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lavoro pubblicato domenica 7 agosto 2016
ultima lettura venerdì 14 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Piove da quando non ci sei PARTE 2/10 "Timelose e Hermionegr"

di Malevil. Letto 380 volte. Dallo scaffale Amore

La sua voce fine mostrava meno anni di quelli avuti. Lidia, questo il suo nome, era un po' in imbarazzo per via della situazione.Non sono una persona che chiacchiera con chiunque sia vicino, così anche con lei non andai oltre la presentazione e ...

La sua voce fine mostrava meno anni di quelli avuti. Lidia, questo il suo nome, era un po' in imbarazzo per via della situazione.
Non sono una persona che chiacchiera con chiunque sia vicino, così anche con lei non andai oltre la presentazione e qualche frase di circostanza dovuta al momento e il noioso riferimento al tempo. Il meteo è l'argomento scelto tra chi non sa cosa dire o per rompere il ghiaccio, a mio parere una scelta non azzeccata e assai banale.

La mia fermata era anche la sua, così a passi adagi ci facevamo compagnia nel silenzio, per quanto possibile potesse essere poiché la città non sa tacere di giorno.
Speravo prima o poi cambiasse strada perché dove dovevo recarmi sarebbe stato scomodo presentarsi in compagnia.

Mi ero iscritto ad un sito di chat per incontri. Era la prima volta che facevo una cosa simile e sinceramente nemmeno so perché e cosa mi passò per la testa quella mattina quando inserii email e nickname: timelose. Convinto che trovare una ragazza interessante lì sarebbe stato davvero tempo perso.

Dopo aver scartato oche senza cervello, accettai l'invito di un'utente che non pubblicava alcuna foto e nemmeno voleva vedere le mie. Sostenendo che le chat sono fatte per scriversi e non vedersi, tutto ciò sarebbe servito per conoscersi dentro e non giudicare solamente dall'attrazione dell'occhio. Pensai che fossero le pretese di una persona brutta o molto grassa per non essere giudicata dalle apparenze.
Nonostante lo scetticismo notai che era una persona interessante. Le conversazioni nate erano piacevoli e sentivo di fidarmi, nonostante non sapessi bene chi ci fosse dall'altra parte dello schermo. Poteva essere una fregatura, ma accettai l'appuntamento al buio.

Stavo arrivando al luogo stabilito e lei ancora condivideva con me il percorso. Guardai l'orologio: ero in anticipo, così mi direzionai al bar. Le nostre strade si divisero e quel pensiero che mi stava seguendo risultò abbastanza sciocco.

Preciso con l'orario stabilito arrivai alla panchina del parco, quella vicino ad un albero dove il tronco aveva incisioni di una coppia di innamorati senza rispetto per la natura.
Come un'ombra che non puoi impedire che segua i tuoi passi era lei: quella giornata sembrava non potessi fare altro ché condividere con lei il respiro. Stava seduta dove dovevamo esserci io e Hermionegr: riferimento alla saga di Harry Potter che tanto l'appassionava, in particolare alla studentessa intelligente e abile di Grifondoro.

Mi guardava, sorrideva. Il suo sorriso divenne qualcosa di più grande e si lasciò dominare da una risata che non ebbe breve durata.
Il fastidio iniziale per la sua ilarità non spiegata fu sostituito da qualche dubbio. L'ipotesi poi risultò vera ai fatti: Hermionegr era lei. Il destino volle che senza saperlo ci saremmo recati assieme all'appuntamento e l'essere carino aiutandola con il biglietto ebbe un doppio riscontro positivo nel giudizio sulla mia persona.

Ebbi la voglia di sorridere anch'io pensando che per un attimo stava per perdere il treno e sarei stato da solo, un po' malinconico, a sentirmi rifiutato dalle circostanze.

Contrariamente a ciò che ho sempre fatto: mi avvicinai alle sue labbra e interrompendo il suo discorso sugli scherzi del destino la baciai. In modo impreciso sovrapposi la mia bocca alla sua.
Mi respinse con una spinta con la pressione della mano destra al mio petto.

«In chat eri diverso: un uomo serio, romantico e differente dai soliti loschi che di solito frequentano siti d'incontro. Il bacio per me ha un valore e non l'acconsento se prima non sono sintonizzati i nostri cuori sulla stessa lunghezza d'onda! Il primo poi ha il suo lato speciale che tu non consideri: quel lungo momento con il timore di assecondare il desiderio, il rossore al viso e la chiusura degli occhi per concentrarsi solo sul sapore, mentre un tamburo sempre più forte è il cuore nel suo rullo. Tu senza freni hai puntato solo al gesto senza goderti nulla di tutto ciò. Chissà anche con un secondo fine!»

Non aggiunse altro: prese la borsa, poggiò sulla panchina una banconota da cinque Euro per ripagarmi del biglietto e andò via. Forse con le lacrime agli occhi, ma non ebbi il coraggio di incrociare lo sguardo.


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