ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 7 agosto 2016
ultima lettura venerdì 13 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Eterno Dolore

di FrancescoGiordano. Letto 353 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Nel futuro, l'odio per la classe politica di tutto il mondo raggiunge livelli tali da modificare per sempre la società umana.

Una stanza bianca diede il buongiorno ad un uomo di mezza età la cui maggior parte dei capelli erano ormai scomparsi a causa degli anni avanzati. Poteva però vantarsi di un'altezza non da poco per essere un sessantacinquenne, superando il metro e ottanta. Ma il fisico era l'ultima cosa a cui badava al momento.
L'uomo non ricordava nulla, si guardò intorno spaesato e pieno di paura, sentimento accentuato dalle gocce di sudore che apparvero sulla sua fronte. Solo mentre girava il capo a destra e a manca in cerca di indizi si accorse di non essere nudo, ma di indossare una lunga veste bianca.
Il bianco era ovunque, erano presenti anche delle luci dello stesso colore. Gli occhi iniziarono a bruciargli, se li coprì con le mani e si rannicchiò a terra in preda alla disperazione.
‹‹Salve, Prodotto.›› una voce femminile, anche se non sembrava provenire da un vero essere umano, ruppe il silenzio ‹‹Alla sua destra è presente una fessura. La prego di inserire il braccio destro al suo interno per aprire la porta che la condurrà fuori dalla stanza.››.
Finalmente l'uomo aveva qualche indicazione. Si rialzò velocemente ed eseguì gli ordini senza pensarci due volte. Una volta rimosso il braccio però, notò che sul polso era presente un braccialetto che prima non c'era. Dopo qualche istante, la porta si aprì, ma la voce femminile ebbe altro da dire.
‹‹Adesso può uscire, deve solo seguire il corridoio per raggiungere il piano superiore. Il braccialetto che le abbiamo gentilmente concesso è indistruttibile e contiene un veleno mortale che si attiva in caso di aggressione verso dei Padroni. Continui, in caso contrario ci disferemo di lei.››.
Dopo un primo attimo di gioia, l'uomo tornò nella disperazione più cupa. Un braccialetto con un veleno mortale? E chi erano questi Padroni di cui la voce parlava? L'unico modo per scoprire qualcosa in più era proseguire, come gli era stato ordinato dalla voce.
Anche il corridoio era bianco, già dopo i primi passi poté notare delle scale che proseguivano verso l'alto. Corse per accorciare le distanze ed uscire da quel luogo che lo inquietava non poco.
Ma il cambio di scenario non era dei migliori, poco dopo aver raggiunto il piano superiore, questa volta a dargli il benvenuto c'era il buio. Non poteva vedere nulla, non appena fece qualche passo indietro per tornare al piano inferiore, notò che le scale erano scomparse.
Non poteva tornare indietro e nemmeno andare avanti, era rinchiuso in un'altra stanza, questa volta più piccola. In pochi istanti tornò la luce, ma questa volta non era artificiale, proveniva dall'esterno. Quella non era una semplice stanza, perché davanti a lui era presente una lastra di vetro da cui poteva osservare altre persone.
Si trovava dentro una vetrina, ed era esposto agli altri come se fosse un animale in gabbia. Ma non era quella realtà ad averlo spaventato, nemmeno gli individui che lo osservavano e lo indicavano. A dargli i brividi erano quelli che si trovavano nella sua stessa situazione.
Erano molti e, anche se non poteva vederli tutti, c'era un'altra cosa che lo spaventò, alcuni erano identici a lui. Non appena notò questa stranezza, si allontanò dalla lastra di vetro e si sedette a terra, iniziando a tremare e portandosi le mani sul capo. Erano tante le domande che aveva per la testa, ma ancora nessuno gli aveva dato una risposta.
Lo stato di terrore era amplificato dagli urli dei suoi simili, che gridavano parole come "aiuto!" o "fatemi uscire di qui!" e ancora "non prendete me! Vi supplico!". Quest'ultimo desiderio venne esaudito, perché uno dei presenti indicò proprio l'uomo.
‹‹Voglio lui papà! Guarda come trema! Sono sicuro che se la farà addosso prima di arrivare a casa!›› disse il ragazzo che, dopo aver detto queste parole, iniziò a ridacchiare.
