ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 10 luglio 2016
ultima lettura domenica 13 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

DEVIL THIEF

di shirokitsune. Letto 395 volte. Dallo scaffale Fantasia

Tornando a noi, la missione che ti sei prefisso è molto difficile, perché i tredici oggetti compaiono a turno per ogni epoca, quindi dovrai essere presente in ogni epoca finchè non riuscirai a distruggerli tutti, e io ti fornirò il potere per farlo.

DEVIL THIEF

Cinquecento anni fa, viveva un ragazzo di nome Kai, egli aveva capelli rosso fuoco e occhi verdi, suo padre era un nobile che lavorava al governo come senatore, perciò il ragazzo viveva una vita agiata.

Il padre di Kai si chiamava Reine ed era un uomo onesto e giusto, per questo suo modo di essere era ammirato e rispettato da tutti.

Una notte Reine dovendo partecipare ad una riunione urgente si recò al palazzo del governo.

Una volta terminata la riunione tutti i senatori tornarono a casa, tuttavia Reine si accorse di aver dimenticato il soprabito, così tornò indietro per riprenderlo; poco prima che varcasse la soglia della sala dove si era tenuta la riunione sentì degli uomini parlare, così si mise ad ascoltare, quello che sentì fu scioccante.

Dopo circa mezz’ora Reine decise di tornare a casa prima che quegli uomini potessero scoprirlo, ma purtroppo per lui inciampò e cadde, il rumore che fece rese nota la sua presenza a quel gruppo misterioso che subito partì all’inseguimento.

Reine cominciò a correre e riuscì ad uscire dal palazzo, poi sempre correndo riuscì a tornare a casa.

Una volta varcata la soglia di casa fece un respiro e si calmò.

I giorni passarono ma Reine rimase sempre all’erta, e questo suo atteggiamento non sfuggì a Kai, che ormai aveva preso l’abitudine di chiedere al padre se andasse tutto bene e di sentirsi rispondere: “ si, non è niente”.

Una sera Kai mentre percorreva la via che lo avrebbe portato a casa vide del fumo provenire da casa sua, preoccupato si sbrigò a raggiungerla e quando arrivò vide che era in fiamme; subito si precipitò in casa chiamando il nome del padre e dei domestici, ma non ottenne risposta; quello che vide furono i corpi senza vita della servitù; a quel punto si mise a correre per raggiungere lo studio che si trovava al piano superiore.

Quando aprì la porta vide Reine in fin di vita, subito si precipitò al suo fianco e sollevandogli la testa disse: “ padre chi ti ha fatto questo?”, Reine con un filo di voce rispose: “ Kai, ascoltami attentamente, ormai mi resta poco tempo. Qualche tempo fa ho ascoltato una conversazione segreta di un gruppo chiamato Obtenebra, questo gruppo ha in mente un progetto che se venisse portato a termine causerebbe la fine del genere umano; il loro scopo è riunire gli oggetti conosciuti come le tredici meraviglie del mondo e con quelli evocare il sovrano delle tenebre, ti affido il compito di fermarli e per farlo ti affido il nostro tesoro più prezioso, lo zaffiro oscuro, chiedi il suo aiuto”.

Detto questo Reine morì lasciando Kai disperato e confuso.

Tuttavia Kai si riprese abbastanza in fretta, aveva sempre avuto dei nervi di acciaio, perciò chiuse gli occhi al padre e fuggì verso il bosco che costeggiava la città, là sarebbe stato al sicuro per almeno una notte.

Una volta nel bosco accese un fuoco e dalla tasca estrasse lo zaffiro oscuro, se lo rigirò tra le mani ammirandone il riflesso, poi lo rimise al sicuro nella tasca e cominciò a valutare le strade da prendere: “ uno, potrei lasciar perdere questa storia e ricominciare; due, potrei accettare il lavoro, ma il problema è come fare a rintracciare questi fantomatici oggetti e anche come prenderli e distruggerli”.

Dopo averci pensato tutta la notte decise di eseguire le ultime volontà del padre, perché se quel gruppo misterioso avesse realizzato il proprio progetto il mondo sarebbe finito, inoltre voleva vendicarsi, visto che per colpa loro aveva perso tutto.

Decise che per portare a termine il suo lavoro sarebbe diventato un ladro, visto che non possedeva più denaro e che era il modo più veloce per scovare un nemico nell’ombra.

