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lavoro pubblicato lunedì 27 giugno 2016
ultima lettura lunedì 14 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Allo specchio - Atto Secondo - Scena 1-4

di Menic. Letto 682 volte. Dallo scaffale Teatro

ATTO SECONDOScena 1LAUDISI, AGAZZI, - , SIGNOR SIRELLI, - Arrivo!Oh, buon Dio! No, ferma!Mi spiace! Ora salgo!LAUDISI: (guarda sconcertato) Mamma mia! Ora sì che è una commedia! Altro che la nostra storia...AGAZZI: (la guarda) Però...

ATTO SECONDO


Scena 1


LAUDISI, AGAZZI, - , SIGNOR SIRELLI, -


  • Arrivo!

  • Oh, buon Dio! No, ferma!

  • Mi spiace! Ora salgo!

LAUDISI: (guarda sconcertato) Mamma mia! Ora sì che è una commedia! Altro che la nostra storia...

AGAZZI: (la guarda) Però è caruccia!

SIGNOR SIRELLI: (lo segue) Assolutamente!

  • Perché m’hai seguito su? Non potevi rimanere nella platea?

  • E come faccio dopo a riprenderti?

  • In che senso?

  • Oh, finalmente su...intendevo così!

  • Ahia, ma che fai?

LAUDISI: (stupefatto) Complimenti!

AGAZZI: (idem) Niente male!


Arrivò la mia ragazza, portando scompiglio e farsa laddove prima non solo c’era già, ma era ben al di sopra delle possibilità umane. Il suo colore di capelli era il simbolo della sua personalità: ferina, istintiva, irrazionale. Tremendamente gelosa, non voleva vedermi vicino a nessuna ragazza; non tanto per questioni di amore ossessivo, tutt’altro: lei non voleva che io le scampassi dal suo dominio, dalle sue beghe quotidiane. Ero il suo pupazzetto da stropicciare e tramortire ad ogni situazione.



Scena 2


SPECCHIO, - , AMALIA, AGAZZI, - ,SIGNOR E SIGNORA SIRELLI,

LAUDISI, SIGNORIA NENNI E CINNI


  • Mi prendi a sberle davanti a tutti?

  • Cosa cavolo ci fai qui?

  • Te l’ho detto! È per lo specchio!

  • Non mi prendere in giro! Sei qui per quella lì!

  • Chi?

  • Lei! La signora Amalia!

AMALIA: (incredula e intimidita) Io?

AGAZZI: (sospettoso) Cosa? Che dice? Come mia moglie?

SPECCHIO: Qui finisce male! Ma perché abbiamo fatto il bis...

  • Non ti posso lasciare nemmeno per un istante che tu ci vuoi provare con chicchessia...animale!

  • Ma ti sei fumata qualcosa? È solo un personaggio!

AMALIA: (adirata) Come si permette! (gli tira uno schiaffo)

  • E no! Anche da lei!

  • Non si permetta di toccarlo!

AMALIA: (la ferma) Non mi tocchi! Non si avvicini!

AGAZZI: (l’aiuta) Ehi, signorina! Aspetti! Non la tocchi!

SIGNOR SIRELLI: (aiuta Agazzi) Sì, signorina, non la tocchi!

SIGNORA SIRELLI: (aiuta Amalia) Ehi! Cosa fa con mio marito! Si allontani, sgualdrina!

  • Sgualdrina a me! Ma come osa!

  • No, no! Aspettate! Oh, Cristo!

LAUDISI: (incredulo) E tutto per una...

  • Le devo dare un ceffone anche a lei?

  • Laudisi, si calmi o finisce male...

AMALIA: (l’avvicina al baratro del palco) È lei che finirà male! Se ne vada all’istante! Lei e il suo cicisbeo!

AGAZZI: (si intromette) Aspetta, Amore, Amalia, rifletti! Non ci si può comportare così tra signore, capisci?

AMALIA: (si arrabbia) Oh, bravo! Quando sono io che divento belva tu ti mascheri da santarello! Quando però sei tu ammattito...

AGAZZI: (la calma) Amore, cerca di capire...

SIGNOR SIRELLI: (alla moglie) Anche tu, tesoro, non c’è da essere così esasperanti con gli stranieri...

SIGNORA SIRELLI: (al marito) Ora ti intrometti anche te! Non dovevi essere adirato per il mio menagè con il signor Laudisi?

LAUDISI: (alla Sirelli) Ma cosa combini!

SIGNOR SIRELLI: (a Laudisi, serio) Con te ne parleremo dopo...

AMALIA: (a Lei) Maledetta! Ci provi con il mio marito!

SIGNORA LAUDISI: (a Lei) No! Col mio marito di prova!

  • Ma che state dicendo, babbee isteriche!

  • No, amore, non farlo, sono pericolose!

  • Taci, o te ne mollo un altro di schiaffo!

NENNI e CINI: (a Laudisi) Ma cosa sta succedendo, signor Laudisi?

