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lavoro pubblicato venerdì 5 agosto 2016
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Trasformazione

di FrancescoGiordano. Letto 309 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Gli animali sono diventati i nuovi padroni del pianeta, ma le apparenze ingannano, nel frattempo i pochi umani rimasti dovranno pagare per tutto il dolore che hanno inferto a queste creature.

Ancora una volta mi ritrovai a dover percorrere un lungo corridoio, alla fine del quale mi aspettava un toro. Non ero un torero, o meglio, lo ero, ma non più, ero quasi totalmente nudo, solo il mio membro era coperto e le mie mani erano strette da catene. Solo i piedi erano liberi di muoversi.
Come ogni giorno il mio compito era solo uno, entrare nella corrida e cercare di non farmi colpire dall'animale. Se fossi stato in grado di sopravvivere, sarei potuto tornare sano e salvo all'interno della struttura, per aspettare il giorno successivo. Tutto ciò era più facile a dirsi che a farsi, il cibo e l'acqua scarseggiavano e non ero in forze.
Quel giorno però la fortuna volle sorridermi, perché una porta, che era di solito sempre chiusa, era adesso aperta e a pochi passi da me. Sicuramente questo era il risultato del sistema automatico che gestiva il tutto. Non essendoci umani ad operare, fui in grado di scappare via da quella assurda prigione.
La mancanza di persone non era un problema, perché pochi minuti dopo l'inizio della fuga, una sirena diede l'allarme. Ad inseguirmi ci avrebbero pensato degli animali, quattro cani, per la precisione. Non appena apparirono, iniziarono ad abbaiare ed a correre verso di me.
Anche se non ero in forze, l'adrenalina e la consapevolezza che quella sarebbe stata la mia unica possibilità di scappare mi diedero la forza per andare avanti. Cercai di intralciare il percorso dei miei inseguitori come potevo, facendo cadere dietro di me vari oggetti o prendendo percorsi più ostici.
In questo modo guadagnai terreno, mentre correvo potevo vedere altre persone imprigionate. Alcune erano ormai allo stremo, altre ancora sembravano non essere più vive. Solo pochi notarono la mia fuga e quei pochi allungavano la mano verso di me in cerca di aiuto.
Aiuto che non potevo dare per due motivi, per i cani che avevo alle calcagna e per il fatto di non conoscere la struttura del sistema automatico. Per ora non potevo fare altro che uscire di lì, sarei tornato più avanti per liberare i pochi superstiti. Una volta uscito da quel posto continuai a correre, perché i cani non avevano intenzione di lasciarmi andare.
Come se non fosse abbastanza, l'abbaiare e l'ululare dei cani attirò l'attenzione di altri animali. Gatti, altri cani, uccelli, sembrava quasi che la natura ce l'avesse con me per essere scappato da quel posto. La situazione stava peggiorando velocemente e non trovavo nessun nascondiglio ideale.
Tutti i palazzi erano stati rasi al suolo, ma in lontananza c'era ancora una struttura in piedi. Non potendo fare altro, mi recai lì, sperando di riuscire ad entrare ed a recuperare un po' di fiato. Nonostante la mandria di animali dietro di me, riuscì nel mio intento e, una volta essere entrato per la porta principale, la sbarrai con un bastone di ferro che trovai in giro.
I miei inseguitori non erano abbastanza forti per sfondare una porta del genere, in questo modo guadagnai un meritato riposo, sedendomi a terra. Solo dopo aver appoggiato le natiche sul terreno, mi resi conto del rumore che era onnipresente nella struttura. Erano urla umane, alcune più intense di altre, una melodica che mi fece rizzare i capelli.
Quei suoni erano dei campanelli d'allarme che mi fecero capire dove mi trovassi, ma avevo bisogno di altre prove per esserne sicuro. Decisi quindi di avanzare ed esplorare il luogo, c'era solo una porta a separarmi dalla verità, che aprì senza troppi problemi, non era chiusa a chiave.