Ad un tratto sentì la tasca dei pantaloni rovente, così estrasse lo zaffiro e scoprì che era la gemma ad emettere calore; ad un certo punto lo zaffiro cominciò a parlare con la voce di un vecchio: “ salve giovane Kai, il mio nome è Sindriel”, per la sorpresa il ragazzo fece cadere la gemma, poi però la raccolse, e la gemma continuò a parlare: “ giovane Kai so cos’è accaduto e mi dispiace per la tua perdita, tuttavia una questione più urgente ci attende quindi ascoltami.

Innanzitutto devi sapere che sono un demone che ha tradito il suo signore, il re delle tenebre, sigillandolo con l’energia delle tredici meraviglie del mondo da me creati”, a quelle parole Kai rispose: “ Cosa! Tu un demone e per giunta traditore! Perché hai tradito il tuo re?”; il vecchio rispose: “ semplicemente perché voi umani mi piacete, siete creature interessanti, siete in continua evoluzione; comunque dopo che lo sigillai mi rimase poca energia, così per prolungare la mia esistenza trasferì la mia anima in questa pietra, e poi mi affidai al tuo capostipite che era un mio vecchio amico, lo feci perché nel caso qualcuno avesse tentato di rompere il sigillo del re io lo avrei fermato.

Tornando a noi, la missione che ti sei prefisso è molto difficile, perché i tredici oggetti compaiono a turno per ogni epoca, quindi dovrai essere presente in ogni epoca finchè non riuscirai a distruggerli tutti, e io ti fornirò il potere per farlo.

Per portare a termine l’impresa ti donerò tutta la mia magia anche se non è molta, ti farò diventare un ladro, ogni volta che vorrai assumere l’identità del ladro dovrai dire Devil Thief, mentre per tornare te stesso dovrai semplicemente pronunciare il tuo nome; inoltre ti reincarnerai in ogni epoca senza memoria, la riavrai solo quando raggiungerai l’età che hai adesso, ti reincarnerai con lo stesso aspetto e con lo stesso nome che hai adesso, quando ti avrò dato il mio potere cambierà solo il tuo colore di occhi”.

Dopo aver ascoltato il ragazzo accettò la proposta poi disse: “ Sindriel tu che fine farai dopo che mi avrai passato i poteri?”, il vecchio rispose: “ semplicemente morirò è la magia che tiene in vita noi demoni”, dopo di che passò i poteri al ragazzo, e poi la pietra si sbriciolò.

Dopo che il vecchio morì, il ragazzo lo ringraziò.

Presente 2015, città di Aster.

In questa città vive un ragazzo di nome Kai Samurakami, egli ha capelli rosso fuoco e occhi di un colore molto particolare, sono infatti gialli; i suoi genitori sono entrambi medici che lavorano all’estero, quindi si può dire che il ragazzo viva da solo.

Kai ha un’amica d’infanzia che vive nel suo stesso palazzo e che regolarmente lo invita a pranzo e cena, il suo nome è Ayame Matsumoto.

Entrambi i ragazzi sono iscritti alla facoltà di medicina.

Il padre di Ayame è un detective della polizia molto in gamba, il suo nome è Ken Matsumoto, egli vive solo con la figlia, la moglie infatti morì uccisa da un delinquente che voleva vendicarsi di lui.

Come ogni mattina Kai passa a prendere Ayame, e come al solito devono volare con la moto del ragazzo per via della lentezza a prepararsi di Ayame.

Una volta arrivati in facoltà Kai parlò: “ possibile che tu non riesca mai a svegliarti in tempo!”, lei per tutta risposta gli fece una linguaccia, ad un tratto furono interrotti dall’arrivo di una amica di Ayame, che disse: “ ecco la nostra coppiettina!, già a fare i piccioncini di prima mattina?”, a quella frase entrambi risposero rossi in viso: “ non siamo fidanzati! Siamo solo amici!”, poi Kai disse: “ chi vuoi che si metterebbe con lei!, ha tanti di quei difetti che se dovessi elencarli tutti faremmo notte!”, a quel punto Ayame rispose: “ senti chi parla il maniaco della puntualità!”; e mentre loro litigavano gli alri ridevano.

Nel pomeriggio Kai va sempre al parco a fare parkour e rientra per l’ora di cena.

Kai un giorno mentre tornava a casa fu assalito da un potente mal di testa, il dolore fu talmente forte che lo fece accasciare a terra svenuto.

Quando rinvenne notò che si trovava nel suo letto e che al suo fianco c’era Ayame, lei non appena vide che si era ripreso disse: “ Kai che ti è successo? Stai bene? Mi hai fatto preoccupare! Ti ho trovato svenuto nell’ingresso di casa tua!”, lui la guardò poi ripose: “ sto bene, è stato solo un capogiro, ora puoi tornare a casa, io credo che mi riposerò ancora un po”.