LAUDISI: (cerca di spiegare a loro) Ecco, lui è salito in scena e ha voluto parlare collo specchio. Lo specchio ha svelato il menage della signora Amalia, mia sorella, con un ragazzo di quartiere per via del libro che io volevo usare per romperlo, ma lui si è mezzo davanti per proteggerlo perché...oddio, non ho più cognizione della situazione, perdonate signore...

NENNI e CINI: (lo interrompono) Signorine!

LAUDISI: (si corregge) Signorine, sì! L’unica certezza è che è colpa di lui e dello specchio!

AGAZZI: (a tutti) Ma lo vogliamo fracassare allora!

SIGNOR SIRELLI: (si pone davanti) Mi offro io!


E il ginepraio è servito! Tutti i signori galantuomini volevano la mia ragazza per farle la corte e altre cose affini, mentre le donne volevano metterla alla corda o ad altre cose simili; e io, a breve, l’avrei seguita, per mano di tutti. Ma ne valeva la pena, quello specchio era, per citare un proverbio, quel gioco che valeva la candela, anche se questa diventasse la scintilla di un mio possibile falò.



Scena 3



SPECCHIO, AGAZZI, - , LAUDISI, PREFETTO, SIGNOR E SIGNORA SIRELLI, -



SPECCHIO: Piantatela! Buon Dio! Ma dove siamo, in un girone dantesco, con tutti i demoni pronti a torturare i peccatori? Che iene che siete: li date la colpa perché lui è salito per farmi parlare, e lei perché è diventata lo specchietto per quelle allodole dei vostri mariti, tanto adulteri quanto voi! E io? Mi date la colpa per aver svelato delle storie di amore che nella trama della novella di Pirandello manco esistono! Siamo usciti dalla narrazione! Siamo fuori! E invece di continuare con la vostra storia, no, vi fate prendere da essa, come se fosse vera! Ma come fa ad esserlo quando né nella novella né nell’opera esistono? Perché allora mi volete rompere?

AGAZZI: (gli risponde) Perché le hai rese vere!

AMALIA: (si confessa) Sì, io ho tradito mio marito! Così è!

SIGNORA SIRELLI: (idem) Anch’io! Con Laudisi, ed è stato bello!

LAUDISI: (alla Sirelli) Ma stia zitta! Matta! Io non ho fatto nulla, né a lei né a nessun’altra.

SIGNOR SIRELLI: (inveisce contro di lui) Animale! Menti!

LAUDISI: (a tutti) Signori, non capite! Ora più che mai quel maledetto specchio deve essere rotto! Ha complottato contro la nostra situazione, già precaria di suo! Ha reso vere situazioni che non lo erano, e ora siamo intrappolati in esse! Se lo rompiamo, finirà tutto!

  • Ma che sta...

  • Zitto! E falla concludere sta farsa...

AGAZZI: (ragiona) Effettivamente dice il vero!

SPECCHIO: Ma non dice nulla! Ma che vi prende?

AGAZZI: (a tutti) Signori, il fatto è più complesso di quello che è! Ci vuole un aiuto per far luce sul dilemma! Ci vuole dell’Ordine!

PREFETTO: (entra in scena) Chi mi cerca?

  • E ci mancava solo lui...

AGAZZI: (al prefetto) Signor prefetto, ci serve il suo aiuto!

PREFETTO: (ad Agazzi) Ma non mi doveva chiamare al telefono?

AGAZZI: Lo avrei fatto se quel soggetto lì (indica Lui) non ci avesse ostacolato nella storia!

PREFETTO: (a Lui) Giovanotto, lo sa che lei ha compiuto un reato alla struttura della storia?

  • O per carità...basta, mi sono rotto di questa faccenda...

  • Che vuoi dire?

  • Andiamocene. Mi sono stancato. Ora ci si mette il prefetto...

  • Non volevi far casino? Non vuoi più?

  • Non rompere. Andiamocene

LAUDISI: (con tono serio) ...non credo voi possiate...

  • Che diavolo dici?

AGAZZI: (stupito, a Laudisi) Come fa a non sapere?

PREFETTO: (a Lui) Giovanotto, farò finta di non aver sentito quello che prima aveva detto, dato che il momento credo sia molto infausto per lei. Davvero non sa?

  • Cosa mi nascondete?

SPECCHIO: Ragazzo, sei nei guai fino al collo...

LAUDISI: (a Lui, con saccenza) Durante lo svolgimento di una messinscena non si possono abbandonare le scene qualora si entri la prima volta. Solo alla fine della vicenda si può uscire. Ma la scena è in atto, e per di più interrotta...

  • Imbecille! Siamo in trappola ora!










