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lavoro pubblicato martedì 9 agosto 2016
ultima lettura giovedì 16 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Nessun Dorma

di FrancescoGiordano. Letto 425 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Nel futuro, il mondo dell'informazione subisce un profondo cambiamento, la fame di notizie delle persone viene saziata al costo del sonno dei reporter.

‹‹Vorrei sapere perché dobbiamo continuare a prendere queste dannate pillole. Capisco che così non sentiremo gli effetti negativi della perdita di sonno, ma diavolo quanto mi manca riposare!›› un uomo, seduto su un muretto di roccia, stava ingerendo una piccola pillola verde, mentre era intento a lamentarsi.
‹‹Ogni volta attacchi con la solita storiella, ma cosa vuoi farci?›› la donna che aveva risposto, anche lei seduta sullo stesso muretto di roccia, stava eseguendo la stessa azione dell'uomo.
‹‹Lo sai già cosa possiamo fare, comprare un paio di quei MaxBot, ecco cosa!›› rispose l'uomo, girando il suo capo verso la donna.
Quest'ultima, dopo aver sbuffato, disse ‹‹Quante volte te lo devo dire prima che ti entri in testa? Lo sai benissimo che Arnold non può permettersi dei giocattoli del genere, lavoriamo per un'emittente nata da poco.››.
‹‹E' vero, però lo sai bene che queste pillole non sono proprio sicure...›› il volto dell'uomo divenne serio ed abbandonò completamente l'espressione di fastidio e di rabbia.
‹‹Sì, lo sanno tutti, e sai anche che al giorno d'oggi nessuna notizia, vera o falsa, viene controllata e censurata, per questo è risaputo.›› questa volta era la donna sembrare un tantino irritata ‹‹Ma ne eri consapevole prima di fare questo lavoro, vero? Io ho i miei motivi per essere qui e credo anche tu. Se non ce la fai puoi sempre mollare.››.
‹‹Non esiste!›› esclamò l'uomo ‹‹Sono solo preoccupato per la nostra salute, ecco tutto.››.
‹‹Bene, allora invece di blaterare mettiamoci in marcia a cercare qualche notizia di valore. Non si sa mai che oggi sia il nostro giorno fortunato, così dopo potrai comprare tutti i MaxBot che vuoi!›› rispose la donna, assumendo un tono ironico.
‹‹Sì, brava, continua a prendermi pure in giro! Quando ti sentirai male allora non contare sul mio aiuto, visto che sembro l'unico ad essere in pensiero!›› l'uomo invece non l'aveva presa proprio bene.
Ma le chiacchiere terminarono ed i due esplorarono la città in cerca di qualche succoso scoop da poter indagare. La missione non era facile, perché il luogo pullulava di altri reporter affamati di notizie, come loro, del resto. Ma alcuni erano più avvantaggiati di altri.
Alcuni giornalisti potevano infatti contare sui MaxBot, dei robot molto simili fisicamente agli uomini che venivano spesso usati come dei sostituti o aiutanti. Grazie al loro aiuto si potevano collezionare almeno una centinaia di notizie al giorno, il tutto con il minimo sforzo.
Ma questa tecnologia era così all'avanguardia che solo pochi emittenti o redazioni potevano permettersela. Purtroppo Roberta e Renato, i due reporter che avevano da poco firmato un contratto con un'emittente neonata, non rientravano in questa cerchia di fortunati.
‹‹Ma di tanti posti dovevi scegliere proprio questo buco puzzolente?›› le lamentele di Renato questa volta non erano vacue, il luogo dove si trovavano era molto malfamato e l'odore sgradevole era solo una delle tante caratteristiche tipiche del posto.
‹‹Certo, in posti del genere è più probabili che succeda qualcosa, è semplice calcolo delle probabilità. Sai al massimo cosa sarebbe successo se fossimo rimasti in città? Qualche cane randagio investito o al massimo una rissa, notizie che non valgono molto.›› Roberta, come sempre, non aveva nulla da ridire sulla località, il tanfo non era un problema per lei.
‹‹Ah, hai proprio ragione, ma hai pensato che i protagonisti delle brutte vicende che hanno luogo qui potremmo essere noi? Io non ho armi e non conosco nessuno stile di combattimento, tu invece?›› questa volta era l'uomo ad essere ironico.
La donna se ne accorse e rispose a tono ‹‹Non parlare al plurale, io sono piccola, se succede qualcosa posso fuggire velocemente. Sei tu quello alto e cicciottello, te l'ho sempre detto che dovresti fare un po' di palestra, no?››.
