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lavoro pubblicato domenica 10 luglio 2016
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ELEMENTAL

di shirokitsune. Letto 335 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ogni volta che Aen lo vedeva un ira profonda bruciava dentro di lui, ma sapeva che al suo stato attuale non sarebbe riuscito a batterlo, e di questo era sicuro, perché in un combattimento avvenuto non troppo tempo fa lo aveva quasi ucciso, e di quello sco

ELEMENTAL

Quando la terra nacque, insieme ad essa si formarono anche gli Elemental, essi erano i custodi degli elementi: aria, acqua, terra, fuoco, luce e ombra.

Gli Elemental erano suddivisi in due categorie: gli Hane e i Maku, i primi avevano le ali piumate ed erano portati per la difesa, i secondi erano portati per l’attacco e possedevano ali membranose, per ogni elemento c’erano un Hane e un Maku; per questo in tutto il mondo non c’erano che dodici Elemental.

Quando nacquero gli umani si sparsero nelle sei terre che prendevano il nome dagli elementi: la terra di Kuki, con capitale Kazeya, famosa per il vento perenne e i cavalli veloci; la terra di Mizu con capitale Ameya, famosa per i suoi laghi collegati da vari fiumi che sfociavano fino al mare; la terra di Tsuchi con capitale Dojo, famosa per i suoli fertili; la terra di Hi con capitale Hono famosa per i fiumi di lava e i fuochi d’artificio; la terra di Hikari con capitale Denki, famosa per i suoi fulmini a ciel sereno e per le finestre lavorate e in ultimo la terra di Kage con capitale Hisoka famosa per il suo buio perenne e per la sua squadra di ninja .

La nostra storia ha inizio nella terra di Hi, in un villaggio chiamato Macchi, situato molto lontano dalla capitale Hono.

In questo villaggio abitava un bambino di dieci anni di nome Aen, egli aveva capelli ribelli di colore rosso e occhi arancioni, e come tutti gli abitanti della terra di Hi aveva tatuato sulla schiena una fiamma.

Aen era un bambino molto vivace, che viveva solo con sua madre, la quale lavorava presso una bottega di fuochi d’artificio, il padre era morto quando lui aveva due anni, era caduto giù da un precipizio mentre era a caccia.

Aen fin da quando era stato in grado di correre aveva l’abitudine di andare nella foresta sacra, perché era in questo luogo che abitavano i due Elemental del fuoco; Kaen e Kaji.

Kaen era la Maku del fuoco ed era una bellissima ragazza che sembrava avere diciassette anni, con occhi e capelli rossi come le sue ali membranose, mentre Kaji era l Hane del fuoco e come Kaen aveva occhi, capelli e ali rosse, solo che le sue ali erano piumate, e sembrava dimostrare la stessa età di Kaen; questo però valeva per tutti gli Elemental, in quanto erano nati tutti nello stesso momento.

Aen sapeva dove trovarli, ed era l’unico in tutta la nazione a sapere dove vivessero, questo perché quando era più piccolo si era perso e per un giorno intero rimase nella foresta, finchè Kaen e Kaji non lo condussero fuori; gli apparvero con le sembianze di due fenici.

Col tempo Aen diventò loro amico e scoprì che erano molto simpatici .

Kaen dei due era quella si infuriava più facilmente ed era anche la più spericolata, spesso prendeva Aen e insieme volavano, poi prima che facesse buio lo riaccompagnava al margine della foresta.

Un giorno il villaggio di Macchi fu attaccato da una banda di uomini totalmente vestiti di nero, essi radunarono tutti gli abitanti e dissero loro: “ diteci dove si trova il covo degli Elemental del fuoco!, se non lo farete vi uccideremo tutti”.

Gli abitanti risposero che non lo sapevano, allora gli uomini in nero cominciarono ad uccidere ad uno ad uno gli abitanti di Macchi, e mentre chiedevano dove si trovassero gli Elemental del fuoco.

Mentre il massacro continuava la madre di Aen lo vide nascondersi dentro un vaso e muovendo solo le labbra gli disse: “ resta nascosto! Non uscire per nessun motivo, ti vorrò sempre bene!” poi chiuse il tappo del vaso, ma sentiva i corpi dei suoi compaesani che cadevano a terra morti, allora si tappò le orecchie, mentre piangeva in silenzio.

Restò dentro il vaso tutto il giorno, uscì l’indomani mattina e ciò che vide fu solo la morte, camminò alla ricerca di sua madre e quando la trovò gli cedettero le ginocchia e un grido di dolore uscì dalle sue labbra, poi pianse talmente tanto che si addormentò.

Si svegliò solo quando sentì qualcuno che lo chiamava, aprì gli occhi e vide Kaen, la ragazza lo abbracciò dicendogli: “ meno male che sei salvo!”.

Aen si appoggiò a lei e le disse ciò che era successo, Kaen guardò preoccupata Kaji, detto questo il bambino svenne.

Kaji prese Aen e insieme con Kaen ritornarono nella foresta.

Mentre Aen era svenuto Kaen disse a Kaji: “ hai sentito ciò che ha detto Aen?”, lui annuì poi disse: “ cosa dovremo fare? È successa la stessa cosa anche nelle terre di Mizu, Tsuchi, Hikari e Kage, ormai sono quasi due anni che non abbiamo notizie degli altri Element, ormai neanche questa foresta è sicura e non abbiamo nessuna informazione sugli scopi di questa misteriosa organizzazione, sappiamo solo che in qualche modo riescono a catturarci, così l’equilibrio del mondo andrà perso”.

Quando rinvenne Aen guardò Kaen e le disse: “ non so che fare! Non ho dove andare! Però soprattutto non rivedrò mai più né mia madre né gli abitanti del mio villaggio!; tornerò al villaggio e li seppellirò è giusto che abbiano una tomba.”

A quel punto si avviò, ma Kaji e Kaen decisero di accompagnarlo.

Una volta lì seppellirono tutti. Quando terminarono era il tramonto.

Una volta finito Aen disse a Kaen: “ voglio che mi insegni a combattere! Voglio vendicare il mio villaggio!”.

Kaen lo guardò con occhi tristi poi parlò: “ oh Aen mi dispiace! Ma non ti insegnerò a combattere per vendetta, non è quello che tua madre vorrebbe…”.

A quel punto Aen cominciò ad urlare contro Kaen: “ perché non dovrei vendicarmi! È tutta colpa di quei tizi! Li odio! Li odio!! Li odio!!! E li ucciderò!”, mentre pronunciava quelle parole una fiamma si sprigionò dalle sue mani lasciandoli stupefatti, ma dopo qualche minuto il bambino svenne, ma fu afferrato al volo da Kaji.

I due elemental si guardarono poi Kaji disse: “ hai visto Kaen, Aen ha risucchiato il tuo potere vero?”, Kaen annuì e disse: “ erano secoli che non nasceva un elementarist, chi lo avrebbe mai detto che né avevamo uno sotto il naso.

Quindi che si fa Kaji?”, lo spirito parlò: “ mm per il momento niente, aspettiamo che si calmi”, a quelle prole Kaen annuì.

Quando Aen rinvenne si sentiva esausto, si girò verso Kaji e gli chiese: “ come ho fatto a far comparire un fuoco?”, Kaji rispose: “ non te lo diremo, non sei pronto”; il ragazzo provò a ribattere, ma non riuscì a cavarne un ragno dal buco.

Quando arrivò il tramonto Kaji disse: “ dovremmo prepararci a partire , questo posto non è sicuro, detto questo accompagnarono Aen a fare le valigie.

Partirono che era da poco passato il tramonto e dopo essersi allontanati di qualche chilometro dal villaggio si accamparono perché videro Aen stanco, in quanto loro essendo spiriti non avevano bisogno né di bere, mangiare e riposare.

Non appena si accamparono Aen si addormentò subito. Mentre Aen dormiva Kaji chiamò Kaen e le disse: “ visto che viaggeremo e meglio se insegniamo ad Aen a difendersi, non si sa mai.” Lei lo guardò annuendo, poi rispose: “ hai ragione, ci avevo pensato anche io, Aen è troppo indifeso e soprattutto non è ancora in grado di utilizzare il suo potere”.

Una volta finito il discorso Kaen volò veloce come il vento fino alle montagne ferrose che si trovavano lì vicino, con il suo potere modellò un pezzo di ferro in una spada con l’impugnatura laterale, poi tornò indietro e aspettò che Aen si svegliasse.

