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lavoro pubblicato mercoledì 6 luglio 2016
ultima lettura domenica 31 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La morte si sconta vivendo

di Airaam. Letto 471 volte. Dallo scaffale Pensieri

Quando il mondo sembra crollarti addosso e tu non vedi altra via d'uscita se  non chiuderti in te stessa. Rifugiarti nella fortezza che hai costruito contro il  mondo, che  con la sua ruvida impetuosità la distrugge riportandoti a.....

Quando il mondo sembra crollarti addosso e tu non vedi altra via d'uscita se non chiuderti in te stessa. Rifugiarti nella fortezza che hai costruito contro il mondo, che con la sua ruvida impetuosità la distrugge riportandoti alla realtà, costringendoti ad affrontarla. Quando ti senti la foglia che si accartoccia di Montale o il suo rivo strozzato, e ti senti impotente qualunque cosa tu faccia. Quando chiedi di essere ascoltata, compresa, ottenendo fiumi di parole che accrescono il tuo desiderio di fuggire. Quando senti che il mondo sta per schiacciarti con la sua dura veemenza e vorresti avere la forza di reagire, affermarti, gridare come i superuomini di D'Annunzio, nonostante il loro essere velleitari. Gridare come il personaggio serpentinato di Munch, che sente di aver perso l'armonia con il mondo udendo soltanto un grido infinito che pervade la natura. Quando ti senti sull'orlo di un baratro, che diventa sempre più profondo, oscuro e infinito perché si ciba della tua paura, del tuo terrore di fallire, della tua ansia, della tua angoscia di non farcela. Quando ti senti inadatta al mondo, inetta, ma non come Zeno che fa della sua inettitudine una punto di forza. Della sua diversità un'arma per combattere il mondo e prendere le distanze dall'uomo occhialuto. Quando sei alla ricerca di una dimensione in cui poter essere te stessa e allora leggi, per dimenticare chi sei, per essere quell'Io che di fatto non sei, per non volere essere te stessa ed esserlo disperatamente. Quando vorresti un abbraccio e ricevi parole dure che colpiscono più dolorosamente di uno schiaffo. Scrivi per dissipare l'infelicità, a cui sei ontologicamente legata sin dalla nascita, per poter naufragare in quella dimensione indeterminata, per poter conoscere quella divina indifferenza. Tutto è inutile, ogni tentativo di darti salute è vano. Quando provi l'ingenua speranza di scoprire di non appartenere a questo mondo ma ad un altro, fatto su misura per te, in cui puoi essere te stessa e non più attanagliata dalla malattia mortale di non poter né cancellare né affermare la tua individualità. Quando ti senti a casa tra le pagine di un libro, quando la tua più grande paura è di deludere chi crede in te, quando la tua determinazione e i tuoi continui successi nella lotta per raggiungere i tuoi obiettivi non sembrano mai abbastanza, vanificati dall'ingiusta crudeltà di un mondo che vuole vederti crollare. Quando vorresti reagire ma cedi all'immobilismo di agire. Quando ti senti soffocare dalle tue stesse lacrime, che scendono silenziose rigandoti il volto, scossa da convulsi singhiozzi e per sopravvivere ripeti a te stessa che devi fare quello che pensi di non poter fare


Commenti

pubblicato il mercoledì 6 luglio 2016
Perladargento, ha scritto: Mi viene spontaneo chiederti: "Ma che diavolo ti é successo per scrivere queste frasi cosí disperate" Spero solo che non sia troppo tardi per avere una risposta. Comunque il concetto lo hai espresso bene, anche se mi fa rabbrividire.
pubblicato il giovedì 7 luglio 2016
Airaam, ha scritto: Non è troppo tardi HAHAHA, sono solo dei momenti di sfogo, ti senti sotto pressione, tutti hanno aspettative su di te, inclusa te tessa e ti senti una bomba ad orologeria. La scrittura, la lettura sono la mia valvola di sfogo. Mi dispiace per l'impressione che ti ho dato

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