Questa volta però l'uomo non rispose, accettò la sconfitta e continuò a tenere il passo della sua collega. La passeggiata dei due era spesso accompagnata da colpi di pistola, urla e sirene sia della polizia che dell'ambulanza. Ma ogni volta che seguivano queste tracce, trovavano sempre qualcuno già pronto a riprendere tutto.
Ormai il campo delle notizie era diventato un mondo dove valeva la legge del chi prima arriva, meglio alloggia. Certo, nessuno vietava loro di riprendere una notizia che non fosse stata scovata da qualcuno, ma il prezzo sarebbe diminuito di parecchio. Non potevano nemmeno falsificare il video, perché le nuove telecamere disponevano di una funzione per evitare ciò.
‹‹Meno male che almeno l'attrezzatura è cambiata rispetto al passato...›› Renato sbuffò ed iniziò a ciondolare la testa a destra ed a sinistra, continuando comunque a camminare.
L'uomo si riferiva al drone che li seguiva, che era in realtà tutto ciò di cui i due disponevano. Fungeva da telecamera per riprendere gli eventi e girare i servizi, riusciva a registrare le voci senza bisogno di un telecomando, poteva riprendere anche al buio con un'ottima qualità. E la cosa migliore era che non era pesante e non si doveva nemmeno trasportare, visto che fluttuava da solo e seguiva i suoi "padroni", per così dire.
‹‹Almeno c'è qualcosa che ti va a genio, che Dio sia lodato!›› rispose la donna.
Non appena Roberta finì di parlare, un'esplosione cambiò l'espressione dei due, che si voltarono verso la fonte del rumore. Il tutto era avvenuto a pochi passi, tanto che per qualche istante ebbero difficoltà a sentire. Nonostante ciò, le loro gambe erano già in azione e si erano avvicinati al luogo del fatto.
Questa volta la fortuna era dalla loro parte, nessun altro reporter era in giro, erano stati così veloci che non c'era anima viva. Senza perdere tempo, Roberta e Renato diedero via al servizio.
‹‹Signore e signori, buona sera.›› a parlare era la donna ‹‹Ci troviamo nella zona malfamata di Red City, dove ha appena avuto luogo un'esplosione.››.
Mentre la donna parlava, un uomo di mezza età si avvicinò al luogo del misfatto, subito Renato lo avvicinò e gli chiese di apparire nel video per colmare un po' di minuti e aumentare il valore della notizia. Il passante accettò.
‹‹Ma ecco che arriva qualcuno con cui possiamo scambiare quattro chiacchiere. Mi dica signore, cosa c'era in questa zona prima dell'esplosione?›› domandò Roberta.
‹‹C'era uno di quei palazzi che costruiscono MaxBot...›› rispose timidamente l'uomo.
‹‹Capisco, quindi era una succursale della Frederik e Co. . Conosce qualcuno che lavorava in questo stabilimento?›› aggiunse la donna.
‹‹No, o meglio, di vista sì, ma non ho conoscenze molto strette con chi lavorava lì dentro... Meno male che nessuno si trovava all'interno...›› l'uomo era visibilmente sollevato.
‹‹Ha ragione, anche se si sono perse delle macchine di grande valore, questa volta non è stata persa nessuna vita umana, che è il bene più prezioso. La ringraziamo per il suo contributo, signore.›› mentre Roberta proferiva queste parole, la telecamera tornò su di lei. L'uomo di mezza età nel frattempo se n'era andato.
‹‹Signore e signori, come potete vedere ci sono vari strumenti ormai arsi, insieme a diversi MaxBot ormai inutilizzabili. Sicuramente questo incidente non farà bene alle tasche dell'azienda, ma per il momento non possiamo che attendere l'arrivo della polizia per scoprire cosa abbia causato ciò. Per ora ridiamo la linea allo studio in attesa di aggiornamenti.›› concluse, una volta finito di parlare anche il drone si disattivò.
‹‹Ottimo! Questa notizia sì che ci frutterà un sacco di soldi!›› disse, con tono euforico, Renato.
‹‹Puoi dirlo forte! Aspettiamo la polizia, così possiamo fare altre riprese.›› rispose la donna.
Ma le cose non andarono come previsto, perché i due vennero avvicinati da un uomo e quello che sembrava un MaxBot.
‹‹Salve signori, posso disturbarvi? Ho notato che avete appena girato un servizio... Posso dargli un'occhiata?›› disse, mostrando un sorriso.
Roberta e Renato restarono di sasso, quell'uomo non era una persona qualunque, era Jerico Romantez, probabilmente il reporter vivente più famoso al mondo. Ma non per questo si fecero fregare, sapevano bene che le vere intenzioni dell'individuo potevano essere altre.
