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lavoro pubblicato mercoledì 10 agosto 2016
ultima lettura giovedì 4 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

RYU TO SHOUJO

di shirokitsune. Letto 191 volte. Dallo scaffale Fantasia

Nella sua città si narrava la leggenda di un drago che aveva il potere di guarire qualsiasi malattia; nei tempi antichi non erano mancati coloro che lo avevano cercato, ma stando alla leggenda nessuno di loro era mai tornato. Intanto nelle profondità de

RYU TO SHOUJO

In una piccola cittadina di campagna viveva una ragazza di diciannove anni di nome Haruka, aveva lunghi capelli lilla legati in una coda di cavallo alta e occhi verde smeraldo, non aveva parenti e per mantenersi lavorava in una locanda.

La città dove viveva era famosa per le sorgenti di acqua termale e per la sua foresta fittissima. Nella sua città si narrava la leggenda di un drago che aveva il potere di guarire qualsiasi malattia; nei tempi antichi non erano mancati coloro che lo avevano cercato, ma stando alla leggenda nessuno di loro era mai tornato.

Intanto nelle profondità della foresta in un lago situato dentro una grotta un drago bianco soffriva per la solitudine e dentro di sé sperava di poter prima o poi incontrare qualcuno, purtroppo non gli era concesso lasciare quel luogo, questo perché era legato con una lunga catena magica, invisibile ad occhio umano, questa era stata la punizione che duecento anni prima uno stregone gli aveva inflitto perché non era stato in grado di riportare in vita la persona più importante per lo stregone.

Haruka era sempre stata di salute cagionevole, una volta mentre era a lavoro cominciò a tossire sangue, finchè non svenne, la trovarono svenuta le altre cameriere, che la portarono velocemente a letto, poi chiamarono un medico che la visitò. Dopo averla visitata, il medico fece un’espressione triste, poi parlò: “ mi dispiace dirle signorina Haruka che non le rimane più di un mese di vita, lei ha contratto il raro morbo di Jarer, è una malattia che come primo sintomo causa stanchezza, vertigini, poi man mano causa febbre e infine comincia a distruggere i vasi sanguigni dei polmoni”, a quelle parole Haruka rimase sconvolta, sapeva che non avrebbe vissuto a lungo, ma non immaginava di doversene andare così presto.

Quando il dottore la lasciò sola, il mondo le crollò addosso, non voleva morire, poi le venne in mente la leggenda del drago, e tra sé penso che se tanto doveva morire un tentativo di trovarlo potava farlo.

Detto questo preparò in fretta e furia un bagaglio, poi scrisse un biglietto in cui diceva: “ parto alla ricerca di una cura, se ci riuscirò tornerò”, lasciò quel biglietto per i proprietari della locanda che l’avevano cresciuta come una figlia.

Una volta fuori dal villaggio si inoltrò nella foresta, dopo aver camminato per un bel pezzo decise di riposarsi, a quel punto tossì di nuovo sangue, che si pulì in un ruscello, poi si sistemò per la notte. In sogno sentì una voce triste che diceva: “ voglio incontrare qualcuno, non voglio più stare da solo”. L’indomani riprese il cammino, per inoltrarsi nel folto della foresta, durante la giornata dovette fare molte pause a causa della sua malattia. Quando andò a dormire fece di nuovo quel sogno, si trovava in una grotta con un lago e sentiva quella voce che la chiamava, quando si svegliò in qualche modo sapeva dove andare, era come se qualcuno la stesse guidando, arrivò in serata, e decise che sarebbe entrata nella caverna il mattino successivo.

L’indomani mattina entrò nella grotta, che era illuminata debolmente, camminò per circa venti minuti, finchè non raggiunse il lago, mentre lo ammirava, vide un ragazzo che stava annegando, senza pensarci si tuffò per salvarlo, quando ad un tratto qualcosa cominciò a tirarla giù, finchè non svenne.

