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lavoro pubblicato giovedì 28 luglio 2016
ultima lettura domenica 12 gennaio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Amici e amanti

di rome56. Letto 1288 volte. Dallo scaffale Eros

Ciao! Come va? – Bene – mi rispose – e tu? La tensione e l’imbarazzo erano palpabili! La stessa, identica situazione di quasi un anno fa, ma questa volta avevo deciso che lo avrei provocato al limite della sfacciataggine e non ...

Ciao! Come va? – Bene – mi rispose – e tu?

La tensione e l’imbarazzo erano palpabili! La stessa, identica situazione di quasi un anno fa, ma questa volta avevo deciso che lo avrei provocato al limite della sfacciataggine e non come l’anno prima quando avevo atteso che prendesse l’iniziativa… ma non aveva voluto rischiare! Questo mi aveva innervosito e mi ero detto che meritava di rimanere a bocca asciutta. Ma ci rimasi anch’io!

Andiamo per ordine, altrimenti chi mi legge non potrà capire.

Nei caldi pomeriggi estivi smanettavo su internet alla ricerca di nuovi amici, quasi una “mission impossible”, cosa che, comunque, dava sensazioni piacevoli ed eccitanti.

Cominciai a chattare con un mio coetaneo, della mia stessa città, anche lui bsx, ma esclusivamente attivo. Dalla chat passammo al telefono…diverse telefonate nell’arco di poche ore. Durante una di esse mi disse che forse ci conoscevamo, mi chiese se il nome che avevo dato era quello vero e alla mia risposta affermativa, dicendo che aveva riconosciuto voce e numero di telefono, alla fine si presentò! Ci conoscevamo davvero. Avevamo avuto rapporti prima di lavoro e poi di amicizia, avevamo condiviso scorribande sessuali con donne che conoscevamo, una volta in tre con una sua amica, un’altra volta in quattro, ciascuno con la donna che frequentava al momento e scambiandocele e scopandole contemporaneamente, entrambi mai immaginando la bisessualità l’uno dell’altro.

E dunque, l’anno scorso, in estate, ero da solo a casa, si annunciò. Anche allora imbarazzo fortissimo. Come già sapete, se avete letto le mie precedenti storie, il mio ruolo è passivo, femminile, e mi piace essere trattato così non solo a letto, ma anche nell’approccio, diciamo…corteggiata; aspettavo, quindi, che prendesse lui l’iniziativa! Non ne ebbe il coraggio ed andammo in bianco entrambi.

E adesso eravamo di nuovo lì, soli, in ambiente protetto… le condizioni ideali!

