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lavoro pubblicato mercoledì 22 giugno 2016
ultima lettura domenica 21 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Crisi

di FrancescoGiordano. Letto 471 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Una nuova crisi economica colpisce una nazione. Le regole per superarla sono però molto dure e non tutti riescono a rispettarle.

‹‹Signore e signori, buonasera. Purtroppo la prima notizia del nostro telegiornale non è delle migliori, il paese sta attraversando un nuovo periodo di crisi. Per questo motivo verranno applicate tutte le restrizioni del caso. Tutti i programmi televisivi e radiofonici non dedicati alla politica ed all'attualità saranno cancellati. Mentre tutti i libri ed oggetti di svago verranno da domani sequestrati dalla polizia. Anche alcune applicazioni per smartphone verranno bloccate. Passiamo adesso al prossimo servizio...››.


‹‹Oh no, di nuovo?›› la notizia non aveva reso felice un uomo che se ne stava seduto tutto tranquillo sulla sua poltrona.


‹‹Cosa ci vuoi fare, lo sapevano tutti che le soluzioni proposte per uscire da questo periodo non sarebbero bastate.›› replicò una donna che invece era seduta sul divano.


‹‹E' vero però... Stavo quasi per finire di leggere il libro!›› l'uomo fece dondolare avanti ed indietro il tomo che stringeva tra le mani, quasi a voler attirare l'attenzione della donna sull'oggetto.


Ma ciò non accadde, perché continuò ad osservare la televisione ‹‹Eh, anche io stavo seguendo una serie televisiva che era quasi alla sua conclusione. Ma che vuoi farci? Il problema vero è quando lo saprà lui.››.


Non appena finì di parlare, nella stanza apparve questo fantomatico "lui". Era un semplice bambino che aveva tra le mani un videogioco.


‹‹Mamma... Ho sentito, domani gli uomini cattivi verranno a toglierci tutto, vero?›› chiese il pargolo quasi tra le lacrime.


La donna si avvicinò a suo figlio e, mentre lo accarezzava lentamente e dolcemente sulla guancia destra, cercò di farlo sentire meglio ‹‹E' vero tesoro, ma non ti preoccupare, vedrai che questa volta finirà tutto presto. Ormai sei un ometto, sono sicuro che riuscirai a resistere!››.


Anche se inizialmente le parole sembrarono non funzionare, alla fine il bambino abbozzò un sorriso e riuscì a trattenere le lacrime ‹‹Hai ragione, ormai sono grande! Quegli uomini non mi fanno più paura!›› disse, aggiungendo poi ‹‹Adesso vado a letto, buonanotte mamma, buonanotte papà!›› ed andando via.


‹‹Hai proprio ragione.›› riprese a parlare l'uomo ‹‹Quello più sfortunato è proprio lui... E' passato un mese e qualche giorno dall'ultima crisi e si ritrova ancora una volta a dover abbandonare tutti i suoi giocattoli e libri...››.


‹‹E poi c'è qualcosa di ancora più grave, non può nemmeno uscire a giocare con i suoi amici. In pratica non avrà nulla da fare...›› replicò la donna.


‹‹Non capisco perché trascinare anche i bambini in tutto ciò, gli adulti posso capirlo, ma loro...›› l'uomo aveva ormai smesso da tempo di leggere il suo libro, ed osservava il vuoto ‹‹Che legge stupida...›› aggiunse amareggiato.


‹‹Secondo me per abituarli a questa situazione... In un certo senso è anche un bene, noi non siamo abituati a questi cambiamenti, la prossima generazione invece sì...›› spiegò la donna, aggiungendo ‹‹Hai ragione, saranno contenti quelli che si lamentavano sempre che guardare le partite di calcio o il reality show di turno rende stupidi e nel frattempo i politici fanno quello che vogliono.›› diversamente dal marito però, il suo tono era più ironico.


‹‹Vero... Anche se spero che in futuro non esista nemmeno più la parola crisi... Adesso vado a letto, ci vediamo domani, tesoro.›› anche l'uomo decise di andare a riposare.


‹‹Tra poco arrivo anche io, vado un attimo in bagno e torno.›› rispose la donna, che baciò suo marito sulle labbra.


Il giorno successivo, al mattino, la polizia arrivò ed ispezionò per bene l'intera abitazione della famiglia. Tutto ciò che poteva essere utilizzato come svago venne sequestrato.


Anche l'ambiente lavorativo e di studio era cambiato. I due coniugi potevano solo salutare i loro colleghi e parlare di lavoro o della situazione recente di crisi, ma nulla più. Ogni altra conversazione era vietata, la sicurezza e le telecamere aumentarono per tenere tutti sotto controllo.


Anche per i bambini la situazione non era diversa, non potevano parlare di niente che non fosse strettamente legato alle materie scolastiche. Erano troppo piccoli per parlare di politica, quindi il loro campo era ristretto. Durante l'ora di pausa invece, potevano solo mangiare, bere ed andare in bagno.