‹‹Spero proprio di no, non voglio che mi sporchi la macchina!›› replicò serioso e con tono adirato il genitore, che aggiunse poi, parlando con quello che sembrava una sorta di commesso ‹‹Abbiamo scelto, prendiamo questo.››.
Il commesso fece solo un cenno di assenso con il capo e, dopo aver aperto il vetro della vetrina inserendo un codice, si avvicinò all'uomo e gli attaccò un collare. La catena, anche se di corda e non di ferro, era molto lunga e venne subito data al ragazzo, che la afferrò con somma gioia.
‹‹Il mio Prodotto! Finalmente ne ho uno tutto mio!›› questa frase venne accompagnata da uno strattone che fece avanzare l'uomo verso il giovane ‹‹Andiamo!›› aggiunse, continuando a tirare.
Solo quando i tre salirono in macchina, l'uomo iniziò a ricordare qualcosa. La testa gli fece un gran male, forse per il flusso di informazioni che, tutte in una volta, apparvero dal nulla nel suo cervello.
L'uomo ricordò che, in un passato non precisato, era un politico, un lavoro che non esisteva più al giorno d'oggi. Qualcosa eliminò quella professione, da quel momento i politici vennero condannati a soffrire per l'eternità. Per questo motivo venivano clonati, dotati dei ricordi di quello che gli sarebbe successo per infondergli paura, e messi quasi in vendita.
Quasi, perché ogni cittadino che avesse diciotto anni poteva avere un Prodotto gratuitamente. Se questo moriva, gliene veniva dato un altro gratuitamente. I ricordi riguardavano anche il suo futuro, da quel momento in poi l'avrebbero trattato come uno schiavo.
Si diceva che l'ignoranza era una benedizione, solo adesso l'uomo poteva comprendere appieno quelle parole. Ricordando ciò, la paura tornò a fargli compagnia. C'era una cosa che ancora non gli veniva alla mente però, il suo nome.
Appena arrivato nella casa dei suoi Padroni, l'uomo non poté fare a meno di notare la presenza di altri Prodotti. Anche loro avevano una vestaglia bianca, ma questa nel tempo si era sporcata sia di sangue che di terra. Uno dei Prodotti della casa era una donna, sul suo vestito era presente anche del liquido seminale. Ciò bastava per fargli capire cosa gli avevano fatto.
Il nuovo arrivato non venne però accolto nel migliore dei modi, gli altri Prodotti non lo salutarono, ma se l'aspettava, perché l'uomo ricordò che questi non potevano parlare se non interpellati dai loro Padroni. Per lo stesso motivo anche questi ultimi trattavano l'uomo come se non esistesse, al massimo si congratulavano con il ragazzo che lo teneva al guinzaglio.
Quello segnò il primo giorno della sua vita da Prodotto, ma non ci andarono leggeri solo perché era nuovo, anzi, proprio per questo motivo tutta la famiglia lo "utilizzò" un po' per volta per farlo abituare. Più i giorni passavano più le violenze aumentavano di peso, qualcuno della famiglia lo utilizzava anche come tazza del bagno.
Il cibo era un problema, ma l'acqua non mancava mai. Non volevano di certo che il loro Prodotto morisse, ma solo soffrire, infatti dopo due giorni di digiuno spesso gli davano qualcosa da mangiare.
Fu proprio durante uno di questi periodi di magra che nuovi ricordi gli vennero alla mente. La mancanza di una classe politica aveva lasciato la società in una situazione di stallo. Tutti i problemi presenti non erano stati risolti perché nessuno aveva preso il posto della vecchia classe dirigente e ci si era organizzati come possibile.
L'odio per la politica era tale che la parola era quasi vietata, così come tutto ciò che era collegata ad essa. L'unica salvezza per questa società anarchica erano proprio i Prodotti, grazie a questi le persone potevano sfogare la loro rabbia e frustrazione ed evitare il peggio.
Nel frattempo però la tecnologia aveva fatto passi da gigante, per questo motivo la clonazione venne usata per castigare i politici, che tanto avevano fatto soffrire le popolazioni di tutto il mondo. I Prodotti però venivano ancora utilizzati per determinati lavori, soprattutto quelli pesanti, che ormai non faceva più nessuno.
