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lavoro pubblicato giovedì 14 luglio 2016
ultima lettura venerdì 22 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

soledad ( capitolo 5 )

di SoledadBaskerville. Letto 384 volte. Dallo scaffale Fantasia

Alexis è una ragazza umana e sola, dopo la morte della madre è diventata la cameriera della famiglia Baskerville, i sovrani dei vampiri. Il suo incontro con Ace, il figlio di Allen e di Risa Baskerville, cambia totalmente la vita della giovane..

Per qualche interminabile secondo tutti restano muti, come se il tempo fosse stato fermato. Alexis guarda quello strano ragazzo dai capelli d'argento, avvicinandosi ad Ace, che sposta la sua falce.

" chi è lui? " chiede la rosa, indicando il ragazzo a terra, che la guarda con una luce folle negli occhi. È proprio lui a rispondere alla domanda della giovane.

" Chi sono io? Beh, mi chiamano in tanti modi, il più comune era Raven " . inizia il discorso, per poi leccare sadicamente il sangue che gli esce dalla ferita alla mano, disgustando e non poco la ragazza. Poi prosegue il discorso. " Ma il mio vero nome è Zwei. Zwei Baskerville per la precisione ". Sembra calmo, ma è una calma apparente, ed Alexis se ne rende conto. Ha detto forse Baskerville? Che sia uno dei suoi fratelli? Eppure non assomiglia ad Allen, e nemmeno a Risa. E quello sguardo è crudele, c'è una follia nei suoi occhi che deve essere nata parecchio tempo fa. Alexis per istinto si attacca al braccio di Ace, che prende parola.

" Come sei evaso dal carcere, eh? Scommetto che ti hanno aiutato " commenta il ragazzo dai capelli ebano. " Certamente, perché da solo non saresti mai stato in grado di scappare, i tuoi poteri la dentro sono limitati ".

" stai zitto " risponde a tono Zwei, sembra si stia innervosendo " sta zitto, maledetto! È stata colpa tua e del tuo carissimo padre se sono finito in quel manicomio, o l'hai scordato? "

" hai commesso dei crimini atroci " dice Ace, cercando di stare calmo e di non arrabbiarsi, sa bene che ora come ora è l'ultima cosa da fare, specialmente con un pazzo come Zwei. " Vuoi che ti ricordi gli ultimi? Hai ammazzato tua moglie e tua figlia, senza la benché minima esitazione ".

" Si, l'ho fatto, e tu allora? Devo ricordarti il tuo di crimine? " Sogghigna malefico, ed Alexis nota che quello è il ghigno tipico dei Baskerville. " Io avrò ammazzato mia moglie e mia figlia, ma tu.. tu hai ammazzato migliaia e migliaia di persone, o te lo sei dimenticato?! " Alza la voce, ed Ace capisce subito che sta perdendo il controllo. Risa guarda Allen come a chiedergli che cosa fare. A questo punto, il re decide di intervenire.

" Bene, mio caro nipote... " Fa guardando il ragazzo dai capelli d'argento, e rivelando di essere suo zio. " Credo sia ora di tornare da dove sei venuto ". Ma in quel momento, Zwei cambia nuovamente umore, e si mette a ridere istericamente.

" No, zio, non sono venuto qua per farmi riportare in quel posto, ma per avvertirvi... " punta la falce ad Ace ed Alexis, poi prosegue la frase. " Sono tornato, ed avrò la mia vendetta. Sterminerò tutti i mezzosangue, e voi, mia cara... famiglia.. " calca sulla parola " famiglia " con un tono ironico e malefico " ... me la pagherete cara per tutto quello che ho dovuto subire in questi secoli " Alexis si spaventa e sbianca, diventa freddissima, ed abbraccia Ace, capendo che quelle minacce sono reali. Non fa in tempo a pensare altro, perché una nuova ventata d'aria gelida investe tutti, e, quando il vento si placa, il suo inaspettato cugino se n'è già andato. L'unica che non ha ancora aperto bocca è Risa, che anzi, esce dalla stanza, per poi appoggiarsi alla porta. Allen segue la moglie, sapendo Alexis al sicuro con suo figlio. Risa mette una mano sul viso e quasi si mette a piangere ma, quando si accorge di non essere da sola, si ricompone immediatamente, come si addice ad una regina come lei. Allen la fissa senza dire niente, e la cosa è strana, di solito, in quelle situazioni, ha sempre qualche battuta sarcastica capace di innervosire, o qualche scatto di rabbia. Invece ora nulla, la fissa e non dice nulla. È la rosa a prendere parola dopo alcuni minuti.

" perché mi stai fissando? Niente battute o scatti di rabbia? "

" no, non voglio né farti arrabbiare e né prenderti in giro... " si interrompe e si avvicina alla moglie, è una cosa rara, di solito non si comporta in quel modo. Ma lei lo deve ammettere, le piace. Ha bisogno di lui, di sentirlo accanto a lei, ora più che mai. " Voglio restarti vicino. Non solo sei mia moglie, ma sei anche mia sorella minore. Il mio compito è proteggerti, a maggior ragione dal momento in cui Kevin fu esiliato ".

" kevin se l'è meritato.. " commenta Risa, asciugando una lacrima che stava per uscire dai suoi occhi. " Era un venduto, ci ha traditi alleandosi con le forze oscure, che avrebbero potuto distruggere il nostro regno. Era pericoloso. Ed anche io e Soledad abbiamo avuto la prova della sua crudeltà ".

" Adesso è finita, non pensare a lui " E la abbraccia. Lei rimane sorpresissima, ma non esita a ricambiare. Ora sono solo loro due, può lasciarsi andare.

" Hai ragione... ora... ora il problema... "

" E' Zwei, si. Credimi, se vuole può essere peggio di Kevin ". Dice lei " dobbiamo proteggere Ace ed Alexis. Hai visto come la guardava? "

" purtroppo si, e temo che i tuoi sospetti siano fondati. La sua somiglianza con Hope, la moglie di Zwei, potrebbe portare delle conseguenze molto gravi per mia figlia... "

Ace ed Alexis sono rimasti da soli nelle cucine, la ragazza ancora spaventata da quanto successo, e lui che si sistema gli abnormi occhiali per evitare che cadano. Guarda Alexis. " sta tranquilla, farneticava. Non ti farà alcun male, sono io il suo obiettivo. E comunque non gli lascerei mai torcere un capello alla mia sorellina ". E le scompiglia i capelli. Lei non riesce a calmarsi, ma ora il problema non sono le minacce ricevute. È che, quando è accanto ad Ace, tutto sembra annullarsi, esistono solo loro due. E lui nemmeno pare accorgersene. Ma che ci può fare lei? Che ci può fare se lo ama e non riesce a levarselo dalla testa. Lo guarda, e, come se solo ora si fosse accorta degli occhiali, si arrabbia un po'. " leva subito quegli occhiali! Non ho dimenticato che hanno i raggi X"

" Ed io ti ho detto che non ti guardo con i raggi X, per cui non ti scaldare. E poi da quando in qua mi dai degli ordini? "
La ragazza, accorgendosi della gaffe commessa, si allontana e si inchina. " Ch.. chiedo scusa... io... "

In quel momento, Ace si mette a ridere di nuovo. " Calma calma... ora sei una di noi, non una cameriera, non agitarti ". Poi torna serio qualche istante " Però tieni bene a mente: non toccare la mia Artemis e non darmi ordini o ricattarmi, non lo sopporto ". Ha un tono serio, e la ragazza capisce che farà bene ad obbedire a queste regole.

" Artemis? " Chiede incuriosita. Ace annuisce e richiama la sua falce.

" Si, lei. Si chiama Artemis. Nessuno, e dico nessuno, ha il permesso di toccarla, nemmeno mamma e papà "

" ma non hai detto niente sugli occhiali " fa lei avvicinandosi di soppiatto, forse sussurra la frase troppo piano, e lui non si sposta, troppo impegnato ad ammirare la sua arma. Alexis si mette in punta dei piedi e prende gli occhiali, togliendoglieli. Ace se ne accorge quando ormai la sorella si è spostata.

" Hey, restituiscili, adesso ". Protesta, ma lei fa cenno di no.

