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lavoro pubblicato domenica 26 giugno 2016
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Allo specchio - Atto Primo - Scena 8-10

di Menic. Letto 586 volte. Dallo scaffale Teatro

Commedia in due atti Liberamente ispirata a Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello (1919) Personaggi Realtà Giulio, il protagonista Giulia, la sua fidanzata Giuliano, il fratello di Giulio Così è (se vi pare) Lamberto Laudisi Commend

Scena 8


SPECCHIO, AGAZZI, LAUDISI, AMALIA, -



SPECCHIO: Stia attenta! Per la miseria! Ancora un po’ e finivo davvero a pezzi! E rimettetemi in piedi…

- Oddio, sei sopravvissuto? Aspetta, che ti sollevo…

AGAZZI: (sorpreso) Ma che demonio…come è possibile?

LAUDISI: (incredulo) Non ci credo…

SPECCHIO: Sembrerebbe di sì. Per essere una donnetta secca e gracile dà dei colpi micidiali peggio di una guerrigliera…

AMALIA: (sbuffa) Se vuole ritento…

- No, no! Lei stia ferma!

AMALIA: (rabbiosa) Ma questo cosa ci fa qui?

SPECCHIO: Amalia, è la terza volta che lo ripeti. E te l’hanno già spiegato…

- Sono qui per lui…

AMALIA: (stranita) Per chi? (nota l’indice rivolto allo specchio) Per lo specchio? Ma è un pezzo d’antiquariato…

AGAZZI: (la interrompe) …di grande valore! E faresti bene a non romperlo, tesoro! Non ho interesse ad acquistarne un altro…

AMALIA: (ad Agazzi) Ma, no! Ma cosa dici, amore?

AGAZZI: (sorpreso) Come…io l’ho pagato profumatamente…ti ricordi?

AMALIA: (incerta) …sì…profumatamente…

AGAZZI: (con fare sospetto) Aspetta. Quella volta eri stata te ad avallare l’acquisto: ti diedi i soldi, e ti dirigesti te da lui, dal venditore. Giusto? E avevi pagato quella cifra con quei soldi…o no?

AMALIA: (falsamente) Sì. Sì.

SPECCHIO: No! No!

AMALIA: (isterica) Ti frantumo se ciarli!

SPECCHIO: La signorina si è divertita col venditore.

AGAZZI: (urla) Maledetta!

AMALIA: (prende di nuovo il libro) Maledetto!

- No, signora Amalia, no!

AMALIA: (cerca di liberarsi) Mi lasci, bifolco! Devo far giustizia!

AGAZZI: (prende Amalia) No, io farò giustizia! Maledetta!

LAUDISI: (assiste incredulo) Fantastico! Ho la sorella sgualdrina…

SPECCHIO: E parla lei, signor Laudisi?

LAUDISI: Perché? Cosa c’entro io, ora?

SPECCHIO: Ha mai riferito alla signora Amalia e al signor Agazzi dei suoi recenti episodi con alcuni ospiti della casa?

AMALIA e AGAZZI: (fermatisi) Cosa?

LAUDISI: (si giustifica) Non li crederete, vero? Ma è sempre stato coperto fino a ieri! Cosa ne può sapere lui di quello che avviene tra me e…

SPECCHIO: E chi?

LAUDISI: (sopraffatto) Oh, Cristo!

SPECCHIO: Non si creda migliore della signora Amalia. Anche lei intrattiene qualcuna, e anche con fare molto galante…

AMALIA: (disgustata) Oh! Lamberto! Per Dio! Come hai potuto?

LAUDISI: (offeso) Io? Ipocrita! Tu ti diverti con chicchessia! Non posso io? Perché non dovrei?

AMALIA: (incollerita) Lamberto! Sono tutte donne sposate le mie ospiti!

LAUDISI: (la riprende) Anche tu lo sei…

AMALIA: (si giustifica) Ma cosa c’entra…io sono sposata, ma mi intrattengo con uomini celibi, mica con mariti…ha un suo senso, no?

SPECCHIO: E questi dovrebbero giudicare quei due poveri Cristi…

- Ma di chi state parlando, per la miseria!



Scena 9



AGAZZI, LAUDISI, SIGNORA E SIGNOR SIRELLI, AMALIA,

SIGNORINA CINI E NENNI, SPECCHIO, -



LAUDISI: (risponde agitato) Della signora Sirelli! E di chi?

Ed entrò la signora Sirelli, appena venne chiamata. C’era da immaginarsi un grande disastro: la signora Sirelli era la moglie del signor Sirelli, uomo squisitamente collerico e geloso, seppure distaccato dalla consorte. Il consigliere, o commendatore che dir si voglia, Agazzi e la signora Amalia erano giustamente preoccupati, o almeno così era; dopo quel discorso sulla falsità della recita non erano più affidabili. La cosa più ingiusta era che non ero ancora riuscito a liberare lo specchio da quei mentecatti.


SIGNORA SIRELLI: (stupita) Tocca a me?

AGAZZI: (stanco) No! Dia la colpa a Laudisi. È lui che l’ha chiamata…

SIGNORA SIRELLI: (intimidita) Oh…lei…

LAUDISI: (umiliato) Per Dio, che cosa ho fatto…

AMALIA: (disgustata) E ora chi lo dirà al signor Sirelli…

SIGNORA SIRELLI: (stupita) Mio marito? (a Laudisi) Lamberto, cosa è successo?

SPECCHIO: È successo che è uscita fuori la verità, dico bene Laudisi?

LAUDISI: (rabbioso, allo specchio) Ma perché non esplodi?

SIGNORA SIRELLI: (intimorita) Cosa hai fatto? Gliel’hai detto?

LAUDISI: (lo indica) È colpa sua! Doveva star zitto! E anche sua! (indica lui) Se non c’avessi interrotto tutto questo non sarebbe accaduto!

- M’ero stufato di questo scimmiottare. Ora è più divertente.

AGAZZI: (lo prende per il collo) E questo? Lo trova divertente? Avanti!

AMALIA: (lo ferma) No! Amore, fermati! Niente sangue in casa. No!

AGAZZI: (lo lascia) E sia! (a lui) Lei è un uomo fortunato.

SIGNORA SIRELLI: (ansiosa) Oh per la miseria! Se lo scopre mio marito, siamo spacciati! Già prima quando m’ha tenuto la mano gli si è avventato contro (nota: Atto Secondo, scena…)! Se scopre tutto…

SIGNOR SIRELLI: (entra in scena) Cosa dovrei scoprire?

SPECCHIO: E la frittata è fatta…

SIGNORA SIRELLI: (a suo marito) Oh, amore. Cosa ci fai qui? Non è il tuo momento di entrare in scena!

SIGNOR SIRELLI: (irato) Nemmeno il tuo…che sta succedendo?!

AGAZZI: (con toni moderati) Vede, caro Sirelli, la situazione è sfuggita un attimo di mano...

SIGNOR SIRELLI: (lo interrompe) Questa è da ormai troppo tempo sfuggita! Ma perché quest’interruzione? Cosa accade?

AGAZZI: (con tono preoccupato) Ecco…quel signore lì, (indica lui) ha fermato Laudisi nel suo monologo, e ora siamo bloccati in questo punto.

SIGNOR SIRELLI: Ma cosa diavolo blatera?

AGAZZI: (con franchezza) Ha fatto parlare lo specchio…

SIGNOR SIRELLI: (stupito) Lo specchio? Ma non s’era detto che era vietato farlo parlare?

AMALIA: (decisa) Sì, e infatti prima di me mio fratello Laudisi ha tentato…

SIGNOR SIRELLI: (con fare sospetto) Il signor Laudisi? È ancora qui?

AMALIA: (cerca di rispondergli) Sì, ma a breve se ne andrà…comunque, ha tentato di farlo tacere, ma non siamo riusciti a scalfirlo…

SPECCHIO: Sono difficile da rompere. Sono di alta qualità!

AMALIA: (lo contraddice) No. Anzi, t’ho pagato meno del previsto: il venditore ti voleva disfare il prima possibile, anche con poco denaro…

SPECCHIO: E certo! Infatti col resto te la sei divertita con lui…

AMALIA: (ingenuamente) Come tutti del resto…

LAUDISI: (irato) Taci, sciagurata! Non vorrai mica che lo sappia…

SIGNOR SIRELLI: (sospettoso) Cosa non dovrei sapere?

- Che il signor Laudisi è andato ben oltre alla cara manina…

SIGNORA SIRELLI: (impazzita) Che qualcuno lo fermi!

SIGNOR SIRELLI: (impazzito) Lo faccio io!

SPECCHIO: Ragazzo, cosa combini? Ti sei condannato da solo!

- Ehi! Ehi! Che fa’ Non è colpa mia se è stato il Laudisi a provarci con lei! Tenga giù le mani!

SIGNOR SIRELLI: (ad Agazzi) Consigliere, aiutami!

AGAZZI: (lo riprende) Commendatore! Non consigliere! Arrivo!

AMALIA: (isterica) Era ora che qualcuno gliela facesse vedere!

SIGNORA SIRELLI: (a Laudisi) E lei? Non li aiuta?

LAUDISI: (ironico) Mi piace guardare, star disparte.

- Ehi! Mi sono stufato di questo casino! Ma come si esce da questo posto infame?

LAUDISI: (sorride) Non si può, caro ragazzo. Solo quando finisce lo spettacolo si può uscire. E a concludersi sembra sia ormai impossibile. Tra l’altro sembra manchino all’appello altri personaggi, tipo la signora Cini e Nenni.

SIGNORA CINI: (entra in scena, umilmente) Chi ci ha interpellate? (guarda l’assalto) Ma cosa accade? Cosa combinate?

SIGNORA NENNI: (stupita e umile) Che state facendo a quel povero ragazzo. E che ci fa in scena?

LAUDISI: (a loro) Ha fatto parlare lo specchio: ora sanno tutti di tutto.

SIGNORA CINI e NENNI: (rabbiose) Maledetto! Fustigatelo!



Scena 10


- , AGAZZI, AMALIA, LAUDISI, SPECCHIO, -



- Cosa state facendo al mio ragazzo?

AGAZZI: (si ferma, assieme a Laudisi) E quella chi è?

AMALIA: (rabbiosa) Chi è lei?

- Sono la sua ragazza. Cosa gli fate? E tu, che fai lì, in scena?

- Oh, cavolo, lei.

SPECCHIO: Ma chi è?

In tutto questo raccontare non avevo mai specificato il motivo per cui ero a teatro: non volevo stare con lei, la mia ragazza, una fulva morona vispa e iperattiva, sempre attorno a me, quasi ossessiva nelle mie azioni, asfissiante certe volte. Non volevo passare quel poco tempo libero che avevo con lei: volevo stare a teatro; e volevo stare con lo specchio.

- La mia ragazza! E chi sennò? Amore, mi stavo annoiando.

- E tu fai strangolare da loro? Che sei, masochista?

- È una storia lunga…

- Voi fermatevi! Aspettate che salgo.

- No! Non salire.

LAUDISI: (a lei) Può salire.

SPECCHIO: Non prevedo nulla di buono…



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