I vari aspetti della società erano invece lasciati in mano alle persone, ogni città avevano una sorta di "capo" che doveva gestire tutto insieme ad un gruppo di altri individui. Ironicamente il sistema ricordava un po' quello utilizzato dalla vecchia politica, ma avendo eliminato tale mestiere, non avevano molti altri punti di riferimento per non far collassare la loro società.
I giorni successivi passarono come sempre, tra abusi e umiliazioni di ogni tipo, solo dopo due mesi qualcosa cambiò. Verso sera, il ragazzo portò il suo Prodotto in un luogo che non aveva mai visto prima. C'erano molte altre persone con i loro Prodotti e, al centro di questa enorme stanza, era collocato una sorta di ring fatto di terra.
Non appena vide quel campo sferico, nuovi ricordi gli balzarono alla mente. Quello era un colosseo, i Padroni che lo desideravano, potevano far gareggiare i loro Prodotti ad un combattimento all'ultimo sangue. Era uno sport molto praticato e legale, le scommesse erano all'ordine del giorno ed i vincitori guadagnavano una buona cifra, a tal punto che per alcuni era diventato un lavoro vero e proprio.
Il Padrone dell'uomo voleva entrare da tempo in quel giro e, adesso che aveva il suo Prodotto, poteva rendere il suo sogno una realtà. Non appena il giudice apparve in mezzo al ring, le urla della folla crearono una baraonda che l'uomo non aveva mai sentito prima d'ora.
‹‹Signore e signori, sono veramente felice di sentirvi così carichi! Ma non perdiamo altro tempo! Oggi è un giorno speciale, perché ci sarà un nuovo debutto!›› mentre il giudice parlava, il ragazzo si avvicinò al ring trascinando con sé anche l'uomo.
‹‹Al lato sinistro troviamo Alberto, una nostra vecchia conoscenza che poco alla volta si sta facendo un nome!›› non appena presentò il ragazzo, il pubblico applaudì.
‹‹Al lato destro invece troviamo il nostro nuovo gladiatore, Luca! Questa è la sua prima battaglia, come se la caverà il suo Prodotto?›› anche questa volta ci furono degli applausi, ma di intensità minore rispetto a prima.
Luca lasciò andare il guinzaglio e spinse il suo Prodotto nell'arena. Davanti a lui non c'era solo l'avversario, un alto Prodotto, ma anche diverse armi. La tecnologia aveva fatto passi avanti anche in questo campo, in una società dove l'odio faceva da collante, tale caratteristica era ormai presente in tutti gli ambiti.
C'erano spade con lame vibranti o addirittura laser, pistole stordenti, uno strano braccialetto ed altri strumenti che l'uomo non aveva mai visto prima. La lotta era ormai iniziata ed il pubblico urlava più che mai, nel frattempo una barriera ricoprì il ring per evitare che i Padroni venissero colpiti.
L'uomo continuava a guardarsi intorno non capendo bene cosa fare, ma il suo avversario non fu così sprovveduto. Infatti corse subito verso l'uomo e gli diede diversi pugni in pieno volto, facendolo cascare a terra.
‹‹Dai alzati! Non fare la femminuccia! Non abbiamo nemmeno iniziato!›› Luca cercò di incoraggiare il suo Prodotto, per così dire, ma le cose non andarono bene.
L'uomo rimase a terra, quelle parole non avevano nessuna importanza per lui, voleva solo chiudere gli occhi e andare via da lì. Non aveva fatto nulla per meritare tutto quel dolore ed umiliazione, eppure eccolo lì, con la faccia a terra a prendere calci da un tizio che non aveva mai visto. Tutti i ricordi che aveva erano di una persona che non conosceva, di un politico che aveva già pagato, quindi perché tanto odio?
La folla continuava ad urlare e l'avversario ad attaccare, mentre l'uomo si trovava in uno stato di completo panico e confusione, la sua mente venne nuovamente invasa dai ricordi.
Questa volta riguardavano la caduta della politica, adesso ricordava che la ribellione del popolo era avvenuta venti anni prima della sua "nascita", se così la si poteva definire. In tutto il mondo l'odio verso i politici stava aumentando a livelli mai visti prima, soprattutto per vari argomenti spinosi. La mancanza di lavoro, il problema degli extracomunitari, l'Europa Unita che tutti odiavano per motivi spesso irrazionali, dimenticandosi in fretta tutti i vantaggi economici che ne derivavano.
