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lavoro pubblicato sabato 6 agosto 2016
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Assuefatti dal Passato

di FrancescoGiordano. Letto 395 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Una nuova droga mette a repentaglio il futuro della razza umana, droga che ha degli effetti molto particolari...

‹‹Un'altra overdose di Peractorumina?›› La donna che aveva posto questa domanda girava e rigirava attorno al letto del malato, un trentenne. Mentre compiva questa circumnavigazione, teneva lo sguardo fisso sul corpo dell'uomo come a volerlo analizzare.
‹‹Sì... Questa volta però il coma è arrivato nel giro di pochi minuti... Sembra che le nuove partite di droga siano capaci di diminuire il tempo di attesa dello stato comatoso.›› la risposta le venne data da un altro uomo, questo era però vigile e nel pieno possesso delle sue capacità psicofisiche. Diversamente dalla donna, era intento a leggere un documento sul suo tablet.
‹‹Male, molto male... Se è vero, ci ritroveremo nel giro di poco tempo con chissà quante persone pronte ad entrare nel paese delle meraviglie.›› la donna fermò il suo passo e cambiò la direzione del suo sguardo, che adesso era puntato sulla macchina accanto all'uomo. I valori non lasciavano dubbi sul fatto che fosse in coma.
‹‹Hai ragione Valeria, per questo dobbiamo intervenire subito.›› disse l'uomo, che nel frattempo aveva distolto lo sguardo dal dispositivo che teneva tra le mani ‹‹Il quartier generale ci ha appena inviato dei dati, riguardano il luogo dove i trafficanti nascondono le nuove partite di Peractorumina. Meglio andare prima che sia troppo tardi.››.
‹‹Solo noi due? Non credi che sia un po' poco inviare solo due agenti per una missione del genere, Eric?›› la preoccupazione della donna era ragionevole.
‹‹Ah, ma non saremo soli, altri agenti si stanno già radunando al punto di incontro, per questo è meglio muoverci, così potremo dare una mano.›› ma la spiegazione non tardò ad arrivare.
A quel punto, senza aggiungere altro, la donna semplicemente uscì dalla stanza, mentre l'uomo la seguì. I due salirono in macchina e raggiunsero il luogo dove i trafficanti nascondevano la loro merce. Erano già presenti molti dei loro colleghi, ma solo quando arrivarono Valeria ed Eric, che erano gli agenti di grado più alto, la missione ebbe inizio.
Non appena entrarono nell'edificio, ebbe inizio lo scontro a fuoco. Rumori di proiettili, odore di polvere da sparo e non poteva mancare il rosso del sangue che fuoriusciva dai corpi sia dei trafficanti che degli agenti colpiti. I più fortunati vennero solo feriti, ma alcuni non uscirono più da quel luogo.
Valeria ed Eric seguirono un'altra strada, quella che li avrebbe portati dal capo di quella banda di trafficanti. Era lui il vero obiettivo principale, dovevano prenderlo vivo per fargli molte domande. La droga non sarebbe stata un problema, quella era più facile da scovare ed eliminare.
Seguirono altri scontri a fuoco, in uno di questi Eric venne anche ferito ad una spalla, ma si trattava di un taglietto da niente. I due quindi proseguirono fino a raggiungere la stanza del boss, il cui nome in codice era Connor. La porta era però chiusa da un dispositivo elettronico che necessitava di una combinazione di numeri per essere aperta.
‹‹Ci penso io.›› disse Eric che, grazie al suo tablet, fu in grado di trovare la combinazione esatta. Un flebile click fu udibile e la porta si spostò leggermente, era fatta.
I due agenti entrarono con le pistole spianate, ma l'uomo che stavano cercando non era armato e nemmeno preoccupato. Se ne stava seduto tutto tranquillo su una poltrona a fumare un sigaro. Non c'era nulla davanti a lui, né una scrivania né altro, quindi non poteva nascondere armi.
‹‹Benvenuti.›› disse ‹‹Immaginavo che prima o poi mi avreste trovato. Bene, facciamola finita subito, arrestatemi.›› aggiunse, portando le braccia in avanti mostrando i polsi.
