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lavoro pubblicato lunedì 29 agosto 2016
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

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Anime Perse - Caduta 7

di FedericoGiacon. Letto 338 volte. Dallo scaffale Fantascienza

-Black, dobbiamo parlare.- ordinò ferrea Blue appena tornata al campo.Black la squadrò un momento, poi si rivolse agli uomini a cui stava parlando -Riprenderemo dopo.- si girò verso Blue -Vieni nella mia tenda.-.-Qual è il p...

-Black, dobbiamo parlare.- ordinò ferrea Blue appena tornata al campo.
Black la squadrò un momento, poi si rivolse agli uomini a cui stava parlando -Riprenderemo dopo.- si girò verso Blue -Vieni nella mia tenda.-.
-Qual è il problema?- chiese il capitano appena furono entrati.
-Straw. È fuori controllo! Uccide per il gusto di uccidere! Oggi ha sterminato sui quaranta civili da solo, disubbidendo apertamente ad un ordine diretto e facendoci perdere un indiziato!-
-Sa fare il suo lavoro però, ed è un caposquadra, ha il diritto di agire sul campo.- disse Black posizionandosi sulla sedia dietro la scrivania.
-Non contravvenendo ad un ordine diretto di un superiore! Non quando le circostanze non lo richiedono! Le sue azioni hanno portato ad una strage oggi. Potevo gestire la situazione; ma ha ucciso il capo della rivolta ancora prima che potessimo iniziare a trattare!-
-Che è successo?-
-Quell'uomo mi ha puntato una pistola contro e ancora prima che potesse fare qualsiasi cosa lo ha ucciso!-
-Era diventato una minaccia.- rispose lapidario Black.
-Lo difendi pure? Abbiamo le tute per situazioni come queste! Un proiettile non le scalfisce neppure! Con quel gesto abbiamo perso uno dei capi rivoltosi da interrogare e ci ha aizzato contro una folla, compromettendo una struttura ospedaliera attiva! Come possiamo pensare di gestire quelle persone se quando parlano gli spariamo?
Black la fissò serio per un po', poi disse -Gli parlerò; puoi andare.-.
Blue lo fissò piena di rabbia -Vedi di metterlo a posto o lo sistemerò io. Non ha il diritto di uccidere; e non ha il diritto di mettere a rischio la vita di altre persone!- detto ciò uscì furiosa dalla tenda.

-Ciao.- disse Baked.
-Hei, anche tu alla fine sei passato.- gli sorrise Green -Come stai?-.
-Bene, volevo parlarti almeno una volta prima di partire. Sarei passato prima ma sai... i cecchini devono...-
-Mantenere, la distanza. Lo so; tranquillo- lo interruppe Green -Anche perché su quel lato del canyon vedevo spesso un ombra molto simile alla tua- disse indicando una terrazza naturale che sporgeva da un lato della parete a circa cento metri dalla finestra.
-Essere distanti non vuol dire non esserci.- rispose Baked con un sorriso -Come stai?- chiese restando sulla porta.
-Tutto bene, la gamba non la sento, il buco in pancia è quasi andato via; e sono sempre talmente fatta che non sono certa che tu sia tu o solo un grammo di morfina andato di traverso.- poi lo sguardo le si fece più duro -L'unica cosa fastidiosa sono quei bastardi dei dottori ed infermieri che non mi lasciano in pace. Li vorrei vedere tutti all'inferno.-.
-Lo sai che non sono stati loro vero? Loro ti hanno salvato.-
-Avrebbero potuto. Per loro siamo solo delle scatole che si muovono, non contiamo nulla.- disse mentre contraeva i pugni -omunque lasciamo stare. Notizie di Rasp?-
-Niente di importante, solita routine. Hanno una zona che ribolle, quindi sono sempre molto impegnati.-
-Oh... Beh, spero stia bene.- sorrise tristemente Green -La speranza ormai è tutto ciò che mi è rimasto, no?-
Baked non rispose, stette fermo sulla porta per un po', poi disse -Il nostro permesso è finito, ci hanno assegnato la nuova recluta, Red. Partiamo domani.-.
-Lo so, Crab è venuto a dirmelo sta mattina. Verrò ad accogliervi all'hangar quando tornerete.- disse tristemente.
-Spero non sia un addio, questo. Rimettiti presto.- detto ciò si voltò verso la porta ma appena prima di passare oltre si fermò un attimo.
-Riguardo ai dottori, non generalizzare. Non fare lo stesso errore di chi ti ha spedito qui.- e uscì, lasciando Green sola, bloccata sul letto che la imprigionava da giorni.

