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lavoro pubblicato giovedì 4 agosto 2016
ultima lettura lunedì 30 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ambrosia

di FrancescoGiordano. Letto 389 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Dopo aver ottenuto capacità mentali e fisiche simili a quelle di un Dio, la razza umana darà vita ad una guerra per decidere chi sarà la sola ed unica divinità da seguire. Ma questo conflitto nasconde qualcosa di più complesso...

‹‹Dovrebbe essere qui, da qualche parte...›› dei soldati erano intenti ad esplorare un pianeta alla ricerca di qualcosa, o meglio, di qualcuno. Si trattava però di un mondo ostile, pieno di creature pericolose, scarsa visibilità dovuta dalla nebbia e fanghiglia ovunque.


Il panorama non era quindi dei migliori, era un pianeta paludoso, a causa del terreno ogni passo costava un certo sforzo fisico al gruppo.


‹‹Non poteva scegliere un pianeta migliore dove vivere? E' un Terrestre, se lo poteva permettere!›› si lamentò uno dei soldati.


‹‹Vero, ma la risposta la conosci già, ha scelto o creato questo pianeta per non essere trovato. Dopotutto chi cercherebbe una persona come lui in un posto del genere?›› rispose un soldato donna.


I soldati continuarono la loro avanzata, solo dopo qualche altro minuto notarono una sorta di capanna fatta interamente di legno. Al suo interno erano visibili delle luci, ciò poteva indicare solo una cosa, che era abitata, molto probabilmente dalla persona che cercavano.


‹‹Finalmente! Deve essere lui!›› esclamò uno dei soldati, a quel punto tutti aumentarono il passo per raggiungere velocemente la struttura.


Una volta raggiunta però, notarono che all'interno non c'era nessuno, cosa che lasciò di stucco tutti. Stupore che durò poco, perché la situazione peggiorò nel giro di qualche secondo, quando uno dei soldati venne preso in ostaggio.


‹‹Era da tempo che non ricevevo dei visitatori, potete gentilmente dirmi chi siete?›› un uomo teneva stretto a sé un soldato, puntando sul suo collo una daga termica.

Quest'arma era in grado di modificare la temperatura della sua lama, in modo tale da diventare molto calda e penetrare qualsiasi armatura, oppure molto fredda, permettendo di scagliare dei proiettili.


Istintivamente tutti puntarono i fucili elettrici contro l'uomo, ma, dopo aver visto il suo volto, abbassarono immediatamente le armi.


‹‹Si calmi, comandante, siamo qui per conto dei Terrestri Neutrali, facciamo parte del loro esercito e siamo qui per lei, dobbiamo parlarle.›› disse colui che era il capo del gruppo.


‹‹Esercito, eh? E da quando i Neutrali hanno un esercito?›› chiese sospettoso l'uomo, senza lasciare andare il malcapitato soldato, aggiungendo poi ‹‹Comandante? Mi dispiace, ma non combatto più ormai.››.


‹‹Da qualche anno dopo la sua scomparsa, signore, ed è proprio per questo che siamo qui.

Anche se non combatte più, vogliamo chiederle aiuto.›› spiegò il capo.


‹‹Aiuto? E per cosa? Fammi indovinare, avete bisogno delle mie abilità come pilota di Ciclopi, vero?›› rispose l'uomo.


‹‹Ha ragione, il nostro scopo è quello di attaccare i Terrestri Conquistatori, dalle informazioni in nostro possesso a breve daranno vita alla Guerra Finale che deciderà chi diventerà Dio.›› dopo una breve pausa, il soldato aggiunse ‹‹Anche se è passato molto tempo, sono sicuro che ricorderà il pericolo che corriamo.››.


L'uomo era ben consapevole di ciò che quelle parole comportavano ‹‹Certo che lo so, anche se sono passati anni, ero sulla Terra quando l'Evoluzione Finale ha avuto luogo. Gli uomini hanno ottenuto conoscenze divine ed alcuni hanno dato di matto cercando di diventare l'unico Dio a cui dare ascolto, scatenando una guerra.›› una volta concluso, l'uomo liberò il suo ostaggio ‹‹Ed io ho fatto il possibile per salvare coloro che, come me, erano contrari al conflitto. Quindi ditemi, qual è il piano?››.


