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lavoro pubblicato lunedì 25 luglio 2016
ultima lettura giovedì 26 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Metrostory

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 413 volte. Dallo scaffale Viaggi

METROSTORY Dialoghi umoristici  ai limiti della morale , senza mezzi termini in preda ad un delirio mistico.In attesa della metro,  mentre mangio un gelato , passanodue guaglioni  mi guardano:Il  primo  :   O’ zio &nb...............

METROSTORY


Dialoghi di strada ai limiti della morale , senza mezzi termini in preda ad un delirio mistico.

In attesa della metro, mentre mangio un gelato , passano
due ladruncoli mi guardano:
Il primo : O’ zio , assumigliate ad uno scimpanzé ….
Il Secondo : Tale e quale . Come hai fatto a capirlo ?
Il Primo : Non lo vedi , da come si mangia il gelato.
Il Secondo : E' vero … che intelligenza che hai .
Il Primo : Non me lo dire , io sono stato all’università .

Il caldo ti rende disumano , far finta di nulla , nel tempo trascorso, che porta via l'immagine di giorni legati a tante umiliazioni. Attendere, ignaro di risorgere , legato ad una nuova ideologia ,ragionando senza alcuna filosofia , in fila , verso una nuova realtà.

S’ode l’eco del treno, giungere da lontano , si sale, tra lo stupore generale , qualcuno urta violentemente l'altro, si scatena una gran casino.

Sè ripenso al passato , sè ricomincio da capo , nulla è perduto l'infinito battito, la perdurante memoria d'un secolo.

Seduto in mezzo agli altri come un qualunque passeggero, in attesa d'essere condotto in un'altra dimensione , surreale , atipica dove si radunano tutti i filosofi paste e fasulo , tutti i figli di trocchia , pure quel povero cane preso a calci dal netturbino.

Così faccio finta di nulla e dopo essermi preso un buon caffè , fumato una sigaretta, passeggiato lungamente,
preso un po’ di sole a Santa Lucia, faccio ritorno a casa mia.

La metro , continua andare avanti e indietro , una voce quasi metallica rimbomba dentro l'orecchio , annuncia l'ennesima fermata , forse il prossimo pestaggio, forse una sputazzata in faccia al controllore non gli la toglie nessuno.

Da un posto solitario ,l'uomo ragno ,anonimo ,di ritorno dall'ufficio con la tuta da super eroe nascosta sotto il vestito , pronto ad intervenire al primo allarme, mastica la sua chewing - gum , fa qualche palloncino, dice uhm , si guarda intorno , tutto tranquillo , nessun criminale in vista.


La forza dello spirito può cambiare la storia , può indurre una popolazione intera a cambiare pelle ,farla insorgere contro un tiranno ,indurla a costruire una società peggiore o migliore. Anche sé tutto sopravvive sul filo d'un rasoio, qualcuno inevitabilmente cade , qualcuno si taglia, c'è chi ci mette un cerotto , mentre l'uomo ragno , sogna un altra avventura ai confini della conoscenza.

Il vagone è una barca, c'è chi rema , chi si sbaciucchia , chi giura che sarà l’ultima volta , le stazioni si susseguono in un ritmo incalzante , qualcuno è preoccupato di far tardi.

Prego.
Grazie.
Lei ,non sà chi sono io.
Quante fermate , ancora?
Come state ?
Ma chi è ?

Scusate.
Non spingete.
Oh…..
Ho sentito , una cosa lungo la gamba.

Fatevi avanti.
Ahi! sopra il callo.
Questi son pazzi.
Non la conosco.
Chi è stato?
Mi gira lo stomaco.
Aprite il finestrino.

Tutto scorre, ingarbugliatamente , scena dopo scena , una lunga sceneggiata ,una finzione che genererà ilarità, animato da un insano sentimento , stupide idee scritte confusamente pronte a suicidarsi o pronte a cambiare il mondo , pronte a farti divenire qualcosa altro, forse un atipico personaggio , un eroe dei nostri tempi , un virtuale protagonista , che rappresenta il nostro comune essere , impegnato in una guerra senza fine.



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