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lavoro pubblicato giovedì 14 luglio 2016
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

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UN'ALTRA VENEZIA DEL NORD

di Habits. Letto 388 volte. Dallo scaffale Viaggi

E’ risaputo, almeno fra noi italiani, che l’Italia è il Paese più bello del mondo, dove ci si può perdere fra le infinite ricchezze ambientali e culturali che abbondano sul nostro suolo patrio. Bellezza unica fra tante ...

E’ risaputo, almeno fra noi italiani, che l’Italia è il Paese più bello del mondo, dove ci si può perdere fra le infinite ricchezze ambientali e culturali che abbondano sul nostro suolo patrio. Bellezza unica fra tante bellezze è Venezia. E, in effetti, non esiste nulla di simile in giro per il mondo. Sarà senz’altro questo il motivo per cui, per lo meno in Europa, dovunque vi sia una città, un paesino o solo qualcosa che, anche pur vagamente, assomigli alla Serenissima, viene abbinato al nome Venezia. Io ho viaggiato molto in Europa e di sedicenti Venezie del Nord ne ho viste un certo numero. Città bellissime, ma che con Venezia hanno in comune solo il fatto di avere dei canali e di essere sul mare. Uno degli esempi più “estremi” è Bamberg, bellissima città bavarese, quindi lontanissima dal mare, che segnala una zona del centro città come “Piccola Venezia” che altro non è che un tratto di non più di trecento metri del fiume Regnitz che la attraversa, dove alcune case, che non hanno nulla di veneziano, si affacciano direttamente sul fiume stesso. Questo tratto viene anche percorso da una imbarcazione simile a una gondola, condotta da un rematore che imita i gondolieri. Non per fare l’italiano snob, ma non ho potuto fare a meno di ridere. Poco tempo fa, per caso, ho scoperto su Internet una “Venezia del Nord” che non sapevo esistesse. Si chiama Giethoorn e si trova nel parco naturale di Weeribben Wieden, nel nord dell’Olanda. La cosa mi ha incuriosito e, approfittando del fatto che Gabi, la mia signora, abita a non più di due ore e mezza di viaggio da lì, abbiamo deciso di passarci una settimana di vacanza. Abbiamo prenotato una stanza in un B&B a qualche chilometro da Giethoorn e qui il mio desiderio di diversità ha trovato la sua prima soddisfazione. La stanza, ampia, su due piani, pulitissima e in perfetto ordine nel più autentico stile olandese, presenta un bagno ampio ed elegante, ma del tutto aperto. C’è solo l’angolo di parete che regge il primo piano, poi una parete adiacente alla scalinata dove c’è una piccola porta di entrata e, in corrispondenza del lavabo, una paretina poco più alta del lavabo stesso. Qui ci sono due tende che dovrebbero garantire un minimo di intimità, ma che sembrano più un sipario aperto su non sto a specificare quale spettacolo. Il soffitto non c’è, quindi dalla zona notte si ha una vista completa. Imbarazzante, ma anche divertente.

Il giorno dopo partiamo alla scoperta del parco e ci accorgiamo che il parco stesso, secondo la logica di cui sopra, potrebbe essere una Venezia del Nord. Svariati paesi piccoli e grandi sono percorsi dai canali, segno evidente della secolare lotta degli olandesi per conquistare nuove terre al mare. In un tratto fra due paesi, la pista ciclabile che percorriamo costeggia un canale lungo non meno di quattro chilometri con villette molto carine per lo più fiancheggiate da piccoli canali dove sono ormeggiate le barche che gli abitanti, sono certo, usano più delle automobili. Ogni paesino merita qualche ora di sosta. Il centro è spesso formato da case di non più di due piani in stile antico, piccole chiese e negozietti graziosi. In ogni paese, per consentire il passaggio delle barche più grandi, c’è un ponte mobile che attraversa il canale principale. A muoverlo c’è sempre un addetto. A Kalenberg assistiamo a una scena molto divertente. L’addetto ha in mano un bastone al quale è legata una corda che termina con un tipico zoccolo olandese. Sul momento non si capisce cosa faccia, ma poi, quando la barca passa, navigando molto lentamente, l’addetto porge lo zoccolo ad uno dell’equipaggio che provvede a mettervi una moneta che il “pescatore” riprende senza che la barca debba minimamente rallentare. Nell’epoca dei Telepass, dell’elettronica in ogni cosa che facciamo c’è ancora spazio per queste cose…

Abbiamo tempo, quindi ci permettiamo una gita fuori zona, ma molto interessante. Spero di non essere l’unico che si interessa di pittura a non aver mai sentito nominare Otterlo. Be’ se vi fosse qualcun altro, deve sapere che nei pressi di questa cittadina, all’interno di un parco nazionale, si trova un’ampia collezione di statue di arte moderna, oltre al museo Kröller-Müller, dove si possono ammirare ben novanta quadri di Van Gogh, oltre ad altri di fenomeni quali Renoir, Monet, Gauguin, Picasso, de Chirico ecc. Altra curiosità tutta olandese: il museo si trova a circa due chilometri e mezzo dall’ingresso principale del parco. Per evitare che i visitatori ci vadano a piedi, c’è un parcheggio pieno di biciclette con le quali si può raggiungere il museo, dove si possono riprendere al ritorno. Se si ha tempo e voglia, si possono usare per girare nel parco in cui il museo è situato.

Per ultima abbiamo tenuto proprio Giethoorn, la meta del nostro viaggio. Come a Venezia, non ci si può girare se non a piedi, in bicicletta, con una certa difficoltà viste le strade strette, e ovviamente in barca. Ne affittiamo una; Gabi è il capitano e io cerco di capire il percorso dalla minuscola cartina che ci hanno dato. In realtà il canale che attraversa Giethoorn è uno solo, oltretutto piuttosto stretto, ma ce ne sono altri per il parco. Vi sono alcuni punti in cui ci si può fermare ed osservare la natura; in uno c’è anche una torre per ammirare meglio il panorama. Tornati sul “Canal Grande” ci godiamo il percorso fra villette, ristoranti, giardini ben tenuti. Per due volte incrociamo un barcone pieno di persone che festeggiano non si sa che cosa, ma che sono sempre più allegre e ci salutano sempre più calorosamente. Non sarà perché i tavoli sono pieni di lattine di birra? A parte questo, sembra quasi che qui siano riusciti a vietare l’ingresso in paese non solo alle auto, ma anche allo stress. E’ tutto molto suggestivo e, se non ci si sofferma a paragoni inutili, bisogna dire che Giethoorn meriterebbe una popolarità maggiore. Qui, come dappertutto in Olanda, vi sono numerose abitazioni con fuori cartelli “vendesi”. A giudicare dalla grandezza delle villette, alla bellezza dei giardini da cui ognuna è contornata, mi verrebbe da pensare che la cosa che accomuna questa Venezia del Nord a quella originale non siano tanto i canali, quanto i prezzi delle case…



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