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lavoro pubblicato mercoledì 3 agosto 2016
ultima lettura domenica 10 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

In un supermarket, una sera

di JeanRenaud. Letto 433 volte. Dallo scaffale Epistole

Mia caraE' veramente singolare che io ti scriva questa lettera, perchè tu non la leggerai mai. Non potresti, e  d' altronde io non mi sognerei mai di mandartela, perchè sarebbe inutile. Ma scrivere una lettera a qualcuno &e.....

Mia cara

E' veramente singolare che io ti scriva questa lettera, perchè tu non la leggerai mai.
Non potresti, e d' altronde io non mi sognerei mai di mandartela, perchè sarebbe inutile.
Ma scrivere una lettera a qualcuno è anche un po un modo per parlare a se stessi ed è per questo che ti sto scrivendo.
L' altra mattina è successo un fatto insolito: mi sono svegliato prima di te e, per la prima volta da quando siamo assieme, ti ho guardata dormire accanto a me.
C'è qualcosa di strano, di curioso nel guardare qualcuno a cui vuoi bene mentre dorme..si fa presto ad essere carini e piacenti quando si è ben svegli e attenti a tutto.
Ma quando si dorme no.
Quando si dorme ci si espone completamente ignari e indifesi agli occhi degli altri, senza avere il controllo di niente. E' come essere nudi e non saperlo.
E un test che pochi superano, e devo dire che anche in questo non mi hai deluso, lo hai superato alla grande, sei molto bella perfino quando dormi.
Il pensiero poi ha vagato un po di suo, rincorrendo i ricordi di questo paio di mesi trascorsi assieme, cominciando dall'inizio, da quel giorno in cui ti notai là, nell' immenso piazzale di quel centro commerciale.
E' un posto dove vado di tanto in tanto, ma non per fare la spesa, no.
Come ti sarai resa conto, detesto farla in questi posti cosi spersonalizzati, asettici, pieni di gente e bambini svolazzanti.
Questi posti con quel continuo brusio di sottofondo che sembra la soundtrack di un film in cui fai la comparsa a tua insaputa, con scaffali chilometrici dove se cerchi della semplice mortadella, sei costretto a leggerti centinaia di etichette dei più svariati tipi di mortadella, prima di capire che quella normale, come ce l' ha il salumiere sotto casa, quella che hai sempre mangiato, loro non ce l' hanno.
Ci vado perchè, anche se amo la solitudine (come sai la mia ex moglie mi chiamava lupo randagio non senza una sottile sfumatura dispregiativa) ogni tanto però amo fare il cosiddetto bagno di folla, mischiarmi in mezzo a questa umanità frenetica e vociante che sembra sempre avere una fretta indiavolata, come se ognuno di loro avesse da fare chissà quali importanti cose.
Sempre di corsa, sempre a velocità disumana, a un ritmo che non ci appartiene.
Fanno di una precedenza una questione di vita e di morte, poi vanno a casa e si mettono a sonnecchiare davanti al grande fratello.
Ci vado anche perchè, dopo tutto questo, è bello uscire all'aria aperta, all'aria fresca del tardo pomeriggio, quando comincia a imbrunire, e pregustarsi ancora di più quella solitudine a cui stai ritornando.
E fu proprio in uno di questi momenti che ti vidi.

Camminavi piano, con la testa un pò bassa, e ogni tanto ti guardavi attorno.
Notai subito il tuo stile curato ma sobrio, senza fronzoli, a smentire subito qualunque fraintendimento.
Capii subito che quel tuo passo lento, quel tuo girovagare apparentemente a casaccio non era da vagabonda, ma di chi ha qualcosa dentro, un malessere che lo rode, ed immerso nel suo piccolo microcosmo fatto di dolore, senza badare agli altri.
Oggi sai che mi piacesti subito, che provai immediatamente una sorta attrazione irresistibile, a cui non potevo nè volevo sottrarmi.
Mai e poi mai avrei immaginato di fare quello che feci là quella sera, non lo avevo mai fatto prima di allora, nè credo di poterlo fare ancora in tutta la mia vita.
Mi avvicinai a te con l' aria più naturale el mondo e ti chiesi dove stessi andando
Te lo chiesi come se nella mia vita non avessi desiderato altro prima di allora che fare quella domanda ad una perfetta sconosciuta, in un immenso piazzale di un supermarket, in una sera come tante.
Tu ti sei fermata, hai alzato gli occhi verso di me, quegli occhioni teneri e bellissimi, e ci siamo guardati per qualche minuto, senza parlare.

Non avevi paura.

Tu nel tuo piccolo mondo e io nel mio.....due microscopici mondi che si sono incontrati quella sera, e sono diventati un unico mondo, perchè da allora non ci siamo più lasciati.

E adesso, anche se tutte le mattine mi svegli alle sei abbaiando e tirandomi via la coperta di dosso, io ringrazio quel fottuto bastardo che ti ha abbandonata là quella sera.



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