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lavoro pubblicato mercoledì 10 agosto 2016
ultima lettura giovedì 16 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Xasha

di FrancescoGiordano. Letto 428 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Uno strano sogno ed una navicella misteriosa potrebbero modificare completamente il futuro della razza umana.

La razza umana aveva appena raggiunto un nuovo traguardo, la creazione di navi spaziali adeguate ai viaggi interstellari. Anche se i pianeti circostanti non erano stati ancora terraformati, quindi non abitabili, a causa di mancanza di una tecnologia adeguata, questa creazione avrebbe portato molte innovazioni in diversi campi.
Una squadra di cinque persone, di cui tre uomini e due donne, erano stati incaricati di provare una di queste nuove navi spaziali, per ora denominata semplicemente "SS 001". In una delle cabine, le due donne stavano avendo una conversazione.
‹‹Da quando ho messo piede qui dentro faccio ogni notte lo stesso sogno. E' la prima volta che mi capita, credi che sia dovuto ad una sorta di ansia o qualcosa del genere?›› chiese la donna, che era seduta ad un tavolo mentre beveva una tazza di tè.
‹‹E' probabile, Ambra. Sai, la mente umana reagisce in modo diverso da persona a persona, in base sia a pensieri volontari che presenti nel subconscio. Forse parlarti di questo sogno ti aiuterà.›› a rispondere ed ascoltare le preoccupazioni della donna ci pensò Rebecca, che era seduta proprio davanti alla sua interlocutrice. Diversamente dall'altra però, lei era il comandante dell'operazione, come attestava anche il simbolo a forma di cometa impresso sulla sua tuta.
‹‹E' un sogno molto... Semplice, non succede nulla. Mi ritrovo nello spazio aperto e, dopo qualche istante, vedo avvicinarsi un'astronave verso di me. Non si tratta di una delle nostre navicelle però, è molto diversa.›› mentre la donna ribadiva queste parole, si grattava il mento con la mano destra per aiutarsi a ricordare tutti i dettagli.
‹‹C'è altro che ti ricordi di questo sogno?›› il comandante cercava ulteriori dettagli sulla faccenda. Non lo faceva per semplice curiosità, ma perché aveva anche fatto degli studi di psicologia e psicoanalisi, quindi voleva aiutare la sua collega.
‹‹Ricordo quasi tutto, è questo che mi spaventa, di solito non mi succede...›› dopo una breve pausa, Ambra riprese a parlare ‹‹Comunque, tornando al sogno, l'astronave si avvicina fino a passarmi attraverso, chiudo gli occhi per lo spavento e li riapro poco dopo, ma non sono ancora sveglia. Mi volto e vedo il lato posteriore della nave, dove c'è una sorta di targa con un nome.››.
‹‹Che nome?›› aggiunse Rebecca.
‹‹Xasha... Non credo sia una parola di qualche lingua terrestre, ho fatto anche qualche ricerca. Quindi credo si tratti del nome dell'astronave.›› rivelò la donna.
‹‹Capisco... Quindi dopo aver visto il nome ti svegli?›› chiese il comandante.
‹‹Sì, non appena leggo il nome riapro gli occhi. Non sono né sudata né spaventata, l'unica cosa è che ricordo molto bene il nome dell'astronave e tutto ciò che succede durante il sogno.›› concluse la donna.
‹‹Hmm... Capisco... Comunque se è la prima volta che fai un sogno così vivido è probabile che dipenda da questa missione. Dopotutto ci troviamo anche noi su un'astronave, forse sei solo stanca, niente più. Per ora ti consiglio di riposarti, ma domani fammi sapere se anche stanotte fai lo stesso sogno.›› Rebecca non trovò altra spiegazione che non fosse la stanchezza, aggiungendo ‹‹Fai conto che sei una delle prime persone a fare un viaggio di diversi giorni in una nave spaziale del genere, essendoci pochi svaghi lo stress psicologico potrebbe essere un'altra causa.››.
‹‹Hai ragione, a volte mi annoio non poco, per fortuna che ci siete voi altri con cui poter parlare... Comunque grazie mille per avermi dedicato un po' del tuo tempo, ora vado, ci vediamo domani!›› dopo aver detto queste parole, Ambra uscì dalla stanza e andò via.