Ad un tratto percepì un bel tepore, aprì gli occhi e si accorse di essere su una gigantesca schiena bianca, poi si accorse che la schiena apparteneva ad un bellissimo drago bianco; la creatura aveva la pelle composta da squame bianco perla, le ali avevano lo stesso colore, sulla testa spuntavano due lunghe e sottili corna argentate, gli occhi erano grandi e gentili di colore argento. Dopo qualche minuto il drago parlò con voce gentile: “ tutto bene ragazza?”, Haruka era assolutamente esterrefatta, infatti ci mise un po’ a rispondere, poi parlò: “ si grazie… tutto bene… cosa mi ha afferrato sott’acqua? E ora che ci penso come sta il ragazzo che stava annegando? Hai salvato anche lui?”, il drago sorrise dolcemente mentre usciva dall’ acqua, poi parlò: “ sei stata afferrata dai dei dispettosi demoni acquatici, per quanto riguarda il ragazzo sta benissimo, infatti quel ragazzo ero io, era una prova per vedere se eri degna del mio aiuto”; nel frattempo la ragazza era scesa dalla sua schiena e lo stava ammirando in tutto il suo splendore, poi il drago parlò di nuovo: “ so il motivo per cui sei venuta, mentre eri nella foresta ho percepito i tuoi pensieri, quindi ho deciso che ti aiuterò, sei una brava ragazza”, a quel punto Haruka capì che la voce che aveva sentito nei suoi sogni apparteneva al drago, tuttavia decise di non dirgli che lei era riuscita a sentire i suoi desideri. Il drago a quel punto le alitò addosso, tuttavia il suo alito aveva il profumo del miele, poi il drago disse ora sei guarita, inoltre ho reso il tuo corpo più resistente alle malattie, Haruka era esterrefatta parlò con gratitudine: “ grazie, grazie davvero!, posso sapere il tuo nome? E poi anche se posso venire a trovarti?”, il drago sorrise di nuovo poi disse: “ il mio nome è Hakuto, e sarei felice se mi venissi a trovare, quassù non c’è molto da fare”. Detto questo la ragazza tornò a casa guarita, il medico visitandola non poteva credere hai suoi occhi, tanto che gridò: “ è un miracolo”.

Haruka decise di non parlare a nessuno del drago, aveva capito che se lo avesse fatto in molti lo avrebbero usato per i loro scopi.

Nel frattempo Hakuto sperava che la ragazza tornasse, ma non osava crederci.

Nel suo giorno libero Haruka come avevo promesso andò a trovarlo, quando Hakuto la vide fu molto contento. Poi Haruka si sedette sopra una roccia e parlò con voce allegra: “ come promesso sono venuta, purtroppo posso venire solo una volta la settimana, cioè quando arriva il mio giorno libero”, Hakuto rispose: “ è più che sufficiente, sai sono stato solo per decenni”, Haruka rispose: “ scusa ma non lasci mai questa grotta buia?”, lui rispose: “ purtroppo per una certa ragione non posso lasciare questo posto”, Haruka rispose: “ è quale sarebbe?” , Hakuto rispose: “ te né parlerò a tempo debito”, poi per fare una sorpresa alla ragazza le disse: “ chiudi un attimo gli occhi”, lei obbedì, poi quando li riaprì vide un ragazzo poco più grande di lei con capelli bianchi e occhi argentati, la pelle era molto chiara, quasi bianca, inoltre era liscia tranne in alcuni punti dove c’erano le squame. Haruka era stupita, poi parlò: “ allora eri davvero tu!, puoi davvero assumere aspetto umano!”, lui rise, poi verso sera Haruka tornò a casa.

Passarono settimane tranquille, i due ormai erano grandi amici.

Un giorno Hakuto le disse il motivo per cui non poteva lasciare la grotta: “ molto tempo fa un mago mi chiese di riportare in vita il suo amore, ma i miei poteri non arrivano tanto il là, infuriato mi legò con una catena magica che non è visibile agli umani, per questo non posso lasciare questo luogo.” Haruka era indignata per ciò che aveva fatto il mago, poi parlò: “ non è colpa tua, il tuo potere è solo quello della cura, c’è un modo per rompere la catena?, comunque tu hai detto che gli umani non la possono vedere allora perché io ci riesco?”, lui parlò: “ questo perché venendo così spesso hai assorbito un po’ della mia energia, l’unico modo per rompere la catena è quello gettarle addosso il polline di una pianta rara che cresce su queste montagne, il nome della pianta è respiro scarlatto, l’unico indizio che ho è che si trova sul picco della montagna”, Haruka disse: “ ok proverò a prenderla”, Hakuto rispose: “ no! Non farlo! È troppo pericoloso, potresti morire!”, lei disse: “ tu mi hai salvato, ora tocca a me!”.

L’indomani si recò in biblioteca per cercare informazioni sul respiro scarlatto, ci mise un po’ a trovarla, alla fine la trovò, così finalmente sapeva che pianta cercare. Poi fece un rapido calcolo del tempo che avrebbe impiegato per raggiungere la cima e tornare, facendo due conti non ci avrebbe impiegato meno di una settimana. L’indomani chiese per sicurezza due settimane di ferie, poi preparò uno zaino bello grande comprò un piccolo pugnale per difesa personale, e una corda per arrampicarsi. Poi si recò nel bosco e iniziò a camminare, oltrepassò la grotta dove viveva il suo amico e camminò per tutto il pomeriggio, verso il calar del sole piantò una tenda e controllò su una mappa la strada che avrebbe dovuto prendere l’indomani.