Ma anche ora, nonostante sapessimo l’uno dell’altro, nonostante ci fossimo aperti, nulla minacciava di accadere. Avevo deciso di indossare, nonostante il caldo, un jeans leggero, ma particolarmente aderente che fasciava il mio culetto molto bene. Questa volta mi ero preparato e avevo dato appuntamento telefonico ad un mio cliente proprio nell’orario in cui il mio amico sarebbe stato lì con me. Mentre chiacchieravamo, entrambi provando a mascherare la voglia e l’imbarazzo, finalmente squillò il cellulare. Risposi, e, dovendo prendere appunti, mi alzai dal divano e mi diressi verso il tavolo dove avevo lasciato un blocco ed una penna. Rimasi in piedi dandogli le spalle, ma mi chinai sul tavolo con tutto il busto, le gambe abbastanza discoste dal tavolo…praticamente a 90°!! Il mio lato B, perfettamente fasciato dal jeans, era in bella mostra in tutta la sua pienezza, rotondità e morbidezza! Era questa la provocazione che avevo deciso di attuare. Molto poco interessato a quanto diceva il mio interlocutore telefonico, fingevo di prendere appunti sempre nella stessa posizione, ma spostando il peso del corpo ora su una gamba, ora sull’altra, così che, alternamente, le mie chiappe fossero ancor più evidenziate. Mentre continuavo a scrivere, sentii il suo bacino ed il suo arnese duro che si poggiavano sul mio culetto. Finalmente! Si era deciso! Aveva trovato il coraggio. Senza cambiare posizione cominciai a spostare il mio bacino nelle due direzioni sfregando le mie chiappe su quel bel cazzo duro e finalmente sentii anche le sue mani sulle mie natiche. Senza smettere di parlare a telefono, ma con tanta voglia di farlo, mi raddrizzai e feci aderire la mia schiena al suo torace, stando bene attento a non perdere il contatto del suo cazzo sul mio culo. Le sue mani si spostarono dalle chiappe sotto la mia shirt e cominciarono a carezzarmi le tettine ed i capezzoli. Avviandomi a chiudere la telefonata, mollata la biro, infilai una mano e cominciai a stringere il suo pisello. Salutai, chiusi il telefono, ma non cambiai posizione. Il mio amico cominciò a sbottonare il mio jeans e le sue mani si infilarono prima nel jeans e poi negli slip stringendomi le chiappe. Non potevo non ricambiare! Mi girai, aprii i suoi pantaloni, tirai fuori quel cazzo che già desideravo e cominciai a segarlo. Il ghiaccio era rotto! Quasi con rudezza mi spinse in ginocchio e mi mise il cazzo davanti la bocca, spingendo in avanti il bacino, quasi a forzamela…ma non ce n’era bisogno! Dischiusi le labbra e accolsi nella mia bocca quella splendida cappella lanciandomi in un pompino prima delicato e poi sempre più sfrenato. Sembrò apprezzare il mio lavoro di bocca e continuai senza farmi pregare. Per quanto fossi soddisfatto di tenere in bocca quel bastone di carne caldo e duro, il mio buchetto dava segni di impazienza e desiderava la sua parte! Lasciai il cazzo, mi sollevai e cominciai a liberarmi dagli abiti che ancora mi coprivano fino a rimanere nuda, imitato immediatamente dal mio amico. Ci dirigemmo sul letto; con la stessa fermezza di prima mi spinse a pancia in su sul letto, mi divaricò le gambe e si insinuò con la testa fra di esse leccandomi le chiappe, divaricandole e arrivando con la lingua al mio buco. Cominciai a sentire la sua lingua che lambiva la mia rosetta, prima delicatamente poi con sempre maggior forza e veemenza provando a penetrarla. Mi stava facendo impazzire dal piacere! Provai a girarmi per potergli ricambiare il favore in uno splendido sessantanove, ma mi tenne ferma e continuò. Si sollevò e senza parlare, ma, guardandomi fisso negli occhi, posizionò la sua cappella sul mio buchetto e spinse, senza violenza, ma nemmeno con delicatezza! Sentii il suo cazzo entrare prepotente nel mio culo e cominciare a muoversi con forza e determinazione. Un po’ mi bruciava, ma il piacere mi saliva dal culo al cervello in maniera crescente e violenta, – sbattimi, scopami forte – dicevo – sbattimi come una vacca. Le mie parole sembravano caricarlo ulteriormente e continuò a sfondarmi il buchetto senza dire una parola. D’improvviso uscì dal mio culo, – girati – disse – mettiti a pecora, voglio sborrarti così. Non me lo feci ripetere, mi sistemai a quattro zampe, aprii le gambe esponendo il mio buchetto già ben aperto e cominciai a sculettare per eccitarlo di più….non ce n’era bisogno! Mi salì sopra, diresse il suo bel cazzone sul mio buco ed entrò ancora con forza nel mio culo. Me lo sentii frugare le viscere e lo sentivo stantuffarmi il culo dandomi un piacere indescrivibile. Cominciai a gemere come una troia, – dammene di più, sfondami il culo – gli dicevo – inculami più forte. E devo dire che non se lo faceva ripetere. Mentre mi inculava disse – sto per venire e tu? – anche io sono pronto – risposi – ma dammi ancora qualche minuto di piacere, continua a scoparmi ancora. Mi accontentò e continuò quella splendida inculata. Dopo un po’ – ora vengo – disse – vieni anche tu. Cominciai a menarmi il cazzo più velocemente e quando sentii i suoi movimenti incontrollati, spia della sua imminente sborrata, accelerai ancora e mentre sentivo il mio sperma caldo sulla mano, mi sentii invadere il culo dalla sua sborra infuocata. Ancora oggi continuiamo a vederci e a scopare.

Se volete inviare commenti, saranno graditi e se volete contattarmi, fatelo a

romeo26856@hotmail.com



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