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lavoro pubblicato domenica 3 luglio 2016
ultima lettura giovedì 17 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Per dirti addio

di virgi888. Letto 400 volte. Dallo scaffale Generico

Parlavamo per ore di libri. Non eravamo d’accordo su nulla. Non che avessimo gusti diversi, anzi avevamo letto gli stessi libri, ci eravamo appassionati alle stesse storie, no, era il modo di interpretare che ci divideva. La stessa identica st...

Parlavamo per ore di libri. Non eravamo d’accordo su nulla. Non che avessimo gusti diversi, anzi avevamo letto gli stessi libri, ci eravamo appassionati alle stesse storie, no, era il modo di interpretare che ci divideva.

La stessa identica storia suscitava in noi le più differenti reazioni.

Per rendere più chiaro il concetto: a me poteva provocare commozione con tendenza al pianto, a lui sorriso con tendenza alla risata

E così si continuava a discutere. “Come puoi commuoverti per un racconto ironico” mi chiedeva, sorridendo, spalancando gli occhi e roteando sotto il mio naso il libro in questione.


E così passavano i giorni, i mesi e gli anni.


Poi un giorno mi chiese di sedermi accanto a lui e mi porse un manoscritto.

Era il suo libro. Lo aveva scritto di nascosto senza mai farvi un accenno.

Tre giorni e tre notti sopra quelle righe fitte scritte da lui.

Del suo essere polemico e a volte arrogante non c’era nessuna traccia.

Era come immergersi in una pozza d’acqua limpida, nessuna ombra, nessuna oscurità. Solo una luce forte, totale, che d’improvviso si frantumava in mille pezzi trasparenti come cristallo per lasciare emergere un intero universo. Pianeti, galassie, costellazioni in uno spazio in cui sole e luna sostavano vicini immobili.

Le lettere si trasformavano in note e le note in canto.

I pianeti cantavano la loro storia in una unica lunga melodia. Storia di popoli antichi, viandanti di mondi lontani.

Continuavo a leggere e a perdermi, mentre il suono diveniva fragore di onde e vento tra i canneti.


Poi alla fine solo silenzio.


In calce la sua firma, sotto una breve dedica: “per dirti addio”.


Scendeva la sera e il buio riempiva lentamente la stanza. Restai seduto a lungo con il suo libro tra le mani sperando che quella oscurità mi avvolgesse per sempre.


Poi mi trovai a sorridere mentre gli occhi mi si riempivano di lacrime.

Per dirti addio amico mio caro.


“Cella n. 434 – Penitenziario di Huntsville Texas”




Commenti

pubblicato il domenica 3 luglio 2016
Perladargento, ha scritto: Poche righe per riempire uno spazio infinito. Se un racconto ti fa accapponare la pelle, deve per forza essere bello, speciale, vero. Complimenti.
pubblicato il martedì 5 luglio 2016
virgi888, ha scritto: grazie Perladargento per il tuo bellissimo commento.
pubblicato il martedì 5 luglio 2016
Sguardoasud, ha scritto: Veramente Veramente bello....
pubblicato il martedì 5 luglio 2016
virgi888, ha scritto: grazie

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