Quando fu di nuovo solo disse fra sé: “ finalmente mi sono ricordato tutto, e con i ricordi e tornata la mia magia, da domani si riprende a lavorare, devo trovare l’ultimo oggetto delle tredici meraviglie del mondo, solo che non ho nessun indizio su cosa possa essere, ricordo che l’ultimo oggetto che distrussi fu una spilla tempestata di rubini grossi come le mie dita; inoltre devo sottrarre all’organizzazione Obtenebra gli oggetti in loro possesso!”, detto questo si addormentò.

Nel frattempo i capi dell’organizzazione Obtenebra discutevano il da farsi: “ tra non molto avremo il ritorno di Devil Thief, ancora non conosciamo la sua identità, sappiamo solo che comparve per la prima volta cinquecento anni fa, sappiamo che in qualche modo abbia stretto una sorta di patto con qualche demone, ma non sappiamo né come faccia a conoscere i nostri scopi, né come faccia a trovare gli oggetti; siamo sicuri di una cosa che prima o poi verrà a prendere i nove oggetti in nostro possesso. Dobbiamo catturarlo e distruggerlo!”.

Dopo qualche minuto il capo supremo parlò: “ signori ho un idea, che ne dite di tendergli una trappola, doneremo ad un museo uno delle tredici meraviglie, so che è rischioso, ma lui sa distinguere un falso dal vero, poi lo seguiremo e infine lo cattureremo o uccideremo.”

Nel frattempo Kai cominciò la ricerca dell’ultimo oggetto e contemporaneamente andò anche alla ricerca di notizie sull’organizzazione, ormai erano secoli che si combattevano, e Kai oramai aveva costruito un notevole rete di informazione.

Una mattina in classe uno dei suoi colleghi disse: “ ehi hai saputo?”, lui per tutta risposta fece uno sguardo interrogativo, così il ragazzo riprese a parlare: “ hanno donato al museo Longlin una statuetta ricavata da un enorme smeraldo, è un oggetto unico al mondo”.

A quella notizia gli occhi del ragazzo si fecero seri e sul suo viso comparve un ghigno diabolico; quella sua espressione non sfuggì ad Ayame, che pensò: “ è la prima volta che vedo una simile espressione sul suo viso, c’è sotto qualcosa lo sento, Kai si comporta in modo strano da quando ha avuto quel capogiro”.

Una volta tornato a casa continuò ad avere quel ghigno e pensò: “ finalmente si sono fatti vivi, non mi lascerò sfuggire l’occasione, anche se sicuramente è una trappola, vedremo chi riderà alla fine!”.

Dopo di che lanciò il biglietto di sfida, nel quale annunciava che alle ventitre avrebbe rubato la statuetta.

Arrivata l’ora annunciata, Kai prese l’identità di Devil Thief, e in un attimo apparve il suo vestito da ladro che consisteva: in un cilindro, un frac e una cravatta nera, una camicia grigia e un gilet a scacchi nero e bianco e per finire una maschera da pierrot bianca con un sorriso sinistro e una lacrima nera che scendeva dall’occhio sinistro.

Entrare nel museo fu uno scherzo, infatti tramutandosi in nebbia riuscì ad entrare senza problemi.

Una volta all’interno si nascose in un condotto d’aria che dava una buona visuale della stanza dove era custodita la statuetta; dentro il condotto riprese la sua forma solida e tirò fuori un paio di occhiali infrarosso, quando li mise vide raggi laser ovunque, e intorno alla statuetta un cordone di poliziotti, quando poi vide chi c’era al comando per poco non gli prese un colpo, infatti a guidarli c’era il padre di Ayame, Ken Matsumoto.

Osservando meglio notò che non c’era nessuno degli Obtenebra e la cosa lo insospettì, comunque decise di mettersi al lavoro; si ritrasformò in nebbia e superò i laser, arrivato sopra la teca parlò: “ salve agenti, con il vostro permesso prendo la statuetta e tolgo il disturbo”, a quelle parole i poliziotti si girano e rimasero allibiti, non si erano accorti di niente, nel frattempo Kai aveva rotto la serratura della teca e preso la statuetta.

All’improvviso il detective Matsumoto ordinò di spegnere i laser e di catturare Devil Thief, intanto il ladro si era fatto spuntare un paio di ali da demone, e una volta spenti i laser volò via col bottino.

Quello che dovete sapere a proposito dei miei poteri e che posso usarli uno alla volta, e ovviamente quando mi trasformo in nebbia non mi è possibilie afferrare gli oggetti.

