ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 29 agosto 2016
ultima lettura martedì 11 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Un incontro inaspettato - Capitolo 2

di Leandro. Letto 514 volte. Dallo scaffale Pulp

La notte era cupa e silenziosa. Non parlarono per tutto il tragitto. Diverse volte Peter avrebbe voluto chiedergli dove fosse la fattoria di cui Michal aveva parlato o per quanto tempo ancora avrebbero dovuto viaggiare. Ma non si lascio' sfuggire una ......

La notte era cupa e silenziosa. Non parlarono per tutto il tragitto. Diverse volte Peter avrebbe voluto chiedergli dove fosse la fattoria di cui Michal aveva parlato o per quanto tempo ancora avrebbero dovuto viaggiare. Ma non si lascio' sfuggire una sola parola. Michal sembrava completamente assorto nei suoi pensieri. I suoi occhi erano fissi sulla strada, ma la sua mente sembrava altrove.
Guidò fino all'alba senza sosta, sfrecciando tra le campagne e le distese di vegetazione. Nonostante Peter avvertisse un continuo senso di oppressione, la luce del giorno svelo' un paesaggio che lo fece sentire meglio. Le linee orizzontali e decise dei campi arati e quelle ondulate e sinuose delle campagne gli trasmettevano un senso di tranquillita'. Penso' che in altre occasioni quel viaggio sarebbe potuto essere una piacevole gita fuori città. Ma non era quello il caso. Eravano in fuga.
Ad un tratto Michal rallentò e imboccò una piccola strada sterrata.
‘Siamo vicini ormai' penso' Peter
Michal avanzò a passi pesanti verso la porta della fattoria. Frugò nelle tasche della giacca a vento ed estrasse una grossa chiave arrugginita. La porta scricchiolò rumorosamente quando fu aperta.
Indugiò sulla soglia, come se avesse avvertito un improvviso pericolo. Poi entrò, incerto.
Peter ebbe subito l'impressione che quella non fosse la prima volta che il suo amico varcasse la soglia di quella fattoria. Toccare quella chiave arrugginita e aprire quella porta sembrava aver risvegliato in lui ricordi che pensava di aver rimosso.
Michal entrò in una stanza a destra. Questa era vuota, tranne che per un tavolo in un angolo, un letto ridotto ad un materasso logoro e un camino, che probabilmente un tempo rendeva quella fattoria piu' calda e accogliente. Adesso quella stanza era buia, le pareti erano spoglie, l'intonaco sembrava sgretolarsi a vista, e un odore di muffa e di umido opprimeva tutto.
Michal fece scorrere il suo sguardo lungo l'intera stanza, mentre l'altro lo osservava dall'ingresso. Michale aveva l'aria di chi ci vedesse altre cose in quella stanza apparentemente vuota. Gli occhi stretti a scrutare qualcosa di cui probabilmente Peter non avrebbe mai saputo.
Poi Michael appoggiò la pesante chiave sul tavolino. Fece lo stesso con la sua pistola. La lascio'con un senso di liberazione, come se gli avesse pesato fino a quel momento, nella tasca del cappotto.
Aprì l'unica finestra che c'era nella stanza. Una debole luce entro', avvolgendo delicatamente le quattro pareti. Il sole era ormai alto. Poi rimase li a guardare dalla finestra. Il sole creo' dei solchi sulla sua faccia, celando profonde rughe sulla fronte e sotto gli occhi.
Sembrava in trance. Peter non sapeva cosa fare. Mentre rimaneva li in attesa, si rese conto che la stanza era molto fredda. Si sfego' le mani e guardo' il camino. Ci doveva essere della legna intorno alla fattoria... cosi decise di lasciare li Michal e fare qualcosa di utile per entrambi.

Peter non avrebbe mai immaginato di dover tornare in quella stanza trascinandosi un corpo invece che della legna. E probabilmente la legna sarebbe stata piu' facile da trasportare, poiche' mentre cercava di trascinare quel corpo tirandolo per il polso, quello faceva resistenza piantando i piedi per terra. Ebbe comunque la meglio facilmente, perche' lei, la ragazza, non sembrava in piena forma. Aveva l'aria di chi non sapeva cosa ci facesse là, nè come ci fosse arrivata. Sembrava debole e confusa.

''Michal! Michal....guarda cosa ho trovato!'' disse entrando di soppiatto nella stanza grande.
''Non mi stringere così il polso, imbecille!'' gridò lei
''E questa da dove salta fuori?''
''L'ho trovata nel retro della fattoria. Era li per terra a dormire.''
''E perché era li a dormire?''
''Non lo so, Michal...''
''E domandaglielo, idiota!''

La ragazza si portò la mano libera alla fronte, confusa. Si ravvivò i capelli. Gli occhi erano rossi e lucidi. Li strinse per abituarsi alla luce del giorno.

''...ho la testa che mi scoppia... e lasciami il braccio!''
Si divincolò dalla stretta di Peter. L'altro non fece resistenza. Era chiaro che non avrebbe fatto niente di pericoloso in quelle condizioni.

''Ora ricordo! Ieri ero con degli amici all'Electra''
''Cos'è l'Electra?''
''Un pub. Ero con loro ma poi non so...ricordo che siamo saliti in macchina verso non so dove. Ah si! Abbiamo visto questa casa e abbiamo pensato di spassarcela un po' qui...una casa di campagna, sai che figata! Ma non siamo riusciti ad entrare e..e poi non so..''
''Mi sa che i tuoi cari amici erano cosi ubriachi che devono averti lasciata qui fuori, bella!''
''Cazzo..ma..ma dove siamo?'' disse dando un'occhiata smarrita intorno, come se solo allora si stesse rendendo conto di dove si trovasse.
''Centocinquanta chilometri dalla città. Trovati un passaggio!''
''Ehi, aspettate! Ho la testa che mi scoppia. Avrò sicuramente preso un accidente stando tutto il tempo la fuori..''
''Non è un mio problema!''
''Ma cosa pretendi..che alzi il pollice per chiedere un passaggio? Sei impazzito?''
''Non ti ho invitato io a dormire sulla soglia mia fattoria.''

La ragazza sembrava essersi ripresa dalla confusione. I suoi occhi si riempirono di un nero profondo. Avanzò di qualche passo verso Michal...

''Se mi porti a casa ne varrà la pena...ve lo assicuro''
Si voltò a guardare anche Peter, come per assicurarsi che l'affare valesse anche per lui.

''E quanto ne vale pena?''
La ragazza rimase qualche istante in silenzio. Michal stava per voltarsi come per prendere qualcosa dal tavolo...poi si fermò di colpo quando lei disse quella frase:
''Almeno duemila dollari''
Un sorriso beffardo si disegnò sul volto di Michal.
''..E immagino che sarai tu a darmeli... Me ne servirebbero settemila a dir la verità...pensi di averli?'' chiese ironico
''non io...ma mio padre di sicuro sì!'' rispose lei seria
''immagino che tuo padre sia un milionario''
''E' un importante uomo d'affari!''
''E chi sarebbe tuo padre?''
Michal era furbo. Aveva capito che la ragazza stava mentendo dal primo momento. E la voleva far cadere in fallo. Peter guardo' il suo amico con compiacimento. Lei si voltava spesso a guardarlo, come se cercasse il suo consenso. Lui finse di non farci caso. Michal aveva senz'altro fiutato giusto, non si faceva certo abbindolare cosi facilmente.
''Mio padre è Max Brentley.''
''Bel nome...non conosco nessun Max Brentley.''

La ragazza aggrottò le sopracciglia, sorpresa. Ma al contrario di Michal, l'altro conosceva quel nome. Max Brentley era un pezzo grosso della finanza. Aveva letto di lui da qualche parte. Si, in un articolo di giornale. Diceva che i furti alle banche erano aumentati nell'ultimo periodo. E che Brentley aveva avviato un piano per risanare i danni finanziari delle sue filiali.

''Max Brentley....la ragazza ha ragione, Michal! Brentley è un finanziere!''
''Che cazzo ne capisci tu di finanza, imbecille!''
''Ma è vero! E' sui giornali!''
''Sta zitto! Ti stai facendo abbindolare da una ragazzina...Non sei altro che una piccola bugiarda, non è vero?''

La ragazza guardo' Michal con aria di sfida.

''E tu sei solo un coglione, non è vero?''

''Ok, ne ho abbastanza. Toglimela dalle palle!''

A quel punto Peter cerco' di riprendere la ragazza dal polso ma lei si divincolò senza neanche guardarlo, prima ancora che lui potessi afferrarla.

''Sai cosa succede se non mi riporti a casa, stronzo?! Potrei dire che voi due mi avete rapita e magari anche violentata!''

Michal socchiuse i suoi occhi gelidi e serrò le mascelle. Passo' qualche secondo di assoluto silenzio. Quella minaccia era l'ultima cosa che si aspettavano.

''Cosa vorresti dire?!''
''Pensaci bene! Preferisci i soldi o trovarvi nella merda?! Voi due mi sembrate dei poco di buono. Vi farò arrestare...posso dire che avete approfittato di una ragazza trovata in aperta campagna. Cosa ne dici, coglione?!''

Michal la fissò furioso. Le sue narici erano dilatate e una vena fuoriusciva sulla sommità della sua testa calva. Si girò e prese la pistola dal tavolo. Poi disse qualcosa che fece rimanere Peter senza fiato.

''Vuoi un rapimento, stronzetta? E va bene..avrai un rapimento!''

(continua)



Commenti

pubblicato il lunedì 21 novembre 2016
dalia, ha scritto: In fondo sia la ragazza che i due, non si sa cosa, sono molto simili. Viaggiano entrambi sul capello che divide la retta via dalla delinquenza. Molto bello spero di riuscire a leggere il seguito
pubblicato il mercoledì 30 novembre 2016
Leandro, ha scritto: Ciao Dalia, grazie del commento! Si pubblichero' presto il resto del racconto:)

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: