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lavoro pubblicato sabato 10 luglio 2004
ultima lettura martedì 25 settembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L’ultimo gesto

di Gerardo Sorrentino. Letto 757 volte. Dallo scaffale Pensieri

Cerco nelle tasche dell’anima un motivo degno per non barcollare tra tristezza e un’insana malinconia. Avrei mille e più ragioni per tirare...

Cerco nelle tasche dell’anima un motivo degno per non barcollare tra tristezza e un’insana malinconia. Avrei mille e più ragioni per tirare la veste alla morte, ma non sarà la cecità di un attimo a far d’eternità un’intuizione. Strascichi di ricordi a far da guida a un’anima troppo stanca ma la storia è troppo lunga per essere attraversata dalla purezza di due ali senza artigli. Mi chiedo con franchezza quale sarà l’ultimo gesto degno di questo palcoscenico, e avaro d’emozioni mi trafiggo cuore ed anima per uno spunto che doni poesia. Ma la poesia è magia, è l’arcobaleno di mille colori nel cielo dipinto senza colori, e ancora una volta mi chiedo come, quando e perché, ma che senso hanno mille domande che non trovan risposta. Potrei chiedere in prestito alla fantasia mille parole, sarebbero l’estremo tentativo di lasciare una traccia su una spiaggia orfana di orme cancellate dalla marea del tempo. E ora son giunto alla fine possa calare il palcoscenico con anticipo, la fine come eterno tentativo di una silenziosa eternità. Forse è stato solo una puntata persa quella di una vita spenta tra un gargarismo stanco di un contreau e un avanzo di pizza fra le dita. Annaspo nel credere ad un'eguale possibilità quella riconosciuta ad ogni uomo di vivere e lasciarsi vivere secondo la propria morale ma sconsolato m’accascio contro un muro e m’accorgo che è pura illusione la libera espressione. Ma la Poesia è magia, è l’arcobaleno di mille colori in un cielo senza più colori, guardo e mi rattristo: un muro completamente bianco mancano i graffiti degli ultimi Artisti di strada. Vorrei un mondo colorato, intriso dallo stridere dell’anima, e a volte senti che una regola è profondamente inadeguata, perché semplicemente non sente il pulsare del cuore. Spazzerei via ricordi e nostalgia per poter ricominciare dalla purezza di un’anima che non ha mai saputo conoscere la convenienza di un compromesso. L’orizzonte è lontano ma quanti passi sono stati fatti per veder sorgere il Sole che attendevo. dov’è più quel sole? Gelido scende lo scenario di un’epoca senza più speranza senza più pietà, orfana di eroi e di idee. Ma la Poesia è magia è un pezzo di cielo rubato a Dio, a un Dio orfano delle proprie speranze, del proprio amore infinito per suo figlio che non comprende più. E mi verrebbe voglia di sputare in viso a potenti e ai vili che assecondano il loro gioco di supremazia, e alla fine so di aver sbagliato ho preso lista dei mie fallimenti ho lasciato sterile la mia voglia di comprendere. Ma cosa volete che questo sia se non il casino delle mie idee il rigurgito annacquato di un nuovo pretesto quello di coltivare sogni in un campo arido. Ma cosa volete che vi dica, siamo tutti il risultato di una vita andata così senza un itinerario ben preciso, abbiamo perso bussola e speranza ancor prima che la sera delle stelle dei desideri potesse riconciliarci con la vita. E l’Anarchia di un mondo di uomini liberi e uguali resta la proiezione di un mondo egualitario dove non esista più la parola che possa diminuire l’immensa dignità del miserabile e della sua grande capacità di sognare. Ma la Poesia è magia è l’ultimo rantolo del ribelle la fase di ricostruzione del grande spirito, quello che pervade la gioia di essere un guerriero, un guerriero dell’anima.


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