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lavoro pubblicato martedì 30 agosto 2016
ultima lettura domenica 13 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sempre lì

di andreaicardi91. Letto 496 volte. Dallo scaffale Viaggi

Cosa vuol dire vivere in un piccolo paese, in una piccola realtà dove tutto è sempre lì, immutato nel tempo, come una prigione che intrappola la gente ed impedisce loro di guardare il mondo circostante e la realtà del mondo?....

Al paese tutto sembra procedere nella normalità. Il tempo sembra scorrere inesorabilmente lento, in quel piccolo angolo di mondo in mezzo alle colline, abitato da poche centinaia di anime. La gente ogni giorno vive immersa nelle proprie faccende quotidiane, sempre lì, nella propria routine che va avanti da sempre. Gli anziani sempre lì, seduti sulle stesse panchine, estate ed inverno a ricordare la loro gioventù ed il tempo che non ritorna. Qualche giocata a carte davanti ad un bicchiere di vino, nello stesso bar dove i giovani passano il loro tempo a sorridere alla vita che li aspetterà. Fuori dalla porta l’innocenza dei bambini che, sempre lì, tra un calcio ad un pallone ed un morso ad un gelato, a cavallo della loro bicicletta, credono di conquistare il mondo con la loro innocenza. Beata innocenza, fatta di eroi animati, che poi sparirà. Tutto finisce, prima o poi. Tutto ricomincia.

Al centro del paese la piazza con la Chiesa, dove ogni giorno il parroco celebra la Santa Messa per quelle poche vecchiette, che, sorrette dal loro bastone sono sempre lì, immerse nella contemplazione dell’antico crocifisso e della madonna di pietra.

Accanto alla Chiesa la Scuola, e varie strade che si intrecciano come un labirinto senza fine, con negozi e botteghe che sono sempre lì, fulcro della vita quotidiana del piccolo borgo.

Un piccolo mondo racchiuso in una collina, dove il buio della notte si schiarisce ogni mattina, la vita scorre apparentemente lenta ed il sole del giorno prende il posto della luna spenta. Un piccolo paradiso, tra una lacrima ed un sorriso, tra l’armonia della natura ed un velo di malinconia sul viso.

Tutti pensano che lassù si sta bene, come in una grande famiglia; siamo tutti altruisti, pronti a dare una mano, pronti a dare e ricevere consigli anche quando non li chiediamo. Tutti sanno tutto, tutti hanno una soluzione ai problemi. Tutti sanno comportarsi in ogni situazione.

Beati quelli che hanno capito alla perfezione come funziona il mondo senza essere mai usciti di casa, beati quelli che sanno tutto senza avere mai aperto un libro, beati quelli che pensano di aver capito tutto dalla vita, beati coloro che, schiavi delle loro convinzioni, non dubitano di niente e non sanno guardare oltre il proprio naso. Beate illusioni che trainano questo mondo, fatto di grandi avvenimenti e di piccole cose; amicizie e amori, paure e timori, gioie e dolori, imparando dagli errori.

Queste sono le righe di un racconto iniziato, e che forse mai continuerò. Potrei scriverci tante storie sopra, ma forse più nulla scriverò, e lascerò tutto com’è. E quelle poche righe già scritte sbiadiranno, o forse rimarranno sempre lì. Sempre uguali. Come il borgo in collina. Senza un’evoluzione o una continuazione, fino a quando non mi verrà voglia di prendere la penna e continuare a scrivere, oppure ricominciare.

E se la vita fosse come questo racconto? Sempre lì.
http://andreaicardi91.altervista.org/sempre-li


Commenti

pubblicato il mercoledì 31 agosto 2016
davedonn, ha scritto: Interessante il fondersi, confondersi: la vita di paese mirabilmente descritta, i tempi della narrazione e potremmo parlare della stessa materia.
pubblicato il mercoledì 31 agosto 2016
andreaicardi91, ha scritto: @davedon Grazie mille! Lo ritengo uno dei miei scritti a cui sono più legato...

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