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lavoro pubblicato giovedì 4 agosto 2016
ultima lettura mercoledì 13 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Domenica del caffè

di davedonn. Letto 275 volte. Dallo scaffale Fantasia

La Domenica del caffè Osservo il soffitto: è apparso un quadrato magico dal colore verde a coste regolari. Attorno sono avvolto dal buio. E' sempre così, la Domenica; da un po' di tempo queste domeniche si sfogliano davanti ai mie...

La Domenica del caffè

Osservo il soffitto: è apparso un quadrato magico dal colore verde a coste regolari.

Attorno sono avvolto dal buio.

E' sempre così, la Domenica; da un po' di tempo queste domeniche si sfogliano davanti ai miei occhi ed io rimango sfacciatamente inerte. Mi piace ed è tutto molto veloce e si arriva alla sera, partiti la mattina per non fare niente e ricordo poi qui al buio che la mattina invece ci sono dei bei colori vivaci a popolare le ore, i miei preparativi, perché sono invitato e faccio allora tutto in fretta, scivolo, mi muovo atleticamente nella mia casa che mi sembra misteriosamente pulita ed innaffiata dai bei colori della mattina.

Il quadrato magico è il riflesso della serranda che viene proiettato sopra la mia testa ed io fisso la geometria per lunghi attimi, ho molto tempo, la lunga notte a disposizione.

Mi piace l'Inverno, mi spiace invece che ci sta lasciando, sono le ultime rigide giornate, poi dovrò dimenticarmi il soffice piumone dal quale mi lascio avvolgere e penso sia una famiglia protettiva.

Dormo sempre poco e male, forse sono scarso di peso e non tengo il sonno ma la Domenica è terribile, neanche pochi secondi la mia coscienza decide di lasciarmi in pace così che io possa come tutti i corpi abbandonarmi alla democrazia dei dormienti.

All'inizio fu terribile, adesso ho un'idea leggera della situazione, mi dico, un giorno posso anche concederlo e mi godo la scoperta della notte e mi chiedo come in una trama gialla chi possa essere il responsabile.

Molti pensano che la notte sia silenziosa, tanto silenziosa da avvertire persino i suoni interni del tuo corpo, in realtà la notte è un silenzio sporco, un vuoto spezzato continuamente da imprevisti.

All'inizio ci sono i passi, secchi, sopra il pavimento freddo che è il mio soffitto; ci sono anche altri mentre tu pensavi di correre in quelle lunghe strade americane di pianura quale unico sopravvissuto e poi anche i passi molesti si vanno spegnendo, comprendi che stai entrando nei piani alti della notte e ti senti sempre più trasgressivo.

Ti sorgono svariati pensieri, ti imponi di risolvere molti casi perché sei l'ispettore sotto il piumone.

“ Chi sei?”

“Sono il tuo angelo custode”

“ Allora esisti”

“Allora sei proprio scemo”

“Scusa, angelo, perché sarei scemo?”

“ Credi veramente a queste storie ingenue?”

E mi chiarisce che lui non è un angelo, l'atmosfera surreale mi aveva fatto camminare troppo nella fantasia, lui sono io, sto semplicemente parlando con me stesso.

Beh! Sì, certo, ovvio e che delusione...!

Le mura sono sottili, gli infissi devono sopportare il peso degli anni, sei quindi immerso in un bagno di piccoli suoni fastidiosi, ma io sono superiore, li ascolto tutti, sono per me tutti casi da risolvere.

Sale dal basso come uscita dall'Inferno una tosse continua, deve soffrire molto il tipo ma non provo pena perché la tosse fa intendere che sia un essere troppo volgare a produrla, una tosse che trasporta alla mia mente pensieri malati relativi ad oscuri antri polmonari, i bronchi, mi ha fatto sempre paura questa parola grigia, ancora più grigia dentro le ore della notte, i bronchi diventano minacciose nubi fotografate nelle lastre.

Ma è una strana tosse, ha tutte le caratteristiche per manifestarsi nel tipo grassa invece si trasforma in un secco finale dove va perdendo tutta la limacciosità e diventa un vento di fuoco, mi arriva un'aria malata che penetra il pavimento e comincia a volare nella mia stanza, è un gas demoniaco che contiene tutta la rozzezza di uno sconosciuto.

Pausa, adesso silenzio autentico di quelli che tutti pensano sia il silenzio della notte, che sia sempre così fino al ritorno della luce, la lieve aurora, sono invece soltanto brevi intermezzi dove cerco di concentrarmi ed i miei occhi sono sbarrati, fissi a scrutare il quadrato magico nel soffitto; devo capire, comprendere come sono arrivato qui, scovare la causa che ha rapito il mio sonno.

