ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 21 giugno 2016
ultima lettura venerdì 16 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Smart Zombies

di FrancescoGiordano. Letto 491 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Correvo, correvo, ma qual era la mia meta? Non esisteva posto sicuro nel mondo dove mi trovavo.I miei passi rimbombavano tra i vicoli di una citt&agra...

Correvo, correvo, ma qual era la mia meta? Non esisteva posto sicuro nel mondo dove mi trovavo.

I miei passi rimbombavano tra i vicoli di una città buia e silenziosa, ma non ero solo. Dietro di me c'era qualcuno, ma si trattava di un individuo totalmente diverso da me.

La sua camminata era lenta, sintomo che si sentiva tranquillo e calmo. Nonostante ciò era sempre alle mie spalle, come se fosse un fantasma che non potevo scacciare.

Ogni volta che osservavo il suo volto il terrore si impossessava del mio corpo. Non erano solo i suoi occhi da pazzo maniaco a spaventarmi, occhi che sembravano mandarmi un messaggio chiaro e cristallino che recitava "morirai".

No, c'era anche dell'altro, questo uomo brandiva tra le sue due mani delle asce. Sapevo che prima o poi ne avrebbe lanciata una per fermarmi, per questo continuavo a voltarmi verso di lui, per sperare di schivare il suo attacco.

Ma il suo modo di fare, la sua lentezza, la sua sicurezza, il suo non fare niente, mi mettevano ansia. Anche se correvo con tutte le mie forze, ad ogni passo che facevo mi sentivo sempre più vicino alla mia fine.

Tenere d'occhio quello che avevo davanti ed allo stesso tempo quello che c'era dietro di me, mi aveva messo in una brutta situazione. Senza rendermene conto, ero finito in un vicolo cieco.

Mi feci pallido e potei sentire il sudore ricoprire il mio volto, mentre nel contempo mi giravo lentamente per osservare il mio inseguitore.

Quello che vidi mi fece riprendere colore, perché non c'era nessuno. Forse l'avevo seminato, oppure aveva preso una strada diversa, fatto sta che potevo ancora scappare.

Senza pensarci mi allontanai dal vicolo cieco, ma non appena svoltai a destra, mi ritrovai proprio davanti a colui che mi stava inseguendo.

Mi fece uno sgambetto e, non potendo evitare la sua gamba, caddi a terra. Sentivo dolore ovunque, anche se fortunatamente non avevo battuto la testa. Insieme al mio corpo, sul suolo si posò anche un'altra cosa, il mio smartphone.

L'uomo si avvicinò a me ed io cercai di allontanarmi spostandomi con le mani, ma ero troppo lento. Prima mi diede un calcio dritto allo stomaco per fermarmi e poi calpestò lo strumento che mi era caduto. Lo colpiva con una tale foga che sembrava quasi fosse quello il suo obiettivo e non io. Ipotesi che non era tanto lontana dalla realtà.

«E così ci sono ancora persone come te... Zombie che si sono fatti lobotomizzare da questi strumenti del diavolo!» per la prima volta l'inseguitore aprì bocca. Io non risposi, ero ancora dolorante per il calcio, non avevo la forza di fare niente.

L'uomo però non aspettò una mia replica, alzò l'ascia che stringeva alla mano destra in alto e colpì il telefonino, riducendolo in mille pezzi.

«Noi Cacciatori vogliamo solo liberarvi dalla morsa diabolica che questi strumenti vi regalano ma non capite e fuggite via! Vi credete furbi, pensate davvero di scamparla? Noi vi troveremo tutti e ve la faremo pagare!» una volta finito il discorso, l'uomo mi diede un calcio dritto in faccia.

A quel punto non riuscivo a capire più niente, la mia visione era oscurata, ed essendo già buio, praticamente ero cieco. La testa mi rimbombava e non sapevo cos'altro volesse fare il mio inseguitore, anche se potevo immaginarlo.

«Avete preferito stare con gli occhi sullo schermo tutto il giorno invece di parlare con chi avevate accanto! Per questo la pagherete!» questo furono le ultime parole che il ragazzo a terra udì, prima che l'uomo gli staccò la testa con un taglio netto della sua ascia.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: