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lavoro pubblicato sabato 20 agosto 2016
ultima lettura mercoledì 6 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cane Scodinzola

di FrancescoGiordano. Letto 403 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Una donna scoprirà il segreto che si cela dietro le Tempeste Elettromentali che hanno messo in ginocchio l'intera razza umana.

‹‹Ehi, ma cosa diavolo...›› Jennifer si sentiva scombussolata, quasi intontita, anche se la Tempesta Elettromentale era ormai finita.


Lo provava il fatto che Wanda, la sua cagnolina dal pelo scuro, aveva ormai smesso di abbaiare. Allora perché si sentiva così... Strana? Non sentiva più formicolii, non c'erano visioni, ma qualcosa non andava.


La donna stava esplorando una città deserta in cerca di oggetti e razioni ma, all'improvviso, Wanda la allertò dell'arrivo di una tempesta. Colta alla sprovvista, non poté fare altro che rifugiarsi nella prima casa abbandonata che trovò. L'abitazione era distrutta e nessuna porta poteva essere chiusa a chiave, inoltre le macerie si sarebbero rivelate pericolose.


Non poteva però fare altro, la strada era un posto ancor meno sicuro, se avrebbe incontrato qualcun altro. Durante le visioni, non era raro che due persone si scontrassero fino alla morte, motivo che portava tutti ad isolarsi durante le tempeste.


Una volta passata però, Jennifer tornò ad esplorare il luogo, anche se non si sentiva ancora nel pieno delle forze. Era la prima volta che si sentiva così e non era di certo l'effetto della tempesta, visto che ne aveva superate molte.


Mentre camminava lentamente, notò che al suo fianco non era più presente la sua cagnolina. Scoprì che si era fermata qualche a qualche metro di distanza da lei, restando immobile.
‹‹Ehi Wanda, che ti prende? Anche tu non ti senti bene?›› disse la donna, avvicinandosi all'animale.


Una volta accarezzata la cagnolina, notò un'altra cosa strana, Wanda stava scodinzolando. La donna rimase perplessa, perché non si era mai comportata in quel modo. Pensò che probabilmente la tempesta avesse avuto degli effetti anche su di lei, così come era successo a Jennifer.


Forse l'intensità dell'ultima tempesta era stata tale da avere ripercussioni su entrambe, cosa non da escludere a priori.


Ma quello che vide in seguito le fece dubitare di tutto. Una volta distolto lo sguardo da Wanda, davanti a lei apparve, come se fosse sbucato dal nulla, un'astronave. Non aveva sentito rumori o visto strane luci, cosa impossibile secondo la donna.


Iniziò quindi a pensare che stesse avendo una visione, anche se la sua cagnolina non stava abbaiando. Non ne era però sicura, perché mancavano molti fattori che indicavano la presenza di una tempesta.


Mentre Jennifer era immersa nei pensieri e nella paura, uno sportello dell'astronave si aprì e da esso fuoriuscì qualcuno. Non si trattava di un alieno, ma di un essere umano. I suoi abiti erano particolari, ma per il resto non c'erano altre differenze con la razza a cui apparteneva la donna.


Jennifer, per qualche strano motivo, non riusciva a fuggire, anche se era quello che desiderava fare. Anche se non si trattava di un mostro venuto dalle profondità dello spazio, non poteva conoscere le intenzioni di quell'individuo, sempre se era un essere in carne ed ossa.


‹‹Non avere paura, sono qui per te, Jennifer.›› disse il pilota dell'astronave, un uomo.


‹‹Come fai a conoscere il mio nome?›› rispose la donna, insospettita da quello che aveva sentito.


‹‹Perché conosciamo i nomi di tutti gli abitanti di questo pianeta... Ma se mi segui, ti dirò tutto ciò che vuoi sapere... Perché ti conosco, l'origine della Tempesta Elettromentale... Tutto.›› dichiarò l'uomo, sorridendo.


‹‹Come posso fidarmi di te? Potresti mentire.›› la donna non si fidava ancora di quel tipo, il sorriso sfoggiato dall'interlocutore non la rassicurava.


‹‹Mettiamola in questo modo, non hai niente da perdere. Se ti va bene, potrebbe essere tutto un'allucinazione causata da una tempesta. Se ti va male, almeno potrai dire di essere morta su un'astronave, una morte non da tutti!›› a quanto pare l'uomo aveva voglia di scherzare, perché ridette di quella che per lui era una battuta.


Jennifer però era ancora titubante, ma qualcosa le fece cambiare idea, si trattava di Wanda, che si era avvicinata all'uomo, continuando a scodinzolare. Il pilota osservò l'animale, si abbassò e lo accarezzò, sussurrando qualcosa alla cagnolina. Era un evento più unico che raro, perché, per la seconda volta, aveva fatto qualcosa che non aveva mai fatto prima.
‹‹Va bene, andiamo allora, mi hai convinto.›› rispose infine la donna.


Tutti e tre salirono sull'astronave, il cui interno era molto diverso da quello che Jennifer si immaginava. L'interno era accogliente e confortevole, sembrava quasi di essere entrati in una casa del futuro. C'erano diverse stanze come la cucina, il bagno, diversi alloggi privati e anche una stanza da gioco dove passare il tempo. Non era una navicella cupa e piena di strani attrezzi fantascientifici.


Jennifer osservava il tutto come se si trovasse già su un altro pianeta, l'uomo non fece battute, ma si limitò ad elencarle le funzionalità delle varie stanze presenti.


‹‹Comunque dubito che avrai modo di sfruttare a pieno queste stanze.›› disse il pilota.


‹‹Per quale motivo?›› chiese la donna.


‹‹Perché raggiungeremo la nostra meta in poco tempo, ma nel frattempo possiamo sempre parlare.›› rispose l'uomo.


‹‹Ma come... Non siamo nemmeno partiti!›› ribadì Jennifer.


‹‹Veramente siamo partiti non appena abbiamo messo piede qui dentro, c'è il pilota automatico. Siamo in viaggio da una decina di minuti e saremo sulla Terra tra venti minuti.›› chiarì il pilota.


La donna prima rimase perplessa, poi iniziò a ridere ‹‹Guarda che ti stai sbagliando, eravamo già sulla Terra!››.


L'uomo tornò serio, prima di continuare a parlare ‹‹Meglio rimandare questa chiacchierata a dopo... Parlarne adesso potrebbe solo confonderti ulteriormente.››.


‹‹No no, voglio sapere adesso cosa vuoi dire con questa storia della Terra!›› d'un colpo Jennifer si infuriò ‹‹Avevi promesso che mi avresti detto tutto, se ben ricordo. E' arrivato il momento di mantenere la parola data!›› aggiunse.


Dopo una breve pausa, il pilota iniziò a parlare ‹‹Hai ragione, inoltre prima o poi lo scopriresti comunque. Fino ad oggi non hai vissuto sulla Terra, ma su un pianeta molto simile come caratteristiche. Lo abbiamo chiamato Twin Terra proprio per la sua somiglianza con il nostro pianeta natale.››.


‹‹E... Cosa ci facevo su questo fantomatico pianeta molto simile alla Terra?›› la risposta non nascondeva una certa dose di ironia, la donna non credeva ancora in ciò che aveva sentito.
‹‹Diciamo che coloro che lo abitano devono superare una prova. Conoscerai sicuramente le Tempeste Elettromentali, vero? In realtà non esiste nessuna tempesta, le allucinazioni sono causate da alcuni strumenti che abbiamo impiantato in ogni singolo umano che vive su quel pianeta.›› ribadì l'uomo.


Questa volta Jennifer fece una domanda seria ‹‹Quindi è per questo motivo che mi sento strana? Perché ho superato la prova?››.


L'uomo fece un cenno di assenso con il capo, senza riferire parola alcuna.


La donna rimase invece in silenzio a pensare. Forse quella non era un'allucinazione e forse quel tipo non stava mentendo. Ma i suoi pensieri vennero interrotti.


‹‹Siamo arrivati. Vedrai, a breve tutto ti sarà chiaro.›› disse il pilota.


I due atterrarono, il porto spaziale non era tanto diverso da un normale aeroporto, le differenze erano due, la pista era l'universo e al posto degli aerei c'erano delle astronavi di diverse dimensioni.


Jennifer osservò i colossi di acciaio restando con la bocca aperta, alcune navicelle erano molto più grandi di quella dell'uomo che l'aveva portata lì.


Ad un certo punto, i tre si ritrovarono a dover attraversare una porta, ma l'uomo e Wanda restarono fermi.


‹‹Da qui in avanti sarai da sola, ma non ti preoccupare, come ti ho detto, adesso capirai tutto.›› quella fu l'ultima cosa che il pilota disse, prima di andare via. Anche la cagnolina lo inseguì, lasciando la donna senza parole, non si sarebbe mai aspettata una cosa del genere. Adesso aveva altro a cui pensare, avrebbe potuto rivedere Wanda dopo, o almeno era quello che sperava.


Una volta superata la porta, a darle il benvenuto ci pensò una donna, anche questa aveva dei vestiti strani, almeno per i suoi standard.


‹‹Salve, signora Jennifer, la stavamo aspettando.›› disse, con tono gentile ed accogliente la donna ‹‹La prego, si accomodi su quel lettino.›› aggiunse, indicando l'oggetto.


Jennifer fece un cenno di assenso con il capo e seguì l'indicazione, appoggiandosi sul lettino. Era anche un po' stanca, dopo tutto quello che le era successo un po' di riposo non poteva che farle bene. Riuscì ad addormentarsi in pochi secondi, forse non doveva, ma visto che nessuno le aveva detto niente, non si fece troppi problemi.


Ma fu proprio durante questi momenti di riposo che qualcosa cambiò, molti ricordi apparvero nella sua mente come dei flashback.


L'uomo aveva ragione, il pianeta dove si trovava Jennifer non era la vera Terra, solo adesso ci aveva messo piede. Tutto ebbe inizio cinquanta anni fa, durante il periodo che gli umani chiamarono La Grande Crisi. Verso la metà del 2020, molte persone, quasi inspiegabilmente, iniziarono a perdere qualsivoglia volontà.


Alcuni iniziarono addirittura a suicidarsi, mentre altri, quelli più estremisti, a dare vita a delle vere e proprie rivolte. La situazione peggiorò velocemente, tanto che solo 3 anni dopo la società era in serio pericolo. La politica non sapeva come contrastare il problema, ogni legge si rivelava inutile. Nello stesso periodo, l'economia mondiale subiva duri colpi, peggiorando il tutto.


Fu proprio durante questi turbolenti anni che quattro individui si isolarono dalla società per trovare una soluzione. Tramite la meditazione e lo studio, raggiunsero una sorta di stato di illuminazione. Quella era la storia che si narrava, ma la verità era ben diversa, perché tramite diversi esperimenti, erano stati in grado di perfezionare le capacità psicofisiche degli umani.

Questi quattro esseri umani furono i primi a diventare perfetti, ma non divennero egoisti, anzi, furono subito pronti a condividere con tutti le loro conoscenze. Tutti arrivarono alla conclusione che l'intera razza umana doveva fare questo passo evolutivo, se voleva sopravvivere.


Ma i metodi per raggiungere tale perfezione non erano molto piacevoli, i primi quattro individui avevano spesso rischiato la vita durante il loro percorso. Alcuni avevano anche riportato ferite gravi, come l'amputazione di un arto. Inoltre la paura verso questi metodi rendeva ancora più difficile il processo di evoluzione.


Si decise quindi di creare il Piano Evoluzione, il cui scopo era quello di permettere a tutti di raggiungere l'apice evolutivo.


Venne trovato un pianeta simile alla Terra dove dare via al piano, vennero modificati ed eliminati alcuni ricordi delle persone e lasciate sul pianeta Twin Terra. Per trovare una scusa alle allucinazioni, che altro non erano che l'effetto di alcuni droni presenti nel corpo degli umani che dovevano effettuare modifiche pesanti sia sul corpo che sulla mente, vennero inventate le Tempeste Elettromentali.


Ma non era l'unica menzogna, non c'era stata nessuna crisi legata all'inquinamento e, soprattutto, nessuno era mai morto. Erano tutte invenzioni per dare uno spessore di verità a quel mondo fittizio.

Ma la bugia più grande riguardava i guardiani di quel mondo, i cani.
Non erano animali veri, ma dei robot con le sembianze di un canide, per questo motivo si comportavano spesso in modo strano. In base alle loro reazioni potevano fare diverse cose, ululando potevano ad esempio interagire con marchingegni o strutture elettroniche.


Il compito principale di queste macchine era osservare i loro padroni, in questo modo gli abitanti della vera Terra potevano intervenire in caso di pericolo. Grazie a questa idea nessun umano su Twin Terra era mai morto, le varie storie di suicidi o omicidi legate alle Tempeste Elettromentali erano solo un'invenzione.


Quando riaprì gli occhi, Jennifer non era più confusa, ormai ricordava tutto.


‹‹Adesso è pronta per entrare, bentornata a Eden, Jennifer.›› disse la donna che l'aveva fatta accomodare sul lettino.


Un'altra porta si aprì e, dall'altro lato, questa volta non c'era un aeroporto spaziale, ma una città. Era gigantesca, piena di grattacieli ma, al tempo stesso, zone verdi. Le automobili non volavano come nei romanzi di fantascienza, ma erano ad energia pulita.


‹‹Ho mantenuto la promessa, quindi?›› dal nulla risbucò l'uomo che l'aveva accompagnata fin lì.


‹‹Sì, avevi ragione, adesso mi è tutto chiaro.›› rispose la donna.


‹‹Ma c'è un'altra cosa che devo mostrarti, seguimi.›› aggiunse il pilota, seguito da Jennifer.
I due presero un taxi per raggiungere una casa, ci vollero solo cinque minuti, nel frattempo la donna poté vedere i cambiamenti fatti da questi nuovi umani perfetti. La città era piena di luoghi di cultura, anche dedicata alla televisione, odiata in passato da molti.


Erano anche presenti degli androidi che facevano dei lavori che gli umani non facevano più. Jennifer si ricordò che quando c'erano ancora pochi umani "perfetti", quasi tutti i lavori erano svolti da queste macchine.


‹‹Volevo chiederti una cosa.›› disse la donna ‹‹Nessuno degli abitanti di Twin Terra ha mai scoperto qualcosa sul Piano Evoluzione?››.


‹‹Qualche volta capita.›› spiegò l'uomo ‹‹Ma non sono un pericolo. Una squadra si occupa di far perdere i sensi ai soggetti che sanno troppo, cancellano i loro ricordi per donargliene di nuovi e, se ci sono, cancellano le prove.››.


Una volta arrivati a destinazione, il pilota tornò a parlare ‹‹Questa è l'ultima sorpresa da parte mia, sono sicuro che ti farà piacere.›› per poi tornare in macchina.


‹‹Aspetta!›› disse la donna ‹‹Non mi hai ancora detto il tuo nome.›› aggiunse.


‹‹Mi chiamo Earl.›› rispose l'uomo, prima di andare via chissà dove.


Jennifer non poté far altro che bussare alla porta, non sapendo di cosa si trattasse questa fantomatica sorpresa. Quando la aprirono, restò di sasso.


‹‹Ciao tesoro, ti stavamo aspettando!›› esclamò un uomo, abbracciandola.


Si trattava di suo marito e dei suoi due figli. Stando ai suoi vecchi ricordi, erano morti sul pianeta Twin Terra proprio durante le prime Tempeste Elettromentali. Anche una volta scoperto che era tutta una farsa, non aveva idea di che fine avesse fatto la sua famiglia.


Ma adesso l'aveva trovata e si poteva davvero sentire a casa. Non trattenne le lacrime e disse semplicemente ‹‹Sono tornata a casa.››.



Commenti

pubblicato il sabato 20 agosto 2016
Pippy, ha scritto: Come posso leggere il seguito?
pubblicato il domenica 21 agosto 2016
FrancescoGiordano, ha scritto: Veramente questo è l'ultimo capitolo, i primi due erano "Il Cane Abbaia" seguito da "Il Cane Ulula". Sono tutti racconti brevi, quindi sono completi!

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