Quando Aen si svegliò, Kaen gli diede la spada, ma siccome pesava troppo cadde a terra; a quel punto Kaen lo guardò seria poi gli disse: “ da oggi in poi ti allenerò io, perché devi imparare a difendere la tua vita nel caso io e Kaji non potessimo aiutarti.”

Dopo qualche istante Aen parlò con voce entusiasta: “ davvero mi allenerai tu! Wow con il tuo allenamento diventerò fortissimo!”; a quelle parole Kaen rise e disse: “ voglio vedere se domani riderai ancora.”

L’indomani mentre si avviavano alla ricerca di un posto sicuro Kaen cominciò l’allenamento di Aen, come primo esercizio Aen dovette abituarsi al peso della spada.

Passarono sette anni, Aen era cresciuto, e ormai aveva diciassette anni, aveva girato in lungo e largo il paese di Hi, ed era diventato uno spadaccino bravissimo. Tuttavia ancora non gli era stato detto niente riguardo al suo potere.

Non passava giorno senza che Aen, Kaen e Kaji fossero costretti a combattere contro quella misteriosa organizzazione conosciuta come Burak.

Una sera mentre erano accampati in un bosco al confine con la terra di Kuki, decisero che l’indomani avrebbero attraversato il confine.

All’improvviso Aen si svegliò perchè si sentiva osservato, nel corso tempo aveva sviluppato un ottimo sesto senso.

Si guardò intorno ma non vide nessuno.

Quando stava per riaddormentarsi, all’improvviso una mano gli coprì bocca e naso con una pezza, lui cercò di liberarsi ma fu inutile, quella pezza doveva essere intrisa di una qualche sostanza stordente, infatti le forze lo abbandonavano, e alla fine cadde addormentato.

Quando si svegliò si sentiva la testa pesante e impiegò qualche momento a mettere a fuoco la vista.

Quando riuscì a riprendersi notò che non era più nel bosco ma in una caverna, provò ad alzare un braccio, ma quando ci provò sentì qualcosa tintinnare, guardò in basso e si accorse di essere legato ad una roccia con delle catene.

Subito comprese di trovarsi in una brutta situazione, provò a liberarsi ma fu inutile, questo perché era legato stretto alla roccia; ad un tratto un uomo vestito di nero che sulla guancia sinistra aveva tatuato un tribale gli si avvicinò; era un membro dell’organizzazione Burak.

Quando Aen lo vide sbiancò.

Aen conosceva quell’uomo, il suo nome era Karbuth, era colui che nel corso di quei sette anni non aveva fatto altro che braccarli, inoltre molte volte era stato sul punto di catturarli e in ultimo era il responsabile della distruzione del villaggio di Macchi.

Ogni volta che Aen lo vedeva un ira profonda bruciava dentro di lui, ma sapeva che al suo stato attuale non sarebbe riuscito a batterlo, e di questo era sicuro, perché in un combattimento avvenuto non troppo tempo fa lo aveva quasi ucciso, e di quello scontro portava ancora i segni, ovvero un taglio che andava dalla spalla sinistra al fianco destro, per salvarlo Kaji lo aveva curato per due giorni consecutivi.

Quando Karbuth gli si parò davanti, sul suo volto era stampato un ghigno perfido, poi si abbassò fino a che la sua faccia non fu davanti a quella del ragazzo, poi parlò: “ buonasera Aen, è da tanto che non ci vediamo, ti sono mancato?”, Aen lo guardò con uno sguardo di puro odio nonostante il pallore sul volto, poi parlò: “ che tu sia maledetto! Io ti ucciderò fosse l’ultima cosa che faccio!!”, Karbuth rispose: “ oh andiamo Aen dici sempre la stessa cosa! Ora ti chiedo dove sono i due spiriti? E vedi di rispondermi ok!”, il ragazzo rispose: “ non te lo dirò mai!”.

Dopo che il ragazzo ebbe pronunciato quelle parole, Karbuth fece un cenno ai suoi uomini, poi si alzò e disse: “ lo vedremo Aen”.

Nel frattempo Kaen e Kaji all’alba uscirono dal loro stato d’invisibilità, che li costringeva a isolarsi da tutto ciò che li circondava, quando si accorsero che Aen era sparito cominciarono a cercarlo.

Intanto gli uomini di Karbuth stavano picchiando Aen per estorcergli le informazioni sui due spiriti, ma il ragazzo resisteva e non apriva bocca.

Nel frattempo Kaen aveva trovato delle tracce e con Kaji aveva iniziato a seguirle.

Visto che neanche con le botte riuscivano a farlo parlare, Karbuth ordinò che lo sciogliessero e che lo legassero a pancia in giù su una roccia pianeggiante, e così fecero.

Una volta che Aen fu legato a pancia sotto Karbuth estrasse un coltello e lentamente si avvicinò al ragazzo che lo fissava con uno sguardo impassibile, pur sapendo cosa gli stava per succedere, mentre il suo aguzzino sorrideva in modo sinistro.

Una volta vicino al ragazzo disse: “ è la tua ultima possibilità o parli o ti farò parlare!”; Aen lo guardò e poi gli sputò addosso. A quel punto Karbuth disse: “ lo hai voluto tu moccioso!”.

Detto questo con il coltello gli strappò la maglietta, poi con le dita gli toccò la cicatrice, Aen rabbrividì per il disgusto, poi senza nessun preavviso Karbuth gli fece un taglio sulla schiena, il ragazzo trattenne a fatica un urlo.

Dopo quel primo taglio Karbuth disse: “ allora ti è venuta voglia di parlare? Sai io posso continuare tutto il giorno”, dopo di che gli inflisse un altro taglio e poi un altro mentre il ragazzo si sforzava di non urlare stringendo i pugni per non dare soddisfazioni al suo aguzzino, mentre il suo sangue cominciava a scorrere copioso.

Arrivato al quinto taglio Aen svenne, subito lo fecero rinvenire con una secchiata d’acqua, il ragazzo si svegliò di soprassalto mentre Karbuth gli diceva: “ allora parli oppure preferisci che continui?”, Aen rispose: “ non ti dirò niente! Uno perché non tradirò mai i miei amici! Due perché ti odio! E tre so che se anche parlassi tu continueresti lo stesso a torturarmi!”; Karbuth lo guardò e rise poi disse: “ mi conosci bene! Allora continuerò, potrai urlare, dimenarti, ma non smetterò! E quando mi avrai detto tutto ti ucciderò!”.

Aen lo guardò con uno sguardo truce ma non disse nulla.

A quel punto Karbuth continuò ad infliggere tagli sulla schiena del ragazzo; ogni volta che Aen sveniva veniva svegliato con una secchiata d’acqua, ma lui non cedeva.

Arrivato al decimo taglio Karbuth riaprì la cicatrice del ragazzo, il quale urlò di dolore, ormai era arrivato al limite.

All’improvviso una vampa di fuoco invase la caverna, Kaen che aveva visto come era ridotto Aen si infuriò così tanto che ci crearono dei turbini di fuoco, che colpivano qualsiasi cosa, questo provocò il caos all’interno della grotta, nel frattempo Kaji né approfittò per salvare Aen che era svenuto.

Quando rinvenne Aen notò che non era più nella grotta, alzò lo sguardo e vide Kaen e Kaji che lo guardavano preoccupati, allora per tranquillizzarli fece un debole sorriso e svenne di nuovo.

Kaji si girò verso Kaen e disse con tono irritato: “ quel maledetto di Karbuth lo ha ridotto proprio male! Ha la schiena piena di tagli! In più quel maledetto gli ha riaperto la cicatrice! Ahh dovrò curarlo per almeno tre giorni, durante il quale non ci potremo muovere da qui,Kaen penso che quando si sveglia gli dovremmo insegnare ad usare il suo potere, anche se volevamo aspettare che si liberasse da quella sciocca idea della vendetta, altrimenti la prossima volta potrebbe morire, comunque pensaci tu alla guardia”, Kaen guardò il compagno con sguardo rassegnato e annuì.

Dopo tre giorni Aen si svegliò e si sentiva pieno di energie, poi Kaji gli disse : “ siediti un momento ti dobbiamo parlare riguardo il tuo potere, tu sei un elementarist! Ovvero hai la facoltà di usufruire della nostra energia e di usarla sia per attaccare che per difenderti.”