Mentre volava nel cielo notturno, si accorse di essere seguito, si girò e vide un elicottero della polizia pilotato da Matsumoto, a quanto pareva il detective non si arrendeva facilmente, Kai provò diverse volte a seminarlo ma fu inutile.

Ad un tratto Kai sentì il rumore di un fucile e riuscì a malapena ad evitare il colpo, che tuttavia colpì l’elicottero nel punto in cui c’era il serbatoio, quindi cominciò a precipitare.

Matsumoto rendendosi conto della situazione prese il paracadute e si lanciò dall’elicottero in fiamme; tuttavia quando aprì il paracadute si accorse che sia lui che Devil Thief erano sotto una pioggia di proiettili.

Ad un tratto alcuni proiettili colpirono il paracadute, e il detective cominciò a precipitare; Kai accortosi della situazione afferrò al volo Matsumoto, poi planò verso il boschetto che era sotto di loro, ad un tratto un proiettile lo colpì al fianco, ed entrambi precipitarono, ma essendo quasi arrivati a terra non si fecero nulla di serio.

Una volta a terra Kai si appoggiò ad un albero, la sua ferita era più seria di quanto pensasse; ad un tratto il detective parlò: “ si può sapere che diamine sta succedendo? E poi come mai mi hai salvato?”; Kai con ancora indosso la maschera rispose: “ i tizi che ci hanno sparato fanno parte di una certa organizzazione, comunque tranquillo il loro bersaglio sono io, tu sei solo un imprevisto da eliminare, e in ultimo ti ho salvato perché per me sei una persona importante”, a quelle parole Matsumoto rispose: “ da come parli si direbbe che tu conosca abbastanza bene questa organizzazione, e poi che vuol dire che per te sono importante? È la prima volta che ci vediamo!”, Kai rispose: “ si, so chi sono e qual è il loro scopo, per questo sono diventato un ladro, per fermarli, comunque è una cosa che non ti deve interessare; per quanto riguarda il conoscerci… bè è un segreto”, detto questo si fece rispuntare le ali e volò via per attirare il nemico su di sé, non voleva che Ayame soffrisse ulteriormente.

Una volta avuta l’attenzione del nemico atterrò in una radura e in un attimo fu circondato da una ventina di uomini vestiti di nero e armati fino ai denti.

I nemici gli puntarono addosso tutte le armi, tenendolo sotto mira, poi uscì il loro capo che parlò: “ finalmente ci incontriamo di persona Devil Thief, sono secoli che la nostra organizzazione ti cerca, sicuramente ti starai chiedendo come abbiamo fatto a localizzarti”, Kai sorrise poi parlò cercando di mascherare il fatto che la ferita gli faceva un male pazzesco e che la perdita di sangue era notevole: “ forse state fraintendendo una cosa, non siete stati voi a mettermi in trappola, sono io che vi ho attirato allo scoperto grazie al gps inserito nella statuetta, credevate davvero che non me né accorgessi!” detto questo prese il gps e lo distrusse, dopo qualche minuto il capo degli uomini parlò: “ vedo che sei un tipo in gamba, ora passiamo alle domande e vedi di rispondere se non vuoi ritrovarti come un colabrodo”, stavolta Kai fece una risata fredda poi parlò: “ non vi dirò un bel niente, l’unica cosa che vi dirò è che vi distruggerò e non importa quanto tempo ci impiegherò!” detto questo lanciò una bomba abbagliante e sparì nell’oscurità.

Nel frattempo il detective seguendo Kai aveva ascoltato tutto, e basandosi sul suo istinto pensò che per Devil Thief fosse una faccenda personale.

Una volta atterrato sul tetto del suo palazzo Kai evocò la fiamma in grado di distruggere le tredici meraviglie del mondo pagando un tributo di sangue.

Una volta ripresa la sua identità si controllò la ferita, e vide che ancora perdeva sangue, così la cucì e per farlo rischiò di svenire almeno tre volte, poi la bendò, e andò a letto distrutto.

Intanto anche Matsumoto era tornato a casa. Lì pensò di cominciare ad indagare su tutta questa faccenda, però decise di farlo con discrezione, perché aveva intuito che quell’ organizzazione aveva occhi e orecchie ovunque; inoltre capì che il suo unico indizio era Devil Thief.

L’indomani quando Kai si alzò si sentiva distrutto, e questo perché i punti che aveva dato per chiudere la sua ferita si erano sciolti e quindi continuava a perdere sangue, perciò diede di nuovo dei punti di sutura come cura provvisoria, visto che doveva andare a pranzo a casa di Ayame, e questo implicava dover a che fare con l’ispettore.

Il pranzo fu allegro come sempre.