Quando sorse il sole si preparò a partire, man mano che camminava il sentiero diventava sempre più ripido e selvaggio, anche quando arrivò l’ora di pranzo continuò a camminare, però uscì un panino e lo mangiò strada facendo.

Passarono due giorni, ormai era molto vicina alla cima della montagna, quando ad un tratto sentì degli ululati, spaventata aumentò l’andatura, tuttavia verso sera li sentì ancora, preoccupata piantò la tenda sopra un’alta sporgenza, tuttavia non riuscì a chiudere occhio per la paura. Per tutta la notte continuò a sentire i lupi e capì che si stavano avvicinando sempre più, allora smontò in fretta e furia la tenda e partì che mancava poco all’alba.

Ormai camminava da parecchie ore, e pensò di essere riuscita a seminare i lupi. Quando ad un tratto un lupo gigantesco dal pelo nero le bloccò il passaggio, provò ad andare indietro ma vide che era circondata dal resto del branco, che come dimensioni erano molto più piccoli, in totale erano una decina di lupi. Haruka aveva sentito dire che esistevano i lupi giganti chiamati Fenrir e aveva sentito dire che la loro intelligenza era simile a quella umana, spaventata estrasse il coltello sapendo che non sarebbe servita contro di loro; pur essendo terrorizzata non potè fare a meno di notare la bellezza di quel Fenrir, il pelo nero era lucidissimo era alto almeno tre metri e gli occhi erano azzurro ghiaccio.

Haruka era nel panico più totale, cercò lentamente di avvicinarsi ad un albero per cercare di scalarlo, tuttavia notò che i lupi erano immobili e non sembravano avere intenzioni ostili, però era solo una sua impressione. Provò a salire sull’albero ma fu inutile, nel frattempo notò che i lupi la guardavano perplessi come se cercassero di capire quella strana creatura. Ad un tratto una voce femminile le parlò nella mente: “ Umana chi sei? Cosa ci fai nella nostra foresta?”, Haruka si voltò e capì che la voce che aveva sentito proveniva dal Fenrir e dal tono capì che era una lei; con tutta la calma che riuscì a trovare parlò: “ il mio nome è Haruka, sono una cameriera che lavora nel paese ai piedi della montagna, oltre la foresta, sono qui per ripagare un favore, sto cercando il respiro scarlatto, quindi vi prego non è che mi lascereste proseguire?”, la lupa continuò a fissarla poi parlò: “ sei un’umana coraggiosa per esserti spinta fino a qui, meriti il mio rispetto, se tu avessi avuto cattive intenzioni ti avremmo ucciso immediatamente, noi siamo i guardiani di questa foresta, tutto ciò che succede al suo interno noi lo sappiamo, chi è la persona a cui serve quel fiore?”, Haruka rispose: “ non è una persona e per il drago bianco Hakuto, il fiore gli serve per rompere la catena che lo tiene prigioniero”, a quelle parole la lupa rispose sorpresa: “ è la prima volta che vedo un umano che cerca di ripagare un favore ad un essere non umano! E sia ti scorteremo noi verso il luogo in cui cresce quel fiore e ti lasceremo poi dal tuo amico”, Haruka li ringraziò dal profondo del cuore, poi la lupa si accucciò e la fece salire in groppa, poi iniziò a correre, mentre era in sella alla lupa, Haruka le chiese come si chiamasse, visto che la voleva ringraziare come si deve, la lupa rispose: “ il mio nome è Kiba”.

Correndo al passo coi lupi raggiunse la cima in un giorno, una volta lì raccolse il fiore, poi ripartirono e raggiunsero la grotta del drago in un altro giorno di corsa, quando scese dalla groppa di Kiba la abbracciò e la ringraziò, Kiba rispose: “ addio piccola umana”. Quando entrò nella grotta era tardo pomeriggio, vide Hakuto che dormiva, gli si avvicinò piano per non svegliarlo e si addormentò sul suo ventre. Dopo qualche ora si svegliò e trovò il drago che la fissava, lei allora imbarazzata disse: “ oh mi sono addormentata, scusa ero un po’ stanca, ho visto che dormivi e non ti ho voluto svegliare, guarda ho trovato il respiro scarlatto! Con questo ti posso liberare!”; Hakuto ripose con un tono sollevato: “ sciocca mi hai fatto stare in pensiero! Quando ho percepito che eri qui vicino mi sono addormentato per la stanchezza”, lei gli fece un sorriso, poi prese il polline del fiore e lo strofinò sulla catena che si dissolse, Hakuto non ci poteva credere, quasi con timore uscì dalla grotta e dopo decenni rivide il sole, poi preso dall’euforia eruttò una fiammata color argento, poi disse ad Haruka se le andasse di fare un volo insieme, così la fece salire e volarono fino alla cima della montagna, poi verso sera tornarono alla grotta. Haruka disse al drago mi resta ancora una settimana prima della fine delle mie vacanze, potremmo stare insieme, detto questo aprì la tenda, Hakuto prese aspetto umano ed entrò nella tenda, poi si addormentarono esausti.

L’indomani fecero un altro volo, allontanandosi di molto dalla foresta, per pranzo si fermarono in una pianura deserta, Haruka parlò: “ non ho mai fatto un’avventura simile! È bellissimo volare!, immagino sarai felicissimo di essere di nuovo libero?”, Hakuto rispose: “ non credevo che sarei stato di nuovo libero! Non so come ringraziarti”, Haruka rispose che non era necessario. Quando terminarono le sue ferie, Haruka propose ad Hakuto di venire a vivere da lei visto che poteva assumere aspetto umano, lui ripose di si ma gli sarebbero serviti dei vestiti che coprissero di più il suo corpo per via delle squame; infatti al momento indossava solo un paio di pantaloni malconci, infatti solo allora Haruka pensò: “ cavolo da umano è davvero un bel ragazzo, ma no cosa vado a pensare”, poi disse : “ ok la prossima settimana quando verrò da te ti porterò dei vestiti adatti.

Mentre la settimana passava lentamente, Hakuto si sentiva solo, si era abituato ad averla sempre intorno. Arrivò venerdi e come promesso Haruka portò dei vestiti al drago che consistevano in un paio di pantaloni neri, degli anfibi neri, camicia a manica lunga grigia e un gilet lungo; quando Haruka lo vide rimase di sasso, tanto che Hakuto la guardò perplesso, dicendole: “ tutto bene, sembro strano con questi vestiti? A proposito dove li hai presi?”, lei rispose: “ no sto bene, sono rimasta stupita perché stai benissimo, i vestiti appartenevano a mio fratello maggiore, morto quando io ero piccolissima con il resto della mia famiglia in un incidente”.

Una volta in città, Hakuto si guardò intorno come se fosse tutto nuovo per lui, e Haruka non poteva biasimarlo visto che era stato rinchiuso per tanto tempo.

Quando Hakuto vide la casa di Haruka la trovò molto carina, poi Haruka lo portò nella stanza per gli ospiti. Dopo qualche minuto Hakuto disse: “ visto che starò qui è necessario che mi trovi un lavoro, sono decenni che non facevo una cosa del genere, secondo te il medico che ti ha visitata mi assumerà come esperto in erbe curative?”, Haruka ci pensò poi disse: “penso di si, se vuoi posso parlarci io, anche se non c’è bisogno che lavori, in fondo è stata mia l’idea di farti vivere qui”, lui rispose: “ no è giusto che anche io faccia la mia parte, e poi sarà bello avere qualche cosa da fare”, lei rise poi parlò di nuovo: “ allora domani ti farò sapere cosa mi dice il dottor Ruinet”.

L’indomani Haruka parlò al dottor Ruinet, il quale accettò di buon grado la proposta di Haruka, poi chiese alla ragazza dove avesse conosciuto il ragazzo, lei rispose: “ ci siamo conosciuti durante una delle mie escursioni in montagna”, detto questo salutò il medico e tornò a casa.

Una volta a casa disse ad Hakuto la risposta del medico, dicendogli che già da domani avrebbe potuto iniziare a lavorare, il drago annuì, poi Haruka iniziò a preparare la cena, mentre lo faceva le venne un dubbio quindi parlò: “ Hakuto puoi mangiare solo carne giusto?”, lui rispose: “ in forma di drago si, ma da umano posso mangiare le vostre stesse cose”, quando ebbe finito Haruka disse: “ bene assaggerai delle cose buonissime!”. Quando Hakuto assaggiò tutte quelle pietanze nuove né fu felicissimo.

L’indomani Hakuto andò al suo primo giorno di lavoro. Una volta arrivato dal dottor Ruinet si presentò, il medico ad una prima occhiata gli fece una buona impressione, poi il medico parlò: “ piacere di conoscerti Hakuto, sono il dottor Ruinet, Haruka mi ha detto che sei molto bravo nell’uso delle piante medicinali, è questa è un ottima cosa.”, poi lo mise a lavoro per creare vari tipi d’impacchi.

Passarono tre mesi in tranquillità. Arrivò la stagione calda. Un giorno Ruinet incontrando Haruka le disse: “ Haruka ti sei accorta che Hakuto sta a maniche lunghe con questo caldo, come ci riesce”, la ragazza assumendo un tono vago rispose: “ sta a maniche lunghe per via della sua carnagione molto chiara, tutto qui”, il medico la guardò ma non disse nulla.

Ruinet tornando a casa aveva avuto un’intuizione, ma non ave a prove per confermarla.

L’indomani mentre Hakuto stava triturando delle erbe si accorse che una delle erbe che gli serviva per finire l’impacco era terminata, così disse a Ruinet: “ è finito l’elicriso, vado nella foresta a prenderne un po’, ci vediamo fra un po’”, Ruinet annuì, poi una volta che Hakuto si fu allontanato decise di seguirlo.

Hakuto camminò per un bel pezzo, poi trovò la pianta che cercava, tuttavia avendo camminato un bel po’ ed essendo nella foresta decise di sbottonarsi la camicia e di alzare le maniche, fu allora che Ruinet vide che in alcune parti anziché esserci la pelle c’erano delle squame, a quel punto mise insieme tutti i frammenti. Poi tornò velocemente indietro.

Quando Hakuto tornò indietro Ruinet fece finta di niente, infatti aveva deciso di tenere per sé quella scoperta, perché aveva capito che in mani sbagliate poteva finire male; era un uomo dotato di un buon intuito oltre che di un grande cuore.

Una mattina Haruka disse ad Hakuto: “ domani sei libero?”, lui rispose: “ si lo sono, perché?”, lei: “ domani è il mio compleanno, ho chiesto un giorno di ferie, e… mi piacerebbe passarlo con te”, lui annuì.

L’indomani lei fece i bagagli, poi si diressero nella foresta dove lui riprese le sembianze di drago, poi la fece salire e in volo la portò su una piccola isola disabitata che era un paradiso. La ragazza quando vide quel mare stupendo andò subito a mettere il costume da bagno e poi si tuffò, una volta in acqua invitò anche Hakuto, il quale vedendola in costume arrossì leggermente, poi le disse: “ non sei un po’ troppo scoperta?”, lei per tutta risposta rise poi gli disse: “ questo si chiama costume da bagno viene indossato quando si è in acqua, in passato erano più simili a vestiti, questi sono gli ultimi modelli”, detto questo cominciò a schizzargli l’acqua addosso, finchè lui ritirò fuori i suoi pantaloni malconci e si tuffò in acqua. Mentre erano in acqua Haruka né approfittò per osservare meglio la sua forma umana, a parte le zone dove c’erano le squame per il resto aveva una pelle perfetta, non faceva fatica a capire perché le ragazze del villaggio ci provassero con lui, anche se quel pensiero la faceva infuriare.

Ad Haruka piaceva molto la compagnia di Hakuto con lui si sentiva tranquilla, tuttavia si chiedeva come avrebbe reagito lui se lei gli avesse confessato i suoi veri sentimenti; era risaputo che i draghi vivevano molto a lungo.

Uscirono dall’acqua nel tardo pomeriggio, poi si asciugarono. Verso sera quando comparirono le prime stelle, Hakuto le disse: “ non ti ho ancora dato il mio regalo, chiudi gli occhi”, lei obbedì; mentre era con gli occhi chiusi percepì che lui si era avvicinato, poi sentì lo sbattere delle ali, quando lui lee disse di riaprirli si accorse di essere in aria, ma la cosa più stupefacente fino a quel momento era che nonostante lui avesse mantenuto aspetto umano gli erano spuntate le ali da drago, poi Haruka parlò: “ non sapevo che potevi trasformarti anche parzialmente!”, Hakuto rise, poi parlò: “ se guardi in giù vedrai il mio dono per te”, lei lo fece e ciò che vide la lasciò senza fiato, tutta la foresta che ricopriva l’isola era diventata di una fluorescenza viola, e il mare era diventato di quello stesso colore per via del riflesso. Presa dalla contentezza diede un bacio sulla guancia del ragazzo, il quale per la sorpresa lasciò la presa, poi però altrettanto rapidamente la riprese per evitare che morisse.

Una volta a terra Haruka fece i bagagli e ritornarono a casa. Quello per lei era stato il miglior compleanno.