‹‹L'esercito ha intenzione di entrare in gioco appena dopo la fine della Guerra Finale. Una volta che resterà soltanto una fazione, attaccheremo in modo tale da porre fine a questa pazzia.›› il capo dei soldati spiegò il piano.


‹‹Mi sembra un'ottima idea, così buona che a questo punto mi domando a cosa vi serva il mio aiuto. Sicuramente dopo una battaglia del genere l'esercito rimasto non avrà quasi più niente che possa rappresentare una minaccia, giusto?›› si chiese l'uomo.


‹‹Signore, purtroppo le cose sono un po' cambiate da quando il conflitto è iniziato...›› rispose il soldato.


‹‹In che senso?›› l'uomo aggrottò le sopracciglia.


‹‹I Terrestri Conquistatori hanno creato delle regole per... Diciamo per rendere meno cruenta questa guerra. Tutte le lotte hanno luogo nello stesso posto ed i Terrestri che vogliono scontrarsi devono comunicare le loro intenzioni, in modo tale da organizzare lo scontro.›› spiegò il capo, aggiungendo ‹‹I Terrestri quindi fanno scontrare i loro eserciti ed il vincitore conquista il pianeta e le forze restanti del nemico, il Conquistatore che perde non viene ucciso, ma giura fedeltà a colui che vince.››.


L'uomo ascoltò tutto con interesse ‹‹Si sono proprio evoluti da quando hanno scatenato quel putiferio sulla terra. Probabilmente hanno creato tutte queste regole solo perché già si sentono tutti degli Dei e non vogliono tornare barbari... Comunque questo ancora non spiega a cosa vi servo, avete paura di infrangere le regole, per caso?››.


‹‹Per nulla, comandante ma... Sono rimasti solo tre Terrestri Conquistatori, o meglio, tre nazioni. Tutte dispongono di un ingente numero di soldati, avendo conquistato altri pianeti prima di arrivare a questo punto. Ma non è tutto, uno dei Terrestri rimasti è Gerald, che adesso si fa chiamare Xewo.›› disse il soldato.


L'uomo sentendo quel nome spalancò gli occhi ‹‹Quel bastardo... Ora capisco come mai i Neutrali sono preoccupati allora... Va bene, sono dei vostri, andiamo.››.


‹‹Bene, ci segua allora, sono felice che abbia accettato, con lei vinceremo, ne sono sicuro!›› esclamò allegramente il capo, anche gli altri soldati accennarono un sorriso.


‹‹Lo spero...›› sussurrò l'uomo, senza farsi sentire dagli altri.


Una volta raggiunto il punto dove i soldati erano atterrati con i loro Ciclopi, il capo della squadra disse ‹‹Comandante, abbiamo portato un Ciclope anche per lei. Non è il suo Kosmos perché non dispone della guida automatica, inoltre avrebbe attirato l'attenzione.››.


‹‹Non ti preoccupare, quelli standard vanno bene, posso già vedere che avete fatto parecchi passi in avanti rispetto al passato.›› l'uomo iniziò a circumnavigare il Ciclope e ad osservarlo dall'alto in basso.


I Ciclopi erano dei robot alti quattro metri dotati di diverse armi ed abilità, erano ormai diventati il mezzo principale con cui le battaglie venivano combattute.


‹‹Ha ragione signore, ma in parte è anche grazie alle sue abilità, la nuova serie standard è simile al suo Kosmos, ma non sono ancora allo stesso livello.›› spiegò il capo.


‹‹Capisco, comunque è un bene sapere che abbiamo fatto passi in avanti con i Ciclopi. Sapete come sono quelli dei Conquistatori?›› domandò l'uomo.