La scena prese alla sprovvista gli agenti, che rimasero attoniti. Si ripresero solo qualche istante dopo, quando la donna si avvicinò per ammanettarlo come aveva chiesto. Ma anche senza dire quelle parole l'avrebbero fatto comunque. In ogni caso non potevano di certo restare in silenzio dopo aver assistito a quello spettacolo.
‹‹Se avevi così tanta voglia di farti arrestare perché non sei andato in un commissariato?›› domandò Eric, che teneva sempre sotto tiro il capo.
‹‹Heh, non farmi ridere.›› il boss, nonostante la situazione, sfoggiava un sorriso ‹‹E' semplice, perché volevo godermi i miei soldi.››.
‹‹Allora come mai adesso vai così di fretta?›› questa volta la domanda fu posta da Valeria, che nel frattempo stava incatenando anche i piedi di Connor, una sicurezza in più.
‹‹Perché la mia permanenza in prigione non sarà molto lunga.›› il boss non scherzava, il suo volto non mostrava più il sorriso di sfida di prima.
Anche questa volta gli agenti rimasero di stucco, ma non a lungo, perché Eric aprì subito bocca ‹‹Cosa vuoi dire?››.
‹‹Forse ci potete arrivare anche voi. Conoscete gli effetti della Peractorumina, vero?›› chiese l'uomo.
‹‹Certo, è una droga che ha effetto quasi immediato sul cervello e permette a chi la utilizza di rivivere molto vividamente alcuni momenti del passato.›› rispose Valeria, che aggiunse ‹‹Alcuni dicono che le allucinazioni sono così potenti da sembrare reali.››.
‹‹Bene, conoscete anche l'effetto collaterale o, se vogliamo metterla così, cosa succede in caso di overdose, giusto?›› seconda domanda da parte del capo.
‹‹Certamente, chi fa uso della droga entra in coma. Fino ad ora non sembra esserci modi di far riprendere le persone in stato comatoso.›› questa volta ci pensò Eric a rispondere ‹‹Ma perché ci stai facendo questa interrogazione da scuola media?››.
‹‹Perché vi sfugge ancora qualcosa, l'ultima domanda è questa. Sapete come mai le nuove partite di droga accelerano il processo di overdose?›› a quanto pare, quella sarebbe stato l'ultimo quesito di Connor.
‹‹Beh... A dire il vero...›› Eric tentò di dare una risposta, ma non ci riuscì. Anche Valeria rimase in silenzio, non avendo nessuna idea in merito.
‹‹E' normale che non lo sappiate, perché riguarda un... Secondo effetto della Peractorumina, per così dire. Chi cade in coma assumendo questa droga, in un certo senso rivive per sempre i giorni più spensierati del suo passato.›› spiegò il boss.
‹‹Ci stai prendendo in giro?›› esclamò Valeria, che non riusciva a cedere alle parole dell'uomo.
‹‹No, la droga è fatta appositamente in questo modo. Le persone la provano, si convincono che usandola possono rivivere i momenti felici del loro passato e continuano ad usarla fino al punto di overdose. A quel punto possono vivere per sempre nel loro passato come se fosse la loro vita normale.›› dopo aver dato quest'altra spiegazione, aggiunse ‹‹Mi sono avvalso di diversi psicologi e scienziati durante la creazione della Peractorumina, avevo in mente un prodotto ben preciso.››.
‹‹Ma che diavolo... Come ti è venuto in mente di creare una sostanza simile?›› chiese Eric, che aveva gli occhi spalancati.
‹‹Perché sono un imprenditore, non faccio altro che dare alla gente ciò che vuole. Sempre più persone sono stanche del futuro e vogliono tornare nel passato? Visto che non possiamo creare una macchina del tempo, nulla mi vieta di dare loro la possibilità di rivivere il loro passato. Non c'è altro.›› disse Connor.
‹‹E questo cos'ha a che fare con la storia che uscirai subito di galera?›› tornò a parlare Valeria.
