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lavoro pubblicato domenica 21 agosto 2016
ultima lettura domenica 24 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Un incontro inaspettato - Capitolo 1

di Leandro. Letto 480 volte. Dallo scaffale Pulp

Michal era un uomo sfortunato. Ma era il mio migliore amico e l'avrei seguito ovunque... Entro' nella stretta galleria e fu invaso da una gelida folat...

Michal era un uomo sfortunato. Ma era il mio migliore amico e l'avrei seguito ovunque...

Entro' nella stretta galleria e fu invaso da una gelida folata di vento. Si strinse nel lungo cappotto e avanzo' a passi pesanti nello stretto passaggio. A quell'ora era completamente deserto, i piccoli negozi erano serrati dalle inferriate a ics e il silenzio era rotto solo dal sibilo sinistro del vento e dal suono ritmico dei suoi passi che echeggiavano nella galleria.
Erano passi stanchi. Aveva camminato per tutta la sera in cerca di Michal. Non rispondeva al telefono, cosi aveva cominciato a cercare in tutti i posti che bazzicava..bar, circoli di amici, ritrovi. Sembrava scomparso.
Aveva chiesto a conoscenti e agli amici, i pochi che aveva, ma niente..di lui nessuna traccia. Per quella sera l'ultima speranza era di cercare di nuovo a casa sua, sperando che nel frattempo fosse rientrato.
Dopo il passaggio volto' a destra. Fu subito assalito da un'altra ventata che gli sollevo violentemente il bavero e gli scompiglio' i capelli . Per fortuna era quasi arrivato all'appartamento di Michal..quel tempaccio non gli dava tregua da tutto il giorno.
Apri' il portone con la doppia chiave che gli aveva dato Michal, percorse al buio il breve e stretto corridoio che portava alle scale e sali' i due piani, anche questi al buio, mentre il vento fuori sibilava e faceva tremare la finestra sul pianerottolo.
Aveva una doppia chiave anche per la porta dell'appartamento. La apri' in fretta e nell'oscurita' dell'ingresso cerco' di captare qualche segno della presenza di Michal. In fondo al corridoio filtrava una lieve luce. Era li'.
Entro' di corsa senza bussare.
''Michal! Ti ho cercato per tutto il giorno!''

Lui non si mosse di un millimetro. Era seduto alla scrivania addossata al muro. Era chino con la testa ed era Illuminato solo dalla debole luce della lampada alla sua sinistra. Lo spicchio di luce lasciava illuminata solo una parte della sua faccia e mostrava i contorni della sua testa calva. In mano aveva un bicchiere, e accanto al bicchiere una bottiglia. L'associazione tra i due elementi fece pensare al peggio.

''Cosa è successo?''
Lui rimase qualche momento in silenzio prima di rispondere brusco:
''Piantala, idiota! Non è il momento...'' disse, e non aggiunse altro.
E non aggiunse altro neanche Peter.
Era chiaro che qualcosa era andato storto e non voleva farlo infuriare piú di quanto non lo fosse già. Lo conosceva troppo bene e se c'era una cosa che Peter aveva imparato era sapere quando era il caso di aprire la bocca. E quando non farlo.
Si avvicino' a lui a passi felpati, come un ladro, e si sedette alla sedia accanto a lui.
E rimase li in uno scomodo silenzio.
Ma doveva sapere cos'era successo. Non era solo semplice curiosità. Quando Michal si attaccava alla bottiglia non era mai un buon segno. Qualcosa di grosso era successo senz'altro!
Quella sera doveva vedersi con qualcuno per una partita a poker. Ma non gli aveva detto altro. Michal cercava di racimolare l'indispensabile per tirare avanti e quello era l'unico modo che conosceva per fare un po' di soldi velocemente. Il guaio è che non aveva molta fortuna e il piú delle volte quella ‘facile' soluzione si rivelava anche la piú'pericolosa. Piú pericolosa dei loro colpi. E di quelli ormai non ne organizzavano da un pezzo. Era un periodaccio.
Lascio' a Michal il tempo di scolarsi un paio di bicchieri. Dopo penso' che era ormai abituato alla sua presenza e abbastanza appagato dall'alcol per poter parlare.

''Quanto hai perso?''

Michal si scolò in un sorso un altro bicchiere. Lo sbatté sul tavolo mentre continuava a fissare un punto indefinito sul tavolo.
''Cinquemila''
''Porca...! A chi li devi?''
''A quel bastardo di Ivan!''
''Cosa?! Ma gli devi già duemila! Adesso gliene devi settemila!''

Si girò a guardarlo, con i suoi occhi feroci, socchiusi dalla rabbia.

''Sei un genio, cazzo!....Avevo un genio accanto a me e non lo sapevo! Vuoi mettermi al corrente di qualcos'altro?''
Peter inghiotti' rumorosamente.

‘'Quanto tempo ti ha dato?''
''Fino a domani. E domani si sta avvicinando troppo velocemente!''

Si riempì un altro bicchiere.

''Ho bisogno di pensare. Ho bisogno di pensare, cazzo!'' Strinse con forza il bicchiere nelle sue mani, sembrava pronto a esplodere. Era paonazzo.
Peter tento' diverse volte di dire qualcosa, e altrettante volte ci ripenso'. Ogni sillaba fuori posto poteva essere fatale.
Michal continuo'
''...un posto tranquillo! Ecco di cosa ho bisogno! Di un posto tranquillo dove sparire e riflettere'', disse, piú' per convincere se stesso che per spiegare le sue intenzioni a Peter.
''Hai...hai in mente qualche posto in particolare?'' chiese l'altro intromettendosi nel suo flusso di pensieri.
''La vecchia fattoria di mio zio. Fuori città...''
''Non me ne hai mai parlato''

''Beh, adesso lo sai. Potrebbe essere un buon posto per pensare. E non posso pensare se so che da un momento all'altro Ivan può venire qui per farmi fuori''.

Si alzò di colpo dalla sedia, come se avesse preso finalmente una decisione a cui pensava da tempo.
Accese la luce dall'altra parte della stanza. Peter chiuse violentemente gli occhi quando la luce al neon invase la stanza.
Michal aprì le doppie ante del guardaroba


''Ma Michal...come pensi di racimolare settemila dollari stando nascosto in una fattoria?''
''A questo penserò quando saremo la'. Pensare non rientra nei tuoi compiti!''
''Saremo?..Intendi anche io?''

Lui tirò fuori dall'armadio una valigia e ci infilò alla buona un paio di maglioni e dei pantaloni a jeans.

''Si, anche tu. Potresti essermi utile''

Peter non aveva previsto un simile cambiamento di programma. In fuga verso una fattoria. Probabilmente sperduta nel nulla.

''Ma Michal...non credo sia una buona idea...''
''Non me ne frega un cazzo di cosa pensi! Ce ne andiamo di qua!''
''Ce ne andiamo... adesso?!''
''Si, idiota...adesso! Lo hai capito o no che Ivan mi dato tempo solo fino a domani?''
E mentre Peter si stringeva nelle spalle e abbassava la testa, a stento riusci' a dire:
''Io...io non credo sia una buona idea, Michal. Non voglio...non voglio venire! ''
Michal si girò lentamente verso di lui, si avvicino' mentre Peter continuava a stare li seduto con la testa abbassata.
L'ombra di Michal si proietto' minacciosa su Peter. Lui sembrava un fantoccio schiacciato contro il muro, inerme.
''Pensavo fossimo amici, Peter....''
''Lo...lo siamo, infatti!''
‘'Se domani trovi scritto sul giornale che sono morto non te ne preoccupare!''
''Michal...''
''Mi stai mollando proprio ora che ho bisogno di te!'' c'era durezza nella sua voce, e delusione.
D'un tratto Peter si senti' uno schifo. Non osava guardarlo in faccia. Michal era il suo migliore amico. Doveva tutto a lui, nel bene e nel male. Era l'unica persona su cui poteva contare. E lo stava mollando proprio nel momento in cui Michael aveva bisogno di lui.

'Ha bisogno di me', pensava.

'Di me!'

''D'accordo, Michal...vengo con te!''

(continua)



Commenti

pubblicato il venerdì 26 agosto 2016
Leandro, ha scritto: Pubblico il primo capitolo di un racconto. Questa e'' la mia prima pubblicazione di uno scritto. Spero in commenti che mi aiutino a migliorare! Per questo lavoro ho preso spunto da un racconto chiamato ''Un colpo di fortuna'' di Fletcher Flora, facente parte della raccolta "LA COLLINA DEGLI SPETTRI ( PREGI E VANTAGGI DEL DELITTO PREMEDITATO NEI CONFRONTI DI QUELLO PASSIONALE)

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