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lavoro pubblicato venerdì 22 luglio 2016
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Libro di Qualità

di GiraViti. Letto 327 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Un giorno, finalmente, l'Umanità conquistò l'Oggettività.La ricerca, i cui risultati erano stati pubblicati sulle più impo...

Un giorno, finalmente, l'Umanità conquistò l'Oggettività.

La ricerca, i cui risultati erano stati pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche, ma dei cui metodi era stato fatto segreto, aveva finalmente reso possibile la costruzione di un analizzatore di testi che, in pochi minuti, riusciva a valutare la qualità oggettiva di un testo letterario.

A parte gli addetti ai lavori, nessuno sapeva su cosa si basasse il misterioso macchinario. Ma che fosse infallibile era assicurato da tutti, e tutti di ciò si fidavano. Di lì, la sfida fu per gli scrittori quella di riuscire a creare il testo perfetto. Giorno per giorno, il numero di manoscritti inviati continuava ad aumentare. Ogni scrittore o aspirante tale si presentava sicuro di avere tra le mani il "100%", il testo perfetto. "È il mio miglior scritto!", assicuravano. Ogni giorno, giorno per giorno, erano sempre più gli ex scrittori a cercare un nuovo lavoro.
Ma il loro sacrificio non era stato vano!
Grazie all'analisi delle miriadi di testi mandati era stato finalmente possibile cominciare a comprendere i valori della macchina. I valori dell'Oggettività.
L'editoria mondiale stava pian piano riuscendo ad avvicinarsi asintoticamente a quel 100% da tutti agognato. Sulle fascette attorno ai libri non si leggevano più i commenti della critica. Solo cifre ad indicare la qualità del libro. Si cominciò a valutare anche i vecchi lavori. Piano piano, dalle librerie, cominciarono a scomparire tanti Classici, tanti una volta acclamati Capolavori. Finalmente l'Editoria si stava evolvendo. Non erano più gli scrittori a seguire i gusti delle masse, erano le masse a seguire il Bello, che gli scrittori si impegnavano a loro volta a ricercare. Una virgola a destra, una parola al posto di un'altra, un canovaccio più studiato e si guadagnava quel 1% che faceva impennare le vendite. La scrittura divenne un lavoro di rifinitura.
Si capì pian piano che tutti i lavori tendevano ad un unico, grande, immenso Capolavoro. Si cominciò a teorizzare tale lavoro fosse irraggiungibile, un effettivo limite irragiungibile al quale tendeva qualsiasi lavoro mirasse alla perfezione. Si cominciò, nonostante tutto, a cercare di avvicinarcisi sempre più.
Poco per volta, tutti i Libri cominciarono ad assomigliarsi. Ormai era la sesta, settima cifra decimale a definire quanto buono fosse un libro. Tutto quello catalogato sotto quel numero, pallida imitazione, testo non meritevole, lavoro di qualità scadente, veniva portato al macero, a rinascer nuovamente come carta, a vedersi ristampare con una frase spostata qualche riga più in basso, qualche decimale più in su.

Il libro perfetto era sempre più vicino, i super computer giravano a velocità folli simulando migliaia di differenti possibilità, il popolo finalmente non leggeva altro che i libri della migliore qualità. Finalmente, la letteratura era una scienza. Alla fine, la Letteratura era morta.



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