‹‹Sono l'unico che può creare la Peractorumina, non esiste nessun'altro in grado di farlo. Anche se sono arrivate nuove partite, quando finiranno non ce ne saranno più in giro.›› disse l'uomo, aggiungendo ‹‹Inoltre non ci sono altre bande che possono copiare questa droga, ho preventivamente stretto accordi con tutti, in modo tale da esportarla ovunque. Ho chiesto sulle vendite una percentuale minima, in modo tale da restare l'unico a conoscerne la ricetta ed evitare conflitti, dopotutto cerco dei soci, non dei nemici.››.
‹‹Beh, questa è una vittoria per noi, no? Droga scomparsa e capo dei trafficanti in prigione, non capisco come credi di essere in salvo!›› disse Eric, interrompendo il boss.
‹‹Per un certo senso hai ragione ma... Ti sei dimenticato ciò che ho detto prima. Io sono un imprenditore, io do alla gente semplicemente quello che vuole. Lo sai perché c'è in giro tanta Peractorumina? Non è per colpa del nostro gruppo di trafficanti, ma è perché sempre più persone la vogliono. Sono stanche del futuro e preferiscono rintanarsi nel loro passato invece che proseguire.›› spiegò Connor.
‹‹Quindi credi che le persone si ribelleranno al tuo arresto?›› chiese Valeria.
‹‹Sì, più o meno credo che è ciò che succederà.›› il capo sembrava sicuro della sua affermazione.
Eric iniziò a ridere e, dopo essersi fermato, ribadì ‹‹Questa è proprio bella! Credi davvero che faranno dei cortei in tuo onore per liberarti? Il nostro futuro poi non è affatto un brutto posto in cui vivere. La crisi è finita, c'è lavoro per tutti ed il progresso tecnologico continua a fare passi da gigante. Per quale motivo dovrei tornare indietro?››.
Il boss scosse il capo e rispose ‹‹Non capisci, non c'entra niente il fatto di non essere in crisi oppure no. Le persone preferiscono il passato al futuro, punto, non posso saperne il motivo perché non sono un sociologo, psicologo o altro. Conosco solo le loro preferenze, punto, se volete scoprirne i motivi dovete chiedere a qualcun altro.››.
‹‹Va bene, basta così, hai già parlato abbastanza, andiamo via di qui Eric.›› Valeria terminò così la conversazione, portando via il boss della banda dei trafficanti.
Fortunatamente le perdite da parte degli agenti non erano state molte, ne erano morti solo cinque su una cinquantina, quindi la missione si poteva dire conclusa con successo.
Nei giorni che passarono, le partite di droga vennero distrutte e Connor processato e condannato all'ergastolo. Le cose sembravano andare per il meglio, ma poi le cose cambiarono.
Come aveva predetto il boss, le persone avevano effettivamente il desiderio di provare la Peractorumina. Iniziarono così dei cortei per liberare il famigerato capo dei trafficanti, diventando in poco tempo una sorta di innocente ingiustamente incarcerato. Le persone che desideravano la sua libertà provenivano anche da altri paesi, la droga che aveva creato era davvero portentosa.
A quel punto, per evitare l'aumentare degli scontri che avevano avuto luogo in diverse occasioni, il presidente decise di dare la grazia a Connor e liberarlo, ma ciò non poteva bastare per concludere la faccenda. Subito dopo la sua scarcerazione, le persone raccolsero delle firme per rendere la Peractorumina non una droga ma una sorta di medicinale.
Le firme raccolte divennero un referendum che tramutò la droga in un medicinale da poter liberamente acquistare in una qualsiasi farmacia. Il boss aveva ragione, le persone avevano scelto il passato al futuro. Dopo questo cambio di rotta, sempre più persone caddero in coma, trasformando il presente in una landa desolata.
Valeria ed Eric facevano parte di quei pochi che non erano intenzionati ad assumere la Peractorumina, ma ciò non cambiava le cose. Ormai non esisteva più una società, il mondo era vuoto, non c'erano quasi più politici o dottori. Senza nessuno che si sarebbe occupato delle faccende basilari per rifornire di cibo e acqua le persone, la Terra sarebbe presto diventata un deserto.
Il mondo non sarebbe morto per una guerra atomica o uno scontro con una razza aliena, ma per una semplice droga che aveva avverato il sogno di molti, quello di tornare ai giorni più spensierati della loro esistenza.


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