Dopo aver finito Ayame iniziò a sparecchiare, ad un tratto mentre portava i piatti verso il lavello inciampò in uno sgabello, Kai istintivamente veloce come un fulmine la prese al volo e contemporaneamente con l’altra mano prese i piatti; solo che quella prodezza e il fatto che subito dopo si toccò il fianco non sfuggirono all’ investigatore, che tuttavia non disse nulla.

Una volta tornato a casa sollevò la maglietta e vide che la fasciatura era inzuppata di sangue, a quel punto capì che il proiettile doveva contenere qualche sostanza che non lasciava coagulare il sangue, Kai si sentiva debolissimo, così decise di recarsi alla facoltà di medicina e trovare la sostanza. Non poteva andare in un ospedale perché l’organizzazione aveva orecchie e occhi ovunque.

Una volta lì prese un campione di sangue e lo analizzò, poi una volta scoperta la sostanza preparò un antidoto, lo spalmò sulla ferita, la disinfettò e infine la ricucì e in ultimo cambiò la fasciatura.

L’indomani notò che la ferita si era finalmente richiusa, così eliminò il bendaggio, tuttavia mise un grosso cerotto, poi si recò all’università.

Intanto Ken Matsumoto una volta arrivato alla stazione di polizia si recò in archivio per cercare notizie su Devil Thief. Cercò per ben due giorni, alla fine si dovette arrendere, in archivio non c’era niente su questo ladro.

Nel frattempo i vertici di Obtenebra pensavano ad un nuovo piano per eliminare il ladro.

Passarono due mesi senza che niente succedesse.

Kai era sempre più nervoso perché non riusciva a trovare il covo degli Obtenebra.

Durante una riunione i capi di Obtenebra decisero di attirare il ladro in un finto covo, ma purtroppo furono costretti ad usare come esca un altro delle tredici meraviglie del mondo. Per fargli trovare il finto covo senza insospettirlo fecero circolare delle voci.

Kai ovviamente trovò il covo, e scoprì anche che l’oggetto da rubare era un grosso orecchino fatto in platino con un grosso zaffiro incastonato.

Intanto Matsumoto seguendo il suo istinto decise di pedinare Kai; naturalmente il ragazzo si accorse di essere seguito dall’ispettore, ma lo lasciò fare.

Una settimana dopo è precisamente di sabato, Kai decise di mettere segno il colpo. Una volta presa l’identità di Devil Thief si fece spuntare le ali e prese il volo, senza sapere di essere seguito dal detective.

Arrivò nel luogo designato che si rivelò essere una villa gigantesca; Kai si trasformò in nebbia ed entrò, cominciò a cercare la stanza dove era custodito l’orecchino. Vagò per circa due ore e alla fine la trovò.

Intanto anche il detective seppur con qualche difficoltà riuscì ad introdursi nella villa alla ricerca del ladro.

Devil Thief una volta entrato nella stanza, controllò il sistema di sicurezza, ma constatò che non c’era nulla a protezione dell’orecchino, non un solo laser, e la cosa lo insospettì; si avvicinò con cautela alla teca, la sollevò e prese l’oggetto; all’improvviso un enorme campana di vetro antiproiettile lo intrappolò.

Kai imprecò e provò a trasformarsi in nebbia per uscire, ma fu inutile, provò a romperla ma niente. Quando si calmò decise di aspettare l’occasione propizia per fuggire.

Nel frattempo Matsumoto girovagava da un bel po’, ma alla fine riuscì a trovare la stanza dove era intrappolato Devil Thief.

Quando entrò rimase di stucco quando vide il ladro in trappola, ma mai quanto Kai nel vederselo comparire davanti.

Dopo circa cinque minuti di silenzio l’ispettore parlò: “ vedo che te l’hanno fatta! Ti hanno catturato per bene!”, Kai rispose: “ che diavolo ci fai qui ispettore! Ti avevo detto di starne fuori! Vuoi lasciarci le penne?”, lui per tutta risposta rise, poi rispose: “ sono uno che non muore neanche se lo ammazzano!”, il ragazzo rispose cinico: “ si certo come no! Vogliamo fare la prova!”.

Dopo qualche istante Matsumoto parlò in modo serio: “ sono disposto a liberarti, a patto che tu mi racconti tutto!”, il ragazzo lo guardò poi rispose: “ perché sei così interessato? Io sono un semplice ladro!”, Matsumoto rispose: “ non me la dai a bere, sono bravo a capire quando uno mente, il mio istinto mi dice che tu in realtà sei un bravo ragazzo, e che stai combattendo contro questa organizzazione per qualche motivo importante.”

Kai tra sé pensò: “ certo che il padre di Ayame ha proprio un istinto eccezionale!, comunque non mi pare di avere alternative”, poi parlò: “ va bene hai vinto! Ti racconto tutto! Anche se non so se mi crederai”, poi iniziò a raccontare la sua storia; tralasciando la parte sulla sua identità.

Quando Kai ebbe finito di raccontare Matsumoto era molto sorpreso, poi parlò: “ se non avessi visto con i miei occhi i tuoi poteri non avrei creduto ad una parola della storia che mi hai raccontato, Kai”; il ragazzo sgranò gli occhi dalla sorpresa, poi lentamente si levò la maschera e parlò: “ come hai capito che ero io?”, l’uomo sorrise, poi rispose: “ è stato facile, la prima volta che ci siamo incontrati in questi ruoli tu mi hai detto che ero una persona importante per te, poi quando sei venuto a pranzo ho notato che ti tenevi la mano sul fianco, per non parlare dell’ acrobazia che hai fatto per prendere Ayame e i piatti, perciò ho semplicemente fatto due più due.

Dopo che ebbe finito di parlare entrambi risero, poi il ragazzo si rimise la maschera, mentre il detective lo liberava.

Non appena fu libero un uomo fece irruzione e prese in ostaggio il detective, poi parlò: “ fermo dove sei Devil Thief!, altrimenti ucciderò quest’uomo!, ora farai tutto ciò che ti dirò: uno, getta ai miei piedi l’orecchino che hai rubato, poi avanza lentamente verso di me, e mi raccomando niente scherzi!”; Kai fece come gli era stato detto, lanciò ai piedi dell’uomo l’orecchino, poi avanzò lentamente, ad un tratto si fermò quando un altro tirapiedi gli puntò la pistola alla testa.

Kai era letteralmente furioso, in un attimo divenne nebbia, poi facendo tornare normale una parte del suo corpo estrasse dei pugnaletti che lanciò con maestria, colpendo la mano che impugnava la pistola dell’uomo che teneva in ostaggio il detective; il quale colse al volo l’opportunità e con una mossa di arti marziali lo mise al tappeto, contemporaneamente l’altro uomo cercò di chiamare rinforzi ma Kai lo addormentò con una semplice mossa.

Poi una volta che si furono calmate le acque Kai riprese l’orecchino e dopo essersi fatto spuntare le ali prese sotto braccio il detective e volando tornarono a casa.

Il ragazzo atterrò proprio sul tetto del palazzo; poi riprese le sue sembianze e dopo un attimo parlò: “ sei stato un pazzo a seguirmi!, potevi fare una brutta fine!, se fosse successo avresti lasciato Ayame sola e io non me lo sarei mai perdonato!, non seguirmi più!”; Matsumoto lo guardò allibito, era la prima volta che vedeva il ragazzo così arrabbiato, in genere era sorridente e spensierato, e aveva in genere dei nervi d’acciaio, poi parlò: “ vedo che tieni davvero a mia figlia, tuttavia tu per me sei come un figlio, quindi non ti lascerò solo, facciamo così io ti passerò tutte le informazioni che troverò, poi ti darò una trasmittente, così in caso ti trovi nei guai potrò aiutarti, che né dici?”, Kai ci pensò, poi accettò.

Quando rientrò nel suo appartamento evocò la fiamma e distrusse l’oggetto.

Nel frattempo i capi di Obtenebra erano furiosi per aver perso un altro oggetto, comunque erano riusciti a capire che Devil Thief aveva un collegamento con l’investigatore Matsumoto, così decisero di tenerlo sotto sorveglianza e di usarlo come carta vincente.

Nei giorni seguenti sia Matsumoto che Kai si sentivano osservati, ma non notando niente di anomalo non ci badattero più di tanto.

Una mattina Ayame irruppe nella stanza di Kai urlandogli: “ Kai sveglia! Indovina che giorno è oggi?”; il ragazzo non rispose perchè dormiva profondamente, visto che era esausto dopo aver cercato senza successo il covo principale dei nemici.

Ayame vedendolo addormentato decise di svegliarlo, così gli si avvicinò e con dolcezza lo chiamò; ad un tratto il ragazzo l’afferrò nel sonno e la costrinse a sedersi nel letto; la ragazza lo chiamò di nuovo e stavolta si svegliò.

Quando la ragazza finalmente lo vide del tutto sveglio parlò: “ allora Kai che giorno è oggi?”, lui sorrise poi rispose: “ a giudicare da come hai fatto irruzione, direi senza ombra di dubbio che oggi è il tuo compleanno!”, lei annuì poi disse: “ oggi è l’unico giorno in cui sarai al mio completo servizio, perciò preparati mio caro, oggi girerò tutti i negozi e ovviamente tu mi porterai le borse!”, lui rispose rassegnato: “ ok”.

Per tutto il giorno Ayame trascinò il povero ragazzo in giro per negozi, poi al tramonto andarono al luna park, dove verso sera lo costrinse a salire sulla ruota panoramica, una volta saliti in alto, lui le toccò una spalla, lei si voltò e lui la baciò, Ayame divenne all’istante rossa, poi lui sorridendo disse: “ dopo questo piccolo anticipo, ti do il tuo vero regalo”, detto questo le mise al collo una catenina che come ciondolo aveva un piccolo iris viola.

Una volta finito al luna park si recarono a casa della ragazza, dove li attendeva Ken, che aveva preparato una torta e così terminò il compleanno della ragazza.

Una volta che si fu coricata Ayame ripensò al bacio che le aveva dato Kai, era stato un bacio leggero, quasi come se lui si fosse quasi sentito in colpa, tuttavia arrossì ripensandoci.

Kai una volta nel suo letto, ripensò al bacio che aveva dato ad Ayame, lei gli piaceva sin da quando erano piccoli, tuttavia finchè non avesse chiuso i conti con l’organizzazione non poteva prendersi il lusso di avere una vita.

Passarono cinque mesi e nel frattempo Kai dopo lunghe indagini riuscì a scoprire dove si trovava il covo del nemico, era situato nel sottosuolo, sotto le fondamenta di un centro commerciale.

Intanto l’organizzazione aveva spostato gli otto pezzi facenti parte delle tredici meraviglie del mondo in tre sedi differenti, quattro con quella principale.

Una notte il capo supremo di Obtenebra rivelò un grande segreto al suo concilio: “ miei confratelli, ho da darvi una notizia molto importante, dopo secoli di ricerca ho scoperto che se riusciamo ad ottenere l’ultimo delle tredici meraviglie e a disporlo all’interno del cerchio magico, tutti gli oggetti distrutti saranno ricomposti, quindi io ordino seduta stante che si dia la priorità al recupero dell’ultimo oggetto.” Detto questo tutti si misero immediatamente all’opera.

Per quanto riguarda Kai, decise di far trovare l’ultimo oggetto all’organizzazione, nel frattempo lui si sarebbe concentrato sulla distruzione degli altri.

Quando distrusse gli ultimi due oggetti escluso il pezzo finale, confermò che la sorveglianza era troppo poca e la cosa lo impensierì, visto che si trovava già nel covo principale, nel livello medio, decise di piazzare delle cimici sia in quel livello che negli altri.

Dopo due mesi di attesa finalmente l’organizzazione trovò l’ultimo oggetto che si rivelò essere una corona fatta di platino finemente lavorato, con ogni genere di pietra preziosa a decorarla; naturalmente la notizia non sfuggì a Kai.

Il ragazzo decise di preparare il suo ultimo colpo, poi finalmente avrebbe messo fine a quella storia.

A mezzanotte si recò nella sede centrale dell’ organizzazione. Grazie ai discorsi ascoltati si era fatto un idea su dove potesse essere l’ultimo pezzo, così si recò nella stanza del capo supremo.

Una volta lì, la aprì e si ritrovò in una stanza grande quanto un appartamento, con un letto maestoso con coperte di velluto rosso.

Notò che la stanza era deserta, così cominciò a frugare per trovare la corona, dopo un po’ il suo occhio esperto vide una statua che non lo convinceva, infatti la statua non centrava nulla con l’arredamento, così si avvicinò e cominciò ad ispezionarla, finche non trovò un bottone posto alla base della statua, lo spinse e all’improvviso tra due librerie si aprì un passaggio, vi entrò e si ritrovò in una caverna, dove al centro c’era quello che cercava.

In una teca di vetro rinforzato c’era la corona; naturalmente prenderla fu uno scherzo, tuttavia i problemi arrivarono dopo.

Infatti dopo averla presa sentì il suono di uno sparo, naturalmente per evitare il proiettile divenne nebbia, e la corona cadde a terra, tornato in forma solida disarmò l’uomo che aveva sparato, poi riprese l’oggetto, ma ad un tratto una voce fredda parlò: “ fossi in te non lo farei se non vuoi che ti chi è caro si faccia male!”, il ragazzo a quelle parole si girò e vide che il capo aveva sotto tiro sia il detective che Ayame, vedendola così spaventata Kai divenne furioso, tuttavia cercò di non darlo a vedere, per non peggiorare la situazione degli ostaggi.