Dopo la spiegazione Aen era di sasso, poi parlò: “ ma come faccio ad usarlo?”, Kaji ci pensò un attimo poi rispose: “ mm penso che tu debba focalizzarti sulle tue emozioni”, Aen lo guardò poi annuì.

L’indomani partirono verso il paese di Kuki, alla ricerca degli elemental dell’aria.

Ogni volta che si accampavano Aen si esercitava sul controllo del suo potere.

Nel frattempo Karbuth era riuscito a salvarsi, solo che aveva perso quasi tutti i suoi uomini, ed era furioso.

Ad un tratto alzò gli occhi al cielo e vide un falco, alzò il braccio e l’animale si posò sul suo braccio, e prese un messaggio che era legato alla sua zampa.

Il messaggio conteneva l’ordine di cattura degli elemental dell’aria.

Dopo aver letto il messaggio si avviò verso la terra di Kuki.

Intanto nel covo principale l’energia degli elemental veniva assorbita e lori diventavano sempre più deboli.

Intanto Aen e i due elemental erano ad un giorno di cammino dalla terra di Kuki.

Aen era la prima volta che lasciava la terra di Hi, ed era curioso di vedere questa nuova terra.

Una volta arrivati alla terra di Kuki si diressero verso la capitale Kazeya, perché Aen doveva fare rifornimento di provviste; mentre erano nella capitale Kaen e Kaji si resero invisibili.

Aen era meravigliato, Kazeya era formata da edifici che si trovavano su isole volanti, ad un tratto Aen chiese: “ come ci saliamo là?”.

Aen non ebbe il tempo di finire la frase che furono sollevati in aria da una leggera brezza che li fece atterrare su una delle isole.

Una volta atterrato su una delle isole volanti Aen fu sorpreso di vedere le strade affollate di gente.

Gli abitanti avevano capelli che andavano dal bianco all’argento, e caratterialmente sembravano spensierati e tranquilli.

Aen si avvicinò ad una bancarella per comprare delle provviste.

Dopo che ebbe finito di fare compere decise di fare un giro della città; al tramonto si avviò verso l’uscita della città, e poi si accampò in un bosco con Kaen e Kaji.

L’indomani mattina Aen, Kaen e Kaji si recarono verso le montagne forate, chiamate così per via delle enormi gallerie che le caratterizzavano.

Mentre Camminavano Aen chiese a Kaji: “ che tipi sono gli elemental dell’aria?”, Kaji rispose: “ allora Taiki è la Maku dell’aria, mentre Eakon è l’Hane dell’aria, tuttavia non ti dirò altro sei tu che dovrai capire che tipi sono.”

Quando arrivarono ai piedi delle colline Kaji entrò in una delle grotte e gli altri lo seguirono. Una volta entrati notarono che l’interno di quelle colline era un vero e proprio labirinto.

Vagarono per almeno due ore, Aen ormai aveva perso il senso del tempo.

Ad un tratto Kaji imboccò l’ennesimo tunnel e quando lo attraversarono restarono di stucco; non erano più sotto terra ma in un crepaccio molto largo e all’interno c’era molta vegetazione.

Ad un tratto una voce femminile parlò: “ Kaen! Kaji! Che sorpresa! Che ci fate qui?, erano secoli che non vi vedevo!”. Dopo che ebbe finito il discorso li abbracciò. A parlare era stata Taiki, dopo che sciolse l’abbraccio notò la presenza del ragazzo, poi con un gesto lo sollevò in aria per osservarlo meglio.

Mentre era in aria, Aen notò che Taiki era una ragazza con lunghi capelli bianchi come le sue ali, ed erano raccolti in una lunga treccia che le arrivava ai piedi e gli occhi erano grigio chiaro, poi dopo qualche minuto comparve Eakon che diede loro il benvenuto e anche lui aveva occhi, capelli e ali dello stesso colore della compagna.

Dopo qualche minuto Eakon disse a Kaji : “ chi è l’umano che è con voi?, è la prima volta che né vedo uno da vicino”, Kaji rispose: “ il ragazzo è un nostro amico, il suo nome è Aen ed è un elementarist”.

A quelle parole i due Elemental dell’aria restarono di stucco, poi all’unisono dissero: “ erano secoli che non né vedevamo uno!”, poi Taiki si rivolse al ragazzo: “ dimmi sei già in grado di usare il tuo potere?”, il ragazzo rispose: “ ho scoperto da poco di possedere questo potere, quindi è da poco che ho cominciato l’allenamento”, Taiki annuì poi si rivolse a Kaen: “ a cosa dobbiamo l’onore della vostra visita?”, Kaen si fece seria e rispose: “ sai che tutti i nostri compagni sono stati catturati da Burak, dobbiamo liberarli e distruggere quell’ organizzazione, perché se non lo facciamo non ci lasceranno mai in pace, quindi sono venuta a chiedere il vostro aiuto!”; Taiki si girò verso Eakon, poi parlò: “ conosciamo la situazione, in casi normali avremmo declinato la vostra proposta, noi ormai da lungo tempo siamo diventati degli osservatori; tuttavia questa volta agiremo, non è bene che tutti quei poteri siano nelle mani degli umani, l’ordine naturale né può risentire.

Comunque per un po’ è meglio che voi restiate qui, almeno finchè Aen non imparerà ad usare il suo potere.”

Passarono cinque giorni in relativa tranquillità.

Nel frattempo Karbuth si dirigeva verso il paese di Kuki, e ogni giorno si avvicinava alle montagne forate, tutto grazie alla rete di spie dell’organizzazione, che avevano visto Aen andare in quella zona.

Nel frattempo Aen stava migliorando, ormai riusciva ad evocare la fiamma d’attacco di Kaen, mentre quella curativa ancora non gli riusciva.

Un giorno Eakon chiese al ragazzo che tipo di sentimenti utilizzasse per evocare la fiamma; Aen rispose: “ per evocare la fiamma d’attacco uso la rabbia e l’odio che ho per l’organizzazione”.

Dopo che ebbe finito di parlare col ragazzo riunì gli altri element e disse: “ ho parlato con Aen, non posso fare a meno di pensare che lui sia divorato dall’odio, se ho ragione non è una buona cosa”, Kaen lo guardò con un espressione triste, poi parlò: “ hai ragione Eakon, per questo non gli abbiamo detto del suo potere, speravamo che col tempo l’odio sarebbe sparito, ma non è stato così, l’unico motivo per cui gli abbiamo parlato del suo potere è perché è troppo vulnerabile”.

Dopo qualche minuto Eakon parlò: “ pensavo, se lo portassimo alle cascate di Taiki?, non so se lo sapete ma l’acqua di quelle cascate ha poteri purificanti”, Kaji lo guardò e disse: “ ci avevo pensato, ma le cascate avranno ancora il loro potere visto che non ci sono i due elemental dell’acqua?”; Eakon ci pensò poi parlo: “ sinceramente non lo so, però anche se i due elemental non ci sono finchè saranno vivi le cascate dovrebbero comunque mantenere un minimo di potere, io dico che vale la pena provare”.

Dopo qualche minuto Kaji e Kaen annuirono.

Erano passate due settimane e Karbuth ormai era ai piedi della montagne.

Karbuth per trovare Aen e gli elemental dell’aria e del fuoco aveva mandato degli esploratori all’interno della montagna; ormai erano due giorni che aspettava notizie.

Dopo due giorni di attesa finalmente tornò uno degli esploratori che riferì a Karbuth ciò che aveva scoperto. Karbuth sorrise tra sé poi prese le sue armi e un manipolo di uomini e s’incamminò.

Nel frattempo Aen era a buon punto col suo allenamento.

Ad un tratto Taiki disse con voce allarmata: “ presto dobbiamo fuggire! Loro stanno arrivando!, abbiamo circa una ventina di minuti prima che ci raggiungano!”. Dopo di che tutti si preparano a fuggire.

I due elemental dell’aria li guidarono lungo una serie di gallerie che formavano un vero labirinto, per non perdersi Taiki ed Eakon utilizzavano l’aria come sistema di navigazione.

Nel frattempo Karbuth aveva quasi raggiunto la radura interna, ma quando arrivò non trovò nessuno e non sapendo quale tunnel imboccare per seguire le sue prede decise di tornare indietro.