Il breve intermezzo è già concluso, hanno acceso la televisione, il volume è alto, c'è chi non dorme come me, ma ha deciso di farsi sentire contrariamente al sottoscritto che si nasconde sotto il piumone e nessuno conoscerà mai la sua identità nomade nella notte.

Spero proprio che il mio angelo custode, continuo ad immaginarlo così, conceda dritte, mi aiuti con verità illuminanti, è in fondo il mio io specchio, possono essere sfuggiti dettagli nella velocità del mio pensare che il mio sosia forse più sensibile, potrebbe aver colto.

Che tu sia profondo saggio! Ed infatti...

“ Che cosa fai di tanto diverso la Domenica?” mi dice.

Rifletto, perdo l'attenzione che va alla televisione accesa che adesso sento lontana in una modalità soporifera, riprendo a riflettere, certamente, deve trattarsi del caffè.

La televisione torna vicina a farsi insolente, sembrava un film, dovrebbe essere invece uno spettacolo musicale: si sentono applausi, una fresca cascata sonora nel mezzo della notte

Ho sempre considerato il caffè una bevanda malvagia, ha l'anima nera, un tempo si accompagnava anche a brutte amicizie quali il tabacco ma non ha il carattere dell'ambiguità, questo va riconosciuto, il caffè ha una sua nobiltà nera ed è per questo un nemico da rispettare secondo quelle regole dei tornei cavallereschi che hanno sempre guidato la mia esistenza.

“ Perché bevi caffè? Dice l'angelo.

“ Soltanto una tazzina” preciso.

“ Proprio questo il punto, non sei abituato, non hai mai bevuto caffè, la novità ti è fatale”.

Il mio angelo custode spiega che il caffè è traditore e non capisce perché mi costringa a questa scelta, indaga sulla mia nuova abitudine.

Rispondo che siamo strani e deboli, ci aggrappiamo a comportamenti insignificanti ma l'angelo insiste, non è convinto.

Il letto mi appare sempre più grande, il piumone mi rapisce con il suo abbraccio morbido colorato di un fulgido bianco che appare in tutta la sua purezza dentro la notte buia.

Voglio dire , non vorrei più rispondere alla mia coscienza, non posso dormire, sì,la situazione non mi preoccupa e spiegazioni non devo dare.

Finisco per concedermi ancora un po' al mio angelo custode, devo essere gentile con chi mi è così prossimo.

… E il mio io specchio, mi porta lontano, indietro.

Anche all'università c'era il rito del caffè al quale io non partecipavo, nessuno avrebbe mai strappato la mia anima pura. Il caffè scatena onde di relazioni sociali, la gente è sempre stata leggera e fredda, contro i refrattari a salire in questa giostra stravagante che è l'esistere.

Ricordo che anche in casa c'era il caffè ma non si vestiva di morbosità come fuori, i miei erano meno legati a questo rito e non conoscevano l'arte che tutti i viziosi posseggono per raggiungere le alte vette del gusto, arte che andrà a soddisfare le papille gustative.

Spesso i miei non prendevano caffè, forse mio padre sarebbe andato fuori a bere la tenebrosa bevanda, conosceva un bar amico, mi risulta moto vagamente, un bar alla fine di una lunga passeggiata e dopo la passeggiata mio padre si chiudeva nel suo lavoro

Ah! Quali tempi morti si venivano a conoscere in passato... nessuno di noi aveva la fretta che oggi rapisce tutti noi, è il vento rigido che ci guida e non è chiaro dove ci conduca.

Ma il caffè è sempre stato presente ed è anche oggi il mattatore.

Adesso avverto delle voci che arrivano da lontano: sono fuori nella notte fredda, dimorano nella via deserta, le accompagnano il vento; non è importante ciò che comunicano gli sconosciuti ma il tempo che sembra frapporsi tra me e loro, la reale distanza spaziale tra me e gli ignoti pratica una chirurgia nella dimensione temporale così li immagino antichi questi sconosciuti e sicuramente staranno a complottare.

Si impone il mio angelo custode, aggiunge che gli stranieri abbiano a che fare con il caffè, avranno consumato caffè; sa essere banale la mia coscienza, non vuole che mi perda in pensieri inutili.

“ Piuttosto, tu complotti contro te stesso.”

Ed ancora... mi ammonisce: “ Per una tazzina di caffè ti giochi un'intera notte preziosa, e la salute?”

Sale o scende nel patetico... mi frega della salute, voglio indagare su questo caffè, comprendere che cosa c'è dentro questo rito del bere nero e più nero non esiste.

