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lavoro pubblicato martedì 28 giugno 2016
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Allo specchio - Atto Secondo - Scena 8-10

di Menic. Letto 621 volte. Dallo scaffale Teatro

Commedia in due atti Liberamente ispirata a Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello (1919) Personaggi Realtà Giulio, il protagonista Giulia, la sua fidanzata Giuliano, il fratello di Giulio Così è (se vi pare) Lamberto Laudisi Commend..

Scena 8


SPECCHIO, - , GIULIO, GIULIA, PREFETTO,

SIGNOR SIRELLI, AMALIA, AGAZZI, LAUDISI


Ecco un altro contrattempo inutile. La nostra ultima speranza è andata a farsi benedire per via del blocco della signora Ponza; se va avanti così questo spettacolo, oltre che grottesco, diventerà infinito. Io mi chiedo come faccia il Laudisi a stare rilassato davanti a tutto questo trambusto.


GIULIA: E ora come si fa?

GIULIO: Uscire dalla scena così non si può?

LAUDISI: Veda lei...(Giulio prova ad uscire, ma una vertigine lo blocca, e torna indietro)...come volevasi dimostrare...signorina Giulia, non lo segua.

GIULIA: Spero tu abbia capito, Giulio, il perché del "tesoro" di prima...

GIULIO: Da quanto va avanti questa storia?

AGAZZI: (li interrompe) Sentite, giovincelli, mi dispiace per i vostri guai, ma non è il momento di concentrarsi su queste soperchierie...

SIGNOR SIRELLI: Ehi, non mi rubare le battute...

LAUDISI: (sorpreso) Come?

SIGNOR SIRELLI: La parola "soperchierie" è la mia; la uso nel primo atto, nelle prime scene.

LAUDISI: (si illumina) Aspettate, forse abbiamo la soluzione!

AMALIA: Quale, Lamberto?

LAUDISI: Semplice: dobbiamo recitare.

AGAZZI: (irritato) Non è il momento degli scherzi, Laudisi...

LAUDISI: A che punto siamo nella storia?

AGAZZI: Come? S'è interrotta col tuo monologo, Lamberto...

LAUDISI: No, perché ora ci sono tutti i personaggi, Prefetto compreso.

PREFETTO: Esatto. Io appaio verso le ultime scene.

LAUDISI: Dobbiamo riscoprire le ultime battute della scena, da quando lui riappare. O meglio, da quel preciso istante in cui inizia il dramma dell'apparizione di Giulia.

GIULIA: Io?

LAUDISI: Ah, no, no. Intendevo la signora Ponza.

AGAZZI: E va bene...(riflette) quali erano le battute?

AMALIA: Non te le ricordi?!

AGAZZI: Dopo tutto questo trambusto, no di certo.

SPECCHIO: Io me le ricordo. State tranquilli.

GIULIO: Specchio, ma cosa combini?

SPECCHIO: Li aiuto. Non dovrei?

GIULIO: Ma poco prima hanno provato a distruggerti.

SPECCHIO: Come se cambiasse qualcosa, tra poco...

GIULIO: Come? Cosa significa?

SPECCHIO: Iniziate con la battuta di Amalia, che dice (parla automaticamente Amalia) (entra di furia, costernatissima, dall'uscio a sinistra, annunziando) La signora Frola! La signora Frola è qua!



Scena 9


SPECCHIO, - , GIULIO, GIULIA, PREFETTO,

SIGNOR SIRELLI, AMALIA, AGAZZI, LAUDISI,

SIGNOR PONZA, SIGNORA FROLA,


AGAZZI: (segue la trama all’improvviso) No! Perdio, chi l'ha chiamata?

AMALIA Nessuno! È venuta da sé!

IL PREFETTO No! Per carità! Ora? No! La faccia andar via, signora!

AGAZZI Subito via! Non la fate entrare! Bisogna assolutamente impedirglielo!


GIULIO: Specchio, rispondi.


SIGNORA FROLA Oh! lei, signor Prefetto! Per pietà! Io volevo venire da lei!

IL PREFETTO No, abbia pazienza, signora! Per ora io non posso darle ascolto. Bisogna che lei vada!

SIGNORA FROLA Sì, me ne vado! Me ne vado oggi stesso! Me ne parto, signor Prefetto! per sempre me ne parto!

VOCI Oh Dio.... Eccola.... Oh Dio....

SIGNORA FROLA (notando lo sgomento, lo scompiglio, geme perplessa, tremante) Che cos'è?... Che cos'è?

Tutti si scostano da una parte e dall'altra per dar passo alla signora Ponza che si fa avanti rigida, in gramaglie, col volto nascosto da un fitto velo nero, impenetrabile.

SIGNORA FROLA (cacciando un grido straziante di frenetica gioja ) Ah! Lina.... Lina.... Lina.... (si precipita e s'avvinghia alla donna velata, con l'arsura d'una madre che da anni e anni non abbraccia più la sua figliuola. Ma contemporaneamente, dall'interno, si odono le grida del signor Ponza che si precipita sulla scena)

PONZA Giulia!... Giulia!... Giulia!...