A quel punto Rebecca chiuse e bloccò elettronicamente la porta ed attivò un terminale presente nella stanza. Grazie al suddetto aveva un contatto diretto con i superiori che erano rimasti sulla terra. Tale comunicazione non era rintracciabile né da coloro presenti in quella nave né dagli abitanti delle altre tre.
‹‹Buonaser... Volevo dire buongiorno, signore e signori, sono la comandante Rebecca Wiston, volevo aggiornavi in merito alla ricerca del Soggetto A.›› la donna iniziò così la sua comunicazione.
‹‹Non si preoccupi dell'orario sulla terra e vada subito avanti. Quindi ha trovato l'individuo che stavamo cercando?›› a rispondere fu uno dei quattro capi dell'Agenzia Spaziale Mondiale, erano due donne e due uomini, ma fu una delle due donne a replicare.
‹‹Sì, mi ha appena comunicato che sta facendo lo stesso sogno ogni notte come è riportato nelle nostre informazioni. Anche il nome della navicella coincide, non ci sono più dubbi ormai.›› proseguì il comandante.
‹‹E quindi chi sarebbe il Soggetto A?›› questa volta ad aprire bocca fu uno degli uomini.
‹‹Il suo nome è Ambra West, è la candidata numero 341266328 e al momento abita nella stanza Z-02.›› la donna diede quei pochi dettagli che aveva in merito, visto che non conosceva ancora Ambra molto bene. Fino ad ora avevano passato insieme solo una settimana.
‹‹Bene, allora tenga sott'occhio il soggetto per il momento. Daremo a tutte le altre navi il permesso di rientrare immediatamente, così appena l'obiettivo si avvicinerà, non avrete problemi. Tutto chiaro?›› chiese una delle due donne.
‹‹Certamente. Allora passo e chiudo, ci risentiremo in caso di aggiornamenti.›› dopo aver detto queste parole, Rebecca interruppe la comunicazione.
I giorni successivi passarono senza che nessuno dei presenti sapesse che le altre navicelle fossero tornate alla base. Nel frattempo Ambra continuava ad avere sempre lo stesso sogno. Le cose cambiarono solamente dopo una settimana, quando il radar di bordo individuò qualcosa.
‹‹Comandante Wiston, abbiamo un problema!›› urlò uno dei tre uomini del gruppo, il suo nome era Forest ed era l'addetto alla navigazione.
‹‹Molto divertente Forest, spero che tu non mi abbia disturbato solo per scherzare sul mio cognome.›› rispose la donna, che nel frattempo si stava abbottonando la sua tuta.
‹‹Purtroppo non questa volta signora, stando alle informazioni del radar è in avvicinamento un oggetto non identificato. Di sicuro non si tratta di una delle nostre navicelle, la zona dove si trova questo... Coso è fuori dal nostro campo di missione.›› l'uomo aggiornò il comandante sulla situazione.
‹‹E la velocità di avanzamento invece?›› aggiunse Rebecca.
‹‹Per fortuna prosegue molto lentamente, quindi non c'è nessun rischio di impatto, almeno questo. Ma la domanda è, cosa facciamo? Allertiamo gli altri?›› chiese Forest.
‹‹Per il momento no, potrebbe anche essere della spazzatura spaziale, teniamo gli occhi aperti e appena sarà visibile l'oggetto, vedremo cosa fare.›› disse la donna.
Ci vollero circa quattro ore per scoprire la natura dell'oggetto misterioso. Una volta che fu visibile, l'uomo rimase a bocca aperta.
‹‹Oh mio dio...›› Forest non poteva credere ai suoi occhi. Era un'altra astronave, ma non una che faceva parte della missione.
‹‹Dobbiamo allertare gli altri.›› Rebecca lasciò velocemente la stanza per svegliare gli altri, che stavano ancora dormendo.
Quando furono tutti riuniti nella sala di comando, il comandante li aggiornò sulla situazione. L'unica che non aveva bisogno di informazioni era Ambra.
‹‹Ma quella è...›› era così confusa che non riuscì nemmeno a finire la frase. Rebecca non disse nulla, si guardarono reciprocamente in volto.
‹‹Quindi che dobbiamo fare? Avvisiamo il quartier generale?›› chiese un altro degli uomini, Zack.