Dopo circa due ore Aen e il suo gruppo uscirono dalle montagne forate e si diressero verso nord, in direzione della terra di Mizu.

Mentre erano in cammino Eakon si rivolse ad Aen: “ da qui fino alle cascate ti proibisco di usare il potere di elementarist, se sei d’accordo ti vorrei imporre un sigillo”; il ragazzo lo guardò poi annuì, perché si fidava degli elemental e sapeva che se Eakon gli aveva proposto di non usare il suo potere era per un buon motivo, perciò annuì; a quel punto Eakon poggiò la sua mano sul petto del ragazzo e gli impresse il sigillo, che non era altro che un piccolo cerchio bianco, poi parlò: “ questo stemma scomparirà una volta arrivati alle cascate”.

Nel frattempo Karbuth era su tutte le furie perché non riusciva a trovare degli indizi che gli suggerissero la posizione di Aen e degli elemental.

Intanto Aen e gli altri procedevano nel loro viaggio, ignari di essere osservati, infatti tutto il territorio pullulava di spie dell’organizzazione, questo perché Burak aveva preso il controllo di quella terra.

Dopo un giorno di cammino decisero di accamparsi. Non appena si fermarono Aen cadde subito addormentato, mentre gli elemental a turno montavano la guardia.

All’improvviso Taiki vide dei movimenti sospetti nella boscaglia, perciò richiamò una brezza per spostare le foglie e vide che erano circondati da uomini in divisa nera. Subito Taiki avvertì gli altri che si prepararono alla battaglia.

All’improvviso dalla boscaglia uscì un uomo a cavallo con indosso un’armatura nera; l’uomo si presentò come generale di Burak e disse di chiamarsi Rikon, poi intimò loro di arrendersi.

Ovviamente Aen e gli elemental non si arresero e così iniziò il combattimento, ma gli assalitori erano troppi e ben organizzati; per prima cosa furono separati e poi catturati uno ad uno; i poteri degli spiriti furono bloccati mediante manette dell’elemento opposto, quindi Taiki ed Eakon con manette contenti l’energia della terra, mentre Kaen e Kaji con manette contenenti l’energia dell’acqua, poi furono messi all’interno di una carro e portati nella capitale Ameya.

Una volta arrivati al castello furono portati in celle differenti. Aen fu incatenato, mentre gli Elemental furono portati in un luogo diverso è messi in apposite celle contenenti l’energia opposta a quella dell’ospite, il che costrinse gli spiriti a mettersi in uno stato di sonno per resistere.

Una volta solo Aen cercò di liberarsi dalle catene, ma ovviamente fallì; lo legarono in modo tale che fosse costretto a stare seduto con le braccia sollevate, non poteva nemmeno usare il suo potere per via del sigillo.

Dopo circa dieci minuti non sentiva più le braccia, inoltre non riusciva a respirare bene.

Nel frattempo Rikon si chiedeva come mai degli elemental si portassero un umano dietro, di sicuro ci doveva essere una ragione, così decise di andare ad interrogare il prigioniero.

Quando Rikon entrò nella cella del ragazzo era quasi l’alba, lo trovò che dormiva con la testa china sul petto.

Aen si svegliò non appena percepì la presenza di qualcuno, aprì gli occhi e vide Rikon, subito si mise sulla difensiva.

Rikon lo guardò poi parlò: “ sarò veloce, voglio sapere il motivo della tua presenza in un gruppo di elemental! Parla! Perché tanto troverò lo stesso il modo per costringerti”, Aen lo guardò e capì che l’uomo che gli stava di fronte era un tipo freddo e razionale, ma che possedeva anche un lato crudele. Aen decise allora di dire una verità parziale, quindi disse: “ quando ero piccolo nel paese di Hi, mi persi nel bosco e loro mi salvarono, da allora siamo diventati amici, tutto qui.”

Rikon lo osservò poi parlò: “ avanti continua so che non mi stai dicendo la parte più importante!”; Aen allora disse: “ ti ho detto tutto!”, a quelle parole Rikon rispose: “ lo vedremo”, detto questo uscì dalla cella.

Una volta nella sala del trono Rikon mandò a chiamare un messaggero per affidargli un messaggio nel quale diceva che aveva catturato gli elemental. Poi una volta solo ripensò al colloquio avuto col ragazzo e pensò: “ è bravo a mentire, quando l’ho interrogato il suo volto è rimasto inespressivo per tutto il tempo, il che voleva dire che non era la prima volta che si trovava in una situazione del genere.”

L’indomani Rikon andò di nuovo da Aen per costringerlo a parlare, stavolta avrebbe usato le maniere forti, infatti ad accompagnarlo c’era un torturatore.

Una volta arrivato, le catene di Aen furono sollevate, così il ragazzo fu costretto a stare con le punte dei piedi, e già dopo qualche minuto sentì tutti i muscoli fargli male, poi Rikon chiese: “ allora vuoi dirmi ciò che hai omesso l’ultima volta?”, Aen cominciava a respirare affannosamente per colpa della posizione in cui era, tuttavia continuò a sostenere di non avere nulla da aggiungere.

Allora Rikon fece un cenno e l’uomo che era con lui cominciò ad avvicinarsi al ragazzo che già sapeva cosa lo aspettava, prima che l’uomo iniziasse Rikon disse: “ è la tua ultima occasione per parlare, oppure ti farò parlare”; Aen lo guardò con sfida poi parlò: “sono abbastanza abituato alla tortura”.

Rikon ghignò poi disse: “ abbiamo un osso duro eh, Galarik avrai di che divertirti”, a quelle parole l’uomo che era con lui fece un sorriso sinistro, mentre Aen pensava: “ fa che sia meno bravo di Karbuth!”.

Dopo qualche minuto Galarik si mise a lavoro, per prima cosa estrasse un piccolo pugnale dall’aria molto affilata, mentre Aen si preparava psicologicamente per ciò che lo aspettava.

Galarik prese il coltello e cominciò a fare tanti piccoli tagli sul petto del ragazzo, e visto che il coltello era molto affilato i tagli che lasciava erano profondi. Ad ogni taglio il ragazzo faceva di tutto per restare impassibile, dopo mezz’ora Rikon vedendo che il ragazzo non cedeva fece per andarsene, ma non prima di aver ordinato a Galarik di avvertirlo quando al prigioniero fosse venuta voglia di parlare. Mentre lasciava la cella Rikon pensò: “ è tenace il ragazzo! Però devo ammettere che ammiro gli uomini come lui”.

Dopo il coltello fu il turno della frusta. Dopo trenta frustate Aen svenne, tuttavia non proferì parola, fu fatto rinvenire con una secchiata d’acqua, così si concluse il primo giorno d’interrogatorio.

Arrivata la sera finalmente il ragazzo ebbe un po’ di respiro, infatti le catene furono abbassate in modo tale da permettergli di tenere le braccia abbassate, tuttavia tutto il suo corpo era a pezzi, tanto che riuscì a malapena a mettersi sdraiato per qualche momento, ad un tratto si accorse che qualcuno stava entrando nella cella, questo qualcuno accese delle candele e illuminò la cella.

Una volta illuminata Aen vide una ragazza che a occhio e croce doveva avere la sua età, entrare con in mano un cesto con dentro degli oggetti per medicare.

La ragazza si mise seduta accanto a lui e cominciò a disinfettargli le ferite, poi lo bendò e in ultimo gli diede la sua cena, mentre fuori dalla cella una guardia controllava la situazione, Fatto questo uscì silenziosamente dalla cella.

Una volta uscita dalla cella la guardia disse ad Aen: “ questa ragazza ti curerà ogni giorno, per evitare che tu muoia a causa della tortura, così è stato ordinato da lord Rikon”.

Aen pensò che finchè non avesse parlato non sarebbe stato ucciso, e quindi prima o poi avrebbe avuto la sua opportunità di fuga.

L’indomani mattina per il ragazzo ricominciò il calvario, stavolta Galarik alzò talmente tanto le catene che i piedi del ragazzo non toccavano terra e quindi già dopo qualche minuto non riusciva a respirare, tanto che poco dopo svenne. Venne fatto rinvenire dal suo aguzzino, il quale poco dopo prese la frusta e così le bende si tinsero di rosso visto che le ferite si erano riaperte, così passò il secondo giorno, e come il giorno precedente nella cella di Aen entrò la ragazza per curarlo.

