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lavoro pubblicato giovedì 4 agosto 2016
ultima lettura venerdì 21 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Le "Notti" di Roma.

di PeppinoPeppino. Letto 1179 volte. Dallo scaffale Eros

Ormai scopare nei vicoli,nei parchi,e sulle panchine delle città e divenuto piuttosto comune e al di fuori della decenza a volte,ma Roma ha pur sempre il suo fascino...

Eravamo mano nella mano e si passeggiava per le vie del centro. Era ormai primavera.

Volevamo festeggiare il mio compleanno,il dieci di marzo,in un modo del tutto semplice ma speciale.

Tu indossavi un vestitino leggero, fresco,e variopinto di fiori colorati, ma ti avevo chiesto di non indossare biancheria intima.

Ad entrambi ci piaceva questa idea,ci rendeva complici e allo stesso tempo amanti,a te questa idea ti era da sempre balenata nella mente,e poi che gli uomini potevano guardarti e immaginarti senza intimo, ho che potessi essere guardata, questo ti eccitava da morire.


Improvvisamente sulla scalinata di Piazza di Spagna,mentre la luna faceva capoccella,si alzò un leggero venticello che ti accarezzò il seno e i tuoi capezzoli non rimasero indifferenti.


Si vedevano da sopra il vestito,e io me ne ero accorto.
D'un tratto finite di scendere le scale e avviatici verso Via dei Due Macelli,mi hai preso per la mano e mi hai scaraventato dentro un portone vecchio quanto Roma,ma sempre con il suo fascino,uno dei tanti di quella viuzza semi deserta,a quell'ora della notte.


Mi piaceva quando mi prendevi con la forza,in preda alle tue sfrenate fantasie e situazioni più o meno piccanti ma anche del tutto casuali, non ero consono a darti tante soddisfazioni, non mi concedevo mai subito,mi piaceva vederti fare la gattina e implorarmi di assecondarti e strapazzarti.


Entrati nel portone ,lasciato aperto involontariamente dalla vecchietta di turno,ti divincolavi sbattendomi con le spalle al muro situato dietro al gabbiotto chiuso della portineria,era tutto ambiguo,invece di essere io a prendere l'iniziativa, eri tu,e in tutto questo movimento e trambusto,mi sorridevi con un'espressione felice di una bambina che vuole a tutti i costi il suo giocattolo.

Mi sentivo le tue mani ovunque.

Con una mi tenevi fermo e con l'altra cercavi il mio pisello intrappolata nei pantaloni, e mi accarezzavi decisa.
La tua lingua sul collo fino ad arrivare sui miei capezzoli,lasciati all'aria dalla mia camicia aperta,li avevi in bocca tra i denti e più stringevi e succhiavi ,e più ti bagnavi.


Volevo resisterti ma non riuscivo a trattenere il piacere che ormai sentivo risalire anche in me.

Mi ero scaldato per bene anch'io,e vederti cosi eccitata il mio cazzo ribolliva nello slip.

Giocasti un pò con lui,cercandolo e infine mettendolo a nudo,era duro ,terribilmente duro e bollente ,scendevi su e giù con un'abile maestria,lo scappellavi a dovere procurandomi dolore per l'intensità,ma piacere dato dalla tua vena erotica.

A questo punto allora decido di darmi da fare e darti il piacere che cerchi, la mia mano passa velocemente su quella peluria rasa che hai li in mezzo alle tue gambe,hai la pelle liscia ma fredda data dal fatto che sei senza slip,il mio dito non ti lasciò tregua,cerca e trova quel bottoncino bollente e grosso,ora il mio dito te l'ho infilato dentro,c'era linferno,la tua micetta si contraeva lasciandomi entrare e uscire con una certa intensità.

Veloce sempre più veloce e tu che lasci la presa del mio cazzo e ti dedichi solo al tuo piacere, tra un gemito e un altro,ti mordevo anch'io oramai i tuoi seni messi a nudo in un tripudio di sensazione e gemiti dettati anche dal momento e dall'adrenalina nonchè la paura di essere scoperti, mentre ora tu con la lingua cercavi e giocavi con la mia.

Non ce la facevi più,i tuoi spasmi aumentavano,ti contraevi come un'anguilla appena presa da un pescatore.

Mi dedicai a te e al tuo piacere che non tardò ad arrivare facendoti abbandonare esausta per l'intensità sul mio corpo in preda a mille pensieri e contrazioni.


Venisti velocemente, la mia mano piena del tuo piacere che ti colava tra le gambe,e i tuoi seni che bucavano il mio petto da quanto erano duri.
Eri stata meravigliosa e mentre cercavi di riprenderti ,riprendesti il mio cazzo tra le mani,e sapevi che presto sarebbe toccato anche a me godere delle tue attenzioni...avere gli occhi a mandarla e la faccia da ebete,al chiaron della luna della Città eterna...Roma.

Ne pregustavo già il piacere......





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