‹‹Il livello è lo stesso, comandante, l'unica differenza è nello stile e nel colore, ma per il resto possiamo danneggiarli e distruggerli senza penare troppo.›› rispose il soldato.


‹‹Ottimo, allora possiamo andare, un'ultima cosa però.›› disse l'uomo.


‹‹E sarebbe, signore?›› domandò il capo.


‹‹Non chiamarmi signore o comandante, chiamami con il mio nome, Vironas.››.


Dopo la chiacchierata, la squadra spiccò il volo ed abbandonò il pianeta. Tornarono su Marte, pianeta dove vivevano i Terrestri Neutrali, scelta fatta per la vicinanza con la Terra, che dopo l'Evoluzione Finale venne abbandonata. Solo il vincitore della Guerra Finale avrebbe rimesso piede su quel sacro pianeta per diventare un Dio e comandare l'intero universo.


Una volta arrivati sul pianeta, Vironas venne accolto come un eroe, lo era per molti Neutrali, perché fu proprio grazie al suo aiuto se i Terrestri contrari alla guerra riuscirono a fuggire dalla Terra. Non tutti riuscirono ad abbandonare il pianeta, ma grazie alle sue abilità in molti fuggirono a morte certa. Ma i festeggiamenti dovevano essere rimandati, perché il tempo stringeva.


‹‹Il piano è semplice, resteremo in disparte ed in modalità stealth fino alla vittoria di uno dei tre contendenti. Poi entreremo subito in azione dando il massimo da subito, in modo tale da sfruttare l'elemento sorpresa a nostro vantaggio.›› a spiegare il piano a Vironas, in una piccola stanza, fu il capitano dell'intero esercito.


‹‹Da quello che ho capito il numero delle forze nemiche sarà maggiore delle nostre anche dopo la fine della battaglia. Posso sapere come mai?›› l'uomo era curioso di capire la situazione.


‹‹Ah, il tutto dipende dai cloni. Vede, dopo l'abbandono della Terra i Terrestri Conquistatori si sono isolati, al massimo solo alcune famiglie o coppie sono rimaste unite. In ogni caso non avendo altri umani, per creare un esercito hanno dato vita a dei cloni.›› rispose il capitano.


‹‹E non potete farlo anche voi?›› domanda ovvia, vista la disparità di forze.


Infatti l'interlocutore se l'aspettava, ma la risposta arrivò velocemente ‹‹Diciamo che è una questione di qualità. I Conquistatori creano dei cloni poco intelligenti e con delle caratteristiche precise e puntate solo ad una cosa, a diventare ottimi piloti. I nostri cloni invece sono umani in tutto e per tutto, ma questo porta ad un processo più lungo, avendo meno unità a disposizione.›› spiegò.


‹‹Adesso capisco... E per quanto riguarda Kosmos invece? Ho sentito che è da qualche parte.›› chiese Vironas.


‹‹Vieni con me, te lo mostro.›› rispose il capitano.


Dopo qualche minuto di cammino, i due entrarono nell'hangar delle forze Neutrali. Erano presenti migliaia di Ciclopi standard, alcuni erano però personalizzati, ma non tutti i piloti erano in grado di effettuare modifiche.


‹‹Sa, guardando questo luogo mi è venuta un'altra domanda, come mai i Conquistatori non sanno che avete un esercito?›› chiese l'uomo.


‹‹E' semplice, dopo l'abbandono della Terra abbiamo inviato un messaggio a tutti i Conquistatori avvisandoli che saremo rimasti neutrali e che non avremmo interferito nel conflitto. In questo modo non ci hanno mai infastidito, probabilmente erano troppo presi dagli scontri per darci retta, nel frattempo abbiamo creato la nostra armata in segreto, sottoterra.›› disse il capitano.


‹‹Siete stati davvero fortunati allora.›› rispose Vironas.


‹‹Non mi chiede come mai i Neutrali abbiano creato un esercito?›› l'interlocutore osservò il volto dell'uomo.