" Mi piacciono i tuoi occhi, e non lascerò che rimangano nascosti dietro a questi due fondi di bottiglia ". Sorride, in un modo così dolce che riesce persino ad azzittire il fratello, e anzi, a farlo pure arrossire. Mai nessuno gli aveva detto quelle cose, e lui nemmeno l'ha mai voluto. Affezionarsi alle persone, pensa, è pericoloso, almeno per lui. Finirebbe solo con il far del male a chi si avvicinerà a lui. Eppure con Alexis è diverso, ha visto un lato dolce di lui, quel lato che mai nessuna persona ha mai visto, quel lato che, come figlio di Allen Baskerville e futuro re di Sabrie, ha sempre tenuto nascosto, per paura che qualcuno lo potesse ferire. Ma il sorriso di quella ragazza è così dolce e sincero, che anche la " maschera " che lui stesso si è imposto di portare, crolla come fosse fatta di neve e lei fosse.. si, il sole. Quel sole che tanto odia, che gli fa male. Ma che va a pensare, insomma? Si sta comportando come uno sciocco umano alle prese con la prima cotta, si deve dare una regolata. Si avvicina ad Alexis.

" Molla gli occhiali, adesso ". Non è minaccioso, solo serio, ma lei stavolta non si spaventa e sorride, ma quando si trova spalle al muro sente di nuovo quella strana tachicardia, quel caldo inspiegabile. Sono a pochi centimetri l'uno dall'altra, e diamine, se ha voglia di baciarlo e di togliergli quel ghigno dalla faccia. Ma si limita a stare zitta e ferma, con quei " fondi di bottiglia " in mano. Ace invece, riesce a recuperare gli occhiali, ma non li rimette. Guarda la ragazza con aria di sfida, cosa che ovviamente lei nota subito. " Attenta sorellina... noi vampiri non siamo come voi umani, c'è una legge che permette anche l'unione con un consanguineo ". Pare serio, e lei quasi sente il respiro fermarsi. È una provocazione o che cosa? La prende in giro o sta parlando seriamente. Per la prima volta fissa chiaramente quegli zaffiri meravigliosi che sono gli occhi del principe dei vampiri, e stavolta prende coraggio, si avvicina un po'.

" E dimmi, fratello, questa è una minaccia? " Riesce a sussurrare. Ma da dove le viene tutta questa audacia? La sua testa le dice di fermarsi, che sta diventando troppo sfacciata. Ma dopo tutto è stato lui a cominciare.

" Minaccia? Oh no, non lo farei mai. Sono un principe gentile, io ". Risponde lui mettendo una mano all'altezza del suo viso, in modo che lei non scappi. " Non ti minaccio, ti sto solo dicendo come funziona qui "

" Allora perché siamo così vicini? " Le sfugge proprio, non riesce a stare zitta, anche se in quel momento, pensa, forse era meglio che si fosse morsa la lingua. Dire le cose in faccia come fa lei, a volte, può essere un vero e proprio difetto, altro che pregio.

" Forse siamo vicini perché lo vogliamo entrambi " Risponde lui. Poi si sposta vicino al suo collo, diamine, è una tentazione troppo forte. Appoggia leggermente le sue zanne sul collo della sorella, e sente che il suo sangue scorre velocissimo, è spaventata. Sta esagerando? Non lo sa. Si limita a spostarsi, e tre gocce del sangue della rosa gli finiscono sulla bocca, ed inevitabilmente, per un solo istante, i suoi occhi tornano rossi. Per fortuna si calma subito, ed il colore torna azzurro intenso. Sposta lo sguardo verso Alexis. Fissa la ragazza, i suoi occhi, in attesa di una reazione, poi si sposta. " Ok scusami, devo aver esagerato. Mi sembri una statua di cemento. Non volevo spaventarti "

" hai cercato di.. di.. "

" a volte esagero. Mi dispiace di averti spaventata, soprattutto dopo quello che è appena successo con Zwei.. " Lei ascolta, ascolta. Ma non è spaventata. Le pare quasi di averlo desiderato, essere morsa da Ace, essere sua per l'eternità. È forse così? Lei vuole veramente essere trasformata in una vampira, e risvegliare al 100 % i suoi poteri?



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