Mentre lo curava Aen notò che la ragazza aveva una cicatrice sulla gola, da quello il ragazzo capì che lei era muta.

L’indomani ricominciò il calvario, Galarik sciolse le catene e gli legò le mani dietro la schiena, poi cominciò a immergergli la testa dentro una vasca d’acqua, e ogni volta il tempo in cui restava sott’acqua aumentava, Aen si sentiva i polmoni in fiamme.

Passarono tre giorni e Rikon ricevette la risposta dal quartier generale, il quale gli comunicava che tra una settimana sarebbero venuti dei soldati a prelevare gli elemental.

Ogni giorno per Aen era un autentico inferno, tuttavia qualcosa era cambiato, aveva trovato il sistema per comunicare con quella ragazza.

Mentre lo curava gli tracciava delle lettere sulla pelle, in questo modo era riuscita a parlargli del suo passato, ovvero che il suo nome era Mizutama, aveva sedici anni e prima che Burak prendesse il controllo del paese era la cameriera personale della principessa della terra di Mizu; per quanto riguardava il suo aspetto aveva capelli azzurro con occhi blu elettrico, era diventata muta perché aveva cercato di avvertire tutti della morte della famiglia reale da parte di Burak.

Una sera Mizutama lasciò nelle mani del ragazzo una copia delle chiavi della cella che aveva falsificato precedentemente, e lo lasciò facendogli un occhiolino.

Dopo di che il ragazzo aspettò che la guardia si allontanasse per liberarsi dai ceppi che lo tenevano legato.

Ormai mancava meno di un giorno all’arrivo dei soldati che avrebbero portato via gli elemental.

Aen aprì la cella nel modo più silenzioso possibile, poi benché si sentisse a pezzi assestò un bel colpo alla guardia, mettendola fuori combattimento, poi le rubò la spada, per non destare sospetti la nascose in un armeria.

Poi andò alla ricerca degli elemental, la cosa si rivelò più complicata del previsto perché il palazzo era enorme e lui non aveva la minima idea di dove cercare.

Il ragazzo vagò per molti corridoi, alla fine trovò una rampa di scale che scendevano ben oltre il seminterrato delle prigioni, insospettito le scese e dopo aver camminato per circa venti minuti arrivò finalmente alle prigioni degli elemental.

Una volta lì si sbarazzò delle guardie e subito liberò gli spiriti; visto che erano stati a lungo nelle prigioni erano esausti e non riuscendo a mantenere la forma umana si trasformarono in quattro uccellini, rispettivamente di colore rosso e bianco, che si posarono sulle spalle del ragazzo. Poi Aen andò a cercare Mizutama, dopo aver vagato per un'altra ora finalmente trovò le stanza della servitù, camminò e alla fine trovò la stanza della ragazza; bussò e dopo qualche minuto lei aprì, lui entrò.

Una volta dentro parlò: “ Mizu sono venuto per chiederti di scappare con noi, se resti qui prima o poi scopriranno che mi hai aiutato e di sicuro non te la faranno passare liscia.” Lei annuì, poi sorrise e andò a preparare la borsa da viaggio.

Una volta pronta la ragazza gli fece da guida, e in pochi minuti si ritrovarono in un vecchio passaggio che portava fuori dal castello.

Una volta fuori corsero a più non posso per mettere quanta più distanza tra loro e il castello.

L’indomani quando i soldati andarono a prendere gli elemental restarono a mani vuote; Rikon era furioso e mandò subito degli uomini a cercarli, tuttavia non aveva tracce da seguire.

Nel frattempo Aen e Mizutama avevano trovato rifugio in una grotta situata all’ interno di una foresta.

Quando Aen e Mizutama si svegliarono era pomeriggio inoltrato, nel frattempo gli elemental avevano ripreso sembianze umane e subito avevano cominciato a porre domande alla ragazza, vedendo che lei non rispondeva chiesero spiegazioni ad Aen.

Dopo la spiegazione Eakon parlò: “ Ragazza, ti siamo grati per ciò che hai fatto, come segno di riconoscenza io guarirò la tua gola”; la ragazza era esterrefatta, non riusciva a credere a ciò che aveva udito così si girò verso Aen come per avere conferma e vide che lui sorrideva; poi Eakon avvicinò la sua mano alla gola della ragazza e la guarì, lei subì provò a parlare e con voce flebile disse: “ grazie”.

Dopo qualche minuto si prepararono per andare alle cascate; partirono che era il tramonto, questo perché non volevano soffermarsi troppo in quella zona.

Intanto Rikon aveva mobilitato quanti più uomini possibili, poi aveva spedito una lettera a Karbuth nel quale gli chiedeva i collaborare, visto che l’uomo conosceva abbastanza bene Aen.

Una volta arrivati alle cascate Eakon disse al ragazzo che una volta varcata la soglia di quel luogo il sigillo sarebbe scomparso.

L’indomani mattina Aen e Mizutama rimasero senza fiato per il panaroma che avevano davanti, erano le cascate più maestose che avessero mai visto; poi Taiki parlò:”qui risiedevano i due elemental dell’acqua.”

Dopo un attimo di silenzio Taiki disse al ragazzo che se voleva controllare l’elemento dell’aria e quello curativo doveva affrontare la sua parte oscura, che sarebbe stata materializzata dalle cascate.

Il ragazzo annuì, si avvicinò da solo verso il centro della cascata, poi chiuse gli occhi e la sua anima fu portata nella dimensione contenuta nell’acqua; infatti era come se si trovasse sott’acqua, tuttavia riusciva a respirare, poi si voltò e vide un altro sé stesso, notò che aveva gli occhi completamente neri e nella guancia sinistra aveva uno strano tatuaggio che arrivava fino al collo.

Intanto sulla riva Mizutama chiese a Taiki dove fosse finita l’anima di Aen, lo spirito le rispose che l’anima si trovava all’interno della dimensione contenuta nelle cascate; ad un tratto Eakon disse a Taiki: “ scommetto che non gli hai detto che in caso di fallimento morirà vero?”, lei rispose: “ non ha senso angustiarlo, sarebbe peggio se lo avessi fatto, questa prova va superata con cuore calmo, così almeno mi disse l’hane dell’acqua”.

Nel frattempo Aen iniziò a dialogare con la sua parte oscura: “ tu dovresti essere la mia parte oscura? Quindi se ti sconfiggo potrò controllare il mio potere?”, l’altro rise poi replicò: “ credi che sarà così facile sconfiggermi? Ricordati che tutto ciò che hai imparato l’ho imparato anche io”.

Aen lo guardò poi tentò di prendere la spada, ma si accorse che non l’aveva, l’altro se né accorse, rise e poi disse: “ Aen in questo momento sei solo un anima, il nostro sarà un confronto verbale”.

Dopo qualche minuto l’altro Aen parlò: “ Aen sei davvero sicuro di continuare questo viaggio con gli elemental?, ti sei scordato che è a causa loro se il tuo villaggio è stato distrutto?”, il ragazzo era senza parlole, perché sapeva che quello che aveva sentito lo aveva pensato molte volte, l’unica cosa che riuscì a dire fu: “ zitto! Non ti voglio ascoltare!”.

L’altro capì che per il momento lo aveva in pugno, perciò continuò: “ lo sai che ho ragione, secondo me se vuoi vendicarti dovresti consegnarli all’organizzazione. Poi dovresti distruggere anche Burak”; Aen era scosso, tuttavia rispose anche se con voce tremante: “ ma che dici! Gli elemental sono miei amici, mi hanno aiutato e protetto! È colpa solo dell’ organizzazione, io voglio vendicarmi solo sui Burak”, l’altro rispose: “ sulla vendetta ci troviamo d’accordo, dovrai usare tutto e tutti per raggiungere il tuo scopo”, Aen lo guardò e una parte di lui si sentì sollevata, perché erano queste le parole che voleva sentirsi dire, poi però gli venne in mente Mizutama, allora rispose con voce ferma: “ no! Non seguirò la strada della vendetta! Io voglio proteggere le persone a me care, per questo distruggerò Burak!, ormai ho capito che anche se vendicassi gli abitanti del mio villaggio loro non tornerebbero in vita”, a quel punto l’altro Aen si arrabbiò e gli si scagliò addosso buttandolo a terra,poi gli si sedette sopra e disse: “ tu mi vuoi cancellare! Sei tu che mi hai creato, finora sono stato io a sostenerti!”, a quel punto il ragazzo lo abbracciò e gli disse: “ stupido non ti voglio cancellare, pechè tu sei una parte di me”.

