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lavoro pubblicato lunedì 1 agosto 2016
ultima lettura mercoledì 21 giugno 2017

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Un barbablu rinascimentale 3

di JeanRenaud. Letto 175 volte. Dallo scaffale Storia

Qui mi concedo una piccola parentesiMi son spesso chiesto quale corso avrebbero preso le vicende di Enrico VIII se avesse ipoteticamente potuto sapere...

Qui mi concedo una piccola parentesi

Mi son spesso chiesto quale corso avrebbero preso le vicende di Enrico VIII se avesse ipoteticamente potuto sapere che quell'erede maschio che egli cercava con tanto accanimento, destinato nei suoi progetti a rendere grande e gloriosa l'inghilterra, ce lo aveva già in casa, nella persona della piccola elisabetta, che diventerà di lì a pochi anni una delle regine più illustri delle storia inglese.

Probabilmente non sarebbe cambiato nulla: per la mentalità dell'epoca un grande sovrano non poteva che essere di sesso maschile.

D'altronde quella di elisabetta è stata anche la vicenda di una predestinazione singolare e straordinaria, uno di quei casi storici anche un po' beffardi, in quanto nulla poteva far presagire che proprio la figlia di anna bolena, terza per linea di successione al trono, disprezzata un po' da tutti in quanto figlia di una regina talmente in disgrazia da essere stata decapitata, potesse un giorno assurgere a un destino tanto glorioso. Nessun inglese, benchè popolo notoriamente avvezzo all' azzardo, ci avrebbe scommesso un penny, c'è da giurarci.

Eppure successe.

Ma torniamo alla vita del barbablù inglese.


Anna bolena fu giustiziata dunque la mattina del 19 maggio 1536.

Come se la passava nel frattempo il "povero" vedovello mentre si susseguivano tali tragici accadimenti?

Intanto pare fosse tutt'altro che inconsolabile. Il giorno dopo l'esecuzione di anna, infatti, convolò già a nozze, per la terza volta, con un'altra dama di corte, tale Jane Seymour, con la quale già da tempo aveva una relazione.

Un adulterio, dunque.......però ad essere stata decapitata per adulterio era stata anna bolena!

Quando si dice essere nati re.....

Certo avrebbe potuto aspettare un pò, se non altro per buon gusto. Ma di enrico si può dire tutto, eccetto che fosse un ipocrita. In fin dei conti le precedenti mogli le aveva fatte eliminare lui, dunque che senso avrebbe avuto fingersi addolorato o in lutto?

Di jane seymour c'è da dire alquanto poco. Personaggio un pò scialbo, per certi versi era l'esatta antitesi di anna bolena: tanto semplice e tranquilla questa quanto l'altra fu complessa e turbolenta. Oggi si direbbe “senza grilli per la testa”. Non sappiamo quanto questa tranquillità esteriore corrispondesse a quella interiore, visti i recenti e inquietanti trascorsi coniugali del consorte.

Si può tuttavia presumere che nel momento in cui si scoprì in attesa di erede, non dovette dormire poi sonni cosi tranquilli per i restanti nove mesi, in un'epoca in cui non esistevano ecografie per stabilire a priori il sesso del nascituro.

E invece, ciò che non era riuscito alle due precedenti regine, riuscì alla terza, pagandolo però un prezzo altissimo, il più alto possibile.

Mise infatti al mondo il tanto agognato figlio maschio, ma si ammalò di febbre puerperale, un'infezione molto comune tra le gestanti dell'epoca, e che la portò ben presto alla tomba.

Molte testimonianze dell'epoca raccontano che il re ne fosse sinceramente addolorato, e forse c'è da crederci: jane era una donna tranquilla che non gli procurava alcun tipo di problema, e inoltre gli aveva dato il tanto desiderato figlio maschio. Cosa avrebbe potuto desiderare di più?

A questo punto avrebbe potuto ritenersi appagato e tirare i remi in barca, come suol dirsi, ma enrico – nonostante l'incipiente declino fisico e un processo di ingrossamento che lo porterà in pochi anni a diventare una specie di gigantesco energumeno goffo e sofferente – era pur sempre ancora un uomo valente ed energico, e quindi tutt'altro che precocemente insensibile al fascino femminile. Inoltre, quantunque monarca assoluto ed autoritario, era pur sempre alquanto soggetto alle opinioni e ai pareri dei vari cortigiani, uomini di stato e consiglieri che lo circondavano, i quali cominciarono ad esercitare delle pressioni perchè si risposasse ancora, apparendo alquanto disdicevole, all'epoca, che un re non avesse al suo fianco una regina.

Tali atteggiamenti amorevoli verso il re non erano ovviamente del tutto disinteressati. Ogni “clan” a corte aveva la sua candidata all'importante titolo di regina, ma il re stavolta, anche per effetto della triste fama che ormai s'era procurata (due mogli morte e una ripudiata) volle rivolgersi fuori dal patrio suolo, e cominciarono delle indagini tra tutte le nobildonne d'europa per trovare la poverina disposta a un destino quantomeno inquietante.

Poiché un re di allora non poteva certo viaggiare per andarsi a cercare la fidanzata, furono mandati vari emissari un po' dappertutto, ufficialmente in veste di diplomatici, ma in realtà per fare da ruffiani al re. Tra questi addirittura un valente pittore, con il compito di eseguire, in un'epoca in cui non era stata ancora inventata la fotografia, dei ritratti delle gentili donzelle “papabili”. E qui cominciarono i guai di questo poverino il quale, per fare cosa gradita al re, pare si sia mostrato abbastanza incline a ritrarre le grazie delle aspiranti al trono inglese con una certa qual generosità.

Facilmente immaginabile come in queste condizioni fosse facile cadere nell'equivoco e nell'errore, visto che Enrico era uno di quegli uomini che giudicava una donna soprattutto in base all'aspetto fisico.

Tra i ritratti sottoposti al giudizio del re ce ne furono un paio che attirarono la sua cupidigia, ma per varie ragioni politiche le candidate furono scartate.

E cosi si arrivò a una certa Anna di Cleves, una nobile ragazzotta del reame di Sassonia, che non era esattamente Miss Universo, ma che comunque, complice una certa opera di abbellimento del pittore, (evidentemente seguace della filosofia del "basta che respirino"), risultò abbastanza piacente e accettabile agli occhi del re.

A quei tempi e tra soggetti così nobili, non si usava frequentarsi da fidanzati: si passava direttamente al matrimonio, a volte perfino, come in questo caso, non essendosi mai visti di persona. Il monarca faceva la sua formale richiesta di matrimonio, ci si accordava sulle modalità (soprattutto la dote) e la sposa, conseziente o no che fosse, partiva direttamente per la cerimonia, piena di belle speranze.

E fu cosi che Enrico VIII prese il classico “bidone”, come si suol dire un po' più a sud dell'inghilterra.


( continua)



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