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lavoro pubblicato giovedì 18 agosto 2016
ultima lettura mercoledì 21 agosto 2019

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Anatomia di un nuovo racconto

di simonelupini. Letto 343 volte. Dallo scaffale Umoristici

Le mie mani cercano di strappare qualche parola al mio cervello per imbrattare questo maledetto foglio bianco ma tutto pare vano.Il mio cervello purtroppo al momento è fuori servizio, non risponde né al fax né ai messaggi nella cas...

Le mie mani cercano di strappare qualche parola al mio cervello per imbrattare questo maledetto foglio bianco ma tutto pare vano.
Il mio cervello purtroppo al momento è fuori servizio, non risponde né al fax né ai messaggi nella casella di posta.
L’unica cosa che si sente è lo scricchiolio delle VHS ormai logorate dall’uso più che eccessivo.
Ma la testardaggine delle mani è nota a tutti i maschietti fin dai loro primi incontri con Federica, negli anni successivi alla pubertà cambiano solo gli obbiettivi.
La pagina comincia così a prendere colore, non ci sono grandi concetti ma per lo meno si colora.
Il cervello, sentendosi scavalcato, riprende il controllo della situazione ma essendo fortemente contrariato, riga dopo riga demolisce tutto quello che le mani avevano fatto fino a prima.
Le mani iniziano a fremermi dalla rabbia mentre il cervello guarda soddisfatto la distruzione immaginandosi Nerone.
Io, resto qui, nel mezzo come un bambino davanti al litigio dei genitori.
Decido di prendere la via percorsa prima di me dagli ignavi, metto il broncio e guardo le mani pizzicarsi qua e la per fare un dispetto al cervello che in risposta cerca di infilarle nella presa della luce.
“Non vuoi proprio far nulla?” mi chiede Coscienza.
“Nah, che se la vedessero tra loro, io mi sono stufato, me ne lavo le mani”.
“Boh, io se fossi in te cercherei di capire quale potrebbe essere il problema prima che sia troppo tardi”.
“Senti Freud, non ho voglia di arrivare a scoprire che in realtà sono attratto da mia madre o peggio, quindi prenditi un bel sacchetto di popcorn e mettiti qui a vedere i fuochi d’artificio”.
Ci sediamo comodamente sul divano e iniziamo a guardare la situazione che si fa sempre più simile a “La guerra dei Roses”.
Dopo aver finito i popcorn decido di farmi un bel riposino.
“Oh Cos, se succede qualche cosa di interessante svegliami”
La coscienza annuisce distrattamente cercando invano qualche popcorn rimasto nella terrina.
Sogno di essere in una centrale nucleare stile Simpson nel momento in cui suona l’allarme ma la cosa non mi tange, la decisione è presa.
“Ehi sveglia, sembra che si siano calmati”.
Svogliatamente apro gli occhi e vedo che regna una strana tregua tra le diverse fazioni.
Le mani raccolgono la penna mentre il cervello punta gli occhi al foglio tutto scarabocchiato.
“Guarda tu che scemi, la prima parola non era mica stata cancellata, però… non male come inizio per un racconto”.
Il cervello seduto in una testa ormai ricoperta da poche sparute ciocche di capelli comincia a dettare le parole alle mani tappezzate di abrasioni e tagli.
“Verrà fuori proprio una bella storia, ne sono sicuro”.


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