‹‹Non glielo chiedo perché posso già immaginare il motivo. Sicuramente il vincitore della Guerra Finale non tornerà semplicemente sulla terra per godersi il suo nuovo status di Dio, perché sa bene che ci siete ancora voi, quindi prima o poi attaccherà i Neutrali per essere davvero l'unico essere supremo nell'intero universo.›› disse l'uomo.


Il capitano non aggiunse nulla, il motivo era proprio quello. Durante la chiacchierata, i due arrivarono davanti ad un cancello alto diversi metri, che si aprì una volta che il capitano digitò una password su un pannello.


Dietro quella porta c'era Kosmos, il Ciclope personale di Vironas. Quest'ultimo osservo il robot per alcuni minuti, prima di muoversi. L'avevano tenuto in perfetta forma e notò anche l'aggiunta di qualche nuovo pezzo che garantiva prestazioni aggiuntive.


‹‹Se vuoi puoi modificarlo prima della battaglia, se hai bisogno di qualcosa puoi chiedere agli ingegneri, loro ti daranno tutto quello che vuoi.›› disse il capitano.


‹‹Bene, allora mi sa che resto un po' qui, è da tempo che non gioco con il mio Kosmos.›› disse Vironas, ridacchiando.


I due si separarono e l'uomo mise le mani sul suo Ciclope dopo una marea di anni. Nonostante il tempo trascorso, era ancora abile con le modifiche e, grazie ai nuovi pezzi ed armi che durante la sua assenza erano state create, riuscì a migliorare esponenzialmente il suo Kosmos.


Ma il giorno della battaglia era vicino, dopo tre giorni l'esercito spiccò il volo verso la Zona di Guerra, unico punto dove i Conquistatori potevano combattere.


L'esercito neutrale non dovette nemmeno avvicinarsi alla zona per udire i suoni della battaglia, udibili già da lunga distanza. Tra tutti, il rumore più presente era quello delle esplosioni, milioni se non miliardi di Cloni avrebbero perso la vita durante quella lotta, mentre i loro sovrani se ne stavano in disparte ad osservare, senza sporcarsi le mani.


Anche i tre Terrestri Conquistatori rimasti guidavano un Ciclope, non lo avevano mai utilizzato per combattere, ma solo per raggiungere il campo di battaglia. Molte voci suggerivano addirittura che i robot dei Conquistatori non avessero nemmeno delle armi, ma si trattava di semplici supposizioni senza dati reali.


‹‹Siamo arrivati, attivate tutti la modalità stealth!›› ordinò il capitano una volta che l'esercito raggiunse il luogo prestabilito. Si trovavano ad una distanza ottimale per l'agguato, non troppo lontani dalla Zona di Guerra, ma nemmeno troppo vicini per farsi scoprire dai nemici.


I soldati eseguirono l'ordine e rimasero in attesa. Con la modalità stealth i Ciclopi entravano in una sorta di modalità stand-by, tutti i sistemi venivano disattivati per renderli invisibili ai radar. In pratica era come spegnere un'automobile.


Le ore passavano, ma il combattimento imperversava ancora, nonostante ciò, nessuno dei soldati disse nulla. Sapevano che l'attesa sarebbe stata lunga, ma non potevano lasciarsi prendere dall'impazienza e gettarsi nella mischia.


Solo dopo altre ore il rumore ebbe fine, a quanto pare era stato reclamato un vincitore. Per esserne sicuri, i soldati dell'esercito neutrale utilizzarono un micro drone per spiare la Zona di Guerra. Era l'unico modo per ottenere informazioni senza attivare i Ciclopi, quello che videro confermò ciò che avevano pensato, la lotta era finita.


Non attesero il ritorno del drone e velocemente riattivarono i robot per entrare nel campo di battaglia.


Non appena Vironas osservò la Zona di Guerra, nonostante fosse la prima volta per lui, sentiva una strana sensazione, in qualche modo aveva l'impressione di essere già stato in quel posto.
I nemici notarono subito che qualcuno si stava avvicinando, ma nonostante ciò, l'esercito neutrale riuscì ad eliminare una buona parte degli avversari, che erano stati presi alla sprovvista.


Quando i Conquistatori risposero al fuoco però, la situazione divenne più complicata, i soldati adesso dovevano impegnarsi, se volevano vincere. Il secondo tempo era iniziato senza intervalli per le forze nemiche, ma questo non era un problema, perché riuscivano a destreggiarsi abilmente.


‹‹Vi stavo aspettando... Soprattutto te...›› una comunicazione inviata a tutti i Ciclopi neutrali ruppe il silenzio. A parlare era Xewo, il vincitore della Guerra Finale.


Non appena Vironas udì la sua voce, spalancò gli occhi ed iniziò a cercarlo, senza rendere conto degli altri nemici, che non rappresentavano comunque una minaccia per lui. Una volta individuato il suo obiettivo, si scagliò velocemente verso di lui.


‹‹Questa volta ti farò fuori, brutto bastardo!›› non appena Kosmos aumentò la sua velocità, qualcosa accadde. Il Ciclope cambiò aspetto, non era più di colore blu, ma era diventato rosso, ed apparvero anche dei pezzi che non erano presenti in precedenza.


Questa era l'abilità unica di Vironas, capacità che lo rese famoso durante la fuga dalla Terra. In sintesi, l'uomo era in grado di collegare la sua forza di volontà al Ciclope, donando a Kosmos delle abilità uniche. Quando tale modalità era attiva, le movenze del robot erano meno meccaniche e più umane, permettendo al pilota di dare vita a manovre impossibili con i normali Ciclopi.


Ma questa trasformazione aveva effetti anche sull'uomo, il cui corpo fisico scompariva completamente dalla console di comando e si univa a Kosmos, vedendo attraverso i suoi occhi. Uomo e macchina diventavano una cosa sola, uno parte indissolubile dell'altro.


Vironas cercò invano di sferrare un pugno verso Xewo, ma il suo Ciclope venne difeso da un gruppo di robot nemici che fecero da scudo. Nonostante ce ne fossero cinque, il pugno di Kosmos era talmente potente da trafiggerli e distruggerli in un colpo solo. Nonostante quella dimostrazione di potenza, il nemico non sembrava minimamente impaurito.


‹‹Sapevo che sareste venuti, non pensate di avermi preso alla sprovvista... L'unico elemento di novità è il nostro caro Vironas, non ero sicuro che avrebbe accettato. E' un piacere vederti, amico mio.›› disse l'uomo, sorridendo.


Sorriso che Vironas poté osservare sullo schermo della sua console di comando, come tutti gli altri. Anche se non aveva più un corpo fisico, essendo diventato un Ciclope, poteva avere accesso a tutte le funzioni della sua macchina.


‹‹Amico un corno, mi hai tradito, anzi, ci hai traditi tutti, hai dato inizio a questa guerra insensata. Ma non ti preoccupare, caro amico mio.›› l'uomo pronunciò queste ultime tre parole con un tono di voce più alto, per sottolineare l'ironia ‹‹Questa volta non mi sfuggirai.›› aggiunse.


‹‹Lo vedremo...›› fu l'unica risposta di Xewo, che si allontanò dal campo di battaglia.


Vironas partì subito all'inseguimento, ma venne accerchiato da un ingente numero di soldati nemici.


‹‹Non ho tempo da perdere con voi!›› esclamò l'uomo, distruggendo uno ad uno i nemici.
Quando Vironas era in quello stato, poteva sentire i colpi dei nemici come se stessero colpendo il suo corpo fisico. Ma era solo un'illusione, non provava nemmeno dolore, ma una sorta di fastidio. Questo era il prezzo da pagare per riuscire ad utilizzare armi come la Barriera Esplosiva, che distruggeva qualsiasi cosa si trovasse al suo interno, eccezion fatta per Kosmos, ovviamente.


Era anche in grado di lanciare un raggio laser dall'occhio del Ciclope, colpendo una vasta area e distruggendo così più nemici. Infine, disponeva anche di un Cannone Fotonico che fuoriusciva dalla bocca del robot. In realtà queste armi non erano integrate in Kosmos, semplicemente i colpi che venivano scagliati non erano frutto della tecnologia, ma era la forza di volontà di Vironas che assumeva una forma fisica.


Più la sua volontà cresceva e veniva messa alla prova, più potenti erano i suoi colpi e tanto più diventava pericoloso Kosmos, che aumentava esponenzialmente le sue capacità.


I nemici non potevano far nulla contro di lui, decisero quindi di allontanarsi e di prendere di mira gli altri soldati neutrali. Ma ciò non li salvò comunque, anche se non poteva più usare determinati attacchi per evitare di colpire anche i suoi alleati, aveva sempre a disposizione le armi standard di Kosmos. Anche queste venivano potenziate dall'abilità di Vironas, ovviamente.


Ma oltre le armi convenzionali, l'uomo era più consono ad usare dei normali calci o pugni, azioni impossibili da eseguire con un normale Ciclope. Una volta dati un certo numero di colpi poi, lanciava il robot avversario verso altri nemici, in modo tale da dare il colpo di grazie e distruggere più avversari contemporaneamente.


La battaglia continuò senza che Xewo si facesse vivo, Vironas aveva ormai capito che se voleva affrontarlo, doveva prima sconfiggere i suoi soldati. La lotta andò avanti e anche i soldati neutrali si diedero da fare, riuscendo a prevalere sui nemici. Ormai era chiaro che l'ultimo Conquistatore rimasto avrebbe perso, nonostante questa realtà, c'era qualcosa di strano.


Nessuno dei soldati nemici sembrava intenzionato a fuggire, anche notando la loro inferiorità numerica, continuavano a combattere senza sosta. Anche Xewo era ancora nei paraggi, il radar indicava la sua posizione. Se non era ancora fuggito forse aveva un asso nella manica?


Nessuno poteva saperlo con certezza, l'unica cosa assodata era la vittoria dei Neutrali, che avevano ormai distrutto l'intera armata di Xewo. Vironas e Kosmos si separarono, ritornando entrambi nella loro forma originale, ma l'uomo restò comunque in allerta, perché non ci vedeva chiaro.


Mentre i soldati erano in attesa, uno squarcio apparve nel centro esatto della Zona di Guerra. Tutti rimasero a bocca aperta, nessuno aveva idea di cosa stesse succedendo, eccezion fatta per Xewo che, dopo una lunga assenza, si fiondò verso il varco.


‹‹Fermatelo!›› esclamò il capitano, iniziando a sparare, seguito da tutti i soldati.


Il nemico riuscì ad evitare gran parte dei colpi, solo quando si trovò a pochi metri dallo squarcio il suo Ciclope venne colpito, restando immobile. Ma ciò non lo fermò, perché uscì dal robot e proseguì con la sua tuta che, come quelle dei soldati neutrali, avevano una sorta di Jet Pack per poter volare nello spazio.


Il varco si stava però per chiudere, notando ciò, Vironas si unì con Kosmos per inseguirlo velocemente, riuscendo per un pelo ad entrare. I soldati restarono a bocca aperta, non sapendo più cosa fare.


L'uomo nel frattempo si ritrovò in un luogo fatto di piena oscurità. Non sentiva e non vedeva nulla, anche i suoi pensieri gli sembravano incomprensibili, i suoi sensi erano alterati e non funzionavano più normalmente. Non sapeva se il suo corpo si era separato da quello di Kosmos oppure no, non era più in grado di comprendere nulla.


Solo dopo quello che gli era sembrato un istante, tutto tornò nella norma, poteva finalmente guardare le sue mani e notò di trovarsi all'interno del suo Ciclope. Fu il resto a prenderlo alla sprovvista, non si trovava più nell'universo, ma in un luogo del tutto sconosciuto e molto grottesco.


Non c'erano stelle né pianeti, solo un'infinita tonalità di colori, insieme ad altri corpi che erano molto diversi dai pianeti o da qualsiasi cosa che avesse mai visto durante la sua vita. In quell'ambiente stravagante, una voce finalmente si levò.


‹‹Vedo che mi hai seguito... Non fa niente, ormai il mio piano è completo.›› tale frase rimbombò nella testa di Vironas.


‹‹Cosa intendi dire?›› chiese l'uomo, capendo subito che la voce apparteneva a Xewo.


‹‹Che adesso ho il potere di controllare l'universo, questa è la natura di questo luogo, il Sotto Universo.›› spiegò l'uomo.


‹‹Il Sotto Universo? E la Terra? Non era lì che dovevi tornare dopo aver vinto?›› chiese Vironas.


Dopo un breve periodo di silenzio, la voce possente di Xewo tornò a rimbombare nella testa del pilota.


‹‹Ho mentito... Ma l'ho fatto per una ragione ben precisa.›› rispose l'uomo.


‹‹E quale sarebbe? Spiegati!›› esclamò Vironas.


‹‹Ti ricordi com'è iniziato tutto?›› questa volta fu Xewo a fare domande.


‹‹Certo, con l'Ambrosia, un fiore sbucato dal nulla che è stato poi trasformato in un medicinale per aumentare le capacità psicofisiche umane. Inizialmente era una sorta di cura per chi soffriva di disabilità mentali e farli tornare normali, ma poi anche le persone comuni hanno iniziato ad assumerla per i benefici che portava.›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Peccato che non era riportato l'effetto collaterale, l'uscita di senno della razza umana e l'inizio della guerra... Per colpa tua.››.


‹‹Vedo che ricordi tutto, ma non sai ancora la verità, se ho iniziato questa guerra non è stato per onnipotenza, ma per un altro scopo, ottenere e condividere con gli umani la conoscenza di tutto.›› rispose l'uomo.


‹‹Non dirmi che sei già impazzito a causa del potere! Che diavolo vai blaterando?›› Vironas non capiva cosa volesse intendere il suo interlocutore con quelle parole.


‹‹Lascia che ti spieghi... Quando sei entrato nella Zona di Guerra avevi l'impressione di esserci già stato anche se non avevi mai messo piede in quel luogo, vero?›› chiese Xewo.


L'uomo rimase senza parole, come poteva sapere una cosa del genere? Non l'aveva ancora detto a nessuno ‹‹E tu come fai a saperlo?›› chiese irritato.


‹‹Quando gli umani si sono evoluti ricordi cosa abbiamo fatto?›› un'altra domanda da parte di Xewo.


‹‹Certo, li abbiamo analizzati in laboratorio per capire... Al tempo eravamo ancora amici e tu ti chiamavi Gerald...›› rispose Vironas.


‹‹Bene, c'è una cosa che non ti ho mai detto di quei periodi, analizzando la mente dei soggetti, avevo notato che dopo l'evoluzione erano sbucati dal nulla dei ricordi che prima non c'erano. E' successo a tutti, sia a me che a te.›› spiegò Xewo.


‹‹Ricordi? E cosa c'entrano con il tuo piano?›› chiese l'uomo.


‹‹Questi ricordi erano necessari per arrivare qui. Ogni mente umana era diventata una sorta di tassello per un puzzle che sbloccava l'accesso per il Sotto Universo. Ogni mente aveva un'informazione chiave, come il luogo preciso, che era nella tua mente.›› rispose l'uomo.


‹‹Questo non spiega il massacro però...›› disse Vironas.


‹‹Per raggiungere questo luogo era necessario ottenere una certa quantità di energia, l'unico modo per ottenerla era la guerra. Per questo avevamo deciso di combattere ogni battaglia in questo luogo, per accumulare tutta la potenza necessaria a far aprire il varco.›› spiegò Xewo.


‹‹Quindi hai organizzato tutte quelle regole solo per arrivare fino a qui? E adesso cos'hai intenzione di fare?›› chiese l'uomo, mettendosi in guardia in caso di una risposta non gradita. Anche se non sapeva bene come poter scalfire un'entità del genere, che sembrava essere diventata parte integrante di quella sorta di universo parallelo.


‹‹Come ti ho detto, dare conoscenza a tutti gli uomini. Dopo l'Evoluzione Finale abbiamo trovato le risposte a molte domande, ma non a tutte. Ad esempio come sia nato l'universo. Sono sicuro che qui troverò le risposte alle domande che restano da chiarire, se la chiave per arrivare in questo luogo era presente in ogni umano, è logico pensare che qui troverò qualcosa necessario per l'intera razza umana.›› spiego Xewo.


‹‹E lascia che ti chieda... Come posso fidarmi, ancora una volta, di te?›› Vironas non era più in guardia.


‹‹Lo sai già, trovandoti in questo luogo puoi percepire i miei pensieri, le mie emozioni ed i miei ricordi. Non posso mentire qui, nemmeno tu puoi mentire a me, sai già che quello che sto dicendo è vero.›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Ma c'è qualcosa che volevo fare, sicuramente ti aiuterà a fidarti di me.››.


Una volta terminata la frase, Xewo tacque per qualche secondo, dopo aver sentito uno strano rumore, il pilota disse ‹‹Che hai fatto?››.


‹‹Guarda tu stesso.›› disse l'uomo che, in qualche modo, mostrò a Vironas ciò che stava accadendo nell'universo "normale". Tutti coloro che erano morti in battaglia erano tornati in vita nei loro Ciclopi, come se la guerra non avesse mai avuto luogo. Non resuscitarono solo coloro che avevano preso parte all'ultima battaglia, ma di tutti coloro che avevano partecipato all'intera Guerra Finale.


‹‹Ma... Come...›› il pilota non fu in grado di finire la frase per la confusione.


‹‹Ci sono alcune cose che posso fare qui, ma alcune richiedono più energie e risorse di altre. Questa resurrezione collettiva non posso eseguirla spesso, ad esempio, inoltre non posso manipolare le persone, ma solo l'universo o comunque gli oggetti fisici e non.›› spiegò Xewo.


‹‹Allora... Quale sarebbe il tuo piano?›› chiese nuovamente Vironas, questa volta però era convinto della buona fede del suo amico.


‹‹Io resterò qui ad esplorare questo luogo. Anche se ne sono diventato una parte, ci sono alcune cose che non so e che devo trovare. Sono sicuro che una volta esplorato ogni parte di questo posto, troveremo anche nuove risposte.›› dopo una breve pausa, rispose ‹‹Ma voglio che tu mi dia una mano. Visto che sei entrato qui, adesso siamo connessi, se ho bisogno di qualcosa potrò sempre contattarti, ma non è l'unica cosa che vorrei chiederti.››.


‹‹E sarebbe?›› chiese l'uomo.


‹‹Il mio desiderio era riunire gli umani in un unico popolo, una sorta di repubblica spaziale, per così dire. So che non sarà facile, ma unire l'intera razza sotto un unico stendardo ci aiuterà a completarci, ed è una cosa che non posso fare nemmeno io, nonostante il nuovo potere che ho a disposizione.›› spiegò.


‹‹Beh, ci posso provare, ma non ti assicuro niente, come hai appena detto non sarà facile ma... Vedrò cosa posso fare.›› rispose Vironas.


‹‹Bene, sono felice di poter contare su di te, amico mio. Finalmente posso abbandonare la maschera da cattivo che avevo indossato per tutti questi anni.›› disse, con un tono di voce più felice, poi aggiunse ‹‹Adesso va, ci sono delle persone che ti aspettano lì fuori.›› aprendo un nuovo squarcio.


Vironas uscì dal varco e tornò nella Zona di Guerra. Coloro che erano tornati in vita non si capacitavano di ciò che fosse successo, così come le forze neutrali. Toccò all'uomo spiegare la situazione, omettendo qualche dettaglio.


La guerra era finita, ma adesso una nuova battaglia stava per iniziare, forse più complicata e dura della precedente, la lotta per riunire la razza umana.



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