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lavoro pubblicato venerdì 5 agosto 2016
ultima lettura mercoledì 21 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lo scrittore

di davedonn. Letto 440 volte. Dallo scaffale Pensieri

                                          ...

Lo scrittore

"Scrivi?"

"Sì, narrativa."

"Romanzi o racconti?"

" Il sogno sarebbe pubblicare i miei romanzi ma gli editori mi vogliono novelliere."

"Figo, novelliere..."

" Per carita! Mi vengono alla mente i menestrelli, non è roba per me."

" Dai, che sei romantico, poi c'è quello che ha conosciuto le fate..."

" Tommaso il Rimatore? Beh! Sì, quello è figo e quando scrivo i miei capelli si tingono di verde.

Insomma voglio dire che non posso essere tutti e due: chi scrive i romanzi frequenta le metropoli, spreca un sacco di pensieri, distribuisce personaggi come giocatori in album di figurine; chi racconta invece nuota nella vasca da bagno, non esce dalle piccole contrade, è un miniaturista, ricordagli che ha dimenticato una virgola, mediterà di togliersi la vita, tutto il paese ne parlerà e Tommaso il Rimatore sarà molto triste.

Con i racconti ho ravanato qualche successo: premi letterari, pubblicazioni, ma i romanzi...

Il primo era una roba velleitaria, tanti anni sono trascorsi, mi piacevano i viaggi nel tempo, la fantascienza inglese degli anni 50, non sapevo usare ancora il discorso diretto e il soggetto pretenzioso cozzava con una sintassi da studente di istituti tecnici.

Comunque agli editori non va a genio l'università letteraria, meglio soltanto due anni di liceo che tanto studio che porta ad esporre, spiegare ed invece si dovrebbe far capire tutto con i soli dialoghi, tipo Il Giovane Holden insomma e se il lettore non capisce, meglio così, andrà per conto suo e nascerà un altro libro.

Il secondo romanzo è stata un'opera militare autobiografica dove ho infilato la mia passione per le divise e le armi. Storia troppo cadenzata, un valzer algido che i troppi lettori renitenti alla leva non avrebbero apprezzato.

Gli altri due romanzi... mistero... non sono malvagi, stessa sorte: dormono nel cassetto.

Forse sono divenuto pretenzioso, avvertendo odore di mandorle, traccia d'inganno, tra le moine subdole degli editori.

In uno dei due manoscritti si parla di un trafficante svizzero in assenzio che fonda un ordine iniziatico, nell'altro una rosa finta in seguito ad un rito si trasforma in una bianca Tea che è la rosa d'acqua, si, quella di Junger, mah! forse ho la rogna di Eco: argomenti intriganti, scarso ritmo narrativo. Si può dire ritmo in letteratura? Vi confesso: in una recensione ufficiale un critico di una casa editrice per definire brani della mia opera ha usato il "bucolico" "pezzi" e con questo pensiero serale chiudo la trasmissione, contatto con i letternauti di Ewriters.



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