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lavoro pubblicato mercoledì 3 agosto 2016
ultima lettura giovedì 13 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

HAYLEY BRADSHAW ; parte 3

di giulsinwonderland. Letto 304 volte. Dallo scaffale Generico

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??Hey, raggio di sole, come ci si sente a––???––?Amelia entrò di soprassalto nella stanza credendo che tutto si fosse concluso per il meglio quando invece, il meglio, era appena passato e ora davanti a lei c'era solo il peggio.

??Da quanto sta così????––?domandò Amelia con un filo di voce. Non ottenendo una risposta la donna si decise ad alzare la voce, cercando una risposta da parte di qualcuno; il primo a rispondere fu uno specializzando che, timoroso della reazione del suo supervisore spiegò dettagliatamente cosa era accaduto.

??Hayley ha–– la / signorina Bradshaw / ha avuto un'emorragia successiva al parto. La dottoressa Robbins sta provando––– / riuscendo / a fermarla. ??

??Christopher, Caroline e Amanda lo sanno? Le hai chiamate????––?Amelia era la persona meno indicata per poter prendere le redini della situazione in una circostanza come quella, eppure sembrava l'unica a riuscirci. Christopher, seduto accanto al tavolo operatorio, continuò a fissare Hayley come se quella fosse potuta essere l'ultima volta che l'avrebbe vista.

??Ascoltami. Qui non morirà nessuno, quindi / smettila / di comportarti così. / Devi smetterla /. Alza il culo da quella sedia e reagisci. Lei non morirà perché–– perché non lo farà. Quindi guardami e rispondimi: le hai chiamate???

??Non l'ho fatto. Non farlo, devono stare con Daniel e assicurarsi che vada tutto bene. Qui ci sto io.??

??Andrà tutto bene.??

??Amelia. . .??

??Non dirlo.???––?disse con tono deciso prendendo la mano del fratello e cercando di tenere sotto controllo tutti i passaggi che i suoi colleghi e amici stavano compiendo. Nel frattempo la figura di un uomo si avvicinò alla porta e quando intravide la situazione, la spalancò, portando la mascherina che aveva con sé alle labbra. Restò immobile per diversi istanti, cercando una risposta negli occhi di quelle persone. Non vide nulla, non sentì nulla, solo un'immensa paura percorrergli tutto il corpo. Amelia si avvicinò a lui, portando una mano sul suo petto, cercando di spingerlo fuori dalla sala.

??Mark, esci, ti prego. . . non posso farti restare.???––?l'uomo era talmente sconvolto da non riuscire a porre resistenza a quei delicati gesti della donna. Il suo sguardo parlava senza il bisogno delle parole.

??Fammi entrare, Amelia, ti. . . ti prego. È Hayley. Ti prego io–––??

??Mark, non rendere le cose più difficili di quanto già non siano. Ti voglio bene, sei mio amico, ma io sto dalla parte di Hayley, sempre. So che vorresti entrare e tenerle la mano, ma non puoi, non puoi più. So che se potessi ti prenderesti tutto il suo dolore, ma non puoi; l'unica cosa che puoi fare è rispettarla e restare qui. È aperta su un tavolo operatorio, è esposta – in tutti i sensi – e tu non sei la persona adatta a vederla.??

??Tu non. . . non capisci, Amelia. Nessuno di voi capisce.??

??È perché ti capisco che ti chiedo di non entrare. Resta qua, complicheresti solo le cose. C'è già Christopher che sta facendo il padre, non mi serve anche il ragazzo innamorato. Non puoi fare il medico, con lei. Promettimi che resterai qua; ti aggiornerò ogni dieci minuti, promesso.??

??Il bambino sta bene???

??Il bambino sta bene. L'hanno portato in pediatria; sai, dovresti andare lì. . . il perché lo sai.??

??No, quel bambino è esattamente con chi dovrebbe essere.??

??Torno tra dieci minuti.???––?fu a quelle parole che Mark, senza darle risposta, fece scivolare la propria schiena lungo la parete del corridoio e si sedette nel punto esatto in cui, cinque anni prima, all’uscita della sala operatoria, vide Hayley con gli occhi piene di lacrime aggrovigliata lì ad aspettarlo. La stessa sala. Lo stesso muro. Perfino le lacrime erano le stesse. Ciò che non sapeva se sarebbe stato lo stesso era il lieto fine.



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