Queste erano solo alcune delle magagne che avevano esasperato il popolo e che le varie notizie false avevano accentuato con il corso del tempo. Smentire tali informazioni era stato inutile, perché le persone credevano comunque in ciò a cui volevano credere. Tra complotti, poteri forti e ordine mondiale, il popolo creò una sorta di esercito contro la tirannia.
E così ebbe inizio la rivolta, che durò due anni ed il cui unico obiettivo era l'eliminazione dei politici. Inizialmente però, quando la tecnologia per clonare non era ancora stata perfezionata, la classe dirigente veniva sfruttata in diversi modi, soprattutto lavorare senza poter fare pause o tornare a casa. Nei primi periodi dopo la vittoria del popolo, vennero costretti ad attuare delle leggi scelte dal popolo.
Dopo la morte di tutti i politici però, le persone non erano ancora soddisfatte, volevano di più, bramavano ancora vendetta. I politici avevano sfruttato il popolo da sempre, adesso era il popolo che voleva sfruttare i politici per tutta la vita. Fu così che la clonazione venne in soccorso delle persone, realizzando il loro desiderio di torturare per l'eternità la fonte del loro odio.
Solo adesso l'uomo ricordava anche come mai non gli venisse in mente il suo nome. Quando vennero creati i cloni, si decise di riferirsi a loro con il termine Prodotti e non schiavi per far capire che per i Padroni questi esseri non erano nemmeno umani, ma solo oggetti, ed una merce non ha nome.
L'uomo trovava ironico il fatto di essersi ricordato un evento così violento proprio mentre veniva malmenato. Anche se quei colpi non gli ricordarono cosa gli fosse successo durante la ribellione del popolo, forse questa era una sorta di prassi.
Calci, calci ed ancora calci, l'uomo venne riportato con i piedi per terra nel peggiore dei modi. Adesso non si trovava più nel mondo dei ricordi ma in quello reale. Dopo qualche altro colpo riuscì a rialzarsi, ma il dolore gli impediva di essere troppo veloce. C'era però un lato positivo, gli ultimi ricordi contenevano anche una sorta di guida per le armi sparse sul terreno.
Con le nuove conoscenze acquisite, gli venne in mente un piano che poteva salvarlo. Anche se non poteva uccidere il suo Padrone, nessuno gli aveva vietato di fuggire. Prese quindi tre oggetti sferici che ricordavano delle bombe, poi passò ad un fucile ad energia elettrica.
Non puntò però l'arma verso il suo avversario, ma su quattro punti precisi del ring, premendo poi il grilletto. Questa mossa neutralizzò la barriera che circondava l'arena, lasciando tutti di stucco. Ma l'uomo non attese oltre e lanciò le tre bombe, che erano in realtà dei fumogeni. La vista dei presenti era compromessa, questo diede all'uomo la possibilità di fuggire.
Ma la fuga non era facile, la sicurezza venne subito allertata e partirono all'inseguimento del Prodotto. Solo durante la corsa l'uomo pensò che, probabilmente, il suo braccialetto conteneva un segnale per renderlo sempre rintracciabile, di conseguenza fuggire era impossibile e inutile. Anche se la voce gli disse che tale oggetto era indistruttibile, era sicuro che ciò non fosse la verità, o almeno era quello che sperava.
Dopo aver superato l'ennesima curva, si ritrovò davanti tre guardie, che lo spararono a vista per fermarlo. Il proiettile colpì il Prodotto in pieno petto, facendolo accasciare a terra tra il sangue ed il dolore. Mentre l'uomo ispirava ed espirava l'aria velocemente dalla bocca, gli sovvenne un ultimo ricordo.
‹‹Mario.›› fu l'ultima cosa che disse prima di esalare il suo ultimo respiro. Quello era il suo nome prima di diventare un mero schiavo.
La morte dell'uomo non colpì nessuno, le guardie erano anzi felici di averlo ucciso, mentre Luca era solo un po' scocciato nel dover, il giorno seguente, andare a prendere un altro Prodotto. Quella morte non aveva significato nulla per quel mondo composto solo da odio, il circolo eterno del dolore non si sarebbe mai fermato.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: