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lavoro pubblicato mercoledì 10 agosto 2016
ultima lettura venerdì 13 settembre 2019

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La scoperta dei colori

di davedonn. Letto 338 volte. Dallo scaffale Pensieri

LA SCOPERTA DEI COLORI L'ordine grigio regnò per un tempo discretamente lungo. Il grigio ha due confini: il bianco come la neve e il nero come la notte. Ricordo giorni innevati che apparivano bianchissimi e il nero sapeva trionfare nelle ...

LA SCOPERTA DEI COLORI


L'ordine grigio regnò per un tempo discretamente lungo.

Il grigio ha due confini: il bianco come la neve e il nero come la notte.

Ricordo giorni innevati che apparivano bianchissimi e il nero sapeva trionfare nelle lunghe notti snza stelle, quando il cielo si faceva alto e lontano, ladro di piccole lune.

La pioggia invece appartiene alle stagioni obblique.

La pioggia è grigia nella sua interezza armonica, quando dialoga melodica con il tempo, nel suo esercizio sonoro e nelle sue ritmiche scelte di caduta e nelle sue forme di presentazione, delle quali io apprezzo le grandi lacrime tropicali che scivolano sulle vetrate e disdegno invece gli insidiosi attacchi portati dagli aghi pungenti.

Ricordo che le stagioni obblique, Primavera e Autunno, sono state veramente bagnate... da un grigio che ritrovavo negli abiti formali degli adulti, nelle mura domestiche che mi hanno ospitato più degli spazi aperti.

Ho viaggiato per lunghi corridoi simili ad interni di castelli, vie che si facevano all'imbrunire sempre più, percorsi misteriosi.

La sera arrivava poi, sotto forma di ombre silenziose e frugali rumori: erano il risultato del passaggio di piccoli rettili, colore della vaniglia.

Ecco, sì! Almeno per un attimo, si rompeva quel cordone grigio; ma presto tutto sarebbe tornato etere, solito odore di chiostro, e in fondo a me piaceva quella noia, che non aveva fine, questo era, è il segreto.

Piaceva come si concludeva, quel viaggio iniziatico percorrendo il corridoio: al termine della notte c'era la televisione, la forma di una stella fredda che manifestava una timida vita di rari programmi ben confezionati, opercoli per addormentarsi e sognare in grigio come guardando, oggi, vecchie foto.

L'eternità trova un limite nella perdita di innocenza, in fondo è stato così anche per me.

C'erano state sì delle apparizioni, come il colore vaniglia dei piccoli sauri, anche il giallo delle margherite scoperte da angoli di sole ventoso; ma le apparizioni sono destinate a chiudersi velocemente come ferite di superficie.

La perdita di innocienza avvenne per me con la visione delle caramelle vestite di carta rossa.

Chiamo visione quella che è più di un'apparizione, quella cosa che vola agli occhi e sembra un insetto veliero perché tanto è ramificato il pensieo del colore, dei colori, che tutti sono arrivati poi, tuti i colori, per via dellintrusione rossa.

Gli adulti erano lontani e stavano scartando caramelle; si trattava di un'operazione bambina in mano a giganti in mano a giganti, gesto che assumeva un significato ambiguo, la vita prendeva una piega a spirale e il profumo che proveniva dalla confezione rossa, era arrivato sontuoso al mio naso come una primavera di margherite d'oro.

Ricordo la confezione rossa più che la caramella, si parla di un rosso chiaro, nitido, il mio sgurdo si innamorò di lui o di lei, rosso bolide che corre nel tempo e conserva la sua frivola gioventù, poi alza la testa, è un attimo, per diventare bandiera di terre nordiche, faro istituzione ma anche Pan di notte come dio rozzo della forza e massa intestina di popoli.



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