Anche le strade si svuotavano velocemente, nessuno poteva fermarsi per fare due chiacchiere che non riguardassero la crisi. Gli unici locali aperti erano i ristoranti dove poter mangiare.
Anche l'uomo, una volta uscito dal lavoro, camminava velocemente. Ma il suo comportamento era dovuto ad una spiegazione diversa, non voleva tornare subito a casa, ma doveva recarsi in un luogo ben preciso. Zigzagando per la città, raggiunse una zona dove le telecamere erano praticamente assenti.


Qui, proprio al centro, era presente una costruzione. L'uomo si recò al suo interno e venne salutato da altre tre persone, tutti uomini.


‹‹Ciao Paul, tutto bene?›› disse il più anziano, che si chiamava Herbert.


‹‹Beh, più o meno, come potrai ben immaginare.›› rispose l'uomo, facendo spallucce.


Quel luogo non era come gli altri, era un'abitazione abusiva al cui interno erano presenti libri, televisioni, videogiochi e strumenti di svago. Era una sorta di ritrovo dove i quattro potevano passare un po' di tempo senza seguire le dure leggi della loro società.


‹‹Vuoi fermati anche tu?›› la domanda venne posta da un altro degli uomini presenti, quello dai capelli rossi chiamato Frederick.


‹‹No, volevo solo prendere un libro per mio figlio.›› rispose Paul, avvicinandosi alla libreria ed afferrando un tomo, la cui trama aveva come protagonista due animali cresciuti insieme, ma che poi vennero divisi per poi ritrovarsi anni dopo come nemici.


‹‹Ottima scelta, quelli sono più difficili da beccare!›› questa volta a parlare fu l'ultimo dei presenti, era quello più giovane e si chiamava David.


Tutti e tre erano intenti ad osservare la televisione, diversamente dalle altre, questa aveva accesso ad alcuni canali esteri che non soffrivano di una censura. Anche le radio presenti nell'abitazione avevano un funzionamento simile, potendo ascoltare anche la musica.


‹‹Per questo ho scelto un libro, poi è sempre meglio di niente! Comunque adesso vado, ci vediamo domani.›› disse Paul.


Ma non appena si voltò verso la porta, questa venne spalancata da cinque uomini armati. Era la polizia, in qualche modo aveva scoperto il loro nascondiglio.


‹‹Dannazione! Scappiamo!›› urlò David.


I quattro non se lo fecero ripetere e cercarono di fuggire da quel luogo. Erano stati abbastanza astuti da creare più uscite, che utilizzarono per sfuggire agli agenti. Le urla e le intimidazioni di questi ultimi non bastarono per fermare la corsa dei trasgressori. A quel punto iniziarono a sparare.


‹‹Mio dio, ci sparano addosso!›› Frederick non poteva credere alle sue orecchie ed ai suoi occhi. Iniziò ad aumentare il passo e ad urlare come un pazzo, attirando l'attenzione di quei pochi passanti, che lasciavano via libera agli agenti.


Nessuno interveniva, ma non perché appoggiavano i criminali, ma semplicemente perché erano stati presi alla sprovvista ed avevano paura. Ma l'aiuto dei passanti non era necessario. I poliziotti iniziarono a raggiungere i primi obiettivi.


David venne colpito alla gamba, cadde rovinosamente a terra per poi essere subito ammanettato e picchiato da uno degli agenti. Herbert ebbe meno fortuna, perché un colpo di proiettile lo colpì all'altezza della fronte, uccidendolo sul colpo.


Erano rimasti solo Paul e Frederick, ma entrambi erano consapevoli che seminare gli inseguitori non sarebbe servito a nulla. Ormai tutto il paese conosceva i loro volti, non avrebbero potuto nascondersi da nessuna parte. Pensiero che passò solo nella mente del secondo uomo, che decise di arrendersi.


Aveva paura degli spari e non voleva tentare la sorte come gli altri due amici. Nonostante la sua buona volontà nel fermarsi e nel dichiarare la resa, venne comunque pestato da due agenti. Rimasero quindi in tre a dare la caccia a Paul.


L'uomo continuò a correre. Aveva ormai capito di non avere scampo, ma non voleva arrendersi. Attraversò un ponte e gli venne così un'idea, decise di buttarsi in acqua. Probabilmente non sarebbe sopravvissuto, ma almeno non l'avrebbero preso.


Strinse a sé il libro che voleva dare al suo bambino e si gettò, lasciando di stucco i tre poliziotti che lo stavano inseguendo. I colpi di pistola andarono a vuoto e riuscì a raggiungere l'acqua incolume, venendo trascinato velocemente dalla corrente. A quel punto i tre agenti si fermarono e decisero di riunirsi con gli altri.


Mentre Paul riprendeva fiato lasciandosi trascinare, i poliziotti non rimasero con le mani in mano. Fecero una visita nella sua casa e malmenarono sia la moglie che il figlio per diverse ore. Il risultato finale fu la morte di entrambi. Anche se l'uomo si sarebbe salvato, per lui non ci sarebbe più rimasto nulla. Questa sarebbe stata la punizione di Paul.



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