‹‹Ci ho già pensato io.›› rispose velocemente il comandante ‹‹Per ora hanno semplicemente detto di osservare la situazione e di stare allerta.››.
‹‹Sì, e se ci attaccano che facciamo? Come li avvisiamo poi?›› a parlare fu l'ultimo degli uomini, il suo nome era Rickard.
‹‹Dalla struttura non mi sembra che ci siano armi, ma si parla di una tecnologia a noi sconosciuta, quindi potrei sbagliarmi.›› si intromise Forest, cercando in qualche modo di calmare il suo collega.
Mentre la squadra parlava ed esponeva il suo punto di vista, l'astronave si fermò completamente.
‹‹Comandante, l'oggetto si è fermato, cosa facciamo?›› chiese Forest.
‹‹Avviciniamoci, così potremo dare un'occhiata all'interno. Prepara tutto il necessario per l'attracco.›› Rebecca diede quindi l'ordine di esplorare l'astronave.
Ci volle un'ora per riuscire in questa impresa, anche se le nuove navi spaziali erano più veloci, l'uomo doveva cercare di non colpire l'oggetto, in caso contrario avrebbero potuto rischiare la vita. Ma la sua esperienza gli permise di fare tutto senza problemi, restava solo entrare, cosa che fece tutta la squadra.
Una volta all'interno della misteriosa astronave, si resero conto che la struttura non era poi tanto diversa dalla loro navicella. Certo, c'erano alcune modifiche ed aggiunte, ma la base sembrava la stessa.
‹‹Bene, a questo punto conviene separarci, voi tre esplorare l'area ovest mentre noi due andiamo ad est. Ci rivedremo qui tra una trentina di minuti, in caso di problemi contattiamoci con le radio trasmittenti. Tutto chiaro?›› disse Rebecca.
Gli altri fecero un cenno di assenso e la squadra si divise.
‹‹Perché ho come l'impressione di esserci già stata qui?›› disse Ambra una volta rimasta sola con il comandante.
‹‹Perché è probabile che tu ci sia già stata per davvero qui.›› rispose, con tono serio, la donna.
Cosa che lasciò senza parole Ambra, che non si aspettava una reazione del genere ‹‹Mi stai prendendo in giro ma non l'ho capito, vero?›› ridacchiando.
‹‹Purtroppo no ma... Presto ti spiegherò tutto.›› disse il comandante.
Quella risposta non piacque troppo ad Ambra, che si preoccupò non poco, allentando il passo per l'ansia mista alla paura. Non avrebbe mai immaginato che il suo sogno diventasse realtà.
Le due donne si fermarono accanto all'entrata di una stanza.
‹‹Bene, adesso posso rispondere a tutte le tue domande.›› disse Rebecca, mentre immetteva una combinazione su un dispositivo elettronico posto proprio accanto alla porta.
‹‹Beh, non ho una lista di domande da farti, voglio solo sapere che succede! Il sogno è diventato reale, perché? E come mai sento di essere già stata qui?›› Ambra era un po' irritata dal comportamento della sua collega, che era tutta calma e tranquilla.
‹‹Ci vorrà un po' di tempo per spiegarti tutto ma, la vera missione che mi ha affidato l'Agenzia Spaziale Mondiale comprendeva trovare due cose. Una persona ed un'oggetto, la persona in questione sei tu e l'oggetto è questa astronave.›› una volta finito di parlare, la porta si aprì.
‹‹Io? E cosa dovrei fare?›› chiese la donna, indietreggiando.
‹‹Niente di pericoloso, solo aspettare e ricordare. Per questo hai la sensazione di essere già stata qui. In questa navicella spaziale sono rinchiusi, sotto forma di dati, i ricordi di un'altra te che si trova nel futuro. Un futuro non molto positivo, infatti la razza umana è stata quasi spazzata via del tutto.›› spiegò Rebecca.
‹‹Mi stai prendendo in giro, vero? Non è possibile che ciò che mi stai dicendo sia...›› Ambra non portò a termine la frase perché venne colpita da una strana sensazione. Un gran flusso di ricordi le apparvero nella mente come delle foto. Una dopo l'altra le mostravano scene, persone, volti, situazioni e luoghi che non aveva mai visitato prima. Quell'evento non le provocò dolore, solo un leggero giramento di testa.