Dopo quelle parole l’altro Aen si trasformò in un bambino e con un sorriso scomparve e l’anima del ragazzo fece ritorno nel suo corpo.

Quando aprì gli occhi era tardo pomeriggio, poi si alzò e tornò verso gli altri; quando lo videro si complimentarono con lui, poi Aen si voltò verso Mizutama e quando i loro sguardi s’incrociarono lui arrossì fino alla punta delle orecchie, cosa che non sfuggì a Taiki e Kaen, le quali ridacchiarono, poi si avvicinarono al ragazzo per prenderlo un po’ in giro, ma lui se né accorse, perciò iniziò a parlare con Eakon: “ ora dovrei essere in grado di usare i poteri dell’aria e quello curativo no?”, l’elemental annuì, allora il ragazzo si concentrò e riuscì a richiamare una piccola brezza, lasciando tutti di stucco.

L’indomani partirono per dirigersi verso la terra di Kage, dove molto probabilmente l’organizzazione aveva il suo quartier generale. Una terra avvolta dall’oscurità perenne.

Nel frattempo Rikon e Karbuth erano sulle loro tracce.

Dopo due giorni di cammino Aen e il suo gruppo arrivarono al confine con la terra di Hikari, in questo lasso di tempo Kaen insegnò a Mizutama le basi del combattimento. Kaen notò che la ragazza apprendeva come una spugna, alla fine come arma scelse una coppia di kodachi.

Mizutama in due giorni aveva appreso tutte le basi,tanto che Kaen la usava come argomento per punzecchiare Aen.

Un giorno la ragazza mentre stavano attraversando il confine chiese ad Aen se gli andasse di fargli da avversario, lui acconsentì. Così ogni volta che si accampavano i due si affrontavano in duello.

Grazie a questi allenamenti Mizutama trovò un proprio stile di combattimento.

Dopo cinque giorni arrivarono nella capitale Denki, che si rivelò essere una città favolosa, tutti gli edifici erano bianchi con tetti dorati, lungo tutta la città correvano dei tubi trasparenti contenenti l’elettricità presa dai fulmini; gli abitanti avevano ricche vesti decorate con oggetti d’oro o di platino, a differenza degli abitanti della terra di Hi avevano capelli e occhi dorati.

In città Aen fece scorte, poi senza farsi uscì dalla città per raggiungere il resto del gruppo che lo aspettava in una radura all’uscita della città.

Nel frattempo Karbuth e Rikon avevano finalmente trovato una pista grazie al loro servizio di spionaggio che aveva visto Aen a Denki e che da allora li stava pedinando; perciò prepararono gli uomini e partirono.

Passarono tre settimane e ormai Mizutama era quasi al livello di Aen.

Una sera mentre gli elemental erano andati in perlustrazione, Aen invitò la ragazza a fare un giro nei dintorni; dopo qualche minuto spuntarono nei pressi di un lago illuminato dalla luna, entrambi rimasero senza fiato, la superficie dell’acqua era perfettamente calma, tanto da sembrare uno specchio.

Per un po’ rimasero in silenzio poi Aen disse: “ ti devo dire una cosa all’orecchio”, detto questo si avvicinò e baciò la ragazza, lei divenne rossa, tuttavia chiuse gli occhi, poi dolcemente Aen l’abbracciò, stettero così per un po’, poi decisero di tornare al campo.

L’indomani mattina gli elemental notarono che i due ragazzi erano stranamente imbarazzati, allora Taiki e Kaen andarono da Aen e con tono curioso chiesero: “ allora che avete combinato voi due mentre noi non c’eravamo?, forza sputa il rospo! Tanto lo sai che non puoi sfuggirci”; il ragazzo le guardò male, tuttavia rispose alla loro domanda con tono rassegnato: “ ieri sera ho baciato Mizutama”, a quel punto le due elemental si guardarono e sghignazzarono, poi all’unisono dissero: “ lo sapevamo che alla fine vi sareste messi insieme!”, Aen le guardò e rosso in viso disse: “ come facevate a saperlo?”, le elemental risposero: “ intuito femminile e poi bastava osservarvi per capirlo”, poi Kaen disse con un tono fintamente commosso: “ non credevo che sarebbe arrivato anche per Aen il tempo di sbocciare, sono commossa!”, lui la guardò e con tono ironico le rispose: “ oh scusami se sono un bimbo rozzo”, poi tutti scoppiarono a ridere.

Nei giorni successivi Aen si sentiva inquieto, aveva un brutto presentimento, che gli altri ignorarono,tranne Mizutama che cercava di capire a cosa fosse dovuto.

Intanto Karbuth e Rikon erano sulle loro tracce; quando capirono dove si stavano dirigendo decisero di anticiparli dirigendosi al confine con la terra di Kage.

Nel frattempo Aen e gli altri arrivarono al confine e notarono che benché fosse ancora giorno lì era già il tramonto, inoltre notarono anche che per arrivare nella terra di Kage avrebbero dovuto attraversare una prateria che non offriva nessun riparo, perciò decisero di attraversarla di corsa.

Quando si furono allontanati abbastanza dal bosco ad un tratto si ritrovarono circondati da una quarantina di uomini di Burak che spuntarono dall’erba alta, in ultimo fecero la loro comparsa Karbuth e Rikon, che sul volto avevano stampato un enorme ghigno.

I due intimarono ad Aen e il suo gruppo di arrendersi, ma ovviamente loro non lo fecero, così ebbe inizio il combattimento.

Aen,Mizutama, Taiki e Kaen presero a testa una decina di uomini, mentre Kaji ed Eakon si misero in disparte, pronti ad intervenire in caso di feriti.

Aen sfoderò la sua spada con impugnatura laterale e in un attimo fu attaccato da tre uomini che lo circondarono, poi lo assalirono tutti insieme, allora il ragazzo veloce come un lampo infilzò il primo al cuore, poi senza estrarre la spada lo usò come scudo contro l’uomo che lo attaccava da destra, contemporaneamente diede un calcio a quello di sinistra che cadde a terra.

Aen estrasse la spada dall’uomo che aveva appena ucciso, poi tentò di uccidere l’uomo a terra, il quale fece un segnale ai restanti sette uomini che intervennero, attaccandolo su tutti i lati; a quel punto il ragazzo era pieno di ferite, visto che non riusciva a toglierseli di dosso decise di usare il potere di elementarist e creò delle lame di vento che uccisero gli avversari in un colpo, sotto gli occhi sorpresi di Rikon e Karbuth.

Intanto Mizutama aveva estratto le sue kodachi, con uno attaccava e con l’altro parava, facendo così abbatteva uno dopo l’altro gli avversari con straordinaria velocità, inoltre faceva anche in modo che si ferissero tra loro saltando all’ultimo momento e alla fine dava loro il colpo di grazia attaccando dal loro angolo cieco: tuttavia questa tecnica le costava non poca fatica, quando rimasero solo due dei suoi avversari era esausta, riuscì a respingere il primo assalto, ma non si accorse del secondo che fu intercettato da Aen che lo abbatté con una lama di vento mentre lei finiva l’altro.

Taiki e Kaen unirono i loro poteri e crearono un tornado di fuoco, i nemici non ebbero nessuna via di fuga.

Alla fine Kaji curò le ferite di Aen mentre Eakon quelle di Mizutama.

Ormai i nemici rimasti erano solo Karbuth e Rikon, i quali non fecero nemmeno finta di scappare.

I due non staccavano gli occhi dalle loro prede. A quel punto Aen parlò: “ è ora di farla finita! Sono stufo di avervi alle costole! Oggi finirà la mia battaglia contro di voi!”; sia Karbuth che Rikon risposero: “ stavamo pensando la stessa cosa, stavolta vi cattureremo, ora sappiamo che sei un elementarist, il tuo potere ci tornerà utile”. Detto questo estrassero le armi; Karbuth estrasse un’enorme spada, mentre Rikon una falce con catena.

Dopo qualche minuto Miutama disse: “ facciamo un combattimento due contro due, gli elemental non parteciperanno, questa è una questione personale”; così iniziò la sfida.

Aen scelse Karbuth come avversario, mente a Mizutama rimase Rikon.