SPECCHIO: Lascia stare, ragazzo. Mi è piaciuto il fatto di aver parlato con te e di aver messo in crisi la loro vita. Ancora però non m'è chiaro perché tu abbia voluto perdere tempo con un oggetto come me.

GIULIO: Lascia perdere.


SIGNORA PONZA (volgendo il capo velato, quasi con austera solennità, verso il marito) Non temere! - Non temere! Conducila via.... - Andate, andate....

SIGNORA FROLA (si stacca subito, da sé, tutta tremante, umile, dall'abbraccio, e accorre, premurosa, a lui) Sì, sì.... andiamo, caro, andiamo.... andiamo.... E tutti e due abbracciati, carezzandosi a vicenda, tra due diversi pianti, si ritirano. Silenzio. Dopo aver seguito con gli occhi fino all'ultimo i due, tutti si rivolgono ora sbigottiti e commossi alla signora velata.

SIGNORA PONZA Che altro possono voler da me, dopo questo, lor signori? Qui c'è una sventura, come vedono, che deve restar nascosta, perché solo così può valere il rimedio che la pietà le ha prestato.

IL PREFETTO (commosso) Ma noi vogliamo, vogliamo rispettar la pietà, signora.... Vorremmo però che lei ci dicesse....


SPECCHIO: Forse è meglio se assisti alla scena. Ora viene il meglio.

GIULIO: Ma cosa...


SIGNORA PONZA Che cosa? la verità: è solo questa: che io sono, sì, la figlia della signora Frola, - e la seconda moglie del signor Ponza; sì, e per me nessuna! nessuna!

IL PREFETTO Ah, no, per sé, lei, signora, sarà l'una o l'altra!

SIGNORA PONZA Nossignori. - Per me, io sono colei che mi si crede! Guarda, attraverso il velo, tutti, fieramente, e si ritira. Un silenzio.


SPECCHIO: Giulio, ricordati: piantala col perdere tempo davanti alle cose finte, e cerca di attaccarti di più alle cose reali.

GIULIO: (preoccupato) Specchio?


LAUDISI Ecco, o signori, come parla la verità! Volge attorno uno sguardo di sfida derisoria. Siete contenti? (scoppia a ridere) Ah! ah! ah! ah!



Scena 10


- , AMALIA, AGAZZI, LAUDISI


- Specchio? Cosa succede?

LAUDISI: Ha smesso di parlare. È tornato oggetto.

- Ma com'è possibile?

LAUDISI: Era vivo nella nostra finzione. Ti pare che uno specchio possa parlare nella realtà?

- Ma...

AGAZZI: A forza però di entrare nella finzione lo specchio aveva ricreato per tutti noi una storia ancora più complessa, e noi, dipendenti dalla creazione della finzione, non potevano che farne parte.

AMALIA: Ora però tutto questo non accadrà più. (lo copre)

- Che fate?

LAUDISI: Ha quasi rovinato lo spettacolo, e ha messo nel caos assoluto le vite di tutti noi: è troppo pericoloso per la commedia.

- E così lo distruggerete?

AGAZZI: Questo non si romperà mai, credimi. (si sente una crepa) Aspetta... (controlla sotto la coperta) ...si è scheggiato. Mi correggo, ora è rotto. Si è distrutto da solo.

- Calmati, per favore. Signor Laudisi, ora possiamo andare?

LAUDISI: Sì, sì, la finzione si è conclusa: potete scendere dal palco.

- Bene, andiamo.

- Dai, fratello, scendi, che di tutta sta storia non sto capendo un accidente...

- Ma che vi costa un paio di storie in più, eh?

LAUDISI: Come, prego?

- Ha creato per tutti voi delle storie particolari, più colorite di quella di fondo dell'opera. Sì, non sono originali, però si discostano dalla storia, e colorano un po' di più il mondo in cui state.

LAUDISI: Ragazzo, non è il momento di discutere della storia in sé. Noi la recitiamo da decenni, e funziona bene, senza aggiunte o particolari. Le sue favolette erotiche non ci interessano, anzi, hanno creato più problemi che soluzioni. Se non altro in futuro non si ripeterà questa storia.

- Lo sapete perché vado in continuazione dentro le opere? Mica per provarci con le ragazze di turno, o per far parlare gli oggetti, così, a caso. Ci vado per scuotere...

LAUDISI: Sì, sì, per fare un ginepraio e per non annoiarsi, lo sappiamo...lei non è affatto un soggetto originale, lo sa? Ora dobbiamo muoverci.

- Ehi, dove andate. Ma chi vi credete di essere? Chi diavolo pensate di essere? Chi siete? Chi siete?

- Fratello, andiamo via, che è tardi.

- Lascialo lì. Non ce la faccio più a stare con lui: sempre a far casini, come se fosse un rivoluzionario. Ci si vede, Ciccio.

- Questa è l'ultima volta che lo faccio. Sono stufo!

Sipario



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