‹‹Ci dispiace, signor Romantez, ma non ne abbiamo il tempo. Sa, tra poco arriverà la polizia e dovremo essere pronti per continuare a girare.›› rispose Renato, ricambiando il sorriso.
‹‹Già, la polizia... Quella sì che è un problema...›› questa frase lasciò perplessi i due reporter, che non ne capivano il senso. Ma presto le cose sarebbero diventate molto chiare. Una volta finito di parlare, sia Jerico che il suo MaxBot estrassero una pistola, ma fu solo l'automa a sparare.
Il colpo andò a vuoto, dando la possibilità a Roberta e Renato di iniziare a fuggire.
‹‹Ma che diavolo gli è preso?›› disse l'uomo ‹‹Non c'è motivo di prendersela così tanto per un rifiuto, mica è un novellino, cristo santo!››.
La donna però questa volta non rispose, continuò a correre incessantemente. L'inseguimento continuò per una ventina di minuti, ma Romantez ed il suo collega robotico erano sempre alle loro calcagna. A causa della stanchezza, due proiettili colpirono di striscio entrambi i reporter, facendoli cadere a terra.
‹‹Dannazione! Ma che diavolo vuoi amico!›› esclamò, in preda al dolore ed alla rabbia, Renato.
‹‹Mi sembra di essere stato chiaro, voglio il vostro servizio, niente di più.›› rispose il famoso reporter.
‹‹Tienilo pure, tanto non puoi farci niente, abbiamo già registrato, il codice non lo puoi modificare.›› l'uomo, premendo dei tasti sul drone, gli passò un CD.
‹‹Oh, sono triste di doverla deludere, ma io ho i miei metodi.›› replicò, sempre sorridente, Romantez.
‹‹Cosa vuoi dire?›› questa volta era stata la donna a prendere la parola.
‹‹Che con il tempo sono riuscito a trovare modi molto efficaci per contraffare video, secondo voi come ho fatto a diventare famoso in così poco tempo in un mercato così saturo?›› questa volta il sorriso che era spuntato sul volto di Jerico era quello tipico di un tizio che si credeva furbo.
‹‹Quindi tu...›› Renato non riuscì nemmeno a finire la frase, tanto che era rimasto di stucco sentendo quella rivelazione.
‹‹Io ero nel giro delle informazioni da prima della Rivoluzione dell'Informazione. Dopo questo evento cambiò tutto, il mio posto non era più assicurato e le persone erano diventate assetate di notizie. Vere, false, non controllate, tutto era accettato, ma volevano che niente fosse più omesso.›› questa volta Romantez aveva abbandonato il suo sorrisetto ‹‹Avevano paura che qualcuno censurasse le notizie vere per proteggere dei fantomatici poteri forti. Inizialmente internet sembrò essere la soluzione, ma anche lì diversi siti lottarono contro la disinformazione. Peccato che lo smentire notizie false, che per molti erano vere e censurate per tal motivo, fu proprio la miccia che fece esplodere il popolo.›› concluse, con un sorriso amaro.
‹‹E questa lezione di storia cosa c'entra con il presente?›› chiese Roberta.
‹‹Che in passato anche io facevo parte di questi... Paladini della giustizia, pronti a smentire notizie false, ma dopo quello che era successo, mi sono adattato alla corrente. E così, per diventare quello che sono, ho iniziato a... Creare delle notizie, per così dire.›› l'uomo non sembrava avere timore di rispondere e svelare i suoi segreti.
‹‹Quindi hai falsificato notizie da sempre?›› disse la donna.
‹‹No, inizialmente non falsificavo, ma creavo davvero delle notizie, come faccio ancora adesso. Chi credete che abbia fatto esplodere quel posto?›› rispose Romantez, lasciando a bocca aperta i due reporter ‹‹Beh, il piano è stato mio, ma l'esecutore materiale è il mio fedele collega.›› aggiunse, appoggiando la mano sulla spalla sinistra del suo MaxBot.
‹‹E perché ci hai detto tutto questo?›› questa volta la domanda venne posta da Renato.
‹‹Semplice, perché adesso vi ucciderò... O meglio, sarà sempre il mio collega a disfarsi di voi... Purtroppo avete avuto la sfortuna di capire nel posto sbagliato al momento sbagliato, inoltre vi avrei uccisi comunque anche se non vi avessi raccontato tutto.›› anche questa volta Jerico non si tirò indietro e raccontò tutto.
‹‹E per quale motivo?›› chiese Roberta.
‹‹Che domande, per avere un'altra notizia da raccontare, no?›› una volta terminata la frase, il suo collega robotico premette il grilletto due volte per eliminare i due reporter. Come promesso, non solo falsificò il servizio, ma ne creò un altro sulla loro morte.


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