“ Chissà che cosa ci sarà mai... tutte le puntate che ti sei perso...”

“ E pensi sia poco?”

Il mio angelo custode certe volte ha il potere insolente di rattristarmi, mi parla dal suo cimitero di sentenze, ma non si rende conto.

Le voci lontane nella notte continuano a parlottare, il loro è un confabulare sospetto e li immagino usciti da un bar, li vedo adesso nella mia mente hanno un'età di mezzo, sento che uno dei due, sì questo sarà sicuramente il numero di questi randagi, ha difficoltà nel parlare per via dell'umidità rigida che rallenta le sue mandibole rendendo la sua fonetica impastata e nel suo naso è penetrata un'acre rigidezza e per questo digrigna il volto cacciando smorfie grottesche che si illuminano di gotico dentro il buio serale.

Si avvicinano i “ loschi”, li riconosco e torno a tremare bambino e come vedo grande adesso il piumone sembra una grande nuvola di fantasia e non basta tutta la sua grandezza per farmi tornare la serenità perché io ho riconosciuto nei due sconosciuti che si avvicinano i filibustieri all'anagrafe il Gatto e la Volpe.

Il gatto è più basso la volpe è alta e dinoccolata, si piega per essere all'altezza del compare felino e gli sussurra ridendo beffardamente che dovranno offrire un caffè, si dicono i due dovrà essere l'ultimo per l'ingenuo soggetto.

L'ingenuo soggetto... penso, una sinistra paura, il presagio prende a volare dentro la mia stanza, è un improbabile insetto mutato per resistere l'inverno, ho rapito la sua ombra per un attimo ingabbiata tra le coste del quadrato magico.

Interrogo, l'ombra risponde: “ Sei tu soggetto, vengono a portarti il veleno nero.”

Il mio angelo custode, non ho capito bene a chi si sia rivolto, a me, all'insetto, “ Io ho sempre pensato che ci si rimette la vita con queste notti bianche” svela l'arcano il mio angelo.

“ Ma è il caffè, sarà il veleno nero ad uccidermi” ribadisco.

“ Sì, ma non quello che stanno portando i magi, voglio dire, i filibustieri.”

“ Allora è vero, caro mio angelo, il Gatto e la Volpe vengono per me e vengono in guerra”

“ Non è chiaro intanto pensa tutti i nemici che ti sei bevuto.”

Il misterioso caso si va complicando ed io cerco di non perdere mai di vista la mia arguta coscienza alata che sembra possedere le chiavi che andranno ad aprire lo scrigno della verità.

Intanto il Gatto e la Volpe si vanno avvicinando, le voci congiurano adesso con maggiore sonorità, sono costretto nell'ascolto del loro macabro progetto, sì vogliono avvelenarmi con il loro diabolico caffè.

Hanno raggiunto il mio palazzo, i filibustieri stanno salendo le scale perché io dimoro nei piani alti.

Sento i rintocchi sinistri, i passi imitano i moti del pendolo, sono sempre più vicini gli assassini e il mio angelo custode sembra avermi abbandonato proprio in questo momento del bisogno.

Morte, soltanto morte aleggia nella notte.

Rivedo, sudando di paura, tutte le facce del caffè e molte altre non hanno risposto all'appello ma ci sono, ci sono tutte.

Immagino che cosa stia a galleggiare tra le bollenti acque: mondi orientali soffocati da cieli di stelle, l'Africa nelle vesti di una violenta e grossa prostituta che sputa a terra come un malfattore il suo grasso catarro e dimentica la sua storia come la sua femminilità se mai ne abbia posseduta una.

Qualcuno mi ha parlato di dobloni d'oro, si tratta di un'antica fiaba sulle proprietà divinatorie del caffè che farebbe rintracciare enormi tesori celati nei luoghi della terra e il caffè fa viaggiare a me invece rende semplicemente lucido, un tempo ero inibito ora sono molto più leggero, cambiato e divenuto adatto per il mondo, anch'io ho cominciato a trascinarmi come un fantasma e sembra una dote.

“ Stai attento.”

Tornato il mio angelo custode. Saluto il fratello ma ho dimenticato i filibustieri?

Questi mi sono entrati in casa, con molta disinvoltura e mi chiedo come siano così abili.

Si presentano, sono nella mia camera da letto, il Gatto e la Volpe, la paura riveste l'intera stanza.

Mi dicono proprio così: “ Bevi il tuo ultimo caffè”

Ma hanno anche aggiunto: “ Vogliamo sperare che sia l'ultimo perché contiamo sul fatto che tu possa tornare a dormire senza più domeniche insonni.”




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