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lavoro pubblicato venerdì 12 agosto 2016
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il destino degli incantatori - cap.1 "Cornerhollow"

di alealu92. Letto 345 volte. Dallo scaffale Fantasia

Inghilterra 1317. Godric Gemgold è uno spensierato diciassettenne, ed è un incantatore. Fin ora è cresciuto in uno sperduto villaggio della contea di Warwick, dove quelli come lui sono da sempre emarginati, ma è in arrivo per lui una svolta...

1. CORNERHOLLOW

Godric se ne andava sempre in giro per il suo villaggio in cerca di avventure che purtroppo per lui non giungevano mai; d’altronde Cornerhollow era proprio un piccolo centro abitato situato nella contea di Warwick, nel regno d’Inghilterra. Esso era circondato a sud e ad est da ondulate colline con pendii così lievi e curve così morbide che sembravano dipinte a pennello; a nord vi era la grande vallata che si estendeva per diverse miglia e congiungeva la contea di Warwick alla contea di Stafford; a ovest, seguendo il corso del fiume Avon, si giungeva ad una piccola radura che terminava ben presto per mescolarsi ad una fitta foresta di querce secolari che copriva gran parte della contea di Worcester.

Cornerhollow era un modesto aggregato di casupole in legno a uno o due piani, anche se non mancavano discrete dimore in pietra. Vi era un unico castello costruito circa due secoli prima nel quale risiedeva un vecchio proprietario terriero. Egli amava governare nella tranquillità più totale facendo rispettare le leggi e lasciando i cittadini liberi di guadagnarsi da vivere con l’agricoltura e l’artigianato. Questo era quello che faceva Mansel, il padre di Godric; era il sarto di fiducia del padrone del castello. A volte Godric si recava con lui nella piccola fortezza e lo assisteva nelle commissioni; per compiacerlo si fingeva sempre interessato all’attività cercando di riconoscere e attribuire nomi a tessuti che per lui non avevano alcun valore ma che il padre teneva con grande cura nel suo laboratorio.

La vera passione di Godric per il cucito si manifestava quando toccava a lui prendere le misure per gli abiti; solitamente, dopo essersi avvicinato allo sfortunato cliente, ne osservava brevemente la statura, gli metteva le mani intorno ai fianchi e dopo qualche secondo di meditazione affermava convinto «Sì, dovrebbero essere trenta pollici». Tale misura veniva in genere replicata per tutti i clienti che secondo i suoi calcoli avevano più o meno la stessa corporatura.

Non era questa la vita che faceva per lui e anche suo padre ne era consapevole. Godric in realtà era un incantatore, proprio come i suoi genitori, ma in quel villaggio loro erano gli unici di quella stirpe e si guardavano bene dall’usare gli incantesimi al di fuori delle loro mura, rischiando di essere visti e andare incontro ad una condanna a morte per “utilizzo di arti oscure”.

I Gemgold vivevano quindi tra la gente comune, nascondendo la loro vera natura, fingendo di essere una normale famiglia di artigiani come tutte le altre. Tuttavia il padre aveva deciso di regalare a Godric una bacchetta dopo che lui, a sette anni, aveva manifestato per la prima volta il suo potere. Un giorno, il piccoletto aveva bruciato per errore uno dei suoi lavori; nel tentare di sistemarlo, gli aveva sottratto di nascosto la bacchetta e cercando di imitare al meglio i suoi gesti, aveva fortuitamente evocato un incantesimo; dopodiché l’abito era sì tornato come nuovo ma aveva cambiato colore. Il padre, dopo aver trovato il vestito, era scoppiato a ridere e aveva poi abbracciato Godric dicendo «Credo sia arrivato il momento che anche tu abbia la tua bacchetta!».

«Ne sei sicuro?» aveva detto la madre Jenna con tono perplesso.

«Sì» aveva risposto lui. «A patto che tu figlio mio la nasconda sempre agli uomini comuni, anche ai tuoi amici. Non dovranno mai sapere chi sei veramente!».

Nonostante fossero passati dieci anni da allora, quelle parole Godric non se le era scordate e faceva molta attenzione a non usare mai incantesimi quando si trovava fuori dalla sua abitazione. Ciò lo rendeva triste; si sentiva solo in quel villaggio dove non poteva mostrare a nessuno chi fosse veramente. Tuttavia il proprio orgoglio lo spingeva a portare sempre con sé la sua bacchetta; la teneva ben nascosta in un doppio involucro cucito sul retro del fodero di un coltello a lama lunga, ben annodato alla sua cintura. La cosa buffa, pensava Godric, era dover nascondere l’arma con la quale si era allenato a lungo negli ultimi dieci anni dietro ad un’arma comune che vagamente sapeva utilizzare. Ma di una cosa era certo, nel momento in cui si fosse trovato veramente in pericolo, sapeva già a quale delle due si sarebbe affidato.



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