Aen partì all’attacco, ma Karbuth lo parò prontamente, poi a sua volta attaccò con una fendente laterale, che Aen schivò con facilità, visto che la spada avversaria era molto pesante,poi il ragazzo si rimise in posizione di guardia ed eseguì una serie di attacchi e parate, senza che nessuno dei due riuscisse a prelevare, dopo un po’ Karbuth disse: “ c’è qualcosa di diverso nel tuo modo di combattere è più calmo e calcolato”, il ragazzo rispose: “ perché ho abbandonato la vendetta!”; a quelle parole l’uomo ghignò, poi ruotando il polso fece volare la spada ad Aen, poi cercò di colpirlo al petto, ma Aen prontamente lo allontanò con una fiammata, poi con una brezza riportò la spada nelle sue mani, ripartendo all’attacco, stavolta saltò in avanti e si portò alle spalle del nemico, il quale parò l’attacco portando la spada dietro la schiena, poi fece un mezzo giro su sé stesso e usando la forza centrifuga combinata con la mole della spada colpì il ragazzo su un fianco.

Aen subito fece un salto all’indietro per allontanarsi e usò il potere curativo per chiudere la ferita, poi partì all’attacco, stavolta cambiò strategia, usò come diversivo delle lame di vento che il nemico fu costretto a parare e schivare, poi approfittando di un attimo di distrazione lo colpì al braccio sinistro, procurandogli un taglio profondo, subito Karbuth prese dalla cintura una crema emostatica, fermando così la perdita di sangue, poi entrambi si fermarono qualche minuto per riprendere fiato; mentre si studiavano ad Aen venne un idea; aspettò che Karbuth partisse all’attacco, poi partì anche lui e mentre correva incontro all’avversario ricoprì la lama della sua spada con una lama di vento per aumentarne il filo, poi mentre

Karbuth menava l’ennesimo fendente Aen tagliò la sua spada a metà.

Karbuth non si scompose, gettò a terra l’elsa della spada e raccolse solo la lama,poi strappò un pezzo di cuoio dal suo vestito e creò una specie d’impugnatura.

A quel punto Aen con una fiammata riscaldò così tanto la lama che l’uomo fu costretto a lasciarla, Aen allora partì all’attacco, ma quando si avvicinò Karbuth estrasse una lama nascosta dalla manica e ferì di striscio il ragazzo.

Aen ripartì subito all’attacco e lo stesso fece Karbuth, il ragazzo stava menando un fendente con la mano destra, ma all’ultimo momento il ragazzo si passò la spada nella mano sinistra e trafisse l’uomo dritto al cuore, poi estrasse la spada e Karbuth si accasciò al suolo morto, poi si sedette a terra esausto.

Intanto Mizutama e Rikon erano alle prese con il loro duello, lei attaccava con un kodachi e con l’altro parava, mente Rikon usava la catena della falce per bloccare uno dei kodachi, mentre con la falce attaccava.

I due avversari si studiavano a vicenda, Mizutama decise di attaccare una volta col kodachi di sinistra e una volta con quello di destra, per essere meno prevedibile, in più per confondere ulteriormente Rikon utilizzò delle finte, Rikon per contrastarla ruotò la catena davanti a sé in modo da creare uno scudo.

Entrambi gli avversari si allontanarono per riprendere fiato e mentre cercarono di elaborare una strategia.

Rikon ad un tratto lanciò dei coltelli per costringere l’avversaria a difendersi, poi approfittando della situazione lanciò la catena della sua falce, che si legò al collo della ragazza, lei per evitare di essere soffocata mise un braccio tra la catena e il suo collo, però in questo modo non poteva attaccare.

Rikon cominciò a scagliarla a terra, Aen voleva intervenire, ma guardò il suo sguardo e si astenne.

Dopo essere stata scagliata a terra un paio di volte Mizutama fece finta di essere morta, così quando Rikon si avvicinò per controllare se fosse viva lei gli lanciò un kodachi che lo colpì alla gola, l’uomo la guardò stupito poi cadde riverso a terra.

Mizutama si rialzò e si tolse la catena, Aen vide tutto il livido intorno al collo e al braccio, così le si avvicinò e con una debole magia curativa fece sparire i lividi.

Dopo che i ragazzi si furono riposati, ripresero il cammino per la terra di Kage.

Arrivarono dopo un paio d’ore alla capitale Hisoka, qui tutto era illuminato da luci artificiali, gli abitanti avevano occhi e capelli neri.

Affittarono una stanza per riposare.

L’indomani andarono alla ricerca d’informazioni, tuttavia non appena uscirono dall’albergo ebbero la sensazione di essere pedinati, così provarono a seminare colui che li pedinava, tuttavia non ci riuscirono, allora girarono e si trovarono in un vicolo cieco, si girarono e l’uomo era alle loro spalle, Aen si preparò per combattere, ma l’uomo alzò l mani in segno di resa poi parlò: “ state tranquilli non sono un nemico, sono qui per dirvi delle cose potreste ascoltarmi?, e tanto che vi sto aspettando”, Aen fece un cenno d’assenso con il capo, tuttavia non ripose la spada, l’uomo si tolse il mantello e dal colore dei suoi capelli era chiaro che proveniva dalla terra di Kuki, egli si presentò come Kodo, poi riprese a parlare: “ io insieme con altre persone abbiamo creato un organizzazione chiamata Waito per eliminare Burak, siamo stati assoldati dai vari governi e vorrei che vi uniste a noi, abbiamo fondato la nostra organizzazione dopo aver sentito le tue gesta ed essere venuti a conoscenza della tua storia, inoltre abbiamo scoperto l’obiettivo e la collocazione del quartier generale di Burak, se accettate di unirvi a noi vi diremo tutto, a te la scelta”, finito il discorso Aen guardò gli altri poi ripose la spada e disse: “ ok accettiamo, facci strada”, quindi seguirono l’uomo.

Kodo li portò in una stradina e si fermò davanti ad un vecchio palazzo, poi entrò e gli altri lo seguirono.

Una volta dentro videro altre quattro persone oltre a Kodo, che vedendo Aen cominciarono a presentarsi. Il primo a presentarsi fu un ragazzo di circa vent’anni proveniente dal paese di Mizu che disse di chiamarsi Tansui, poi fu il turno di una ragazza proveniente dalla terra di Hikari che si presentò come Akari, poi un ragazzo della terra di Kage che si chiamava Hikage e infine una ragazza della terra di Tsuchi di nome Hoseki.

Dopo che si furono presentati fu il turno di Aen di presentare sé stesso e il suo gruppo; tutti si stupirono visto che nessuno lo aveva mai visto di persona.

Dopo qualche minuto di silenzio Kodo parlò: “ allora come già sai tutti ti conoscono, ora siamo venuti nella terra di Kage perché sapevamo che prima o poi saresti arrivato, quindi ti abbiamo anticipato, e mentre ti aspettavamo abbiamo raccolto informazioni; così abbiamo scoperto il loro scopo e il loro covo.

Il loro scopo è quello di utilizzare l’energia degli elemental per creare una divinità del caos al loro servizio, per quanto riguarda la posizione del covo si trova ad una decina di chilometri da qui, all’interno di una montagna,” Aen era scioccato poi parlò con disprezzo: “ sapevo che erano pazzi ma non fino a questo punto! State sicuri che gli annienterò! Se riescono a creare la divinità sarà la fine di tutti.” Poi cambiando tono chiese: “ comunque come le avete scoperte tutte queste informazioni ?”; ad un tratto l’atmosfera si fece triste, a parlare fu Hoseki: “ vedi quando abbiamo creato la nostra organizzazione eravamo molti di più, per scoprire i loro piani ci siamo infiltrati solo che molti di noi sono stati scoperti e uccisi, quindi è anche per loro che dobbiamo distruggere Burak per non rendere vano il loro sacrificio. Detto questo l’atmosfera tornò rilassata.

Aen ad un certo punto chiese: “ voi che genere di armi usate?”, Kodo rispose: “ hai ragione dobbiamo parlartene per mettere a punto una strategia, visto che il covo è costruito come un labirinto, fortunatamente ci siamo fatti un idea di dove si possano trovare gli elemental, essi si trovano al centro del covo, il vero problema è come entrare visto che c’è un solo ingresso è che è ben sorvegliato.