Scena 4



LAUDISI, AGAZZI, - , SPECCHIO, SIGNORINA NENNI E CINI,

AMALIA, - , PREFETTO


- Laudisi, per caso ci stai prendendo in giro? Dì di sì…

SPECCHIO: Ragazzo, sei spacciato…

LAUDISI: (sornione) Mi spiace, giovane, ma la realtà è questa: siete dentro l’opera, e ci resterete fino al termine; ovvero mai!

AGAZZI: (a Laudisi, preoccupato) Lamberto, cosa significa? Che li avremo in futuro con noi, nella nostra dimora?

LAUDISI: (ad Agazzi) Sì calmi, consigliere Agazzi…

AGAZZI: (inferocito) Commendatore! Cristo!

AMALIA: (ad Agazzi) Amore, fai qualcosa! Non lo voglio in casa quel…

AGAZZI: (sarcastico) Ah! Ora ti fa piacere la mia presenza!

AMALIA: (isterica) Se non ti liberi di loro sai cosa accadrà?!

AGAZZI: (anche lui isterico) Sì. Che ti butto fuori casa con loro!

- Signori, piantatela con questa farsa. Scusi, lei…come si chiama…

LAUDISI: (offeso) Lamberto Laudisi, signorina…

- Laudisi, sì: non c’è modo per uscirne da questo posto?

LAUDISI: (stanco) L’ho già detto: deve concludersi la scena, ma perché si concluda deve entrare in scena una persona importante.

NENNI e CINI: (insieme) O buon Dio! Non vorrà dire…

SPECCHIO: Sì. Lei.

- Lei chi?

- Non c’arrivi, tesoro…la nuora…

- E chi lo conosce questo spettacolo…

- Praticamente tutti: è un’opera nazionale!

- Che vuoi dire con “opera nazionale”?

- Che è simbolo del teatro nazionale, che la si studia nelle scuole e la si rappresenta ovunque…

- Quindi un’opera morta…

- Cosa?
- Mi parli di un’opera che viene studiata nelle scuole: immagina la felicità dei ragazzi a studiare la storia di una famiglia di matti che rompe le scatole ad uno specchio!

- Ma la trama non è così…

- E rappresentata ovunque…sì, infatti tutti sono elettrizzati di questa storia…
SPECCHIO: (a Lei) Cosa vuole alludere con ciò?

- Ci fossero altre opere a teatro la gente non si accontenterebbe di rivedere in continuazione questo spettacolo. Andrebbe altrove.

AGAZZI: (a Lei) Ma ci faccia rappresentare in pace! E stia zitta!

- Ma, amore, chi vuoi che segua ancora certi spettacoli!

- Io!
- …appunto…tu…quanto pensi di finirla?

- Cosa?
- Di viaggiare nel passato?

- Ma cosa stai dicendo?

PREFETTO: (a loro) Signori, state combinando un ginepraio…

- Non s’intrometta, chiunque egli sia…

PREFETTO: (a Lei) Sono il Prefetto, giovinetta! Come osa!

- Mi faccia concludere il discorso con lui…amore, è la terza volta che ti trovo a teatro…

- Se mi piace cosa dovrei fare? Non andarci? Guardarlo col binocolo?

- Perché vai a teatro per fare questi giochetti?

AGAZZI: (a Lei) Cosa? È recidivo? E con chi?

- Sì, lo fa in continuazione. La prima volta fu con Goldoni, con La Locandiera: entra in scena quando arriva la protagonista; a loro non importava: sembrava una comparsa, e continuarono a lavorare; se non l’avessi richiamato durante il cambio delle scene l’avrei ritrovato con la locandiera, da soli…la seconda fu con Sabato, Domenica e Lunedì di De Filippo, ma in quel caso durò poco: gli attori in scena lo beccarono subito: non sapeva parlare in napoletano! Scappò come un delinquente, e non servì richiamarlo…e ora qui, con Pirandello…

- Se fossero divertenti, non farei questi giochetti…

- Ma divertiti da solo! Ci sono io, o al limite c’è la toilette…

NENNI e CINI: (a Lei) Signorina, un po’ di contegno!

- Giusto, giusto, non posso offendere delle povere vech…eh, anziane…

LAUDISI: (a sé, goloso) Beh, anziane, proprio, non lo sono…


Che figura infame! Quella maledetta m’ha rovinato davanti a tutti. Come se fosse tutta colpa mia alla fine! Le compagnie fanno sempre la locandiera così avvenente e piacente che…ecco, non mi spingo oltre; dico solo che, se avessi avuto la possibilità, lei mi avrebbe davvero ritrovato con lei, da solo. Riguardo ai napoletani garantisco che facevo una parte marginale, ovvero quella del figlioccio: era abbastanza semplice, e il linguaggio era oltremodo facile. Peccato che, nella scena madre, mi era toccato spingermi troppo avanti: non riuscì a pronunciare una parola in dialetto; con grande disinvoltura mi buttarono dal palco, e ripresero con la commedia. E ora lo sanno pure qui! Perfetto! Grazie, Giulia! Grazie…aspetta, l’ho chiamata Giulia?!




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