Quello che vidi fu la conferma di ciò che pensavo, si trattava di un allevamento di umani. Ne avevo solo sentito parlare durante il Periodo della Trasformazione, ma non ne avevo mai visto uno. Le descrizioni erano così cruente e assurde che avevo sempre pensato si trattasse solo di una storiella per spaventare coloro che non volevano accettare il Mutamento.
Mi sbagliavo, a volte la realtà superava di gran lunga qualsiasi fantasia, come in questo caso. La prima cosa che colpì i miei sensi fu l'odore, sangue, feci, sperma, era tutto unito creando un tanfo che non avevo mai sentito prima. Anche gli occhi stavano osservando qualcosa di malsano.
Gli allevamenti umani erano come una catena che aveva un inizio ed una fine. Ad alcune donne veniva artificialmente impiantato dello sperma per avere dei bambini, parto che avveniva senza controlli o strumenti medici, portando spesso alla morte della genitrice. Altre donne venivano messe incinta solo per ottenere del latte, in questo caso il parto non aveva luogo, le macchine, tramite una puntura, portavano alla morte del nascituro.
Il o i figli venivano poi nutriti e cresciuti in alcune gabbie fino a raggiungere una determinata età. Le bambine erano quelle più fortunate, perché verso i 18 anni venivano usate per dare alla luce altri bambini. Ma non tutte le ragazze avevano la stessa fortuna, come alcuni ragazzi che venivano prima usati per estrarre dello sperma, e poi passavano alla fase successiva.
Il passaggio successivo era la macellazione, l'ultima parte di questa catena era quindi la produzione di carne umana. Questa veniva poi usata come nutrimento per gli animali che, ormai, erano gli unici abitanti di quel mondo. Come nel mio caso, anche in questo luogo le macchine automatizzate organizzavano tutto.
Tremai per tutto il tempo che rimasi ad osservare quell'orrore, ero a conoscenza anche della famigerata carne umana, ma non potevo credere a qualcosa del genere. Ormai però non potevo più negare la realtà, realtà a cui tornai dopo aver sentito diversi cani abbaiare.
A quanto pare i miei inseguitori avevano trovato un modo per entrare nell'allevamento. Non avevo più tempo per stare lì imbambolato, dovevo fuggire, ma sarei tornato per liberare le altre persone da quell'assurda macchina della morte. Uscì in poco tempo usando la porta dalla quale ero entrato ed iniziai nuovamente a correre.
Questa volta però la situazione non sembrò essermi favorevole. Durante la fuga mi imbattei in un campo utilizzato per la corsa degli umani. Questi li avevo già visti, quindi sapevo della loro esistenza, in pratica alcuni animali salivano sulla schiena degli umani che dovevano correre a gattoni. In pratica era una corsa di cavalli solo che, al posto di questi animali, utilizzavano delle persone.
Non appena passai lì vicino, tutti gli animali presenti diedero man forte a quelli che mi stavano già inseguendo. La situazione era diventata paradossale, mi sembrava di trovarmi in uno di questi fumetti comici dove un tizio veniva inseguito da una mandria di persone, anche gente a caso. Peccato che avessi poco da ridere, senza un piano non avrei potuto fare nulla, se non continuare a correre all'infinito, cosa impossibile.
C'era solo un'unica cosa positiva in tutto questo, gli animali che erano in sella agli umani restarono al loro posto e continuarono a gareggiare. A quanto pare non volevano rischiare che fuggissero, cosa comprensibile. Un peccato, perché se si fossero uniti al gruppo di inseguitori, almeno questa mia corsa avrebbe permesso ad altri umani di scappare.
Il riposo nell'allevamento di umani non era bastato, perché iniziavo a sentire le gambe pesanti ed i piedi mi facevano male. Quest'ultima complicazione era anche dovuta al fatto che non indossavo scarpe, quindi camminare sui marciapiedi o per le strade non era proprio un piacere. Per questo motivo cercavo di passare su campi di terra per non soffrire troppo.