L’indomani a pranzo Haruka disse ad Hakuto: “ tu quando fai il compleanno?”, il drago rispose: “ mm, non so il giorno preciso, posso dirti che era dicembre”, Haruka lo guardò poi dopo qualche minuto parlò: “ allora potremmo festeggiarlo a natale”, lui la guardò perplesso poi disse: “ cos’è il natale?”, lei rise poi gli disse lo vedrai.

Passò un mese. Un giorno nell’albergo dove lavorava Haruka arrivò una coppia davvero particolare, erano un uomo e una ragazzina vestiti in maniera molto appariscente, i due firmarono il registro come Rito e Mika Logios.

Quando tornò a casa parlò di quelle strane persone ad Hakuto, il quale appena sentì il loro cognome fece un’espressione titubante, poi vedendo lo sguardo interrogativo di Haruka disse: “ mm, non so perché ma ho la sensazione di aver già sentito quel cognome in passato, ma non ricordo in che occasione”, Haruka rispose: “ magari è un cognome che hai sentito prima che ti incatenassero”, lui annuì, per il resto passarono una serata tranquilla.

Man mano che passava il tempo Haruka era sempre più sicura di voler rivelare i propri sentimenti ad Hakuto, pur non sapendo cosa lui pensasse veramente, con lei si comportava sempre in maniera gentile.

Dicembre si avvicinava è già in città cominciavano a comparire le prime decorazioni.

Una fredda mattina il dottor Ruinet disse ad Hakuto: “ tra un paio di minuti dovrebbe arrivare Haruka ho delle cose da dirvi. Hakuto lo guardò perplesso ma non disse nulla. Dopo qualche minuto arrivò Haruka, il medico la fece accomodare, poi parlò: “ Ragazzi quei io sono a conoscenza della vera identità di Hakuto”, a quelle parole Haruka fece uno sguardo sbalordito, mentre Hakuto si limitò a sorridere, poi parlò: “ si, né ero a conoscenza visto che ho percepito il tuo odore quella volta nella foresta, ma ti ho lasciato scoprire il mio segreto perché sei un brav?uomo, quindi sapevo che non mi avresti tradito, noi draghi siamo abbastanza bravi nel giudicare le persone”. Ruinet sorrise in modo gentile poi riprese a parlare: “ per non farti capire che sapevo ho anche finto di avere degli impegni quando avevamo un paziente grave in modo che tu lo potessi curare tranquillamente, comunque quella coppia stramba che alloggia nell’ albergo dove lavori, se né sta andando in giro a fare domande sulla leggenda del drago, sono venuti anche qui; da quel che ho capito stanno raccogliendo tutto il materiale possibile, stando a quanto dicono sono storici, ma non so mi danno una brutta sensazione, state attenti”, a quelle parole i due ragazza annuirono. Una volta a casa Haruka parlò: “ dobbiamo stare attenti!”.

Intanto Rito e Mika continuavano la loro ricerca, ad un tratto Mika disse: “ siamo sicuri che sia qui il drago?”, Rito rispose: “ stando agli scritti del nostro antenato si, spero di prenderlo presto così potremo fare affari d’oro”.

Camminando per strada Rito e Mika notarono Hakuto e la sua strana carnagione li insospettì, così decisero di concentrare le ricerche su quel ragazzo, e così vennero a sapere della malattia di Haruka della sua scomparsa e poi del fatto che era tornata guarita insieme al ragazzo, così fecero due più due.

La sera del 24 dicembre, Haruka addobbò la casa con le decorazioni natalizie, Hakuto le osservava incuriosito, poi Haruka gli chiuse gli occhi e lo portò in soggiorno, quando Hakuto vide l’albero di natale rimase di sasso, mormorò: “ è stupendo, mai visto una cosa così bella”. A fine serata dopo cena, Haruka portò Hakuto sul terrazzo per fargli vedere il panorama notturno, tutta la città era illuminata a festa, dopo qualche minuto Hakuto parlò: “ sono contento di averti conosciuto, se non ti avessi incontrato non avrei mai visto questo panorama stupendo”, poi dopo la tirò a sé per abbracciarla. Haruka era arrossita fino alla punta delle orecchie, era la prima volta che lui l’abbracciava, questo le diede il coraggio; si staccò leggermente da lui, poi lo baciò sulle labbra e gli disse: “ ti amo”. Hakuto rimase spiazzato per alcuni minuti, anche lui era arrossito, però poi si fece serio, allontanò la ragazza e gli disse: “ Haruka sono onorato dei sentimenti che provi per me, ma non posso stare con te siamo troppo diversi”, detto questo si fece spuntare le ali e volò via, mentre Haruka gli gridava di restare con lei; mentre lui tornava verso la foresta fu catturato da Rito e Mika che lo legarono con una serie di catene magiche, poi parlarono: “ erano settimane che aspettavamo il momento in cui avresti avuto la guardia abbassata, inoltre queste catene non ti permetteranno di assumere le tue sembianze di drago”,Hakuto dopo aver visto le catene capì perché quel cognome era familiare, era il cognome del mago che lo aveva incatenato, questo vuol dire che erano suoi discendenti. La coppia lo portò in una grande villa che si trovava a metà strada tra la città di Haruka ed un’altra città. Una volta arrivati lo misero in una stanza contenente l’indispensabile, poi dissero: “ questa cella contiene vari incantesimi, qui non potrai assumere il tuo vero aspetto né riuscirai a scappare”, dopo qualche minuto il drago parlò: “ cosa volete da me? Sapete che non posso riportare in vita i morti!”, loro risero poi Rito disse: “ noi no siamo interessati a riportare in vita i morti, vogliamo i tuoi poteri per fare soldi, visto che noi non possiamo eseguire incantesimi di cura, resterai con noi per molto tempo”, detto questo lo lasciarono solo.

Una volta solo Hakuto non provò a scappare, perché percepiva gl’incantesimi. Quindi si distese sul letto sconsolato.

Intanto Haruka piangeva senza ritegno. Passarono tre giorni, il dottor Ruinet si presentò a casa della ragazza per avere notizie di Hakuto, quando la trovò con gli occhi gonfi le chiese con dolcezza cosa fosse successo, lei gli raccontò tutto, poi riprese a piangere mentre Ruinet l’abbracciava dolcemente.

Nel frattempo Hakuto era costretto ad usare i suoi poteri fino al limite, doveva curare talmente tante persone che la sera si addormentava esausto, per costringerlo ad usare i suoi poteri minacciavano di far del male ad Haruka. Ogni giorno la ragazza gli mancava sempre di più; gli mancava la sua compagnia, si sentiva solo come quando era nella caverna.

Da qualche tempo Haruka si recava nella foresta per avere notizie di Hakuto, nonostante tutto voleva vederlo, ma ovunque andasse non riusciva a trovarlo e la cosa la preoccupava, da quando era sparito lei aveva sempre una brutta sensazione, all’inizio non ci aveva badato, pensava fosse dovuto al suo stato d’animo, ma ora non né era più così sicura.

Rito e Mika sfruttando i poteri di Hakuto erano diventati molto ricchi, mentre Hakuto si sentiva sempre più debole, non aveva un attimo di tregua; nei pochi momenti liberi pensava ad Haruka e solo ora si rendeva conto che si era innamorato, l’aveva lasciata perché aveva avuto paura delle loro differenze.

Ogni notte Haruka sentiva la voce di Hakuto che la chiamava è dal suo tono capiva che qualcosa non andava, ormai né era certa. L’indomani decise di andare dal Fenris Kiba per sapere se Hakuto era nella foresta. Quando la trovò Kiba le disse: “ no il drago non è tornato nella foresta mi dispiace, comunque stando a quello che mi hai raccontato voi due avete un legame molto forte usa quello per trovarlo”.

Tornata in città andò da Ruinet e gli raccontò tutto, lui concordò con lei sul fatto che lui fosse in pericolo, poi le disse hai notato che quei due sono spariti lo stesso giorno in cui è scappato Hakuto, io dico che lo hanno preso loro, dobbiamo riuscire a scoprire dove si trova. Lei annuì. Passarono settimane a cercare indizi, finchè Ruinet disse: “ non so se può esserci di aiuto, ma da circa una mese in una villa sono state guarite numerose persone dietro pagamento”, lei lo guardò poi disse: “ è di sicuro opera sua!”. Quando andò a letto sentì la voce di Hakuto, allora seguendo il consiglio di Kiba si concentrò sul suo legame, e cominciò a chiamarlo, provò varie volte, alla fine riuscì a parlargli e a chiedergli dove fosse, lui rispose. Quando Hakuto sentì la voce di Haruka dentro la sua testa restò di stucco, ma fu contento di sentirla, gli mancava la sua voce, le disse dove si trovava e anche come avesse fatto a contattarla in quel modo, lei rispose con le parole che le aveva detto Kiba, poi Hakuto le disse di stare attenta perché quei due conoscevano la sua identità, inoltre sapevano usare la magia.