Dopo di che ognuno descrisse le proprie abilità, il primo a iniziare fu Hikage: “ io sono specializzato nello spionaggio e nell’omicidio furtivo visto che sono un ninja, le mie armi sono: kunai, senbon e sai, inoltre sono bravo nel corpo a corpo”, poi fu il turno di Akari: “ io sono esperta nell’uso della yari, ed ero una guardia del corpo, sono brava nel combattimento a media distanza”, poi fu il turno di Tansui: “ io uso un odachi e sono bravo nel combattimento ravvicinato visto che ero un cavaliere”, poi toccò ad Hoseki: “ la mia arma è una grande falce, sono forte nel combattimento a medio raggio”, infine fu il turno di Kodo: “ io sono il leader di Waito e uso una zambato”.

Detto questo tutti si prepararono per cenare.

Una volta a tavola l’atmosfera si fece allegra, ad un tratto Hikage scomparve e si portò alle spalle di Kodo , poi gli lanciò dei senbon, che Kodo bloccò con le dita, poi si sentì la voce di Hikage che rise e disse: “ devo tenere in allenamento il vecchio altrimenti quando attaccheremo Burak rischia di rimetterci le penne”, tutti risero, poi Kodo ribatté: “ vecchio a chi? Ti informo che ci differiamo di dieci anni caro mio! Non mi faccio battere da dei poppanti!”.

L’indomani si alzarono freschi e riposati, dopo colazione tutti si dedicarono all’allenamento, poi Kodo annunciò la strategia che aveva elaborato: “ per prima cosa Aen attirerà l’attenzione delle sentinelle, Hikage entrerà di nascosto e metterà fuori combattimento il resto delle guardie, a quel punto entreremo anche noi, andremo verso il cuore della base e libereremo gli elemental, in caso dovessimo separarci il punto d’incontro sarà il centro della base tutto chiaro?, attaccheremo domani sera”. Alla fine della riunione rimasero nella sala solo Hikage e Akari, lei era preoccupata per lui.

Dopo qualche minuto di silenzio Akari parlò: “ Hika non voglio che tu faccia da avanguardia da solo è troppo pericoloso!” Hikage rispose: “ sono l’unico che può farlo e tu lo sai”, allora la ragazza scoppiò in lacrime, a quel punto lui l’abbaracciò e le disse: “ fidati di me, ti prometto che non morirò e che tornerò da te”.

Quando arrivò la sera dell’attacco si recarono al covo di Burak e fecero come stabilito.

Una volta dentro si divisero in vari gruppi perché si trovarono quattro gallerie.

Nella prima galleria entrarono Aen, Mizutama e gli elemental del fuoco; nella seconda Hikage e Akari; nella terza Tansui e Hoseki e nell’ultima Kodo e gli elemental dell’aria.

Una volta entrati nelle gallerie tutti vagarono per un po’ e alla fine si ritrovarono in dei saloni da dove partiva un'altra galleria, solo che a sbarragli la strada trovarono in ogni salone almeno cinquanta guardie ad ostacolargli la strada, perciò iniziarono a combattere, solo che erano troppo forti e finirono subito.

Una volta raggiunto il cuore della base videro un enorme incubatrice, e sopra videro un uomo vestito di nero con lunghi capelli raccolti in una coda e occhi freddi come il ghiaccio, poi parlò: “ complimenti per essere giunti sin qui, ma ormai è tardi grazie alle guardie sono riuscito a raccogliere l’energia degli elemental mancanti con questo la dea Caos sarà completa, con questo diventerò il re del mondo ahahah. Mi presento sono Akumon il capo di Burak”, detto questo aprì la porta dell’incubatrice.

Quando Caos uscì tutti rimasero di stucco, e pensarono: “ come fermiamo un mostro del genere?”. Infatti Caos aveva l’aspetto di una donna, con la pelle squamata, occhi rossi e al posto dei capelli due draghi rossi.

Non appena fu libera Caos come prima cosa uccise Akumon, poi cominciò a distruggere tutto indiscriminatamente. A quel punto i Waito provarono ad attaccarla, ma gli attacchi non sortirono alcun effetto, tranne quello di concentrare la sua furia su di loro, lanciando un raggio contenente tutta l’energia degli elemental; riuscirono a restare vivi solo grazie ad Aen che li protesse con una barriera di fuoco e vento. Comunque riportarono danni abbastanza seri; furono rimessi in sesto da Eakon e Kaji.

Una volta rimessi in sesto Aen disse loro il piano che aveva in mente: “ allora in gruppi di due le bloccherete i movimenti di braccia, gambe e draghi, io userò il mio potere per colpirla al cuore”, detto questo fecero come aveva detto il ragazzo.

Quando Aen attaccò il petto di Caos si aprì e lui vide un enorme cristallo rosso, poi nella sua mente risuonarono le voci degli elemental che vi erano stati rinchiusi che gli dissero: “ dobbiamo colpire all’unisono, noi abbiamo energia per un solo attacco, è l’unico modo”, detto questo Aen chiese hai suoi compagni di continuare a tenerla occupata, loro acconsentirono; così Aen lanciò un attacco in perfetta sincronia con quello degli elemental rinchiusi, riuscendo a distruggere il cristallo che li teneva imprigionati, una volta liberi Caos si dissolse. L’onda d’urto fu così forte che sbalzò via tutti i presenti.

Quando fu tutto finito i presenti erano attoniti, tutto era stato ridotto in cenere, con le ultime forze si alzarono e andarono ad abbracciare Aen, che tra tutti era il più provato, poi si spostarono per far passare Mizutama la quale lo baciò con passione, lo stesso fece Akari con Hikage, ed entrambi i ragazzi divennero rossi come pomodori.

Poi furono rimessi in sesto dagli Hane dei vari elementi.

Ad un tratto Aen si fece serio, perché notò che tutti gli elemental erano diventati semitrasparenti perciò chiese spiegazioni, a rispondere fu Kaen: “ Aen sia io che gli altri abbiamo esaurito le forze molto presto scompariremo da questo mondo, tuttavia dobbiamo tramandare a qualcuno le sfere elementali che ci hanno creato, altrimenti l’equilibrio del mondo andrà perduto”, Aen la interruppe e piangendo disse: “ no! Non sparire! Ti prego! Tu e Kaji siete la mia famiglia!, mi avete salvato, mi avete cresciuto…”, a quelle parole Kaen si commosse, e fece per abbracciarlo, tuttavia gli passò attraverso, poi con le lacrime che le scendevano parlò: “Aen vorremmo tanto restarti accanto, tuttavia temo che non sarà possibile, questa battaglia ci ha logorati troppo nell’anima non abbiamo più energie per alimentare le sfere, mi basta che tu ti ricorderai di noi quando non ci saremo più”; il ragazzo a quel punto capì che non c’era niente da fare, tuttavia le lacrime non volevano smettere di scendere, anche gli altri piangevano in silenzio.

Poi Kaen parlò di nuovo: “ io e gli altri elemental passeremo a voi le sfere elementali, una volta dentro di voi diverrete immortali, perché finchè la vostra anima sarà attiva loro non vi lasceranno morire, accettate?”, tutti i presenti annuirono, poi Kaen riprese a parlare: “ bene così l’equilibrio sarà preservato, ogni element può passare il potere solo a persone provenienti dalla stessa terra d’origine dei nostri poteri”, detto questo gli elemental dell’ombra andarono da Hikage, quelli della luce da Akari, del fuoco da Aen, della terra da Hoseki ,dell’acqua andarono rispettivamente da Tansui e Mizutama, infine quelli dell’aria andarono da Kodo, poi gli elemental estrassero dai loro corpi le sfere, che una volta fuori fluttuarono fino ad entrare nei corpi dei nuovi ospiti.

Finita l’operazione tutti gli elemental cominciarono a svanire più in fretta; Aen prima che Kaen e Kaji svanissero del tutto gli urlò: “ non vi dimenticherò!, vi voglio bene”, loro risposero: “ anche noi ti vogliamo bene, addio! Sii felice Aen”, detto questo svanirono tutti.

I Waito dopo la scomparsa degli elemental fecero un minuto di silenzio, poi ognuno andò per la sua strada.

“Sono passati mille anni da quel momento,io e Mizutama ci siamo sposati, così come Akari con Hikage, ogni tanto ci capita di riunirci.

Tutti noi viviamo in luoghi isolati, e di noi si parla come fossimo leggenda, tuttavia anche le leggende hanno un fondo di verità non credete?”.

END



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