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lavoro pubblicato mercoledì 3 agosto 2016
ultima lettura martedì 15 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La ragione di Dirac

di Lara982. Letto 289 volte. Dallo scaffale Pensieri

Cosa accade quando si casca dalle nuvole? Quando la consapevolezza si fa strada nella tua vita e tutto diviene concreto, reale, un ceffone lanciato come si deve? Ecco, un piccolo gesto, ed è fatta... una sola parola e tutto diviene limpido, senz...

Cosa accade quando si casca dalle nuvole?

Quando la consapevolezza si fa strada nella tua vita e tutto diviene concreto, reale, un ceffone lanciato come si deve?

Ecco, un piccolo gesto, ed è fatta... una sola parola e tutto diviene limpido, senza filtri; con tutti i difetti sotto il naso.

E quando il volo è veramente alto? Ma tanto alto... cavoli, che male...

Il suolo è sempre più vicino, lo vedi arrivare... e non si può far proprio nulla. Si è senza paracadute e lo schianto è netto, deciso; e l'hai previsto, ma viverlo...

Non si può fare altro se non accettarlo.

Non si è mai sufficientemente preparati nonostante si sappia che è così che va a finire... il dolore

purtroppo non dà avvisaglie. No, lui è diretto, crudele e non prende ordini.

Allora in quegli ultimi secondi decidi di non lottare, di ricevere il suo abbraccio senza remore, perché resistere sarebbe una lotta impari...


Viverlo era stato così bello... ma lui era una falena in cerca di posti sempre nuovi dove annidarsi; lei l'aveva intuito e quando s'erano incontrati, in quella caffetteria, lui l'aveva detto chiaramente.

Eppure decise di rischiare lei... conoscerlo, farlo entrare nel suo cuore e tentare di bussare al suo...

Lei sapeva, ma ormai alla sua età aveva imparato anche a conoscere sé stessa. E non si sarebbe limitata a raccontargli futilmente qualcosa di sé; no, come al solito gli avrebbe aperto il suo cuore.

Non era in grado di mantenere quelle distanze che sono delle vere e proprie barricate, lei non aveva armature.

Forse proprio per quello si ritrovava a non aver nessuno accanto... perché le persone spesso si spaventano di fronte e tanta limpidezza... è accecante... e nessuno vuole vivere perennemente con gli occhiali da sole.

Decise che non si sarebbe fatta frenare da sé stessa. No, avrebbe corso il rischio anche questa volta. Perché il suo istinto le diceva che lui valeva la pena. E ovviamente non sbagliava.

La novità di conoscersi, scoprirsi, esplorarsi... soprattutto la mancanza di timori e paure, l'accettazione a prescindere, rubarsi le parole e anticipare i pensieri...

-L'equazione di Dirac non sbaglia- disse lui in quella caffetteria.

-Non so cosa sia...

-È un'equazione quantistica; afferma che se due sistemi interagiscono tra loro per un periodo di tempo e poi vengono separati, non si può più definirli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. L'uno continua inevitabilmente ad influenzare l'altro, anche se distanti anni luce.

-Romantico...

-Chiaramente è un modo molto semplicistico di definire un'equazione, ma la sostanza è quella. È romantica ed è vera. Credo di essere l'intersezione del tuo sistema.

“L'intersezione del tuo sistema”... chiaro eh?

Non proprio. Ma il “tutto” in quella caffetteria lasciò ampio spazio alle sue riflessioni e dopo continui incontri e lunghe e meravigliose chiacchierate, si concesse il lusso, lei, di sperare...

Magari quell'intersezione era sufficiente... magari lei, era sufficiente…

Scoprì col tempo che fu lui a lasciarsi vivere, che le concesse di affacciarsi nel giardino della sua anima e osservarla attentamente; lui aveva deciso di lasciarsi coccolare da quelle mani dolci e da quella voce sapiente e ingenua nello stesso tempo.

Si accoccolarono l'uno tra le braccia dell'altra, senza timori, come due enunciati che si lasciano spiegare...

La speranza si trasformò da lusso a ordinario pensiero, e al pari crebbero inconsapevolmente le aspettative. Lasciò, la donna, che il cuore prendesse il sopravvento e la consapevolezza, chiara nella sua mente, che lui sarebbe volato via, la accantonò in un angolino nascosto dove non poteva essere vista.

Ma c'era. E si manifestò.

Sotto la forma di una bellissima donna.

Ma non una qualunque, no... sarebbe stato troppo facile.

Una bella bruna, giovane e dagli occhi magnetici.

Sua figlia.

Una figlia che non sapeva di avere l'uomo, e che l'allontanò da quell'intersezione. Un fiore proveniente da un altro universo.

La giovane fanciulla comparve un giorno alla sua porta con poche semplici parole.

E lui decise che il suo nido di falena era ormai vecchio... decise che nuove strade e nuove sfide l'attendevano.

-Devo andare- le disse -lei si aspetta delle spiegazioni.-

E andò.

E non tornò.


Cosa accade quando ci si deve risollevare dopo una brutta caduta e non esiste appiglio intorno per potersi aiutare? Le forze nelle gambe devono venire da sole e le braccia sono costrette a trovare l'equilibrio...

Il dolore ormai è arrivato e non si può far nulla per scacciarlo; diventa una presenza costante con la quale convivere, e colpisce anche l'orgoglio.

E poi sollevare lo sguardo, osservare la distanza percorsa in caduta libera, e acquisire la consapevolezza che si è sopravvissuti...

Allora, in quel momento anche il fruscio di un albero diviene suono per il cuore; la battigia di una spiaggia si trasforma in musica da suonare...

E ritrovare le carezze di qualcuno in qualcosa che non conosce la parola “abbandono”, perché ruota intorno a noi dalla notte dei tempi…

Ed io sono un sistema ormai influenzato da quella presenza, e sarò per sempre distante anni luce da lui, ma grazie a Dirac posso dire di appartenergli un po', di aver permesso a lui di essere ciò che è diventato, in qualunque parte del mondo si trovi.

La consapevolezza di tale influenza mi lascia comprendere quanto potere possiamo avere sulle persone, se solo lo vogliamo…




La matematica è una scienza esatta, dicono. Io credo che non siano andati sufficientemente a fondo; la matematica e la logica sono influenzabili da un cuore che batte e che ogni tanto decide di seguire un ritmo diverso.

Allora tutto cambia. basta un dettaglio. Come quando, dopo una brutta caduta, osi alzare lo sguardo e comprendi quale distanza hai percorso in discesa libera... è in quel momento che la logica ti lascia comprendere che anche il fruscio di un albero colpito dal vento diviene melodia da ascoltare, e che la battigia di una spiaggia si trasforma in musica da suonare.

È in quell'istante che ritrovi le carezze di qualcuno, in qualcosa che non conosce la parola “abbandono”, perché ruota intorno a noi dalla notte dei tempi…

Ed eccomi, un sistema ormai influenzato dalla logica matematica quantistica… e sfido i canoni e la logica, perché so che anche lui sarà per sempre influenzato da me.

Questo è scontato, direi... matematico.

Sono perfettamente d'accordo con Dirac quando diceva: “raccogli un fiore sulla terra e muoverai la stella più distante”.

Così.

(∂ + m) ψ = 0



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