Dopo un momento di silenzio il capo supremo riprese a parlare: “ innanzitutto mi presento, mi chiamo Jilah, e ti ordino di mostrare la tua identità se non vuoi che questi due facciano una brutta fine, inoltre voglio che consegni la corona nelle mani di un mio subalterno che me la consegnerà”.

Kai era disperato, perciò si guardò in giro sperando che ci fosse qualcosa per ribaltare la situazione, ma fu inutile, gli ostaggi erano tenuti nel mirino da almeno tre scagnozzi a testa; così non potè fare altro che ubbidire.

Kai lentamente si tolse la maschera che cadde a terra, quando Ayame vide chi era restò di stucco, poi con una vocina spaventata disse: “ Kai, che ci fai qui? E questi uomini cosa vogliono? È soprattutto tu sei il ladro Devil Thief!”; Kai le rispose: “ se fosse stato possibile avrei preferito che tu non lo scoprissi mai! Volevo tenerti al sicuro!”, poi Jilah parlò di nuovo: “ ma sei un moccioso! Comunque ora voglio sapere tutta la storia!”; ancora una volta Kai ubbidì e cominciò il racconto.

Quando il ragazzo finì il racconto Jilah gli puntò la pistola e sparò, il ragazzo cadde a terra, il tonfo fu coperto dall’urlo disperato di Ayame; dopo aver sparato Jilah ordinò ad uno dei suoi scagnozzi di controllare se fosse effettivamente morto.

Lo scagnozzo si avvicinò al corpo del ragazzo, poggiò una mano sul petto, poi parlò: “ capo non c’è battito, del resto lo hai colpito al cuore.”

A quel punto Jilah rise, poi parlò: “ finalmente ho tolto di mezzo la nostra spina nel fianco, ora potrò ottenere ciò che voglio grazie al potere della corona, come prima cosa ripristinerò gli altri oggetti, però prima mi sbarazzerò degli ostaggi, ormai non mi servono più!”. Detto questo puntò la pistola contro Ayame, la quale piangeva silenziosamente.

All’improvviso gli uomini che tenevano sotto mira il detective finirono misteriosamente K.O. , tutti si girarono ma non videro nessuno, in quell’attimo di distrazione Ken mise fuori gioco le guardie che tenevano sotto tiro la figlia, poi dal nulla apparve Kai.

Jilah, quando vide che il ragazzo era vivo e vegeto e che aveva liberato gli ostaggi urlò di rabbia, poi parlò: “ come fai ad essere vivo? Cosa sei immortale!”, Kai rispose con un sorriso perfido poi parlò: “ davvero pensavi che un proiettile potesse uccidermi! Sei un ingenuo!, quando il proiettile stava per colpirmi ho trasformato il mio cuore in nebbia, quindi il proiettile mi è passato attraverso, ed è anche il motivo per cui il tuo scagnozzo non ha sentito il battito del cuore; arrenditi hai perso!”, l’uomo rise poi parlò: “ dimentichi che ho ancora la corona!”, a quel punto il ragazzo si fece un taglio alla mano e facendo uscire più sangue del solito evocò una fiamma così grande che riuscì a colpire a distanza la corona, la quale andò distrutta, Jilah per lo shock svenne.

Dopo un po’ il detective chiamò la polizia, che arrestò tutta l’organizzazione, ovviamente facendo prima andare via Kai.

Quando anche Ayame e Ken tornarono a casa videro che Kai li aspettava seduto in salotto, aveva ripreso la sua identità, e si vedeva che era distrutto.

Ayame non appena lo vide corse ad abbracciarlo, mentre lui le accarezzava dolcemente la testa, poi Kai parlò: “ con la distruzione della corona finalmente la mia missione è finita, con questo ho vendicato mio padre, ora finalmente potrò vivere come desidero, in questa vita mi resteranno i poteri, ma dalla prossima sarò una persona normale, non rinascerò più con questo aspetto e non mi chiamerò più con questo nome, e soprattutto la mia memoria sarà ripulita, insomma mi reincarnerò come tutte le altre persone”.

Poi parlò il detective: “ quindi questo è il tuo happy end”, il ragazzo sorrise in modo furbo poi parlò: “ non proprio”, detto questo prese il viso di Ayame, ma stavolta fu lei ad essere più veloce a baciarlo, poi Kai riprese a parlare mentre Ken guardava ostinatamente da un altro lato: “ ora posso dire che è il mio Happy end”.

Dopo questo episodio capitò che Kai ogni tanto riprendesse l’identità di Devil Thief, ma lo faceva solo quando il detective era in pericolo di vita.

END



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: