lo ha tormentato tutta la notte. -Scotland Yard sospetta certamente di lui allora, di questo Seyan voglio dire.- No, ti sbagli. Il delitto è stato attribuito a un certo Alì, l’autista tuttofare della vittima. Questo Alì è sparito e con lui sono spariti i  gioielli tenuti in una cassaforte, a quanto ha detto la cameriera tornata stamattina presto. A quanto pare sia lei che Alì l’assassino avevano ottenuto un giorno libero. Il caso è chiuso ho parlato ora con Scotland Yard.- -Capisco, vi risulta che Mr. Seyan avesse problemi con alcune banche qui, su sollecitazione della moglie?- -Non so nulla. E non credo che una banca sia interessata a restare coinvolta in un caso di omicidio, non credo che vi saranno dichiarazioni non sollecitate. Mi sono congratulato con Scotland Yard per la rapidità con cui è stato risolto il caso. Mr. Seyan ha lavorato per noi con soddisfazione, sapete. Ci fornisce ottime informazioni sulla situazione in medio Oriente grazie alle amicizie della sua famiglia, spesso siamo stati messi in grado di prevedere gli eventi grazie al suo lavoro. - -Ma Scotland Yard non lo cerca? Dopotutto era il marito della vittima, mi sembra davvero insolito che nessuno si interessi a lui. La cameriera non ha detto nullo al riguardo ai detective? - -Mr. Seyan vive in Turchia, viaggia molto per affari, non è facile mettersi in contatto con lui. La cameriera ha affermato che i rapporti tra marito e moglie non erano eccellenti e che i due si incontravano per discutere del trattamento economico preteso da Gloria in seguito alla richiesta di divorzio, null’altro. Gloria era comunque una donna privilegiata grazie alla generosità del marito anche dopo la separazione, non può essere certo questo un movente, le possibilità economiche della famiglia Seyan possono  permettersi un divorzio. Gli uffici dell’Interpol sono stati avvisati di ricercare l’autista, quel tale Alì,  per omicidio, forse si sarà imbarcato sotto falso nome su qualche nave compiacente, ha avuto tutto il tempo di organizzare il suo piano, da solo o con qualche complice. - -Ma non sono state trovate lettere, documenti nell’abitazione? Lo studio legale di Gloria non si è presentato?- -Uno studio legale è interessato ai possibili clienti futuri, non a quelli che non possono più pagarli. Per il resto tieni presente che le indagini sono cominciate realmente solo nella mattinata quando la cameriera si è ripresentata secondo le istruzioni ricevute il giorno prima, stranamente non si trovano documenti nell’abitazione della vittima, forse sono conservati in una cassetta di sicurezza che verrà fuori chissà quando, forse li ha portati via e distrutti questo Alì per maggior sicurezza.  La vita  privata della vittima era praticamente sconosciuta al giro degli amici, a parte la vostra relazione. Rimarrebbe un punto da chiarire, ma ormai ha poca importanza.-   -Il caso non può dirsi risolto del tutto, dunque.- -Bene, come sai  Scotland Yard ha ricevuto una breve telefonata concitata, subito dopo il delitto si presume, poche parole dette da una cabina probabilmente. Qualcuno voleva far sapere del delitto. Ma chi ne era a conoscenza? L’assassino? Un suo complice? Qualcuno che è arrivato sulla scena del delitto, mentre l’assassino usciva dalla porta secondaria? In questo ultimo caso l’uomo che ha fatto la telefonata, l’ospite atteso o inatteso da Lady Seifert, doveva avere le chiavi della casa di Gloria . Voi eravate in rapporti eccellenti con lei, non è vero? – -Si, davvero eccellenti non troverei parola migliore. Forse anche il marito, l’autista e la cameriera avevano le chiavi.- -Scotland Yard ha pensato per un momento di farti alcune domande, ma la fuga di Alì e la sparizione dei gioielli ha risolto ogni cosa. Dimentica tutto.- -Suppongo che non avremo motivo di rivederci.- -Verrà depositata una somma rilevante sul tuo conto, potresti concederti una lunga vacanza. Ma evita Istambul è una città turbolenta e imprevedibile.-  FINE   http://xoomer.virgilio.it/dedicris/


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