‹‹Che diavolo mi è successo? Perché sto ricordando tutte queste cose?››.
‹‹Perché la te del futuro ha nascosto in questa navicella un dispositivo per inviare dati solo al tuo cervello, questi dati sono i ricordi della te del futuro.›› rispose il comandante.
‹‹Dati al mio cervello? Ma cosa dici?›› chiese Ambra, anche se la risposta la conosceva già.
‹‹Che in futuro verrà creata una tecnologia in grado di convertire ricordi e pensieri della mente in dati ed inviarle a persone, anche distanti nel tempo. E' con questa tecnologia che in un certo senso hai potuto effettuare il download dei dati. Ma per ora, senza questa tecnologia, solo tu e pochi altri potete sfruttare questa abilità.›› spiegò Rebecca.
‹‹Abilità? Quindi vuoi dire che ci avete scelto per questo motivo e non per le nostre capacità legate all'esplorazione spaziale?›› domando la donna.
‹‹Beh, a dire il vero anche la parte dell'esplorazione spaziale era importante, ma non quanto questa abilità. Inoltre non è poi un'abilità, è semplicemente un elemento innato del cervello umano, solo che sia tu che gli altri tre avete un senso più sviluppato in questo senso. Quindi anche senza questa tecnologia futura, potete effettuare il download, mentre gli altri devono aspettare.›› disse il comandante.
‹‹E adesso cosa dovrei fare?›› anche se Ambra era confusa, non poteva non credere a quello che sentiva, perché i ricordi erano adesso vividamente visibili nella sua mente. Poteva osservare il futuro tanto temuto, un deserto dove un virus aveva decimato la razza umana.
‹‹Dobbiamo entrare in quella stanza e...›› non appena Rebecca aprì bocca, due colpi di pistola la interruppero. La radiotrasmittente rese udibili anche due urla di dolore. Ma non era ancora finita.
‹‹Forest... Perché...›› disse, tra il dolore ed il sangue che gli usciva dallo stomaco, Zack.
Quella fu l'ultima cosa udibile prima dell'interruzione della trasmissione radio.
‹‹Dannazione... Entriamo nella stanza, subito!›› disse il comandante, che trascinò Ambra prendendola per il braccio. Dopo aver composto nuovamente una sequenza numerica, la porta elettronica si chiuse a chiave.
‹‹Aprite subito la porta!›› l'uomo continuava a percuotere con i pugni l'ingresso della stanza.
‹‹Questo non era previsto... Adesso cosa possiamo fare?›› per la prima volta Rebecca mostrò sul suo volto i segni della paura e della tensione, il tutto accompagnato da alcune gocce di sudore ‹‹Mentre penso ad un piano tu prendi il vaccino. La trovi dentro quella parete, la combinazione ormai te la ricorderai.›› aggiunse, ordinando ciò alla sua collega.
Ambra non disse nulla, fece ciò che le era stato ordinato, il comandante aveva ragione, perché ricordava la combinazione. Prese così il vaccino e lo diede a Rebecca.
‹‹Bene, questo ci salverà dall'apocalisse almeno... Adesso dobbiamo capire cosa vuole questo imbecille qui fuori.›› dopo aver detto ciò, aggiunse ‹‹Forest, perché diavolo sei impazzito tutto d'un colpo ed hai ammazzato tutti?›› urlando per farsi sentire.
‹‹Perché adesso ricordo tutto, non fare la stupida, sai di cosa parlo. Sono qui per fermare il vostro piano.›› disse l'uomo.
Il comandante rimase a bocca aperta ‹‹Questo non era previsto...›› fu l'unica cosa che riuscì a dire.
‹‹Cosa non era previsto?›› chiese Ambra.
‹‹Il virus è stato creato da un gruppo segreto chiamato Serpentes, il loro scopo era... O meglio, sarà, quello di distruggere la razza umana. A quanto pare anche loro hanno mandato dei ricordi indietro nel tempo e Forest è uno dei loro uomini...›› spiegò la donna.
‹‹Sì, sai proprio tutto eh!›› disse, con tono ironico l'uomo ‹‹Sappiamo che la guerra è scoppiata per colpa di una donna, adesso sappiamo che si tratta di Ambra! Facciamo così, se uscite subito vi lascerò vivere, comandante, a me interessa solo l'altra!››.
‹‹Guerra? Ma cosa stai dicendo? Non ci sarà nessuna guerra, solo la creazione di un virus letale!›› replico stupita Rebecca, che non riusciva a comprendere quello che il suo interlocutore diceva.
‹‹Ma cosa dici? Prima del virus c'è stata una guerra per mettere le mani su un materiale conosciuto con il nome di Aduletite che, processato in un determinato modo, poteva garantire la vita eterna! L'avidità umana aveva fatto nascere un nuovo conflitto, per questo noi di Serpentes abbiamo creato il virus, per far cessare una guerra infinita e barbara!›› Forest spiegò la sua versione dei fatti.
‹‹Ma... I ricordi di Ambra ed i dati che abbiamo noi non coincido con quello che dici...›› rispose la donna.
L'uomo rimase senza parole. Non credeva si trattasse di uno stratagemma per far passare il suo gruppo come cattivo. Ambra faceva parte della Resistenza, un gruppo che dopo la nascita del virus aveva sempre combattuto contro i Serpentes, non c'era motivo per eliminare queste informazioni.
‹‹Allora c'è un problema, siamo in una posizione di stallo, se quello che dici è vero, uno di noi mente, ma non possiamo sapere chi. E' probabile che ci sia stato un errore durante la ricezione dei dati, forse quando li hanno trasferiti sulla nave ci sarà stato un errore. Ma non so se questo errore si trova nei miei ricordi aggiuntivi o in quelli mancanti di Ambra.›› l'uomo non riusciva a trovare un'altra spiegazione.
‹‹I dati dell'Agenzia Spaziale Mondiale sono stati inviati dalla Resistenza, quindi coincidono con quelli di Ambra.›› spiegò Rebecca.
‹‹Confermo, io non ricordo nessuna guerra...›› aggiunse Ambra.
‹‹Dannazione... Abbiamo fatto tanto per raggiungere questo Nodo solo per trovarci in una situazione del genere...›› si lamentò Forest.
‹‹Nodo? Di cosa sta parlando?›› chiese Ambra al comandante.
‹‹I Nodi sono particolari eventi del tempo che condizionano inevitabilmente il futuro. Tramite i dati ottenuti dal futuro abbiamo potuto confermare che esistono più universi paralleli, diciamo che questi Nodi sono dei punti unici, in base alle scelte che vengono fatte qui il futuro si divide in più strade.›› prima di concludere aggiunse ‹‹Il Nodo può essere visto come il punto di partenza, mentre gli universi paralleli sono le varie strade da poter percorrere fino ad un altro Nodo.››.
‹‹Capisco... E come mai Forest è così frustrato?›› Ambra fece un'altra domanda.
‹‹Perché per raggiungere un Nodo o comunque interagire con esso non è cosa facile, proprio perché è un evento unico e importante. E' una sorta di "autodifesa" in pratica, quindi sia i Serpentes che la Resistenza avranno impiegato risorse notevoli per creare questo momento.›› spiegò Rebecca.
La chiacchierata tra donne venne però interrotta dall'uomo.
‹‹Ho un piano, ma sicuramente non vi piacerà quello che ho da dirvi. Potete uscire dalla porta?›› disse Forest.
‹‹Hai perso ancora più rotelle di prima per caso? Hai già ucciso due persone che non avevano colpe, come possiamo fidarci di te?›› le preoccupazioni del comandante erano fondati.
‹‹Li dovevo uccidere per la missione, non sono un mostro. Comunque ecco come potete fidarmi di me.›› una volta che l'uomo terminò di parlare, svuotò il caricatore dell'arma e la gettò via. I rumori non mentivano ‹‹Sono disarmato adesso, potete uscire.›› aggiunse.
Rebecca, anche se ancora non si fidava completamente, decise di sbloccare la porta e uscire. Non poteva fare altro, di sicuro non voleva restare lì dentro per il resto dei suoi giorni.
Non appena uscirono però, Forest si avvicinò ad Ambra e la colpì con un oggetto.
‹‹Dannazione! Bastardo, mi hai mentito!›› Rebecca si avvicinò velocemente all'uomo, ma venne subito fermata.