Proprio dopo aver imboccato un nuovo percorso di campagna, vidi in lontananza un'altra struttura. Questa era più grande delle altre ed era di forma sferica, quel luogo riportò nella mia mente diversi ricordi, perché sapevo molto bene di cosa si trattasse. Decisi subito di recarmi al suo interno, sicuramente sarei stato più tranquillo rispetto all'allevamento di umani.
Anche questa volta, nonostante la stanchezza ed il dolore, riuscì nel mio intento. Chiusi subito la porta alle mie spalle, questa volta dovevo semplicemente pigiare un tasto per riuscire in questa impresa. C'era solo un'entrata, cosa che andava a mio favore, in questo modo i miei inseguitori non potevano fare molto per entrare, forse finalmente potevo dire di essere salvo.
Questa volta per scoprire se avevo ragione sul luogo in cui mi trovavo non dovetti aprire nessuna porta. La prova che cercavo era proprio davanti ai miei occhi, precisamente al centro della stanza. Era un'oggetto rettangolare, alto circa tre metri, con diversi schermi e tasti. Non mi sbagliavo, quello era un Trasformatore e la struttura in cui mi trovavo era una camera di mutazione.
Quel marchingegno venne creato durante il Periodo della Trasformazione, il suo scopo era semplice, trasformare gli umani in animali. In quegli anni l'amore per gli animali aveva raggiunto picchi mai visti, tanto da venir create delle famiglie composte interamente da un umano e degli animali, con i cuccioli che facevano da figli. La legge quindi si ampliò, rendendo legale il matrimonio con altre specie.
Lo sfruttamento e qualsiasi tipo di maltrattamento verso gli animali divennero reati con una sola pena, l'ergastolo e, in alcuni stati, la pena di morte. Vennero quindi chiusi tutti gli allevamenti, negozi di animali ed affini, tali animali tornarono in libertà o vennero assegnati a chi lo desiderava.
Tutto ciò portò ad un'alienazione verso altri umani, solo pochi continuavano a comportarsi come il passato, ma venivano visti come dei derelitti e soggetti da evitare. Ma tutti questi cambiamenti non bastarono, gli amanti degli animali desideravano qualcosa di più per entrare in connessione con gli esseri che tanto amavano.
Venne così creato il Trasformatore, tutti vennero obbligati ad utilizzarlo. Grazie al suddetto, chiunque poteva mutare la sua forma in un animale a lui congeniale e vivere come tale. Molti furono coloro che accettarono questa novità, ma alcuni, inevitabilmente, non ne erano affascinati.
Inizialmente non si fece nulla per questi individui, ma nel giro di un anno le cose cambiarono radicalmente. L'estremismo era ormai arrivato al suo apice e, coloro che non volevano trasformarsi, vennero imprigionati negli allevamenti di umani. Vennero poi create altre strutture, come i campi di corsa umani e le corride.
Lo scopo di queste strutture era solo uno, far soffrire per l'eternità gli umani che avevano maltrattato gli animali sin dalla loro nascita. Per il terrore, molti contrari alla trasformazione cambiarono idea per evitare il peggio, ma io non potevo farcela, non volevo abbandonare il mio lato umano.
Ma per gli estremisti gli esseri umani erano solo capaci di malvagità, quindi venni rinchiuso in una corrida, visto il mio passato da torero. Non ricordo più da quanto tempo sono rimasto rinchiuso lì dentro, ma finalmente le cose sembravano cambiate. Avevo trovato un posto sicuro.
Almeno era quello che pensavo, perché un rumore mi fece sobbalzare. Qualcuno stava sfondando la porta, ma come potevano, se gli inseguitori erano solo cani e gatti o altri animali gracili? La risposta divenne chiara in poco tempo, erano arrivati degli elefanti. Ormai era normale trovare questi animali anche in zona, tutto per colpa del Trasformatore.
Anche questa volta provai a correre, ma non ebbi fortuna, gli animali mi accerchiarono in poco tempo. Quello che successe dopo era prevedibile, uno alla volta si avvinghiarono verso di me, mordendomi o graffiandomi, fino alla morte. Mentre ero in balia di quegli animali prima umani, mi vennero in mente tutte quelle persone vere che non potevo più salvare.


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