Rasp era appena uscito dalle docce quando vide Blue uscire come una furia dalla tenda di Black. La guardò un attimo, mentre percorreva il campo a passo di marcia, indeciso se seguirla o meno.
Alla fine Rasp si tolse l'asciugamano dalla testa e si diresse verso i suoi appartamenti per vestirsi, tanto sapeva dove trovare Blue.
Dieci minuti dopo iniziò a perlustrare il muro protettivo che cingeva il campo, cercandola.
Blue era seduta sulla terrazzina che sporgeva oltre la bassa merlatura.
-Mi domando sempre com'è possibile che tu riesca a stare seduta su quei venti centimetri senza che il culo ti scivoli giù.- la salutò Rasp.
-Semplicemente non ce l'ho pesante come il tuo.- rispose Blue regalandogli uno dei suoi rari sorrisi -Vuoi venire qui di fianco a me a farmi compagnia?-.
-No grazie.- rispose ridendo Rasp -Preferisco stare qui dietro dove il pavimento è solido e non rischio di morire!-.
-Ancora non mi spiego come cazzo fai a lanciarti dagli elicotteri senza obbligarci a spingerti!-
-Sai, se una cosa la fai da quando hai tre anni ti ci abitui. E poi ho una corda mentre mi calo.- le rispose appoggiandosi alla merlatura alla sinistra di Blue.
-Che è successo con Black?- le chiese dopo un attimo di silenzio -Problemi con la missione?-.
-Straw.- sputò quel nome con disprezzo ed odio mentre gli occhi lampeggiavano minacciosi.
-Ha iniziato a darsi al saccheggio dei morti? È già passato alla fase successiva?- chiese Rasp.
-Se fosse successo fidati che non sarebbe più!- ringhiò Blue.
-Allora che ha fatto?-
Blue fece un respiro profondo, poi disse -La sua sete di sangue peggiora. Non ascolta gli ordini, se gli viene data anche la minima scusa uccide senza pensarci. Per colpa sua oggi sono morte più di sessanta persone, di cui una quarantina le uccise con le sue stesse mani.-.
-E Black che ha detto?-
-Che aveva le sue ragioni ma che gli avrebbe parlato. Non cambierà un cazzo, come sempre. La cosa preoccupante è che, a quel bambino, non sembra fregargliene un cazzo neppure di noi. Per colpa sua duecento persone oggi ci hanno caricato!-
-Calmati; al limite può accadere un incidente durante le prossime missioni, se diventa incontrollabile.- disse Rasp ammiccando -Non penso che qualcuno lo piangerebbe.-.
-Sarei quasi tentata di farlo.- disse a denti stretti Blue -Ma non siamo assassini, e un Laico non ne uccide un altro.-.
-Comunque fantasticare è bello.- le disse Rasp sorridendo -Come pensi stiano gli Apple?-.
-A quest'ora dovrebbero essere in partenza per l'inferno. Sono stati risparmiati il più a lungo possibile.-
-E Green?- chiese con un filo di voce Rasp mentre fissava il vuoto sotto la muraglia.
-Spero bene, ci è arrivata notizia che si è svegliata. Il peggio è passato.-
-No. Per lei il peggio è appena cominciato! Ed ora è sola...-
-Vedrai che starà benissimo per quando torneremo, non preoccuparti.- gli disse Blue prendendogli una mano. Stettero in silenzio per un po', poi lei disse -Oggi hanno ucciso un dottore davanti ai miei occhi...-.
-Perché mai dovrebbero giustiziare un dottore? In momenti del genere sono indispensabili.-
-Era un ginecologo, faceva l'esame dell'anima ai neonati... E diceva che anche noi ne abbiamo una...-
-Tu cosa ne pensi?- chiese Rasp.
-Tutto questo casino è nato perché noi non abbiamo un anima... che senso avrebbe dire il contrario se si è sani di mente?-
Rasp aumentò la stretta sulla mano di lei. Blue si voltò a guardarlo -Pensaci- disse lui -Un anima è solo pura energia. Come può un corpo a muoversi senza energia?-.

Passò una settimana, ci furono altre insurrezioni e altri morti andarono a tormentare i sogni di Blue.
Fu quasi un sollievo quando l'allarme della base la svegliò.
In un minuto era fuori con le armi in spalla, si diresse verso la muraglia ovest come diceva il piano di difesa.
-Che succede?- chiese all'auricolare.
-Animisti in avvicinamento da nord. Vengono da New Braunfels ma sono stati avvistati movimenti anche nelle campagne circostanti. Posizionarsi come da piano e attendere ordini.- rispose Black.
-Sentito Spider? Ad ovest e aspettate. I due cecchini sulle torri agli angoli, gli altri disporsi in riga lungo i merli.- ordinò alla squadra mentre saliva le scale lungo i muri.
A nord si vedeva il chiarore di delle torce che illuminavano la notte, erano ancora abbastanza lontani, anche se Blue non avrebbe saputo dire quanto con precisione, sperava molto poco; in caso contrario sarebbe stata veramente tanta gente da respingere.
Prese posizione e attese in silenzio di fianco ai suoi uomini.
-Vedo movimento a sud-sud-ovest.- la informò un cecchino.
-Attendi nuovi ordini. Tienili d'occhio ma non sparare. Prepara un razzo luminoso e se fanno qualcosa di strano informami subito.-
Rincominciò l'attesa. La folla era lontana e, quando si avvicinò, non si vedeva la fine del corteo.
La voce di Black risuonò negli altoparlanti del campo -Tornate alle vostre case! State violando il coprifuoco! Tornate dalle vostre famiglie e non verranno presi provvedimenti!- li avvertì.
L'unica risposta che ricevette furono urla di rabbia e alcune torce che vennero lanciate contro la barricata.
-Signore, inizia a preoccuparmi la quantità di movimento nelle campagne.- le disse il cecchino.
-Spara il razzo! Muoviti!- ordinò Blue.
Intanto la voce di Black ordinò -Iniziate a respingerli con i proiettili di gomma e i gas lacrimogeni.-.
Il razzo fu sparato e nei campi, appena oltre il campo luminoso dei fari della muraglia si illuminarono centinaia di teste in attesa.
La marmaglia che stava nell'ombra lanciò un grido e iniziò a caricare il campo.
-Fuoco! Fuoco!- urlò Blue iniziando a bersagliare con i proiettili di gomma la folla -Black! Siamo circondati! Sono migliaia!!!-.
Dei proiettili iniziarono a sfiorare le teste dei difensori e ad abbattersi sulle pareti di metallo della barriera.
-Al diavolo i proiettili di gomma! Chiamate la guardia nazionale come appoggio! Abbiamo bisogno di supporto aereo, fate partire gli elicotteri!- urlò Black negli auricolari.
Due elicotteri presero il volo, mentre le ondate di persone venivano falciate dalle mitragliatrici durante la carica del muro.
Nella corsa le mine esplosero e le granate vennero lanciate, mandando a gambe all'aria decine di cadaveri.
I piloti sganciarono sulla folla un paio di bombe incendiarie, in modo da poter illuminare un po' la calca senza aver bisogno dei razzi.
Un proiettile colpì l'uomo di fianco a Blue facendolo stramazzare al suolo, cinque metri più in basso.
Cambiò caricatore. Proiettili di gomma. Non avrebbe più ucciso, non quella sera.

La guardia nazionale arrivò coi carri armati dopo due ore di assedio. La folla riuscì a ribaltare un carro e a dar fuoco ad altri quattro. Ci vollero altre cinque ore e l'intervento di altre forze armate per sedare quella rivolta. Quando tutto fu finito, Blue non aveva più munizioni e di fronte a lei si stendeva un campo sterminato di cadaveri, che, sotto la luce del mattino, riversava sull'erba della rugiada rossa.
A mezzogiorno entrarono in città coi carri armati.
Irruppero nelle case, fecero uscire le famiglie e le radunarono in strada. Straw uccise a sangue freddo un'altra decina di persone che avevano opposto resistenza, non importava se reale o immaginaria.
Tutta la popolazione venne condotta nelle campagne a scavare fosse senza nome con un fucile puntato dietro la schiena.
Finirono di seppellire i morti che era quasi l'alba del giorno dopo, poi trascinarono i sopravvissuti di fronte ad un carro armato, dove stava impettito un Colonnello delle forze civili.
-Per ordine del governo di Gonduana, l'Ex contea di Comal è ora sotto regime militare!- urlò ad un microfono collegato a due grosse casse vicino al carro -Chiunque verrà scoperto fuori dalle proprie abitazioni non a scopo lavorativo verrà immediatamente arrestato! Chiunque verrà scoperto a violare il coprifuoco per un qualsiasi motivo senza un apposito permesso verrà fucilato sul posto! Qualunque riunione all'infuori del nucleo familiare verrà vista come un atto di terrorismo, i partecipanti verranno arrestati ed interrogati! Le razioni alimentari verranno distribuite dalla guardia nazionale. Ora tornate alle vostre case e attendete ordini!-.
Vennero così ricondotti a casa, imprigionati tra le mura domestiche nel terrore di ciò che avevano fatto. Lasciati a covare sempre più odio.

Il Maggiore entrò nell'ufficio del Colonnello quasi di corsa.
-Signore, ho novità sul caso dell'Ex Arabia!- disse posizionando delle carte davanti all'ufficiale.
-Cosa sarebbero?- chiese Conrad.
-Sono i grafici elettromagnetici del villaggio di quella settimana.- indicò un altro foglio -Mentre questi sono quelli di un mese prima della fucilazione.-.
Il Colonnello li esaminò attentamente.
-Come mai quest'aumento delle attività?- chiese poi.
-Non lo so signore, ma è totalmente anormale. Avevano a mala pena la luce, non è possibile che ci sia stato un simile incremento dell'attività elettromagnetica.-
-Un sovraccarico delle centrali non è possibile?-
-Ho già controllato, hanno lavorato a regime normale le centrali e tutti i ripetitori per tutta la settimana; poi la variazione del campo elettrico si sarebbe dovuto espandere tramite tutti i cavi, ma in questa foto di un drone può notare che per tutta la settimana l'anomalia è rimasta concentrata solo attorno al villaggio.-
-Cosa ritiene sia stato allora? Il campo terrestre? E ha controllato se ci sono stati altri fenomeni simili a Detroit?-
-Ho controllato anche l'attività solare di quel periodo, niente giustifica una simile attività, e Detroit ha una rete elettrica troppo estesa per individuare una variazione come questa. Però la cosa più preoccupante è che il campo elettrico lavora tra i ventidue e i quarantatre Hertz.- disse agitato il Maggiore.
-Che starebbero a significare...?-
-È l'area della frequenza di lavoro di un anima, signore.-



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