‹‹Aspetta un attimo, tranquilla, l'ho solo addormentata!›› disse Forest, facendo sedere Ambra a terra lentamente.
‹‹Ma che diavolo hai in mente, dove hai trovato quel coso poi?›› chiese il comandante, che era ancora in guardia dopo quello che aveva visto.
‹‹In uno scompartimento segreto, come la pistola, sapevo dove si nascondeva tutta questa roba dopo aver scaricato i ricordi.›› dopo aver gettato a terra anche il secondo oggetto, continuò a parlare ‹‹Comunque l'ho addormentata perché il mio piano include anche lei. Io ricordo tutto, anche lei, ma sembra scossa, mentre io sono ancora volenteroso nel portare avanti la mia missione.››.
‹‹Quindi?›› chiese la donna.
‹‹Quindi visto che non sappiamo chi dei due si sbaglia, ucciderò entrambi.›› disse Forest.
Rebecca non fece nessuna espressione di sgomento, anche lei aveva immaginato che la soluzione più logica fosse quella, ma aveva comunque una domanda ‹‹Come posso essere sicura che anche tu ti ucciderai una volta fatta fuori Ambra?››.
‹‹Non ce ne sarà bisogno, distruggerò questa nave. So già come fare, inoltre è un bene anche per te, che non dovrai dare tante spiegazioni. Tieniti il vaccino per sicurezza, non si sa mai.›› spiegò l'uomo.
‹‹Ma come, il tuo scopo non è quello di creare il virus? Se non mi fermi il vostro scopo non verrà mai realizzato!›› disse la donna.
‹‹Il mio vero obiettivo è quello di fermare la guerra, da quello che so è stata una donna ad iniziarla. Ambra è una della Resistenza, è probabile che le abbiano tolto i ricordi della guerra perché qualcuno di questo gruppo ne è il responsabile, oppure è stata proprio l'Ambra del futuro ad eliminare questi ricordi perché è la colpevole. In ogni caso non posso fallire, poi anche se dovessi morire non è un problema, non sono il capo dei Serpentes.›› disse l'uomo, aggiungendo ‹‹Adesso vai, io mi occupo del resto... Spero solo che non dovrai affrontare il nostro stesso futuro.››.
Rebecca andò quindi via, tornando sulla terra. Fece un rapporto sulla missione ed i capi dell'Agenzia Spaziale Mondiale non indagarono oltre sulla morte degli astronauti. Alle famiglie venne semplicemente detto che un guasto alla navicella aveva causato la morte di quasi tutto l'equipaggio.
I giorni passarono e sembrava che tutto fosse stato risolto, secondo i dati della Resistenza il virus sarebbe stato creato ed utilizzato cinque anni dopo la missione spaziale, periodo di tempo che passò senza nessun evento negativo.
Ma le cose cambiarono altri cinque anni dopo. Grazie ai viaggi interstellari, qualcuno aveva trovato un materiale che avrebbe portato a grandi innovazioni sia in campo medico che tecnologico. Rebecca si allertò ricordandosi della Aduletite, ma le venne detto che gli effetti erano altri.
Era una bugia, qualche tempo dopo si scoprì che il materiale poteva dare la vita eterna, ma anche questa era una falsità. In realtà rendeva il corpo e la mente giovani fino a tarda età, ma primo o poi la morte arrivava comunque. Rebecca però non ne aveva idea e si unì ad un gruppo che voleva distruggere l'organizzazione che stava studiando questo materiale.
Senza rendersene conto divenne il capo di questo gruppo e, dopo il primo scontro, ne seguirono altri ed altri ancora. Solo dopo diversi anni si rese conto che la guerra di cui parlava Forest era nata proprio da lei. Ma non il virus, che arrivò diversi anni dopo l'inizio di questa guerra. Ma ancora una volta il futuro la deluse, perché il vaccino che aveva con sé non sembrava funzionare.
Ciò che successe su quell'astronave aveva modificato la linea temporale, adesso Rebecca si trovava in un nuovo universo parallelo dove il virus era diverso da quello che conoscevano Forest ed Ambra. L'uomo si era sbagliato, per evitare la guerra ed il virus doveva uccidere Rebecca e non l'altra donna. La sua missione fallì e così miliardi di persone morirono, ancora una volta.


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