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lavoro pubblicato martedì 2 agosto 2016
ultima lettura lunedì 20 febbraio 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un barbablu rinascimentale 4

di JeanRenaud. Letto 165 volte. Dallo scaffale Storia

Questo quarto matrimonio di enrico VIII°, quello con Anna di Cleves fu, per certi versi, il più curioso dei sei: si potrebbe definirlo una vera e propria farsa, non priva di risvolti anche un po' comici.Intanto fu quello che durò meno.....

Questo quarto matrimonio di enrico VIII°, quello con Anna di Cleves fu, per certi versi, il più curioso dei sei: si potrebbe definirlo una vera e propria farsa, non priva di risvolti anche un po' comici.

Intanto fu quello che durò meno (circa sei mesi) e sotto un certo aspetto è come se non fosse mai avvenuto, in quanto, a detta del re, mai consumato.

Diciamo che enrico, come avviene quasi sempre per i bidoni, se l'era anche un po' cercata: difficile infatti pensare che un matrimonio nato sulla base di un' immagine vista solo su un ritratto possa riuscire bene..

Quando anna approdò alle coste inglesi, enrico, non si sa se spinto dall'impazienza di vedere la futura sposa o se per una sorta di cattivo presentimento, fu assalito da una fretta incontenibile di vedere la futura sposa.

E cosi non aspettò che gliela portassero a corte, ma le andò incontro egli stesso, con alcuni cortigiani

Sembra che l'incontro sia stato tutt'altro che felice e romantico.

Anna , poverina, non aveva niente che potesse piacere al re: era bruttina, leggermente goffa, completamente priva di un'educazione degna di una futura regina, e oltretutto molto ignorante: non solo non conosceva una sola parola d'inglese, ma non parlava neppure un corretto tedesco, se non una specie di dialetto sassone, che nessuno era in grado di comprendere, se non a gesti.

Non c'è da stupirsi quindi che il suo primo incontro col re, in una sorta di locanda, sia stato un vero e proprio disastro . Anna sulle prime, non capì nemmeno con chi aveva a che fare, e lo trattò alquanto bruscamente, non avendo capito che si trattava del re,

Il re, che si aspettava una fanciulla piacente e affascinante, ne fu talmente deluso che minacciò di giustiziare il povero pittore che aveva eseguito il fatale ritratto, per aver ingannato il re.

Quuando poi scoprì che la teutonica bruttezza della futura consorte era oltretutto aggravata da una completa ignoranza e disinteresse per la musica, che lui tanto amava, la sua ira giunse al colmo e solo un miracolo salvò la vita del povero pittore ( enrico in fondo non era un sanguinario)

Insomma, come s'è detto, le premesse per un bidone c'erano tutte.

E bidone fu.

E cosi si determinarono quei risvolti comici a cui accennavo all'inizio. Immaginiamoci questo re, abituato alla raffinatezza e all'avvenenza di anna bolena e delle dame di corte inglesi, nel trovarsi di fronte questa ragazzotta tedesca bruttina e gesticolante che cercava disperatamente, con suoni sgraziati incomprensibili e gutturali, di imbastire almeno una presentazione decente, una volta che si riuscì a farle capire che quell'energumeno che aveva davanti era il re d' inghiterra e suo futuro sposo

E nrico, per giunta, date le circostanze, dovette fare buon viso a cattivo gioco. Non era certo un idiota, e si rese conto che, respingendo anna, si sarebbe reso ridicolo agli occhi di tutta l' europa, nella quale già non godeva di una buona fama.

Ormai la frittata era fatta, e cosi, anche per evitare conseguenze sul piano politico con il ducato di sassonia, dovette sposarsela lo stesso. Non si sa chi tra i due fosse più da compiangere.

Se il povero enrico aveva sperato che magari la prima notte il suo giudizio su anna avrebbe potuto essere controbilanciato dalla scoperta a sorpresa di qualche "risorsa nascosta", magari un bel corpicino fresco e attraente ( in fin dei conti la ragazza aveva solo 20 anni) che avesse potuto un pò mitigare la sua avversione, anche qui dovette rimanere molto deluso.

La natura purtroppo non era stata prodiga di doni con questa poveraccia, e sembra che le sue “grazie” non abbiano avuto alcun effetto sul re, tant'è che, come già accennato, il matrimonio non fu consumato, e il divorzio, di lì a pochi mesi, non si fece attendere, com'era ampiamente prevedibile.

L' antico vizietto di frequentare un po' troppo, tuttavia, le dame di compagnia della regina, non era del tutto svanito da parte di enrico. Anna, prima di divorziare, gli procurò, involontariamente ovvio, la sua sostituta, nella persona di una certa Catherine Howard, una donnina graziosa e abbastanza disponibile, sia col re che purtroppo anche con qualcun altro.

( continua)



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