Haruka mise appunto un’idea con Ruinet, poi i due partirono alla volta della villa. Una volta arrivati Ruinet si recò all’entrata principale, quando i due aprirono la porta cominciò a parlare per guadagnare tempo, mentre Haruka si dirigeva verso un’ingresso di servizio, una volta dentro la casa cominciò a cercare, evitando di farsi scoprire dai domestici che vi lavoravano. Alla fine raggiunse i sotterranei dove era rinchiuso Hakuto, quando lo vide così provato non potè fare a meno di arrabbiarsi, poi prese le chiavi e aprì la porta, da fuori gli incantesimi non funzionavano, lo prese sotto braccio e con attenzione lo portò fuori, una volta fuori lo caricò in macchina, Hakuto era troppo debole, poi fece segnale a Ruinet, e lo portarono nella grotta nella foresta, dove potè riposare tranquillo mentre loro facevano la guardia.

Quando Hakuto si svegliò si sentiva meglio, in quella cella non riusciva a riposare bene. Ma la cosa che lo fece più felice era di avere Haruka di nuovo al suo fianco, poi dopo qualche minuto parlò: “ grazie per avermi salvato, sono felice di vederti, purtroppo dobbiamo sistemare la faccenda con quei due. Potremmo scappare ma quei due non ci darebbero tregua”. Dopo qualche minuto di silenzio il dottor Ruinet parlò: “ ascoltatemi potrei aver avuto un’idea! Pensavo se li colpissimo con qualcosa che contenga il respiro scarlatto?, dopotutto è la pianta che ha distrutto la tua catena magica!”, Hakuto lo fissò per qualche istante poi parlò: “ mm, potresti aver ragione, un tentativo vale la pena di farlo, il problema è che cosa usare?”; a quel punto Ruinet li guardò con un ghigno da sadico stampato in faccia poi parlò: “ ragazzi avete dimenticato qual è la mia professione?, naturalmente useremo una siringa, se gli e lo iniettiamo direttamente dentro il corpo dovrebbe avere un maggiore effetto, voi li distrarrete e io li colpirò alla prima occasione”, Haruka a quel punto parlò con un tono di voce entusiasta: “ wow doc! non ti facevo così! Comunque seguiremo il tuo piano!”, il medico sorrise, poi Hakuto si rivolse ad Haruka: “ quando questa storia sarà finita ti devo dire una cosa importante!”.

L’indomani verso il tramonto furono raggiunti da Rito e Mika, perciò Haruka e Hakuto cominciarono ad attirare la loro attenzione, dapprima cercando di convincerli a desistere, poi quando i due maghi cominciarono a lanciare loro delle catene create dal loro potere, Hakuto prese al volo Haruka e cominciò a volare cercando di evitarle, facendo infuriare i loro nemici. Andarono avanti così finchè non spuntò la luna nel cielo, ormai entrambe la fazioni erano esauste, ad un tratto mentre Rito e Mika si preparavano a lanciare il loro incantesimo più potente furono colpiti contemporaneamente al collo da due siringhe, tenute da Ruinet che si era avvicinato approfittando del buio; subito Rito e Mika si tolsero le siringhe ma quando provarono a lanciare il loro incantesimo non successe nulla; infuriati chiesero spiegazioni a cui rispose Hakuto: “ quelle siringhe contengono il polline di un certo fiore in grado di neutralizzare la magia, è stata una scommessa, non eravamo sicuri che avrebbe funzionato, avete perso arrendetevi, ormai non potete più farmi niente!”, poi con voce piena di rabbia Rito parlò: “ hai vinto drago!, senza magia non siamo una minaccia per te, ma sappi che un giorno torneremo per vendicarci!”, Hakuto ripose: “ non succederà, non riavrete mai più i vostri poteri”, dopo che il drago ebbe finito di parlare, Rito sputò a terra mentre Mika battè un piede a terra per la rabbia, alla fine sparirono nella notte, e nessuno seppe più nulla di loro.

L’indomani Hakuto prese Haruka dopo il lavoro e la portò nella foresta davanti all’ingresso della grotta dove tutto era cominciato, ci fu un momento di silenzio poi parlò: “ Haruka… te lo chiederò una volta sola… vorresti diventare mia moglie?”, Haruka era sconvolta, poi rispose: “ si.. lo voglio!”.

Sono passati sette anni, Haruka e Hakuto si sono sposati, e hanno avuto un bambino dagli occhi verdi e con i capelli bianchi che hanno chiamato Haruto; il bimbo crescendo ha mostrato di possedere i poteri curativi del padre, e le ali da drago, che è in grado di far apparire o sparire a suo piacimento. La coppia come padrino di Haruto scelse Ruinet; e oa vivono tutti tranquilli e felici.

FINE.



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