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lavoro pubblicato giovedì 11 agosto 2016
ultima lettura domenica 8 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Saviors Crimson Prophecy

di AtthisColdharbour. Letto 685 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Una viverna piumata. Un serpente marino ricoperto di coralli dorati. Un velociraptor corazzato. Un misterioso mondo messo a repentaglio da pericolose neurotossine. Cosa succederà all' Universo se la Profezia Cremisi si compirà nel modo sbagliato?..

1. SOFIA

-Agente Ward e Mei, con me.- ordina il capo della squadra, l' agente Phil Coulson. -Skye e FitzSimmons, voi rimanete sull' autobus, ci servite qui.-

-Ma signore- lo interrompe la biochimica Jemma Simmons -potremmo esservi utili con uno 0-8-4, pensi se fosse come l' ultimo che abbiamo trovato in Perù...-

-No Jemma. Questo è diverso. È vivo.-

Nel frattempo, in Italia...

-Ehi Sofia- bisbiglia Janith, un mio compagno di classe -tra poco i pianeti si allineeranno! Non è emozionante?- sorrido e annuisco, chiedendomi per l' ennesima volta come mai si rifiutino tutti di chiamarmi Atthis. Sento che è molto più appropriato come nome.

-Di Martino! Dato che era così attenta, potrebbe spiegare a tutta la classe il concetto appena esposto?- i professori delle superiori. Chissà perché non mi sorprende che ce l' abbiano con me. Probabilmente è perché penso fuori dagli schemi, perché mi distinguo dalle masse. -Allora?- mi incita la prof. Un attimo prima della mia risposta, Janith esclama, alzandosi in piedi -Ragazzi! I pianeti si sono allineati! Non rivivremo più questo giorno!- una forte fitta colpisce il lato destro del mio encefalo. La gola si stringe, e avverto ogni tipo di contrazione muscolare. Grido, disperata, in preda al dolore, e tutti, impauriti, si allontanano da me...apro la bocca, come per urlare, ma non esce alcun suono. Il mio corpo si contorce, e con orrore avverto il rumore di ogni singolo osso che si spezza. Le mie unghie rigano il pavimento di pietra, mentre tutto intorno a me si sfuoca, ma riesco a percepire che in qualche modo la mia postura è cambiata. Finalmente, il dolore svanisce, e riesco a mettere a fuoco il mondo intorno a me... sbatto le palpebre. Tutti mi guardano come se fossi l' essere più strano del mondo, sorpresi e incapaci di esprimere ciò che provano, probabilmente repulsione o ribrezzo, un po’ quello che avverto io. Cosa diavolo mi è successo?

-Ma che cosa è?-

-Io chiamo la polizia.-

-Sarà contagioso?-

-E se ci attaccasse?-

Provo ad alzarmi in piedi, i muscoli che tremano, in preda all’ agitazione. Non sono in posizione eretta...i miei arti anteriori sono stati trasformati in ali, sono ricoperta di piume nere, ora ho una coda e dei denti aguzzi...! Sono… mutata? Vedo con la coda dell’ occhio la professoressa che estrae il cellulare dalla borsetta e compone frettolosamente un numero. –Protezione civile? Abbiamo bisogno di assistenza.- diamine. Devo andarmene se non voglio diventare uno di quei poveri esseri che vengono sezionati in laboratori speciali in aree sperdute del pianeta. Come faccio ad uscire da qui? Se mi vedono correre nei corridoi si spaventeranno e mi sbarreranno la strada. L’ unica mia speranza è scappare dalla finestra, ammesso che non mi spezzi tutte le ossa a causa della caduta.

-No, no, non ti muovere.- mi intimano alcuni bidelli entrati nel mentre. Brandendo scope e spazzoloni, cercano di chiudermi in un angolino e di farmi stare buona e tranquilla mentre degli uomini della protezione civile, i miei futuri carnefici, si avvicinano sempre di più alla loro preda. Oh no, non voglio certo dargliela vinta; così allargo le ali e gonfio le piume, sibilando come un serpente. Li vedo indietreggiare e lasciarmi abbastanza spazio per tentare di evadere, così mi infilo in mezzo a quel piccolo spiraglio di libertà e tento la fuga, frantumando la finestra con la mia coda a forma di sciabola deformata e buttandomi di sotto.

Allargo le mie ali nere e verdi ricoperte di piume, e mi schianto nel cespuglio sotto la mia classe. Ne esco fuori tossendo e scrollandomi via foglie e rametti spezzati. Sono viva. Sorrido compiaciuta, annusando profondamente il profumo dell' autunno. L' aria umida di questa stagione non sarà certo un toccasana per i polmoni, ma quanto mi piace... con i miei nuovi sensi da drago percepisco ogni cosa: il battito d' ali di un lontano passerotto, il suono di un tarlo che si fa strada nella corteccia di un ginkgo. La vita comincia a prendere una piega decisamente migliore. Scocco uno sguardo di una superiorità leggermente velata a coloro che, spaventati dal rumore della finestra rotta, si sono affacciati dalle loro classi e mi stanno osservando; sollevo una zampa, pronta a scappare via, quando nel parcheggio della scuola atterra un enorme aereo nero, con un' aquila stilizzata disegnata sulle ali e sul dorso. Tre persone, due uomini e una donna vestiti di nero scendono dal velivolo, armati di strane pistole e catene. Non sembrano affatto quelli della protezione civile… comunque è meglio filarsela. Mi volto per fuggire, quando una rete pesantissima, presumo lanciata da loro, mi schiaccia contro il suolo. Subito i tre uomini in nero mi circondano e mi osservano con aria interrogativa. La donna ha capelli neri di media lunghezza e gli occhi a mandorla di un bel marrone scuro. Trapela arroganza da tutti i pori.

-Signore, che ne facciamo?- chiede a un uomo di mezza età dai capelli abbastanza corti.

-Sarebbe meglio finire questa cosa sul posto.- propone un ragazzo di circa trent' anni, alto e dall' aria atletica. In tutta risposta, gli ringhio mostrando i denti. -Visto?-

-No. Potrebbe non essere una minaccia.-

-Ma signore...-

-Ward, dobbiamo prima accertarci della sua mentalità.- ed estrae uno strumento dalla tasca della giacca, poi lo avvicina al mio occhio destro. Lo guardo scettica. -Ecco un' altra invenzione di Fitz, ti dice se sei buono, cattivo, pericoloso, alieno, mutante e molti altri dati utili, ad esempio se possiedi eventuali poteri.- sorride compiaciuto. -Testiamolo.- e preme un bottoncino nero. L' attrezzo emette una strana luce, lo schermo fa per illuminarsi ma poi si sente uno strano ronzio e ridiventa tutto nero. -Oh accidenti...-

-Tsk. Fitz...- afferma scocciato il tipo muscoloso.

-Che ne facciamo, Coulson?- chiede la donna.

-Addormentate la creatura...dovremo farle dei test tradizionali.- avverto un lieve dolore pizzicante alla zampa destra.

-Cosa?? Ehi, ehi, che diritto avete di braccarmi, razza di…- i miei sensi si affievoliscono e avverto la testa che si fa pesante. Il presunto capo in smoking scuote la testa deluso e si allontana, dando piccoli colpi qui e lá all' aggeggio malfunzionante. È l' ultima cosa che vedo, perché la donna dagli occhi a mandorla estrae una siringa dal mio arto destro, vuota, senza più una goccia di siero, e poi si fa tutto buio.



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